Nella Sprint race Marc Marquez frega anche Michelin e supera il problema pressione. Nella gara lunga, invece, passeggia serenamente e parla con altri interlocutori. Out il fratello, con Pecco lontano e problematico, i nuovi “avversari” si chiamano Bezzecchi e KTM con Acosta e Bastianini. Si va in pausa estiva con un campionato che potrebbe essere già chiuso a Misano.
Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!
I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Acosta, Bastianini, Bezzecchi, Quartararo, Raul Fernandez, Bagnaia, Zarco, Pol Espargaro.
I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Acosta, Bagnaia, Raul Fernandez, Quartararo, Martin, Binder, Pol Espargaro, Miller
La sprint ha un solo “drama”: quello della pressine delle gomme. Si presenta a Marc Marquez che chiude il gas, si fa passare da Acosta e poi, dopo aver risolto, ripassa il pilota KTM per vincere comodo. Si presenta a Bagnaia che perde 4 posizioni e non le recupera più con il più il giallo post gara del “messaggio sbagliato” della dashboard. Cambia poco eh, perché Pecco, dopo la pole ottenuta passando per la Q1 per caduta del compagno di squadra (nel momento in cui quest’ultimo gli stava rifilando quasi 3 decimi), si è spento e non si è più riacceso. E per lui il week end è finito male in gara1 e giù dal podio in gara 2. Il resto sono scuse e spiegazioni tentate e mal riuscite, con un box Lenovo diviso in due fra l’euforia del dominio assoluto del 93 e l’imbarazzo totale di un Bagnaia sempre più ingiustificabile. Il resto è KTM con la bella storia di Bastianini ritrovato (gli avranno dato il pacchetto del Vinales assente? Vedremo), un Acosta che finalmente non spreca e Bezzecchi che fa le prove per la gara lunga. Bene anche le Yamaha e Raul Fernandez che sta facendo un finale di stagione in crescita. Qualcosa raccolgono anche Quartararo, Zarco e Pol Espargaro che, ricordiamolo, è un sostituto e non corre da un po’.
La gara lunga, invece, vede un Marc Marquez senza pietà. Bagnaia si spegne subito e poi gamberizza. mentre Bezzecchi sogna per un po’ sapendo, in cuor suo, che deve cedere all’ineluttabile. Però a Bezzecchi vanno fatti i complimenti. L’italiano non fa una piega nel ritorno di Martin e continua ad essere, sempre lui, il vero frontman Aprilia. Una moto cresciuta tanto grazie al lavoro di Savadori e suo. Il merito è tutto italiano e Bezzecchi non mostra solo caparbietà e manico ma anche strategia, furbizia, concretezza e piedi per terra. Si può dire? Un altro week end così e sarà un problema concreto per il terzo posto in classifica di Bagnaia e di Ducati. E adesso un po’ di case:
Aprilia vuol dire ritorno di Martin (positivo, dai, e ottimo in tutte le uscite) ma anche il risveglio di Raul Fernandez. Con Ogura ritornato nei ranghi, Fernandez è super appuntito e fa due garoni. Bene così.
Ducati: tolto Marc Marquez a Brno avrebbe fatto fatica a vedere il podio. La crescita degli altri era prevista, fra concessioni, gomme eccetera, ma così è pericoloso e la scelta di Marquez diventa sempre più salvavita. Senza di lui le uniche gioie sarebbero arrivate dai clienti e a Brno non ci sarebbero state nemmeno quelle
Yamaha: fra podi, qualche chicca piazzata qui e là, Yamaha cresce. Non come Aprilia, ma cresce.
KTM: la serenità di Bajaj che copre i costi, vuol dire tanto. L’efficacia a Brno e l’Austria in arrivo fanno il resto.
Alla fine è un week end positivo e speriamo sia il primo di tanti.
Honda. ci sono solo Zarco ed LCR. Il resto è poca cosa. Crescita lenta.
Le gare sono spettacolari, sono belle? Così così. Ormai l’attenzione è solo capire che tipo di torture e distacchi infliggerà Marquez agli avversari e quante volte e in che modo lo spagnolo riuscirà a battere loro e sé stesso.
La speranza è che la pausa di agosto rimescoli le carte ma, plausibilmente, non succederà.
