Esclusivo: Carboceramici Brembo obbligatori in Superbike: quanto costano? I team lo sapevano?

Dal 2027 Brembo sarà fornitore unico in WorldSBK con i nuovi freni carboceramici Hyction. Ho realizzato un video con le mie perplessità sui modi, sui tempi e sull’impatto che ha questa scelta sulla Superbike. All’interno del video, l’intervista a Mauro Piccoli, responsabile marketing Brembo. Quel video è stato estrapolato e viene riproposto qui.
Avrà risposto alle mie domande e alle mie perplessità? Giudicate voi!

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MotoGP, Brno: Marquez, gara lunga e podio. Bagnaia ok. Bezzecchi impazzisce e mena un marshall!

In repubblica Ceca succede un po’ di tutto.  Marc Marquez vince la lunga e fa podio nella sprint. Lo spagnolo continua il suo recupero (62 punti su Bezzecchi in due week end) e sale a -40 dalla testa della classifica. Bene anche un Bagnaia ritrovato, vittoria sprint e podio la domenica. Nel frattempo Bezzecchi impazzisce. Dopo il crash della Sprint rifila due schiaffi ad un marshall che cerca di aiutarlo. Niente gara lunga per lui. Pilota sospeso e ricorso respinto. Una scena triste ma mai quanto il ricorso Aprilia e la difesa d’ufficio di certa stampa. In tutto questo letame, sboccia definitivamente un fiore che si chiama Ogura!

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Bagnaia, Ogura, Marquez, Di Giannantonio, Martin, Fernandez, Bastianini, Aldeguer, Binder.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Ogura, Bagnaia, Di Giannantonio, Mir, Aldeguer, Fernandez, Marini, Martin, Bastianini.

Non male la sprint. Bagnaia saluta e se ne va. Ne ha e non deve gestire, problema che dovrà invece affrontare la domenica. Ogura è indomabile e Marquez sembra scegliere di non strafare, non rischiare e recuperare. Anche perché Martin non è veramente della partita e Bezzecchi si autoelimina per poi impazzire nella ghiaia. Manata in faccia prima e schiaffo poi, ad un Marshall che, nel cercare di aiutarlo, fa accelerare una moto che non si era spenta.
Scena squallida ma mai come l’arrampicata sugli specchi della TV che sponsorizza la stessa Aprilia e mai squallida come il ricorso della casa di Noale. I Marshall, al di là del nervosismo e dei modi, non si toccano e scusarsi il giorno dopo, regalandogli i guanti con cui lo hai menato, non azzera la vicenda. Sembra proprio che Aprilia, da Iannone, ad Espargaro, fino ad arrivare a Martin e Bezzecchi, non riesca a gestire al meglio i piloti. Il motivo per cui sclerano magari è dovuto al fatto che non vi siano regole chiare. Comunque amen. Zero punti per Bezzecchi in un week end che avrebbe dovuto vederlo prendere il volo.

La gara lunga è divisa in due. Nella prima parte Bagnaia prende la testa della corsa per non mollarla mai. Alle sue spalle Marquez e Ogura a punzecchiare il piemontese.
A tre quarti di gara il n63 finisce la gomma e cede a Marquez e Ogura. Lo spagnolo fa capire di averne sempre avuto ma di aver gestito, facendo fare al compagno di squadra dei tiraemolla deleteri. Da ammissione dello stesso Pecco, un altro paio di giri e sarebbe stato bucato anche da Di Giannantonio, in arrivo a suon di giri veloci e inspiegabilmente in crescita sempre troppo tardi. Niente male comunque, il week end del piemontese: è da 8. Voto 9 ad ogura, che al traguardo arriva fresco come dopo aver fatto una passeggiata, e 10 a Marquez, distrutto ma geniale nel gestire qualifiche e sprint per poi dare tutto la domenica, nacondendosi per metà gara. Bravi anche Di Giannantonio (deve sistemare la progressione) Mir (gomma soft per lui) e gli altri. Filano lisci i 2 long lap penalty di Martin, che fa quello che può e rosicchia, sì anche lui, punti sul compagno.

