MotoGP, Valencia: Bagnaia wins ahead of Martin and Miller! Well Bastianini and... hello Vale!

Bagnaia Valencia

L’ultimo week end del mondiale MotoGP 2021 altro non è che un gigantesco e meritato saluto a Valentino Rossi ed è la gara a fare da contorno.
Forse tutto è a tratti esagerato negli sconfinamenti mistico-religiosi e strappalacrime ma sicuramente dovuto per quello che è stato un simbolo delle corse in moto dell’ultima era.
A Rossi il merito di aver fatto diventare mainstream uno sport che, senza di lui, non lo sarebbe mai stato, merito che fa passare, almeno per oggi, in secondo piano tutte le alterazioni da ultrà che questa visione ha portato in un mondo che certe cose non se le aspettava, soprattutto da parte di chi questo fenomeno lo ha sfruttato.

A Valencia va in scena una gara che vede Ducati dominare senza se e senza ma, con un Bagnaia ed un Martin impeccabili ed un Miller che dimostra di meritare comunque la moto rossa. A questi vanno aggiunti uno Zarco competitivo ed un Bastianini tanto forte e meritevole quanto ignorato dai media, forse per il suo non essere della crew. Da menzionare, poco altro, se non le Suzuki tornate in forma e un Quartararo che pensa alle vacanze.
Ah, a proposito, lascia la MotoGP anche Petrucci, uno che non dovrebbe andare via e di cui questa settimana si è parlato poco e niente. Peccato.

Ma è l’addio del 46, la cosa da festeggiare oggi. Nella speranza che, al netto di tutti i talenti che questo sport ci regalerà, si cercherà di puntare un po’ di più sul movimento e non esclusivamente sui singoli, proprio per non dover soffrire così in giornate come queste, a causa di un all in forse un po’ esagerato.

 

Minicronaca
Al via Martin prende subito metri ma con lui c’è Miller poi Mir, Bagnaia, Rins, Quartararo, Binder Aleix Espargaro, e Rossi davanti a Zarco.

Bastano pochi giri per capire che Miller non ha il passo.
Ce l’ha invece Mir che però deve cedere a Bagnaia in rettilineo.
La potenza Ducati non basta però perché Rins fa il giro veloce e passa anche davanti al suo compagno di squadra per andare a cercare le due Ducati in fuga.
A meno 13 Bagnaia passa e rimane in testa dopo diversi tentativi. Alle loro spalle tutto uguale ad eccezione della performance di Zarco, in risalita, e di Bastianini da 19° a 9° davanti a Rossi.
Pochi giri in più sono quelli che servono a Miller per ritrovare grip e crono e passare Mir. Sono tre le Ducati davanti a tutti.
Finisce così: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, Aleix Espargaro, Rossi che chiude i 10 e la carriera da 10 e lode!

Pages

Bagnaia
Vince, stravince e convince.
Nient’altro da aggiungere. Moto migliore e pilota più in forma oggi le hanno suonate a tutti.
Voto 10

Martin
Qualcosa in più che il miglior rookie. Martin è già un veterano, uno di cui aver letteralmente paura. E’ un top rider spaventoso, forse uno dei più grandi talenti degli ultimi anni.
Voto 10

Miller
Da vero eroe romantico soffre per quasi tutta la gara e poi fa podio.
Il lato old school del motociclismo e del protagonista sofferente a cui manca sempre qualcosa per trionfare. Ci piace anche per questo.
Voto 9

Mir
Da campione del mondo uscente, molto uscente, fa una gara onesta ma cede un podio che avrabbe avuto molto significato. Invece niente.
Voto 7,5

Quartararo
In vacanza dal giorno in cui ha vinto il mondiale, è evidente che gli mancano le motivazioni. La stanchezza è comprensibile ma è atteso per la sua difesa del titolo.
Voto 6,5

Zarco
Fa il suo dovere ma è evidente che il suo campionato è iniziato con altre aspettative. Da capire come andrà a finire…
Voto 6,5

