UNIQUE engine, OPEN frame! The new MOTO3 is coming!

The cost saving need requires a Moto3 that resembles Moto2 in setup.
So, as the title says, UNIQUE engine, OPEN frame.
Here are the candidates for the engines. There are some surprises!
However, the brand or displacement is not important, as much as the fact of having a unique engine.

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Motore UNICO, Telaio LIBERO! Ecco la nuova MOTO3!

La necessità di tagliare i costi impone una Moto3 che assomigli, come impostazione alla Moto2. Quindi, come dice il titolo, Motore UNICO, telaio LIBERO. Ecco i candidati per i motori. Ci sono delle sorprese!

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Marquez vince anche a Misano. Bagnaia sconfitto ma intelligente, Martin suicida!

Con condizioni incerte Marc Marquez impartisce a tutti un’altra lezione di motociclismo. 3 secondi abbondanti su un Bagnaia impotente e un Bastianini incredulo. Il tutto mentre Martin fa la cazzata del mese con cui butta via, probabilmente, un altro mondiale!

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Marc Marquez, Bagnaia, Bastianini, Binder, Bezzecchi, Alex Marquez, Quartararo, Miller, Di Giannantonio, Pol Espargaro.
Questi i dieci al traguardo. E Martin quindicesimo fa capire come mai Ducati abbia scelto Marc Marquez lasciando lui all’Aprilia. Spiace essere crudeli ma non è la prima volta che lo spagnolo butta via dei set point che poi diventano palle del match. Invece di fare la gara su Bagnaia, di cui avrebbe dovuto fotocopiare il comportamento, sceglie una variante anomala che lo manda all’inferno, ovvero quella di cambiare la moto e poi tornare a ricambiarla. Una roba fantozziana.
In una situazione come questa, tutto passa in secondo piano. Anche la vittoria di Marc Marquez che dà lezioni di moto a Bagnaia. Anche la sconfitta di Bagnaia mascherata da ragionamento salvacampionato. Il campione rosso fa effettivamente benissimo a non cercare di perdere la vita inseguendo Marquez, ma resta comunque stordito dalla superiorità dell’avversario. E questo, in una pista come Misano, dove lui e i suoi compagni della VR46 se la dovrebbero comandare, vuol dire più di qualcosa. A niente serve lo scusodromo fatto partire dai Minions dell’informazione. Il male al braccio, le congiunzioni astrali, l’oroscopo, le valutazioni numeriche, sono scuse che non tengono e Marquez, che di mali al braccio può dare lezione, ha battuto a casa sua uno con la moto decisamente migliore. Con la pioggia si sono viste le differenze di talento con l’aggravante che Marquez ne aveva ancora di più.
A parti inverse partirebbe la corsa scalzi nel bosco della droga di Rogoredo!

Il resto della gara è quasi simpatico, con le KTM che vendono cara la pelle e le altre Ducati comunque tutte competitive. Buio su Aprilia e Yamaha (si salva solo Quartararo) e inferi sulle Honda ufficiali, nemmeno partite. Ormai per Marini e Mir siamo alle scuse da studenti , fra mal di pancia e cagotto. La verità è che poi si scopre che stavano male veramente in tanti, per una intossicazione alimentare. Ma è ancor più vero che l’intossicazione alimentare ha risparmiato ai poveri uomini Honda, un’ennesima intossicazione sportiva.
Nel frattempo Marquez e Gresini umiliano gente a blocchi divisi per lettera, come gli elenchi telefonici delle grandi città.
Meno male che c’è Misano, diceva qualcuno. E invece tocca pensare che purtroppo ce n’è un’altra!

 

Check out the results of the race!

 

Bagnaia: ecco come può riuscire a PERDERE il MONDIALE!

Fino ad Aragon sembrava che Bagnaia quest’anno sarebbe stato imbattibile anche per Marc Marquez. Ma dopo Aragon le cose stanno diversamente. Il bello è che la pista, NON C’ENTRA NIENTE! Rischiamo di assistere ad uno dei più grandi ricorsi storici del motociclismo moderno!

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Ducati Band routs Sepang. Bagnaia wins, Enea doesn't even try. Quartararo third!

The world championship however already decided is arithmetically decided in Valencia. However, a race without tamed "Gubbio" is staged.
Sorry for Bagnaia but Bastianini does not even try. Third Quartararo, impotent witness.
2 hours of "If Ducati had wanted would have and instead" that testify to how much they are all sold starting with the press.

