SBK, Catalunya: Bautista saluta e se ne va. Rea battuto, Razgatlioglu in crisi!

In gara1 vanno in scena due paradossi: quello dell’elasticità della Superbike, e quello della brutta imprevedibilità!
Cambiare le cose in Superbike, sembra quasi impossibile!

Bautista, Rea, Gerloff, Rinaldi, Razgatlioglu, Lecuona, Lowes, Bassani, Locatelli, Laverty.
Dando uno sguardo ai primi 10 si potrebbe pensare ad un risultato classico di una gara Superbike; vince uno dei soliti e un’altro dei soliti protagoinisti, ha un problema.
Invece è una gara tutta diversa che dimostra, alla fine, la proprietà elastica della Superbike. Puoi stressarla, strizzarla, cambiare la griglia di partenza nel modo più fantasioso anche con la pole di uno come Lecuona, puoi far succedere in gara quello che vuoi, che  l’ordine di arrivo non cambia o cambia di poco.


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Eh già perché a parte Bautista, che ha vinto andando via come a volersi tirare fuori dalle scazzottate tamarre che tanto piacciono si suoi avversari diretti, il resto finisce in modo quasi uguale ma dopo una gara tutta diversa.
Lecuona è protagonista ma crolla,  Rea è spacciato e poi risorge. Razgatlioglu si spegne come un lumino e Bassani prima esplode poi implode, insieme a Rinaldi che tanto sbaglia e tanto poi rimedia. L’unico a fare una gara “sensata” è Gerloff,, ormai senza i freni inibitori della sudditanza di casa. Deve essere bello per lui schiaffeggiare prima Locatelli e poi Razgatlioglu.
Eppure, nonostante l’imprevedibilità, la gara riesce ad essere di una noia ultraterrena. E questo perché non assistiamo ad imprese titaniche ma a cali ed errori. Non assistiamo a prodezze ma a problemi che si manifestano.
Più che sorpassi, si vedono cedimenti. Insomma agli unici elementi distintivi che sono l’estrema superiorità tecnica di Bautista, la rabbia di Rea e il genio di Gerloff, si sommano solo cedimenti di droidi protocollari che vanno in tilt.
Guardare e riguardare la gara per vedere se nei sorpassi ci sono più attacchi di chi passa o più cedimenti di chi subisce, è una delle cose da fare. Ma non questo week end. Ci sono cose molto più interessanti.

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara1 in Catalunya!

 

E’ un super week end Ducati vs Yamaha: chi vincerà più gare?

A livello di congiunzione astrale racing, ci apprestiamo a vivere un week end unico, con battaglie epiche.
Ma la cosa più clamorosa è che, a meno di colpi di scena, i colori protagonisti saranno solo due!

  • Bagnaia, Bastianini e colleghi (altri 6) contro Quartararo e Morbidelli (più o meno), in MotoGP.
  • Bautista e Rinaldi (ma c’è anche Bassani) contro Razgatlioglu, Locatelli e Gerloff in Superbike.
  • Aegerter e Baldassarri (ma le Yamaha sono infinite) contro Bulega e Caricasulo in Supersport (ci sono anche De Rosa e Bayliss).
  • Petrucci da solo contro Gagne, Petersen, Scholtz nel MotoAmerica Superbike (con tanto di titolo in palio).
  • Herrin (che ha già vinto il campionato) contro Rocco Landers nel MotoAmerica Supersport.

Con qualche piccola eccezione in MotoGP e Superbike (ci cono rispettivamente l’Aprilia di Espargaro e la Kawasaki di Rea), tutte le lotte che contano, vedono di fronte Ducati e Yamaha come protagoniste indiscusse.


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E clamorosamente, le battaglie  avverranno tutte in questo week end, data di “congiunzione astrale” di ben tre campionati importanti in cui, in quasi tutte le categorie, la casa di Borgo Panigale e quella di Iwata si scontreranno direttamente.
In un’occasione si assegnerà anche un titolo, quello del MotoAmerica Superbike mentre un campionato, anzi due, Ducati li ha già vinti e parliamo di titolo costruttori MotoGP e di titolo Supersport al MotoAmerica.
Yamaha, invece, favoritissima nel World Supersport,  dovrebbe aver già portato a casa il titolo costruttori nella Superbike Americana.

