Aldeguer: intervista esclusiva! Tutti i dettagli sul contratto, la moto, i retroscena!

La giornata è iniziata con un regalo inaspettato, l’orologio di Aldeguer, inviatomi forse come premio per aver scritto tutto prima, tutto giusto, e si è conclusa con l’intervista esclusiva allo stesso pilota spagnolo che ha fatto chiarezza su contratti e pre contratti, team e moto che guiderà oltre ad allenamento, idoli, compagni di squadra preferiti e stagione in corso! Non sappiamo se Aldeguer sia l’anti Acosta ma di sicuro con Pedro ha in comune la sicurezza di sé e una visione da adulto nonostante abbia solo 18 anni. Oltre a questo, ha già un contratto pluriennale con la miglior moto del lotto, il che aiuta un bel po’.
Grazie al suo manager Hector Faubel, già vicecampione del mondo della 125, lo spagnolo è riuscito a resistere a parecchie tentazioni, anche più remunerative, per poter avere la miglior occasione che un pilota di moto possa desiderare, garantita, pluriennale e con un anno di anticipo che gli consentirà di vivere serenamente l’ingresso in top class. Bravi entrambi.

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Di Giannantonio piace: già a posto per il 2025. Arriverà la firma!

A partire dal finale 2023 il romano si è sbloccato e ha iniziato molto bene il 2024. Per questo piace molto a Tavullia e rinnoverà con VR46, mettendo anche un po’ di pressione a Bez e non solo!
Tutti i dettagli, e non si fa per dire, nel pezzo o nel video. Scegliete voi.

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Ogni tanto do un’anticipazione per una cosa che è già successa, qualche volta do un ipotizzo per una cosa che sta per succedere ed è quasi fatta.
Oggi è il caso di un ipotizzo che è una bomba, non tanto per la notizia in se, quanto perché cambia molti scenari e prospettive.
E riguarda Di Giannantonio. L’ho criticato fino all’Australia, quando faceva fatica (e per questo ha rifiutato di farsi intervistare poi da Misterhelmet), poi invece è andato alla grande. E ha iniziato bene anche il mondiale 2024.
Per questo pare abbia già il posto assicurato in motogp nel 2025.  Dai non è clickbait, lo trovate scritto nell’occhiello e quindi lo avete già letto..
Però già che ci siete, guardate il video.

Ciao da Misterhelmet: un pezzo veloce che è anche un video, o viceversa.
Nei giorni caldi di aldeguer che abbiamo anticipato a gennaio con ducati corse, e che NON ha un pre contratto Pramac, parliamo a sorpresa di Diggia e del suo 2025.

A dispetto del colore viola e rosso della copertina, che ho fatto per mandarvi in confusione, non andrà con Pramac ma rinnoverà con VR46

I motivi? E’ scoppiato l’amore. Non lo avrebbero mai preso, ma piace. Era onestamente un ripiego dopo che gli era sfuggito Aldeguer, ma va forte.
Ma non solo. E’ simpatico, non si lamenta della moto che è molto migliore di quella che aveva in Gresini, almeno fino a prima della fine del campionato, è sempre felice e piace agli sponsor.
E in VR46 di sponsor grandi e piccoli da collocare ne hanno parecchi, alcuni li abbiamo svelati anche noi.
Quindi Bez e Marini piacevano a molti ma Diggia sembra piacere, almeno per adesso, a tutti.
Anche e soprattutto a Uccio che quindi starebbe per farlo firmare per il 2025.Come si usa dire: manca solo la firma.
Ve lo dico onestamente che l’accordo è solo verbale e non mi invento robe tipo Giannini-Puccetti.

Ritocchino all’ingaggio, una Cupra già assegnata, e soprattutto è il capostipite della nuova linea VR46 ovvero quella di fare il contrario di prima: piazzare i propri piloti fuori (Bagnaia, Morbidelli, Marini) e prendere persone esterne, in modo da avere sempre meno conflitti di interesse da gestire.
E chissà che questo non significhi lanciare un messaggio a Bez, che per adesso sente un po’ di pressione ma che potrebbe magari andare in Pramac se gli danno una moto ufficiale, oppure altrove se il mercato paga. Aprilia per esempio, per dire un posto a caso.

Better to have one's own pilot earn money outside, so that others pay for it, than to have him disgruntled for various reasons, in house, and then also have to manage him-and pay for it.

Questo è un discorso separato da un eventuale passaggio a Yamaha su cui credo di avere informazioni e su cui mi sono fatto un’idea, ma che tratterò a parte.

 

 

MotoGP, Qatar senza storia. Bagnaia vince di forza davanti a Binder e Martin. Bene Marquez e Acosta, male le Aprilia!

