MotoGP: i piloti su cui punta Ducati, in ordine di preferenza!

Ducati nel 2022 schiererà 8 moto  8 piloti ma non tutti sono nei suoi pensieri e nei suoi programmi futuri. Ecco la classifica dei rider in ordine di preferenza secondo Borgo Panigale con tutte le motivazioni!

Vi piacciono le classifiche?
Tipo le top ten in cui si fa il conto alla rovescia di qualsiasi cosa per arrivare alla fine dopo trenta minuti?
A me non sono mai piaciute, quindi faremo presto a scoprire chi sono i piloti su cui punta Ducati in MotoGP, e perché.

Attenzione: la classifica non ha niente a che fare con le capacità di ciascuno e non è detto che a fine stagione non ci potranno essere sorprese.
In quel caso, forse Ducati cambierà idea, ma per adesso, le preferenze DI DUCATI sono queste, almeno fra i piloti attualmente sulle rosse. Perché sì, qualcun altro potrebbe ancora arrivare.

8

All’ottavo posto c’è Bezzecchi. Bravo ragazzo, per carità, e discretamente veloce in Moto2, qualcuno dice che sia persino più veloce di Luca Marini ma purtroppo è arrivato in MotoGP in omaggio nel pacchetto e non se lo fila nessuno.

7

Il settimo posto lo occupa Di Giannantonio. Non ha niente a che fare con le sue capacità, però Diggia è una promessa. Nel senso che aveva un contratto con Gresini quando Fausto c’era ancora e quindi, per una serie di obblighi, si trova su una Ducati MotoGP. Tutto meritato eh, ma questi sono i fatti.

6

Sesto posto per Luca Marini. Con una dote di 20 milioni all’anno by VR sarebbe stato anche più simpatico e un po’ più su in classifica, e probabilmente durerà qualche anno. Ma di lui di Ducati, non interessa, altrimenti gli avrebbero dato un’assistenza factory e invece con il budget ridotto dal flop Tanal-Aramco, sta bene così.

5

Il quinto posto è occupato da Miller. Sembra incredibile ma stava per andar via già l’anno scorso. Difficile il suo ritorno in Pramac. Qualcuno dice che sia atteso in Superbike, che poi sarebbe anche più adatta al suo stile, di guida e caratteriale.

4

Quarta posizione per Zarco. Se non si sveglia può rimanere in Pramac solo se quando Martin sarà andato via, non ritornerà Miller. Altrimenti ciao. Tanto un francese che interessa ai media, c’è già.

Top 3

Fare ordine nella top 3 non è una faccenda semplice, anche se il terzo posto sembrerebbe essere scontato.
Secondo logica il leader dovrebbe essere Bagnaia, ma deve vincere il mondiale. Altrimenti niente, perché tutti, e dico tutti, sono innamorati di Martin e tutti credono che abbia talento a palate.
Secondo gli addetti ai lavori la guida, i dati, il cervello, sono quelli di un predestinato e da solo vale quanto tutto il vivaio di KTM.
Ma in Ducati non vogliono bene solo a lui, perché Bastianini, che teoricamente non dovrebbe essere nemmeno nei quattro, fa paura e stupisce ogni giorno. Per questo motivo pur avendo una GP21, ha uno step evolutivo avanzato e un pacchetto tecnico che testimonia tutta l’attenzione di Borgo Panigale nei suoi confronti, incluso il contratto diretto con Ducati, che a tutti gli altri privati (tranne Martin), manca.

Insomma, l’ordine sarebbe 1Bagnaia, 2 Martin e 3 Bastianini, ma solo se le cose finissero per andare in un certo modo e solo in quello. Altrimenti potrebbero esserci grandi sconvolgimenti.

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MotoGP: Ducati 2022. Tutte le differenze fra le moto in pista e i pacchetti tecnici!

