Il vero valore dei test pre-campionato e perché vengono ottenuti i record!

Quanto valgono realmente i tempi dei test pre-campionato rispetto alle possibilità reali? Perché nei test si ottengono spesso dei record e quanto sono attendibili e comparabili, i record che vengono ottenuti?

 

E’ tempo di test e quindi oggi vorrei parlarvi non tanto dei risultati e dei tempi specifici delle giornate svolte ma di come interpretarli perché questo approccio, sono sicuro, vi aiuterà a capire certe cose come ha aiutato me quando me le hanno spiegate. Fino al giorno prima anche io mi entusiasmavo per certe cose che vedevo nei test che, sia chiaro, servono solo a chi li fa.

Non servono a voi, non servono nemmeno alla stampa, che però dopo uno stop vive la disperazione da click e quindi si butta su tutto.
I test servono a Team e piloti, che devono sistemare le cose prima dei giri in pista che contano, quelli delle gare.

Iniziamo innanzitutto con le varie tipologie di test che ci sono.
Quelli in cui il pilota non si presenta, perché è da un’altra parte, eppure fa il record della pista. Voi penserete che questa sia una banalità e invece nel 2019 abbiamo veramente letto di Bautista che aveva fatto il record a Portimao appena arrivato alla Honda e invece era a casa che gli nasceva la figlia.
Queste cose esistono perché servono a qualcuno.
Controllate sempre se in pista c’è veramente la gente che dicono.

Una volta sbrigata questa pratica, parliamo del secondo tipo di test, che è quello senza transponder. Magari con record dichiarato da terzi.
Ogni anno leggiamo cose simili e anche se sembra una cosa inutile, ve la spiego. Inizio col dirvi che chi non mette il transponder, non va forte perché innanzitutto sta ancora “sgrossando” la moto, secondo perché con le misurazioni “spanno metriche” di sicuro non si hanno tempi rilevanti e non si hanno certezze, a meno che non siano certezze farlocche.

Nello sport che pratico, l’indoor rowing, canottaggio indoor, abbiamo vogatori ma anche simulatori di sci e di bike e gareggiamo online e in presenza su queste macchine. Si fa anche un triathlon che si chiama Ergathlon. Se cercate su google Gianluigi Ragno ergathlon, qualcosa trovate.
Abbiamo un monitor che a fine prova emette un codice. Inserendo il codice online si ottengono tempi e classifiche verificate. Ogni tanto si vede qualche tempo esagerato ed eclatante che però, stranamente, manca del codice di verifica. E’ quello che succede con il transponder. Chi non lo usa è perché o non gli serve, o ha qualcosa da nascondere, ed è sempre qualcosa di non buono.
E infatti questi tempi sono sempre attribuiti dalla stampa, che ha bisogno di scrivere qualcosa su qualcuno, magari su commissione, in un momento in cui non c’è molto da scrivere.
Nel 2022 girare senza transponder ha senso solo se ti fai i fatti tuoi. Dichiarare un tempo ottenuto in questo modo, non ha senso, eppure succede.

E ora parliamo dei tempi veri, quelli misurati correttamente.
Se non sono buoni, è perché i team stanno provando qualcosa di particolare, oppure perché ci sono dei veri problemi. In entrambi i casi, visto che chi va forte sta zitto e chi perde, spiega, sentirete tutte le spiegazioni e le giustificazioni del mondo al limite dell’arrampicamento sugli specchi.

E ora i tempi che interessano a noi, quelli in cui i piloti vanno forte
e stabiliscono, come sempre più spesso succede ultimamente, il record della pista. Diciamolo subito: chi va forte, va forte, e non ha senso smentirlo. Però ci sono delle condizioni in base alle quali non è infrequente migliorare il crono precedente.

Quando bisogna valutare i tempi dei test bisogna considerare che a fine giornata si mette una gomma morbidissima dopo aver fatto un numero di giri che normalmente in un week end di gara non si fanno.
In un week end di gara si fanno meno della metà dei giri che si fanno in una proficua giornata di test e quindi c’è meno tempo per perfezionare il giro.
I tempi sensazionali non sono, quindi falsi, ma sono ottenuti con un numero di occasioni e possibilità di “aggiustamento” che nei week end di gara, non ci sono, specie negli ultimi tempi in cui gli slot per le qualifiche iniziano sempre prima e c’è quindi meno tempo per costruire.

Nei test ci sono inoltre, e questo è importantissimo, tante gomme in più da usare e quindi tante occasioni in più di fare il tempo, magari con temperature ottimali. In Spagna e Portogallo col fresco, per esempio, si va via come schegge. Però si gareggia d’estate che fa caldissimo e ci sono i problemi.