E’ il momento di un pronostico finale a livello di titolo costruttori e piloti ma, chi ha fretta, può già dedicarsi al bilancio del week end.
Chi vincerà più gare fra le ben 10 che si disputeranno? Di che colore si tingerà il podio, sul suo gradino più alto?
Di rosso o di blu?

Fate il vostro gioco!

Volete  seguire le gare? Sintonizzatevi sui canali social di Misterhelmet: Youtube, Facebook, Twitch, Twitter e Telegram per seguire le dirette live con il commento di tutte le gare del week end!

Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.

Supersport: Aegerter Gardner, Baldassarri e i gioco delle sedie musicali!

Nei prossimi giorni potrebbe anche risolversi tutto ma, al momento, la situazione di Aegerter è complicata

Fa già ridere che un pilota come Remy Gardner, Campione del Mondo Moto2 2021, dopo una sola stagione passata in MotoGP su una moto che ha già compromesso le carriere di Lecuona, Petrucci e forse anche Fernandez, sia costretto a ripiegare in Superbike, per di più su un team clienti.
Ma evidentemente per il Dio della Griglia e delle Selle non è abbastanza, perché l’arrivo di un pilota come Remy Gardner rischia di rovinare i piani di un altro pilota che in teoria in Superbike ci dovrebbe essere già.
Parliamo di Dominique Aegerter, campione del mondo Supersport, vincitore della Fim Cup MotoE (per fortuna non è un mondiale) e principale candidato al Mondiale Supersport 2022 nonostante la furbata pagata cara in pista a Most, quando ha commesso un fallo di “simulazione” (nelle moto fa molto ridere ma è successo anche questo), che lo ha visto punito con una squalifica per la gara successiva.

Dominique Aegerter con un contratto Yamaha in bianco che gli garantisce la Superbike ma senza un ingaggio trasparente e senza la possibilità di scegliere un team, sarebbe già stato assegnato al team GMT mentre vorrebbe andare come minimo nel team GRT che attualmente schiera Geroff (partito verso BMW) Nozane (destinazione chi se ne importa).

 



Lo Svizzero avrebbe fatto capire senza mezzi termini di non voler andare in GMT e di voler piuttosto rimanere in Supersport con il team attuale.
Gli Olandesi di Ten Kate, però, squadra attuale di Aegerter, sicuri che lo svizzero avrebbe fatto il salto, gli avrebbero già trovato un sostituto e si tratterebbe di Jorge Navarro il quale sarebbe anche meno esoso dello svizzero che attualmente (e va detto che li vale tutti), percepisce 200mila euro di ingaggio.

Ma perché Yamaha negherebbe la sella di GRT a Aegerter?
Prima di tutto perché la prima guida sarebbe Gardner. Secondo perché allo svizzero verrebbe preferito Baldassarri, che è colui che gli sta momentaneamente contendendo il titolo in Supersport.

Sembra il gioco delle sedie, quello in cui quando si ferma la musica qualcuno rimane in piedi.
Magari nei prossimi giorni la faccenda si risolve ma c’è la possibilità che Aegerter non riesca a sedersi su una SBK.
In Supersport le cose cambierebbero. Nel caso volesse, troverebbe posto in mezza giornata. Sempre se decidesse di accontentarsi e non fare cose strane come a Most.

Superbike, Magny Cours: Gara2 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Bassani. Rea perde la testa e dà una spallata a Bautista!

Razgatlioglu, Rinaldi, Bassani, Lowes, Rea, Redding, Locatelli, Gerloff, Baz e Lecuona. Finalmente Rinaldi e ottimo Bassani.
Gestaccio di Rea che perde la testa e butta fuori Bautista con una spallata.