Borgo Panigale schiererà otto moto nel 2022 ma saranno tre tipi di moto diverse.
E non è finita qui. Ci saranno molte altre differenze da tenere in considerazione

Ci sono ben otto Ducati in pista per il 2022.
Non è mai successo prima e quindi sarà bene capire subito quali sono le differenze fra i pacchetti tecnici.
Iniziamo col dire che le due Pramac di Zarco e Martin sono identiche alle ufficiali di Bagnaia e Miller.
Del resto le GP22 sono tutte uguali. Quelle rosse del team Factory, quelle Pramac e quella di Luca Marini del team Mooney VR46.
Non c’è alcuna differenza fra specifiche (SpecA, SpecB, etc) anche perché trattandosi di moto nuove, la stessa Ducati non ha avuto il tempo di sviluppare degli step evolutivi che le possano differenziare. Questo almeno per adesso.
Durante la stagione, se ci dovessero essere, verranno distribuiti sulla base della disponibilità.
Facciamo un esempio. Nel 2021, le carene nuove comparse in Qatar, erano nella disponibilità di due per pilota nel team factory, e solo una per pilota nel caso del team Pramac. In altri casi, per altre modifiche, c’è voluto del tempo ma sono comunque arrivate.
Diciamo quindi che per certe cose è una questione di tempo, mentre per altre, di scorta.
Bezzecchi, di Giannantonio e Bastianini avranno invece la stessa moto, con un’attenzione per Enea Bastianini che avrà una moto più evoluta (il motivo lo scoprirete nel prossimo articolo).
Per la 2021, evidentemente, gli step evolutivi, ci sono.

Ma chi pensa che sia solo una questione di moto, ovvero di modello e step evolutivo, non ha tenuto conto di quello che in realtà è l’aspetto più importante in grado di pareggiare le cose se non addirittura di stravolgerle. Parliamo del pacchetto tecnico.
Tutti i team, alla stipula del contratto, al di là delle moto “acquistate”, ricevono la stessa offerta di assistenza tecnica.
Il pacchetto tecnico standard prevede, per due Ducati, la presenza di cinque persone: due capitecnici, due elettronici e un magazziniere, figura che abbiamo imparato a conoscere qui.

A seconda di motivazioni tecniche o finanziarie, questi pacchetti possono essere ridimensionati o estesi ma il numero delle figure rimane invariato.
Gresini avrà ugualmente cinque persone nonostante mantenga un suo tecnico.
Donatello Giovanotti, infatti, lavora per Gresini ma avendo già lavorato con Ducati negli anni precedenti. verrà considerato da Ducati come se fosse factory. Giovanotti is Ducati approved!

Alla fine, quindi, tutti i team avranno cinque persone ma solo alcune che possono essere il capotecnico (come nel team factory e Pramac) e a volte l’elettronico, saranno Ducati.
Per quanto riguarda le assegnazioni solitamente, a meno di incompatibilità particolari, si cerca di mantenere, per un pilota, lo stesso capotecnico e lo stesso elettronico anche nel caso che il rider cambi team e passi, esempio, da un team clienti ad un altro o magari chissà, in ufficiale.
Bastianini, infatti, manterrà Giribuola e Massarin nonostante cambi squadra.

Per Bezzecchi, che invece inizia c’è un tecnico, Flamigni e un elettronico interno.
Per Marini, attenzione, perché come tecnico ci sarà Munoz. Questa è un’anomalia ma è una scelta della squadra che, in questo caso, non si affida a Ducati ma colloca una sua risorsa.

Come si comporta Ducati in queste situazioni?
Per le figure chiave, le valuta, e se ritiene abbiano un livello di preparazione che con un supporto tecnico consenta di gestire le cose in maniera soddisfacente, le mette sotto contratto direttamente.
E’ il caso di Munoz che passa dalla Yamaha di Valentino Rossi alla Ducati di Luca Marini il quale perde il suo capotecnico Ferraccioli che rimane, però, nel ruolo di coordinatore tecnico supervisore. Evidentemente Ducati ritiene che Munoz sia adeguato ma anche che gli serva una supervisione.