La sintesi? Ducati continua la sua rinascita e Aprilia paga una gestione piloti che si ripercuote sempre di più sulla situazione in pista. Dopo essere decollata, eccola dare una panciata per terra.
Infine un asterisco su KTM. A fine gara Acosta ha un ennesimo shutdown. La moto si ammutolisce e fa appena in tempo a togliersi dalla bagarre mentre, fra l’altro, stava facendo anche bene.
Si fa investigation su tutto. Non sarebbe sbagliato chiedere conto a KTM di questi continuativi problemi tecnici. Per quanto riguarda le altre case: Honda in crescita con Mir e indiavolata con Moreira. Yamaha… no.

La classifica: Bezzecchi 180, Martin 172, Di Giannantonio 157, Marquez 140, Ogura 134, Acosta 132, Bagnaia 127. Sono 62 i punti recuperati da Marc Marquez su Bezzecchi in due week end.

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Brembo: freni carbo ceramici in Superbike. Futuro o errore?

Dal 2027 Brembo sarà fornitore unico in WorldSBK con i nuovi freni carboceramici Hyction. In sala stampa, dopo una presentazione asettica, senza numeri, dati, spiegazioni tecniche, quasi nessuno ha fatto domande. Eppure molti team con cui ho parlato sostengono di non avere ancora informazioni sufficienti su costi, listini, gestione dei ricambi e procedure operative. Inoltre, il WorldSBK è il campionato delle moto derivate dalla serie. Ma quale moto di serie utilizza oggi freni carboceramici? Nessuna. Ecco le mie perplessità, nella prima parte del video, e l’intervista integrale a Brembo, nella seconda. Decidete voi se alle domande è stata data una risposta chiara oppure no.

VIDEO + INTERVISTA ESCLUSIVA!

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Zambenedetti RELOAD: : tutto quello che non sapevi su Ducati in Superbike!

Misterhelmet intervista nuovamente l’ing. Marco Zambenedetti, responsabile progetto Superbike per Ducati. Penalizzazioni, restrizioni, concorrenza, superbike del futuro e il sostituto di Bulega. Intervista tecnica al 100% senza esclusiione di colpi!

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MotoGP, Balaton Marc: Marquez prende tutto, anche i regali. Bene Bagnaia e Acosta. Martin sciagurato!

In un week end ungherese in cui ci si attende un altro colpo di Aprilia, è Marc Marquez a prendere tutto. Pole, giri veloci, e vittorie di entrambe le gare. Raggiunge quota 100 vittorie insieme a Ducati che coglie il successo n100 in MotoGP, nell’anno del suo centenario!
Il tutto con “apparente” facilità. Gli sta dietro, fin che può, solo Acosta, mentre sui due podi si alternano Bezzecchi e Bagnaia.
Ma è la domenica che si riapre il campionato. Lo riapre Martin che fa uno strike pesantissimo dal punto di vista della classifica, togliendo di mezzo tutti, ma proprio tutti, i protagonisti, incluso se stesso. Indovinate chi ne approfitta? Uno che non ci dovrebbe nemmeno essere. Con due gare, tutto sommato, piacevoli! Nel frattempo, cercate cos’è la FORCHETTA UNGHERESE!

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Acosta, Bezzecchi, Fernandez, Aldeguer, Martin, Moreira, Bastianini Bagnaia.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Acosta, Bagnaia, Ogura, Marini, Moreira, Lecuona, Miller, Bastianini, Binder.

Bella la sprint. Non bellissima, però. Davanti Marquez fa capire chi comanda. E poi se ne va. Dietro, fra chi amministra e chi si sbraccia, succede qualcosina, ma niente di che. Degni di nota, Acosta, che ci prova sempre, e Moreira, sempre più presenza fissa. Gli altri, comunque, tutti lottatori. La “garetta”, però, lascia un dubbio: Marquez ci sarà anche per la lunga oppure la sprint è tutto ciò di cui si può accontentare? Non resta che aspettare.