Quindi il miglior tempo realizzato da un certo pilota, come Bulega oggi o le Aprilia a Sepang, non è realmente un miglior tempo? Assolutamente sì, ma oltre che del tempo finale ottenuto da un dato pilota, bisogna tener conto anche del tempo ottenuto da altri piloti che fanno magari molti meno giri perché hanno programmi di lavoro diversi.
E’ come andare al poligono ottenendo risultati migliori di un altro ma sparando il triplo dei colpi. Chi è più bravo?

Diciamo che un tempo ottenuto in condizioni super favorevoli, con la temperatura giusta, senza limitazioni, con la benzina desiderata e tutti i parametri sotto controllo, vale dal mezzo secondo al secondo intero in meno di quello che varrebbe in una condizione “reale”.

Per questo, a parte chi ha “necessità” di scrivere della sensazionalità di certe situazioni, gli addetti ai lavori si emozionano molto meno di noi o magari si emozionano per cose che da fuori non sembrano così significative come il passo, la capacità di comunicare i problemi, la reattività di moto e pilota a certe regolazioni, etc.

E questo per non parlare delle comparazioni fra classi diverse, come succede quando vogliono farvi credere che le Superbike girano più veloci delle MotoGP. Lì vi stanno veramente coglionando e l’unica cosa che vogliono fare, è darvi un titolo da cliccare.

Spero di non avervi rovinato la giornata e l’entusiasmo, come hanno fatto con me già qualche tempo fa. Ma l’intenzione è quella di provare a ragionare insieme e a capire che molte delle cose vengono scritte per far sì che voi clicchiate e non per darvi un’informazione che vi renda consapevoli.

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Melandri, the Covid and shitty clickbaiters

Clickbait

If this is not the first clickbait article in my life, then you really won't see any more.
I have warned you and you can stop here.
Otherwise you will find out in less than a minute, why I have not yet written or said anything about Marco Melandri 's views on the subject you all know.

No matter how much some of you request, I will not give one non-authoritative and unnecessary opinion (mine) over another non-authoritative and unnecessary opinion just to gather clicks and comments from consensus, criticism or discussion.

It's like a greengrocer and an accountant talking about molecular chemistry, and a hardware dealer giving his opinion because a car salesman asks him to.

"Eh but those who do information have to talk about everything."
Not true. You can't stop people from talking about whatever they want but it's not necessarily necessary to make fake jackal information about it.
Information is like music. Sometimes it is the pauses that give quality to the melody.
It is that silence that in information is called credibility.

Listen to the podcast or watch the video...which in this case, is the same thing....



 

 

 

 

Misterhelmet e Genesio Bevilacqua che la tocca piano su MotoGP, SBK, SS e Petrucci!

Misterhelmet&Genesio

Avrebbe dovuto essere una call invece Genesio Bevilacqua mi ha calamitato a Moto dei Miti per  rilasciare un’intervista in cui non si è tirato indietro.
Analizza MotoGP, Superbike, ruolo dei team factory e privati oltre che di Dorna e Federazioni.
Ci sono le idee maturate in 30 anni di corse e anche qualche proposta.
La Supersport è un tipo particolare di futuro e su Petrucci ha un’idea controcorrente.

Disponibile in Video e Podcast. Scegliete voi!

 



Indonesia, Mandalika: a Rea gara1, a Razgatlioglu il mondiale! Il turco interrompe un dominio ed entra nella storia!

Toprak Yamaha

A Rea gara1, a Toprak il mondiale.
Questa la sintesi di gara1 di sabato, rimandata a domenica causa diluvio universale indonesiano, in una pista inadatta per conformazione, idea, messa in opera e personale. Un tema già trattato su cui è inutile tornare, per non infierire su una organizzazione, Dorna, che lavora con livelli di professionalità spesso al di sotto degli standard minimi accettabili, impegnata a cercare di far andare le cose più con la fortuna, che con la pianificazione che una grande organizzazione dovrebbe avere.

I 10 al traguardo sono Rea, Razgatlioglu, Redding, Locatelli, Bassani, VDMark, Bautista, Davies, Mercado e Sykes a chiudere i 10.
Questo vuol dire che il nordirlandese batte il turco ma non è sufficiente a portare a casa un mondiale che lo ha visto trionfare 6 volte di seguito.
Toprak, invece, è il primo turco a vincere nella classe regina dopo il suo mentore Kenan Sofuoglu che ha vinto 5 volte in Supersport.

La gara fila liscia per Rea, che la spunta ed è invece rischiosa per Razgatlioglu che pesca un paio di bonus, sia durante il warmup lap che in gara… ma alla fine riesce in quello che gli interessa di più: chiudere la partita anzitempo. Sul podio finisce anche Redding, di fatto la terza forza del campionato. Una terza forza, però, lontana dalla lotta vera.

