Ducati, make it happen! Fai succedere il grande scontro!

Make it happen, come dicono gli americani. Fallo succedere. E mi rivolgo a Ducati.

 

Ducati Make it happen! Fallo succedere! Di cosa parliamo? Andiamo per ordine.
7-9 ottobre ci sarà la Superbike a Portimao, questo lo sapete. E forse sapete anche che Jake Gagne, campione in carica del MotoAmerica e principale avversario di Petrucci, sarà lì per fare una wild card.

E io penso che sarebbe bello che si scontrasse con Petrucci in una specie di resa dei conti al di là dell’Oceano… insomma un po’ più alla pari di quanto avvenga in america, dove Gagne conosce le piste e Petrucci no, e dove la Yamaha va fortissimo e la Ducati no.


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Ma perché sto chiedendo questa cosa se qualcuno ha scritto che Petrucci si scontrerà con Gagne a Portimao? Perché al momento NON E’ VERO.

Dovrebbe esserci anche Petrux, scrive qualche sito.
E’ nei piani di Ducati, scrive un altro sito ancora.

Peccato che non sia vero. Parlando con Petrucci, sapeva della wild card di Gagne me non sapeva di dover andare a Portimao.
In realtà mi ha detto che ci sono stati dei discorsi con Ducati in merito ad una wild card (non Portimao nello specifico) ma la cosa sembra non si possa fare perché secondo Bologna non c’è la moto. Inoltre la faccenda ha un certo costo.

Quindi se fosse vero non starei qui a dire Ducati Make it Happen, perché starebbe già per succedere e quindi non servirei certo io.

Ho anche chiesto a Danilo se gli piacerebbe e lui mi ha risposto con una bestemmia affermativa.
Porcoddio se mi piacerebbe!

Quindi lo dico. Ducati Make it Happen, perché non sta per succedere e credo che sia una cosa che non va bene, nel senso che credo sia un’occasione che debba essere colta.

Dal punto di vista marketing darebbe veramente valore ad una situazione che potrebbe essere già chiusa per quanto riguarda il mondiale, dato che siamo al terzultimo week end.
E se così non fosse Petrucci potrebbe davvero dare una mano a Bautista, non so se mi spiego.

In più a Bologna saprebbero come va Petrux su una pista comunque rappresentativa per il mondiale, in sella ad una Superbike.

E ancora, un pilota che ha vinto in MotoGP, nel MotoAmerica e alla Dakar, sarebbe veramente super atteso nel mondiale Superbike, soprattutto in caso di scontro con un suo rivale acerrimo nel campionato americano, perché potrebbe entrare nella storia.
Che ne so, magari vince, magari va sul podio oppure porta a casa una Superpole Race.
Magari piove e Petrucci fa il cinema.

Insomma, sarebbe la mossa di marketing perfetta. Altro che far provare a Lorenzo una moto che gli fa cagare e poi dargli soldi per fargliela riprovare e fargli dire che va bene.
Potrebbe costare quasi uguale, moto a parte.
E renderebbe 10 volte tanto con qualunque esito.

Sarebbe la mossa perfetta di marketing, peccato che al momento questa possibilità non esista e quello che dicono alcune pagine facebook e alcuni siti, non sia vero. Per lo meno Petrucci dovrebbe saperlo. E non ne sa niente.

Messaggio a Ducati: Make it happen. Fallo succedere. Insomma pensaci!
E nel caso tu ci stia già pensando, avverti anche Petrucci di questa cosa qui perché al momento non sa un cazzo!

Superbike, Most. gara2 a Razgatlioglu davanti a Bautista e Rea!

Gara 2 a Most fila liscia per Toprak che doppia la vittoria nella Superpole Race.
Bautista capisce che non può fare di più e capitalizza il vantaggio in campionato!