E’ davvero un peccato che una gara bellissima con un meteo perfetto (a Magny Cours è cosa rara) verrà ricordata soprattutto per un gesto indecente, quello di Jonathan Rea, assolutamente non in linea con il livello della competizione e il blasone di chi lo ha compiuto. Una spallata netta, come se non bastasse l’entrata kamikaze, su un Bautista che lo aveva umiliato in Superpole Race e lo stava regolando senza problemi anche in Gara2. Deve essere stata la sensazione di impotenza dell’ex campione del mondo a spegnergli totalmente le luci ed a portarlo ad un fallo di frustrazione che sarebbe bene fosse sanzionato con qualcosa di più del long lap penalty assegnato in gara. L’entrata di Rea cambia le sorti di un campionato che altrimenti sarebbe stato chiuso e lo denota il ritardo che comunque i due contendenti soffrono nei confronti dello spagnolo di casa Ducati: 30 punti da recuperare per Razgatlioglu e 47 per Rea, che sarebbero potuti essere tranquillamente almeno 50 e 67.

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Chiuso questo passaggio squallido della giornata, rimane da raccontare una gara bellissima, vissuta sugli attacchi e le prodezze di un Bassani ormai pronto al passaggio in ufficiale e un Rinaldi che invece tiene duro e non vuole mollare la sella tutta rossa. RInaldi trova la forza di lottare per la vittoria e di non far rimpiangere il suo caposquadra. Dopo le numerose critiche, va detto, meritate, oggi è la sua giornata e nessuno gli toglie un secondo posto che vale vittoria.
Come spesso accade ultimamente, spumeggiante Bassani e implacabile (questa volta senza errori) Razgatlioglu.
Ridimensionato e piccolo piccolo, invece, un Jonathan Rea che soffre da inizio gara e delude sotto l’aspetto sportivo e umano. Non c’è niente di peggio che non saper perdere dopo che hai vinto così tanto.
Ma a far bene non sono solo i tre del podio. E’ buona anche la gara di Lowes, finalmente, nonché quelle di Redding e Gerloff. Peccato che siano tutti  troppo lontani da quello che conta. E’ una Superbike ai margini dell’impero che fa solo numero e non influenza quasi mai le cose che stanno per succedere. Mancando Rea e Bautista ci si aspetterebbe uno dei vecchi senatori a prendere le redini della gara. E invece ci sono due giovani. Forse è meglio così.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

Superbike, Magny Cours: Gara1 a Bautista, tutto cervello. Rea e Razgatlioglu vanno out. Redding e Bassani sul podio!

Bautista, Redding, Bassani Lowes, Gerloff Rinaldi, Locatelli, Oettle, Lecuona, Mahias!

Bautista, talento e cervello, Rea e Ratzga, out. Bassani nuova speranza italiana della SBK!

Se c’è un organo che rappresenta la Superbike di Magny Cours in gara1, non è il cuore e nemmeno il polso, ma il cervello.
E il cervello è quello di Alvaro Bautista che non parte in prima fila, sbaglia anche una marcia, ma rimane tranquillo e nonostante questo riesce a tenere il trenino dei primi.
Rea e Razgatlioglu si sfogano e sbagliano, vanno out e buttano via la gara. A niente serve il rimontone del turco perché i punti che prende addolciscono solo una pillola amarissima.

Lo spagnolo va a dormire con un vantaggio di 56 punti, tantissimi per una pista che in teoria non lo vedeva favorito. E questo succede perché ragiona, fa sfogare tutti, Redding incluso, e poi va a vincere comodamente una gara in merito alla quale pochi avrebbero puntato su di lui.
Due che hanno cuore, loro sì, e gli serve, sono Redding e Bassani, rispettivamente secondo e terzo. L’uomo BMW fa quello che può, e Bassani fa quello che deve: surclassare Rinaldi che purtroppo spreca ancora e vede allontanarsi il suo posto in Aruba.


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Il resto, diciamocelo, non è molto, perché la gara vive soo dei duelli al vertice e dei recuperi del turco.
Lowes, Gerloff, Oettle, fanno una gara generosa ma lontana da quello che conta. Così come generoso è Baz, che nella gara di casa cade quando sembra poter chiudere sul podio.
La curiosità è tutta alla gara Sprint. L’unica soluzione che può cambiare le cose. Sempre che in così pochi giri i soliti non facciano in tempo a sbagliare.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

Remy Gardner ripara in Superbike: non è più a piedi! Sistemati anche Gerloff e Aegerter!

