Bagnaienring! Un po’ noioso ma efficace, serve due wurstel agli austriaci!

Bagnaia è il dominatore assoluto del w.e.!

In Austria le Ducati fanno quasi tutto quello che vogliono. Se ne piazzano 6 nei primi 10 e il dominio è conclamato.  A resistere c’è solo Binder, nel tracollo psicofisico di un Miller allo sbando.  Aprilia quasi ok, giapponesi vergognosi!

 

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Bagnaia, Binder, Bezzecchi, Marini, Alex Marquez, Vinales, Martin, Quartararo, Aleix Espargaro, Enea Bastianini, Morbidelli, Marc Marquez, Zarco, Fernandez, Miller. Ecco i 15 al traguardo.

Brad Binder fa quello che può e a tratti entusiasma. E’ forte davvero e non si risparmia ma finisce tutto qui perché Bagnaia al Redbullring è dominatore assoluto.
Violento e allo stesso tempo per niente spettacolare se non nel suo martellare, implacabile, una serie di giri sempre veloci o comunque superiori a quelli di chi lo segue. E’ spettacolo anche quello, e non è colpa sua se gli altri non gli tengono testa e non c’è nemmeno troppo spettacolo alle sue spalle. Niente da fare per nessuno. Su una pista in cui Ducati è la moto migliore da battere, Bagnaia è l’uomo da battere sulla moto migliore.
Un distacco così non lo ha mai inflitto a nessuno.

Tornando alle rosse, dà un po’ di fastidio che ve ne siano 6 in top ten? Forse. Ma dà più fastidio che Honda (soprattutto)  e Yamaha siano in una situazione di vergogna tecnica assoluta, con i migliori piloti del mondo (parliamo di una quindicina di mondiali in tutto), a soffrire come disperati su dei cessi totali che li mettono anche a rischio ortopedico.

KTM fa quello che può e se pure sorride per Binder, deve storcere la  bocca per Miller, più forte a parole e a scherzi che in pista. C’è da chiedersi se i problemi di surplus di piloti  della casa Austriaca non possano essere risolti a partire da lui che non ne fa una giusta e arriva dietro ad Augusto Fernandez.

E adesso le cose buone: Bezzecchi è un pretendente al trono e oggi capisce che non gli serve andare in Pramac per essere un pretendente alla factory Ci può arrivare con un altro anno, uno solo, come questo 2023, ovunque corra.  E il team VR46 è il posto migliore.
Bezzecchi può diventare campione del mondo senza l’anticamera Pramac e, se Ducati apre la mente, anche sulle stesse moto di Tavullia.

Parlando di Marini, ottima gara la sua.  Ducati trasforma in top rider anche un mestierante? Sticazzi. Quello che funziona, non si tocca. Fa meglio di Martin (tanti sorpassi ma non è sufficiente), Alex Marquez (sempre forte e combattivo), Bastianini (spento) e Zarco (quasi in coma e ufficialmente fuori dal team), per non parlare di Di Giannantonio, che aveva promesso di mostrare quello che si era intravisto a Silverstone ed effettivamente, purtroppo, ci è riuscito.  Adesso nessuno può dire che Marini ruba il posto a qualcuno.

Per quanto riguarda Aprilia, tanti applausi. Vinales (6°) rovina subito la partenza e poi fa una gara ok, Aleix gli è inferiore non di poco e lotta con quello che ha.  Malissimo le RNF, a partire dall’oscena livrea nemmeno abbinata alle tute. Una cosa inguardabile come la gara dei suoi piloti, entrambi out prima del tempo.  Una nota positiva? Savadori riconfermato. Se lo merita per tutto quello che fa.

Le Yamaha sono solo Quartararo, 8° al traguardo con uno sforzo biblico mentre Morbidelli arriva fuori dai 10 con la testa già alla Ducati factory che forse guiderà. Non ci si crede.

E infine, Honda: la vergogna della MotoGP.  Marc Marquez, 12° è il meglio che la casa alata abbia da offrire. Nakagami 18° prende 32 secondi, Lecuona ne busca 46, 4 da Savadori, ed è 20°, mentre Mir non finisce nemmeno la gara mentre spera di finire da Gresini e salvarsi il culo come ha fatto Rins.

 

 

 

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