Razgatlioglu, Bautista, Rea, Redding, Bassani, Locatelli, Vierfe, Oettl, Mahias e Bernardi a chiudere i 10!
Gara 2 di Most è fotocopia delle altre in campionato quando non succede qualcosa di eclatante.
I tre cavalieri si giocano tutto e alle loro spalle è un carosello di seconde guide, promesse e vecchie volpi.
La vittoria di Razgatlioglu, che stampa il giro veloce agli ultimi passaggi è sacrosanta così come sacrosanto è il cervello di Bautista che non forza mai mentre Rea, al contrario, è costretto a spremere di più la sua verdona. La classifica di campionato è giusta e rispecchia i valori in campo di oggi mentre alle spalle del magico trio brillano come sempre Bassani, Locatelli e ultimamente anche un Redding ritrovato.  Fra i protagonisti potrebbe esserci anche Gerloff, se non fosse uno dei piloti più sfortunati del mondiale. E potrebbe esserci anche Rinaldi se non buttasse sempre via tutto. Ma poco cambia.
Il risultato di gara è evidente ed eclatante allo stesso tempo E’ c’è anche spettacolo perché per configurare il solito podio a tre, i tre protagonisti se le suonano per tutta la corsa. Resta comunque un po’ poco, o comunque non sufficiente, perché fra i protagonisti e i comprimari ci sono davvero troppi secondi di differenza e non in gara, bensì sul giro.


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Ecco la classifica di gara e quella di campionato.

Clicca qui per la classifica di Gara2

 

Clicca qui per la classifica di Campionato

Vuoi seguire la gara live con Misterhelmet? Ecco il commento di oggi!

Superbike Donington: Gara1 a Razgatlioglu davanti a Rea e Lowes. Bautista out!

Razgatlioglu, Rea, Lowes, Redding, Bassani, Rinaldi, Gerloff, Lecuona, Baz e Locatelli a chiudere i 10!
Bautista out, sorpresa Redding e distacchi esagerati!



A Donington Razgatlioglu fa piazza pulita in gara uno. Non c’è lotta per la vittoria ma solo per il secondo gradino del podio e quest’ultima finisce quando Bautista butta via tutto. Le sorprese sono solo l’out di Bautista, fino ad oggi regolarissimo e mai sprecone, e la vitalità di Redding che quasi sale sul podio dopo essere andato forte anche in qualifica.
La conferma del britannico su BMW è tutta da vedere ma almeno oggi ha lottato per qualcosa.
Cosa c’è di rilevante, oltre a questo? Bassani, sempre fortissimo che batte Rinaldi, e i soliti in top ten.
A  far paura, in senso negativo, la prestazione di Haslam, lontanissimo in una pista che conosce a memoria e i distacchi. Impressionanti, con gente che va a punti prendendo mezzo minuto.
Non va bene, soprattutto se la regia non si occupa di quello che succede nelle retrovie a meno di cadute spettacolari.
Il week end è appena cominciato ma ha già una faccia: quella sofferente di Bautista che farà fatica per tutto il week end, e quella del ritorno di Razgatlioglu. Da vedere.

Esclusivo: Petrucci non ci sta. MotoAmerica addio! “A queste condizioni mollo tutto!”

Le dichiarazioni esclusive rilasciate a Misterhelmet a caldo dopo Gara2 in Virginia, nonostante il terzo posto alle spalle di Gagne e Scholtz sono pesanti. Saranno anche definitive?
Frenando ogni istinto di sensazionalismo giornalistico, abbiamo chiesto a Danilo se fosse sicuro e non volesse pensarci un po’, dato che si trattava di una chiacchierata informale, ma ci ha dato luce verde per la pubblicazione.

"I don't think I will continue.
I fell at almost 300kmh and rolled for 300m.
No one came to pick me up.
We can't put a doctor at every corner, they told me.
Now I have five stitches on my ankle. If they had been on my neck, I would have been dead. I also have a good abrasion and a round elbow.

                               

Alla Dakar sono caduto due volte e avevo un elicottero sopra. Alla Dakar. Qui in America secondo la FIM esiste solo una pista omologata per le corse che facciamo.  MotoAmerica ha detto che le piste non le ha e che quindi ci devono andare bene queste. Con le balle di paglia, l’asfalto butterato e gli impianti che vanno in tilt. Potrebbe andare quasi bene se ci mettessero del loro come organizzazione e sanzionassero chi non guida correttamente, ma non succede.