E infatti la gara lunga parte con gli stessi presupposti. Quelli forti, veramente più dotati, sono Marquez e Acosta. Gli altri devono inseguire. Ma alla prima curva Martin riapre il campionato. Perde la moto e fa secche tre Aprilia: la sua, Bezzecchi e Fernandez. Sdraia anche Aldeguer e Di Giannantonio. L’elite della classifica tranne Acosta, è mandata a casa. Si salverà solo Di Giannantonio che prenderà anche 4 punti, ripartendo e finendo addirittura davanti a Morbidelli (quest’ultimo, da pensionare senza se e senza ma).

La gara va avanti e si regge sui duelli fra Marquez e Acosta. La spunta il 37 che va anche via ma la soft non dura quanto la media di Marquez. I due prima si combattono a distanza a suon di giri veloci (mai visti così tanti) e poi in un duello da maschi alfa. La spunta Marquez che poi va anche via per sempre. Ma Acosta non ha nulla da recriminare: come al Mugello si assiste al duello fra un pilota rotto con una moto sana e un pilota sano con una moto “rotta”. Questa volta vince il campione in carica.
Cos’altro c’è di bello? Marini e Miller in veste top player (mai visti ultimamente), Ogura che rimonta da matto e li buca, e un Moreira ormai presenza fissa alle tavolate di lusso.
Un discorso a parte lo merita Lecuona. Ok che ne mancano tanti ma, moto, gomme, freni mai visti, questo arriva e va così. STUPEFACENTE. Lecuona è una povera vittima dei capricci isterici di una KTM morente, che ha bruciato lui, Petrucci, Gardner e Augusto Fernandez.
Tornanro alla gara, solitario, invece, Bagnaia, che si prende il podio correndo in una bolla. La sua è una gara da separato in griglia. Se la fa tutta da solo e fa bene. Un podio è oro.

La sintesi? Ducati rinate, Aprilia ridimensionate.
Eh già perché nella sprint si sono viste tante moto di Bologna e nella lunga, comunque sarebbero state competitive. Avremmo avuto delle Aprilia sul podio? Quasi sicuramente, ma non ci sarebbe stato quel dominio che abbbiamo visto al Mugello.
Nel frattempo la classifica si è accorciata.

La classifica: Bezzecchi 180, Martin 160, Di Giannantonio 138, Acosta 132, Marquez 108, Ogura 105 e Bagnaia 99.  72 punti da recuperare, per Marc Marquez, sono tanti o si può fare?

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MotoGP, Mugello: Aprilia prende tutto con Bezzecchi e Fernandez! A Ducati due podi con Di Giannantonio e Bagnaia!

In un Mugello caldissimo, in tutti i sensi, con un parterre da F1 e un totale di 178.000 presenze per il week end, Ducati si lecca le ferite e porta a casa le briciole. Aprilia, invece, domina un po’ con tutti i piloti e la fa da padrone.
Una gara sprint sorprendente e una gara lunga spettacolare.
La cosa incredibile? Tutto buono. Ognuno fa il suo dovere e va anche oltre, ma i valori in campo, quelli attuali, sono chiari. Aprilia vince e fa vincere. Ducati soffre e fa soffrire!
L’unico interrogativo. Piloti che performano e il giorno dopo spariscono. Oppure desaparecidos che ritornano e vincono, è una cosa che non è chiaro come possa accadere. Sarà la tecnologia.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Fernandez, Martin, Di Giannantonio, Bezzecchi, Marc Marquez, Aldeguer, Bagnaia, Ogura, Acosta.

 

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Martin, Bagnaia, Ogura, Di Giannantonio, Acosta, Marquez, Aldeguer, Fernandez, Moreira.

