VR46 MotoGP: Pertamina nuovo main sponsor! Finalmente un petroliere vero!

A tre anni dalla bufala  del falso Principe, di Tanal (inesistente) e di Aramco (che ha sempre smentito tutto), VR46 porta a casa un vero sponsor petrolifero. E che sponsor!
Premiato il lavoro del gruppo che ha saputo trasformare in tempi record una squadra appena nata in un top team!
Ecco tutti i dettagli e gli altri sponsor che rimarranno sulle moto!

 

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VR46 MotoGP si appresta a svelare il suo nuovo main sponsor.
Come già anticipato da Misterhelmet il 24 luglio e ripreso da altre testate che si sono guardate bene dal citare la fonte, la struttura di Valentino Rossi, diretta da Uccio Salucci si accinge a salutare Mooney, per lo meno  come title sponsor.

L’azienda finanziaria rimarrà comunque sulle carene delle Ducati di Tavullia ma con meno “presenza”.

Stessa cosa per eBay che qualcuno ha dato per sponsor principale 2024. La casa di aste online, però, che ha visto impegnati Vale e i suoi anche in adv televisivi ed è già presente sul codone delle ducati gialle, non è coinvolta in veste Global ma tramite la filiale italiana e quindi rimarrà con un peso ridotto.

A crescere sarà invece HERO, azienda di spruzzatori per vernici. L’azienda nata in Canada nel 1968 e unitasi a NiT Italia nel 2007, aumenterà la sua visibilità sulle carene delle due Ducati, presumibilmente affidate ancora a Marco Bezzecchi e Luca Marini, salvo cambiamenti last minute. E’ infatti ipotizzabile che VR46 che ha Bezzecchi come uomo di punta, cerchi di ottenere per lui una moto ufficiale in casa, piuttosto che perdere il pilota in direzione Pramac.

La vera novità sarà però il main sponsor. A dispetto di alcuni rumors che “prevedevano un’altra azienda finanziaria o la stessa eBay, le cose andranno diversamente.
Lo sponsor sarà  Pertamina, azienda petrolifera di stato dell’Indonesia, nata nel 1957 dalla nazionalizzazione degli impianti Shell, che nel tempo ha assunto l’attuale denominazione dopo una serie di cambi di nome e fusioni con altre realtà locali.

Secondo i dati del 2020-21, ha circa 13.500 dipendenti, un fatturato di 57 miliardi di dollari, un reddito operativo di 4 miliardi di dollari, un utile netto di un miliardo e asset per 71 miliardi.
Pertamina è l’unica azienda Indonesiana ad essere mai entrata nel Fortune 500. Si tratta di una big, non grande come Aramco ma comunque grandissima per fatturato e importanza.

Pertamina produce carburanti e prodotti chimici ma anche lubrificanti.
Per questo dalle moto di Valentino, dopo anni di collaborazione, scomparirà Bardahl.

Non è dato sapere se Pertamina continuerà comunque a sponsorizzare il team Pertamina Mandalika SAG che attualmente schiera in Moto2 i piloti Taiga Hada e Bo Bendsnyder però questo è un tema di secondo piano.

Bo Bendsnyder

Dopo il colossale flop della bufala Tanal Aramco, (qui tutta la storia) che alcuni siti definiscono ancora “accordo saltato” mentre invece non è mai esistito nulla ed è stato sempre tutto smentito dalla multinazionale Saudita, sulle moto di VR arriva finalmente un petroliere VERO.
Tutto grazie all’ottimo lavoro per quella che può essere definita come squadra rivelazione del 2023.
Chissà se con queste basi sarà ancora solo Pramac ad avere una moto factory, oltre al team interno perché, insomma, con Pertamina, abbiamo davanti una specie di Petronas!
Con questi brand in gioco davvero Ducati potrebbe considerare non solo  l’idea di fornire a VR46 una moto ufficiale ma anche di  far vincere, eventualmente, una squadra NON factory, qualora se ne realizzassero i presupposti!
Questa cosa porterebbe Ducati nell’Olimpo assoluto e la farebbe diventare ancora di più, se mai fosse possibile, la moto da avere per correre in MotoGP!

E adesso il solito gioco che facciamo a Misterhelmet!
Come potrebbero essere le moto? Ecco un esercizio di stile della brava Lyla Oakes!
Che ne pensate?

 

 

 

VR46 MotoGP: Pertamina new main sponsor. Finally a real Oiler!

Three years after the hoax of the false Prince, of Tanal (non-existent) and of Aramco (which has always denied everything), VR46 takes home a real oil sponsor. And what sponsors!
Rewarded for the work of the group that was able to transform a newborn team into a top team in record time!
Here are all the details and the other sponsors who will remain on the bikes!

 

 

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VR46 MotoGP is preparing to unveil its new main sponsor.
As already anticipated by Misterhelmet on 24 July and taken up by other publications that have been careful not to mention the source, Valentino Rossi’s structure, directed by Uccio Salucci is about to greet Mooney, at least as title sponsor.

The finance company will still remain on the fairings of the Ducatis of Tavullia but with less “presence”.

Same thing for eBay that someone has given as main sponsor 2024. The online auction house, however, which has also seen Vale and his team involved in television ads and is already present on the yellow Ducati tail, is not involved in a Global guise but through the Italian branch and therefore will remain with a reduced presence.

On the other hand, HERO, a paint sprayer company, will grow. The company born in Canada in 1968 and joined NiT Italia in 2007, will increase its visibility on the fairings of the two Ducatis, presumably still entrusted to Marco Bezzecchi and Luca Marini, barring last minute changes. In fact, it is conceivable that VR46, which has Bezzecchi as its top man, tries to get him an official bike at home, rather than losing the rider in the direction of Pramac.

The real novelty, however, will be the main sponsor. Despite some rumors that  predicted another financial company or eBay itself, things will go differently.
The sponsor will be Pertamina, an Indonesian state oil company, born in 1957 from the nationalization of Shell plants, which over time took on its current name after a series of name changes and mergers with other local companies.