Binder
Un po’ opaco, un po’ anonimo, è comunque la miglior KTM al traguardo, segno che ci mette più di tutti i suoi compagni di marca e che forse è la moto austriaca ad aver avuto uno stop.
Voto 7

Bastianini
Una rimonta da film sportivo strappalacrime. Un personaggio non personaggio inspiegabilmente (si fa per dire) ignorato dai media. Una evento sportivo può avere un vincitore solo ma di certo Enea ha vinto il suo mondiale.
Voto 8,5

Aleix Espargaro
Aprilia è migliorata e lui è il rappresentante della crescita di Noale.
Forse il risultato non rappresenta al 100%, almeno oggi, la situazione della casa italiana, eppure c’è molto di buono.
Voto 7

Rossi
Forse questa è la gara del 2021 in cui si diverte di più.
Leggero e scarico di ogni pressione e responsabilità, girando per godersi la festa, è arrivato un 10° posto che sa, almeno nel cuore, di decimo titolo.
Voto 10 e lode alla carriera

Ducati and Suzuki: ready for Moto2!

Kalex

The news is one of those easy to report:
The trend that sees the commitment in Moto2 of the manufacturers involved in MotoGP increase year after year is destined to grow.
After MV, KTM and from next year, also Yamaha, engaged in the junior class with Moto2 which obviously have a Triumph engine and their own chassis or in any case derived from something already on the grid (Kalex, mainly), here are other big names.

Ducati, but especially Suzuki, these are the rumors, could be be ready to enter Moto2 starting from 2023 but given the type of commitment someone could do it even earlier ..
Suzuki, in particular, would already be far ahead in the negotiations, having an open channel with the Aspar team to complete the operation even if Aspar seems to have chosen Gas Gas already.

The big change, which could take place as early as 2023, is actually a small one.
It is not a question of designing new motorbikes or of really bringing manufacturers into a championship that have never raced, but only of widening the grid or, even, if it is believed that the number of motorcycles currently cleared is sufficient, injecting a couple of brands in existing teams.

Once the rumor is cleared, it’s time to understand why all this. That is what exactly can be used, to call Ducati or Suzuki of the Triumph-powered Kalex.

The first reason is related to the market. For a manufacturer it is much easier and cheaper to set up a team (or even to call an existing team by its name), than to pay millions to have riders already under contract with other teams such as KTM or Yamaha, which instead have the their top riders on a track since the junior classes. KTM and Team Asia are teaching that riders need to be signed up when the’re still junior and this is demonstrated by the fact that KTM has the best rookies available automatically for next year, so much so that they don’t know where to place them.

The second reason is related to the Brand.
Of the current audience, only a small percentage are aware that a class that struggles to get mainstream attention, is using bikes with a Triumph engine and either a Kalex or Boscoscuro chassis.

The bikes are called by the name of the team, or of the sponsor. The stoned press does the rest. Asleep on financial and political macro-themes and busy as it is just raking in clicks with distorted statements, factoids, desires and hopes of the darling of the moment, press would certainly not spend its days repeating that the Ducati Moto2s are not really Ducati’s, as indeed they are not currently doing it, not even for MV or KTM.
The press, and it is now well known, even in the case of so-called specialized sites, is only interested in mass clicking and the latter is certainly not achieved with those that are considered as technicalities by housewives and kids.
Already there is to survive the retirement of Valentino. There’s no place for anti-click details.
And Dorna is happy to do the bad copy of F1, so this would be enough to get everything back.




Ducati e Suzuki: pronte per la Moto2!