In sintesi, sia perché con tante moto in pista spesso mancano le risorse dedicate, sia perché alcuni team hanno già i loro tecnici, spesso si sceglie questo mix and match di situazioni comunque approvate.
In ogni caso il briefing di giornata sarà sempre centralizzato e i dati saranno condivisi.

Questo è il motivo per il quale non c’è da sorprendersi che anche tecnici “esterni” finiscano con l’essere messi comunque sotto contratto direttamente da Ducati.
Le informazioni sono il segreto più prezioso. L’accordo diretto consente a Ducati di sperare in un maggior rispetto della segretezza delle informazioni.

Facciamo un riepilogo delle cose che contano:
Innanzitutto il manico.
Seconda cosa, il model year della moto.
Ma più del model year della moto o dello step evolutivo, conta il tipo di assistenza tecnica che ti puoi permettere.
Perché il pacchetto non è fatto solo dalla moto ma anche dai giusti ingegneri, meccanici, etc.
Le moto gp di oggi sono strumenti troppo raffinati per lasciare qualcosa al caso. Metti che poi vai nel panico e monti male un qualcosa perché non conosci la moto come le tue tasche o, che ne so, ti dimentichi di fare benzina, per dire. Ah è appena successo?
Per quanto sia spiacevole, ci sono piloti migliori degli altri e così via per quanto riguarda tecnici, elettronici, meccanici, etc.

Ah dimenticavo: c’è un’altra cosa, che conta più di tutte queste.
I progetti che Ducati ha per ciascun pilota. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Guarda il video e ascolta il podcast!

 

 



MotoGp: What’s wrong with KTM?

There are money, sponsors and a super organization but the riders are fleeing KTM or are in pain. What happens inside the Austrian racing department?

 

I made you and I destroy you!
My mother could have easily worked in the KTM MotoGP team, since the attitude of the Austrians towards what they gave birth to, seems to be that of my mother when I combined a few and, in truth, even when I didn’t.
Making a brief history of cases of dissatisfaction there are a number of them.
Zarco started, and in unsuspecting times he wanted to give up an official saddle and a few million euros.
A salary he has NEVER seen since he now earns very little at Pramac. And it was also out of his bike without a Red Bull sponsor that publicly humiliated him. You will remember that Zarco, after announcing that the following year he did not want to race with KTM, was fired  in mid-season and deprived of his engagement and sponsors, and said things like: I hope they let me eat. What must have made him want to leave like this?
Pol Espargaro was no exception. Before going to Honda he complained quite a bit. Not to mention Fernandez, who led him to sign in MotoGP that he looked like a dog when they take him to the vet. He was even willing to spend another year in Moto2. An unprecedented thing: he was kicked in the ass to  MotoGP and he still complains. Not to mention Petrucci, direspected since the start, then held and fired too soon but sent to the Dakar as a sop, without conviction with a teams of which the rider from Terni publicly complained because he was not ready and made him risk his life. And then Lecuona.
Ok Lecuona was sacked but he said terrible things. Yet KTM is a cool place. Because it has a crazy “nursery” with initiatives and a phenomenal growth program that many, many, want to escape from. Like Acosta, who has already made him goodbye and told him that he, farewell, wants to leave as soon as possible. The record of anticipated self dismissal. Just like someone who is not well at home with his parents. A place where the managers are very strict, and highly paid, often much more than the riders, it seems a place where you have to do what they tell you, beyond company normality. That is, you have to do what they tell you even if you are perhaps right. What then is the sensitivity, if you do the races. That is to understand if the one you called to risk your life at 300kmh, can give you some advice, perhaps even apparently incomprehensible to you who will also be the owner of the hut but you are sitting in the garage. A very German attitude but without being completely German. Including the very tense relations with Ducati, which in recent years has spent a fifth, and cold to Aprilia, which has spent a tenth and which appears ever closer, too close to remain nice.
It is incredible the parable of KTM which has had incredible moments of growth, which can count on solid money, sponsors and riders, yet it seems to live in the least happy of all possible worlds, a world in which, alone, it creates and destroys itself. KTM started like a bomb but the Blitzkrieg, the flashy approach to quickly conquer the top, failed to work and, on the contrary, wore it out, making it a place to escape. Pedrosa is saved, in the mechanism, being him  no longer a rider but a tester and therefore has passed to the other side.
The arrival of Francesco Guidotti, who will be the Paolo Ciabatti of the Austrians, is perhaps due precisely to this need to soften the structure and bring that know-how that makes the mechanism work to others, who perhaps have less money, but that on certain others things are probably a little more resilient and receptive.
Will he succeed? Perhaps Guidotti has an operational strategy in mind that we do not see. After all, they called him. Otherwise they would have called me, but I’m still here, so…