C’è qualcos’altro di interessante? Certo, Locatelli e Bassani, che lottano e finiscono appena dopo i super top, cosa che da rookies e quasi rookies, non è male davvero, e Mercado, che con una Honda “minore” fa vedere quello di cui è capace. Annullato il resto, come un francobollo, perché BMW non incide nemmeno questa volta e Honda è comunque lontana da quello che conta.
Chissà se anche l’anno prossimo ci dovremmo sorbire la stampa inserzionata che nel pre campionato glorifica i due brand solo perché comprano i banner.

 

Pages

Rea
vince la gara ma non è il suo anno. Non si può pretendere che vada sempre nello stesso modo e nemmeno lui può chiudere sempre da leader.
Però non è una sconfitta da batosta, la sua, perché tiene il punto fino all’utimo giorno.
Voto 10

Razgatlioglu
Entra nella storia sfondando la porta. Quest’anno è davvero il predestinato, di merito, fortuna, capacità, cervello, polso… tutto.
Come un pugile, un fighter, passa alla cassa a riscuotere dopo tutte le volte che ha masticato amaro e mangiato la polvere.
Batte Rea e una Kawasaki che lo avevano illuso e deluso, facendolo andare via.
Voto 10 e lode

Redding
La terza forza del campionato è terza forza anche oggi. E’ un protagonista ma non un top contender. Anche se dà il meglio è lontano dai due che si giocano tutto. E l’anno prossimo, che guiderà una BMW, vedrà le cose da ancora più lontano.
Voto 9

Locatelli
Quanto è forte Locatelli? Una bomba su una moto esplosiva. Non è scontato ma il ragazzo è davvero promettente e la casa dei diapason ha pescato bene.
Voto 8,5

Bassani
E’ il Bassanini della SBK, con una moto diversa e risultati uguali se non decisamente migliori dei suoi avversari. Lui è davvero la rivelazione del mondiale 2021.
Voto 9

VDMark
Il mai confermato VDMark chiude una gara che è come la sua stagione. Piena di promesse non mantenute e di podi visti di rado. Tutto dopo i soliti proclami fatti rimbombare, per la verità, non da BMW ma dalla stampa.
Voto 7

Bautista
Rischia la pellaccia ogni volta e ogni volta raccoglie sempre meno di quello che merita. E? l’anno prossimo, che torna in Ducati, che va valutato.
Voto 7,5

Davies
Chiude una stagione nera che è anche la sua ultima. Nemmeno una soddisfazione al livello di quelle che si aspetta. E gli tocca anche salutare la compagnia perché, diciamolo, mentre il suo fisico negli anni ha pagato un conto salato, il suo cervello funziona ancora bene da fargli prendere la decisione giusta: smettere.
Voto 6,5

Mercado
Tati ha una Honda che è ancora meno Honda delle altre due, fra tutte le difficoltà che ha e con tutte le gare che ha saltato a causa di vicissitudii economiche. Alla fine, Mercado è uno che non solo si merita quello che ha, ma anche qualcosa in più.
Voto 7

Sykes
Il tanto vituperato e sottovalutato Sykes, alla fine, è quello che dà di più a BMW, in termini di esperienza, impegno e maturità. Ma non basta, perché l’obiettivo non è solo quello.
Vediamo come va a finire.
Voto 6,5

 

Superbike, Mandalika: impianto incompleto e marshall presi fra i contadini espropriati. Responsabile licenziato causa insulti!

Safety car mandalika

E’ vero che chi guarda solo la MotoGP può pensare che il mootciclismo del 2022 sia finito con il campionato vinto in anticipo da Quartararo e il ritiro di Valentino Rossi.
In realtà c’è un altro mondiale da assegnare. Un mondiale un po’ polveroso e di serie B, rispetto agli anni passati, ma sempre un titolo iridato.
La Superbike, infatti, come poche volte capita per un campionato composto da così tante manche, si chiude all’ultimo week end con una differenza di 30 punti fra il primo e il secondo in classifica, e 3 manche da correre.
A questo elemento importante se ne aggiunge un altro: se lo giocano un pluricampione, Jonathan Rea, già recordman di titoli ( a sei non ci è mai arrivato nessuno, specialmente consecutivi) e uno che il mondiale, non lo ha vinto mai. Toprak Razgatlioglu, infatti, corre in Superbike da solo quattro anni di cui due con la Yamaha. Altri due ingredienti che rendono la cosa piccante?
Razgatlioglu è turco, nazionalità mai realmente competitiva nella classe regina delle derivate di serie, e guida una Yamaha per dispetto, dopo aver mandato a quel paese Kawasaki per averlo solo schierato ma senza impiegarlo nella 8h di Suzuka vinta da Rea. Chi gestiva le moto giapponesi in quella gara? Proprio il team di Jonathan Rea. Alla base di tutto quindi, se volete vederla dal punto di vista romantico, la vendetta.