I got to the last corner and in order not to touch Scholtz who had gone wide, I went wide and my steering closed in 6th full.
If I had touched him it would have been even worse but certain moves are to be sanctioned.
In Atlanta they stopped the race because there was no power for the cameras. Here, however, strangely, no cameras and no pictures. So it's all right for them.
I don't think I will continue. I've been racing for 25 years, and I don't feel like getting hurt over this."



 

Queste le dichiarazioni di Petrucci rilasciate a Misterhelmet subito dopo la gara.
Vanno prese con la dovuta cautela perché rilasciate a caldo, e si sa che poi i piloti sbolliscono, ma il malcontento è evidente sin dalla giornata precedente, anzi forse cova da prima, fra aspettative deluse e riscontri non positivi su tutto il campionato…  e tutto il pacchetto, ma andiamo a ritroso.

Gara1 in Virginia è di quelle brutte, a causa di un problema elettronico che che annulla il freno motore.
Niente freno motore, niente accelerazione, niente freni, anteriore scaldato, gomme finite. Tutto il repertorio, ma nonostante tutto Danilo finisce a ridosso del podio.
Come va gara2, lo leggete sopra. Danilo ottiene un podio dopo una lotta serrata ma il prezzo è più che salato, a causa di una caduta dopo il traguardo che gli impedisce di partecipare anche alla premiazione.

La verità è che Petrucci si aspettava delle gare un po’ più rustiche, ma non di rischiare la vita per imperizia altrui, pressapochismo e gestione da altri tempi, nel senso negativo del termine.
A questo si aggiunge, ed è una considerazione dall’esterno, non di Petrucci, la situazione nel box. Il team Warhorse non sembra essere a livello di quelli con cui Danilo è abituato a lavorare per comprensione, gestione e risoluzione dei problemi e la Ducati non è una moto semplice.
La rottura del motore a Road Atlanta, Braselton, per essere stata troppo tempo in griglia a motore acceso per colpa dell’organizzazione, ne è un esempio. Come avrebbe gestito il surriscaldamento, un team Europeo?
Il comportamento bizzarro e sempre troppo differente della moto, gara dopo gara, anche a causa, dicono rumors non confermati, di alcune parti importanti cambiate per ragioni di sponsor, è un’altra prova che forse il team ha bisogno di un altro approccio se vuole far correre una testa di serie come Petrucci, su una moto superperformante ma esigente come la Panigale in un campionato “rustico” come il MotoAmerica.
In una pista come Austin, dove si può praticare del motociclismo pulito, Danilo ha surclassato gli avversari. Nelle altre gare, quasi lo stesso mettendoci del suo, ma forse Petrucci è stanco di dover sempre trovare condizioni di emergenza, che vanno oltre l’accettabile, quando si parla di stare, come tutti gli sportivi, fuori dalla zona di comfort.
Evidentemente, “essere stanchi di essere stanchi”, logora anche chi ama il suo lavoro.
Da un lato speriamo tutti che sia stato uno sfogo momentaneo e che quindi Petrucci ci ripensi, ma dall’altro, perché desiderare che un pilota continui a far qualcosa che non si sente di fare? Per chi, e con quale beneficio?

Superbike, Estoril: vendetta verde in gara2, ma Bautista convince mentre Razgatlioglu subisce ancora!