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Bagnaia, Bastianini, Quartararo, Bezzecchi, Rins, Miller, Marquez, Binder, Zarco, A. Espargaro: ecco i 10.
La gara c’è è non c’è, perché Bastianini arriva sotto le mura di un Bagnaia partito in modo perfetto, ma non ci prova nemmeno. Non si provi a prenderci in giro. Il piemontese non ha colpe ma oggi non è da vittoria e lo sanno tutti.
Il resto della gara non c’è. Quartararo fa una gran performance e ci mette del suo salendo sul podio, Espargaro non esiste e Marquez si affievolisce come da lui stesso previsto. Solite uscite quelle di Martin, imploso nella ghiaia e Zarco, disinnescato.
Note positive invece, di livello superiore, quelle di Rins ma soprattutto Bezzecchi, con Miller che si tiene lontano dal fuoco e forse fa bene così.
Curiosa la prestazione di Morbidelli che nell’unico week end in cui non è indecente, trova il modo di avere 2 long lap penalty, e nonostante questo fa meglio di tante altre volte, pur tirandosi fuori da qualsiasi gioco che conta.

In Ducati they will be convinced that they are wizards of strategy. Today's show is worth half a world championship, yes, but less, from the point of view of prestige and dignity. It's true that people forget and the albums speak, but some things are really hard blows to credibility to absorb.
We are not talking about the public but about investors and big players watching how tame or tameable the MotoGP world championship is or can be when needed!
In fact, there is no victory outburst, no wild celebration, no explosion of joy, anywhere, from the track down to the last of the operators in the pits, including the press.
The same commentary is embarrassed and justifies everything with pathos and tension but the realities is that everyone from the first to the last, know that a moreover useless combine was staged, because the world championship is still to be played in Valencia and because Bagnaia today could have had maybe 5 points less but still be deservedly ahead of Quartararo.

Reiterating so insistently that there were no stable orders, from the Box and the collaborating press, is proof that there is indeed a need to apologize for something indecent. Shame on executives, press, drivers and managers. More honest would be to say that there was a defense of a result, and avoid pissing on the public's head by telling them it's raining, scandalizing them for not believing it.

Watch Misterhelmet 's live commentary of the race!

Check out the article with additional thoughts on timing and statements from Tardozzi and Bastianini!

Ducati MotoGP: watch out for sports malfeasance!

Luca Bologna, giornalista che per anni ha seguito il motomondiale, mi ha chiamato oggi infastidito da un tema e parlandomi di possibile illecito sportivo da parte di Ducati.
Tutto ha avuto origine da un suo articolo che potete leggere cliccando qui. 

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Guarda il video di Misterhelmet con Luca Bologna!

Pagelle MotoGP Buriram Oliveira vince, Bagnaia rimedia, Quartararo sprofonda!

Il mondiale si riapre in Thailandia grazie ad un Quartararo fuori dai punti. Succedono tante cose in una gara partita molto in ritardo, ma non tutte sono attese dai book makers! Oliveira vince ma Bagnaia festeggia anche grazie a Zarco che non ci prova. Col francese della Yamaha nei guai, in lotta per il mondiale adesso sono in 5

 


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Ducati: primo nemico di Pecco Bagnaia?

Con il suo atteggiamento Ducati rischia di indebolire la forza di un risultato e di diventare addirittura il primo nemico del pilota su cui sta puntando tutto!

 

Bisogna decidere se Pecco Bagnaia è un pilota da Mondiale che rischia di non vincerlo (può succedere, non c’è niente di male), oppure se è un pilota che, pur non essendo da Mondiale, ha la possibilità di vincerlo ugualmente (anche questa cosa va bene perché l’importante è vincere). La differenza è sostanziale.


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La sensazione è che Ducati propenda per questa seconda ipotesi. Vuole il mondiale, ne ha bisogno da anni e sta facendo di tutto per trasformare una situazione commerciale in cui guadagna dei soldi (schierare 8 moto serve soprattutto a questo) in un vantaggio sportivo che gli possa portare dei titoli.

Il conflitto nasce da questo, ossia dal fatto che dei clienti paganti che già sanno di non poter vincere il campionato, sono bloccati anche nel portare a casa dei risultati di consolazione (gare e piazzamenti), e vengono “impiegati” come fanteria per raggiungere uno scopo che in realtà Ducati dovrebbe perseguire separatamente attraverso il suo team factory.

Ok per gli aiuti occasionali, last minute e se proprio serve. Ma istituzionalizzarli così fa sentire oppressi quelli che, di fatto, dovrebbero essere clienti paganti e non fornitori. Per intenderci, è Ducati il fornitore di Pramac, Gresini, Vr46, non il contario.
Eppure l’indecenza mediatica tratta da fuori di testa un rider come Martin che dice candidamente che lui non si presterebbe come altri a simili giochi.


Il più grosso nemico di Bagnaia nella sua lotta al titolo diventa così Ducati stessa.
Un’azienda che sta forzando la mano ai clienti paganti.
Un’azienda che non riesce a gestire alcune sue personalità esuberanti e fuori dalle righe, perdendo di credibilità mentre fa cose che dovrebbe fare, al limite, nel privato dei briefing interni.