Eppure questo magnifico scenario rischia di essere messo a dura prova dall’ultimo elemento da prendere in considerazione per questo week end.

Si corre a Mandalika, Indonesia, in una pista di merda.
Non è un refuso e nemmeno la voglia di fare letteratura alla Bukowski.
Mandalika è un posto bellissimo ma dal punto di vista racing nasce su predisposti malsani… per finire anche peggio.

Per prima cosa per costruire la pista è stato violato ogni tipo di diritto umano. E non lo dico io, ma l’ONU.
Lo stato ha sfrattato contadini ed abitanti per costruire l’impianto e non è andato nemmeno troppo per il sottile.
Oltre a questo, dal punto di vista impiantistico è tutto ben lontano dall’essere perfetto.
Vanno aggiunti gli atteggiamenti di rivalsa speculativa tipici delle località “turistiche” troppo giovani che non sanno gestire il nuovo business.
Centinaia di dollari per una notte negli hotel di quarantena anticovid, noleggi auto dal costo proibitivo, e tutta una serie di ricatti turistico lavorativi a cui sono già sottoposti gli sventurati del circus.

E tutto questo, non abbiamo finito, costituisce il problema minore perché la big issue, il tema più grande, riguarda la sicurezza.
Non si tratta di paura o di terrorismo psicologico, ma è la realtà.

La settimana scorsa, causa incapacità gestionale dei Marshall di percorso è stata posticipata la gara dell’Asian Talent Cup.
Ne è nato un tale scazzo che il responsabile dei Marshall si è dimesso (secondo altre fonti è stato malamente licenziato), dopo aver dato degli idioti ai marshall di percorso, formati (si fa per dire) in pochi giorni e accusati di mangiare e bivaccare durante le gare invece che di fare il loro dovere, quando sappiamo tutti che quello dei Marshall è il mestiere più delicato, tanto che in piste come Mosca abbiamo dovuto portare i nostri da Misano e Vallelunga, perché c’era bisogno di qualità e capacità.

Tornando ai fatti, l’ex direttore delle operazioni per il Sentul Circuit, Rio Sarwono, chiamato per sistemare la questione, ha affermato che ci sono stati molti problemi che hanno causato il posticipo ufficiale della gara di domenica e non ha nascosto, riportano siti locali, che la cosa sia dipesa dai commissari.

“In effetti, avevamo tutti previsto che sarebbe successo perché, mi dispiace, la direzione non ha esperienza. E, secondo noi, il problema Marshall è solo uno degli altri problemi che ancora esistono.”

Rio Sarwono, che è stato anche coinvolto nell’organizzazione del Gran Premio d’Indonesia nel 1996 e 1997, nonché della Superbike (WSBK) nel 1994-1997,  riporta TV Kompass, ha affermato di non sapere che le risorse non solo non erano state preparate ma che erano invece state prese dalla strada

Alla fine, chi ha pagato per questo casino?
Ha pagato Dyan Dilato, Head of Operation – Sporting Mandalika Grand Prix Association (MGPA), che se l’è presa con i commissari insultandoli ed ha ufficialmente scontato quest’uscita ma secondo altre fonti sarebbe stato licenziato per l’aver evidenziato che sul tracciato ci sono diversi problemi di sicurezza.

Alcune parti della pista non sono ancora libere dalla polvere, i box non sarebbero completi, e il personale non è sufficiente, né per numero né per capacità, avrebbe detto Dilato.

“Molti marshall non erano pronti. Si mettono a fissare i piloti e a guardare la gara quando invece dovrebbero sventolare le bandiere”.
E ancora:
“In termini di esperienza, non sono pronti. Dovrebbero prima servire per un anno come commissari di gara nel campionato regionale, poi nazionale, poi nel campionato mondiale.”

Alla fine Dyan Dilato viene “dimissionato” ufficialmente per due motivi: per aver scelto male il suo personale, e per averlo poi insultato, criticando un’iniziativa pagata con i soldi dello stato.
I virgolettati della stampa locale sono molti e sembrano agenzie di paesi sotto dittatura in cui viene esaltato lo stato, lo sforzo del proletariato (appena espropriato delle proprie terre ed evidentemente impiegato alla meglio in pista), e viene messo sotto accusa il nemico del popolo, ma la verità è che per incapacità organizzativa non sono stati in grado di portare a casa una garetta ma sta per essere ospitato l’evento che decide un campionato mondiale.
Insomma il finale del Mondiale Superbike più bello e combattuto degli ultimi anni, fra due leoni distanziati da una manciata di punti,  si gioca in una pista non ancora completata, con un livello di sicurezza ai minimi, la cui conduzione è affidata a dei contadini espropriati dei loro terreni.
Chi non ci crede può guardare la foto del pezzo, che riguarda un momento di manutenzione delle safety car, così si fa un’idea della situazione.
Poi magari andrà bene o quasi bene come sempre… e sarà il solito miracolo portato a casa per fortuna, ma la professionalità di un mondiale dovrebbe essere un’altra.