Il ritorno di Suzuki in Superbike e MotoGP. Dettagli, retroscena e pericoli! La notizia è trapelata: c’è l’intenzione di tornare alle corse e precisamente in MotoGP passando per la Superbike. I regolamenti favoriscono questa mossa ma prima bisogna passare dal mercato. Però è una decisione tutt’altro che presa, nonostante i rumors provengano direttamente dalla presidenza dell’azienda di Hamamatsu. Il perché lo scoprirete nel video!
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Road to MotoGP! Pirelli è pronta ad iniziare i lavori per essere in pista già dal 2026 e diventare di seguito fornitore ufficiale. Ecco tutti i dettagli dell’operazione con gli step e i retroscena di questo evento storico che, qualora andasse in porto, porterebbe la P lunga ad essere fornitore unico di Moto3, Moto2, MotoGP e Superbike!
Martin entra nella storia per aver realizzato un qualcosa mai ottenuto prima. Stessa cosa per Bagnaia, ma in negativo. Gara un po’ così, mondiale fantastico!
Le cazzate sul team Nastro Azzurro 2001 (che era più ufficiale di quello giapponese), stanno a zero. Rossi ha vinto stra meritatamente ma con team ufficialissimo (materiale e persone di Doohan incluso Jeremy Burgess) e solo i leccapiedi o gli ignoranti, dicono il contrario. Martin invece entra nella storia per aver battuto, per primo, da privato, un pacchetto ufficialissimo e campione in carica. Lo fa, con il suo team, prima di andarsene! La moto è factory ma il team è quello di Pramac, che fra l’altro l’anno prossimo saluta per andare in Yamaha, proprio come fa Martin, che invece saluta per andare in Aprilia.
Altro record. Stessi record, ma in negativo, per Pecco Bagnaia, che da pilota full factory campione in carica, non riesce a vincere il titolo contro un privato della sua stessa casa. il tutto con l’aggravante di aver vinto un numero di gare da record, cosa che di solito mette al sicuro dal punto di vista della vittoria.
Conta la classifica, contano i risultati utili, contano anche le bruttissime e poco intelligenti Sprint Race, che valgono la metà dei punti, ma che se cadi, non valgono niente.
Se in altre occasioni Martin è stato mancante per problemi di tenuta “psicologica” o eccesso di foga, questa stagione è meritatamente sua per essere stato il più costante (pochissime volte fuori dal podio), più freddo, più calmo, più realista e meno “sonostocazzo” di Bagnaia, che ha avuto più picchi a livello di performance ma anche di nervosismo snob, lo stesso che lo aveva messo in pericolo in passato contro Bastianini, contro Quartararo e contro lo stesso Martin l’anno scorso. Non esiste niente di dovuto.
La gara rappresenta la stagione. C’è Bagnaia fortissimo, Marquez sorprendente e Martin sempre costante. Al venerdì deve tenere 24 punti. Ne perde 5 il sabato e 9 la domenica.
I 10 rimasti sono più che sufficienti per vincere il titolo. Lo sa e va bene così, mentre il resto della gara quasi non c’è, ovattato dall’assegnazione del titolo e dal fatto che nient’altro conta, oltre a questo. Fra l’altro niente champagne, perché è quasi noia.
La verità è che quello che succede oggi, incluso il festeggiamento finalmente sensato e credibile, è qualcosa di veramente nuovo, fresco, inedito e giusto. Se chiunque vinca, alla fine merita, e i risultati sono sempre giusti, ve ne sono di più giusti, più meritati, più “conclusivi” dal punto di vista del cerchio della vita.
Per quanto riguarda Ducati, vittoria tecnica, sconfitta interna. Perché se è vero che con le Ducati si vince, è anche vero che, per la prima volta il team rosso le busca sonoramente dai clienti. Godrà Dall’Igna, già concentrato su Marquez, ma solo come ingegnere, e non godrà di certo chi finge che vada tutto bene e sia quasi una figata. La cosa strana è che, con i risultati di classifica (Marquez terzissimo davanti a Bastianini), più che rimpiangere di aver preso Bagnaia, si svilupperà il tarlo che forse la coppia migliore sarebbe proprio stata quella con i due spagnoli.
Per il resto non valgono le ripicche, le scelte dell’anno prossimo, i livori e le insoddisfazioni. Numero uno sulla carena a parte, si chiuda tutto qui, perché così è giusto che si chiuda. Se poi qualcuno deciderà per un “Guai ai vinti”, a suon di pisellate sul tavolo per quello che non è arrivato, per quello che sarebbe stato dovuto, per quello che è mancato o per le scelte fatte, allora va bene anche così. Chiunque vinca dopo aver sofferto, merita lo sfogo.