 



MotoGp: Cosa c’è che non va in KTM?

Ci sono i soldi, gli sponsor e una super organizzazione ma i piloti fuggono da KTM o sono sofferenti.
Che succede all’interno del reparto corse austriaco?

 

Io ti ho fatto e io ti distruggo!
Mia madre avrebbe potuto lavorare tranquillamente nel team KTM MotoGP, dato che l’atteggiamento degli austriaci verso quello a cui hanno dato vita, sembra essere quello di mia madre quando ne combinavo qualcuna e, in verità, anche quando non lo facevo.
Facendo una breve cronistoria di casi di insoddisfazione ce ne sono un tot.
Ha iniziato Zarco, che in tempi non sospetti ha voluto mollare così, di botto, una sella ufficiale e alcuni milioni di euro.
Uno stipendio che non ha visto MAI più dato che adesso guadagna pochissimo in Pramac. Ed è stato anche a piedi senza sponsor Red Bull che lo ha pubblicamente umiliato. Ricorderete che Zarco, dopo aver annunciato che l’anno successivo non avrebbe voluto correre con KTM è stato appiedato a metà stagione e privato dell’ingaggio e degli sponsor, ed ha detto ai microfoni cose tipo: spero che mi lascino mangiare. Cosa deve averlo spinto a voler andar via così?
Pol Espargaro non è stato da meno. Prima di andare in Honda si è lamentato un bel po’. Per non parlare di Fernandez, che lo hanno portato a firmare in MotoGP che sembrava un cane quando lo portano dal veterinario. Era disposto a farsi addirittura un altro anno in Moto2. Una cosa senza precedenti.Lo hanno mandato in MotoGP a calci in culo e ancora si lamenta. Per non parlare di Petrucci, schifato sin dall’inizio, poi tenuto e silurato troppo presto ma mandato alla Dakar come contentino, senza convinzione con un team di cui il ternano si è pubblicamente lamentato perché non era pronto e gli ha fatto rischiare la vita. E poi Lecuona.
Ok Lecuona è stato segato ma ha detto cose terribili. Eppure KTM è un posto fighissimo. Perché ha un vivaio pazzesco con iniziative ed un programma di crescita fenomenale da cui però molti, moltissimi, vogliono scappare. Come Acosta, che gli ha già fatto marameo e gli ha detto che lui, ciaone, se ne vuole andare appena gli sarà possibile Il record delle dichiarazioni anticipate. Esattamente come uno che a casa con i suoi non sta bene. Un posto dove i manager sono severissimi, e pagatissimi, spesso molto più dei piloti, sembra un posto dove devi fare quello che ti dicono, oltre la normalità aziendale. Ossia devi fare quello che ti dicono anche se forse hai ragione tu. Che poi sta proprio lì la sensibilità, se fai le corse. Ovvero capire se quello che hai chiamato per rischiare la vita a 300kmh, può dare qualche dritta, magari anche apparentemente incomprensibile a te che sarai anche il padrone della baracca ma sei seduto al box. Un atteggiamento molto tedesco ma senza esserlo completamente. Inclusi i rapporti tesissimi con Ducati che negli ultimi anni ha speso un quinto, e di sufficienza verso Aprilia, che ha speso un decimo e che appare sempre più vicina, troppo vicina per rimanere simpatica.
E’ incredibile la parabola di KTM che ha avuto momenti di crescita incredibili, che può contare su denaro, sponsor e vivaio solidi, eppure sembra vivere nel meno felice dei mondi possibili, un mondo in cui, da sola, si crea e si distrugge. E’ partita a bomba KTM ma il Blitzkrieg, la guerra lampo per conquistare velocemente il vertice, non è riuscita a vincerla e, anzi, l’ha logorata rendendola un posto da cui fuggire. Si salva, nel meccanismo, Pedrosa, che ormai non è più un pilota, ma un tester e quindi è passato dall’altro lato.
L’arrivo di Francesco Guidotti, che sarà il Paolo Ciabatti degli austriaci, è forse dovuto proprio a questa necessità di ammorbidire la struttura e portare quel know how che fa funzionare il meccanismo agli altri, che forse hanno meno soldi, ma che su certe altre cose sono probabilmente un po’ più elastici e ricettivi.
Ci riuscirà? Forse Guidotti ha in mente una strategia operativa che noi non vediamo. Del resto hanno chiamato lui. Altrimenti avrebbero chiamato me, che invece sono ancora qua.



MotoGP, Stiria: gara delle meraviglie! Binder batte Bagnaia e Martin! Quartararo sconfitto!

Binder

L’Austria regala una gara bellissima e piena di sorprese dal punto di vista tecnico e umano. Vince, anzi, stravince Binder che rifila 9 secondi al secondo e ne restituisce 3 per essere passato sul verde all’ultimo giro.
La vittoria è comunque sua e, con la moto di casa, su pista di casa, batte un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno questa volta. Per il resto le cose si rimettono quasi a posto, nel senso che il podio lo chiude Martin davanti a Mir, altro che aveva cambiato moto e Marini, quinto all’arrivo e secondo di quelli che non avendo nulla da perdere non si sono fatti spaventare dall’acqua. Il rischio ripaga, oltre a Binder, anche lui e Lecuona, che finiscono davanti a Quartararo e Rossi (che sceglie anche lui di giocarsi il tutto per tutto). Alex Marquez e Aleix Espargaro, anche loro scelgono di non rientrare, chiudono i 10.
Alla fine, in Stiria vincono sempre gli outsider e succedono sempre cose che sembrano scritte per un film. Ma per oggi va così. Non interessa quasi a nessuno il perché e il “per come” di un esito che fa contenti quasi tutti.
Di buono, quindi, KTM e i coraggiosi. Di cattivo, invece, se di cattivo si può parlare, un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno quando dovrebbe, e un Marquez che finisce in zona grigia. Lo spagnolo è tornato forte ma sbaglia cose che in passato, forse, non avrebbe sbagliato.
Il resto, compreso Quartararo, è solo sconfitta anche quando sembra che sia stata messa una pezza dal punto di vista della gara e della classifica generale.
Credeteci: la classifica generale, almeno oggi, è un discorso da fare a parte.

Mini cronaca
Al via comanda Bagnaia davanti a Martin mentre Quartararo commette errori che lo puniscono subito e lo spingono dietro.
Terzo è Zarco davanti a Marquez, Miller e Quartararo, appunto.
Con 25 giri da fare Marquez passa Zarco ed è terzo mentre alle spalle del francese arriva l’altro transalpino Quartararo che ci mette tre giri a passare in terza posizione per poi subire il contrattacco di Marquez e Martin e restituire volta per volta i colpi ricevuti. Il duello centrale della gara, è fra loro. Sarà qui che perderanno il tempo che renderà vano il cambio moto.