 

Bella la sprint. La porta a casa Fernandez che capisce quando aspettare e poi cala la zampata. Illude anche di poter essere raggiunto. Quando Martin ci crede, lui allunga ancora. Sembra lui il veterano che gioca al gatto col topo. Questo ragazzo attualmente non ha un contratto. OK?
Di Giannantonio ci mette una pezza e fa terzo. Al traguardo è fuori dalla gioia. Fa bene. Se lo è meritato.
Fanno il loro anche gli altri, a partire da Marquez che è alla prova tenuta fisica. Deve capire se la domenica per lui sarà possibile o impossibile e secondo me riceve segnali buoni dal punto di vista del rendimento e cattivi dal punto di vista della fatica che dovrà fare se vuole rimanere in partita. Vietato cadere.

Per tutti, è la gara lunga che conta e infatti lo stesso Bezzecchi non rischia troppo,  ma intanto Ducati è battuta. I piloti di Bologna fanno il loro dovere, ma devono cedere.

La gara lunga è un’altra cosa. Bezzecchi non se ne va. Tocca ad altri e questo gli consente di fare una di quelle gare che ci si aspettano da lui. Primo dopo aver lottato. La vittoria vale ancora di più perché arriva dopo scontri diretti in cui non perde la testa e dice la sua.
La cosa bella è che è un Mugello pulito. Non ci sono scorrettezze (forse Ogura manda un po’ largo Marquez ma ci sta), non ci sono episodi da riguardare. E’ veramente una gara ok, con pochi crash (Bastianini e Rins) e un solo ritiro (Crutchlow che non ce la fa).
Il resto è una lotta continua. Marc Marquez che deve lottare contro Acosta e Ogura, vale il prezzo del biglietto. La guerra dura 10giri e lo spagnolo della Ducati alla fine cede, ma non senza vendere cara la pelle. Del resto è qui per vedere se funziona e… ancora non funziona, almeno secondo le sue dichiarazioni. “Moto OK, manco io”, dice il 93. Sarà ma non sembra proprio. Bagnaia tiene il punto e fa un garone, ma a momenti Ogura lo buca. Il podio è meritato ma le Aprilia van tutte forte. Forse, un unico appunto che si può fare a Pecco, è che ormai sia più concentrato sull’essere la miglior Ducati che sull’essere il migliore in assoluto.  Ma al Mugello sa ancora come si fa e si salva così, con un podio che l’anno scorso non è arrivato perché c’erano i Marquez.
Per quanto riguarda l’enigma Acosta, bisogna sempre capire cosa manchi a lui e cosa manchi alla moto. Si può pensare che se mette dietro Marquez con una KTM, a parità di moto farà un bagno di sangue. Oppure si può pensare che Marquez lo tenga dietro 10 giri nonostante sia ancora rotto. Parlerà il tempo. Però di sicuro il Marquez che ha, sì lottato, ma poi ha ceduto facendoli andar via per non avere “rogne”, non è quello che conosciamo. Sembra come dire: ok, io mi fermo qui perché sono in convalescenza e ho promesso di non esagerare.

Diverse le gare dei protagonisti del sabato. Di Giannantonio si trova 12° alla prima curva e passa la gara a metterci una pezza. Fernandez fa un pasticcio e, anche lui, deve risalire.
Ma ci sono i compagni di squadra e tutti, davvero tutti, fanno la miglior gara possibile. Persino le Honda, forti il sabato con Moreira, la domenica si dibattono con Mir che stranamente, non la lancia.

C’è solo una certezza, ed è doppia: le Yamaha sono da film dell’orrore, tutte.
E Morbidelli ha già la testa non si sa dove. Con una Ducati, al Mugello, non si può passare la gara a lottare con le Yamaha per prendere un punto o due. Non ha senso.

Bilancio? Aprilia vince e fa vincere. Ducati soffre, e fa soffrire.
Avremmo potuto vedere qualcosa di diverso con un Marquez in forma? Forse un risultato tutto suo, ma non il dominio generale che abbiamo visto negli ultimi anni. Decisamente no.

La classifica: Bezzecchi 173, Martin 156, Di Giannantonio 134, Acosta 103. Ogura 92 e Fernandez 87. Tutto chiaro chi comanda?