Kalex

La notizia è di quelle facili da riportare:
Il trend che vede aumentare, anno dopo anno, l’impegno in Moto2 delle case coinvolte anche in MotoGP è destinato a crescere.
Dopo MV, KTM e dal prossimo anno, anche Yamaha, impegnate nella classe cadetta con Moto2 che hanno un motore ovviamente Triumph e un telaio proprio o comunque derivato da qualcosa già in griglia (Kalex, principalmente), ecco arrivare altri big.
Ducati, ma soprattutto Suzuki, questi i rumors, sarebbero pronti ad entrare in Moto2 a partire dal 2023 ma visto il tipo di impegno qualcuno potrebbe fare anche prima..
Suzuki, nello specifico, sarebbe già molto avanti nelle trattative, avendo un canale aperto con il team Aspar per completare l’operazione anche se Aspar sembrerebbe aver già chiuso con Gas Gas.

Il grande cambiamento, che potrebbe aver luogo addirittura a partire dal 2023, è in realtà un cambiamento piccolo.
Non si tratta di progettare nuove moto o di far entrare realmente delle case in un campionato che non hanno mai corso, ma solo di allargare la griglia o, addirittura, nel caso si ritenga che il numero di moto attualmente schiarate sia sufficiente, iniettare un paio di brand in team già esistenti.

Una volta chiarito il rumor, è il momento di capire il perché di tutto questo. Ovvero a cosa può servire esattamente, chiamare Ducati o Suzuki delle Kalex motorizzate Triumph.

La prima ragione è legata al mercato. Per una casa è molto più semplice e meno costoso mettere su un team (o addirittura chiamare col suo nome uno già esistente), che pagare a suon di milioni per avere piloti già sotto contratto con altre squadre come KTM o Yamaha, che invece hanno i loro top rider su un binario sin dalle classi junior. KTM, Team Asia, insegnano che ormai i rider si mettono sotto contratto subito e la cosa è dimostrata dal fatto che KTM ha i migliori rookies disponibili in automatico per l’anno prossimo, tanto da non sapere dove metterli.

La seconda ragione è legata al Brand.
Del pubblico attuale, solo una ridotta percentuale è consapevole del fatto che una classe che fa fatica ad ottenere un’attenzione mainstream, schieri moto con motore Triumph e telaio Kalex o Boscoscuro che sia.

Le moto vengono chiamate con il nome del team che comunicano, o dello sponsor. La stampa di rincoglioniti, fa il resto. Addormentata sui macrotemi finanziari e politici e occupata com’è solo a rastrellare click con dichiarazioni distorte, fattoidi, desideri e speranze del beniamino di turno, non passerebbe certo le giornate a ripetere che le Ducati Moto2 non sono veramente delle Ducati, come del resto non accade attualmente nemmeno per le MV o per le KTM.
La stampa, ed è ormai conclamato, anche in caso di siti cosiddetti specializzati, è interessata solo al mass clicking e quest’ultimo non si consegue di certo con quelli che per casalinghe e ragazzini sono tecnicismi.
Già c’è da sopravvivere al ritiro di Valentino, figuriamoci se si va tanto per il sottile con dettagli scaccia click.
E Dorna è contenta di fare la brutta copia della F1, quindi basterebbe già questo per far tornare tutto.



MotoGP, Portimao: Bagnaia imbattibile davanti a Mir e Miller. Quartararo confuso e ko!

Bagnaia Portimao

La gara di Portimao offre la super emozione di un Bagnaia inaffrontavile, perfetto, cristallino, oltre all’emozione di un Quartararo poco motivato, che evidentemente prima non ce la fa e poi butta via tutto.
Non c’è molto altro se non l’exploit di Alex Marquez, incompiuto solo perché gli manca il podio, e l’orgoglio di Miller, che almeno salva la faccia.
Non c’è davvero molto altro perché le Yamaha Senior fanno orrore, e i bravissimi rookie fanno qualcosa meno delle attese.
Però Ducati porta a casa un mondiale meritato, anche se vinto in tanti contro un solo uomo. Ducati ha il pregio di schierare solo ottime moto mentre Yamaha ha un one man band, Quartararo, a cui non ci può chiedere ogni volta quello che non può dare.
Davvero, per oggi è tutto. Anche a voler cercare altro, come le briciole Suzuki o qualche dato da nerd, non c’è altro.

