Da una parte c’è un super Iannone che ha ripreso a correre dopo 4 anni di stop e sembra non essersi mai fermato. Dall’altro un Morbidelli decisamente disastroso che occupa una sella che per lui sembra troppo. Campinoti è davvero indeciso se rinnovare con Ducati? Prestargli Iannone, che a lui piace, potrebbe essere un incentivo! Senza disturbare troppo Go-Eleven e con la soddisfazione di Dall’Igna, da sempre un suo sostenitore.
Ecco le modalità con le quali potrebbe succedere.
Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato. Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari. Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.
Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato.
Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari.
Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.
Bautista, Bulega, Razgatlioglu, Van Der Mark, Petrucci, Lowes, Gardner, Rea, Aegerter e Gerloff.
Questi i 10 in una gara che non è al livello di gara1 e della sprint ma che in quanto a spettacolo alla MotoGP le dà una pista e mezza.
Peccato che sugli spalti non vi sia quasi nessuno a vedere e sentire una gara che ormai è l’ultima forma di motorismo reale, a partire dalle safety car 2024 a cura di Dodge e a forza di Challenger e Durango, roba da uomini grossi, con camicione a quadri e baffi in grado di competere con i semimanubri delle moto che girano.
Figure retoriche a parte, i verdetti di gara due sono chiari e netti.
Bautista non è finito. Bulega è un rookie strepitoso che si può giocare il mondiale, Razgatlioglu, al netto della tipicità di Barcelona, è appena iniziato e farà la storia di BMW. A questo vanno aggiunte altre decorazioni quali la solidità di Iannone (che sbaglia ma è sempre forte), una crescita di tutte le altre Ducati in pista e un miglioramento anche delle altre BMW con il solo Redding ostile al trend positivo.
Persino le Yamaha vedono un po’ di luce anche se questa volta più con Gardner ed Aegerter che con Locatelli e Rea.
Ma allora cosa c’è di brutto, in questa superbike?
Per quanto riguarda la pista, di brutto ci sono le Honda, sia quelle vere che quelle farlocche.
Per quanto riguarda il fuori pista, invece, la cosa brutta è che questa Superbike che fa spettacolo, costa poco all’organizzazione ed ha un bilancio positivo, ha un pubblico invia di estinzione fatto di super appassionati che però non è incentivato ad andare in pista.
In uno scenario che per vendere moto ha bisogno di moto che sembrino moto e che siano accessibili a chi guida le moto, viene premiato un motociclismo fatto di non moto guarate da gente che in tutta probabilità non ha mai guidato una moto e forse non la guiderà mai.
Ci manca solo che Dorna la concomitanza la faccia, oltre che come orario, anche nella stessa nazione, e l’autolesionismo è completo.
Ci manca poco, ma guardando oggi, nemmeno tanto.
Dopo quasi un anno intervisto ancora Nicolò Bulega,vincente al debutto in SBK: Parliamo di sensazioni, aspettative, preoccupazioni, esperienze e allenamento. Ritrovo un pilota con più fiducia in se stesso, zero ipocrisia, e molta onestà. Misurato, tranquillo, ma parla molto chiaro!
In Superbike a Phillip Island sono successe tante cose belle che fanno bene al tricolore. Iannone non è solo tornato, non è solo stato subito competitivo, ma ha addirittura spaccato. E nelle giuste condizioni potrebbe anche trovarsi a poter vincere il mondiale. Vediamo quali!
La cosa più stupida del week end, ovvero far correre l’Australian Superbike prima della Supersport, rovina la giornata a due classi e condiziona un mondiale già nel primo week end.
Un australiano qualsiasi rompe il motore e vaga per la pista inconsapevole, rendendo inagibili due curve. Un’ora e mezza persa, gara Supersport accorciata a 9 giri e partenza di gara2 SBK ritardatissima. Per fortuna lo spettacolo ripaga l’attesa.
Lowes, Bautista, Petrucci, Iannone, Bulega, Rinaldi, Gerloff, Van Der Mark, Aegerter. Questi i primi 10 al traguardo dopo una red flag che ha spezzato ogni pianificazione possibile.
Bandiera rossa per Jonathan Rea, demotivato in gara1, più vivo nella Superpole Race e infortunato dopo un brutto crash in gara2.
Detriti in pista, foratura per Gardner a causa di questi ultimi, un’altra rottura motore per Razgatlioglu, non è mancato nulla.
Nemmeno lo spettacolo, perché se Bulega manca all’appello (per lo meno rispetto a gara1), si rivedono invece i Lowes (sì, entrambi), Bautista e Rinaldi.