Le selle sono poche, i soldi anche e bisogna sbrigarsi.
Gerloff  ed Aegerter si accasano e l’australiano, Campione del Mondo Moto2, rimasto improvvisamente a piedi in virtù dell’incomprensibile scelta di KTM, arriva anche lui in Superbike!

 

 


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Le selle sono poche, il periodo è quello che è e Remy Gardner e il suo manager non hanno perso tempo.
L’australiano, campione del mondo Moto2, correrà nel Mondiale Superbike in sella alla Yamaha del team GRT che attualmente schiera Gerloff e Nozane.
Il team GRT schiera sicuramente un’ottima moto ma avere Remy Gardner è davvero un colpaccio.
L’australiano sostituirà Garret Gerloff che approderà in BMW Bonovo.
Per quanto riguarda Dominique Aegerter, probabile campione Supersport e già campione MotoE, è molto plausibile il suo passaggio, sempre con Yamaha, nel team GMT94.

 

Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto!

Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto.

Parleremo di un evento triste, cercando di rendere onore ad una pista storica.

Il circuito di Brno (denominato ufficialmente originariamente circuito Masaryk dal nome del primo presidente cecoslovacco Tomáš Masaryk) è la sede storica del Gran Premio motociclistico della Repubblica Ceca ed è situato a 14 km a nord-ovest della località omonima della Repubblica Ceca (1 km dall’uscita 182 dell’autostrada D1). Era, perché da un po’ è uscito dal network delle piste iridate.


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Saltando tutta la parte degli anni 20, dell’inizio delle competizioni motociclistiche degli anni 50, continuate anche sotto il comunismo, dell’accorciamento della pista del 1975 e dell’incremento delle gare internazionali del Motomondiale, del Mondiale Superbike, del Campionato FIA GT negli anni 2000, dovuto suprattutto alla famiglia Abraham, divenuta proprietaria del circuito grazie alla passione di Karel, discreto mestierante (con valigia) di tante stagioni del Motomondiale e del Mondiale Superbile, rigorosamente su cessi a pedali, arriviamo alla recente crisi economica che ha visto sopprimere, a Brno, tanti eventi di tanti campionati iridati.

Vediamo al volo come è fatto il circuito adesso e come è stato negli anni.

Dicevamo, la crisi…
La verità è che la crisi c’è, ma c’è anche e soprattutto la crisi motivazionale dei proprietari, leader nella produzione di valvole cardiache ed apparecchiature elettromedicali, che però non hanno più un rampollo pilota.
E quindi, come tutte le multinazionali, stufi del giocattolo, diversificano.

Qui vediamo quanto abbiano contato gli Abraham a Brno, con questa immagine in cui AB Cardion è sponsor in un podio del Sic esattamente 11 anni fa.

Gli Abraham, avrebbero così deciso di far seguire al Circuito di Brno, lo stesso destino di Kyalami e Rio de Janeiro: villette. Non domani, perché l’Autodrom rantolerà ancora un pochino ma il progetto c’è anche se si lotta per salvare il tracciato.
Ne faranno villette in una Repubblica Ceca che forse è in crisi motoristica ma non in crisi edilizia.
Possiamo raccontarci la storia del Motorsport che non tira e tutte le menate buone e giuste, ma il fatto è che, questa volta, si tratta di concause. Alla famiglia interessano, giustamente, altre cose, e quindi il destino di uno dei circuiti più belli d’Europa, è legato a delle scelte imprenditoriali, almeno sensate, aiutate da un Europa che è contro il motorsport come dovrebbe essere.

