MotoGP, Montmelo: Quartararo domina nella giornata internazionale degli errori!

Quartararo, Martin, Zarco, Mir, Aleix Espargaro, Marini, Vinales, Binder, Oliveira, Alex Marquez.
Quartararo la vince e Aleix regala il podio a Zarco festeggiando un giro prima. Ottime comunque le moto di Noale, ottime le Ducati superstiti, e discrete le KTM.

La gara del Montmelo è segnata da due elementi destinati a far prendere al campionato una direzione precisa. Il primo è la superiorità di Quartararo, che saluta la compagnia e va a vincere alla Lorenzo o alla Biaggi, il secondo è la bacheca degli orrori tecnici, caratteriali e mentali, che cambiano la gara che cambia il mondiale.



La nota è quella di Nakagami (trauma facciale e clavicola rotta per lui) che fa uno strike tanto involontario quanto immotivato e senza senso su Bagnaia e Rins, facendosi male lui stesso oltre a mettere presumibilmente fuori gioco anche lo spagnolo.  Il resto del cerchio dell’assurdo lo chiude Aleix Espargaro, che decide di festeggiare un giro prima della fine, regalando il secondo posto a Martin, il resto del podio a Zarco e un quarto posto a Miller, per non parlare di una nuova compilation di bestemmie giustamente udibile in audio mondiale dal suo box, per quanto mi riguarda DOVEROSE.
E’ una cosa pesante che grava sul morale e sulla classifica, al momento decisamente anche se non irreversibilmente compromessa.

Il resto della gara è poca cosa se non si guarda al numero elevato di autoeliminazioni. Bezzecchi, Di Giannantonio, Dovizioso, Bastianini e Bradl. Quelle che ci interessano sono le Ducati, che pur essendo competitive non sono guidate responsabilmente. Il caso Bastianini è emblematico, non è così che si va a vestirsi di rosso, soprattutto nella giornata di grazia del diretto avversario Martin che nonostante problemi di salute è il secondo migliore dopo l’inarrivabile Quartararo.
I buoni? Tutte le Ducati tranne quella dell’addormentato Miller, Mir, e naturalmente Quartararo, oltre alle Aprilia di Espargaro (già sappiamo) e Vinales, che qualcosa recupera. I cattivi? Tutte le Yamaha tranne una e le Honda, tutte inguidabili.
Le KTM stanno nel mezzo. Però non sono più una rivelazione.
Una domanda conclusiva da farsi, però, c’è: è spettacolo, questo, oppure è solo casino?
Perché se guardiamo bene, a parte uno che ha maltrattato gli altri, di contenuti tecnici di cui discutere, non ce ne sono. A meno di non essere come gli americani che si gasano solo con gli highlights degli incidenti e delle fagiolate.

Europe Energy in concordato preventivo: A rischio le sponsorizzazioni WithU?

Il 22 gennaio avevo pubblicato un pezzo Intitolato: Le ambizioni di Razali e i rumors clamorosi su WithU in chiusura. L’azienda smentisce!  Lo potete leggere qui a questo link.
misterhelmet.com/le-ambizioni-di-razali-e-i-rumors-clamorosi-su-withu-in-chiusura-lazienda-smentisce/

Prima ancora, il 28 ottobre, avevo parlato di quanto fosse strano che un’azienda, Europe Energy, chiedesse 5 milioni in prestito per fare sponsorizzazioni.
Leggete il pezzo qui!   https://www.misterhelmet.com/withu-soldi-in-prestito-per-sponsorizzare-la-yamaha-il-monza-e-il-bergamo-basket/

Non ne aveva parlato nessuno e ovviamente questo sito era stato l’unico ad essere contattato dal management di WithU per delle spiegazioni da parte del Presidente Matteo Ballarin. Raccolti i virgolettati, restavano i dubbi.
Lo sponsor energetico perdendo il 30% dei suoi clienti in un giorno solo, e continuando a perderne ce l’avrebbe fatta a pagare? Secondo me il problema era serio e la diversificazione del business annunciata (sim, telemedicina, servizi telematici, etc) non sarebbe stata sufficiente.