According to 2020-21 data, it has about 13,500 employees, revenue of $57 billion, operating income of $4 billion, net income of $1 billion, and assets of $71 billion.
Pertamina is the only Indonesian company to have ever entered the Fortune 500. It is a big company, not as big as Aramco but still huge in terms of turnover and importance.

Pertamina produces fuels and chemicals but also lubricants.
For this reason, after years of collaboration, Bardahl will disappear from Valentino’s bikes.
It is not known whether Pertamina will continue to sponsor the Pertamina Mandalika SAG team which currently lines up riders Taiga Hada and Bo Bendsnyder in Moto2, but this is a secondary issue.

Bo Bendsnyder

After the colossal flop of the Tanal Aramco hoax, (here the whole story) which some sites still define as a “broken deal” while nothing ever existed and has always been denied by the Saudi multinational, a REAL oil tanker finally arrives on VR bikes .
All thanks to the excellent work for what can be defined as the revelation team of 2023.
Who knows if with these foundations it will still be only Pramac that will have a factory bike, in addition to the internal team because, in short, with Pertamina, we are facing a kind of Petronas!
With these brands at stake, Ducati could really consider not only the idea of supplying VR46 with an official bike but also possibly letting a NON-factory team win, if the conditions were met!
This thing would bring Ducati to the absolute Olympus and would make it even more, if ever possible, the bike to have to race in MotoGP!

And now the usual game we play at Misterhelmet!
What could motorcycles be like? Here’s a style exercise by the excellent Lyla Oakes!
What do you think?

 

 

 

Valentino Rossi ambassador Yamaha ma Team Ducati. Conflitto di interessi o segnale?

C’è conflitto di interesse in Valentino Rossi per il fatto che è ambassador Yamaha e fa correre il suo team con Ducati? Ci sono dei precedenti? E’ una cosa così strana per lui o in generale? Queste scelte sono un segnale? Che segnale? Un segnale per il suo team.


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VALENTINO ROSSI: 10 MOTIVI PER CUI PUO VINCERE IL DECIMO TITOLO !

Si parla tanto del decimo titolo (mancato) di Valentino Rossi come un’occasione persa. E invece ci potrebbe essere una possibilità.
Chiaramente è una teoria, ma siamo davvero sicuri che volendo non si potrebbe fare? Leggete il pezzo o guardate il video!

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E’ una cosa grossa: statemi a sentire e mi ringrazierete!
Anche se sembro ironico, sono serio. Anche se sembra clickbait, non lo è.

Ho l’idea chiave per realizzare il sogno del decimo titolo di Valentino Rossi salvando anche un sacco di posti di lavoro di disperati allo sbando ridotti a scrivere di Marini che vuole più soldi e Migno che piange perché è senza moto che in questo modo avrebbero salva la giornata e il palinsesto.

Ma soprattutto, guardiamo al lato positivo, quello della salvezza di tanti tifosi della mia età e tanti altri che sono tifosi ereditari ma che non essendo ancora coscienti nel 2009 in quanto troppo giovani, non lo hanno mai visto vincere niente che non sia la 100km dei Campioni o il Rally di Monza. 

Proprio io che sono stato ripetutamente tacciato di essere anti rossi quando invece sono uno che di lavoro analizza i numeri, ho avuto una grande idea.

Il biscotto che ha impedito il decimo titolo, il cattivo marquez, il cattivo lorenzo, etc.
Sono tutte cose brutte che possiamo cancellare.
E’ il momento per me di smettere con questo atteggiamento apparentemente coglionante e tornare alla serietà. 

 Qual è il più moderno, giovane, responsabile, inclusivo, innovativo, evolutivo e chi più aggettivi ha, più ne metta, fra i campionati motociclistici? 

Tutte cose positive e in più anche una certa facilità vista la situazione tecnica, organizzativa e di partecipanti?
Un qualcosa che sebbene sia sottosviluppato è comunque mondiale?
Il mondiale MotoE! fig1

Che moto ci corrono? Moto tutte uguali. Tutte Ducati.

Che piloti? Piloti bravissimi, niente da dire, ma che evidentemente non hanno scelto di fare questo mondiale al posto della Superbike o della Moto2.
Quanti giri si fanno? Pochissimi. E infatti è un campionato adatto anche a chi non è esattamente giovanissimo.

Eppure fa fatica. La gente dice sulle moto elettriche cose terribili. Non le valorizza. Le sminuisce per la mancanza di sound, fumo, e tutte quelle caratteristiche machistiche che le moto termiche invece richiamano.

La MotoE è vista come un qualcosa un po’ da sfigati ed è fatta da team che in pratica sono costretti da dorna a farla, agevolati sotto tutti i punti di vista perché non esiste un reale ritorno mediatico. Cioè la MotoE non se la caga nessuno. 

Fino a che la MotoE non sarà l’unica forma di motociclistmo, non decollerà mai e io stesso come Misterhelmet, se ne voglio parlare, la devo infilare in mezzo ad altre cose. Non è giusto e io sono contro le ingiustizie. 

Eppure c’è un rimedio e si chiama Valentino Rossi.

La leggenda che ha trasformato nel credo collettivo in gare serie anche il Rally di Monza, che era andare avanti indietro da un palo all’altro facendo i giro e la 100km dei campioni, che è una gara che si organizza a casa sua con i suoi dipendenti tipo coppa Cobram di Fantozzi.

Guardiamo insieme perché la MotoE potrebbe essere perfetta per un decimo titolo di VR46.