Bagnaia al via brucia Miller e Mir fa lo stesso dopo due curve.
Alex Marquez, invece, sorprende sulla sua Honda “ritrovata” e insidia da subito Martin. Qualche difficoltà per Quartararo che cresce ed è già sesto ma non è vicinissimo ai leader.
Con 18 da fare, vola out Aleix Espargaro mentre il duo Bagnaia-Mir ha un secondo su Miller e un secondo e mezzo su Alex Marquez.
A metà gara Bagnaia è in fuga su Mir con quasi 2 secondi di vantaggio, mentre è meno vicino a Mir che lo precede di quanto Miller sia vicino a lui nella lotta per il terzo gradino del podiom, anche se Alex cresce
A meno 5 è magico l’ingresso di Zarco su Martin. Il francese entra sul compagno di squadra mentre Alex viene infilato da Miller e Quartararo va addirittura out lasciando alla Ducati una grande occasione per il titolo costruttori.
Giro 23: Lecuona entra su Oliveira per un brutto crash e gara interrotta.
Bagnaia, Mir, Miller, Marquez, Zarco, Pol Espargaro, Martin, Rins, Bastianini, Binder, se non cambia qualcosa in classifica.
Ducati campione del mondo costruttori.

Pages

Bagnaia
Vince una gara senza che nessuno possa metterlo in discussione.
Una vittoria di forza. Oggi è irraggiungibile
Voto 10

Mir
E’ tornato quello che vinceva i mondiali… piazzandosi.
Meglio di niente. Campione del mondo molto uscente.
Voto 9

Miller
D’orgoglio recupera un podio che l’emozione gli stava portando via.
Voto 9

Alex Marquez
Il fratello non c’è e Alex balla. A momenti è podio, poi manca qualcosa.
E’ comunque best independent. Oggi se lo merita.
Voto 8,5

Zarco
Una seconda parte di stagione lontana dalle attese ma è titolo di best independent rider.
Voto 8

Pol Espargaro
Male, considerando che manca Marc e che un’altro Marquez gli finisce davanti, benino, guardando al piazzamento.
Voto 7

Martin
Oggi le busca. Le busca da Marquez, e da tanti altri. Sbaglia gomma, evidentemente, ma la classe comunque rimane.
Voto 6,5

Rins
Dovrebbe essere carico ma così non è. O forse, visto i tanti zeri, c’è di che ringraziare…
Voto 6

Bastianini
Non è la miglior Ducati ma un duello, lo vince, ed è quello del suo box.
Un occhietto anche alla classifica di best rookie. Tanta tanta roba visto che il suo avversario diretto ha una moto ben superiore.
Voto 7,5

Binder
Centra la top ten ma è lontano dai fasti attesi. Però vedendo le altre arancioni va ringraziato.
Voto 6,5

MotoGP, Misano: festa al contrario. Marquez, Pol Espargaro e Bastianini. Francesi, spagnoli, jap e la Ducati “sbagliata”!

Quartararo Marquez

A Misano va in scena una festa al contrario.
Purtroppo per i tifosi l’atteso week end giallo di VR e rosso per una Ducati con tante aspettative è invece la festa dei giapponesi di Yamaha e di Honda con il mondiale anticipato di Quartararo e la doppietta Honda con tanto di vittoria del 93 nel circuito destrorso… di casa nostra.
Per i rider dell’accademy una caduta (Bagnaia) e un piazzamento deludente (Marini) mentre per Ducati un week end buio terminato con il podio per un rider sbagliato, un Bastianini sempre sminuito e quasi ignorato che è invece il più concreto di tutti.
Alla fine a soddisfare, sono l’alfa e l’omega. L’alfa Quartararo, 22enne che in una stagiona non ha sbagliato niente e quindi merita il titolo, e un omega, Valentino Rossi, che nell’ultimo week end di casa fa una delle gare migliori della stagione, con una top ten che, pur nelle difficoltà, sancisce, se ce ne fosse bisogno, la sua professionalità di una vita.
Vedendola dal punto di vista del tifo e del campanilismo, e la tv è stata funerea in questo senso, Misano è una tragedia. Vedendola, invece, dal punto di vista del motociclismo, la gara di oggi è un nuovo punto di partenza.
A noi saperlo apprezzare e sfruttare.