 

Leggi qui i due articoli di riferimento in originale:
https://www.kompas.tv/article/232574/dyan-dilato-resmi-mundur-dari-mgpa-rio-sarwono-baiknya-pilih-personel-kapabel-di-bidang-balap  

https://www.kompas.tv/article/232154/manajemen-mandalika-dinilai-kurang-pengalaman-marshall-dipersoalkan

 

Superbike, Argentina. Razgatlioglu batte Rea e Rinaldi ma non la noia!

Razgatlioglu

Gara 1 in Argentina è da ultimi giorni di scuola. E Razgatlioglu la vince di forza, niente da dire. Dietro di lui, però, il nulla, se si esclude il duello breve fra Bassani e Lowes.
La telecronaca non aiuta. Le uniche emozioni sono i mesaggi di Biaggi.
C’à veramente da pungersi con la forchetta per non venire meno.

Al via Redding è in pole ma dura 1 curva, anzi meno… A fuggire è Raztaglioglu con Rea alle sue spalle mentre lottano Lowes, Locatelli e Bassani, bruciato al via.
Va out Bautista al secondo giro così come va out Isaac Vinales.
Il terzo giro racconta già la fuga di Razgatlioglu davanti a Rea e Bassani.
Il turco guadagna su Rea e sembra imbattibile mentre alle sue spalle succede qualcosa solo oltre i primi 5.
Con 10 giri da fare Rinaldi buca Bassani per il podio ma il rider di Motocorsa resiste.
Tutto uguale, invece il resto con Lowes che stranamente tiene ed è al sicuro dato il ritardo di Van Der Mark.
Con quattro giri da fare succede ben poco a parte il sorpasso di Lowes su Bassani,unico duello che ha senso di guardare in quanto l’unico duello vero in pista.

Razgatlioglu vince su Rea, Rinaldi, Lowes, Bassani, Van Der Mark, Gerloff, Locatelli, Redding e Haslam che chiude i 10.
Una gara di una noia mortale. A parte la superiorità di Razgatlioglu e il duello fra Bassani e Lowes, veramente il nulla.

Razgatlioglu
Vince e non si accorge nemmeno che la gara è finita.
Come Forrest Gump. Non c’è proprio niente da fare per nessuno.
Voto 10

Rea
Battuto anche oggi e senza alcuna possibilità di dire la sua.
Domato e bastonato.
Voto 9

Rinaldi
Si risveglia e salva l’onore di Ducati. Almeno questo, almeno oggi.
Voto 8,5

Lowes
Almeno oggi, non la lancia. Anzi, si batte bene e tiene duro quando serve.
Voto 8

Bassani
Super gara di Bassani, che tiene duro per il podio fino a pochi giri dal termine. Finisce primo fra gli indipendenti e dà una lezione a Davies & Co.
Voto 8,5

Van Der Mark
Disastroso lui e la sua BMW che sfiamma come se l’avesse carburata il figlio del portiere. Povero Redding.
Voto 7,5

Gerloff
L’uomo Yamaha è bello caldo in qualifica ma in gara si raffredda subito.
Niente da fare, non riesce a tornare appuntito come prima.
Voto 7

Locatelli
Fino a metà gara è uomo da podio. Poi si affievolisce. E scivola giù.
Voto 7

Redding
Butta via la gara prima della prima curva. E poi rinasce. E’ un nono posto quasi clamoroso, il suo.
Voto 6

Haslam
Bautista va out, ok, ma almeno ci va quando è davanti.
Haslam passa la gara a tirare avanti. Pacioso.
Voto 5

Superbike, Portimao: Razgatlioglu, Redding, Baz. Rea out, mani turche sul Mondiale!

Razgatlioglu Portimao

Gara1 di Portimao segna la fine del dominio di Rea in Portogallo e riporta alla vittoria la Yamaha all’Algarve per la prima volta dal 2011 (vittoria di Melandri in Gara2). e un turco per la prima volta molto vicino ad un titolo mondiale con 45 punti di vantaggio sul campione in carica.

E’ chiaro che Rea non ne ha e per averne va oltre la fisica e la dinamica, volando e spaventando. La Yamaha, però, è solo Toprak perché Locatelli va out e Gerloff migliora ma non lotta per vincere. Sono invece competitive le Ducati con Redding a giocarsi la vittoria e Baz a salire sul podio dopo aver costretto Bautista all’errore. Le Honda, però, funzionano, e si avviano verso un finale di campionato in crescita. Non c’è molto altro se non la gloria di Bassani, altra grande gara, e di Mercado, miracolosamente ottavo con una Honda che nulla ha a che fare con quelle del team factory. Un altro messaggio è quello di Laverty. E’ lui il pilota dal quale BMW dovrebbe cominciare a lavorare.

