
In Texas ci sono più polemiche e penalità che lotta motociclistica.
Lo steward panel cerca visibilità mentre in pista si vede solo Aprilia.
Bezzecchi è progonista, che cada o meno, Martin, stessa cosa. Vanno forte anche le Trackhouse mentre Ducati soffre. Con l’unico asterisco positivo di Bagnaia (forte nella sprint, annullato in gara lunga), i Ducatisti trovano modo anche di centrarsi fra loro. Adesso sì che è crisi. Crisi extraeuropea, ma sempre crisi è.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Bagnaia, Acosta, Bastianini, Alex Marquez, Marini, Ogura, Fernandez, Zarco
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Martin, Acosta, Di Giannantonio, Marc Marquez, Bastianini, Alex Marquez, Raul Fernandez, Marini, Bagnaia.
In Texas va in scena una versione evoluta di Goiania in cui Bezzecchi è definitivamente forte (seppur ancora imperfetto), Martin è definitivamente tornato e le Ducati definitivamente in difficoltà. Questa è crisi. Magari è crisi extraeuropea, crisi passeggera, ma sempre crisi è.
Senza Marquez non si fa molto. E Marquez è in difficoltà fisiche conclamate.
Nella sprint il 93 va a terra e porta con se Di Giannantonio. Chiede scusa e si autocondanna ma ne viene fuori un siparietto pro telecamera.
Bezzecchi invece la sprint la butta via ma è evidente che è quello che ne ha di più. Riflettori per Bagnaia e Martin. L’italiano della Ducati sembra tornato ma è solo un’impressione perché l’indomani fa molta fatica. Lo spagnolo, invece, è tornato davvero e sembra anche pronto per giocarsi il mondiale.
Sempre buone le altre Aprilia e le KTM con Acosta ma anche Bastianini. In ombra Binder (irriconoscibile) e Vinales che addirittura se ne torna a casa. Problemi fisici o forse qualcos’altro. Allo spagnolo devono girare parecchio, a partire dal presunto “scazzo” con il suo nuovo coach Lorenzo, non presente né in Brasile né in Texas.
Honda e Yamaha? presto detto: Mir quando può, la lancia, Marini fa sempre il compitino, Zarco rischia tutto e quando non combina, va nella ghiaia. Moreira è il più equilibrato di tutti e va spesso a punti. In Yamaha la foto è questa: Quartararo si impegna e Razgatlioglu cerca di imparare. In gara lunga finisce migliore fra i blu. Gli altri due, spiace, ma non esistono.
Ducati va trattata a parte. Marc Marquez è a mezzo servizio. Fa fatica anche qui. Prima sbaglia e poi, in gara lunga sconta un long lap che lo priva di qualcosa di potenzialmente simile ad un podio, ma niente di più. Bagnaia fa gli scherzi. In Sprint sembra quello di 2 anni fa, poi scompare. Di Giannantonio è forte ma non fortissimo. In crescita ma non ancora completo, il romano è quanto di meglio ha attualmente la casa bolognese. Alex Marquez è ormai in scivolo verso l’uscita mentre Aldeguer è ancora convalescente.
Alla fine, la classifica parla chiaro: Bezzecchi 81, Martin 77, Acosta 60, Di Giannantonio 50, Marquez 45, Fernandez 40, Ogura 37. Aprilia domina senza se e senza ma infilando fra i primi anche le moto satellite mentre la prima Ducati è indietro e non è nemmeno una Ducati rossa. Quando capiremo se la cosa è momentanea o definitiva? A Jerez, forse.
Dal punto di vista organizzativo, fila tutto liscio. Gli americani certe porcherie come quelle viste in Brasile, non le consentono. Però l’Organizzatore trova il modo di rendersi nuovamente protagonista a suon di long lap, penalità tardive, e scelte esibizionistiche di un Simon Crafar (sostituisce Freddie Spencer, sfiduciato perché comunicava poco) che trova sempre il modo di ricordare che esiste, quando invece il ruolo come il suo dovrebbe passare inosservato. Cosa c’è di peggio di un telecronista che cerca visibilità? Un arbitro che cerca visibilità. Crafar ha cercato, come telecronista prima e come “arbitro” adesso, tutta la visibilità che non è mai riuscito ad avere come pilota. Lo fa a suon di provvedimenti che saranno anche corretti ma, guardacaso, da quando c’è lui, si sono moltiplicati fino a diventare la regola.
Senza guardare la Thailandia o il Brasile, questi sono solo quelli presi in Texas.
Pedro Acosta (KTM): 8 secondi di penalità sul tempo della Sprint Race per aver violato il protocollo della pressione minima degli pneumatici.
Marc Márquez (Ducati): Long Lap Penalty da scontare nella gara della domenica. La sanzione è stata inflitta per aver causato la collisione con Fabio Di Giannantonio durante la Sprint.
Marco Bezzecchi (Aprilia): 2 posizioni sulla griglia di partenza per guida lenta in traiettoria (impeding) ai danni di Marc Márquez durante la Q2.
Luca Marini (Honda): 2 posizioni sulla griglia di partenza per lo stesso motivo (ostacolo a un altro pilota in qualifica).
Mir LLP che non ha scontato perché l’ha lanciata, come sempre. Il motivo è ignoto, ma di questi tempi i LLP sono in svendita. C’è il fuori tutto.
Moto3:
Alvaro Carpe (KTM): Double Long Lap Penalty per guida pericolosa e lenta durante le qualifiche, ostacolando il giro veloce di altri piloti.
Moto 2:
Piqueras penalizzato con un doppio long lap perché ha tentato di rimettere in moto il prototipo dopo la caduta. Solo tentato.
David Alonso, aveva fatto la pole, ma partirà diciassettesimo perché gli hanno trovato la pressione irregolare in Q2.
Partenza con Red flag al secondo giro e long lap per Baltus, perché alla curva 1 si è verificato un contatto che ha coinvolto diversi piloti.
La Direzione Gara ha stabilito che Baltus aveva una responsabilità diretta.
Long Lap anche per Holgado perché è caduto ed ha coinvolto Roberts.
Al di là della correttezza dei provvedimenti, sono tantissimi ma sono tantissimi anche quelli non presi per situazioni analoghe (il sorpasso di Martin su Bagnaia, la sportellata di Bezzecchi ad Acosta in gara lunga, più altri trenini imbarazzanti in qualifica). Certi provvedimenti o si prendono sempre o non si prendono mai. Invece Crafar sembra avere simpatie.
In tre gare l’organizzazione è intervenuta in ogni modo e maniera diventando, ragione o meno, la più presente della storia. Nemmeno gestisse un carcere di massima sicurezza in cui sono detenute bande rivali da punire in modo esemplare. Sappiamo che Organizzatore e FIM non sono la stessa cosa. Però sappiamo anche quanto è permeabile quest’ultima ai trend che le dicono di perseguire.
Insomma, caratteristica della MotoGP sembra essere diventata qualcosa che non si sa mai come va a finire e di sicuro non finsice in pista ma in uddicio. Il drama portato all’estremo, esattamente come temevamo. Non credo che Crafar lo faccia apposta ma di sicuro è l’uomo giusto per questo tipo di approccio stile F1. Esattamente quello che non serviva al motociclismo. Servono sponsor, non scenette.
Scarica i risultati della Sprint
Scarica i risultati della gara lunga
Guarda la live di Misterhelmet per la Gara Sprint!
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara lunga!






No comment yet, add your voice below!