Niente di illegale. Qualunque azienda, perdendo quasi tutti i clienti in un settore può decidere di differenziare per salvarsi però…
La situazione è di fatto peggiorata ed è arrivata in questi giorni, per Europe Energy, la comunicazione ai creditori della richiesta di Concordato preventivo in continuità presentata sabato 25 maggio dallo Studio Porcaro Avvocati e Commercialisti/Studio Iura Avvocati e seguita da un articolo del Quotidiano L’Arena  che sembra molto tollerante in merito alla situazione. L’articolo, molto indulgente, spiega quante difficoltà ci siano a lavorare nel mondo dell’energia ecc. ecc., con tanto di fotografia lusinghiera dei prestigiosi progetti aziendali etc. Tutto ok, però, di fatto, e andando per le spicce nel ragionamento, il problema attuale è soddisfare i creditori e retribuire i dipendenti. Roba non di poco conto.

Resta difficile da capire se sarà possibile continuare le attività di sponsorizzazione in atto nel calcio (Monza neopromossa in Serie A), nel Basket (WithU Bergamo che gioca in serie B) e, per quanto ci interessa di più, in MotoGP con il team Yamaha RNF che schiera Andrea Dovizioso e Darryn Binder, per non parlare di altre sponsorizzazioni personali su carene e tute.
La promozione in Serie A del Monza Calcio è stata festeggiata sui social con un ritardo clamoroso per un main sponsor e il post sa di addio, ma nel resto delle sponsorizzazioni è in corso tutt’altro che uno sganciamento.

Non è dato sapere se gli accordi relativi alle tranche di pagamento nel calcio, basket e MotoGP sono attualmente rispettati e se saranno rispettati in futuro e questo, se per il Monza Calcio potrebbe non essere un problema, potrebbe diventarlo soprattutto per il team di Razali che avrebbe un’altra tegola da affrontare.
C’è poi anche la curiosità di sapere se, in occasione della presentazione di un altro team motociclistico, il Team femminile  511 che corre nel Women’s European Cup e nell’ELF CIV 30, sponsorizzato da Europe Energy con il marchio WithU, non si sapesse delle difficoltà che avrebbero caratterizzato Europe Energy, dato che la sponsorizzazione risale a marzo, decisamente poco tempo prima delle operazioni che conosciamo.

Alla fine il concordato preventivo viene richiesto dalle aziende al fine di evitare che certi creditori esigano il credito e costringano la società a portare i libri in tribunale. Nel concordato in continuità, le aziende possono pagare tutto quello che è in continuità, ovvero essenziale all’attività specifica.
Esempio: un’azienda di bulloni deve pagare l’operaio alla stampatrice. Le sponsorizzazioni sono da considerare attività essenziale?
Niente di illecito o illegale, sia chiaro, ma  a parte questo, con quali fondi si possono effettuare i pagamenti se il problema è proprio la mancanza di cassa?

Fino qui, le ipotesi. Adesso, le domande.

1) Dovizioso, già discusso per i risultati e infastidito per il pacchetto tecnico secondo lui insoddisfacente, finirà la stagione, se non dovessero arrivare i soldi?

2) Razali, che è uno che non va tanto per il sottile, come potrebbe comportarsi, in caso di mancati pagamenti?

3) Per quanto riguarda il futuro, invece, che ne pensa Aprilia del fatto che il promesso sponsor per il 2023 del suo Junior Team è in questa situazione?
Promesso sponsor. Perché se Matteo Ballarin, sponsor attuale, compare in una foto con Rivola e Razali, che si sono accordati a partire dell’anno prossimo, e sono tutti felici, un motivo ci deve essere.

4) C’è già un accordo WithU – Aprilia oppure, come è più probabile l’accordo di Aprilia è con il solo Razali?

5) Aprilia sapeva che il suo futuro sponsor, nello stesso istante in cui scattava le foto del matrimonio (25/5/2022) stava chiedendo il concordato preventivo e potrebbe non essere in grado di onorare l’impegno con il suo partner? E’ un problema più che altro di Razali, ma Aprilia, lo sa? 

6) Ma poi, in fin dei conti, se uno le sponsorizzazioni le fa per incrementare il business, a che servono se il business è down?

7) Il nuovo contratto di sponsorizzazione è firmato come WithU srl  come WithU Energy o come Europe Energy prima che quest’ultima chiedesse il concordato preventivo? Ammesso sia firmato come WirhU srl, da dove arrivano i capitali? Premesso che non c’è niente di illecito, perché c’è stata la cessione di un ramo d’azienda uno o due giorni prima del rinnovo? 