Rea si prende gara2 a due curve dalla fine su Bautista, poi Razgatlioglu, Lowes, Locatelli, Lecuona, Bassani, Rinaldi, Vierge e Fores che chiude i 10.
E’ vendetta verde, spietata, su un Bautista che comunque convince. Chi patisce è ancora Toprak, che ogni volta sembra voler trovare il modo di non vincere gare che sembrano comunque alla sua portata. Bene persino Lowes mentre Locatelli è sempre al top come Lecuona. Da segnalare Fores che fa vedere a Ottl come si guida. Che peccato lasciarlo fuori. Potrebbe essere una sintesi sufficiente ma c’è da analizzare tre modi diversi di correre. Quello rabbioso/talentuoso di Rea, che a costo di sbagliare di più qualcosa ottiene, quello intelligente e misurato di Bautista, che fa sfogare la sua Ducati controllandone la pericolosità quando necessario e con pochissime sbavature, e quello di Razgatlioglu, che forse per via della moto non riesce a fare quello che l’anno scorso era diventato per lui la normalità: impaurire e annullare gli avversari. E’ finita? Sicuramente no, ma le gare passano e diminuiscono le occasioni mentre i suoi due avversari più pericolosi prendono il largo.



Alla fine, la gara non è male, ma è lenta per via dell’asfalto leopardato. La rivitalizza Rea quando sembra finita, mentre dietro c’è distacco ma è tutto più compatibile del solito con quello che dovrebbe essere un campionato del mondo. Il trend è sempre uguale e va avanti come un cerchio che non si chiude mai.
Ormai è certo che sarà un campionato a tre. Per la verità, se continua così, quasi a due. E che manchi il campione è una delle poche cose sconvolgenti di questa serie.

Superbike, Estoril Gara1: Bautista beffa Razgatlioglu e Rea ma la SBK è un boccone avvelenato!

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Vierge, Lecuona, Lowes, Redding, Rinaldi e Baz a chiudere i 10 davanti a Fores, Bassani e Bernardi. Questi i protagonisti, si fa per dire, di Gara1 a Estoril.

Rea e Razgatlioglu si comportano come se gli altri non esistessero, ed è così, ad eccezione di Bautista che porta a casa una vittoria con un organo che i suoi colleghi ascoltano meno di lui, il cervello, e una virtù che, sempre gli altri due “predestinati” a giocarsi il mondiale, sembrano non avere: la pazienza.

Bautista svolge il solo compitino (si fa per dire), di rimanere abbastanza vicino da sfruttare la bagarre infinita scatenata dai due e poi, semplicemente, ne approfitta per vincere. Col motore, si dirà, ma non è vero.



Il motore Ducati c’è, ma è solo Bautista che lo sa capire e sfruttare, se è vero che la miglior Ducati dopo di lui, affidata a Rinaldi, prende 24 secondi. Ed è vero che li prende.
Il resto, mi dovete credere, non c’è.
Locatelli è bravo, le Honda crescono, ma il gap, evidente quando si confrontano i compagni di squadra dei tre, non rende quelle della Superbike delle gare, bensì dei mini duelli.
Forse in Yamaha c’è un po’ più di equilibrio, dato che Locatelli non è troppo lontano dal campione del mondo, ma in questo caso sembra un problema di moto, mentre in altri casi il gap è umano.
La Superbike, fra infortuni a grappolo (Ottl e VDMark sono fratturati e ne avranno per tot mentre Gerloff è momentaneamente out), gap umano e moto che non c’entrano niente con le top 3, è a rischio carnevalata.

Non si può nemmeno raccontare, una gara Superbike, perché non viene nemmeno mostrata. E non viene mostrata perché, tolti i tre del podio, la gara, quasi sempre, non c’è.
Fra BMW sempre allo sbando, Honda in eterna e incompleta crescita e metà dei team privati che girano come le Supersport, sarebbe da commissariare il campionato e toglierlo dalle mani incompetenti che lo gestiscono.

Se le cose andranno così per tutto la stagione, il risultato di ogni gara sarà sempre un tris di primi, come al pranzo dei matrimoni.  Ma il resto del menu, è cibo scaduto e gli altri invitati sono tutti intossicati.

Crash Talking Live: Jerez GP con Alex Polita!

Misterhelmet Crash Talking Live va in onda dopo Jerez MotoGP.
Ospite, Alex Polita con cui parliamo della gara ma anche delle differenze fra i vari campionati di moto.


Petrucci vince al debutto al MotoAmerica! Il cow boy ternano entra nella storia!

