Moto America, Brainerd: Gagne out e Gara2 a Petrucci, di nuovo in testa al campionato!

Jake Gagne spreca un vantaggio incolmabile e distrugge la sua Yamaha! Petrucci, mai smesso di crederci, vince meritatamente gara2 davanti a Cameron Petersen e PJ Jacobsen e torna in testa al campionato con 13 punti di vantaggio!


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Danilo Petrucci, che di solito ha tutte le sfortune, oggi pesca un jolly e trasforma una bella gara in cui non smette mai di crederci, in una vittoria che lo riporta in testa al MotoAmerica.
Fuori dai giochi il pericoloso (per lui) Matthew Scholtz (infortunato al polso), Petrux prova a fare una gara diversa da ieri. Tiene a bada (meglio di ieri) Petersen e cerca di star dietro a Gagne che ne ha evidentemente di più. La gara sarebbe finita se l’americano, campione in carica, non decidesse di forzare comunque ogni giro nonostante il vantaggio. Un highside, come tanti se ne sono visti in questo week end, lo lancia nel prato mentre la sua R1 va a spezzarsi. La porteranno via a mano con la forcella a mo’ di cariola mentre il rider Fresh n’ Lean rimane a meditare sul prato, fortunatamente scosso ma illeso.
Per Danilo, che comunque rifila secondi buoni a Petersen (compagno di squadra di Gagne) e a PJ Jacobsen (vecchia conoscenza del mondiale SBK), è una vittoria jolly che lo lascia comunque ancora in credito con la sorte. Fra problemi tecnici, cadute, infortuni, il pilota ternano è, una volta tanto, favorito da un errore dell’avversario che però, va detto, non sa gestire come si impara nelle più lunghe gare europee.
la pericolosa Brainerd per quest’anno è archiviata. Questo w.e. lascia alle spalle molti incidenti, due infortuni pesanti (non è certo il rientro immediato di Scholtz) e una vittima, il 51enne Scott Briody, deceduto venerdì durante le FP della Stock 1000.

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Superbike, Most. gara2 a Razgatlioglu davanti a Bautista e Rea!

Gara 2 a Most fila liscia per Toprak che doppia la vittoria nella Superpole Race.
Bautista capisce che non può fare di più e capitalizza il vantaggio in campionato!

Razgatlioglu, Bautista, Rea, Redding, Bassani, Locatelli, Vierfe, Oettl, Mahias e Bernardi a chiudere i 10!
Gara 2 di Most è fotocopia delle altre in campionato quando non succede qualcosa di eclatante.
I tre cavalieri si giocano tutto e alle loro spalle è un carosello di seconde guide, promesse e vecchie volpi.
La vittoria di Razgatlioglu, che stampa il giro veloce agli ultimi passaggi è sacrosanta così come sacrosanto è il cervello di Bautista che non forza mai mentre Rea, al contrario, è costretto a spremere di più la sua verdona. La classifica di campionato è giusta e rispecchia i valori in campo di oggi mentre alle spalle del magico trio brillano come sempre Bassani, Locatelli e ultimamente anche un Redding ritrovato.  Fra i protagonisti potrebbe esserci anche Gerloff, se non fosse uno dei piloti più sfortunati del mondiale. E potrebbe esserci anche Rinaldi se non buttasse sempre via tutto. Ma poco cambia.
Il risultato di gara è evidente ed eclatante allo stesso tempo E’ c’è anche spettacolo perché per configurare il solito podio a tre, i tre protagonisti se le suonano per tutta la corsa. Resta comunque un po’ poco, o comunque non sufficiente, perché fra i protagonisti e i comprimari ci sono davvero troppi secondi di differenza e non in gara, bensì sul giro.


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Ecco la classifica di gara e quella di campionato.

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Superbike, Most: Bautista vince di testa gara1. Bene anche Razgaglioglu e Redding!

Gara1 a Most evidenzia un Bautista aggressivo e calcolatore allo stesso tempo. Fa sfogare i suoi avversari e va via lasciandoli combattere fra loro!

Bautista, Razgatlioglu, Redding, Rea, Bassani, Locatelli, Rinaldi, Lecuona, Lowes, Gerloff!
E’ questa la sintesi di Gara1 a Most con gocce di pioggia che hanno spaventato ma non hanno realmente influito sulla gara perché nel momento dell’acqua lo spagnolo era già davanti e tutto quello che doveva succedere era già successo.
La corsa è tenuta in piedi dai duelli fra Rea, Razgatlioglu e Redding con l’uomo BMW a rischiare anche di portare a casa qualcosa di più di un terzo gradino del podio. Alla fine è tutto quello che ottiene ma è già molto considerando dov’era BMW fino a qualche gara addietro.
La verità è che, al di là delle moto in pista, è il Bautista cervello che ha la meglio sui suoi avversari, lasciandoli combattere ed approfittandone.
Alla fine è Rea a cedere il podio e a cambiare il solito trio di successo mentre alle loro spalle il solo Bassani brilla della luce dei clienti.  Negativi tutte le seconde guide e Locatelli, questa volta molto sporco nella guida.
Nella gara non c’è molto altro ma è comunque bellissima perché a lottare per il top questa volta, almeno, sono in quattro!