1) Con i suoi colleghi MotoGP in ballo no, ma con chi ci corre attualmente è molto probabile che Valentino possa vincere. Anzi sono quasi sicuro.
2) E’ comunque un titolo mondiale (più o meno) ma ok.
3) le gare sono poche
4 sono cortissime e quindi il talento conta piu della resistenza fisica.
5) le moto sono tutte uguali e quindi non si può piangere e poi non ci vuole niente a farne una più uguale dell’altra (ma sono convinto che non servirà)
6) Valentino sarebbe il punto di unione perfetto fra vecchio e nuovo.
7) Finalmente ci sarebbe un vero grande nome in una griglia di sconosciuti. Duello fra Rossi e Manfredi!
Nemmeno nei videogames sarebbe possibile.
8) finalmente la categoria diventerebbe interessante e riporterebbe in pista e davanti alla tv tutti gli orfani delle due ruote che adesso non sanno che diavolo fare se non ripetere la storia del 2015.
9) darebbe anche un po’ di ossigeno alla vr46 abbigliamento che, a quanto pare, non vende più come prima. E noi la aiutiamo!
Immagino delle magliette eco friendly con del materiale riciclato, perfettamente ecologiche.
10) E soprattutto: vale riuscirebbe a vincere qualcosa con la Ducati, che altrimenti… 

Se voi pensate che io scherzi o sia ironico, vi sbagliate. Sono serissimo. Prima che il Mondiale Moto E si evolva sotto tanti aspetti, dal numero dei giri a chi vi partecipa,  Valentino Rossi potrebbe veramente prendervi parte e vincerlo, chiudendo così definitivamente un ciclo e aiutando un mondiale che fa fatica ad imporsi.

Diventerebbe vincitore di tutte le categorie in cui ha corso. Sarebbe una cosa perfetta. 

Lo stesso Valentino Rossi darebbe valore e credibilità ad una cosa che fa fatica ad averli e potrebbe attirare sponsor importanti che adesso mancano.
Mi meraviglio che nessuno di quelli pagati per farlo ci abbia ancora pensato.

Ecco come potrebbe essere la moto di Valentino Rossi se corresse in MotoE!


VALENTINO ROSSI: 10 REASONS WHY HE CAN WIN THE TENTH TITLE!

There is much talk of Valentino Rossi’s tenth (missed) title as a missed opportunity. But there might be a possibility.
Clearly it’s a theory, but are we really sure that if we wanted to, we couldn’t do it? Read the piece or watch the video!

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Here I am.
This is a big deal: listen to me and you will thank me! Although I sound ironic, I am serious.

I have the key idea to realise the dream of Valentino Rossi’s tenth title while also saving a lot of jobs of desperate people reduced to writing about Marini wanting more money and Migno crying because he is without a bike, which would save the day and the programme.

But most of all, let’s look on the bright side, that of the salvation of many fans my age and many others who are hereditary fans but not yet aware in 2009 as they are too young, have never seen him win anything other than the 100km of Champions or the Rally Monza.

I, who have been repeatedly accused of being anti-Rossi when in fact I am someone who analyses numbers for a living, had a great idea.

The incident that prevented the 10th title by the evil Marquez, the villanous Lorenzo, etc.
These are all bad things that we can erase.

It’s time for me to stop this seemingly cocksure attitude and get back to seriousness but first:
What is the most modern, young, responsible, inclusive, innovative, evolutionary, and who has the most to offer among motorbike championships?
All good things plus a certain ease given the technical, organisational and participant situation?
Something that although underdeveloped is still world class? The MotoE World Championship!

What motorbikes run there? All equal motorbikes. All Ducati.

Which sort of riders? Very good riders, nothing to say, but who clearly did not choose to do this world championship instead of Superbike or Moto2.
How many laps do you do? Very few. And in fact it is a championship suitable for those who are not exactly young.

Yet it struggles. People say terrible things about electric bikes. They don’t value them. They belittle them for their lack of sound, smoke, and all those machismo characteristics that thermal motorbikes have.

MotoE is seen as something a bit lame and is done by teams that are basically forced by Dorna to do it, facilitated in all respects because there is no real media return. In other words, nobody is shitting on MotoE.

As long as MotoE is not the only form of motorcycling, it will never take off and I myself, like Misterhelmet, if I want to talk about it, I have to squeeze it in between other things. It’s not fair and I’m against injustice.

Yet there is a remedy and it is called Valentino Rossi.
The legend who transformed into the collective belief in serious racing even the Monza Rally, which was going back and forth from pole to pole doing laps, and the 100km di Campioni, which is a race he organises at home with his employees like Fantozzi’s Coppa Cobram.

We look together at why MotoE could be perfect for a tenth VR46 title.

1. With his MotoGP colleagues in the mix, no, but with those who currently race in MotoE, it is very likely that Valentino could win. In fact, I’m almost certain.
2. It’s still a world title (more or less), but I digress.
3. The races are very short and therefore talent counts more than physical endurance.
4. Bikes are all the same, so you can’t cry, but then it takes nothing to make one more equal than the other (but I’m convinced that it won’t help)
5. Valentino would be the perfect union point between old and new.
6. Finally there would be a real big name in a grid of unknowns. Duel between Rossi and Manfredi! Not even in video games would this be possible.
7. Finally, the category would become interesting and bring back to the track and in front of the TV all the two-wheel orphans who now don’t know what the hell to do except repeat the 2015 story.
8. It would also give some oxygen to VR46 Racing Apparel, the clothing brand, which apparently no longer sells as well as it used to. And we help it! I imagine eco-friendly t-shirts with recycled material, perfectly ecological.
9. And above all: would he be able to win something with Ducati, which otherwise…

If you think I am joking or ironic, you are wrong. I am very serious. Before the MotoE World Championship evolves in so many ways, from the number of laps to who participates, Valentino Rossi could really take part in it and win it, thus closing a cycle once and for all and helping a world championship that is struggling to establish itself.
He would become the winner of all the categories in which he raced. That would be perfect.
Valentino Rossi himself would give value and credibility to something that is struggling to have and could attract important sponsors that are now lacking.

I am amazed that none of those paid to do this have thought of it yet.

And this is how the bike could be if Valentino would race in MotoE!


Scrivo LIVE con L’Intelligenza Artificiale: Come nascono molte SCHIFEZZE che leggiamo!