Bagnaia, Binder, Martin, Marquez, Bastianini, Alex Marquez, Di Giannantonio, Espargaro, Acosta, Vinales. Questi i dieci in una gara noiosa che però ha qualche guizzo di interesse nel ritorno alla competitività di Marc Marquez e nel debutto di Acosta.
Il resto è quasi tutto nella norma con alcuni picchi interessanti.

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Chi si aspettava una replica della superiorità di Martin deve tornare ai ricordi degli anni passati che vedono uno spagnolo superiore nelle Sprint e inseguitore (quasi sempre) nelle gare lunghe. Bagnaia vince una gara che in realtà non lo vede in difficoltà nemmeno per un istante.
Se ne va e tanti saluti. Chi ci spera, per qualche giro, è Binder, altro miracolo su una KTM che però sembra potersela giocare alla pari con le Ducati, se le Ducati sono quelle del 2023. Alle sue spalle Martin che non gestisce la gomme come dovrebbero  essere gestite in una gara lunga ma che nemmeno crolla come gli è successo in qualche caso in passato.
A destare l’interesse è però Marc Marquez. Lo spagnolo torna fra quelli veloci grazie a una Ducati comunque competitiva (qualche brivido per qualcosa che non sembra andare a posto in fase di schieramento). Non delude nemmeno Acosta, che nonostante esageri con le gomme e debba calare nel finale, fa vedere un repertorio promettente di sorpassi, entrate e traiettorie alternative. Il ragazzo c’è e fa già paura.
A deludere le Aprilia, Bezzecchi e Morbidelli (quest’ultimo becca 25 secondi guidando una moto ufficiale) e soprattutto Marini che di secondi ne porta a casa 42 abbondanti.  Marini ci fa capire quanto valeva Marc Marquez quando su Honda chiudeva nei 10 e quanto l’italiano sia comunque lontano anche da Mir, Zarco e persino Nakagami che gli serve 17 secondi. A Marini va dato tempo ma vanno spenti certi entusiasmi frutto di un lecchinaggio estremo che cercavano di vendercelo come panacea dei problemi di Honda.
Il resto è tutta roba media o comunque aderente alle aspettative. Bastianini (comunque giro veloce), Alex Marquez, Di Giannantonio. Quest’ultimo ieri prende una botta niente male ma rifila comunque 10 secondi al compagno di squadra. Certe dinamiche dovranno essere riviste.
E la gara? Dopo una partenza saltata per un problema all’aprilia di Raul Fernandez, fila tutto con pochi sorpassi fino a metà gara, dove le gomme mettono un po’ di pepe. Non quanto basterebbe per esultare eh, ma almeno cambia qualcosa. Non il vincitore che al momento è intoccabile.

 

Guarda la live di Misterhelmet!

Scarica i risultati della gara

 

 

 

 

Dorna: arriva l’annuncio ufficiale dell’accordo con Warner Bros Discovery: MotoGP in diretta negli Stati Uniti su TNT Sport!

È già fatta da qualche settimana ma arriverà oggi l’annuncio che parla di 7 marzo 2024. Dorna ufficializza un accordo con Warner Bros Discovery per la trasmissione in diretta delle gare della MotoGP. È quello che serve per iniziare alla grande il campionato in cui debutta, dopo anni, un team americano, ed è quello che serve per fare un altro passo verso l’americanizzazione che consentirà maggiori quote di mercato

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Un accordo c’era già, in realtà, e prevedeva la MotoGP per gli iscritti alla piattaforma Max, ma adesso l’accordo è esteso, ufficializzato e ben confezionato per un pubblico che deve sapere, nel momento di maggior attenzione verso la MotoGP.
Nonostante la firma ci sia già da un paio i settimane, Dan Rossomondo ha deciso di fare un annuncio in pompa magna con tanto di press release per il giorno 7, decidendo evidentemente di approfittare dell’avvicinarsi della gara in Qatar con cui la MotoGP apre la stagione.
La MotoGP passa quindi, con tanto di riflettori puntati, grazie al lavoro di Dan Rossomondo (assunto apposta, ma vale tutti i soldi che costa) e alla presenza di un team Americano, da una collocazione “trascurata” come quella dell’accordo con NBC (ora scaduto) in cui le gare non erano mai quasi mai live, ad una collocazione sicuramente più valorizzata, con GP in diretta e contenuti premium che tanto piacciono agli americani.
La MotoGP andrà in onda sul canale TNT Sport, unitamente a NBA e Nascar e questo è davvero un palcoscenico d’eccezione per uno sport che deve penetrare in un mercato.
Si tratta di un altro passo in direzione USA, grazie al quale il prodotto MotoGP  inizia ad avere quella conformazione necessaria affinché sia sempre più mainstream e quindi sempre più vendibile come spiegato in altri articoli di Misterhelmet.