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Lorenzo vs Ducati parte2: la toppa è peggio del buco!

No ma dai, che valore può avere il giudizio di Lorenzo sulla Ducati fattagli provare da Pirro?
Un test tanto per…
Cosa vuoi che gliene freghi a Ducati?
Ma sììì tanto Ducati vende le moto comunque, mica le comprano per le recensioni.

Ma quale antimarketing, dai… è stata una cosa così, che rilevanza vuoi che abbia… sarà presto dimenticata.

Ehh proprio così.

Non solo ha avuto rilevanza mondiale, questa figuraccia che ho descritto nel video che è linkato ma ci è stata messa persino una toppa inutile, che è peggiore del buco.


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Andiamo per ordine. Nell’altro video e articolo ho spiegato chiaramente la mia opinione.
Non importa cosa ha detto JL ma quello che conta è che JL 5 volte campione del mondo e notoriamente schietto lo ha detto a Michele Pirro dipendente Ducati e qualunque cosa sia, conta perché l’ha detta JL in un contesto sicuramente ed evidentemente non pilotato, non artefatto, improvvisato. Quindi quel giudizio sulla Ducati magari non è onesto da parte di Lorenzo perché ha delle motivazioni dietro, ma è sicuramente vero e reale.

E ho già spiegato che per la prima volta dopo tanto tempo Ducati, abituata al giornalismo addomesticato, si è arrischiata, tramite una persona che non avrebbe dovuto farlo, in un territorio da anni in Italia inesplorato: quello dei giudizi senza filtro non moderati e non concordati, almeno non esplicitamente.

Dopo la figuraccia, alla faccia di quelli che dicono che non ha avuto rilevanza etc etc, cosa ha fatto Ducati?
Ha riportato il gioco sul piano abituale:

Ha preso una moto Bautista level, gli ha messo una targa e i fari e ha ricreato una situazione naturale in cui la fa “ricasualmente” riprovare a Lorenzo tramite la stessa persona.
Com’è la moto? Una bestiaaaa!!!!

E molto probabilmente è anche servita una telefonata di Pirro che spiegava a JL che se non ci andava dopo quel casino lui perdeva il posto… e molto probabilmente è servito un cinquantello o un centello perché Jorge Lorenzo gratis non va nemmeno in bagno, figuriamoci a fare un test dove gli viene evidentemente richiesto di correggere il tiro. Deve essere lo stesso cinquantello preso da Pirro per fargli da coach in MotoGP quell’anno e chissà se l’ha pagato Pirro o Ducati, visto il casino e il costo di tutta la faccenda. Perché questa, badate bene, non è pubblicità, ma un’operazione di salvataggio vera e propria. E’ come quando hai del letame e invece di farlo asciugare, lo rimescoli. Puzza di più o puzza di meno?

Solo un frolloccone crede che la seconda opinione di JL sia vera tanto quanto la prima e non FIxed, aggiustata, come dicono gli americani.
Solo un frolloccone crede alla genuinità della seconda uscita.
E’ evidente, dai, come cazzo si fa.

Io non mi attribuisco tutta l’importanza di pensare che questo secondo test sia stato fatto perché ho fatto il video io in cui ho detto certe cose precise. Sarei un super egocentrico. Cosa che sono ma non a quel punto.
Però nel video dico una cosa: siamo talmente disabituati ad un contesto di recensioni, informazione e opinioni non filtrate… DISABITUATI EH, che quando si verificano le situazioni non controllate, e ci sono gli schiaffi, invece di far passare la cosa, che sarebbe la situazione migliore, ci stupiamo sia da protagonisti che da spettatori.

E cosa facciamo? Riteniamo doveroso ricrearle fino ad avere il risultato ammansito, addomesticato, filtrato, credibile, che vogliamo noi. Ducati non è in grado di accettare che qualcuno come Lorenzo gli dica che una sua moto non va bene.
E quindi fa rifare il test in modo da avere un risultato più “logico” anche per chi guarda.
Ahhhhh adesso Lorenzo l’ha provata bene e infatti dice che è una bestia.