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Dall’Italia con furore, dalla Spagna per amore! Intervista Yari Montella, Barni Superbike!

Giovane, eppure ha corso con le due tempi. E’ campione Europeo Moto2 ma non se lo ricorda nessuno. E adesso è in Spagna, anche per allenarsi meglio. Il pilota del team Barni vuole essere l’alternativa Italiana a Bulega, con il desiderio di riuscire a batterlo e, magari, di raccoglierne il testimone in Superbike.

Per adesso fa felice il team Barni con risultati di tutto rispetto! … e si racconta a Misterhelmet!

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MotoGP, Catalunya: Week end fantozziano: una ad Alex Marquez e una a Di Giannantonio! Pericoli e infortuni!

In una delle piste più pericolose del motomondiale va in scena un week end con una sprint accettabile e una gara lunga fantozziana. Vittoria meritata di Di Giannantonio dopo due red flag che hanno tolto dai giochi (e mandato in ospedale) Alex Marquez, Johann Zarco e dalla lotta Martin, Acosta e altri.

Fra pericoli intrinsechi ed eccesso di agonismo, si rischia grosso.
Volano gli stracci al box Aprilia (tensioni con il team Trackhouse) e all’interno del box factory. Ducati rimedia il risultato ma riempie l’infermeria.
La verità è che chi ha vinto non ha rubato niente ma i veri meritevoli, quelli forti nel fine settimana e in gara, o sono stati abbattuti o hanno perso la testa.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Alex Marquex, Acosta, Di Giannantonio, Raul Fernandez, Zarco, Bagnaia, Morbidelli, Ogura, Bezzecchi

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Di Giannantonio, Mir, Aldeguer, Bagnaia, Bezzecchi, Quartararo, Marini, Binder, Ogura, Moreira.  Mir sarà poi penalizzato di 16 secondi per pressione irregolare degli pneumatici e quindi Aldeguer e poi, a seguire, avanzeranno di una posizione. 

 

Bella la sprint, senza le complicazioni di FP e qualifiche che avevano già mostrato qualche caduta di troppo. Le Aprilia factory iniziano male e finiscono o out o dietro, mentre le Trackhouse vanno forte e con Acosta, solo lui, sono l’unica alternativa a Ducati.
Non c’è molto altro da dire. Alex Marquez è il più forte senza se e senza ma.
Non ci fosse l’incidente di domenica, quello della prima red flag, avrebbe probabilmente una doppietta.

Nella gara lunga si vede subito che quelli forti non sono quelli in testa al campionato.
Alex Marquez, Fernandez, Acosta, Di Giannantonio, mentre le Aprilia arrancano e annaspano con il solo Martin a fare il suo.
Il problema tecnico di Acosta si trasforma in dramma. La moto si ammutolisce in rettilineo e Alex Marquez, seppur non in pieno, lo centra ed è il disastro. Prima red flag, Di Giannantonio che si vede passare una forcella ad un palmo dalla faccia e detriti ovunque, la scampa. Alex Marquez, invece, si fa un giro un elicottero (sembra che sia fuori pericolo).

Il re start dura poco perché un altro incidente causato da Zarco che coinvolge anche Bagnaia e Marini, fa sventolare un’altra bandiera. Il francese lascerà l’impianto sportivo in ambulanza e si attendono news.

Martin viene steso invece da Fernandez. Contatto dubbio ma tanto basta perché l’ex campione del mondo è già furioso ed indiavolato di suo. Cercherà di regolare i conti al box dove già il ceo di Aprilia va a dirne quattro a Brivio per la condotta dei suoi. C’è tensione fra factory e Trackhouse e all’interno dei rispettivi box, seppur per motivi diversi. L’armata Aprilia sembra più veloce che coesa.  Va detto che Martin dal venerdì è tutt’altro che sereno, che dal venerdì rimedia cadute su cadute,  che di sportellate oltre a prenderne ne rifila parecchie, e che con Fernandez si tratta di incidente di gara. Per quanto più forte di Bezzecchi, è anche decisamente più nervoso. E il rientro al box con scazzo isterico contro il team manager Bonora, stile Aleix Espargaro, lo conferma. Non è un bel vedere e lo colloca dal lato opposto rispetto ai professionisti di cui dovrebbe fare parte. Che poi si scusi, anche a fatica, è il minimo.