Mini cronaca
Al via Bagnaia rimane in testa mentre Marini è già settimo dopo una curva.
Bagnaia, Miller, Marquez, Oliveira, Pol Espargaro, Marini Lecuona e Rins a chiudere i 10.
Nel frattempo Mir perde l’anteriore e coinvolge Petrucci: out i due.
Con 24 giri da fare vola anche Miller e avvolge la Ducati in una croccante panatura.
La gara continua con il duello soft fra Marquez e Bagnaia mentre Quartararo in top ten sembra fare più fatica del previsto a recuperare.
E mentre Dovi e Rossi pascolano agli ultimi posti fa ancora peggio Martin che cade e va out, anche lui, per eccesso di fiducia.
A 12 dal termine Bagnaia accelera ma lo fa anche Marquez. Il gap con Pol Espergaro è di quasi 4 secondi, poi Oliveira, Aleix Espargaro, Rins, e Quartararo distante al settimo posto.
Con 5 giri da fare Bagnaia prende distanza su Marquez ma poi va out nella ghiaia e lascia Marquez in testa, mentre va out anche Oliveire a lascia Quartararo sul podio e virtualmente Campione del Mondo, nonostante Bastianini aspiri a rovinargli, seppur parzialmente, la festa.

Marquez, Pol Espargaro, Bastianini, Quartararo, Zarco,Rins Aleix Espargaro, Vinales, Marini, e Rossi a chiudere i 10!
Quartararo Campione del Mondo, doppietta Honda con Marquez ritrovato e Bastianini vero top rider! Una piccola soddisfazione anche per VR!

Pagelline
Marquez
E’ tornato, su un circuito a destra e con una vittoria meritata per quanto facilitata dall’out di Bagnaia.
Ma è una gara da incorniciare perché segna il suo ritorno, anche se riconosce i meriti di Quartararo.
Voto 10

Pol Espargaro
Una volta che fa una gran gara, passa in secondo piano. Peccato, oggi è un top rider!
Voto 9,5

Bastianini
Parte dietro ma castiga il campione del mondo e va sul podio.
Bastianini vale 2 Marini e merita, lui sì, una Ducati ufficiale.
Il resto è fuffa da tv a pagamento di dubbia imparzialità.
Voto 9,5

Quartararo
Con l’out di Bagnaia il podio gli interessa il giusto.
Va sicuramente bene anche così, a 22 anni, essere campione del mondo, più che meritatamente, con tanti acuti e zero errori.
Voto 10

Zarco
Una gara in ombra ma comunque combattuta. E’ un vero ducatista, di quelli di cui Ducati avrebbe bisogno. Meno fuffa e aspettative, più concretezza.
Voto 9

Rins
Mette a posto un po’ di cose in casa. Niente di che, meglio di niente.
Voto 7,5

Aleix Espargaro
Una gara all’attacco, nei limiti delle sue possibilità. Promosso anche lui.
Voto 7

Vinales
Anche lui fa il suo dovere e si avvicina al più esperto compagno di squadra.
Promosso anche lui.
Voto 6,5

Marini
Elemento negativo della giornata solo per chi ha aspettative irrelistiche.
Fa quello che può, forse anche troppo.
Voto 6

Rossi
Il suo saluto è un po’ opaco con una scena rubata da Quartararo, da Marquez e dal buio Ducati. Non è certo con la giornata di oggi che si giudica un Valentino.
Voto 7,5

MotoGP, Austin: Marquez torna re davanti a Quartararo. Bagnaia terzo grazie ai giochi di squadra!