A meno 10 dal termine va out Zarco mentre e quinto ma sono le immagini della carena saltata via a Bastianini a monopolizzare l’attenzione per la pericolosità e l’assurdità dell’evento.
A meno 9 Marquez passa Quartararo che per resistere va largo. Meno 7 e Marquez passa Bagnaia che però replica di motore. Altro leit motiv.

Con la pioggia forte Rins e Miller cambiano moto mentre davanti è guerra aperta fra Marquez, Quartararo, Martin e Bagnaia.

A meno tre i leader cambiano moto aanche loro, seguiti poi da tanti altri… ma rientrano con Binder e Aleix Espargaro in testa seguiti da Rossi. Gli unici ad aver ignorato il bagnato.
Mentre Marquez butta via la gara scivolando nonostante la gomma nuova, a rimanere davanti è Binder sulla moto di casa.
Clamorosamente con un giro da fare, il sudafricano in testa è seguito seppur da lontano da Aleix Espargaro e Lecuona. Il vantaggio del sudafricano è spaventoso.
Nell’ultimo mezzo giro succede di tutto: Vince Binder con le gomme “sbagliate” davanti a Bagnaia, Martin, Mir, Marini, Lecuona, Quartararo, Rossi, Alex marquez, e Aleix Espargaro.
Il sudafricano restituisce 3 secondi per essere passato sul verde ma nulla cambia. Vince con 6 di vantaggio. Ed è festa.

 

Pages

Binder
E’ quello che ha più attributi… o meno cervello, fate voi.
Quello che conta è che vince una gara che si ricorderà a lungo.
Voto 10

Bagnaia
Non si può dare un voto più basso del 9 a uno che arriva secondo.
Eppure Bagnaia oggi ha un rimpianto ed è quello di non riuscire a calciare un rigore a porta quasi vuota. Ok, recupera in classifica ma non ci crede nessuno che non sia arrabbiato per aver perso l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP .
Voto 9

Martin
Porta a casa un altro risultato eccezionale. Anche lui cambia la moto un po’ tardi ma nel suo caso va bene così. Pole e podio, e vittoria l’altra volta…
Voto 9

Mir
Tanto cervello e sempre risultati eccellenti. Manca però l’acuto.
Voto 8,5

Marini
Fra quelli che non hanno nulla da perdere, dopo Binder, che però è un pilota di livello superiore, Marini è quello che fa meglio.
In pratica non ha scelta ma tenere la moto in piedi è un’altra cosa. La sua gara dell’anno.
Voto 8

Lecuona
Sicuramente avrebbe sperato in qualcosa in più, anche per rinfacciarlo a KTM ma alla fine va bene anche così. Almeno lui c’è.
Voto 7

Quartararo
Lo sconfitto di oggi è lui. Sbaglia per tutta la gara, in avvio e nella parte centrale. Il finale è in linea con il resto della corsa.
Voto 5

Rossi
Viene trattato come un vincitore. Un po’ troppo? Forse, però è un risultato di quelli che fanno morale. Certo, riferirsi a Rossi come ci si riferisce a Lecuona e a Marini, fa un po’ strano, vista la sua esperienza e il suo palmares, ma questa è la sua condizione. Se la gioca bene comunque. Di sicuro meglio di Quartararo.
Voto 6,5

Alex Marquez
Chi lo ha visto? Fa una gara da retrovie e si trova in top ten.
Deve esserne contento. Il fratello maturo sembra lui.
Voto 6,5

Aleix Espargaro
C’è un momento in cui lotta con i primi, un momento in cui è sul podio e un finale che lo vede con i “soliti” risultati.
Da un lato va applaudito un pilota che non molla mai, dall’altro c’è curiosità di capire cosa potrebbe fare un top rider sulla moto veneta.
Voto 6,5

Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

Today's positive asterisk goes to Gerloff, who without ever having seen bike, track, tires, beats Marini, to whom the negative asterisk goes. Is it really thinkable to give him the official bike and deny it to Bastianini who finishes ahead of him regularly?
Ok the money but a limit there must be. Worse than him, only his half-brother, now a shadow of himself. That on Rossi is therapeutic overkill. Do you really want to witness his weekly crispy-breading in the gravel?