Ho scoperto i due nuovi loghi che brevettati da dorna per la MotoGP! Uno di questi verrà presentato domenica! Volete sapere come ho fatto e volete votare il vostro prima della presentazione?
Opinions aside, deniers, haters and those who just don’t want to accept reality, the questions about KTM and Pierer Mobility are always: HOW COULD THIS HAPPEN? WHAT WILL HAPPEN? And MotoGP? Here are the answers! With the most obvious sources ever, because it seems that even those who have never read a financial document have an absolute need for Pierer Mobility’s, otherwise “it’s all made up” and the person writing is just a hater, while magazines that tell, for a fee, non-existent realities are fine!
A parte le opinioni, i negazionisti, gli hater e quelli che non vogliono proprio accettare la realtà, le domande su KTM e Pierer Mobility sono sempre: COME E’ POTUTO SUCCEDERE? COSA SUCCEDERA’? E la MotoGP? Ecco le risposte! Con le fonti più evidenti che mai, perché sembra che anche chi non ha mai letto un documento finanziario, abbia necessità assoluta di quello di Pierer Mobility, altrimenti “è tutto inventato” e chi scrive è solo un hater, mentre invece le riviste che dipingono, a pagamento, realtà inesistenti, vanno bene!
La gara di Sepang si basa su un duello pericoloso ma pulito fra Bagnaia e Martin. Il campione in carica affronta le sue paure, rischia e la spunta, ma anche lo Spagnolo fa tutto giusto. Terzo Bastianini e Marquez out per tenere il passo. Iannone come da aspettativa, va come Bautista!
Bagnaia, Martin, Bastianini, Alex Marquez, Acosta, Quartararo, Vinales, Rins, Bezzecchi e Augusto Fernandez. Questi i dieci per una gara che apparentemente si regge solo sul duello a schiaffoni fra Bagnaia e Martin ma che in realtà ha diversi spunti interessanti. Dalla crescita delle Yamaha, alle Aprilia che ancora non mollano (per lo meno con Vinales, perché Espargaro è già ai saluti), ad un Acosta che sembra davvero “sbattersi un tot” per tenere la KTM dove è bello, mentre Marc Marquez, per tenere il passo, lotta, cade, si rialza e va comunque abbondantemente a punti.
Ancora una volta Zarco è la miglior Honda (Mir si stende provandoci mentre Marini e Nakagami sono ancora una volta inconsistenti anche nell’impegno) mentre Iannone finisce davanti al solo Savadori (che fa il tester su moto laboratorio), dimostrando che la denigrazione di Bautista, per giunta infortunato, è stata becera e fuori luogo. Per l’abruzzese tanti applausi per l’impegno e da lui la conferma che la MotoGP, rispetto alla Superbike, è proprio una cosa diversa.
Tornando alla gara di quelli davanti, Bagnaia azzarda ma forse no. Perché se è vero che si prende tanti rischi nella sua lotta “sportellosa” con Martin, è anche vero che ne ha parecchio di più e forse lo sa. Forse si tratta di “rimettere le cose a posto” dal punto delle gerarchie e degli umori, forse si tratta di quella pressione estrema che prima lo bastona e poi lo resuscita, ma di fatto anche quando rischia non sembra mai andare oltre. Quello che conta è che dal punto di vista del risultato, va bene così! Va bene anche a Martin che tira un po’ la corda ma nel finale capisce che, se non può chiuderla qui, 24 punti sono meglio di niente, perché a meno di una doppia debacle, a Barcellona (si chiude lì il mondiale, il 17 novembre) ce la “dovrebbe “fare.
Insomma l’ultima di campionato, nonostante la calamità naturale di Valencia, serve proprio.
Lasciando perdere la figuraccia fatta da tutte le istituzioni spagnole, sportive e non, arricchite dall’ulteriore caduta di stile del Presidente Viegas, che dovrebbe rappresentare i motociclisti e invece ha rappresentato, con le sue uscite, solo l’ottusità di chi vive in un egoismo tutto suo.
Se Bagnaia dovesse perdere il titolo contro Martin, e la cosa è imminente anche se non certa, ci sarebbe un disastro storico, per 9 motivi, spiegato in 9 minuti! Volete vedere? I motivi sono sotto nelle slide ma la spiegazione, è nel video o nel podcast!
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