Superbike, Navarra, gara1: fra la noia e le buche vince Redding su Rea e Ratzgaglioglu!

Redding Navarra

Nella pista definita come la più brutta del mondiale (Magny Cours è una combo a parte ma non ha queste buche), va in scena un round Superbike senza la Supersport 300.
La gara è soporifera, a dir poco. Vince Redding e Rea tampona l’emorragia di punti, chiudendo davanti a Ratzgatlioglu.
Il resto non esiste perché o è tutto uguale, o conta poco.
Da salvare la prestazione di Locatelli. Da segnalare la sedazione di Gerloff e Rinaldi, che invece sembravano essere i prospect più promettendi del campionato. L’americano è l’ombra di se stesso dopo il cazziatone seguito all’incidente con Ratzgatlioglu (gli hanno assegnato anche uno psicologo), mentre Redding sembra avere quasi paura del rosso che indossa.
Davvero a Navarra, almeno per quanto riguarda Gara1, non c’è nulla da rilevare.

Minicronaca
Al via Redding passa in testa e resiste 5 curve. Poi sbaglia, lascia passare Rea e rischia anche di stendersi sul cordolo per rimediare.
Bene Locatelli e Razgatlioglu, che precede Lowes, Sykes, Mahias e Davies.
Con Redding ripassato in testa, a meno 14 dal termine, vola out Bautista mentre Rinaldi, a malapena in top ten, è l’ombra di inizio stagione.
Lui e Gerloff sono in calo e l’americano sembra irriconoscibile, quasi castrato elettronicamente.
In gara, succede poco o niente.
L’ultimo giro vede Redding davanti a Rea, Razgatlioglu, Locatelli, Lowes, Sykes, Van der Mark, Bassani, Gerloff e Rinaldi a chiudere i 10.

Pagelline

Redding
Risveglio tardivo. Dà l’addio alla Ducati e va in una BMW con cui questi risultati non li otterrà mai.
Oggi però, vince lui.
Voto 10

Rea
Il secondo posto sa di sconfitta ma solo a metà, dato che il britannico allunga su Razgatlioglu, suo unico avversario per il campionato. Rea ha capito che sulle piste rischiose, devono rischiare gli altri.
Voto 9,5

Razgatlioglu
Non è della partita. Semplice. Però è lì a limitare i danni.
I campionati si vincono (o ci si prova) anche così.
Voto 9

Locatelli
E’ il rookie più in forma. Non si discute.
La moto e la squadra, lo aiutano.
Voto 8,5

Lowes
La seconda Kawasaki è sempre abbastanza lontana dalla prima
E’ un classico. Non vedremo mai Lowes davanti a Rea.
Voto 7,5

Sykes
In partenza anche lui dal team ufficiale… eppure se BMW ottiene qualcosa, è grazie all’ex campione del mondo, che almeno in qualifica fa vedere belle cose. Contenti loro…
Voto 7,5

Van der Mark
Un’altra gara anonima da parte del pilota che è ritenuto il futuro di BMW. Rimaniamo ad aspettare.
Voto 7,5

Bassani
Lotta e sta davanti anche alla Ducati ufficiale di Rinaldi e a quella semiufficiale di Davies. Sorvegliato speciale.
Voto 8

Gerloff
Non per essere complottisti, ma appare castrato dai cazziatoni post incidente con Raztgatlioglu. Dotato di psicologo, appare sedato.
Qualche sospettoso potrebbe pensare anche ad una centralina “smussata”.
Voto 7

Rinaldi
In fase down, con prestazioni in crollo, ecco Rinaldi, che sembra vivere l’ufficialità più come una pressione che come un premio.
Voto 6

 

Superbike, Most: Redding vince gara2, poi Razgatloglu. Rea incassa colpi pesanti!

