Here are 5 reasons why Pierer Mobility and KTM went KO, putting a dozen companies and tens of thousands of workers and suppliers in trouble.
SHOCK: Europe and Austria knew and did not intervene towards a group that made acquisitions until November 20th, putting other companies in trouble.
At this point, are restrictive measures possible against Stefan Pierer and the Pierer Mobility board of directors?
In the moment of absolute crisis of Pierer Mobility, the Sardarov family would like to buy back MV Agusta to save it and to save its investment. All the details of what has become a soap opera Wall Street style. The ending, however, is with a bang because it talks about the dangerous fate of another brand.
Husqvarna could disappear!
Nel momento di crisi assoluta di Pierer Mobility, la famiglia Sardarov vorrebbe ricomprare MV Agusta per salvarla e per salvare il suo investimento. Tutti i dettagli di quella che è ormai una soap opera stile Wall Street. Il finale, invece, è col botto perché parla del destino pericoloso di un altro marchio. Husqvarna potrebbe sparire!
GUARDA LA LIVE FINANZIARIA DI MISTERHELMET SU KTM ED MV AGUSTA!
Martin entra nella storia per aver realizzato un qualcosa mai ottenuto prima. Stessa cosa per Bagnaia, ma in negativo. Gara un po’ così, mondiale fantastico!
Le cazzate sul team Nastro Azzurro 2001 (che era più ufficiale di quello giapponese), stanno a zero. Rossi ha vinto stra meritatamente ma con team ufficialissimo (materiale e persone di Doohan incluso Jeremy Burgess) e solo i leccapiedi o gli ignoranti, dicono il contrario. Martin invece entra nella storia per aver battuto, per primo, da privato, un pacchetto ufficialissimo e campione in carica. Lo fa, con il suo team, prima di andarsene! La moto è factory ma il team è quello di Pramac, che fra l’altro l’anno prossimo saluta per andare in Yamaha, proprio come fa Martin, che invece saluta per andare in Aprilia.
Altro record. Stessi record, ma in negativo, per Pecco Bagnaia, che da pilota full factory campione in carica, non riesce a vincere il titolo contro un privato della sua stessa casa. il tutto con l’aggravante di aver vinto un numero di gare da record, cosa che di solito mette al sicuro dal punto di vista della vittoria.
Conta la classifica, contano i risultati utili, contano anche le bruttissime e poco intelligenti Sprint Race, che valgono la metà dei punti, ma che se cadi, non valgono niente.
Se in altre occasioni Martin è stato mancante per problemi di tenuta “psicologica” o eccesso di foga, questa stagione è meritatamente sua per essere stato il più costante (pochissime volte fuori dal podio), più freddo, più calmo, più realista e meno “sonostocazzo” di Bagnaia, che ha avuto più picchi a livello di performance ma anche di nervosismo snob, lo stesso che lo aveva messo in pericolo in passato contro Bastianini, contro Quartararo e contro lo stesso Martin l’anno scorso. Non esiste niente di dovuto.
La gara rappresenta la stagione. C’è Bagnaia fortissimo, Marquez sorprendente e Martin sempre costante. Al venerdì deve tenere 24 punti. Ne perde 5 il sabato e 9 la domenica.
I 10 rimasti sono più che sufficienti per vincere il titolo. Lo sa e va bene così, mentre il resto della gara quasi non c’è, ovattato dall’assegnazione del titolo e dal fatto che nient’altro conta, oltre a questo. Fra l’altro niente champagne, perché è quasi noia.
La verità è che quello che succede oggi, incluso il festeggiamento finalmente sensato e credibile, è qualcosa di veramente nuovo, fresco, inedito e giusto. Se chiunque vinca, alla fine merita, e i risultati sono sempre giusti, ve ne sono di più giusti, più meritati, più “conclusivi” dal punto di vista del cerchio della vita.
Per quanto riguarda Ducati, vittoria tecnica, sconfitta interna. Perché se è vero che con le Ducati si vince, è anche vero che, per la prima volta il team rosso le busca sonoramente dai clienti. Godrà Dall’Igna, già concentrato su Marquez, ma solo come ingegnere, e non godrà di certo chi finge che vada tutto bene e sia quasi una figata. La cosa strana è che, con i risultati di classifica (Marquez terzissimo davanti a Bastianini), più che rimpiangere di aver preso Bagnaia, si svilupperà il tarlo che forse la coppia migliore sarebbe proprio stata quella con i due spagnoli.
Per il resto non valgono le ripicche, le scelte dell’anno prossimo, i livori e le insoddisfazioni. Numero uno sulla carena a parte, si chiuda tutto qui, perché così è giusto che si chiuda. Se poi qualcuno deciderà per un “Guai ai vinti”, a suon di pisellate sul tavolo per quello che non è arrivato, per quello che sarebbe stato dovuto, per quello che è mancato o per le scelte fatte, allora va bene anche così. Chiunque vinca dopo aver sofferto, merita lo sfogo.