Per quanto riguarda le rogne di gara, non finisce qui. Nel finale, con Acosta già calato e fuori dalla lotta per il podio, Ogura lo lancia a muro e chiude quarto, prima di essere penalizzato di 3 secondi ed essere retrocesso al nono posto.
E’ così che Bagnaia, ma soprattutto Bezzecchi, salvano la giornata. Alex Marquez non partito, Acosta out, Ogura sanzionato, sono un regalo in un week end altrimenti davvero grigio.
Bezzecchi che in classifica potrebbe trovarsi secondo con Diggia addosso, continua a rimanere in testa.

Il leader del campionato fa fatica a fare quinto con 5 piloti fuori gioco. Non è sufficiente eppure avanza e tiene perché i suoi contendenti sono messi peggio di lui.
Se fosse andata secondo i valori in campo e non come con una roulette russa, avremmo ben altra classifica.
Questa cosa fa pensare che un ritorno di Marquez, se affamato, potrebbe ravvivare nuovamente un campionato altrimenti più rocambolesco che spettacolare. L’alto livello si è visto con Di Giannantonio, non con gli autoscontri.

La chiusura del pezzo va dedicata a Mir, splendido secondo, e a Yamaha.
Lo spagnolo non è finito e si vede che paga l’inferiorità di Honda mentre Yamaha continua ad umiliare se stessa, soprattutto adesso che è libera da Quartararo, l’unico in grado di farle vedere un po’ di luce.  Nella sprint chiude i cancelli e nella lunga, poco meglio. Si salva solo Fabio. A Mir, ecco la beffa, tolgono poi anche il podio per pressione irregolare degli pneumatici. Ci sale Bagnaia e Bezzecchi riceve un altro regalo.
Complimenti ancora a Liberty Media che fa chiudere i pezzi alle 19.00.

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Lorenzo Baldassarri, Go Eleven: SENZA VALIGIA…e non sono FINITO!

Una lunga carriera che lo fa sembrare un veterano, pur essendo ancora giovane. Lorenzo Baldassarri non si è fatto mancare niente, incluso il Purgatorio della MotoE. Adesso, però, Go Eleven ha scelto lui per rimpiazzare il nome ingombrante di Andrea Iannone. Baldassarri ha già ottenuto importanti risultati nonostante una moto nuova e una concorrenza decisamente agguerrita. In questa intervista ci racconta i dettagli, condivide i suoi dubbi e parla anche dei collegjhi! Un’intervista senza filtro!

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MotoGP, Le Mans: LIBIDINE MARTIN – APRILIA, male Ducati, dramma Marc Marquez!

Libidine, doppia libidine, doppia libidine coi fiocchi!
Questa citazione di alta cinematografia (Jerry Calà) rende perfettamente il week end. A Ducati va tutto male se non malissimo. Ad Aprilia, tutto benissimo.
Martin, che non vinceva dal 2024, fa doppietta, Bezzecchi tiene, e in più c’è anche Trackhouse, con Ogura al primo podio in carriera.
Ducati, dalla sua, si deve ricostruire. Vediamo i dettagli!

 

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Bagnaia, Bezzecchi, Acosta, Quartararo, Mir, Ogura, Alex Marquez, Moreira.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Martin, Bezzecchi, Ogura, Di Giannantonio, Acosta, Quartararo, Bastianini, Fernandez, Aldeguer, Marini.