Redding Most

Scott Redding torna competitivo e vince una gara importantissima per lui e per Ducati nel w.e. che sancisce una tre giorni no per Rea che rimane in testa ma di soli tre punti.
Il britannico vince anche un sì per una proposta di matrimonio che fa sul podio alla sua fidanzata e quindi tutto ok per lui.
Un po’ meno per Razgatlioglu che potrebbe lasciare l’Est Europa con la leadership della classifica e invece deve ancora inseguire anche se da molto vicino.
Male Rea, che fa uno zero e prende tante sberle come mai ne ha prese. Sorpassi, errori e distacchi a fine gara che non si possono chiamare con nessun nome se non con “crisi”. Momentanea? Come si vuole, ma il week end è di quelli brutti e la consolazione del traguardo dei 200 podi, raggiunta e superata, non è sufficiente.
Vi sembra strano che un pilota che sale sul podio si debba ritenere insoddisfatto? Sì, se si parla del super cannibale.
Il resto non esiste e si salva poco poco. Rinaldi è l’ombra di quello che è stato a Misano, purtroppo quasi solo lì, Locatelli è la cosa più bella fra le novità, e Gerloff sembra autocontenersi per non fare ulteriori casini da eccesso di foga.
E per quanto riguarda Most come pista, è solo un miracolo che le cose siano andate tutte lisce. Una pista pericolosa, mal servita e male organizzata che ha di peggio solo in quella del prossimo round, ossia Navarra. La Superbike sembra veramente un insediamento ai margini dell’impero del quale diventare il re rischia di essere sempre meno prestigioso.
Ah, la top ten all’arrivo: Redding, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Rinaldi, Lowes, VDMark, Gerloff, Sykes, Bautista.

Pagelline
Redding
Il britannico si toglie dagli impicci e vince una gara che si merita al 100%. Gli serve per contrattare con Aruba che ha in Bautista e Petrucci due valide alternative.
Poi si inguaia con la storia del matrimonio ma, va bene così.
Si scherza eh!
Voto 10

Razgatlioglu
Il turco assaggia la leadership ma la deve rimandare.
Se Rea è davvero in crisi, lo vedremo presto. Di sicuro il turco è l’unico ad avere la costanza che lo può veramente spodestare.
Voto 9,5

Rea
Se non sono schiaffi e facciate quelle di Most, diteci cosa sono.
Ok i podi, ok le rimonte, ma questo non è il Rea che ci si aspetta.
Vediamo se è crisi.
Voto 7,5

Locatelli
Insieme a Gerloff è lui la cosa buona della Superbike.
Most gli piace? Non lo sappiamo ma va alla grande.
Voto 8,5

Rinaldi
Con gli altri in crescita, lui cala un po’. E la cosa, nel week end della redenzione di Redding, risalta.
Voto 6,5

Lowes
Veramente ci si chiede come Kawasaki possa ritenerlo un top rider.
Lowes almeno oggi fa il compitino.
Voto 7

Van Der Mark
La miglior BMW in pista lotta per rimanere nei 10.
Ricordiamoci degli articoli pre campionato.
Voto 6

Gerloff
L’americano sembra quasi fermarsi e contenersi per non fare fesserie e non farsi sgridare. Peccato perché potrebbe fare di più. Voto 6

Sykes
Il volto della felicità prima della gara… della sofferenza, dopo.E’ veramente il sacrificio sportivo di un uomo.
Voto 6

Bautista
Lo spagnolo deve avere uno di quei calendari dell’avvento con il conto alla rovescia che lo separa dalla libertà nei confronti di Honda. Una roba che fa male il cuore a vederla. HRC avrebbe dovuto spaccare… e invece ha rotto.
Voto 6

Petrucci e Fernandez: il pasticcio KTM, la proposta assurda e gli incroci con la Superbike!

Petrucci

Il film che incrocia MotoGP e Superbike inizia con Lecuona che piange per aver scoperto in modo “rustico” che è fuori da KTM, la quale silura anche Petrucci. Nessuna novità eh, ci mancherebbe. Tutti sapevano che sarebbe andata così.
Ma non è un film drammatico, dato che è quasi un film comico.

Raoul Fernandez ha firmato con KTM senza firmare, e non è contento.
A detta di un tecnico motogp “sembrava un cane tirato per il guinzaglio perché non vuole andare dal veterinario” e da giorni cerca di resistere.
Le offerte di Petronas, che non vedeva l’ora di pagare la penale di 500mila euro dato che con la partenza di Vinales risparmia molto di più, non han fatto altro che allarmare KTM e spingerla al gesto atipico.

Se la volete sapere tutta, gli austriaci hanno fatto il comunicato senza la firma di Fernandez. Mossa molto spregiudicata.