Marquez Austin

In Texas va tutto in scena come se fossimo nel 2019 o anche prima.
C’è Marquez e gli altri guardano perché lui in giù, Quartararo incluso, non ce n’è.
Lo spagnolo scava un canyon dietro di lui mentre le forze in campo sono quelle del campionato con la forzatura di un Bagnaia che riceve un podio in regalo in virtù di maldestri giochi di squadra che fanno letteralmente scansare Miller prima e Martin, poi. Fa bene a non festeggiare.
Il resto, tutto noiosamente nella norma a parte Bastitnini che è magnificamente sesto. Dopo di lui il nulla di anziani, raccomandati e gente che non riesce a venire fuori dai problemi: insomma, comprimari.

MIni cronaca.
Al comando ci va subito Marquez seguito da Quartararo e Rins mentre Bagnaia soffre e Nakagami cade.
Alle spalle di Marquez, che in pochi giri ha un gap di un secondo, ci sono Qurtararo, Martin, Miller e Rins che cede qualche posizione in pochi giri.
In difficoltà netta, invece, Bagnaia che fatica a stare con i migliori.
Nel frattempo va out Zarco mentre Bastianini cresce ed entra in top ten.
!! giri da fare: con il vantaggio di Marquez che sale a 2.3 secondi cade anche Espargaro.
A meno 7 Miller fa pateticamente passare Bagnaia per ordini di scuderia mentre Marquez ha un vantaggio di quesi quattro secondi. Fra Bagnaia e Quartararo, però, c’è Martin che non sembra voler rallentare.
Alla fine i giochi di squadra colpiscono duro anche Martin che oltre a far passare Bagnaia deve anche scontare un long lap penalty. La tristezza.

Marquez vince comodo davanti a Quartararo, Bagnaia, Rins, Martin, Bastianini, Mir, MIller, Binder e Pol Espargaro a chiudere i 10.

 

Pagelline
Marquez
E’ il vero Texas Ranger. Stile Chuck Norris da lui arrivano solo calci girati. Non c’è niente da fare. Per oggi è guarito.
Voto10

Quartararo
Fa la gara migliore possibile. Non potendo prendere Marquez sceglie di provare a vincere il campionato. Diversamente da altri non ha compagni di squadra in grado di aiutarlo. E’ tutta roba sua.
Voto 9,5

Bagnaia
Fa fatica al via, poi si riprende. Per fargli ottenere il podio però, va detto, si scansano Miller e Martin. Anche volendo far finta di non vederlo, è innegabile e plateale. La stampa estera è perplessa, la nostra fa finta di niente. Fa bene a non festeggiare, anche se dichiara altre motivazioni.
Voto 7,5

Rins
E’ uno che in Texas sa vincere ma non oggi. Fa il possibile e ne viene fuori una bella gara in cui cerca di spingere fino all’ultimo.
Voto 8

Martin
Appuntito fino a che non deve scontare un long lap e, allo stesso tempo, far passare Bagnaia. Poi cede una posizione di troppo. Un’altra.
Voto 8

Bastianini
A lui la Ducati peggiore del lotto. Eppure è lì a pettinare Mir e compagnia.
L’antiraccomandato che ci piace. Il fatto che la Ducati 2021 andrà a Marini provoca tutti i sintomi dell’intossicazione alimentare.
Voto 8

Mir
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrebbe pensare a quando ha dato a Marquez del succhiascie. Una gara buia.
Voto 5,5

Miller
Anche lui è un castrato politico. Poi alla fine crolla, anche. E male.
Voto 5,5

Binder
Non si vede granché durante la gara. Una delle cose degne di nota è il crollo negli ultimi 5 giri. Ma sulla KTM nessuno meglio di lui.
Voto 6

Pol Espargaro
Ecco quanto vale la Honda senza Marquez. Meno di una ducati del 2019.
Meno di una KTM guidata bene e sicuramente meno delle Suzuki.

Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pages

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

Aragon; Bagnaia vince, Marquez torna, Quartararo subisce, Bastianini stupisce!

Bagnaia Aragon

Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie  a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.

La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.

