MotoGP, Mugello: Aprilia prende tutto con Bezzecchi e Fernandez! A Ducati due podi con Di Giannantonio e Bagnaia!

In un Mugello caldissimo, in tutti i sensi, con un parterre da F1 e un totale di 178.000 presenze per il week end, Ducati si lecca le ferite e porta a casa le briciole. Aprilia, invece, domina un po’ con tutti i piloti e la fa da padrone.
Una gara sprint sorprendente e una gara lunga spettacolare.
La cosa incredibile? Tutto buono. Ognuno fa il suo dovere e va anche oltre, ma i valori in campo, quelli attuali, sono chiari. Aprilia vince e fa vincere. Ducati soffre e fa soffrire!
L’unico interrogativo. Piloti che performano e il giorno dopo spariscono. Oppure desaparecidos che ritornano e vincono, è una cosa che non è chiaro come possa accadere. Sarà la tecnologia.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Fernandez, Martin, Di Giannantonio, Bezzecchi, Marc Marquez, Aldeguer, Bagnaia, Ogura, Acosta.

 

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Martin, Bagnaia, Ogura, Di Giannantonio, Acosta, Marquez, Aldeguer, Fernandez, Moreira.

 

Bella la sprint. La porta a casa Fernandez che capisce quando aspettare e poi cala la zampata. Illude anche di poter essere raggiunto. Quando Martin ci crede, lui allunga ancora. Sembra lui il veterano che gioca al gatto col topo. Questo ragazzo attualmente non ha un contratto. OK?
Di Giannantonio ci mette una pezza e fa terzo. Al traguardo è fuori dalla gioia. Fa bene. Se lo è meritato.
Fanno il loro anche gli altri, a partire da Marquez che è alla prova tenuta fisica. Deve capire se la domenica per lui sarà possibile o impossibile e secondo me riceve segnali buoni dal punto di vista del rendimento e cattivi dal punto di vista della fatica che dovrà fare se vuole rimanere in partita. Vietato cadere.

Per tutti, è la gara lunga che conta e infatti lo stesso Bezzecchi non rischia troppo,  ma intanto Ducati è battuta. I piloti di Bologna fanno il loro dovere, ma devono cedere.

La gara lunga è un’altra cosa. Bezzecchi non se ne va. Tocca ad altri e questo gli consente di fare una di quelle gare che ci si aspettano da lui. Primo dopo aver lottato. La vittoria vale ancora di più perché arriva dopo scontri diretti in cui non perde la testa e dice la sua.
La cosa bella è che è un Mugello pulito. Non ci sono scorrettezze (forse Ogura manda un po’ largo Marquez ma ci sta), non ci sono episodi da riguardare. E’ veramente una gara ok, con pochi crash (Bastianini e Rins) e un solo ritiro (Crutchlow che non ce la fa).
Il resto è una lotta continua. Marc Marquez che deve lottare contro Acosta e Ogura, vale il prezzo del biglietto. La guerra dura 10giri e lo spagnolo della Ducati alla fine cede, ma non senza vendere cara la pelle. Del resto è qui per vedere se funziona e… ancora non funziona, almeno secondo le sue dichiarazioni. “Moto OK, manco io”, dice il 93. Sarà ma non sembra proprio. Bagnaia tiene il punto e fa un garone, ma a momenti Ogura lo buca. Il podio è meritato ma le Aprilia van tutte forte. Forse, un unico appunto che si può fare a Pecco, è che ormai sia più concentrato sull’essere la miglior Ducati che sull’essere il migliore in assoluto.  Ma al Mugello sa ancora come si fa e si salva così, con un podio che l’anno scorso non è arrivato perché c’erano i Marquez.
Per quanto riguarda l’enigma Acosta, bisogna sempre capire cosa manchi a lui e cosa manchi alla moto. Si può pensare che se mette dietro Marquez con una KTM, a parità di moto farà un bagno di sangue. Oppure si può pensare che Marquez lo tenga dietro 10 giri nonostante sia ancora rotto. Parlerà il tempo. Però di sicuro il Marquez che ha, sì lottato, ma poi ha ceduto facendoli andar via per non avere “rogne”, non è quello che conosciamo. Sembra come dire: ok, io mi fermo qui perché sono in convalescenza e ho promesso di non esagerare.

Diverse le gare dei protagonisti del sabato. Di Giannantonio si trova 12° alla prima curva e passa la gara a metterci una pezza. Fernandez fa un pasticcio e, anche lui, deve risalire.
Ma ci sono i compagni di squadra e tutti, davvero tutti, fanno la miglior gara possibile. Persino le Honda, forti il sabato con Moreira, la domenica si dibattono con Mir che stranamente, non la lancia.

C’è solo una certezza, ed è doppia: le Yamaha sono da film dell’orrore, tutte.
E Morbidelli ha già la testa non si sa dove. Con una Ducati, al Mugello, non si può passare la gara a lottare con le Yamaha per prendere un punto o due. Non ha senso.

Bilancio? Aprilia vince e fa vincere. Ducati soffre, e fa soffrire.
Avremmo potuto vedere qualcosa di diverso con un Marquez in forma? Forse un risultato tutto suo, ma non il dominio generale che abbiamo visto negli ultimi anni. Decisamente no.

La classifica: Bezzecchi 173, Martin 156, Di Giannantonio 134, Acosta 103. Ogura 92 e Fernandez 87. Tutto chiaro chi comanda?

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