Ma la cosa più ridicola riguarda Petrucci.
Mentre Lecuona lo hanno lasciato piangere (vabbé), per Petrucci sono arrivate le scuse televisive con la promessa di proporgli ancora qualcosa da fare insieme.
Non è un modo di dire, KTM è veramente in una condizione di imbarazzo politico e non capiamo perché, dato che una casa può decidere quello che vuole.
Resta il fatto che, non è uno scherzo, e vi preghiamo di crederci: a Petrucci è stata proposta la Parigi-Dakar. 
Lo so che passeremo ancora da visionari ma tanto, ormai…
Per quanto riguarda le altre possibilità residue di Petrucci, sfumata l’opzione Aprilia (ci va Vinales), è ridotta al lumicino anche  l’opzione Petronas. Stigfeld vorrebbe il pilota ternano ma Razali punterebbe su altro. Per quanto riguarda jarvis… sembrerebbe essersi chiamato fuori, il che vuol dire che non  interessato.

In merito all’incrocio con la Superbike, Petrucci è in trattativa con Aruba ma se la gioca con un duo.
Ducati per la Superbike sta parlando anche con Redding e Bautista.
Lo spagnolo è veramente vicino a Ducati anche perché sarebbe andato ad offrirsi a basso ingaggio, mentre Redding, nel caso, potrebbe andare in Honda al suo posto.
Spettatore c’è proprio Petrucci che però, come costo, sembrerebbe fuori gioco.

Razgatlioglu batte Redding! Rea out e più vicino agli inseguitori!

Razgatlioglu Most

Razgatlioglu, Redding, Locatelli, Rinaldi, Bassani, Gerloff, Bautista, Haslam, Sykes e Fritz.
Questi i dieci al traguardo in gara1 a Most… e mentre il tedesco chiude la top ten, il turco riapre il mondiale perché Rea si impegna al massimo per uno zero che più zero non si può.
Per il resto, la gara vive sul duello Razgatlioglu/Redding  con il turco che annulla il vantaggio motoristico della Ducati a suon di traiettorie mocidiali… ma la notizia più importante è che Dorna ha deciso di uccidere definitivamente la Superbike facendola correre su un tracciato indecente e pericoloso. Le esternazioni di piloti, team manager e addetti ai lavor? Sminuite e ignorate. Stile Dorna.

Minicronaca
Out subito Nozane e dopo un paio di giri anche Davies e Lowes mentre la gara la fa Redding, terzo che gode fra i litiganti Razgatlioglu e Rea.
Al giro 13 anche rea paga il suo tributo e va nella ghiaia per poi ripartire.
Redding, Razgatlioglu, Locatelli, Rinaldi, Bassani, Gerloff, Bautista, Haslam, Sykes e Fritz, wild card su Yamaha Yart, che precede proprio Rea caduto.
E mentre Rea va out definitivamente con un brutto crash, Razgatlioglu passa Redding che però si riprende la leadership in rettilineo.
Il britannico non dura e nonostante lo strapotere motoristico della sua rossa, cede alle traiettorie fantastiche di Toprak.
Cose turche che valgono la gara.

Razgatlioglu, Redding, Locatelli, Rinaldi, Bassani, Gerloff, Bautista, Haslam, Sykes e Fritz. Mentre il tedesco chiude la top ten, il turco riapre il mondiale.

Pagelline

Razgatlioglu
Un concentrato di zucchero come quello dei dolci che vendono per le strade di Ankara. Oggi qui non è affrontabile.
Voto 10

Redding
Gli soffiano la gara.
La Ducati non basta a colmare il gap di talento con il turco ma va bene anche così.
Voto 9,5

Locatelli
Sorprendente come gli italiani dell’atletica, ci piace pensare che abbia vinto un bronzo.
Voto 8,5

Rinaldi
Oggi non va. Gara non da Ducatista ufficiale. Si attende un appello anche se comunque il risultato è positivo.
Voto 7

Bassani
Meglio, molto meglio, della solita top ten.
Anche aiutato da alcuni out, ma non c’entra. La gara è di quelle buone. Il pilota, lo sappiamo, anche.
Voto 7,5

Gerloff
L’americano è buono a tratti. A tratti valido, a tratti spento.
Voto 6

Bautista
Meglio di Haslam ma appena appena. Quanta voglia avrà ancora lo spagnolo? Sembra ancora interessato a lottare ma quanto durerà?
Voto 6

Haslam
Anche lui, compitino.Pensatela come volete ma questa non è HRC.
Voto 6

Sykes
Chissà quanto è stufo, Sykes, di essere la promessa delle qualifiche e il favorito pre campionato per poi far gare di questo tipo.
Voto 5

Fritz
L’amico Fritz, come dice chi non è più un ragazzino, stupisce anche chi scrive, che mai lo avrebbe immaginato nei dieci.
Fa decimo su una buona moto perché per lui è la wild card della vita. Non gliela cambierà un decimo posto ma almeno combina qualcosa di buono. In attesa le prestazioni di domani per capire se è un turista per caso o uno che può davvero dire la sua.
Voto 7

Misterhelmet querelato ma ci sono tante “dimenticanze e coincidenze”!

Corsedimoto

Il sito Corsedimoto ha diffuso una news pubblicata dal sito www.mattiapascal.com che afferma che nei miei confronti è stata proposta una querela.
SORPRENDENTEMENTE però non viene precisato che è stato lo stesso Paolo Gozzi, direttore di Corsedimoto a querelarmi . Se ne è dimenticato.

Il  GUP ha disposto il rinvio a giudizio per un processo tutto da iniziare e NON SONO STATO CONDANNATO.
Faccio notare che la querela è stata proposta subito dopo la mia richiesta di essere pagato per la collaborazioni con il suddetto sito.

PER QUESTA VICENDA PAOLO GOZZI, DIRETTORE DEL SITO CORSEDIMOTO, E’ INVECE GIÀ STATO CONDANNATO DAL TRIBUNALE IN VIA DEFINITIVA CON SENTENZA N 81 DEL 2020 ED HA GIA’ EFFETTUATO IL BONIFICO.
ANCHE DI  QUESTA COSA NEL SUO ARTICOLO, SI E’ DIMENTICATO.

PUÒ SEMBRARE UNA COINCIDENZA MA QUESTE COSE SUCCEDONO CON SINGOLARE TEMPISMO ALLORCHÉ SI RACCONTA LA VERITÀ, VERITÀ CHE SARÀ DIMOSTRATA ANCHE NELLE OPPORTUNE SEDI GIUDIZIARIE.
TERRÒ TUTTI AGGIORNATI DELL’ULTERIORE SÈGUITO.
BUONA LETTURA.

 

 

 

Mattia
Mattia

 

Corsedimoto
Corsedimoto


La tentata truffa ad Althea Racing. Compagnia aerea e petrolieri. Ad un passo dal colpaccio!

Althea Fly

Pensate che certe cose esistano solo nei film tipo Ocean’s Eleven (e tutto il resto della saga) oppure nei libri gialli o di spionaggio?
Nemmeno per idea.
E’ di qualche anno, ma è stata rilasciata solo in questi giorni sotto forma di intervista ESCLUSIVA voluta da Genesio Bevilacqua, la storia della tentata truffa al team Althea Racing, sfiorata di poco qualche anno fa quando il team di Civita Castellana aveva appena vinto il mondiale Superbike.
Genesio Bevilacqua, prodigo di aneddoti, dettagli e dati, ha raccontato come faccendieri, principi, petrolieri e… agenti segreti, siano stati “abbastanza vicini” a truffare la squadra di Bevilacqua e altri malcapitati, cosa che è poi successa anche alla società calcistica Internazionale.

Il video dura un po’ ma ci sono così tanti dettagli che forse val proprio la pena valutare per capire quali cose strane possono succedere!

 



Assen, gara2: Rea vince il gioco del Loca e prende il largo!

Rea Assen 2

Gara 2 ha un’unica emozione. Il conto alla rovescia che vede protagonista Rea nella sua caccia a Locatelli, eroe positivo di giornata. Che Johnny debba vincere, si sa, ma tutti guardano golosi la gara del rookie italiano., sperando un qualcuno che sparigli le carte anche se sanno che non succederà
Eroe negativo, invece, Garret Gerloff, che paga mediaticamente carissimo un normale errore di gara sbagliando a tirare giù proprio il collega al momento più amato in quanto unico antagonista di Rea., quel Razgatlioglu che vede riallontanarsi una vetta che fino a sabato era sua.
Crocifisso l’americano, che invece fa un errore normale, per quanto pesante, e che andrebbe invece valutato per quello che fa di buono, tutte le volte.
Inutile il resto, perché Redding non colma nessun gap e tutti gli altri non fanno niente di che. Si salva, almeno questa volta, Alvaro Bautista, che finisce una gara e la finisce bene., mentre Davies prende coscienza del fatto che i podi e le vittorie che si era promessi a inizio campionato, rischiano di essere un miraggio.
Con Rea dominatore predefinito e Locatelli rivelazione, ci dobbiamo accontentare.

Minicronaca della gara
Al via di gara2 in testa ci va Locatelli dopo che Gerloff tocca Razgatlioglu e lo butta fuori.
Lo segue Rinaldi, poi Lowes, Redding, Van Der Mark e Rea favanti a Sykes, Davies, Bautista e Mercado che chiude i dieci.

La gara scivolas sulla rimonta di Rea che arriva alle spalle di Locatelli mentre alle sue spalle le Ducati Aruba si annullano e consento l’arrivo di Davies.
A meno 10 Locatelli è ripreso e in seguito passato anche da Redding. Il bergamasco però non si arrende e prova ancora ad entrare su Redding.
Mentre Sykes si annulla e Rinaldi piomba in ottava posizione, finisce gara due di Assen in cui Rea vince facile facile la terza gara in due giorni.
Rea, Redding, Locatelli, Davies, Bautista, Van Der Mark, Lowes, Rinaldi, Bassani e Haslam a chiudere i dieci.

 

Pagelline

Rea
Dominatore totale e assoluto. E sembra anche prendersela comoda.
Voto 10

Redding
Fa secondo ma non colma nessun gap. Oggi è evidente che non può vincere nessun campionato. Non senza stravolgimenti esterni.
Voto 9

Locatelli
Va sul verde e butta via un podio in Superpole Race, ma si rifà con gli interessi. Quello che gli succede, se lo merita tutto.
Voto 10

Davies
Si rifà alla grande… o quasi. Ma la verità è che non può essere contento. Ad inizio stagione si parlava di vittorie e podi. Dove sono?
Voto 7,5

Bautista
Porta a casa un quinto posto per il quale, siamo sicuri, firmerebbe ogni volta. In gara 2 rimane tranquillo e non butta via. Cresce di esperienza, nel finale.
Voto 7,5

Van der Mark
Gara di casa non molto fortunata. Ma gli è andata anche peggio nel week end. Lascerei perdere i propositi di vittoria.
voto 6

Lowes
La distanza fra Rea e Lowes. Questo bisgna quantificare.
Voto 6

Rinaldi
Lotta, lotta, poi piomba nel mare dei problemi.
Voto 5

Bassani
UN po’ meglio che decimo… però la matricola non riesce a fare quello step. Sia chiaro, va già bene anche così.
Voto 6,5

Haslam
Pigro e sonnecchioso, fa il suo mestiere. Ormai la sensazione è che timbri il cartellino.
Voto 5

Assen: ancora Rea davanti a Redding e Razgatlioglu. Il resto è noia!

Gara1 di Assen, accorciata dalla red flag per l’incidente di Jonas Folger, offre un risultato comunque intero e corrispondente alla realtà perché a giocarsi il podio sono gli unici a sembrare piloti professionisti. Rea, Redding e Razgatlioglu.
Il resto della griglia è formata da promesse e rider in declino che ormai sono il ricordo sportivo di quello che furono.
A stupire c’è Gerloff, che parte ultimo e arriva sesto con una rimonta interrotta dalla bandiera, e i due italiani Locatelli e Bassani. Il resto è delusione. Da Sykes a Davies, passando per Haslam e Bautista.

Minicronaca della gara
In super pole il risultato è questo: Rea, Razgatlioglu, Redding, Rinaldi, Lowes, Folger, Locatelli, Haslam, Van Der Mark, Bautista.
NQ Sykes e Gerloff…

Al via quelli forti nelle prime curve sono Razgatlioglu e Rinaldi.
Malissimo Davies che si trova ventesimo fino a che Bautista fa un volo da paura. Va subito fuori anche Lowes e poi Rinaldi nella stessa curva di Bautista.
A stupire, chiaramente anche grazie ai tanti out, è Locatelli che è quarto in lotta con Van der Mark…mentre fa paura Gerloff che partito ultimo si trova in ottava posizione.
A metà gara il duello vero è quello fra Redding e Razgatlioglu, il che favorisce l’allungo di Rea, orrmai avanti di quasi un secondo.
Folger va out e c’è preoccupazione. Red flag e gara finita.
Viene interrotta qualche rimonta ma, questo è sicuro, va tutto come è giusto che vada.Rea, Redding, Razgatlioglu, Van Der Mark, Locatelli, Gerloff, Sykes, Haslam, Davies, Bassani.

Pagelline

Rea
Qui fa quello che vuole e lo va come vuole.
Niente altro da aggiungere.
Voto 10

Redding
Lotta senza paura e rischia qualcosa ma porta a casa un secondo posto. Appare insoddisfatto ma più che lamentarsi di non aver preso Rea causa red flag, dovrebbe essere sollevato per non aver dovuto gestire Razgatlioglu.
Voto 9

Razgatlioglu
Il terzo posto può anche star bene, ma nessuno mi toglie dalla testa che avrebbe potuto essere comodamente secondo.
Voto 9

Van Der Mark
La classifica dice podio, il foglio dei tempi dice che Locatelli forse avrebbe potuto raggiungerlo e lottare con lui.
Voto 8

Locatelli
Bellissima gara. Favorita da qualche ritiro, ma comunque ineccepibile. Locatelli è una delle cose più belle di questo campionato.
Voto 8,5

Gerloff
Da ultimo a…sesto. E chissà cos’altro avrebbe potuto combinare senza bandiera. Ma va davvero bene anche così. L’americano è un asso.
Voto 9,5

Sykes
Il britannico fa una gran fatica. Oggi non è proprio la sua giornata.
Voto 6

Haslam
Almeno lui finisce in piedi, ma è più facile se non spingi davvero.
Horror Honda.
Voto 6

Davies
E’ evidente che i progetti di vittoria, podio e piazzamenti di rilievo, sono da abbandonare.
Voto 5

Bassani
Oggi l’italiano perde un’occasione. Quella di fare qualcosa in più.
La gara è comunque buona e lui rimane uno dei migliori prospect in griglia.
Voto 6,5

Carlos Checa: intervista del decennale del titolo. Sassolini dallo stivale e consigli per Ducati e WSBK!

Moto dei Miti Decennale

Nell’evento per il decennale della vittoria Mondiale di Carlos Checa e Althea su Ducati a Moto dei Miti, il mega museo storico ed emozionale creato da Genesio Bevilacqua, come presentatore dell’evento non ho potuto fare il Misterhelmet e fare le domande “giuste”. Non ce n’è stato bisogno.
I sassolini dalla scarpa sono saltati fuori con aneddoti, storie e racconti, oltre a dichiarazioni che ci hanno spiegato come ha fatto una squadra privata che è diventata ufficiale l’anno dopo aver vinto, a portare a casa un mondiale che dopo dieci anni Ducati non è ancora riustita a ripetere. E soprattutto come ha fatto Carlos Checa che in carriera non aveva mai vinto un mondiale e che in partenza i book makers davano 51:1, a battere Max Biaggi e Marco Melandri, che invece erano le Superstars predestinate del campionato delle derivate di serie. Il tutto con una struttura privata di un team che quell’anno si era pagato una moto in cui Ducati aveva detto esplicitamente di non credere, dato che pensava ad altro.

Alla fine Carlos Checa è sempre un gentleman ma questo non significa che le cose non abbia voglia di dirle.

“Ducati non ha creduto in questa moto e ci ha lasciati soli ma noi abbiamo vinto lo stesso. Forse quel mondiale avrei potuto vincerlo anche un anno prima nel team ufficiale, se ci avessero creduto, ma va bene anche così”.
E’ una consapevolezza maturata nel tempo, quella dell’unico spagnolo ad aver vinto un mondiale Superbike, che deve aver capito come giravano le cose dopo averle guardate a freddo e da lontano, anche aiutato dagli eventi che sono seguiti.

E’ un analista, “El toro”. E da lui arrivano un paio di macigni su Ducati e sul mondiale Superbike.
Nell’intervista trovate le risposte alle domande:

Come mai la Superbike è in declino?
Quali sono le colpe?
Chi sono gli eredi di Jonathan Rea e come mai il nord irlandese ha ucciso la Superbike?
Chi è il pilota ufficiale giusto per Ducati MotoGP?
Cosa bisognerebbe fare per risolvere i problemi di Ducati?