Returning to today's race, it is clear that the game is closed. There are many riders busy finding a saddle and fighting personal battles, but only one is thinking about winning the war.

 

Mini chronicle of the race

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Meanwhile, as emblematic as it is exciting is the duel between Rossi and Gerlof for second to last place. Rossi 's experience with 10 wins and official bike against Gerloff who has never raced at Assen and quads a 2-year-old bike he doesn't know with tires he doesn't know!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

With an eventful race despite a runaway Quartararo also favored by the brawl behind him, Zarco is the best Ducati on the track while Marquez also does his part, trying to pass Bagnaia. He will not succeed.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pages

Quartararo
Today's winner is also the one who takes home the world championship. It's almost certain barring upsets and hara kiri.
Rated 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
If he is convinced that he will bring home the world championship like this, good for him.
But he needs to do something better than getting behind Quartararo every time.
Rated 8.5

Zarco
On a track not favorable to Ducati, the Frenchman spins hard, loses time, makes it up and ends up playing for the podium. Do people really not want him in red? Why?
Rated 8.5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
It is not a Ducati track but someone does better than him. The pre-race statements are aggressive ones, so it is obvious to expect something more. Despite having the track etched into his skin, the Piedmontese rider does not affect, makes mistakes, loses time, and does not play anything important.
Rating 5.5

Marquez
He makes a comeback race after starting 20th. Paradoxically, when he should be exhausted, he shows his best self.
Rated 7

Aleix Espargaro
Always good, the Spaniard. He understood that the key is not to waste.
Viewed positively, in short, he always capitalizes.
Rated 7.5

Nakagami
Great throughout the race, he drops hard at the end.
The performance, however, is positive.
Rated 6.5

Pol Espargaro
He should be the first guide, the one who is doing well, the one called to pull Honda up. It's not going according to expectations. Nemmano is having a race to remember this time.
Rating 5

MotoGP, Le Mans: Miller e Zarco. Doppietta Ducati e Quartararo in testa al mondiale!

Jack Miller

In Le Mans, a most annoying place from the weather point of view, there goes the second day of Miller , who wins another one, but also the day of the Ducati, who all walk regardless of their starting positions.
However, it is also the day of Marc Marquez, who returns to a few laps in the lead but, above all, communicates that his mental attitude is the pre-crash one. He cares about going fast, he knows how to do it, and he accepts mistakes. As one who is no longer afraid to be glass. Whether this is a good thing is unclear, but it is certainly again his being MM93 that showed today.
From the standpoint of numbers, which are the ones that count in the end, Fabio Quartararo is a leader in the standings. He is not a quiet leader but he is a fair leader for what has been seen in these five races.
On the day of tumbles, we finally see Petrucci again, while those who go wrong are the Aprilia, unlucky, and the Petronas, disastrous. Morbidelli's fall fits, but Rossi's umpteenth via crucis does not. He starts in the 10, ends up outside despite the carnage of colleagues ahead of him. And that means only one thing. That it is an indefensible bad race.
Worse, if you consider the expectations, only the Suzuki did.
So much froth and smoke together had not been seen so often.

Side note: the frontrunners all seem to be friends again.
And that means only one thing: there is no clear and acknowledged claimant to the title. In that case all this goliardia, we would not see it.