Vi parlerò di intelligenza artificiale e vi farò vedere come anche il nostro mondo è ormai invaso da queste tecnologie.
Vi darò gli strumenti per capire quali articoli sono scritti in automatico da macchine “intelligenti “e quali sono scritti invece da esseri stupidi ma umani.

Alla fine, nel video, scriveremo live articoli “artificiali” di motociclismo su Marquez, Rossi, MotoGP e Moto2, in pochi istanti. 

 

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Fonti/Sources:
https://openai.com/blog/chatgpt/

https://stablediffusionweb.com/

https://app.writesonic.com/ 

Cos’hanno in comune il ritorno di Iannone e il morto alla Dakar?

Nell’ultimo video mi sono trovato a spiegare il senso del clickbait, di come funziona, con qualche esempio, e del perché è fatto in un certo modo. Oggi vi racconterò un tipo di clickbait ancora più squallido spiegando il motivo per il quale alcuni eventi importanti del nostro settore vengono ignorati mentre altri che non sono motociclisticamente rilevanti, diventano stranamente ed incomprensibilmente importanti.

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Ne affronterò due: La tragica morte di uno spettatore alla Dakar e il ritorno alle corse di Andrea Iannone, con un pizzico di Valentino Rossi. Quello c’è sempre ma non è colpa mia.

Parliamo dell’incidente alla Dakar
Potete chiaramente commentare nel merito, massima libertà, ma non è l’incidente l’argomento del video, bensì il mezzo per parlare di una cosa.
Innanzitutto dobbiamo dispiacerci perché è venuta a mancare una persona e quindi bisogna essere vicini a tutti quelli che le volevano bene. E poi dobbiamo essere preoccupati perché si è aperta una grossa falla nella sicurezza di un evento che di pericoli ne nasconde già tanti. Detto questo, il tema è: La notizia, andava data?  

Tutte le notizie vanno date, altrimenti parliamo di autocensura, ma vanno date con educazione, rispetto e secondo l’etica giornalistica.  Parliamo ovviamente non dei media disperati acchiappaclick e mainstream ma di quelli del nostro settore, che dovrebbero fare prima di tutto una selezione fra quello che è motociclistico, quello che lo è in parte e quello che non lo è per niente. 

Se io leggo che durante una tappa della Dakar c’è stato un incidente mortale per uno spettatore è una notizia. Perfetto.

 

Se io poi oltre al pezzo già scritto leggo un’altro articolo dedicato alla morte dello spettatore, magari con dettagli pruriginosi etc, inizia a non andare bene perché il tale sito, giornale etc inizia ad andar fuori dal suo settore e ad occuparsi di cose che non lo riguardano. Male. 

Brutto è questo  esempio è col video.
Inutile utilizzare la scusante di far vedere che il pilota non ha colpe. Nessun pilota ha colpa se uno gli attraversa il percorso. A che serve il video?

 

Se poi addirittura vedo un articolo che dice: guardate dov’era la persona, con in copertina una foto del malcapitato, estratta da un video a sua volta rubato, con un articolo/post fatto appositamente per la curiosità morbosa degli sfigati, dopo che la notizia è già trita e ritrita, allora vuol dire che siamo al clickbait da senso di inferiorità e bisogno di attenzione senza nemmeno avere un elemento multimediale a supporto. Fermare l’immagine per far vedere come uno muore è proprio l’ultima frontiera.



Ma del resto da chi aveva rubato la foto di Salom appena morto non mi aspetto molto.

Non vi ricordate? Ve lo ricordo io. In occasione della Morte di Luis Salom c’erano delle foto scattate da un fotografo spagnolo. Per rispetto alla famiglia Dorna e il fotografo decisero di non diffonderle e fu fatto divieto a tutti. Qualcuno le fotografo dallo schermo del pc del fotografo e se le vendette. Serviva fotografare il morto e pubblicarlo? La stessa persona che ha estratto il video della persona morta alla Dakar. NON E’ LIBERTA’ DI STAMPA, NON E’ SFIDA ALLA CENSURA come ci arrampica sugli specchi a dire. Non viene offerta al pubblico un’informazione in più, non viene sfidato un regime, non viene dato un elemento di valutazione in più. Semplicemente viene sacrificato allo scopo di lucro personale il rispetto per una persona, offrendola al popolo indecente.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

 

Perché un sito di moto specializzato lo fa? Perché lo vede come l’occasione del rilancio mainstream della vita.  Un sito che pur noto nel suo ambito non è conosciuto dal pubblico generalista, vede una chance di redenzione, diffusione, click, salto di qualità. Un modo per essere ripreso da Dagospia e compagnia o semplicemente sgomitare nel suo settore.

Un po’ come se al cronista di paese della redazione regionale di un quotidiano, capitasse l’omicidio dell’anno. Però almeno quella è una notizia vera. Qui la notizia non c’è. 

Il fotogramma dello spettatore che sta per essere schiacciato da un camion, a cosa serve se non a condividerselo fra sfigati su whatsapp seduti al cesso? Cos’ha di motociclistico in senso stretto? Sei una testata specialistica di moto se pubblichi la foto di un poveretto che sta per morire? Sei una testata specialistica di sciacalli. 

Parte2

Cos’ha di motociclistico il ritorno di Iannone? 

Se vi aspettate una retrospettiva ritardata di 4 anni sulla sua squalifica , non è questo il caso anche perché il tema è stato trattato molto bene in un sacco di posti con diversi punti di vista. Riassuntino: 

Per me Iannone, molto concentrato sul suo aspetto fisico e in virtù anche delle sue frequentazioni, ha ceduto ad un prodotto che ne aumentasse la muscolarità. Per me. 

