Danilo si è fatto malissimo a Cingoli in un incidente di Motocross. Le sue fratture (mandibola, clavicola, scapola) sono serie ma non gravi ed è possibilissimo che ce la faccia per Misano.
Per Assen Barni potrebbe eventualmente non schierare alcun pilota, ma il team bergamasco d’abitudine ci vuole essere e quindi sarà necessario fare una scelta. Il sostituto non sarà però Pirro, impegnato in alcuni test MotoGP a Barcelona, ma ci sono nomi interessanti, soprattutto quello di un italiano, Nicholas Spinelli, che sarebbe una vera sorpresa fra i veterani papabili, ovvero Sykes, Fores e Mercado!
Denis Sacchetti, Team Manager Go Eleven, riceve in visione il video di Misterhelmet e commenta il rumor che vede il suo pilota Andrea Iannone riassaggiare la MotoGP.
Sempre disponibile, non è né contrariato né infastidito ma è anzi onorato della potenziale occasione eventualmente offerta al suo pilota. A seguire le dichiarazioni.
In un recente video di Misterhelmet (vedi sotto) è stato riportato un rumor che vedrebbe Andrea Iannone, al di là delle difficoltà vissute da Morbidelli sulla Ducati Pramac, provare la GP24, sia per il talento inossidabile mostrato al suo rientro in Superbike dopo uno stop di 4 anni, sia per la considerazione che il rider di Vasto gode presso Dall’Igna e Campinoti.
Interpellato sul tema, Denis Sacchetti, team manager del team Go Eleven di Gianni Ramello nonché principale sostenitore e fautore del ritorno in Superbike del n29, non si è sottratto dal rilasciare alcune dichiarazioni.
“Intanto grazie per i complimenti! Secondo me sarebbe una bellissima cosa se si riuscisse ad organizzare un test per Andrea con la Motogp. Credo che lui sarebbe contento per la curiosità di sapere dove sono arrivati oggi con le Motogp, quanto sono cambiate e se lui potrebbe essere ancora veloce anche in una categoria così esasperata. Questa curiosità c’è per forza, non solo da parte sua, ma anche da parte di tutti gli altri, sotto questo aspetto. Questo però a prescindere da Morbidelli che spero torni presto a performare. Da team manager comprendo la situazione ed al team Pramac auguro prima di tutto questo.”
Comunque il fatto che Iannone abbia performato così bene e così presto da essere preso in considerazione addirittura per la MotoGP quando solo qualche mese fa c’erano dubbi addirittura sulla Superbike, è una cosa che rende onore anche voi, non credi? Sarebbe bello se accadesse.
Sarebbe bello se la facessero guidare a me! Scherzi a parte è sicuramente un riconoscimento di cui andare fieri perché vorrebbe dire avere fatto una scommessa importante e avere vinto la sfida, però queste cose mi piace dirle sempre a fine stagione,
al momento è ancora presto, abbiamo fatto solo 2 gare e bisogna stare a testa bassa.”
Alla fine, al di là di quello che un team manager è “autorizzato a dire”, sembra evidente non solo che i rumors non sono pura fantasia, ma anche che c’è disponibilità dagli unici che potrebbero mettere uno stop a questo evento assolutamente interessante per tutto lo scenario. Qualcosa che va ben dl là dell’aspetto sportivo.
Guarda il video di Misterhelmet con il rumor di Iannone in MotoGP con Pramac!
Da una parte c’è un super Iannone che ha ripreso a correre dopo 4 anni di stop e sembra non essersi mai fermato. Dall’altro un Morbidelli decisamente disastroso che occupa una sella che per lui sembra troppo. Campinoti è davvero indeciso se rinnovare con Ducati? Prestargli Iannone, che a lui piace, potrebbe essere un incentivo! Senza disturbare troppo Go-Eleven e con la soddisfazione di Dall’Igna, da sempre un suo sostenitore.
Ecco le modalità con le quali potrebbe succedere.
Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato. Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari. Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.
Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato.
Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari.
Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.
Bautista, Bulega, Razgatlioglu, Van Der Mark, Petrucci, Lowes, Gardner, Rea, Aegerter e Gerloff.
Questi i 10 in una gara che non è al livello di gara1 e della sprint ma che in quanto a spettacolo alla MotoGP le dà una pista e mezza.
Peccato che sugli spalti non vi sia quasi nessuno a vedere e sentire una gara che ormai è l’ultima forma di motorismo reale, a partire dalle safety car 2024 a cura di Dodge e a forza di Challenger e Durango, roba da uomini grossi, con camicione a quadri e baffi in grado di competere con i semimanubri delle moto che girano.
Figure retoriche a parte, i verdetti di gara due sono chiari e netti.
Bautista non è finito. Bulega è un rookie strepitoso che si può giocare il mondiale, Razgatlioglu, al netto della tipicità di Barcelona, è appena iniziato e farà la storia di BMW. A questo vanno aggiunte altre decorazioni quali la solidità di Iannone (che sbaglia ma è sempre forte), una crescita di tutte le altre Ducati in pista e un miglioramento anche delle altre BMW con il solo Redding ostile al trend positivo.
Persino le Yamaha vedono un po’ di luce anche se questa volta più con Gardner ed Aegerter che con Locatelli e Rea.