Ho scoperto i due nuovi loghi che brevettati da dorna per la MotoGP! Uno di questi verrà presentato domenica! Volete sapere come ho fatto e volete votare il vostro prima della presentazione?
Opinions aside, deniers, haters and those who just don’t want to accept reality, the questions about KTM and Pierer Mobility are always: HOW COULD THIS HAPPEN? WHAT WILL HAPPEN? And MotoGP? Here are the answers! With the most obvious sources ever, because it seems that even those who have never read a financial document have an absolute need for Pierer Mobility’s, otherwise “it’s all made up” and the person writing is just a hater, while magazines that tell, for a fee, non-existent realities are fine!
A parte le opinioni, i negazionisti, gli hater e quelli che non vogliono proprio accettare la realtà, le domande su KTM e Pierer Mobility sono sempre: COME E’ POTUTO SUCCEDERE? COSA SUCCEDERA’? E la MotoGP? Ecco le risposte! Con le fonti più evidenti che mai, perché sembra che anche chi non ha mai letto un documento finanziario, abbia necessità assoluta di quello di Pierer Mobility, altrimenti “è tutto inventato” e chi scrive è solo un hater, mentre invece le riviste che dipingono, a pagamento, realtà inesistenti, vanno bene!
La gara di Sepang si basa su un duello pericoloso ma pulito fra Bagnaia e Martin. Il campione in carica affronta le sue paure, rischia e la spunta, ma anche lo Spagnolo fa tutto giusto. Terzo Bastianini e Marquez out per tenere il passo. Iannone come da aspettativa, va come Bautista!
Bagnaia, Martin, Bastianini, Alex Marquez, Acosta, Quartararo, Vinales, Rins, Bezzecchi e Augusto Fernandez. Questi i dieci per una gara che apparentemente si regge solo sul duello a schiaffoni fra Bagnaia e Martin ma che in realtà ha diversi spunti interessanti. Dalla crescita delle Yamaha, alle Aprilia che ancora non mollano (per lo meno con Vinales, perché Espargaro è già ai saluti), ad un Acosta che sembra davvero “sbattersi un tot” per tenere la KTM dove è bello, mentre Marc Marquez, per tenere il passo, lotta, cade, si rialza e va comunque abbondantemente a punti.
Ancora una volta Zarco è la miglior Honda (Mir si stende provandoci mentre Marini e Nakagami sono ancora una volta inconsistenti anche nell’impegno) mentre Iannone finisce davanti al solo Savadori (che fa il tester su moto laboratorio), dimostrando che la denigrazione di Bautista, per giunta infortunato, è stata becera e fuori luogo. Per l’abruzzese tanti applausi per l’impegno e da lui la conferma che la MotoGP, rispetto alla Superbike, è proprio una cosa diversa.
Tornando alla gara di quelli davanti, Bagnaia azzarda ma forse no. Perché se è vero che si prende tanti rischi nella sua lotta “sportellosa” con Martin, è anche vero che ne ha parecchio di più e forse lo sa. Forse si tratta di “rimettere le cose a posto” dal punto delle gerarchie e degli umori, forse si tratta di quella pressione estrema che prima lo bastona e poi lo resuscita, ma di fatto anche quando rischia non sembra mai andare oltre. Quello che conta è che dal punto di vista del risultato, va bene così! Va bene anche a Martin che tira un po’ la corda ma nel finale capisce che, se non può chiuderla qui, 24 punti sono meglio di niente, perché a meno di una doppia debacle, a Barcellona (si chiude lì il mondiale, il 17 novembre) ce la “dovrebbe “fare.
Insomma l’ultima di campionato, nonostante la calamità naturale di Valencia, serve proprio.
Lasciando perdere la figuraccia fatta da tutte le istituzioni spagnole, sportive e non, arricchite dall’ulteriore caduta di stile del Presidente Viegas, che dovrebbe rappresentare i motociclisti e invece ha rappresentato, con le sue uscite, solo l’ottusità di chi vive in un egoismo tutto suo.
Se Bagnaia dovesse perdere il titolo contro Martin, e la cosa è imminente anche se non certa, ci sarebbe un disastro storico, per 9 motivi, spiegato in 9 minuti! Volete vedere? I motivi sono sotto nelle slide ma la spiegazione, è nel video o nel podcast!
La tempesta Dana a Valencia sta mietendo vittime e mettendo in ginocchio la regione. Si contano già numerosi morti e feriti e le infrastrutture sono messe a dura prova. In questo video quello che rimane dei dintorni del circuito Ricardo Tormo che avrebbe dovuto ospitare il CEV e la MotoGP.
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