Ha subito una sospensione lieve, nel ricorso non è stato capace di fornire ulteriori elementi a sua discolpa e pertanto ha subito una grossa squalifica. Per me è stato così. Non mi interessa se non ci guadagnava, se le tracce erano lievi, se è stato a sua insaputa e non mi interessa  se qualcuno crede che con una bistecca sola si possa risultare positivi. Potete anche discuterne qui sotto nei commenti dimostrando di non aver capito di cosa parla il video eh, non ve lo posso impedire. Ma il video non parla di questo. Sto cercando di comunicarvi che, d’accordo o non d’accordo su quello che è successo, senza ulteriori elementi, la notizia su Iannone, per quanto riguarda il nostro settore finiva alla squalifica.  E ricomincerà il giorno un cui sapremo che tornerà a correre per ulteriori dettagli sportivi tipo dove e con chi.
In mezzo ci sono 4 anni di Belen, Elodie, altre tizie, foto nudo, vacanze, messaggi automotivanti su instagram, scatti da poeta maledetto, Pechino Express, Ballando sotto le stelle, e tutta una serie di roba che sarà anche rispettabilissima ma con cui noi che ci occupiamo di motociclismo non c’entriamo niente. 

Quindi cosa succede. Che chi si occupa professionalmente e onestamente di motociclismo, lascia perdere Iannone e continua a scrivere di moto, gare, motori, piloti in attività che fanno cose di motociclismo, etc. Chi invece è disperato perché deve fare click, visualizzazioni e spiccioli a tutti i costi, deve mettere la bandierina su robe che erano di moto ma che possono essere spremute perchè sono mainstream, generaliste.

Il morto alla Dakar oh è morto in una gara di moto, quindi oh è nostro!

Iannone è un pilota, che prima la signora di Vigevano no sapeva nemmeno chi fosse ma adesso sa che è un pilota che si è fatto Belen e va in TV. Quindi scatta il desiderio di portare ‘sta gente nelle moto. Iannone è nostrooo!!!
E quindi vediamo roba come questa

 

Uno dei pochi siti che parla di Iannone un modo tutto sommato corretto è Moto.it che  lo accosta a situazioni motociclistiche. Per me sono superflue, non sono articoli che farei io,  ma di certo non sono situazioni scorrette.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

Così come, per lo stesso motivo, Valentino Rossi anche se va a giocare con le Auto, a golf o a risiko, oppure va in vacanza, non passa al settore gossip o al nuovo sport di riferimento, no, rimane sempre legato alle riviste di moto. Perché è la maniglia verso il mainstream, visto dai disperati di moto, come l’ancora di salvezza del click. Una specie di VITALIZIO. 

Le moto non se le caga mai nessuno. Scendi per strada e chiedi al primo che passa se conosce Razgatlioglu. Non lo sa. Sarebbe quasi perfetto se Razgatlioglu compiesse una strage in un supermercato. Cazzo ci sarebbe da parlarne per decenni rivendicando tutto i sacrifici di anni a rompercisi il cazzo per imparare a scrivere ‘sto cognome difficile. Al grido di il turco è nostro. Ce ne siamo occupati per anni e adesso che diventa cliccabile, lo volete voi? Noi non lo molliamo.  

I siti di moto tornerebbe a filarseli qualcuno che non sia parte del segmento dei motociclisti, che è un segmento in estinzione. 

Io francamente spero che prima che si estingua il segmento di motociclisti, si estinguano questi poveretti qui, questi  accattoni qui, che sono quelli che avrebbero potuto investire sul movimento e sullo sport e invece hanno scelto di investire sui singoli personaggi, uno alla volta, che adesso si estinguono, uno alla volta, come è giusto si estingua la stampa demmerda personaggiocentrica.
Cari giornali e siti: la colpa è vostra. Avreste potuto investire sul motociclismo, sul movimento e invece avete scelto di investire sui singoli personaggi. Vi siete trasformati da esperti in accattoni e adesso vi trovate a frugare nell’immondizia come gli altri, con la differenza che gli altri hanno materiale sempre fresco mentre invece l’immondizia in cui dovete frugare voi è sempre la stessa e tutto ciò vi vende ancora più ridicoli. Invece che allontanarsi dalle moto, la gente si dovrebbe allontanare da voi

 

CLICKBAITER MI ATTACCANO: NON ACCETTO LEZIONI!

Per l’ennesima volta ho messo in evidenza l’ennesimo contenuto che SECONDO ME è clickbait, ovvero acchiappaclick. A qualcuno non è stato bene e sono stato attaccato sulla mia pagina. E’ il momento di dare qualche spiegazione e qualche dimostrazione

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E’ il caso di parlare dell’attacco da me ricevuto da parte dei clickbaiter, che è come la vendetta dei Sith, però fa ridere.
Non so se sapete ma oltre a news, opinioni e anticipazioni combatto una guerra persa contro il clickbait e le fake news. A qualcuno fra quelli che menziono ha dato un po’ fastidio ed è venuto a battere i piedini sulla mia pagina. Prima però parliamo di cos’è il clickbait.

Dice wikipedia, non io, a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Clickbait

“Acchiappaclic (o clickbait in inglese) è un termine che indica un contenuto web la cui principale funzione è di attirare il maggior numero possibile di internauti, per generare rendite pubblicitarie online.
Generalmente il clickbait si avvale di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano l’utente a cliccare, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. Il suo obiettivo è quello di attirare chi apre questi link per incoraggiarli a condividerne il contenuto per aumentarne la diffusione, tramite condivisione sui vari social network, aumentandone quindi in maniera esponenziale i proventi pubblicitari.
È frequente da parte di molti siti fare pseudo-informazione narrando taluni fatti in maniera strumentale, distorcendone la realtà; a contrastare questo fenomeno vi sono siti di debunking dove ciò che è riportato in questi link viene smentito, evidenziandone la mancanza di fonti informative affidabili.”

Sia chiaro: io non contesto l’obiettivo di ottenere click. Chiunque produca un contenuto lo fa per farsi visualizzare, anche io. Contesto però quello a cui è disposto ognuno di noi, per farsi leggere.
Posso cercare di fare un titolo più interessante ma, se la notizia non c’è, non posso inventarla, arricchirla, sensazionalizzarla per un tornaconto, altrimenti non sono onesto. Non sono onesto se al titolo non corrisponde un contenuto reale o se il contenuto è fuorviante o addirittura, come vedremo, mancante.