A Le Mans vanno in scena due spettacoli estremi. La consacrazione Aprilia, che fa doppietta con Martin e sale tre volte sul podio in gara lunga, e il dramma Ducati, che va male in gara, viene battuta dove conta e perde Marc Marquez per l’ennesimo infortunio. C’è un podio di Bagnaia nella Sprint ma non basta contro il pigliatutto di Noale e sollevare un morale a terra.

La sprint è lo squillo di trombe dei veneti. Martin domina, Bezzecchi rimedia, Bagnaia c’è ma non brilla pur essendo secondo. L’attenzione è spostata sull’incidente di Marquez la cui frattura al piede fa decidere per l’operazione… al braccio. Eh sì perché viene finalmente (ma si vedeva) comunicato che il problema vero è lì e andrà risolto approfittando dello stop per la frattura al quinto metatarso destro. Questa è una disgrazia per Ducati che però, guardando l’aspetto positivo, almeno avrà indietro un Marquez sistemato. E’ vero che la classifica è impietosa e non guarda in faccia a nessuno perché tutti fuggono, ma è comunque maggio. Tutto è molto difficile ma ancora possibile se c’è di mezzo il numero 93.

Lato Aprilia, invece, va tutto quasi benissimo. Lo strapotere della moto è conclamato, quello dei piloti, anche. Bello avere un Martin ritrovato ma il futuro dice che sarebbe meglio vincesse Bezzecchi. Lo spagnolo e Ogura, infatti, sono partenti e sarebbe dolceamaro vincere il mondiale e far sfoggiare il numero 1 altrove. Ma anche qui, va considerato il calendario. Siamo solo a maggio e Bezzecchi è tuttaltro che vinto.
L’imbecillità, invece, non ha tempo e si iniziano a sentire desideri di stop a Martin per favorire l’italiano. Non avrebbe senso mai, figuriamoci adesso.

La cosa fastidiosa è sempre legata al timing del mercato, voluto sempre più presto dalla macchina dell’informazione e delle organizzazioni. Non va bene sapere che Ducati perderà Alex Marquez, Fabio Di Giannantonio e Bagnaia e che Aprilia perderà Martin e Ogura. Si tratta dei piloti più performanti per le rispettive case e della strana situazione di dover puntare su qualcuno che si sa già che farà ciao ciao. Non c’è un competitor, Acosta incluso, che non cambierà carena. Surreale.

Tornando alle corse, la gara di domenica è un capolavoro dello spagnolo. Bezzecchi va via apparentemente sereno ma ha un drop nell’esatto momento in cui il compagno di squadra sta completando la sua rimonta dal settimo posto. Un altro giro e Bez le buscherebbe anche da Ogura.
Invece il romagnolo salva il secondo posto e la leadership in classifica ma deve, due giorni di seguito, cedere al compagno che adesso ha solo un punto meglio di lui. E un morale d’acciaio.

Sofferenza per le Ducati con Bagnaia out mentre è secondo ma già in difficoltà e Alex Marquez nella ghiaia con brutta caduta. Tiene Di Giannantonio (andrà via anche lui) ma non basta né per il podio né per stare tranquilli. Ogura è un fulmine, sale sul terzo gradino e scatena il rammarico per Aprilia che l’anno prossimo, in Trackhouse, perde sia lui che Brivio. Non va bene.
C’è gloria per altri? Visibilità per Quartararo, che fa benino con le soft e per Acosta, che fa quel che può. Scomparso negli abissi Morbidelli, anche penalizzato, mere comparse le Honda con il solito Mir a lanciarla (anche Moreira) e il solito Marini a piazzarla, ma nell’anonimato. Non c’è molto a livello di spettacolo se non per i sorpassi di Martin e Ogura e alla lotta disperata di Acosta e Di Giannantonio. Assistiamo più ad un confronto strategico e politico interno ad Aprilia: una vera guerra civile in avvicinamento, nell’attesa di sapere come si svilupperà il recupero di Marquez che, al momento del rilascio di questo articolo, ha già subito il doppio intervento di cui sopra. Solo lui può interrompere il domino nero. Un dominio, sia chiaro, ben più che giusto e meritato.

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