Mini cronaca
L’avvio della gara è già caldo per l’attacco di Rea su Razgatlioglu con il turco che replica e consente a Redding di attaccare a sua volta.
La gara è magnifica con il ducatista a prevalere di motore e gli altri due a lottare curva dopo curva con carenate al limite del regolamento fino a che, al quinto giro, Rea va out ad altissima velocità.
Se la giovano Redding e Razgatlioglu con Baz in arrivo ed in lotta con Rinaldi.
La gara sembra infinita ma siamo solo a metà. Il turco passa e inizia a lasicare metri dietro di se.
La nuova configurazione della gara vede Razgatlioglu davanti a Redding, Baz e Bautista mentre Locatelli e Van Der Mark vanno a contatto ed entrambi a terra. La colpa è di Locatelli ma Van der Mark va a pogare sull’Italiano.

La lotta a due giri dalla fine è ancora viva. Il ducatista passa di motore, Razgatlioglu di guida e ciclistica.
Un’altra bella lotta è quella fra Bautista e Baz che combattono per il podio fino a che Bautista va out a mezzo giro dal termine.
Razgatlioglu chiude l’ultima curva e va a vincere davanti a Redding, Baz, Rinaldi, Haslam, Gerloff, Bassani, Mercado, Laverty e Ponsson.

Pages

Razgatlioglu
Fa un po’ quello che vuole e ci mette anche un filo di strafottenza.
Sente che è il momento di passare ad incassare quello per cui ha lavorato mentre qualcun altro incassa i colpi.
Voto 10

Redding
Risveglo tardivo. Il britannico inizia a far andare come si deve la sua rossa. Almeno non sembra più spento e rinunciatario.
Voto 9,5

Baz
Porta un po’ di pan di stelle dopo tanto pane duro in casa di Go Eleven.
E’ quello che serve ad una squadra e ad un pilota che hanno avuto un ultimo periodo travagliato.
Voto 9

Rinaldi
Battuto ancora una volta da un cliente… però comunque combattivo.
Non è per niente una brutta gara, la sua.
Voto 8

Haslam
Ottime le qualifiche, discreta la gara. Senza la caduta di Bautista sarebbe stata, però, un’ennesima sconfitta interna.
Voto 7

Gerloff
In ripresa. Sembra meno appannato…e non ancora quello di inizio campionato.
Però c’è.
Voto 7,5

Bassani
Altra gara da leoncino. Bassani merita una moto ufficiale o, quantomeno, un po’ di attenzione da parte di Ducati.
Voto 7,5

Mercado
E’ forte da venerdì. E ci mette il 130%. La speranza è che arrivi del materiale che lo renda in grado di lottare per qualcosa di più.
Voto 8

Laverty
Il lavoro di BMW dovrebbe partire proprio da lui. E invece è in panchina.
Voto 7,5

Ponsson
Una top ten anche per lui, che fatica sempre e che viene sempre critica.
Oggi, bella gara.
Voto 7

Superbike, Jerez: Razgatlioglu davanti a Rea e Redding, ma vince l’ipocrisia

Razgatlioglu Jerez

Nella gara che a nostro avviso non sarebbe stata da disputare dopo la morte del quindicenne Dean Berta Vinales durante la gara della Supersport 300 di sabato, succede quello che succede ultimamente. Rea che le busca da Razgatlioglu e Redding guarda due che si giocano il mondiale. Non c’è nient’altro se non routine con Locatelli che va forte e Bautista in crescita. La novità è Baz che dimostra più fame del pilota che sostituisce, il che è ovviamente comprensibile, almeno dal punto di vista delle botte prese. E quelle di Davies, sulla moto Go Eleven, non sono poche. Di BMW che ormai è una cosa ridicola tanto quanto le assegnano i soliti record senza transponder, non è il caso di parlare.
Mentre invece una considerazione bisognerebbe farla sul team Honda MIIE che, con Kuwata presente, manda in pista Mercado con il semimanubrio destro che viene via. Roba da tentato omicidio.
Sull’aver corso la gara, due parole. Ipocrisia e menefreghismo. Raccontarci che i motori sono così, che la famiglia e il morto avrebbero voluto che si corresse, che tanto questa è la vita e che i piloti sanno quello che fanno, sarà anche vero ma non è il motivo per il quale ieri si sono saltate le sessioni e oggi si sono recuperate tutte.  Prendano per il culo qualcun altro.

