Un po’ di mercato Superbike fra Redding, Rinaldi e Iannone e persino Rea!
In Ducati c’è chi entra e chi esce e chi vorrebbe entrare o chi vorrebbe addirittura uscire! Ci sono piloti in caduta libera e altri che vengono su dalla Supersport. Abbastanza strano, nel frattempo, che proprio adesso che BMW sta iniziando a performare, le BMW invece che aumentare, diminuiscano.
Volete vedere i movimenti di Redding, Rinaldi, Iannone, Rea, Montella, Huertas e qualcun altro? Al volo!
Di Bautista ci si ricorda solo quando non riesce a vincere. Di Bautista si ricordano i traguardi sfuggiti e non quelli ottenuti.
Eppure certe cose, con una certa moto, anzi con due, le ha fatte solo lui. Pochi come lui sono caduti e si sono rialzati così tante volte, pur senza raccogliere i giusti meriti.
E secondo, me la storia, non è ancora finita.
Razgatlioglu si prende anche Gara2 dopo Gara1 e Superpole Race. La tripletta però è chiusa con calma, ancora davanti a due italiani. A dividere il podio con lui, Bulega e Locatelli.
OUT Bautista e sorprendente IN, invece, Van der Mark. Il resto, come al solito, è molto poco.
Razgatlioglu, Bulega, Locatelli, Gardner, Van der Mark, Rea, Rinaldi, Iannone, Lowes e Lecuona a chiudere i 10 dopo una penalità.
Il turco se la prende comoda e lo dice pure (“non ho spinto perché volevo vedere cosa succedeva se risparmiavo la gomma”) mentre alle sue spalle mancano i due protagonisti di ieri. Uno è sottotono (Iannone rinviene a fine gara), l’altro (Petrucci) non finisce nemmeno il primo giro, dato che fa out e porta con se anche Alvaro Bautista, davvero sfortunato in questa trasferta.
La sorpresa della gara, però, oltre ai soli 3 secondi e spicci portati a casa da Razgatlioglu, è la rinascita di Van der Mark, a lungo sul podio virtuale e poi comunque ottimo quinto. Non si fa in tempo a lamentarsi della sua sospetta inconsistenza (è perfetto per far mantenere le concessioni al suo compagno di squadra) che fa lo switch e porta a casa la gara “giusta” con tanto di best lap al giro2. Tutto ok, per carità, ma la cosa fa pensare.
Di buono a Most2 anche Rea (con il serbatoio vuoto gira bene a fine gara) e Rinaldi, finalmente efficace fino a metà gara, quando arriva il solito calo.
Molto OK anche Gardner, segno che la Yamaha forse ha trovato qualcosa, come anche le Honda. Le jap, però, sarebbero due gradini indietro se ci fossero Petrucci e Bautista. La gara, però, è noiosa perché non c’è partita e chi vince e ha il controllo vero, quello che gli consente di gestire, lo utilizza anche dosandosi e spalmando gli equilibri, per non esagerare. Ma anche queste son cose che un po’ si vedono. A meno di non far finta di niente per qualche motivo.
Toprak Raazgatlioglu vince con 7secondi e mezzo di vantaggio e si trattiene pure. Alle sue spalle, la gara vera fatta di italiani in lotta per il podio. Bautista zavorrato è anche brutto da vedere. Salvate la SBK prima che smetta di respirare!
Razgatlioglu, Petrucci, Iannone, Bautista, Gardner, Bulega, Locatelli, Gerloff, Van der Mark, Rea. Questi i 10 per una gara già finita al primo giro con Razgatlioglu che accumula tutti i secondi di vantaggio che vuole, fino al momento in cui è saggio a fermarsi per non infliggere un gap troppo grande ai rivali. Alle sue spalle una gara vivace e combattuta ma dominata dalle sole Ducati, uniche in grado di staccare una concorrenza che non c’è.
Iannone è affilato come Bulega ma mentre il primo resiste, il secondo cala giro dopo giro. A crescere è invece Petrucci, che alza il ritmo e riduce il gap fino a bersi tutti gli avversari alla sua portata. Fra questi non c’è Toprak, diretto chiaramente da subito verso un’altra vittoria. Col passare dei giri, uno zavorratissimo Bautista, brutto anche da vedere, riprende vita, a dimostrazione che è proprio il peso il suo problema maggiore. Lo spagnolo cresce molto ma il distacco da Iannone non gli consente di pensare ad un attacco. Della partita, o quasi, anche Gardner e Locatelli, rinvenuti nel finale grazie al calo di Bulega. Il tutto mentre Alex Lowes, protagonista nei primi giri, ritrova la ghiaia dei vecchi tempi e Rea incarta un’altra prestazione da film dell’orrore. Niente da fare per le altre BMW. Gerloff opaco, Van der Mark ottimo per mantenere le concessioni, e Redding a parlare da solo dentro al casco come al solito. Da Dorna si attende un intervento perché queste non sembrano più gare vere ma esercitazioni. E direi che ci siamo esercitati abbastanza.