Iannone e soprattutto Petrucci, due gare strepitose, saranno invece protagonisti nel finale, proprio quando verrà a mancare Locatelli per un crash da emozione dell’ultimo giro, e calerà Rinaldi.
Per riassumere le forze in campo, Kawasaki funziona, più che altro con Lowes, Yamaha idem, più che altro con Locatelli, mentre BMW continua a soffrire come in passato.
Pe quanto riguarda gli estremi, a tante Ducati sempre affilate, persino con i debuttanti, si contrappongono 3 Honda (Lecuona è infortunato) inguardabili oltre i limiti.
Bulega, Locatelli, Iannone, Lowes, Razgatlioglu, Aegerter, Van Der Mark, Petrucci, Gerloff, Vierge. Questi i primi 10 al traguardo. E dopo il flag to flag, che sorpresa non è, arrivano le sorprese vere!
Il week end australiano della Superbike, dopo il colpo di scena, in realtà un po’ “telefonato” del flag to flag necessario per un asfalto davvero aggressivo, arrivano i colpi di scena veri.
Niccolo Bulega è appuntito, e si sa, già velocissimo nei test, ma così veloce non se lo aspetta nessuno. Non veloce da essere indiscutibile in pole e in gara, dove prende tutto senza lasciare niente a nessuno.
Lui e Iannone entrano nella storia in qualifica con un 1-2 da rookies che non si era mai visto, mentre i big e i super attesi fanno più fatica del previsto.
In gara succede quasi la stessa cosa. Un errore forse nega a Iannone la possibilità di replicare la simmetria della Superpole ma alla fine un podio è più che positivo. Del resto c’è spazio per un solo vincitore al debutto.
E poi il podio è ulteriormente allietato da Locatelli, che fa con la Yamaha quello che non riesce a fare un Rea evidentemente alle prese con problemi seri, tecnici forse (lo sapremo) fisici di sicuro dopo la botta nel primo giorno di test.
Non è la gara dei sogni nemmeno quella di Bautista. Il campione del mondo in carica scivola, recupera, lotta e dimostra di avere determinazione e pazienza. È anche uno i quelli che sa, nel bene e nel male, che i mondiali sono lunghi e non si decidono i certo nella gara più atipica della stagione.
E Toprak? Il debutto più atteso degli ultimi 10 anni va come deve andare, forse, ma non come piacerebbe ai giornali e ai sognatori. Il turco fa fare a BMW quello che hanno sempre fatto i suoi predecessori, aggiungendoci quello che può dare il suo super talento. Ne viene fuori un quinto posto giusto sicuramente positivo che non risente della penalità di 1secondo che Toprak rimedia nel flag to flag per essere uscito troppo presto. Non cambia niente. E Alex Lowes non ruba niente a nessuno finendo ai piedi del podio. Il suo ruolo di caposquadra Kawasaki, lo ha preso sul serio, sembra.
Il resto? Mancia. Le Honda faticano, Bassani, Petrucci e Rinaldi, anche, e c’è un mega gap fra i soliti e il resto. Il gruppo dei potenti, va detto, sembra essersi allargato.
E poi, dai, siamo solo in Australia e ci sono altre 2 gare da fare.
La Superbike 2024 inizia in ritardo con un bel giro dell’Africa causa terrorismo. Gomme in ritardo e un asfalto che potrebbe riservare qualche sorpresa.
Tutti i dettagli di come Dorna e Pirelli hanno affrontato la situazione? Eccoli qui!
BMW Motorrad ha presentato il suo test team unitamente al suo nuovo capo. C’è un progetto MotoGP imminente MA SOLO SE PRIMA succedono delle cose. Ecco tutti i dettagli dei passaggi dell’operazione e dei “personaggi” coinvolti.
Le cose devono succedere in un certo ordine e non c’è nemmeno troppo tempo!
BMW ha investito una grossa cifra per avere Toprak Razgatlioglu, ma le cosa non finisce qui. La casa tedesca ha fatto anche altri investimenti. Non è più disposta ad affidarsi soltanto a delle squadre che, da anni, proprio non sanno vincere, non essendo né capaci, né abituate. I due team attualmente schierati in Superbike, non sono abbastanza. C’è anche un terzo team pronto a debuttare… ma senza correre!
Manuel Puccetti, stanco di cattive performance potrebbe pensare di dipingere di rosso la sua Kawasaki in modo che diventi una Ducati. Ci sono anche altre opzioni eh, ma questa è la più plausibile. Questo potrebbe portare anche ad un certo tipo di mercato piloti. Ecco i nomi più papabili. Incredibile ci sia di mezzo Marquez, anche in questa cosa. Scoprite i dettagli guardando il video e capirete come mai anche la Superbike aspetta il 93.
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