La mia opinione è che se prima si poteva pensare che l’opinione di Lorenzo fosse dettata da livore o chissà che e quindi non fosse vera, adesso con questo test RIORGANIZZATO l’opinione di Lorenzo acquista ancora più valore. La coda di paglia di Ducati prende fuoco e questo secondo test è evidentemente sponsorizzato.
A chissà quale costo diventa credibile tanto quanto tutto il resto delle prove aggiustate, dei redazionali e tutto il resto. Credibilità: zero.
E in tutto questo, Lorenzo riesce a vincere un’altra volta, perché lui quello che doveva e voleva dire su Ducati l’ha già detto al Mugello e adesso è evidentemente che sta solo recitando un copione. Se è evidente che reciti, non stai ingannando nessuno.
Non era facile per i protagonisti ottenere in così pochi giorni una doppia vittoria (per Lorenzo) e una doppia figuraccia (per Ducati) sullo stesso tema.
Ci sono riusciti entrambi e uno è stato pagato per dire quello che veramente pensa, anche se ha dovuto dire due volte due cose diverse.

E in tutto questo: la servitù editoriale del giornalismo lubrificato, favorisce la diuresi dell’informazione.

Danilo Petrucci: gli USA sono comunque un’isola felice! Super Intervista!

Di chiacchierate con Danilo Petrucci ne faccio spesso, almeno una a settimana.
Questa volta, però, abbiamo deciso di “cazzeggiare” un po’ anche a beneficio del pubblico!


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Segui Danilo questo w.e. al MotoAmerica nella sua
lotta per il titolo!

JL99 vs Ducati: svelata l’identità di Shpalman!

Un episodio di marketing autolesionista di una casa con il suo prodotto di punta, una moto da pista, avvenuto nel modo e nel momento peggiore possibile ad opera di due protagonisti fra i più efficaci possibili, uno in senso positivo, l’altro all’opposto.

Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.


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Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.

E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.

Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.

Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.

Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.

Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.

Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.

Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla
Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo?
C’è la maschera di ferro
C’è la maschera di Pippo
Ma la maschera di merda
Te la fa solo Shpalman

Perché è arrivato Shpalman
Che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
Che tutti shpalmerà
Autografi la faccia di tutti i miei nemici
E il volto gli incornici con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto
Ed ogni farabutto shpalmato resterà…

Superbike Donington: Gara1 a Razgatlioglu davanti a Rea e Lowes. Bautista out!

Razgatlioglu, Rea, Lowes, Redding, Bassani, Rinaldi, Gerloff, Lecuona, Baz e Locatelli a chiudere i 10!
Bautista out, sorpresa Redding e distacchi esagerati!



A Donington Razgatlioglu fa piazza pulita in gara uno. Non c’è lotta per la vittoria ma solo per il secondo gradino del podio e quest’ultima finisce quando Bautista butta via tutto. Le sorprese sono solo l’out di Bautista, fino ad oggi regolarissimo e mai sprecone, e la vitalità di Redding che quasi sale sul podio dopo essere andato forte anche in qualifica.
La conferma del britannico su BMW è tutta da vedere ma almeno oggi ha lottato per qualcosa.
Cosa c’è di rilevante, oltre a questo? Bassani, sempre fortissimo che batte Rinaldi, e i soliti in top ten.
A  far paura, in senso negativo, la prestazione di Haslam, lontanissimo in una pista che conosce a memoria e i distacchi. Impressionanti, con gente che va a punti prendendo mezzo minuto.
Non va bene, soprattutto se la regia non si occupa di quello che succede nelle retrovie a meno di cadute spettacolari.
Il week end è appena cominciato ma ha già una faccia: quella sofferente di Bautista che farà fatica per tutto il week end, e quella del ritorno di Razgatlioglu. Da vedere.

MotoAmerica, Ridge Motorsport: Vince Gagne. Petrucci sul podio con due red flag!

Gagne, Petersen, Petrucci, Scholtz, Barbera, Yates, Alexander, Gillim, DiBrino ed Escalante a chiudere i 10.

La gara del Ridge Motorsport al MotoAmerica è di una noia mortale ma sarà piaciuta da matti agli americani visto che ci sono state un tot di cadute al via e due red flag, dovute al fatto che la pista non ha vie di servizio per far accedere i mezzi. Due scivolate da turni di prove libere hanno bloccato la gara due volte, rendendo la terza partenza una faccenda da 8 giri.
Niente da fare e nessun recupero possibile per nessuno, tanto meno per Petrucci, partito quinto nonostante il secondo crono per via di una penalizzazione (è andato a stuzzicare con la spalla e tanto di dito medio quello Scholtz che lo provoca da settimane e che un istante prima gli era passato a bomba a pochi cm alla fine delle qualifiche).