Perdiamo quindi una pista che è un pezzo di storia…che seppure cambiando conformazione e venendo ridimensionata negli anni ha visto record di Rudolph Caracciola su Mercedes (nella prima conformazione), o del Principe Bira su Maserati (nel primo dopoguerra), ma anche di Gianfranco Bonera su MV Agusta 500 (nella terza nel 74), fino ad arrivare a Johnny Cecotto su Yamaha YZR500 nella versione 75-87) per chiudere con Ingo Gerstl su Toro Rosso in quella attuale (e partliamo di record assoluti), ma anche dei record di Pedrosa, Crutchlow e Marquez per le moto che interessano a noi. Una pista che è al secondo posto per campionati motociclistici disputati dopo il TT Circuit di Assen, dove ha corso praticamente qualsiasi cosa anche in un periodo nel quale, un paese del Patto di Varsavia come la Cecoslovacchia, faceva fatica ad aprirsi e questo tipo di eventi erano un’eccezione che portava una boccata di ossigeno ad un popolo, diciamolo, oppresso.

A Brno mi legano ricordi bellissimi delle prime stagioni all’estero, seguendo la Superbike, dove ho potuto incontrare gente completamente diversa da quella che avevo incontrato, nemmeno diciottenne, prima della caduta del muro. Diversa, ma rimasta identica nella passione per i motori, ancora una volta mutilata dal fatto che l’Europa non è più il cuore dei motorsport, non tanto perché manchino i soldi, quanto per il fatto che ha deciso di ucciderlo.

Ce la caveremo senza Brno? Ce la caveremo come senza Kyalami e senza Rio de Janeiro e senza tante altre piste che moriranno, ma di certo Most non la sostituisce degnamente, a meno che qualcuno non decida di farci degli investimenti seri.
Si cercano altri Abraham con figli piloti.
Altrimenti, siamo fottuti.

Mi dispiace per la brutta notizia ma magari, che ne so, se andate in Repubblica Ceca, riuscite a farci un ultimo salto.

Live argomenti estivi! Domande, risposte e un paio di news su Honda!

Una live estiva fresca in cui parliamo dei temi caldi dell’estate e di un paio di temi che riguardano Honda, fra cui la fraintesa news di Bassani.

Guardate il video su Youtube. Potete però seguire Misterhelmet anche su Facebook, Twitch, Twitter, e Telegram, sempre per le dirette!


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Circo Farlocconi: imbroglioni, energumeni e clown in Supersport!

Venghino siore e siori!
Al circo Farlocconi Supersport!!!
Un campionato Falsato per far vincere le R6 perché sono tante in griglia e altrimenti Yamaha si incassa!
Venghino siore e siori, ci sono le Ducati, le Triupmh e le MV Agusta tutte strossate che ogni volta gli cambiano l’erogassione!
Venite ad ammirare il pilota unico al mondo che fa finta per avere la bandiera rossa poi vualà… chiede scusa. Ammirate il pilota che pianze e poi fa strike e non gli fanno niente! Venite ad ammirare il manager che dà i schiafòni.
Ammirate la diressione gara che non ne fa una ziusta
Vengiono siore e siori al circo Farloconi Supersport!
Uno spetàcolo sabato e uno spetàcolo domenica.
Il circo Farloconi famoso in Europa
Venghino siore e siori… Più gente entra, più bestie si vedono!
Venghino siore e siori, prendino posto!

E potrei anche chiuderlo qu il pezzo, che quello che dovevo dire l’ho detto.
Nel campionato Supersport, che rantola mutilato, nato da un’idea geniale però applicata male, abbiamo tutto questo. Abbiamo moto che non possono vincere per un regolamento che le dovrebbe posizionare come moto del futuro ed evoluzione giusta del mercato, che non vincono perché Yamaha che invece è obsoleta, viene ancora favorita mentre le altre vengono strozzate. Ho già trattato questo tema in altri articoli e ve li linko.