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Torniamo a noi: sulla mia pagina evidenzio spesso i titoli clickbait come mi vengono proposti su google o come li vedo sui canali social. Nella maggior parte dei casi siete voi stessi a segnalarmeli. Ve ne metto qualcuno.

Solitamente non c’è reazione da parte di chi li produce ma in questo caso è andata diversamente.

Il signor Antonio Russo, direttore del sito TUTTOMOTORIWEB, i cui post spesso evidenzio, è venuto a protestare piccato per avere io criticato il suo sito. Nello specifico questo post su Bagnaia che secondo Tuttomotoriweb, VUOLE un record la cui esistenza hanno però scoperto a tuttomotoriweb, ovvero quello di essere il terzo pilota a bissare il titolo per due anni consecutivi. Come fa Bagnaia a volere un record di cui non sa l’esistenza fra l’altro eguagliandolo e non battendolo? E come fa a entrare nella storia ancora prima che inizi il campionato? Mistero.

Faccio presente che io non ho mai scritto niente sui canali di TUTTOMOTORIWEB che il sig Antonio Russo dirige perché sono bannato preventivamente. Sono stato bannato ancora prima di andarci a scrivere per il solo fatto di menzionare la sua testata nei miei. A me non importa. Ma al sig. Antonio Russo, direttore di Tuttomotoriweb, evidentemente non basta ed è venuto a protestare nella mia pagina.
In merito a questo titolo su Bagnaia, a cui veniva attribuita la volontà di superare un record di cui nessuno si è accorto, ed in seguito alla mia segnalazione, il sig Antonio Russo è venuto a scrivere un minisfogo in cui c’è un tentativo di spiegazione. Ve lo metto qui.

Ovviamente criticatissimo il sig Russo ha continuando a rispondere utilizzando i 12 anni di storia di Tuttomotoriweb, i 50 milioni di pagine viste l’anno e i 750mila utenti facebook, come garanzia di qualità informativa.
Alla fine sono chiaramente io quello invidioso, quello che ha tempo da perdere criticando una persona che invece carica di responsabilità manda avanti una redazione illustrissima che fa giornalismo di altissima qualità, come quando le notizie vengono rilanciate ad un anno di distanza facendole apparire come nuove. A quale scopo se non il clickbait, nessuno lo sa. Per il sig Russo è normale. A posto così.

Vorrei però farvi vedere qualcuno di questi brillantissimi contenuti che secondo me sono clickbait mentre secondo il signor Antonio Russo, direttore di tuttomotoriweb, sono invece giornalismo seguitissimo e normalissimo. Giudicate voi.

Marquez alla dakar fa un annuncio importante. Che non ci va. Non ha mai pensato di andarci, non è mai stato previsto che ci andasse e non è il suo sport.

Miller cambia sport? Non è vero, si allena semplicemente nel motocross. Come milioni di piloti.

Il sogno di Ciabatti e l’incubo degli avversari? Clicchi il pezzo e non c’è nessun sogno. Io non lo vedo a meno che non sia vincere.

Dove vive Marc Marquez? Rimarrete stupiti: vive a Madrid. Da un anno e mezzo.

Non è che vive su una palafitta a rapa nui. RIMARRETE STUPITI!!!!

Bautista pronto ad una rivoluzione? Chiede l’aiuto dei fan.
La rivoluzione è se adottare il n1 oppure no. Rivoluzione!

STUPITI, SOGNO, RIVOLUZIONE, SHOCK. Ricordate il sensazionalismo dei termini a scopi emozionali. Questi sono i pezzi che trovo nella homepage ma potrei continuare per ore. Né voi né io abbiamo tempo libero, contrariamente a quello che dice Antonio Russo.

Non voglio rinunciare però all’articolo principe, la vera chicca: Quanto costa un treno di gomme in MotoGP: rimarrete a bocca aperta! Non è un costo normale. E’ un costo da Bocca aperta. Tipo come quando vai dal dentista e ti dice “Apri grande”.
Ma quanto costerà mai UN TRENO DI GOMME.

Eccolo qui. Me l’ha segnalato un team manager che mi ha detto che era curioso anche lui, perché non lo sapeva. EBBENE QUESTA INFORMAZIONE NEL PEZZO NON C’E’. IL COSTO DI UN TRENO DI GOMME NON C’E’. Non è clickbait, questo, caro Antonio Russo direttore di Tuttomotoriweb? Come lo chiamiamo?

E ora parliamo di come sono scritti questi articoli.
Per una notizia che potrebbe essere condensata in 5 RIGHE, i pezzi hanno tutti una media di 5-6000 caratteri e partono ogni volta dalla notte dei tempi.
Sono i parametri per andare nel range della monetizzazione di google e apparire su google discover, l’ideale per far comparire banner, popup, interstitial, aggiornamenti di pagina, ovvero tutti gli strumenti PER FAR SOLDI TIPICI del clickbait, incluso il tempo minimo di navigazione necessario per rientrare nei parametri.
Poi, in separata sede, possiamo parlare di come vengono non scritti ma “generati” questi articoli, che hanno SEMPRE GLI STESSI MODULI.

Per me non ci sono problemi. Se il sig Antonio Russo vuole gestire un sito acchiappaclick, affari suoi. Però io ho il diritto di rilevarlo tutte le volte che lo riscontro. SI CHIAMA DIRITTO DI CRONACA. E ho anche diritto ai analizzare la veridicità dei contenuti, la presenza o meno degli stessi, la discordanza col titolo, e la corrispondenza delle date a cui si riferiscono i fatti rispetto alla pubblicazione e la modalità in cui questi contenuti vengono proposti. E di fare tutte le altre valutazioni che ritengo opportune. Si chiama giornalismo questo. Anche se non piace al sig Antonio Russo direttore di Tuttomotoriweb con 50 miliohi di utenti annui e 750mila utenti social, perché non genera abbastanza soldi.
A proposito. Se questi utenti di cui parla il sig Antonio Russo sono come gli articoli che scrive sul suo sito, sono le persone più diverse da quelle con cui voglio avere a che fare io, incluso lui. Sono in una galassia lontana lontana. Mi tengo i miei 100 volte.

