MotoGP, Le Mans: LIBIDINE MARTIN – APRILIA, male Ducati, dramma Marc Marquez!

Libidine, doppia libidine, doppia libidine coi fiocchi!
Questa citazione di alta cinematografia (Jerry Calà) rende perfettamente il week end. A Ducati va tutto male se non malissimo. Ad Aprilia, tutto benissimo.
Martin, che non vinceva dal 2024, fa doppietta, Bezzecchi tiene, e in più c’è anche Trackhouse, con Ogura al primo podio in carriera.
Ducati, dalla sua, si deve ricostruire. Vediamo i dettagli!

 

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Bagnaia, Bezzecchi, Acosta, Quartararo, Mir, Ogura, Alex Marquez, Moreira.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Martin, Bezzecchi, Ogura, Di Giannantonio, Acosta, Quartararo, Bastianini, Fernandez, Aldeguer, Marini.

A Le Mans vanno in scena due spettacoli estremi. La consacrazione Aprilia, che fa doppietta con Martin e sale tre volte sul podio in gara lunga, e il dramma Ducati, che va male in gara, viene battuta dove conta e perde Marc Marquez per l’ennesimo infortunio. C’è un podio di Bagnaia nella Sprint ma non basta contro il pigliatutto di Noale e sollevare un morale a terra.

La sprint è lo squillo di trombe dei veneti. Martin domina, Bezzecchi rimedia, Bagnaia c’è ma non brilla pur essendo secondo. L’attenzione è spostata sull’incidente di Marquez la cui frattura al piede fa decidere per l’operazione… al braccio. Eh sì perché viene finalmente (ma si vedeva) comunicato che il problema vero è lì e andrà risolto approfittando dello stop per la frattura al quinto metatarso destro. Questa è una disgrazia per Ducati che però, guardando l’aspetto positivo, almeno avrà indietro un Marquez sistemato. E’ vero che la classifica è impietosa e non guarda in faccia a nessuno perché tutti fuggono, ma è comunque maggio. Tutto è molto difficile ma ancora possibile se c’è di mezzo il numero 93.

Lato Aprilia, invece, va tutto quasi benissimo. Lo strapotere della moto è conclamato, quello dei piloti, anche. Bello avere un Martin ritrovato ma il futuro dice che sarebbe meglio vincesse Bezzecchi. Lo spagnolo e Ogura, infatti, sono partenti e sarebbe dolceamaro vincere il mondiale e far sfoggiare il numero 1 altrove. Ma anche qui, va considerato il calendario. Siamo solo a maggio e Bezzecchi è tuttaltro che vinto.
L’imbecillità, invece, non ha tempo e si iniziano a sentire desideri di stop a Martin per favorire l’italiano. Non avrebbe senso mai, figuriamoci adesso.

La cosa fastidiosa è sempre legata al timing del mercato, voluto sempre più presto dalla macchina dell’informazione e delle organizzazioni. Non va bene sapere che Ducati perderà Alex Marquez, Fabio Di Giannantonio e Bagnaia e che Aprilia perderà Martin e Ogura. Si tratta dei piloti più performanti per le rispettive case e della strana situazione di dover puntare su qualcuno che si sa già che farà ciao ciao. Non c’è un competitor, Acosta incluso, che non cambierà carena. Surreale.

Tornando alle corse, la gara di domenica è un capolavoro dello spagnolo. Bezzecchi va via apparentemente sereno ma ha un drop nell’esatto momento in cui il compagno di squadra sta completando la sua rimonta dal settimo posto. Un altro giro e Bez le buscherebbe anche da Ogura.
Invece il romagnolo salva il secondo posto e la leadership in classifica ma deve, due giorni di seguito, cedere al compagno che adesso ha solo un punto meglio di lui. E un morale d’acciaio.

Sofferenza per le Ducati con Bagnaia out mentre è secondo ma già in difficoltà e Alex Marquez nella ghiaia con brutta caduta. Tiene Di Giannantonio (andrà via anche lui) ma non basta né per il podio né per stare tranquilli. Ogura è un fulmine, sale sul terzo gradino e scatena il rammarico per Aprilia che l’anno prossimo, in Trackhouse, perde sia lui che Brivio. Non va bene.
C’è gloria per altri? Visibilità per Quartararo, che fa benino con le soft e per Acosta, che fa quel che può. Scomparso negli abissi Morbidelli, anche penalizzato, mere comparse le Honda con il solito Mir a lanciarla (anche Moreira) e il solito Marini a piazzarla, ma nell’anonimato. Non c’è molto a livello di spettacolo se non per i sorpassi di Martin e Ogura e alla lotta disperata di Acosta e Di Giannantonio. Assistiamo più ad un confronto strategico e politico interno ad Aprilia: una vera guerra civile in avvicinamento, nell’attesa di sapere come si svilupperà il recupero di Marquez che, al momento del rilascio di questo articolo, ha già subito il doppio intervento di cui sopra. Solo lui può interrompere il domino nero. Un dominio, sia chiaro, ben più che giusto e meritato.

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