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Poi c’è il tema di una direzione gara che non sa prendere le decisioni. Secondo qualcuno la bandiera rossa andava data, secondo altri no, ma è comunque troppo frequente vedere decisioni sbilanciate. Un pilota che simula e lo ammette, è vergognoso, è colpevole ma lo fa perché il sistema glielo consente. Lo fa perché sbagliando sente che c’è una direzione gara debole che forse può essere influenzata. Altrimenti non lo farebbe, tutto sto cinema. E lo fa perché è complice il suo team e sa che trova appoggio in quello che fa. Se il pilota avesse la certezza di prendere due schiaffi quando torna al box, certe cose non le farebbe. Non ci penserebbe nemmeno. Invece il video mi ricorda quella mia compagna di classe alle medie che ogni volta che veniva interrogata, andando verso la cattedra, sveniva. Perché glielo facevano fare.
E la cosa fa ridere, perché per quanto riguarda il caso specifico, Aegerter è un pilota fortissimo che non ha bisogno di fare entrate sporche, eppure le ha sempre fatte, e non ha bisogno di questi comportamenti tristi, eppure abbiamo visto cosa ha combinato nonostante fosse in super vantaggio nel mondiale.
Se perdesse il mondiale per questa cosa magari gli servirebbe di lezione. E gli servirebbe di lezione anche essere ignorato da Yamaha per la Superbike. Io fossi Yamaha, non lo vorrei un pilota simulatore. In un motociclismo in cui i piloti fingono di stare bene anche quando stanno male, pur di correre, abbiamo questo signore qui. Vabè. Con tanta gente che sta male e stringe i denti, abbiamo il furbacchione.
Ma la roba che fa ridere, è la punizione che gli hanno dato. Quella di barare e simulare è una cosa molto grave, più di un pilota che è scorretto con un altro, perché uno che simula non danneggia solo gli avversari, che è una cosa che sarebbe quasi più naturale, ma anche gente come i medici che è lì per aiutarlo. Sei un mascalzone.

Oltre alla brutta figura della direzione gara e chi comanda, ci fa una brutta figura anche dorna che sul sito WSBK tratta la cosa come una questione normale e Aegerter di mostra di non fregarsene un cazzo. Chiedo scusa a tutti e adesso mi concentro sul campionato. Così, come niente fosse. Ripeto: queste cose le fai perché senti di poterle fare e la comunicazione di Dorna tramite il sito WSBKte lo dimostra.

Eppure non è finita. In SS sabato è successo anche che un pilota, Oncu, fosse in crisi isterica. Non voleva correre e piangeva. Avrebbe preso 2-3 pattoni dal suo manager zio, Kenan Sofuoglu che lo avrebbe convinto col metodo Erdoghan, che sarebbe stato meglio per lui correre. Risultato? un bello strike da cui poi è nata la faccenda di Aegerter.
E al centro medico, testimoni due piloti presenti, avrebbe anche detto, Oncu, se mi squalificate lo rifaccio. Ora tutta questa cosa è tutta da verificare ma non penso che che mi sia venuto a raccontare questa cosa, più di uno, sia bugiardo… poi per cosa?
Dimostra che c’è un clima che consente di poter fare certe cose o per lo meno di poter pensare di farle e passarla liscia. Ed è il discorso di prima.
Non entro nel merito dei metodi educativi turchi perché non sono padre né sono manager di piloti ma sono stato insegnante e sono coach di vari sport e posso garantire che ci sono sport in cui tu carichi gli atleti in un modo (gli sport di forza, sport da combattimento, etc) e sport in cui tu invece l’atleta lo devi sì caricare ma anche tranquillizzare. E soprattutto non è possibile consentire un atteggiamento del genere con chi poi sale su una moto che fa 300 all’ora e può mutilare della gente.

Il caso di Oncu, suscita tenerezza. Manuel Puccetti mi ha spiegato che sente la pressione, si sente a tratti inadeguato e soffre i compagni di squadra. Bisognerebbe rassicurarlo invece che minacciarlo o sbatacchiarlo Poi ognuno faccia come vuole. E voglio continuare a pensare che Sofuoglu sia una delle cose migliori capitate alla superbike, fra i suoi titoli e la figura di Toprak come atleta, ok?
Quindi spero che ste cose non ci siano più.
Però tutte queste vicende che vi ho elencato, ditemi, vi sembrano normali? Fanno apparire la SS come un mondiale serio e sereno o come un circo in cui poi ci rimettono tante persone professionali che ci lavorano?
Ma ripeto, se il mondiale fosse gestito con fermezza e professionalità, sin dal regolamento, sarebbe diverso. E invece, a a partire da quello, è il circo Farlocconi.