 

VALENTINO ROSSI OUT, VR46 DOWN! Va davvero tutto bene?

Con il ritiro di Valentino Rossi anche la VR46 sta crollando? Guardiamo un po’ di dati oggettivi? Moto2 e Moto3 chiuse, Accademy in dissoluzione. E il resto come va?

Misterhelmet Shop 

 

Ecco il video più difficile dell’anno, a 2023 appena iniziato; perché ogni volta che si parla di VR46 senza fare degli elogi a livello di fanatismo religioso, si passa per hater.
Anche se adesso VR46 non ha praticamente più niente a che fare con Valentino Rossi.
Ecco la prima cosa: E’ come se il binomio Valentino Rossi e VR46 azienda fosse morto, spezzato.
Valentino fa le sue cose con la moglie e con le auto, e la VR46 fa il suo percorso. sempre più… si può dire disastrato? Si può dire. Non ci credete?

Attenzione: chi capisce che questo video è una valutazione personale su alcune situazioni, può essere d’accordo o no. E’ sempre una questione di opinioni.
Chi invece vede questo video come qualcosa CONTRO la vr46, ha un problema.
Chi invece riesce a vedere questo video come qualcosa contro Valentino Rossi, ha bisogno di un dottore molto bravo. E io non lo posso aiutare.

Dicevamo? Il binomio Valentino – VR46 non esiste più.
Vale fa le sue cose con le auto di cui, bisogna avere il coraggio di dirlo, non frega niente a nessuno. Le testate di moto, pateticamente riportano notizie che non interessano su un campionato a 4 ruote di cui nessuno conosceva l’esistenza e di cui a momenti non parla nemmeno chi si occupa di auto e ormai ci sono due tipi di commenti: quelli degli appassionati di moto che si lamentano perché i contenuti non hanno attinenza, e quella degli appassionati di Valentino che ripetono a macchinetta cose tipo “brutta l’invidia”, “è la storia del motociclismo”, “quando la volpe non arriva all’uva”, “intanto il bimbominkia marquez (minuscolo) non sarà mai come lui”, etc per chiudere con “buona vita” e “continua a tifare per Biagi”, con una g sola..
Vale nel frattempo fa altre cose con sua moglie e sua figlia e le riviste sbattono la testa come pipistrelli prigionieri, cercando di leccare anche lì riportando notizie ridicole per il semplice fatto che Rossi semplicemente non va più in moto e quindi una presenza ossessiva non ha più senso.

Ci sono poi i post nostalgia. Le riesumazioni sul biscotto 2015, quelle con le dichiarazioni di e verso Marquez, Lorenzo, Stoner, etc, i cosiddetti memorabilia giornalistici per irriducibili mainstream,

e poi gli accostamenti patetici con gli eventi o i morti eccellenti di turno quali Ken Bloch etc SLIDE 5, tutti rigorosamente ricordati senza vergogna né utilità accanto a Valentino, ormai feticcio del click, àncora di salvataggio di quando non si ha un bel cazzo di niente da dire ma bisogna rimanere su Google Discover o cercare su facebook i click di quelli che postano il “buongiornissimo” col cappuccino.

E’ questa gentaccia che ha un mutuo aperto con Valentino. Ci ha mangiato per anni e ha avuto credibilità e adesso la deve restituire tenendo in caldo il nome di Valentino mentre continua a mangiarne gli avanzi e le briciole.

Il tema però non è Valentino ma il suo distacco da se stesso. O meglio, il suo distacco da una cosa che una volta era pienamente identificabile con lui: la VR46. Provo a dimostrarvi che non gliene frega più niente o che vuole che la percezione sia tale, almeno per un po’.
A malapena si è visto nelle gare MotoGP, a malapena è andato a visitare i suoi team, pochissime le dichiarazioni, quasi tutte di circostanza quando, educatamente risponde, solo e rigorosamente a testate di provata e storica lealtà. A parte le interviste mainstream a fine carriera, le ospitate generiche, etc. Ma di motociclismo reale, insomma, niente. Una sorta di giusta disintossicazione che è comprensibile.
Si può dire che oltre al binomio Valentino Rossi – VR46, sia in declino anche la VR46 stessa? Chiaramente no, in Italia non si può dire perché si passa per hater, invidiosi, etc. Va tutto benissimo!
Allora forse è il caso di prendere in considerazione alcuni elementi per valutare al meglio.

Negli ultimi anni cosa è successo alla VR46, dipinta da sempre come geniale, infallible, spettacolare, benefattrice, etc? Che ha smesso di essere quello che era, di pari passo con il finire della carriera di Valentino.

VR46 è stata protagonista di idee geniali e innovative, attività pazzesche, successi inarrivabili.
Ha svolto il ruolo che la Federazione Motociclistica Italiana non ha mai saputo ricoprire, e ha fatto cose che nessuno aveva mai fatto e che forse mai farà, SOLO fino a quando era complementare a Valentino che si esercitava al Ranch con piloti che gli servivano per mantenere la sua carica agonistica.
Chi vede in questa constatazione qualcosa di negativo, è scemo. E non capisce che Rossi ha fatto bene a fare business faceva del bene a se stesso e di rimbalzo anche ad altri in un settore che gli deve tantissimo.