Se dai un calcio ad ogni sasso, vai a casa senza stivali, dice un proverbio.
A Petrucci han tolto gli stivali troppe volte, per poi ridarglieli del numero o del tipo sbagliato, pieni di qualunque cosa.
Sassi, sabbia, tutto quello che è stato possibile. Tutto quello che ha calciato, Danilo, se lo è tolto prima da dentro, come contro un accanimento da videogame dove lui è il personaggio e non il giocatore.

Lo hanno paracadutato senza preavviso in ogni situazione possibile ed al di fuori da ogni zona di comfort, dopo una gavetta al limite della punizione e critiche contro ogni logica.

Giusto cercarsi le sfide, un po’ meno quando te le scelgono gli altri e ti fanno cambiare ogni volta che stai per adattarti, come se fossi protagonista di una specie di programma di stress test per esseri umani che fanno i piloti.
Come se una mano gigante ti prendesse all’improvviso, minuscolo, con due dita, e ti collocasse random in qualsiasi contesto possibile, dotandoti solo di una moto, un casco e una tuta.
Mai abbastanza soldi, mai promesse credibili, solo un’unica chance a tappe per un ragazzo che vuole correre.
E alla fine Petrucci è come la talpa della sala giochi. Gli dai una martellata e spunta dall’altro buco.
Alla Dakar lo abbiamo visto. A momenti ha avuto contro anche i suoi, e anche lì ha zittito tutti.

La prima vittoria nel  MotoAmerica, ad Austin, sulla Ducati del team Ducati New York; davanti a Scholz e Petersen, negli orari di ritaglio di quel club esclusivo di cui fino a ieri ha fatto parte ma che adesso lo vede guardare da fuori schiacciando il naso sulla vetrina, vale quel che vale dal punto di vista tecnico, ma è un ennesimo colpo di coda morale e umano a chi gli ha voltato le spalle.
Chiaramente è solo il primo passo del gioco dell’oca a stelle e strisce che lo aspetta e che sarà sicuramente più duro di oggi, ma non importa, perché anche qui ha già dimostrato quello che serviva dimostrare.

Quanto è brutto abusare del termine resilienza, un concetto ingegneristico usato a vanvera per dire che uno è tosto e non si arrende…quindi non lo useremo.

A chi chiede spiegazioni e non sa quello di cui stiamo parlando, ci basterà dire che questa storia non è niente di che. E’ solo Petrucci, che ricomincia ogni volta daccapo, ovunque lo mandino.

Superbike, Aragon1, gara a tre: Rea e Bautista, annullano Razgatlioglu!

Razgatlioglu, Bautista, Rea, Rinaldi, Lowes, Locatelli, Lecuona, Mykhalchyk, Bassani, Baz. sono i 10 delle quelifiche che chiamare Superpole sembra ormai una bestemmia.
In gara, invece, nel circuito che è la casa vacanze del team
Kawasaki, i protagonisti sono più meno gli stessi, solo che sono ridistribuiti.

Rea la spunta di un soffio su Bautista e insieme annullano Razgatlioglu. Seguono Rinaldi, Locatelli, Lecuona, Vierge, MYKHALCHYK, Gerloff, Laverty.



La sintesi della gara, fatta di tanti sorpassi sin dall’apertura, non è difficile. Il Superturco tiene fin che tiene e poi accetta la sconfitta. Sembra quasi che Rea e Bautista lo annullino, ma non è così, perché i due fanno proprio una guerra a parte, come a riprendere qualcosa interrotto in precedenza.
Razgatlioglu finisce le gomme e inizia a guardarsi indietro. Capisce che il podio non è a rischio, e si accontenta, per questa volta. Dietro il trio, buono Rinaldi, buono Locatelli, e discrete le Honda di Lecuona e Vierge, che però sono spagnoli su un circuito che per Honda è qualcosa di simile a quello che è per Kawasaki.