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Ezpeleta CONTRO KTM e Redbull. Piloti in panchina come nel calcio e favori ai JAP!

Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna nega la quinta moto a KTM e a Redbull nonostante il contributo alle due aziende. Però consente 8 moto a Ducati che verrà comunque danneggiata dalle super concessioni ai Jap! Poi c’è la storia deli piloti in panchina che diventano intercambiabili, come nel calcio! Per capire il peso di RedBull e KTM, è importante guardare le grafiche nel video o nell’articolo. Ecco tutti i dettagli! Analisi numerica e contributi numerici by Lyla Oakes.

 

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MotoGP, Jerez: Bagnaia stavolta non sbaglia e batte Binder e Miller!

Bagnaia a Jerez fa la gara giusta e vince sulle KTM mediamente più performanti. Solo lui porta la Ducati alla vittoria mentre gli altri arrancano.
Gara così così fino agli ultimi 3-4 giri.


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Bagnaia, Binder, Miller, Martin, Espargaro, Marini, Pedrosa, Alex Marquez, Nakagami e Quartararo sono i 10 al traguardo in una gara che ha offerto lo spettacolo di due KTM che si sono poco saggiamente ostacolati per i 4/5 della gara, dando il tempo ad un Bagnaia che forse avrebbe vinto comunque, di superarli nel finale di portare a casa una vittoria di forza.
Ma è la casa Austriaca a brillare a Jerez, mettendo due moto sul podio e Pedrosa a ridosso nella top 5 ma davanti nelle sessioni iniziali. Come a dire che di Jerez (e speriamo delle prossime piste) hanno capito tutto tranne la strategia di squadra e finalmente il bandolo della matassa è finalmente in mano agli arancioni. Ma la  MotoGP degli ultimi anni non è così. Puoi brillare in un week end e spegnerti il successivo. E’ quello che è capitato a Rins che adesso guida una Honda ingestibile esattamente come tutti gli altri. Non inganni Nakagami, nono grazie ad un doppio long lap penalty inflitto a Quartararo per aver causato una red flag.
Doppio per aver il francese calpestato il verde nell’esecuzione della prima penalità.
Ormai la MotoGP vuole sorpassi ma punisce ogni tentativo di effettuarli. Il che a Jerez significa che anche Bagnaia dopo un’entrata allegra su Miller, deve dargli indietro il “maltolto” in un clima che ormai è vessatorio da parte della direzione gara e piagnone a livello di partitella all’oratorio da parte della TV più faziosa della storia. Una cosa insopportabile che fa sentire chi guarda le gare come se fosse preso a schiaffi da due parti a mo’ di film di Bud Spencer.
Tornando alla gara, poca roba le Aprilia che promettono tanto e raccolgono poco e poca roba anche le altre Ducati che per essere le moto migliori fanno belle cose ma non sembrano in grado di vincere se non vince un uomo in rosso.
A questo punto meglio Marini, in proporzione, di Martin, con gli altri cavalli da classifica (Zarco e Bezzecchi) a stendersi e i Gresinis’ a fare gare brutte.
Davvero non c’è molto. altro. Dite la vostra.

 

 

 

MM93: THE STRATEGIC WITHDRAWAL, HONDA AND THE REAL FRACTURE!

In una MotoGP che sta cambiando, anche Marc Marquez ha cambiato atteggiamento. Cosa sta succedendo al pilota che tornava subito dopo ogni infortunio? Si è davvero fatto così male? Quali sono i suoi rapporti con Honda e con l’ambiente? Cosa farà e quali sono i tempi previsti per il suo cambiamento? Ma poi, qual è la vera frattura di Marc Marquez, quella che gli impedisce di comportarsi come si comportava prima?


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MARCO MELANDRI SCIABOLATA on MOTOGP and MOTO2. What a lesson!

Parlare di MotoGP con Marco Melandri è come andare a scuola.
L’esperienza da pilota che ha attraversato 2 epoche, unita alla capacità comunicativa e al distacco di chi ormai si può permettere una visione neutra, fanno davvero volare i 45 minuti di chiacchierata.

Ascoltate tutti i temi top del momento: gomme, traiettorie, elettronica, aerodinamica, classifiche e pronostici, senza clamori e provocazioni!


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Guarda l’intervista con Marco Melandri

 

Moto2: MOLTISSIMI SPEGNIMENTI PERICOLOSI! Ecco il relé maledetto!

In moto 2, since the engines have changed, bikes often stop for unknown reasons. Nhe "sensors" to judge what is happening or to measure it do not exist.


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In moto 2, since the engines have changed, bikes often stop for unknown reasons.
Realistically speaking, there are no sensors to judge what happens.
The most common case is that it drops the fuel pump and then everything magically starts working again.