     

Danilo chiude terzo e rimane in testa al campionato con 10 punti di vantaggio su Scholtz e 16 su Gagne, nonostante un week end tormentato da due rotture della moto e una rogna dopo la seconda red flag in cui ha rischiato di perdere una pedana.
Tutti e tre pesanti, comunque, i sorpassi di Petrucci su Scholtz nella prima, nella seconda e nella terza partenza con l’ultimo quasi a toccarsi.
Evidentemente la rivalità è tutt’altro che sopita, ma intanto Gagne, campione in carica, guadagna terreno. Domani sarà un’altra giornata calda!

 

SUPERBIKE: in arrivo la BOMBA che piacerà agli appassionati?

Buone notizie per la Superbike. Dopo anni di stallo, disinvestimento e depauperamento di risorse e idee, le cose potrebbero cambiare.
Privata, e nemmeno troppo gradualmente, di Superpole, pitwalk, un paddock show più amico, oltre che di risorse e sponsorizzazioni tramite un calendario che l’ha resa subordinata rispetto alla MotoGP, una specie di serie B o destinazione per piloti in chiusura, ha mostrato comunque quella caratteristiche che troppo spesso viene tirata in ballo a vanvera: la resilienza.
E questo è dovuto a due motivi.


    

Il primo è che la Superbike ha fatto guadagnare poco Dorna ma ha fatto spendere ancora meno.
Il secondo è che, comunque, ha un suo zoccolo duro di appassionati e da lì non ci si muove.
Non gente che cerca il glamour, il gossip, i fenomeni mainstream, ma gente che, alla fine, vuole motociclismo e basta.
Infatti, a parte che il gossip non c’è quasi mai, quando si prova ad alimentarlo, non fa nemmeno presa. Fantasie, mercato, situazioni che infiammerebbero i social della MotoGP, in Superbike contano il giusto, cioè, quasi niente. Conta seguire le tre gare del week end (una è anche di troppo, diciamolo, ma forse è la meno peggio delle nuove idee by Dorna).
Interessano le gare, qualche dualismo e il rumore dei motori.
Soprattutto, interessa attenzione da parte di chi ne detiene i diritti.
Insomma, se è vero che i numeri della Superbike non possono essere “drogati” da nessuna iniezione (Biaggi ebbe un effetto ma erano gli ultimi anni d’oro delle derivate) è anche vero che nemmeno la pandemia l’ha messa in ginocchio più di tanto.
Il WSBK in ginocchio c’era già e, in pratica, non si è quasi scomposto, ormai abituato a stringere i denti. Vale per la classe regina, che agonizza ma non muore, e per le classi minori come la Supersport, che addirittura promettono di diventare più interessanti.

Ci sono due cose di cui però la SBK ha bisogno con certezza.
La prima è quella di sfoltire la fuffa, il costruito, l’inutilmente patinato.
La seconda, è avere vera attenzione. Come quando La7 faceva un lavoro forse non troppo spumeggiante ma comunque meticoloso, professionale ed onesto.
Con Mediaset non è andata altrettanto bene, perché la tv del biscione l’ha gestita con la testa della vedova inconsolabile della MotoGP che aveva perso.
Ma con SKY è andata anche peggio, dato che i diritti del campionato sono andati a traino della MotoGP, quasi con preghiera, con tutto quello che ne è derivato dal punto di vista dell’interesse, dell’applicazione e della cura per il prodotto editoriale.
E’ per questo che Dorna, adesso che si è accorta di avere fra le mani una MotoGP in netta crisi che i soldi li perde, ha deciso di dare un giro di chiave alla Superbike, che è vero che non stupisce i palinsesti ma è altrettanto vero che nemmeno li delude più di tanto. Il tutto con costi accessibili.
L’interlocutore giusto e questi sono i rumors, è già a colloquio da un po’ e la trattativa sarebbe in fase avanzata. Parliamo della RAI, che senza i mondiali di calcio e senza esclusive nel motor sport che conta, avrebbe tutto l’interesse, i mezzi, e la professionalità per seguire, senza trasformarlo in carnevale, un evento che non ne ha assolutamente bisogno. E RAI, tv di stato, non vorrebbe dire solo tv ma anche web, app, on demand e rapporti con tv nazionali straniere, che potrebbero entrare in consorzio per una gestione congiunta, portando sponsor più importanti e una maggior valorizzazione anche dei contenuti “storici” del campionato. Decenni di battaglie potrebbero finalmente essere nuovamente disponibili on demand per tutti i “nostalgici” delle due ruote di serie.
Pensate cosa vorrebbe dire vedere la Superbike finalmente trasmessa da qualcuno a cui interessi qualcosa.
E poi dite che non vi do mai belle notizie.
Nel frattempo, teniamo le dita incrociate!