Micro cronaca
Al via è Rea che comanda mentre Razgatlioglu fa linee diverse ma rimane alla ruota. E’ forte anche Locatelli seguito da Rinaldi, Redding, Haslam, Bautista, Lowes, Van der Mark e Bassani che chiude i 10 davanti a Baz.
Due giri e non cambia niente se non l’attacco di Rinaldi al compagno di squadra che poi scivola fuori nella ghiaia.
Al giro 13 la cosa più eclatante, mentre la gara scorre noiosa, è la perdi ta di un semimanubrio da parte di Mercado, alla faccia della sicurezza…
Fino al passaggio di Razgatlioglu la gara è in mano a Rea che però la perde.
Razgatlioglu, Rea, Redding, Locatelli, Bautista, Baz, Van Der Mark, Bassani, Lowes e Gerloff a chiudere i 10.

Razgatlioglu
Punisce Rea come e quando vuole.
E’ il Bautista del 2022 ma con meno sbavature.
Voto 10

Rea
La moto non lo asseconda ma non è solo quello. Sembra manchi quella voglia di sgomitare un filo in più.
Voto 9

Redding
Spettatore distante, è sul podio ma non è un pericolo per i suoi avversari.
Quasi un arbitro.
Voto 8

Locatelli
Ormai punta al podio e ci manca sempre poco, se non lo raggiunge.
Locatelli è la rivelazione del mondiale 2021.
Voto 8,5

Bautista
Cresce lui e la Honda. E mentre Haslam annaspa, lui saluta…
Voto 8

Baz
Ha quella fame e quella integrità fisica che a Davies è mancata per tutta la stagione. Fa una grande gara con un gran risultato, per essere al debutto.
Voto 8,5

Van Der Mark
La BMW è una barzelletta che non fa ridere e i suoi piloti vengono bruciati. Un impegno ufficiale, milioni di euro spesi senza vincere niente. E andrà anche peggio.
Voto 5

Bassani
Sempre in top ten ma non al top come in un paio di gare fa. E’ vero che deve imparare. Speriamo venga aiutato.
Voto 7

Lowes
La mano rotta forse gli fa addirittura bene, nel senso che guida più tranquillo.
Voto 6,5

Gerloff
Torna nei 10 ma è ancora appannato. Nessuno riuscirà a far scomparire i dubbi che sia stato addomesticato.
Voto 7

Catalunya: Gara2 a Rinaldi davanti a Razgatlioglu e Redding! Rea battuto, paura per Sykes!

Rinaldi

La gara due a Barcellona è un successo pieno di Rinaldi che duella, sì, ma poi se ne va e fa capire che può alternare gare totalmente no a giornate da trionfatore.
Razgatlioglu non vorrebbe accontentarsi ma è costretto. Porta a casa un secondo posto che vale la leadership mondiale davanti ad un Rea in completo imbarazzo tecnico. Per lui le gare sono ormai possibili solo se brevi. Altrimenti la sua Kawa crolla e nemmeno lui può farci nulla.
Le altre note positive? Locatelli, Bautista che inizia a far volare la Honda e poco altro. Gerloff prova ad essere quello di inizio stagione ma sembra non essere ancora il momento. Redding è un Rinaldi al contrario. Quando c’è l’italiano, non c’è lui.  Le BMW non esistono e in più c’è paura per Sykes, centrato al via da Mahias e ancora in attesa di far sapere esattamente come sta.

 

Micro cronaca

Via. Ed è subito red flag per vari incidenti, più importante fra tutti quello occorso a Sykes, travolto da Mahias.
Alla ripartenza è subito duello a tre fra Razgatlioglu, Rinaldi e Rea mentre Bautista, quarto, osserva da vicino, poi passato da Locatelli.
Pochi giri e in testa ci va Rinaldi mentre dopo il trio piace Bautista che lotta con Redding e cerca di riprendere Locatelli.
A metà gara Rea inizia a cedere. E’ ormai preda di Locatelli e vede il duo di testa fuggire senza problemi.
A meno 7 Razgatlioglu passa mentre Rea cede a Redding e a Bautista ma Rinaldi replica e torna in testa alla gara.
Finisce così
Rinaldi torna alla vittoria davanti a Razgatlioglu, Redding, Bautista, Locatelli, Rea, Gerloff, Bassani, van der Mark, Nozane.
Doppietta Ducati sul podio e turco in testa al mondiale. Come nota il risveglio di Bautista… poi i soliti!