Un po’ sottotono, appare Gerloff, da cui ci si aspettano grandi cose, così come Laverty. che però fa capire che BMW è lui e non Redding. Perché Laverty e non Mykhalchyk, che su BMW va ancora meglio? Perché è solo un sostituto di Van Der Mark, attualmente infortunato. Peccato eh.

il resto, non c’è. Non c’è Baz, non c’è Oettl, non c’è Mahias, che ha già sbriciolato 3 moto, e non c’è nemmeno Bassani. In pista corrono in venticinque. Solo uno fa crash (Alex Lowes), ma sono tutte comparse, almeno per oggi.
A giocarsela, sono solo in tre. Ci vuole quasi mezzo minuto per chiudere i dieci. Figuriamoci gli altri.

Supersport: il film porno con la farfalla chiusa!

Una breve live per parlare della cosa più ihtressante di quest’anno del mondiale superbike, ossia la SS.
Quest’anno si chiama Next generation e include tre tipologie di moto le 4 cilindri, le bicilindriche e le tre cilindri.
E’ un campionato fatto per privilegiare le derivate di serie e quindi in teoria dovrebbe mandare in pensione delle moto che non si possono più comprare. Fra queste c’è l’R6.
Però, hanno già iniziato con le restrizioni. Settimana dopo settimana, sia Ducati che MV, Triumph un po’ meno perché si è un po’ nascosta ma poi in effetti è un po’ più un dietro negli sviluppi, sono andati con le restrizioni.



Vi spiego come funzionano: facendo simulazioni al banco, decidono che una moto è più o meno da depotenziare per qualche ragione. Ma non è che ti telefonano e ti dicono chiudi qua, chiudi là.
Ti mandano una mail con un link dove c’è la mappa della centralina a te destinata e tu te la scarichi e scopri, come in un bacio perugina, che depotenziamento o concessione, ma più spesso depotenziamento, hai vinto.
MV e Ducati sono state depotenziate con farfalle chiuse al 76%. E parecchi mi hanno detto che la moto soffre parecchio.
Addirittura la MV 800 con lo stesso pilota è più lenta della 675.
Ma tecnicamente, come si regola la FIM ? La FIM ha un impianto che monitora le telemetrie e in base a quello, decide. Però nei test non è stato obbligatorio montarlo e quindi le prime risultanze vere le abbiamo da venerdì. E dicono che le Yamaha sono dominanti. E non è solo per aeferter e baldassarri. Cioè praticamente non è cambiato niente. Perché anche prima, le yamaha erano dominanti con i piloti forti. Le Yamaha e le Kawasaki.
Il problema di Yamaha però è che non è una moto di serie. Se vai al concessionario, non la puoi comprare e targare. Esiste solo in kit racing.

Ma la cosa più strana è che mentre ducati MV e Triumph hanno subito restrizioni per via della cilindrata, con cambiamenti di pesi e mappature fino a qualche giorno fa, settimanalmente, Kawasaki e Yamaha hanno avuto concessioni.
A Yamaha è arrivato il blipper e un impianto frenante maggiorato, a Kawasaki il ride by wire.

Quindi moto da corsa, con anni e anni di riferimenti, una delle quali non è più nemmeno una moto di serie, che quest’anno dovrebbero correre in un campionato fatto per mandarle in pensione, sono ancora le favorite. E lo vedrete in gara, fino a che non ci sarà il balancing, ovvero i cambiamenti di fim che bilanceranno i risultati. Ma quando? Fra 3 round? E sono 6 gare.
Non è esattamente vero che le Yamaha vanno forte per Baldassarri ed Aegerter, perché allora vorrebbe dire che gli altri sono scarsi. Certo in gara si può sbagliare, cadere, avere un problema, però a me certe cose sembrano evidenti.
Che le chiami a fare le bicilindriche e le tricilindriche se poi gli chiudi la farfalla di 1/4?

Quindi per me questo campionato è un next generation che premia le old generation, addirittura con delle forzature. E io non capisco.
Vi saluto con una analogia: questo campionato supersport ha tutte le potenzialità per essere porno, ma vogliono girare il porno con la farfalla chiusa.