Minisintesi della corsa
Al via è Miller che fugge anche se è subito la sagra degli errori.
L’energia e la foga lo tengono in testa ma la cosa dura quattro giri.
Vinales è più preciso e guadagna la leadership.
Appuntiti anche Quartararo, Nakagami, Rins e Marc Marquez mentre Morbidelli va out in bagarre con Pol Espargaro.
Chi va male, invece, sono le Ducati di Zarco e Bagnaia…
Tutto questo mentre inizia a piovere.
A meno 24 succede una cosa strana: in bagarre Quartararo passa Vinales e Miller. Ci rimette Vinales ma è solo l’inizio, perché la pista si bagna troppo per poter avere un motociclismo intelligente.
I primi a rientrare sono Quartararo, Marquez, Rins e Miller.
Marquez esce per primo, e si gode la testa della corsa fino a che non si fa lanciare e chiude la gara.
Prima di lui già fuori Rins, subito nella ghiaia al rientro in pista. Riuscirà a cadere ancora, definitivamente.

Con 18 giri da fare è Quartararo a dettare il passo, dietro di lui Miller con due long lap da scontare e Nakagami staccatissimo a oltre tre secondi.
Fra i più veloci ci sono Oliveira e Savadori, ma il primo va ad insabbiarsi e il secondo deve saltar giù dalla moto causa motore arrosto.
A meno 10 Marquez dimostra di avere la stessa mentalità di sempre.
Vola ancora cercando di stupire il mondo.

Con 9 giri da fare Miller ha un vantaggio di 5 secondi su Quartararo mentre Zarco guadagna metri e secondi a palate.
A meno 6 è preso e passato Quartararo mentre Miller pare inarrivabile.
Ai piedi del podio c’è Alex Marquez, poi Bagnaia e Petrucci…che aggrediscono lo spagnolo in difficoltà.

Finisce che Jack Miller vince la seconda gara consecutiva per un’altra doppietta Ducati grazie a Zarco. Segue Quartararo, Bagnaia, Petrucci, Alex Marquez, Nakagami, Pol Espargaro, Lecuona e Vinales a chiudere i 10.
Inspiegabile Rossi 11° nonostante sia caduto chiunque.

Top ten report cards

Jack Miller
He disproves Lorenzo and does so by winning with a gap.
In a race where he doesn't look the strongest and suffers in some sections, he is the one who on average, on the other hand, goes better than everyone else.
They pass him back, he makes two long lap penalties, and in the end he comes out on top.
Rated 10

Joan Zarco
Con un paio di giri in più avrebbe anche potuto vincere ma i giri non c’erano. Paga una partenza incerta e qualche errore di strategia. Ma è fortissimo e va bene così.
Voto 9

Fabio Quartararo
A third place that earns him the championship lead.
He's smart. He pushes, he fights, he rocks, but he understands that this is how it goes and that above all it's the first Yamaha.
Rated 8.5

Pecco Bagnaia
That's good. The comeback is accomplished and the final push is as a mature and aware rider. You can't always win but you have to perform well. Mission accomplished.
Rated 8

Danilo Petrucci
A breath of fresh air. It's a result brought home not only because of the wet weather but mostly because of greater awareness and few mistakes.
Rated 8

Alex Marquez
There is a moment when he looks like Marc and a moment when he looks like someone else. In the end it's a mature and intelligent race. Which finally brings him valuable points
Rated 7.5

Taka Nakagami
The way it was going, it looked even podium... instead the jap dropped in the final. Evidently due to tires. Too bad because hisend promised so much more.
Rating 6.5

Pol Espargaro
Non ci si può lamentare sempre e poi concludere così poco.
Pol Espargaro sembra sempre di più spuma…
Voto 5,5

Iker Lecuona
In silenzio porta a casa dei punti e non si arrende fino alla fine, dato che nelle ultime due curve beffa Vinales. Dove le altre KTM si stendono, lui concretizza.
Voto 6,5

Maverick Vinales
Sbaglia la gomma ed un sacco di altre cose. Dopo il cambio moto, in pratica, sparisce.
Voto 5