MotoGP, Goiania: Aprilia domina ancora con Bezzecchi e Ducati soffre di nuovo! Marquez battuto da Diggia!

Il week end di Goiania, protagonista un’organizzazione scandalosa e una pista indecente e non all’altezza del mondiale di uno sport in cui si rischia la vita, offre una sprint pepata e una gara lunga noiosa per l’andamento ma spettacolare per lo strapotere di chi vince. Con il ritorno di Martin si completa il potere Aprilia, mentre le Ducati soffrono e arrivano in ordine “inatteso”! Siamo solo all’inizio ma non si può fare finta di niente.

 

    Misterhelmet Shop

Ecco i piloti a punti nella sprint: Marc Marquez, Di Giannantonio, Martin, Bezzecchi, Ogura, Quartararo, Alex Marquez, Bagnaia, Acosta

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Martin, Di Giannantonio, Marc Marquez, Ogura, Alex Marquez, Aldeguer, Zarco, Raul Fernandez

Il week end di Goiania verrà ricordato purtroppo più per la vergogna di un cratere in pista che per una doppietta storica ma tant’è. Andare a correre in Brasile nella stagione delle pioggie su un asfalto scandaloso già a livello di progettazione (altrimenti drenerebbe un minimo), in una struttura che ha mostrato tutti i suoi limiti, è un insulto ai fans e a chi rischia la vita in pista.
Che poi le cose vadano, alla fine, tutto sommato in modo decente (non di più), per non dire “a culo”, non basta e non assolve un organizzatore che vuole fare l’americano ma è ancora molto lontano dall’esempio che vuole emulare. E la chiudo qui. Chi vuole andare a vedere la timeline delle assurdità del week end, trova tranquillamente tutto. Vi basti pensare che una voragine in rettilineo viene sminuita e definita “track issue” dall’organizzatore. Infierire sarebbe troppo facile. Persino la versione desktop di MotoGP.com fa cilecca. Per guardare la gara bisogna cambiare browser. Vergognoso.

Parlando di corse, la Sprint è una gara pepata. Chi dice che Marc Marquez vince facile, è perché lo vuole vedere. Di Giannantonio è vivo, molto vivo. E replica senza timori reverenziali. Ok, perde il duello ma si vede che c’è. Un altro che fa capire che è arrivato, è Martin, mentre Bezzecchi è alle prese con i problemi di comprensione che ancora ogni tanto gli capitano. Ma per chi guarda senza preconcetti e tifo i sintomi di quello che può succedere nella gara lunga, ci sono tutti. Acosta è in difficoltà e le uniche Ducati che lottano per qualcosa sono quelle che finiscono sul podio. Gli altri, ciao.

Se la sprint è l’antipasto, la gara lunga è il menu completo che consente alla realtà attuale di compiersi nel suo pieno.
Bezzecchi saluta e se ne va. Lui e Martin renderanno la gara noiosa dal punto di vista del drama e dello spettacolo. Ma è spettacolo anche lo strapotere, per chi lo sa apprezzare.
Le moto di Noale in Brasile sono le più competitive, senza se e senza ma, perché anche le Trackhouse fanno la loro bella figura.
Ducati invece si affida a Di Giannantonio e Marc Marquez. In quest’ordine. L’italiano non combatte con il Marquez migliore? Pazienza. Non è colpa sua. Subisce, replica ed ha l’ultima parola. Sticazzi, si direbbe a Roma, che usato nel modo giusto significa che non importa.
Lui oggi batte Marc Marquez e gli soffia, temporaneamente o no, il ruolo di portabandiera di Bologna, proprio nel momento in cui, in casa sua, vogliono sostituire i piloti.
La sua gara è matura, al netto dei problemi altrui, aggressiva al punto giusto. E il week end è da incorniciare. Per quanto riguarda Marquez, quello che trova nella Sprint, non lo trova nella gara lunga ma accorciata. Eh sì perché tolgono 7 giri per degrado dell’asfalto.

Sarebbe andata diversamente con 7 giri in più? Non lo sappiamo e non ci interessa niente che non sia rilevare, ancora una volta, la vergogna dell’organizzatore.

Ogura, Alex Marquez, Aldeguer e Raul Fernandez completano il quadro che vede Aprilia, al momento, migliore di Ducati. Al momento, ma così è. Il solo Zarco si infila in top ten, ancora una volta, migliore delle Honda. Cosa cerchino in HRC, avendo già lui, non è dato capire.

Mir va ad insabbiarsi e Marini è inconsistente. Moreira va già quasi come lui e di MotoGP non ne sa quasi niente.
Male le Yamaha (la Sprint è bugiarda), tornate nei ranghi le KTM, completamente disinnescato Bagnaia, che va anche in terra.
Ecco, lui servirebbe per il titolo costruttori. Per il mondiale piloti è chiaramente presto ma per il resto della posta in gioco servirebbe averlo full time e lucido. Invece sembra andato.

Se uno dice che l’Aprilia è un regalo per lui più che il contrario, è un hater?
Un asterisco su Razgatlioglu: il turco non va a punti ma va dritto in Q2. Un passo alla volta.

E adesso la classifica:

Bezzecchi 56, Martin 45, Acosta 42, Di Giannantonio 37, Marc Marquez 34, Ogura 33.
Due Aprilia davanti, due, e Ogura con un punto in meno di Marc Marquez.
E la prima Ducati, ancora una volta come classico di inizio stagione, non è quella factory.
Certo Marc Marquez senza il furto della Sprint e senza il cerchio rotto di Buriram avrebbe 15 punti in più, ma sarebbe sempre e comunque in difficoltà. Almeno fino ad ora.
Niente è definitivo e fare gli gne gneisti, ossia quelli che vanno a fare le smorfie per un paio di risultati utili a chiunque non sia Marquez, son patetici. Ma non si può nemmeno fare finta di niente.
Di sicuro, e questo è innegabile, che è già il secondo week end di seguito in cui l’organizzatore ci mette del suo e in cui, con la sua incompetenza, influenza i risultati delle gare. Provatemi il contrario, se siete capaci.

Scarica i risultati della Sprint
Scarica i risultati della gara di domenica

 

Guarda la live di Misterhelmet per la Gara Sprint!

Guarda la Live di Misterhelmet per la gara lunga!

 

 

Articoli consigliati

No comment yet, add your voice below!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *