Assen Superbike: World Ducati Weekend. Dominio rosso con Bulega, Lecuona e Lowes!

Bulega ne vince tre davanti a Lecuona e Sam Lowes. Si tratta della tredicesima vittoria di seguito per l’italiano e ricaccia nel baratro il doppio zero olandese del 2025, quello che, di fatto gli aveva fatto perdere il mondiale.
In gara due, sei ducati nelle prime sei posizioni, sette nei dieci.
Uno strapotere mai visto. Agli stessi le stesse posizioni del podio, alle altre case, nemmeno le briciole. Non c’è partita.

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Tre gare fotocopia, anche noiose, a dire il vero, che però ribadiscono una cosa fondamentale: lo spettacolo e il dominio tecnico spesso sono agli antipodi ma è spettacolo anche una superiorità così schiacciante e ineluttabile. Anche un dominio, può essere bello, a modo suo, anche se chiaramente dipende se lo si pratica o lo si subisce.
Bulega è padrone assoluto della faccenda, almeno fino a qui, Lecuona è arrivato per restare e crescere, e il resto, qualunque binomio sia, vede uno dei termini targato Borgo Panigale. Possiamo anagrammare le Ducati, inserirci una Yamaha o una Bimota… magari una BMW ogni tanto, ma sappiate che in top ten avremo un dominio rosso. E da qui alla fine della stagione, poco cambierà. Per ora nemmeno i bilanciamenti stanno bilanciando granché.

Una volta detto questo possiamo applaudire Montella e Bautista, che col team Barni fanno il possibile, così come fanno Baldassarri e Surra per GO Eleven e Motocorsa, possiamo constatare che Sam Lowes e suo fratello a volte possono anche non cadere, che Vierge e non più Locatelli è la salvezza (si fa per dire) di Yamaha, ma non c’è molto altro. Bimota e BMW compaiono e scompaiono facendo fatica, le Honda e le Kawa non esistono e tutti i piloti sono altalenanti.
Tutti tranne gli uomini Aruba che devono guardarsi dietro solo per la curiosità di capire chi c’è a inseguirli, da molto lontano, va detto, volta per volta.
Le gare sono facili da raccontare: Lecuona e Bulega si annusano un po’ con Sam Lowes a fare da terzo incomodo.
Poi l’italiano se ne va, lo spagnolo insegue e l’inglese cede. Ad assen, nel World Ducati Weekend anticipato, è andata così tutte e tre le volte.
E altri week end simili seguiranno.
Il tema/faccenda/problema del forcellone Ducati? Un po’ di pepe da spiegare e chiarire. Se è una issue o un qualcosa di preoccupante, sarà da capire. Dalle classifiche, per ora, emerge solo dominio rosso con diverse sfumature.

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Lecuona, intervista ESCLUSIVA! MotoGP, KTM, Honda e altri segreti, fino a Ducati!

Iker Lecuona è arrivato in Ducati Aruba dopo anni travagliati in Honda Superbike, preceduti da un’esperienza MotoGP con KTM in un momento in cui le arancioni non erano affatto competitive. Stesso destino, quasi lo stesso percorso di Petrucci, di cui è diventato amico. Iker è uno morbido, gentile, sempre positivo e molto professionale. Questo però non significa che non si tolga dagli stivali tutti i sassi che ha. MotoGP, KTM, Honda, Ducati, Pirelli, Michelin, il paddock SBK e MotoGP, le sue aspettative, le cose che andrebbero migliorate e infine un pronostico totale! 45 minuti di intervista. Cosa volete di più?

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Nicolò Bulega risponde a tutto! Intervista senza pietà!

Abbiamo chiesto a Nicolò Bulega tutto.
Superbike, MotoGP, Ducati, avversari, pressione e futuro.
Gli abbiamo chiesto pronostici, opinioni dirette e risposte senza filtri.
Ne sono usciti 50 minuti veri, intensi, senza giri di parole.

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Balaton Park: Toprak 3 volte con distacco! Come Marc Marquez, a volte di più!

Balaton Park offre spettacolo, sì, ma in due step. Davanti c’è Toprak Razgatlioglu, poi Bulega ma nemmeno sempre, e poi altri che sgomitano molto lontani. Come in MotoGP l’attesa è tutta per il turco. E ogni giorno c’è la curiosità di capire di quanto sposterà l’asticella. Aritmeticamente ci siamo ancora ma forse il mondiale si è chiuso oggi. Lo so che 27 punti di vantaggio non sono nulla ma quanto visto in pista oggi, a meno di stravolgimenti esotici, fa pensare diversamente.

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Gara1: Razgatlioglu, Bulega, Bautista, Locatelli Petrucci, Alex Lowes, Montella, Vierge, Gerloff, Bassani.
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Superpole Race: Razgatlioglu, Sam Lowes, Bautista, Locatelli, Vierge, Bassani, Vickers, McKenzie, Rea
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Gara2: Razgatlioglu, Bulega, Sam Lowes, Petrucci, Locatelli, Alex Lowes, Vierge, Aegerter, Bassani, Montella
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Se un paio di settimane fa le news si reggevano sul passaggio di Toprak in GP, il week end ungherese si regge sulla news relativa a quello che sarà il suo sostituto. Petrucci in BMW, se succederà e dovrebbe succedere, è una cosa interessante ben più del passaggio di Rea (possibile ma meno probabile) da Barni con la Ducati.  Questo perché Danilo è ancora vivo mentre Rea sembra l’ombra di se stesso anche in questo week end.
Iniziando a parlare della gara, il circuito sarà anche bello e tutto ma chi ha disegnato la variante a imbuto, andrebbe imprigionato con chiavi di cioccolata. La variante è pericolosa per davvero.
I piloti lo sanno, Iannone per primo, ed è per questo che, da pilota esperto, lancia un duro monito tipo Papa sullo stare tranquilli e non rischiare per poi fare lui  uno strike assurdo mandando un tot di colleghi fuori gara e altrettanti in ospedale.
Incredibile come Iannone continui nel suo regolarissimo percorso che lo vede incassare almeno una penalità a week end e, allo stesso tempo, abbia pretese di contratto da prima donna che non è più e non è mai stata. Di Iannone non parlerò più ma è surreale come un team come Go Eleven persista nel farsi rovinare classifica e reputazione dall’ex MotoGP.
Non è nemmeno ben chiaro che tipo di visibilità possa offrire uno così alla SBK, se non parliamo di visibilità negativa. La mia vicinanza a chi lo deve sopportare.

Gara1, ripartita con red flag, è praticamente già finita al re start. Toprak se ne va e lascia lottare un po’ i peones.
Diversamente dotati, polso e soprattutto mezzo tecnico, fanno la gara “degli altri”. In MotoGP c’è Marquez, in SBK c’è Toprak, solo che qui i distacchi sono quasi da categorie diverse dell’EWC.  Vi invito ad andarli a scoprire. Se solo il turco non si lamentasse quelle rare volte che perde, sarebbe perfetto proprio come Marquez.

Di buono cosa c’è? Petrucci e Locatelli, che ci provano sempre, Bautista che non si arrende e non si capisce come si possa considerarlo finito anche quando fa le frittate, e i Lowes brothers, che danno un senso al casino lottando sempre come se venissero pagati a giornata.

La Superpole Race, umida, è spettacolare dal punto di vista delle scelte “tecniche”. Razgatlioglu sarebbe anche disposto ad arrivare secondo, per una volta, ma in 3-4 si impegnano del portare a casa la loro personale strategia surreale: montare le intermedie che sono le gomme di chi ce capisce ma che dovrebbero essere montate in condizioni ben più specifiche e particolari. Secondo me vengono usate così poco che non sono nemmeno le più fresche del lotto e, soprattutto, la condizione di oggi non è quella che le richiede. Il drop di Petrucci (che avrebbe potuto vincere) e degli altri che le hanno montate, la dicono tutta. OK che la SBK è ancora artigianale ma questi non sono più i tempi da scelte di questo tipo. Ci sono troppi dati per non leggerli e poi, chi insegue, dovrebbe fare la gara su chi sta andando forte. E invece no. Il risultato lo vedete sopra. Bulega non prende punti e saluta (spero di sbagliarmi) il campionato anche per queste cose qui. Un campionato che di domenica mattina vede in pista 4 combo di gare diverse, come al trofeo della salsiccia.

In gara2 torna tutto “normale”. Toprak torna ad infliggere distacchi da anni 70 e così fanno gli altri a scendere.
Alla fine non so che senso abbia vedere gente che gira 4 secondi più lenta e sempre gli stessi rifilare gli stessi distacchi agli stessi altri. Poi ci sono i soliti Petrucci, Locatelli, ditta Fratelli Lowes e Vierge con Bassani a sgomitare, unitamente a Bautista che, per quanto è costretto a rischiare, se non fa podio la infila in qualche muro.

Vorrei dirvi che è tutto ok, ma non lo è. La Superbike che guarda alla MotoGP, dovrebbe invece guardare alla vecchia stock.
Non si annullerebbe il gap fra i più bravi con i mezzi migliori e gli altri, ma almeno sarebbe premiata un po’ di più l’individualità, cosa che mi pare si stia cercando, senza trovarla. Se la superbike accettasse il suo ruolo, la cosa si potrebbe fare.

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Misano Superbike: Toprak su tutti, Bulega sfortunato, Petrucci e Locatelli Volenterosi!

A Misano Toprak arriva da protagonista e se ne va da tre volte vincitore incontrastato.
Fa parlare di sé già da inizio settimana per via del suo passaggio in MotoGP e regala gioia a stampa, tifosi, team futuri e presenti, vincendo ogni cosa senza se e senza ma.
Alle sue spalle si consuma il quasi dramma Ducati, concentrata nel non perdere troppi punti e nel trovare un sostituto al partente Bautista. Altro? Poco. L’unica cosa esagerata, sono i distacchi.

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Gara1: Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Locatelli, Bautista, Sam Lowes, Montella, Lecuona Redding.
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Superpole Race: Razgatlioglu, Lowes, Locatelli, Petrucci, Bautista, Lowes, Rea, Gardner, Lecuona.
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Gara2: Razgatlioglu, Bulega, Bautista, Locatelli, Petrucci, Lecuona, Lowes, Gerloff, Vierge, Van Der Mark
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Il week end vive del passaggio di Toprak Razgatlioglu in MotoGP (parla più Yamaha di Toprak che BMW che ancora lo schiera) e delle sue tre vittorie incontestabili mentre gli altri parlano di salire sulla sua BMW, di mercato e sostituzioni.
Quando la pista o le condizioni generali lo consentono, il turco vince e saluta tutti senza se e senza ma.  Proprio non c’è partita.
A ravvivare le gare ci pensano  Bulega che fa sempre il suo dovere in silenzio, Bautista, che non si arrende e forse potrebbe fare anche meno il tignoso fino che che Nicolo è il suo compagno (che viene anche centrato da Bassani in Superpole Race), Petrucci, che non molla mai e sogna la Ducati Aruba dove però è ritenuto troppo “vecchio” e Iannone, che nell’arco di un week end la lancia due volte, prende tre posizioni di penalità in Superpole per irresponsible riding nell’aver ostacolato Petrucci, poi parte dal fondo per scontare una penalità da fondo griglia per pressione irregolare degli pneumatici, litiga in griglia col team Barni  in Gara1 e sfodera tutto il repertorio da ex star sulla via del tramonto che fa di tutto per non farsi rinnovare il contratto anche da chi gli vuole bene e cerca di aiutarlo. Sul tavolo non c’è molto altro se non le Honda più vivaci, Locatelli che ogni tanto piazza un podio top, Rea in difficoltà con dei lampi di quasi luce e le Bimota che davvero giocano in casa, anche se Bassani spreca, cade, centra Bulega e sfodera un repertoenio negativo, mentre il suo compagno Alex Lowes (solitamente il cascatore è lui), lotta per metterla sul podio. La verità è che Bulega è un campione, OK, ma sostituire Razgatlioglu richiede qualcosa in più che dare una BMW a Bautista o a Petrucci e lasciare che Nicolo si sfoghi contro dei malcapitati (perché questo succederà).
Il saccheggio della SBK da parte della MotoGP deve essere riparato da un qualcosa che sia almeno un corrispettivo, anche per dar valore alle vittorie che lo stesso pilota Aruba porterà a casa l’anno prossimo. Perché non è depredandola e sostituendo uno strapotere con un altro, che salvi la baracca.

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Tana per Dall’Igna, Barana e Savin, visti uscire dal truck WP Suspension a Misano Superbike!

I tre tecnici Ducati sono stati visti entrare e uscire dopo un bel po’ dal truck – hospitality di WP Suspension, presente a Misano Superbike.
L’azienda olandese, controllata da Pierer Mobility, non si vedeva da tempo nelle derivate di serie, essendo impegnata quasi in esclusiva con i progetti legati a KTM. Ma adesso le cose potrebbero cambiare!

 

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WP Suspensions è tornata ufficialmente nel paddock della Superbike? Per ora ha parcheggiato ma non sta con le mani in mano.
In passato, il marchio fondato nel 1977 da Wim Peters (però WP non sono le iniziali del fondatore bensì l’abbreviazione di White Power),  ha segnato una presenza significativa nelle derivate di serie ed in pista, riducendo poi diu molto la sua attività, a causa di vicissitudini societarie che l’hanno vista legata in esclusiva a KTM.

L’azienda, che ultimamente è sotto il controllo di Pierer Mobility, ha esteso le sue competenze dalle sospensioni ad altri elementi strutturali quali telai e forcelloni, ed è in cerca oltre che in necessità di una ricollocazione, anche per via delle difficoltà di KTM e Pierer Mobility. Il fuoristrada arancione e la Moto2 non bastano più e il mondo delle derivate di serie non può essere ignorato.

In occasione della presenza strategica e tecnica prevista per il week end MotoGP del Mugello con KTM, il truck WP ha fatto appunto tappa a Misano per il weekend Superbike, diventando poi protagonista di un episodio interessante.

Dal truck hospitality parcheggiato nel paddock, questa mattina sono stati visti uscire alcuni personaggi di grande rilievo del reparto corse Ducati: Gigi Dall’Igna (Direttore Generale Ducati Corse), Davide Barana (Direttore Tecnico Ducati Corse) e Riccardo Savin  attualmente direttore del Progetto MotoGP, sempre, sempre in Ducati.

La figura di Riccardo Savin, in particolare, assume rilevanza per essere un facilitatore naturale, avendo lavorato in passato per Aprilia Racing con Dall’Igna e per WP Suspension con Alberto Colombo, detto il moro, tecnico con un ricco passato nelle derivate di serie ed in MotoGP.

Anche se un cambiamento immediato delle attuali collaborazioni tecniche di Ducati sembra improbabile, non è escluso che WP Suspensions possa essere coinvolta in un percorso di sviluppo alternativo o parallelo, diventando protagonista in futuro nel campionato Superbike, nella categoria Supersport o nella nascente classe Sport Bike prevista per il 2026, magari diventando interlocutore di qualche team privato scelto da Ducati per esplorare e raccogliere dati.

Questo incontro segna quindi, in un modo o nell’altro, un importante punto di attenzione per i futuri sviluppi di WP Suspensions e delle possibili nuove sinergie nel paddock del mondiale Superbike perché un nuovo marchio di “molle” può decisamente sparigliare le carte!

Non è però escluso nemmeno il coinvolgimento in MotoGP, dato che i tre tecnici hanno ruoli specifici proprio nel mondo dei prototipi. Magari hanno pensato che fare due chiacchiere al Mondiale SBK invece che al Mugello durante la MotoGP, sarebbe stato “eclatante”.

 

 

 

Motocorsa e Mauri vogliono un pilota con la M maiuscola! Manzi e Masia i candidati!

Dopo la vittoria come miglior Independent Team (guidava Bassani), nel 2023, Motocorsa ha vissuto un 2024 un po’ così con Rinaldi, sostituito quest’anno da un debuttante che cresce, ma che ancora non realizza pienamente le ambizioni del team lombardo.

Ci sono, questi i rumors, sponsor vicini alla squadra di Lorenzo Mauri che vorrebbero affiancare al giovane british un pilota maturo e già in grado di riportare la squadra nel giro di quelli che si giocano le gare e i podi.

Con la M i due candidati. A Mauri di Motocorsa  piace molto Stefano Manzi, classe 99, attualmente pilota Pata Yamaha Ten Kate in testa al campionato Supersport con 185 punti e decisamente diretto verso la Superbike, ma piace molto anche Jaume Masia, classe 2000, che in classifica è messo meno bene ma che ha vinto un mondiale Moto3 solo due anni fa e che in Supersport, nonostante la poca esperienza in categoria, ha mostrato di saper vincere e lottare.
Quello che vorrebbe il pool di sponsor di Motocorsa, è che la squadra tornasse stabilmente sotto ai riflettori e per questo serve un nome solido ma in salita, per evitare delusioni.

Ovviamente far provare preventivamente la Ducati a questi due piloti ha senso il giusto, dato che la moto sta per cambiare, però almeno farebbe capire se con una Superbike, in particolare con una Ducati, c’è quel feeling che serve per stare davanti.
Purtroppo solo uno può salirci subito, Masia, perché Manzi resta pilota Yamaha almeno fino a fine stagione e comunque ha come sponsor Pata che potrebbe “dirigerlo” verso Go Eleven.
Voi chi scegliereste?
Per la cronaca: Lorenzo Mauri si è rifugiato dietro una serie di NO-COMMENT!

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Rinaldi al posto di Rabat? Una bocciatura che diventa promozione!

Nel pomerigio ci sono stati rumors che vedevano Rinaldi tagliato da GMT94 per scarso rendimento. Il pilota ha smentito senza fornire troppe spiegazioni. Poi altri rumors che vedrebbero uno stop di Rabat, attualmente impiegato in Superbike nel team MotoXRacing e da qui la costruzione di un salvataggio di Rinaldi che prenderebbe il suo posto. Soluzione presa al volo e pubblicata anche da altri siti.

 

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Rinaldi non ammetterà mai di essere stato silurato e sarà anche vero che la separazione è qualcosa di simile alla separazione consensuale ma la verità è che un week end in cui Mahias ha fatto una pole e due podi  e lui un 18° e un 20°, il team non ci deve aver visto più e quindi ciao.
Le chiacchiere stanno a zero.

Il fatto che poi Rinaldi riesca a saltare sulla moto di Rabat,  una specie di salvataggio, non è certo un premio da parte di Yamaha, ma è legato al fatto che Tito si è anche un po’ stufato (e si vede), con 750milioni di fatturato dell’azienda di famiglia e un caveau come quello dei cattivi di James Bond in cui tuffarsi come Zio Paperone.

 

Alla fine Rinaldi, salterà anche nuovamente in Superbike, come riportato poi sempre da Misterhelmet, 1h dopo (e anche lì tutti a copiare), ma la verità è che la mossa è comunque esotica, perché il 19° in classifica della Supersport, a 168 punti dalla vetta, finisce per saltare in Superbike al posto del penultimo in classifica, che attualmente è a 249 punti dalla vetta. Al posto di uno che pagava, ne arriva un altro e bisogna capire chi pagherà. Ok.

Poi d’accordo che ci sarà Misano e lì Rinaldi farà bene ma sarà un salvagente lanciato nella tempesta, perché poi arriva Donington e lì l’acqua è alta, e non si tocca coi piedini. Per non parlare del casino che c’è in calendario dopo fino ad Aragon (altra pista in cui Rinaldi non va male) ma che ormai è la terzultima data del Mondiale.
Poi se ci vogliamo raccontare le storie è un’altra cosa. Ma questa è la realtà, che poi riguarda il contorno del contorno del contorno, perché le telecamere sono decisamente altrove.  

 

Most, la copisteria della Superbike! Toprak dominatore meno qualcosa. Ottimi Bulega e Petrucci!

A Toprak Razgatlioglu, più forte a Most, non riesce l’impresa di eguagliare la tripletta di Bulega a Cremona. Il turco è fortissimo in qualifica, e in tutte le gare ma in Gara2 si fa beffare all’ultima curva da un Bulega sornione. Concretissimo Petrucci che vola in classifica come seconda Ducati e miglior indipendente!

 

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Gara1
Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Bautista, Sam Lowes, Lecuona, Montella, Vierge e Rea

Superpole Race
Razgatliotlu, Bulega, Petrucci, Sam Lowes, Bautista, Lecuona, Alex Lowes, Vierge, Locatelli e Rea


Gara2

Bulega, Razgatlioglu, Petrucci, Lowes, Gardner, Bassani, Lecuona, Montella, Locatelli, Gerloff

 

Questi i risultati di Most che a livello di gare e classifica sembra quasi una copisteria con Razgatlioglu più appuntito di tutti, Bulega ad aspettare l’errore e Petrucci, non vicinissimo a chiudere un podio con prestazioni concretissime.
In gara1 fa scalpore il pasticcio in cui si trova Bautista, in grado di rimontare 11 posizioni. Lo spagnolo si ripete in Superpole Race ma in Gara2 è nuovamente sfortunato, centrato in una carambola innescata da Rea, che cresce e migliora ma fa anche dei discreti disastri.
Tornando al tema principale della gara, è il turco a decidere ogni cosa, a partire dalle qualifiche. Aspetta, poi passa e va via. Lo fa in Gara1 e in Superpole Race, ma non in Gara2 perché, per una volta, Bulega riesce a sorprenderlo e a fare il colpaccio. Una terza sconfitta nel w.e., dopo il botto del venerdì, non sarebbe stata comunque male, ottenendo tre secondi posti, ma l’italiano riesce anche a fare quella sorpresa che lo porta conferma in testa in classifica con un vantaggio di 31 punti. Non un tesoretto ma niente male se si pensa ai due zeri rimediati causa problemi tecnici ad Assen.
A proposito di botti, il venerdì succede una cosa strana. la D2050, gomma di sviluppo pro Phillip Island, portata precocemente al limite su una pista fredda e sporca (11 gradi di mattina, nelle FP1), diventa involontaria protagonista di un minigiallo, spento poi sul nascere. Resta il fatto che nessuno la utilizzerà più per tutto il w.e., perdendo così l’occasione di provarla per la prossima Australia.

Tornando alla gara, e precisamente agli italiani, buono Montella, altalenante Locatelli, sotto i ferri Iannnone (per la caduta di venerdì), in crescita Bassani, solidissimo Petrucci mentre Bulega si avvia ad essere l’uomo su cui investire.
Per quanto riguarda Toprak, ottimo il suo week end e con esso la speranza che non riprenda la litania delle lamentela che sale quando le cose non vanno bene. Non c’è molto altro. Le Bimota, le Honda e le Yamaha si sforzano. I fratelli Lowes fanno il loro, Rea boccheggia e il cronometro è molto cattivo con chi finisce oltre la top 5.  Incluso Bautista che per finire vicino al podio deve fare sempre gare esotiche, con quel simbione di zavorra che si porta dietro.  La Superbike non può reggersi su due che duellano e altri due-tre che sperano in qualche briciola. Deve fare molto di più.

 

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Cremona, la casa delle triplette! Bulega poi Razgatlioglu e Bautista, per 3 volte !

Nicolò Bulega è tre volte il più forte a Cremona Circuit. Dopo di lui Razgatlioglu e Bautista per tre podi fotocopia. Le gare, però, sono diverse e mostrano le crescita di Sam Lowes e delle giapponesi. Gli appassionati italiani tornano a casa, ancora una volta, con una tripletta da ricordare!

 

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Questi i risultati di Cremona Circuit che diventa la Casa delle triplette con un passaggio di testimone che va da Petrucci 2024, tre volte vincitore, a Niccolo Bulega, con la differenza che quest’anno sono identici i podi delle tre gare.
Super spettacolo e pathos? Non proprio, ma gare tecniche per intenditori con i protagonisti del campionato sempre davanti a sfidarsi a suon di giri velocissimi e un Round Italiano che sorride all’idolo di casa mentre il turco trova il modo di difendersi in attesa di piste più congeniali a lui e alla sua BMW.
Terzo incomodo, sempre Bautista che (rumors) vorrebbe continuare con Aruba mentre voci di mercato lo vedono partente dal team Ducati di riferimento.
Meno gloria, nonostante l’impegno, per gli altri italiani fra cui spiccano più Petrucci e Locatelli che Iannone e Bassani. Il ternano non si conferma anche a causa di una Superpole maledetta che lo vede partire tredicesimo mentre per Locatelli un out e una doppia fatica. Non male in gara1 Iannone che però trova difficoltà nella Superpole Race e in gara2. Poco fuoco anche per Locatelli, il pilota più di casa di tutti ma out in gara1 e in top ten nelle altre due.
Ducati e Bulega si confermano i più forti con il Golden Boy che, non più rookie da quest’anno, sembra già il veterano solido su cui fare all in.
Cosa può desiderare di più, Ducati? Forse un dominio simile alla MotoGP, perché le altre “rosse” non sono tutte davanti, nonostante la crescita di Sam Lowes du Ducati Marc VDS. Ma questa è la fortuna della Superbike.
BMW, Yamaha e qualche Honda, possono sempre dire la loro con le case jap che sembrano sempre più della partita. Se c’è un Rea ancora in disarmo, c’è la crescita di Locatelli e quella di Gardner mentre in Honda Vierge e Lecuona, round dopo Round, si avvicinano al podio.
Alla fine, la Superbike, regno delle sportellate, si è trasformata nel campionato per intenditori, con gare tecniche e duelli a distanza ma con più protagonisti a poter dire la loro.

Cremona Circuit a due passi da Milano ce la mette tutta per diventare il punto di riferimento degli appassionati. Bene così per gli organizzatori che si impegnano e per i tifosi che glielo riconoscono!

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