Un’azienda che dimostra di mettere pressione e aspettative su un pilota a cui cerca di affiancare platealmente aiuti perché non lo ritiene autosufficiente per la vittoria.

Al di là del fatto che in passato Ducati non ha mai avuto una simile forza in campo, immaginiamo un atteggiamento simile on uno Stoner o un Dovizioso.
Non sarebbe mai stato accettato dagli stessi piloti e comunque non sarebbe mai stato considerato necessario. Se hai un uomo in campo, sa lui cosa fare. E Bagnaia, al netto di errori umani, ha dimostrato ampiamente di saperlo fare.

La verità è che la sensazione è che Ducati voglia il titolo, speri che Bagnaia lo vinca, ma tema che da solo non ne sia in grado.
E tutta questa insicurezza emerge in ogni minuto del week end di gara, al di là delle dichiarazioni fatte.
E tutta questa insicurezza il pilota, la sente.
Comprendo le pressioni del management ma siamo a livello di genitore apprensivo alle partite di calcio del figlio, un ragazzo comunque bravo ed in grado di giocarsi il risultato ma che viene però caricato delle insicurezze di mamma e papà.

A causa del comportamento di Ducati, il campionato 2022 rischia di essere quello vinto con il biscotto da una casa che ha fatto cartello o quello perso per colpa di un pilota nonostante tutti gli aiuti. E questo non va bene. Non è giusto.

MotoAmerica, Alabama: Jump start? Più lo guardi e meno lo vedi! E infatti…

L’americano della Yamaha ha vinto meritatamente ma il jump start per il quale Petrucci è stato punito, più lo guardi e più non c’è, anzi…
Sembra quasi si sommi ad un eccesso di sicurezza verso un ospite un po’… “ingombrante”. C’è un video, ma prima la sua spiegazione. E infatti, ricorso accolto mentre lavoro a questo pezzo.
Ma vi meritate un video con un video dentro!

 

 


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Non è che sarebbe finita tanto diversamente, perché sono tanti i temi da trattare, ma il jump start, nella gara1 di Barber, Alabama, non ha aiutato. 5 secondi sono sempre 5 secondi anche quando ne prendi oltre 20.

Parliamo del jump start che, dalle inquadrature offerte dalla tv americana, tutte dall’altro lato, sembrava evidente. E dico sembrava, perché da questi altri video, a varie velocità, non solo sembra che Petrucci non sia partito prima ma sembra anche che sia partito dopo e la cosa che abbia tratto in inganno sia soprattutto la microimpennata della Ducati. Sappiamo tutti che non c’è miglior jump start, partenza anticipata, di quello fatto con la moto che salta davvero. Diciamo che è la versione classica. Però guardando il video, sembra che o la partenza anticipata è collettiva, o non c’è.

Alla fine, come è andata la gara lo abbiamo scritto qui, e non sarebbe cambiato molto.

Però Danilo è stato chiaro:
“1) mi scivolava la moto da sotto il sedere
2) in frenata si saltava
3) le gomme che abbiamo usato non c’entravano niente con quelle che avevamo utilizzato qui per i test. Queste erano di legno e di questo legno me ne sono capitate spesso.”

Non è che allude, Petrucci, non è tipo, però chiaramente uno che si gioca un titolo al debutto, su piste che non conosce guidando una moto che non conosce, contro gente che su certe piste ci può girare bendata, se è ad un passo dal vincerlo, poi vuole portarlo a casa. E allora inizia a fare tutte le valutazioni che gli vengono in mente.

Comprese quelle che si possono fare dall’esterno e che colgono un po’ di fastidio nel fatto che uno che arriva da fuori, vince 3 gare di seguito, cazzia tutti per il livello di sicurezza, e poi mette in fila un’intera stagione con tutti podi tranne due volte in cui arriva quarto (questa di Barber è la terza). E si becca anche delle penalità pretestuose per essersi fatto valere. Insomma un rompicoglioni che dà sì prestigio per il suo blasone, ma che non deve esagerare.

Gagne, a meno di catastrofi astrali o puttanate ultraterrene, lo vincerà lo stesso, questo MotoAmerica. E visto il numero di vittorie e gli episodi schiaccianti con cui sono avvenute, NESSUNO SE LO MERITA PIU’ DI LUI.

Però potrebbe anche venire il dubbio che per sicurezza si decida di essere abbondanti su un episodio che forse poteva anche non esserci, come si era già stati abbondanti per le penalità e per la tolleranza con cui le sportellate venivano punite solo da una parte.
Quindi forse biscotto no, però nella foto ci stava bene.
Basta guardare il video. E colpo di scena, nella notte, mentre siamo andati a dormire dopo aver scritto il pezzo, il ricorso viene accolto!