8) Mi sbaglio io o fino a qualche settimana fa WithU era un brand di Europe Energy mentre adesso Europe Energy ha ceduto l’intero ramo d’azienda riconducibile al brand a WithU srl? Niente di illecito, ma perché questo movimento? E soprattutto c’è da chiedersi se per spostare tutti i clienti da una società ad un’altra abbiano ottenuto il benestare delle Dogane. 

9) Razali queste cose, le sa?

10) Infine, una domanda da sempliciotto: si possono effettuare sponsorizzazioni, ammesso che siano considerate attività funzionali e, allo stesso tempo, rischiare di non pagare creditori e dipendenti? Se si fa è sicuramente consentito, ma è comunque etico?
E a livello di immagine, chiedo, va tutto bene? 

Pagelle Mugello 22 Bagnaia vince, Quartararo convince!

Bagnaia, Quartararo, Espargaro, Zarco, Bezzecchi, Marini, Binder, Nakagami, Oliveira e Marquez a chiudere i 10. Bagnaia imbattibile, Quartararo Miracoloso e A.Espargaro, confermato! Ottimi anche Bezzecchi e Marini e buonissime le KTM. Honda si affida a Nakagami mentre Marquez chiude il negozio per motivi di salute. Ducati fortissime ma non decisive come ci si sarebbe aspettati. Yamaha e Suzuki, indecenti!



Mugello GP; Bagnaia regola Quartararo ma il francese è miracoloso! A.Espargaro ancora sul podio!

Bagnaia imbattibile, Quartararo Miracoloso e A.Espargaro, confermato! Ottimi anche Bezzecchi e Marini e buonissime le KTM. Honda si affida a Nakagami mentre Marquez chiude il negozio per motivi di salute.
Ducati fortissime ma non decisive come ci si sarebbe aspettati ma almeno nel box non devono fingere felicità per le vittorie dei satelliti. Yamaha e Suzuki, indecenti!

 

Bagnaia, Quartararo, Espargaro, Zarco, Bezzecchi, Marini, Binder, Nakagami, Oliveira e Marquez a chiudere i 10.
La gara del Mugello è spettacolare più per gli esiti e i nomi a giocarsi la partita, che per gli avvenimenti in se, anche se risulta meno assurda delle qualifiche, quelle sì, al limite del fantascientifico.
Dopo una lunga serie di sorpassi in cui le moto italiane sono state protagoniste, Ducati vince ma convince a metà, partendo con presupposti e propositi di dominio per chiudere con un’unica moto sul podio perché le altre devono cedere.



The bike on the podium is in the position that counts, because Bagnaia wins, but that is not the way one would have expected.
In the end, the Italian GP has a hero, Bagnaia, and an anti-hero, at times more concrete, who is more convincing, Quartararo.
Because if Pecco is doomed to victory because of past zeros and the best bike in the world (all those who ride Ducati are going strong prove it), Quartararo scares for being the only one to get a Yamaha going that turns out to be shameful for the package it makes available to its riders. Otherwise we should frame them all as clueless and senile beyond decency, complete with relegation to some minor championship. Kicking the bucket. Yamaha should carry Quartararo in its arms toward the signing of any contract the Frenchman would like.

Tornando alla gara, al Mugello, ci sono anche delle conferme. Quella di Aprilia che sale sul podio con Espargaro per la quarta volta di seguito e che inizia ad avere anche un Vinales credibile, e quella delle Suzuki che definire allo sbando, è un eufemismo. Honda si affida a Nakagami perché gli altri non esistono e Marquez si accinge ad abbassare la serranda per un tot di tempo per andarsi ad operare ancora, mentre KTM, che galleggia in top ten, non dovrebbe toccare niente e invece mette in discussione Binder e Oliveira che sono gli unici che funzionano.

C’è spazio anche per la gloria degli inattesi. Per il team Gresini che vede un Di Giannantonio comunque rinato grazie ad una pole magica e ad una gara ok, con l’ombra di un Bastianini che paga la voglia di strafare, e per il team Mooney VR46 che fa, come per un copione che sembra scritto, la sua miglior gara della stagione con due piloti comodi in top ten. Fra i due da rimarcare è Bezzecchi. Decisamente migliore di Marini e a questo punto interessante anche per Ducati. Alla fine, il talento vince sempre sui favoritismi. Magari ci mette un po’, ma alla fine è quello che pesa di più.