Ma allora cosa c’è di brutto, in questa superbike?
Per quanto riguarda la pista, di brutto ci sono le Honda, sia quelle vere che quelle farlocche.
Per quanto riguarda il fuori pista, invece, la cosa brutta è che questa Superbike che fa spettacolo, costa poco all’organizzazione ed ha un bilancio positivo, ha un pubblico invia di estinzione fatto di super appassionati che però non è incentivato ad andare in pista.
In uno scenario che per vendere moto ha bisogno di moto che sembrino moto e che siano accessibili a chi guida le moto, viene premiato un motociclismo fatto di non moto guarate da gente che in tutta probabilità non ha mai guidato una moto e forse non la guiderà mai.
Ci manca solo che Dorna la concomitanza la faccia, oltre che come orario, anche nella stessa nazione, e l’autolesionismo è completo.
Ci manca poco, ma guardando oggi, nemmeno tanto.
Dopo quasi un anno intervisto ancora Nicolò Bulega,vincente al debutto in SBK: Parliamo di sensazioni, aspettative, preoccupazioni, esperienze e allenamento. Ritrovo un pilota con più fiducia in se stesso, zero ipocrisia, e molta onestà. Misurato, tranquillo, ma parla molto chiaro!
La separazione con Puccetti, sempre molto corretto, è consensuale ma è evidente che qualcosa non ha funzionato. I prossimi test a Misano vedranno una vecchia conoscenza sulla Kawa di Puccetti. Poi ci sarà la ricerca di un giovane talento o, al contrario, una garanzia… ecco chi ci potrebbe salire!
Inutile scrivere articoli polverosi alla nascita che fanno finta di sperare in una pace buonista tanto patetica quanto ipocrita e impossibile. Se due non si piacciono, non ci si può fare niente. La verità è che la stampa spera che litighino per sempre e in queste cose ci sguazza. Quello che è successo è evidente. Quello che conta è cosa succederà a partire dalla prossima stagione.
La cosa più emozionante della gara, stravinta da Bautista, è il recupero di Razgatlioglu. Quasi 2 secondi nell’ultimo giro, con beffa a Rinaldi.
Bautista, Razgatlioglu, Rinaldi, Lowes, Rea, Vierge, Locatelli, Aegerter, Lecuona, Gerloff.
E Bassani fuori dai 10, spento lui e la moto, dopo la polemica con Rinaldi che però riesce a farsi recuperare 1.8 secondi nell’ultimo giro quando era comodamente secondo.
Il recupero del turco è l’unica emozione vera di una gara in merito alla quale anche Biaggi tweeeta “che monotonia”.
E non c’è altro da aggiungere. Le conferme ci sono tutti. Bautista, i soliti protagonisti e i soliti a lottare.
Ai disastrati si aggiungono Rea, mai della partita, e Bassani, strozzato così senza capire come.
Cosa c’è da raccontare? Che Bautista ha ancora fame e non si regola nemmeno un po’.
Due le cose eclatanti in una gara emozionante come l’incoronazione di CarloIII: il distacco inflitto da Bautista e la rissa Rinaldi – Bassani.
Poi il nulla e due palle totali.
Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Aegerter, Lecuona, Bassani Vierge, Gerloff, Petrucci.
Questi i 10 dopo la ripartenza causa red flag. E non basta nemmeno questo tipo di evento per accendere il pathos di una gara morta sin dall’inizio e uccisa da Bautista. 250 giri in meno non influiscono minimamente sul suo strapotere e la gara è una noia totale, tenuta in piedi solo dai due contatti fra Rinaldi e Bassani. L’uomo Aruba tira la prima sportellata, l’uomo Motocorse la seconda e ultima che manda il romagnolo per terra.
Il long lap è solo una conseguenza che gli impone di alzare poi il ritmo e cuocere le gomme. Podio buttato causa orgoglio ma non mi sembra di rilevare niente che non sia ascrivibile ad un confronto fra uomini adulti.
Altrimenti fa bene la gente a disertare gli spalti. Eh sì perché a guardare la gara non c’era un ‘anima.
Qualcosa di interessante? Aegerter e Gardner, Lecuona che si impegna, e le BMW sempre più inguardabili. Il tutto mentre Sykes rantola in una condizione che non si augurerebbe nemmeno al peggior nemico.
Discorso a parte: davvero Razgatlioglu pensa di poter sovvertire il trend e salvare la causa dei tedeschi?
No dai…
Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Aegerter, Bassani, Gardner, Redding, Petrucci, Lowes e Rinaldi a chiudere i 10!
Gara2 ad Assen è gradevole ma divisa in 2. Da una parte Bautista se ne va e non fa mai pensare di poter essere raggiungibile, dall’altra c’è una lotta furibonda e anche qualche colpo di scena (l’out di Rea) e la bella prestazione di Locatelli con i sorpassi di Aegerter, Gardner, bassani e la rimonta di Petrucci Ma è uno spettacolo a parte, perché il mondiale è sfregiato da una superiorità che sembra aumentare giorno dopo giorno e non vede una fine.
Le gare non si possono reggere sulle lotte fra comprimari e sulla speranza che qualche big prenda una toppa e faccia un errore.
Nota a parte per l’infortunio di VDMark, che sembra serio. Gli auguriamo tutti di riprendersi.
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