Ma se pensate che Carlos sia il pilota che si presta alle polemiche e si fa manipolare solo perché è facile lasciarsi lusingare e trasportare nel giorno della sua festa, vi sbagliate.
La ricetta per Ducati, ce l’ha: deve provarla uno bravo ma… non lui. Insomma del tutto fuori sincrono rispetto agli sparasentenze che tanto fanno comodo agli acchiappaclick di oggi.
Forse è per questo che Carlos Checa è old school, nel senso buono, ed è anche per questo che forse, in un mondo che ha dimenticato le cose concrete, lui è il suo team sono stati gli ultimi a vincere in un certo modo.

Donington, Gara2: Razgatlioglu domina, Gerloff e Sykes sul podio. Rea si annulla, Ducati lontane!

Razgatlioglu2

Gara 2 a Donington è noiosa dal punto di vista tecnico ma segna un punto di svolta in classifica.
Jonathan Rea non è più l’uomo più in forma del circus. C’è un fuoriclasse confermato e si chiama Razgatlioglu. Al di là di come finirà, in questo momento il turco è l’uomo di ferro. E non serve nemmeno che lo faccia pesare perché sono gli altri a farsi da parte.
Nell’elite entrano anche Gerloff e BMW che, seppur momentaneamente e grazie a Sykes, vede un po’ di luce.
Buio totale, invece, per Ducati. Così buio che le bolognesi dovrebbero correre con la livrea nera. Non è tanto il perdere, che è scandaloso, quando l’effetto resa che si respira. Mancano troppe gare per poterla vivere così male fino alla fine. E mentre Rea inizia a soffrire per l’ingordigia di non voler capire di non poter essere sempre primo, altri con la sofferenza non hanno mai smesso. Honda continua a rantolare e il resto della griglia è praticamente inesistente. E’ un mondiale fatto da 6 moto, solo un paio delle quali in grado di vincere.

Mini Cronaca
Al via in testa rimane Rea ma è Razgatlioglu che parte come solo lui sa fare, sgomitanto subito con Sykes e Haslam, ormai ex padroni di casa. E’ incisivo anche Redding, nei 10 sperando che non esagera come nelle ultime uscite.
Al terzo giro Razgatlioglu è pronto per infilare Rea. Lo fa comodamente e prende già qualche metro.
Dopo sette giri, davanti è ancora tutto uguale mentre è crollato Haslam, ormai a rischio top ten.
Al giro 12, Rea impiccatissimo va out e riparte ventesimo.
Con Razgatlioglu in fuga e Gerloff saldamente secondo, fra Sykes e Redding inizia un duello per il terzo posto che finisce dopo due curve. L’uomo Ducati lo raggiunge ma sbaglia e deve rinunciare.

Razgatlioglu, Gerloff, Sykes, Redding, Van der Mark, Lowes, Davies, Rinaldi, Haslam Bautista.
Finisce così.

Pagelle

Razgatlioglu
E’ quello che ne ha di più, forte del rinnovo e della fiducia che tutti hanno di lui. Quella in se stesso, invece, mai mancata. Un fuoriclassa in pista e fuori. Al momento, nessuno è come lui.
Voto 10

Gerloff
Ha pazienza e raccoglie i frutti. Se qualcuno gli spiegasse bene che per lui c’è un futuro da star, forse sprecherebbe meno.
O forse no… ma va bene così.
Voto 9,5

Sykes
Si merita il podio e anche qualcosa in più. E’ lui quello che mette una pezza alle mancanze di BMW che sembrano risiedere più nella gestione che nel mezzo tecnico. Sykes è sempre positivo e raccoglie frutti meritati.
Voto 9,5

Redding
Gara positiva ma non da contendente al titolo. E’ evidente, comunque, che è proprio Ducati che qui è persa.
Voto 8

Van der Mark
E’ uno di quelli che a Donington sa vincere. Eppure non è nemmeno l’ombra del suo compagno di squadra.
Voto 6

Lowes
Si  deve stendere Rea, ingordo, per vedere Lowes prima Kawasaki al traguardo.
Voto 6,5

Davies
Credo che ormai sia chiaro che non ha il pacchetto per vincere, anche perché qui Ducati manca in generale.
Voto 6,5

Rinaldi
Subisce e sparisce… ai margini della top ten. Le luci di Misano sono ormai spente.
Voto 5,5

Haslam
Forte al via poi cala. Cala Honda e cala anche lui che fisicamente non sembra al top.
Voto 5,5

Bautista
Come sopra. Sofferenza tecnico fisica. Forse Honda chiede davvero troppo ai suoi.