Trattativa Marquez vs Ducati cosa c’è di vero?

La mezza verità che ci sarebbe una contrattazione fra Ducati e i manager di Marquez, è vera a metà.
Quindi un quarto di verità.

Da parte di Ducati non c’è ricerca di piloti. Ne ha in abbondanza e il problema è piazzarli. Per non parlare del fatto che offre la moto mediamente più competitiva del lotto. Non è più come una volta in cui c’erano le Ducati buone e quelle cattive. Vanno bene tutte e Bastianini, Bezzecchi e compagnia, lo confermano.
Oltre a questo Ducati è in una posizione di vantaggio contrattuale con quasi tutti i piloti che guidano le sue moto.



A parte Bagnaia, rinnovato, che costa un pochino, i rider sotto diretto contratto con Bologna sono ingaggiati a cifre plausibili, mentre gli altri non sono sotto contratto diretto. Quindi non ci sono problemi.

Non avrebbe senso per Borgo Panigale andare a cercare un pilota, Marc Marquez, che costa annualmente più dell’intera line up di Bologna messa insieme, forse il doppio, e che per di più ha delle difficoltà fisiche conclamate. Se Ducati faticasse, sarebbe anche comprensibile, ma così non è.
Almeno non al momento.

E’ anche vero che però il problema di Marquez, a detta sua e di chi gli sta intorno, non è tanto il fisico, quanto la Honda.
E’ quello che soprattutto Alzamora, questa è la parte vera, sarebbe andato a dire a Ducati, ma non per spingere Marc, bensì per spingere Alex, dato che segue anche il fratello più giovane.

Silurato da Honda, Alex starebbe cercando una sella per evitare la Moto2 e vorrebbe una Ducati qualsiasi al grido di “sono meglio di così, nemmeno mio fratello la fa andare”. La cosa è plausibilmente vera, ma per i motivi sopraelencati, nemmeno Alex Marquez risulterebbe appetibile.

Le voci che girano nel paddock, quindi, sono giuste è sbagliate.
Non è che Marquez non si sia proposto a Ducati. Semplicemente hanno sbagliato fratello.
Del resto è più bello credere alle notizie bomba che a quelle normali.

Superbike, Estoril Gara1: Bautista beffa Razgatlioglu e Rea ma la SBK è un boccone avvelenato!

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Vierge, Lecuona, Lowes, Redding, Rinaldi e Baz a chiudere i 10 davanti a Fores, Bassani e Bernardi. Questi i protagonisti, si fa per dire, di Gara1 a Estoril.

Rea e Razgatlioglu si comportano come se gli altri non esistessero, ed è così, ad eccezione di Bautista che porta a casa una vittoria con un organo che i suoi colleghi ascoltano meno di lui, il cervello, e una virtù che, sempre gli altri due “predestinati” a giocarsi il mondiale, sembrano non avere: la pazienza.

Bautista svolge il solo compitino (si fa per dire), di rimanere abbastanza vicino da sfruttare la bagarre infinita scatenata dai due e poi, semplicemente, ne approfitta per vincere. Col motore, si dirà, ma non è vero.



Il motore Ducati c’è, ma è solo Bautista che lo sa capire e sfruttare, se è vero che la miglior Ducati dopo di lui, affidata a Rinaldi, prende 24 secondi. Ed è vero che li prende.
Il resto, mi dovete credere, non c’è.
Locatelli è bravo, le Honda crescono, ma il gap, evidente quando si confrontano i compagni di squadra dei tre, non rende quelle della Superbike delle gare, bensì dei mini duelli.
Forse in Yamaha c’è un po’ più di equilibrio, dato che Locatelli non è troppo lontano dal campione del mondo, ma in questo caso sembra un problema di moto, mentre in altri casi il gap è umano.
La Superbike, fra infortuni a grappolo (Ottl e VDMark sono fratturati e ne avranno per tot mentre Gerloff è momentaneamente out), gap umano e moto che non c’entrano niente con le top 3, è a rischio carnevalata.