Pages

Rinaldi
Si prende la gara e lo fa di prepotenza. Il duello c’è ma finisce ben prima dell’arrivo. Per lui ci sono gare buie o gare splendenti. Oggi va alla grande.
Voto 10

Razgatlioglu
Torna in testa al campionato e lo fa rischiando perché prova anche a vincere la gara nonostante sappia delle difficoltà di Rea. Sempre affamato.
Voto 9,5

Redding
Sbaglia a contare i giri, così dice… ma porta a casa un podio prezioso.
Oggi non lotta per la vittoria, però fa una bella gara.
Voto 8,5

Bautista
Gara agguerrita, da vero lottatore. La moto funziona un po’ meglio e lui tira fuori un po’ di classe.
Voto 8

Locatelli
Lotta per il podio ma cede all’ultimo giro. Locatelli, però, è sempre presente.
Voto 7,5

Rea
Giornata no, come sembrano essercene sempre di più. La Kawasaki ha evidentemente qualche mancanza cui nemmeno lui riesce a rimediare. Quanta fatica se la gara è lunga. E in più perde anche la leadership di campionato.
Voto 7

Gerloff
Quasi riattivato, non è ancora quello di inizio campionato. Però almeno si inizia a rivedere qualcosa.
Voto 6,5

Bassani
Una top ten, dopo l’acuto di ieri, sembra poca roba. Eppure è molto per un rookie su una moto clienti.
Voto 7

Van der Mark
Un po’ pochino per essere quello che deve risollevare le sorti di BMW. Se sta bene ai tedeschi…
Voto 6

Nozane
Il rookie Yamaha inizia a far vedere qualcosa di interessante.
Era ora.
Voto 6,5

Superbike, Catalunya: Gara1 a Redding su Bassani meraviglia. Terzo Rinaldi e Toprak out!

cat ded 3

Gara bellissima condizionata in modo spettacolare dalla pioggia che non fa troppe vittime ma cambia, stravolge la classifica.
Una buona partenza non basta per finire davanti, una brutta partenza non punisce eccessivamente.
In un carosello di duelli e sorpassi, tutti miracolosamente puliti, le Ducati, moto equilibrate e potenti, la spuntano facilmente.
Sorpresa Redding, che vince ripartendo dalle retrovie, sorpresa Bassani, che spende anche qualche giro al comando, e sorpresa Rinaldi, terzo nonostante i problemi alla visiera del casco. Il crollo di Rea, quarto dopo aver dominato la gara, è beneficiato dalla rottura di Razgatlioglu, out con la sua Yamaha quando guidava con la gara in mano. Il resto è un grande canyon. Le BMW soffrono, le Honda annaspano e le seconde guide, tutte, subiscono. Eppure è spettacolo perché tutti, comunque sgomitano fino al traguardo.

Micro cronaca 

Al via Rea comanda dopo aver vinto un veloce duello con Razgatlioglu che fatica anche a contenere Bassani, efficacissimo sul bagnato.
I due lottano e Rea fugge… mentre alle loro spalle fa una bella gara van der Mark, poi Lowes, Rinaldi, Redding, Haslam, Sykes e Locatelli a chiudere i 10.
Due giri e Rea è preso. Fuga annullata. Il turco entra… ed entra anche Bassani quando mancano 8 giri al termine.
A meno 6 il turco rompe il motore e Bassani è in testa davanti a Rinaldi con il crollo di Rea che subisce anche da Redding.
Il britannico della Ducati è carico… e cerca Bassani attaccandolo ed entrando a meno 3… mentre dietro di lui non cambia nulla.

Vince Redding davanti a Bassani, Rinaldi, Rea, van der Mark, Lowes, Haslam, Sykes, Bautista, Davies a chiudere i 10.
Redding ci crede fino alla fine, Bassani meraviglia e Rea riceve un regalo da Razgatlioglu. Si rimane in testa al mondiale anche così.

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Redding
Ci crede fino alla fine e fa bene perché è il più maturo fra quelli rimasti in lizza. Una vittoria d’oro.
Voto 10

Bassani
Che gara magnifica. Chiunque avrebbe pagato per veder vincere un rookie… ma va bena anche così. Un serpende marino il nostro.
Rookie magnifico!
Voto 10

Rinaldi
Con il problema alla visiera che ha, fa anche troppo. Forse rinvenendo prima…
Voto 9

Rea
Subisce una sconfitta ma al suo avversario diretto va ben peggio. Massacra la gomma e paga il conto. Eppure…
Voto 7,5

van der Mark
Aggressivo e avvelanato ma tardivo nella sua rimonta.
Voto 8

Lowes
Qualunque cosa succeda, non ci stancheremo mai di dirlo, Lowes è sempre alle spalle di Rea. Un mistero matematico.
Voto 7,5

Haslam
Una tantum davanti a Bautista, il britannico guida bene e lotta come ai vecchi tempi. Sembra che la Honda cresca.
Voto 7,5

Sykes
La pioggia lo manda in tilt. Dopo una qualifica spettacolare parte male e fa tanta fatica.
Voto 7

Bautista
Mai della partita, oggi subisce il bagnato nonostante l’acqua dovrebbe favorire la Honda, ancora problematica dal punto di vista dell’elettronica.
Eppure va così.
Voto 6

Davies
Non più best independent, anzi molto lontano dal parco chiuso. Brutto vederlo così, lotano lontano dalla lotta. Le aspettative erano altre.
Voto 5