Però, man mano che Valentino chiudeva la sua carriera la VR46 ha chiuso il team  Moto3, ceduto ad Avintia in cambio dei posti in MotoGP, e poi ha chiuso anche il team Moto2, venduto per palesi difficoltà finanziarie a Fantic che si è fatta carico di personale, struttura etc, ha chiuso il team del CEV e del CIV.
Nessuno ha avuto il coraggio di dire che improvvisamente, senza Valentino in pista, sono mancati i soldi, l’interesse e tutti quegli sponsor che prima bussavano alla porta. E’ mancato il coraggio di dire che prima l’interesse c’era perché le cose erano belle e che le cose diventavano belle perché le faceva Valentino e c’era lui.
Via Valentino, via gli sponsor. Dimostratemi il contrario senza tirarmi fuori il Covid, Putin e le criptovalute.

A meno che non si voglia considerare sponsor quella Tanal farlocca che si era inventata la partecipazione del petroliere Aramco (che non ne sapeva niente), i 90 milioni in 5 anni, lo sceicco che faceva le conference con dietro la tenda dell’IKEA senza saper parlare, la corsa Gubbio – Riyadh, la moto elettrica ibrida, le mongolfiere e le porte della residenza araba che non si sono mai aperte.

Tutto inventato come l’offerta, sempre di Tanal e dello Sceicco, di 150milioni per comprare la VR46 spiattellata da il Sole 24ore, lo stesso giornale che adesso dice che va tutto bene.

Una follia di cui non ha parlato nessuno tranne il sottoscritto mentre andava avanti un’altra follia. Quella dei leccapiedi ciechi sordi e muti che da desiderio onanistico si trasformava in una realtà mai esistita e nessuno parlava perché aveva ricevuto ordine di stare zitto.

Se possiamo dire che le “disgrazie” di VR46 sono iniziate da lì, almeno finanziariamente, perché 90 milioni fra averli e non averli diventano 180, come dicono in toscana, dal punto dell’immagine dobbiamo dire che il sistema azienda VR46 funzionava grazie a Valentino e si è affievolito quando è andato via.
Non era la VR46 che era infallibile. Era la presenza di Valentino che la rendeva tale, anche magari solo in apparenza.

Poi, sempre per la compiacenza editoriale e per la riconoscenza canina scodinzolante possiamo anche dipingere Uccio Salucci e Alberto Tebaldi come maghi della finanza e della gestione aziendale aziendale (con quali curriculum e studi, a parte la Paddock University, ancora non si è capito).

Però la realtà è che in meno di due anni sta scomparendo tutto. Academy inclusa che, se non mi sbaglio, è passata da vera e propria scuola di piloti campioni a “rimaniamo amici e ci alleniamo ogni tanto” passando da articoli che ci spiegano quanto costa andare ad allenarsi al ranch che è passato da luogo di eccellenza a una cosa a gettone. Quando servono soldi è così.

E a parte i grandissimi risultati di Bagnaia e Morbidelli che erano già bravi da prima per conto loro e che pare siano in rotta, anche il castello dei piloti sembra essere crollato e sono rimasti ormai in pochi a pagare il famoso 15% alla VR46. Vietti si è salvato come clausola nel team Fantic ma a parte Bezzecchi e Marini che però corrono nel loro stesso team, tutti gli altri sono stati espulsi dal meccanismo MotoGP e molti sono usciti. Così bravi che non hanno trovato un posto. Anche tanti altri sono dovuti scendere di categoria perché forse erano bravi ma non quei campioni stellari che ci avevano venduto.

E non sono cose che dico io, ma cose che succedono e fare i nomi non serve perché si offenderebbero dei piloti che non hanno colpe se non quella di essere stati troppo esaltati da una stampa drogata di compiacenza e servilismo. Eh però rimangono amici.

E’ anche così che un team MotoGP che si doveva chiamare Tanal Aramco con 90 milioni da spendere, quest’anno deve rinunciare ad una moto ufficiale perché non ha i soldi e noi ci dobbiamo bere la cazzata concordata che si è preferito avere due moto clienti per gestirle meglio. Dai su. Per non parlare del fatto che si stia cercando di passare a Yamaha perché c’è maggior convenienza finanziaria e papà Vale non sgancia un euro dei suoi, di quelli meritatamente guadagnati.

Faccio un riepilogo. Chiuso il team Moto3, chiuso il team Moto2, chiuso CEV, chiuso CIV chiusa praticamente l’academy.
E la VR46 abbigliamento, quanto è stata, negli anni, Valentinocentrica? Quanto merchandising vendono gli altri suoi piloti rispetto a Rossi? Quante magliette e cappellini di Migno, Morbidelli, Vietti si vendono? Quante magliette, cappellini, calendari di Valentino con le auto a 59 euro si venderanno adesso che non corre più e che soprattutto nel paddock non si fa vedere? Per quanto tempo ancora? Gli altri progetti, come andranno, dato che Vale praticamente nemmeno compare? Non sembrerebbe che basti un logo, per far funzionare tutto. Quanto dura un’immagine che non viene alimentata o che esce dal suo settore senza vincere?
Stessa cosa per il fan club, un’azienda che fatturava e che organizzava voli charter verso le gare mentre adesso non pubblica un post da 3 mesi e parla solo di cose successe fino al 2009. 40 euro l’anno come iscrizione. Tutto a posto? Esiste? Vanno a vedere il GT? Speriamo bene.

Ed ecco le domande che faccio:
Sta andando tutto bene come ci raccontano i media a servizio?
Ma soprattutto: non è che a Valentino non frega niente e che sta tenendo in piedi un giocattolo facendo il minimo indispensabile senza metterci né soldi né immagine personale per la sola gratitudine verso i vecchi amici e un fratellastro?

Anche giusto che voi mi chiediate: ma a te Misterhelmet, che ti frega?
Mi frega. Perché se le cose stanno andando poco poco come dico io, siamo davanti ad una stampa di merda che ci racconta tutto il contrario, mischiando un filo di gratitudine verso Valentino Rossi con dosi abbondanti di sfruttamento da fine impero, nei suoi confronti.
E sapete quanto queste cose mi diano fastidio.
Sono più fan io di Rossi, che loro. Perché non lo sfrutto, non ci mangio e lo rispetto molto di più.

DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

Misterhelmet Shop 

 

Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!