Non si può nemmeno raccontare, una gara Superbike, perché non viene nemmeno mostrata. E non viene mostrata perché, tolti i tre del podio, la gara, quasi sempre, non c’è.
Fra BMW sempre allo sbando, Honda in eterna e incompleta crescita e metà dei team privati che girano come le Supersport, sarebbe da commissariare il campionato e toglierlo dalle mani incompetenti che lo gestiscono.

Se le cose andranno così per tutto la stagione, il risultato di ogni gara sarà sempre un tris di primi, come al pranzo dei matrimoni.  Ma il resto del menu, è cibo scaduto e gli altri invitati sono tutti intossicati.

Quella cosa in comune fra Marquez e Maradona!

Oggi avrete un articolo pericoloso. Cioè l’articolo in se non lo è ma potrebbe esserlo per chi non vuole capire.

Vi racconterò perché secondo me Marquez è il Maradona delle moto.
Non il Pelè, non il Cristiano Ronaldo e nemmeno il Messi.
Maradona. Che a me come calciatore ha fatto sempre impazzire e mi sono dovuto sempre sforzare, perché così si deve fare con gli sportivi, di accettare di valutarlo solo per quello che riguardava quello che faceva in campo. Ma fra quelle accadute fuori dal rettangolo verde, mi stupì in positivo una cosa. La stessa che mi ha stupito di Marc Marquez. Forse non mi ha nemmeno meravigliato diciamo che è stata una sorprendente conferma.


“Eh ma il biscotto, è scorretto, è pericoloso, e Valentino.”
Lasciate perdere queste cose messe insieme da tifosi e giornalisti tifosi che avevano e hanno altre convenienze (e qui la chiudo) e continuate a leggere. E anche nei commenti, se è possibile, parliamo del fatto in se, e non di tutta la dietrologia e di quello che vi sta bene o non vi sta bene, del personaggio a tutto tondo dopo anni di media amici o nemici o in virtù delle preferenze che avete.

Ricordate che “le parole costruiscono ponti verso regioni inesplorate.”
Bella frase eh? Condivisibile. Eppure era di Adolf Hitler. Per dire che dipende sempre tutto dal contesto e dai preconcetti che si hanno e che invece non si dovrebbero avere. Ho la vostra attenzione?

Allora andiamo. Innanzitutto una cosa che accomuna Marquez a Maradona è quella di non lamentarsi mai troppo, di gestire i suoi demoni fisici e personali (anche se sono diversi), di non dare mai tanto colpa alla squadra, e di scendere in campo sempre tutto rotto comunque. La seconda è l’interesse per gli altri.
E vi racconto una cosa successa molto di recente e testimoniatami da più di un presente.
Ve la faccio semplice.
Lo scorso week end in MotoGP c’è stato un meeting della Riders Commission in cui si è discusso il fatto che gli stipendi dei piloti sono fuori controllo in senso negativo perché ci sono dei rider entranti come i Tech3 ma non solo, che sono pagati poco, circa 2-300mila euro, e poi ci sono figure come quella di Marquez pagata 14milioni circa, fra una cosa e l’altra. In questa commissione ad un certo punto Marquez ha ribadito l’ingiustizia del fatto che è pagato N volte rispetto agli altri, che ci dovrebbe essere un salario minimo accettabile per tutti i piloti, e che dovrebbe essere regolamentato tutto quello che riguarda la vita del paddock e quindi contratti di lavoro, assunzioni, licenziamenti, assistenza, sia per i piloti che per il resto del personale coinvolto, vedi tecnici, meccanici, autisti e così via.
Potrebbe essere un atteggiamento di facciata che però trova conferma anche nel fatto che, in periodo di infortunio, avesse messo a disposizione metà del suo ingaggio ad HRC, proposta poi rifiutata.
E’ una cosa, questa, in un mondo, quello degli sportivi professionisti, in cui uno non solo pensa per se ma anche lavora per essere il numero uno anche dal punto di vista degli ingaggi (perché spesso sono questi che certificano le gerarchie in ogni sport) che mi sorprende positivamente.
Mi ricorda le battaglie di Maradona nello spogliatoio del Napoli, testimoniata dai tanti compagni di squadra.
Ora, il motociclismo non è uno sport di squadra, sono tutti avversari anche acerrimi e quindi difficilmente sbocceranno tante testimonianze favorevoli di questo tipo. Però vi assicuro che ci sono e me le sono venute a raccontare.