Toprak Razgatlioglu è il più forte e se vincerà vincerà con merito, ma alla Superbike stanno facendo una porcata dietro l’altra. Ecco 5 motivi per i quali il turco vincerà falsando il campionato mentre Dorna rema contro se stessa e contro la Superbike e la stampa di camerieri rimane in silenzio raccogliendo click. Tanto gossip sul regolamento ma nessuna analisi critica. E silenzio totale su Misano MotoGP “in faccia” a Cremona che debutta con la Superbike fra tanti investimenti, sacrifici e rischi imprenditoriali!
Toprak Raazgatlioglu vince una gara fotocopia rispetto a quella di ieri, anche se la punizione è più soft e forse non serve nemmeno infierire. Bulega e Alex Lowes le “alternative lontane”.
Razgatlioglu, Bulega, Alex Lowes, Redding, Bautista, Petrucci, Locatelli, Rea, Aegerter, Bassani a chiudere i 10.
Razgatlioglu non ha avversari e divide il podio con Bulega a Alex Lowes che sono però molto lontani, se si guarda la realtà.
Con Redding e Bautista giù dal podio nonostante una vivacità che condividono anche con Petrucci e Locatelli, la gara è noiosa perché si lotta solo per le posizioni di rincalzo e solo entro i 5-6.
Il resto è buio pesto incluso Rea, (il podio nella sprint non ha cambiato niente), Bassani (Lowes lotta per il podio) e Iannone che si ritira a causa di quella che sembra essere una sindrome compartimentale anche se molto probabilmente è una grossa slogatura della pazienza.
Il rider di Vasto si è già lamentato di non avere i mezzi per stare davanti, di pagare per correre, di non volerlo fare più e di volere una moto ufficiale o una MotoGP ed è quindi possibile che stia un po’ mollando perché queste cose mancano tutte. Non sembra però in grado di avere certe pretese, con i Montella e gli Huertas che arrivano carichi e veloci!
Il resto dei partecipanti? Non pervenuti, fra Honda, altre Kawa, e gente che non fa lo stesso mestiere di quello davanti le cui concessioni, però, iniziano ad essere troppo pesanti e insensate, se si vuole davvero godere di un campionato.
Toprak Raazgatlioglu vince con 11 secondi di vantaggio e sono, paradossalmente quelli che ha tolto rispetto alla gara1 dell’anno scorso. Il turco strapazza tutti sin dal venerdì e non gli sta dietro nessuno.
Alle sue spalle Lowes e Bautista che fa una scelta strategica diversa (monta la Pirelli SCX) e vincente ma non completamente. Il resto è scaramucce!
Razgaglioglu, Alex Lowes, Bautista, Bulega, Rea, Locatelli, Petrucci, Aegerter, Van der Mark, Gardner. Questi i 10 con Iannone fuori dalla top ten e con la necessità di ridurre l’ambizione dei suoi programmi.
La gara non esiste perché il turco se ne va subito e martella fino alla fine con un best lap di 1.25.7 che non lascia repliche. Alle sue spalle, lontano, ci finisce Alex Lowes e poi, dopo una gara veramente smart, Alvaro Bautista, che parte con la gomma della disperazione ma la fa lavorare veramente bene. Ok anche Bulega mentre le altre BMW, giusto per fare un paragone con il turco, sono veramente molto lontane. Redding, autore di una gara bella quanto ricca di traiettorie creative, chiude per problemi tecnici mentre quelli che dovrebbero essere gli avversari in campionato, ovvero le Yamaha, finiscono con un ritardo superiore ai 16 secondi. Il miglior privato è ancora una volta Petrucci che parte 13° nonostante il terzo tempo causa penalità e chiude 7°.
Non c’è molto altro, perdonateci. C’è impegno, c’è generosità, c’è anche qualche battaglia nelle retrovie, ma la gara la fanno davvero in pochi. E il timore è che domani sarà proiettato lo stesso film.
Ci sono voci sul fatto che Cremona Circuit, a pochi giorni dai test Superbike, non sarà mai pronto. In un’intervista ESCLUSIVA, Alessandro Canevarolo, amministratore delegato del circuito e Lorenzo Mauri, team manager Motocorsa che lì è di casa, ci raccontano i lavori fatti, quelli da fare, e tanti dettagli sulle prossime attività, invitandoci ai test Superbike del 23-24 maggio. Guardate a che punto è Cremona Circuit! Ospite anche il nostro Francesco Cavalli
In un’intervista la cui scusa è quella di mostrare i nuovi progetti, che poi sono due moto pazzesche, Danilo si svuota le tasche e tira fuori tutto quello che ha vissuto nell’ultimo periodo, dalla “quasi morte”, di cui possiamo parlare quasi scherzando, ai suoi progetti extra motociclistici, passando per “l’invidia buona” nei confronti di Spinelli, che ha vinto in sua assenza. Un Petrucci come solo Misterhelmet vi può far vedere!
Per le info relative alla moto, consultare il video/intervista!
Sembra una figata assoluta e un po’ lo è ma nasconde una punizione esemplare che potrebbe trasformarsi in opportunità per un team italiano e un grosso pericolo: la fuga di una casa ufficiale come Kawasaki!
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