Ad alcuni è successo, ad alcuni no. E non è un tema di top team o team minori.
Nella giornata di sabato si è tenuto un meeting  IRTA – Marelli – Kalex, Forward – Dorna,  team etc.  Non mi risulta sia stato presente Boscoscuro.
Al di là della cortesia di invitare tutti i player, alcuni sono stati coinvolti a giusto titolo, altri come Marelli sono stati invitati per cortesia ma non hanno una responsabilità diretta.

The meeting should have been restricted to manufacturers such as Triumph, which supplies the engines, and 2D, which supplies the wiring harnesses to all the "builders" on the track who, however, simply assemble the components.

An attempt was made to set an unwritten rule (move the relay) but it was not accepted by the teams. Attempts were made to attribute the issue to temperature or vibration but there were testimonies that certified the fact that these were invariant.
The bikes did in fact shut down in fabbraio and when they were in the pits. The problem is not currently circumscribed.

Alla fine si è spostato tutto sulla sicurezza dei piloti ma è stata respinta la richiesta di effettuare il warmup per provare a fare dei tentativi.
Il resto dei dettagli e delle considerazioni, sono nel video.

 

 

Rins vince in Texas, davanti a Marini e Quartararo! Bagnaia out in una MotoGP “sospetta”!

Non per la vittoria di Rins, che è uno che in Texas è il vice Marquez e va forte con qualsiasi cosa meritandosi ogni coriandolo del podio, ma la MotoGP esce dagli USA ridimensionata proprio nel primo week end del  suo rilancio commerciale!


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Super Rins davanti a Marini, Quartararo, Vinales, Oliveira, Bezzecchi, Zarco, Morbidelli, Di Giannantonio, e Fernandez a chiudere i 10.
Una gara noiosa vinta stra meritatamente dall’underdog (ma nemmeno troppo) Rins, rappresentante del lavoro popolare di un team clienti che lotta giorno per giorno, su una moto anch’essa generalmente in difficoltà. Se ci fosse un concetto di giustizia sportiva motociclistica, calzerebbe perfettamente con il podio di oggi. Un pilota che ha sofferto e che lavora sgomitando per un team clienti, Rins, il rappresentante del lavoro duro e puro che sopperisce al super talento (non mi si offenda perché gli sto facendo un complimento) Marini, e il pilota attualmente più talentuoso e meritevole, derubato per essere sulla moto generalmente più problematica, Quartararo.

Il podio della giustizia è l’unica cosa “fair” direbbero gli americani, in una gara noiosa, con sorpassi che si contano sulla punta delle dita di una mano, e una valanga di cadute che tira fuori persino quelli andati lì a raccogliere dati.
Una gara caratterizzata da un elemento negativo, Bagnaia che finisce ancora nella granella, e poco altro, a parte la vittoria di Alex Rins, che per quanto sacra e indiscutibile, non è abbastanza.

Ed è sufficiente guardare la top ten per capire che tolto Rins che in Texas ha sempre fatto il cow boy, abbiamo davanti una MotoGP che dopo pochi anni dal pensionamento di Rossi, Lorenzo, Stoner, Pedrosa, si trova  con nomi che non solo faticano ad avere la stessa credibilità ma che non sai neanche se potrai trovarli nelle stesse posizioni la settimana successiva.
Una lotteria unica  nel mondo del motorsport. Così variabile, irregolare, imprevedibile, da sembrare artefatta.

Vincitori che da un momento all’altro faticano nei 10, underdog romantici, eroi locali, team privati in testa al campionato, punizioni assegnate male e architettate peggio, sono il leit motiv di un campionato che, privo degli elementi costitutivi naturali (mancano i nomi da cartellone), sembra quasi volerli cercare in un canovaccio narrativo da circo itinerante con buoni, cattivi, eroi, recuperi, imprese, al limite del credibile. E prima che mi si rilasci la patente da complottista, ecco la ragione.
La colpa è chiaramente delle gomme, poco performanti, poco affidabili e poco sicure, oltre che poco coerenti.  Le Michelin, abbinate ad una tecnologia esasperata e non sempre padronaggiata), sembrano essere l’ago della bilancia di una MotoGP laddove invece in Superbike le Pirelli sembrano essere l’unica certezza su cui contare per far fare il resto ai piloti.

Sappiamo che Dorna è in grosse difficoltà e ha tutta l’intenzione di scimmiottare la F1 dal punto di vista dello spettacolo, svoltandola a circo per tutto il resto (è arrivata dall’america la persona giusta), ma così più che un’allargamento del bacino di pubblico, avremo una sostituzione. Entreranno i bimbiminkia da reality mentre chi capisce di moto e si ricorda cos’erano le corse fino a qualche tempo fa, guarderà qualcos’altro.

Guarda la Live Youtube con Misterhelmet!