Ora, nel rinnovarvi la raccomandazione di essere pacati, nei commenti, e soprattutto centrati sul tema, perché non tollererò insulti né fra voi né verso chicchessia, vi chiedo:

Non è bello che in una organizzazione che non riesce a trovare un suo equilibrio, siano proprio i più fortunati che potrebbero starsene zitti ad alzarsi in piedi per rinunciare a qualcosa in favore degli altri? Non è una questione di destra o sinistra ma di umanità. Certo è facile dire che i soldi non sono un problema, per chi già li ha, ma quante altre volte abbiamo visto l’avidità totale e il capriccio per il soldo in più, da parte di chi non ne ha bisogno, anche piloti stessi, mentre altri rischiano la vita allo stesso modo per delle briciole? Campioni che assorbivano tuto il budget piloti lasciando alla fame il compagno di squadra giovane debuttante e magari pagante? O altri che si sono suicidati sportivamente per andare a prendere due spiccioli fra manager avidi e richieste senza senso?

Eh ma direte “Marquez è scorretto, è pericoloso, le scie, il biscotto e tutto il repertorio imboccatovi dalle tv a libro paga…. Marquez non assomiglierà mai a Maradona che quelle cose non le ha mai fatte.”
Ma che avrà fatto mai, in concreto, Marquez? Neanche avesse fatto, che ne so, un gol di mano ai mondiali.
Una cosa è voler vincere, un’altra è preoccuparsi per chi è nella stessa barca.

Ducati Pramac e Prima Assicurazioni: partenza al Mugello e… caccia al pilota Italiano. Ecco come potrebbe essere la moto!

E’ stata data l’anticipazione ieri sulla pagina Facebook Misterhelmet Magazine ma adesso possiamo dire che la collaborazione fra Pramac e Prima, tech company che opera come agenzia assicurativa specializzata nella vendita di polizze auto, moto, furgoni, casa, famiglia e infortuni, è cosa fatta e il week end del Mugello vedrà il kick off ufficiale e l’inizio dell’avventura.
La società col marchio Prima distribuisce in Italia, sia attraverso il proprio sito che attraverso una rete di broker e agenti, le polizze delle compagnie Great Lakes Insurance (gruppo Munich RE), iptiQ (Swiss RE) e  Wakam (ex La Parisienne). I dipendenti di Prima Assicurazioni sono oltre 500, distribuiti tra le sedi di Milano e Roma.


                   

Per quanto riguarda il rapporto con Pramac, si tratta di una sponsorizzazione che inizia subito, si concluderà alla fine del 2024 e riguarderà moto, team, box, hospitality e merchandising, oltre a tutte le attività collaterali di marketing, come già avvenuto nella sponsorizzazione della Fiorentina Calcio in Serie A.
Prima è attualmente sponsor personale di Jorge Lorenzo nella Porsche Carrera Cup Italia.


Si parla (voci da confermare) di un contributo di circa 10 milioni di euro
, una cifra davvero importante che rende Prima uno degli sponsor chiave del Motomondiale e trasforma Pramac, se ce ne fosse bisogno, in un team in grado di dare del tu alle squadre factory del campionato.

Quello che interessa ai tifosi, però, è che è quasi certo che il nuovo sponsor vorrà almeno un pilota tricolore. E’ chiaro che Bastianini è in cima alla lista dei desideri e che lo status di Team Officially Supported che già da anni Pramac ricopre in ambito Ducati, potrebbe facilitare le cose.
In realtà da ora più che mai, Pramac diventa appetibile per qualunque factory e quindi, anche da questo punto di vista, per quanto un abbandono di Ducati sia improbabile, potrebbe essere tutto aperto.

Tornando al tema piloti, le voci che vedrebbero un Martin in cattivo stato di salute sostituito da Petrucci fino a che non si rimette in sesto, rimangono pura fantascienza ma, con la presenza di un title sponsor di casa nostra, almeno trovano un minimo di senso logico per quanto i rumors in oggetto siano partiti dal nulla.
Per quanto riguarda lo scenario generale, invece, in un mondo che ultimamente fa tanta fatica a livello di credibilità e ricerca delle risorse, la mossa di Campinoti, patron del team Pramac, è da scacco matto.

Ipotesi di grafica fatta realizzare a Decal Spotter