Pages

Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10

Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5

Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9

Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5

Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5

Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8

Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7

Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5

Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5

Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5

Superbike, Navarra, gara1: fra la noia e le buche vince Redding su Rea e Ratzgaglioglu!

Redding Navarre

Nella pista definita come la più brutta del mondiale (Magny Cours è una combo a parte ma non ha queste buche), va in scena un round Superbike senza la Supersport 300.
La gara è soporifera, a dir poco. Vince Redding e Rea tampona l’emorragia di punti, chiudendo davanti a Ratzgatlioglu.
Il resto non esiste perché o è tutto uguale, o conta poco.
Da salvare la prestazione di Locatelli. Da segnalare la sedazione di Gerloff e Rinaldi, che invece sembravano essere i prospect più promettendi del campionato. L’americano è l’ombra di se stesso dopo il cazziatone seguito all’incidente con Ratzgatlioglu (gli hanno assegnato anche uno psicologo), mentre Redding sembra avere quasi paura del rosso che indossa.
Davvero a Navarra, almeno per quanto riguarda Gara1, non c’è nulla da rilevare.

Minicronaca
Al via Redding passa in testa e resiste 5 curve. Poi sbaglia, lascia passare Rea e rischia anche di stendersi sul cordolo per rimediare.
Bene Locatelli e Razgatlioglu, che precede Lowes, Sykes, Mahias e Davies.
Con Redding ripassato in testa, a meno 14 dal termine, vola out Bautista mentre Rinaldi, a malapena in top ten, è l’ombra di inizio stagione.
Lui e Gerloff sono in calo e l’americano sembra irriconoscibile, quasi castrato elettronicamente.
In gara, succede poco o niente.
L’ultimo giro vede Redding davanti a Rea, Razgatlioglu, Locatelli, Lowes, Sykes, Van der Mark, Bassani, Gerloff e Rinaldi a chiudere i 10.

Pages

Redding
Late awakening. He bids farewell to Ducati and goes to a BMW with which he will never get these results.
Today, however, he wins.
Rated 10

Rea
Second place tastes like defeat, but only half of it, as the Briton stretches over Razgatlioglu, his only opponent for the championship. Rea has realized that on risky tracks, others must take risks.
Rated 9.5

Razgatlioglu
He is not in the game. Simple as that. He is there to do damage control, though.
Championships are won (or tried) this way, too.
Rated 9

Locatelli
He is the fittest rookie. There's no question about it.
The bike and the team, they help him.
Rated 8.5

Lowes
The second Kawasaki is always quite far from the first one
It's a classic. We will never see Lowes ahead of Rea.
Rated 7.5

Sykes
Also departing from the official team... yet if BMW gets anything, it's thanks to the former world champion, who at least shows good things in qualifying. Happy with them...
Rated 7.5

Van der Mark
Another anonymous race by the rider who is believed to be BMW's future. We are left waiting.
Rated 7.5

Bassani
Lotta e sta davanti anche alla Ducati ufficiale di Rinaldi e a quella semiufficiale di Davies. Sorvegliato speciale.
Voto 8

Gerloff
Non per essere complottisti, ma appare castrato dai cazziatoni post incidente con Raztgatlioglu. Dotato di psicologo, appare sedato.
Qualche sospettoso potrebbe pensare anche ad una centralina “smussata”.
Voto 7

Rinaldi
Down in the dumps, with slumping performances, comes Rinaldi, who seems to experience officiating more as a pressure than a reward.
Rated 6

 

MotoGP, Stiria: gara delle meraviglie! Binder batte Bagnaia e Martin! Quartararo sconfitto!

Binder

L’Austria regala una gara bellissima e piena di sorprese dal punto di vista tecnico e umano. Vince, anzi, stravince Binder che rifila 9 secondi al secondo e ne restituisce 3 per essere passato sul verde all’ultimo giro.
La vittoria è comunque sua e, con la moto di casa, su pista di casa, batte un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno questa volta. Per il resto le cose si rimettono quasi a posto, nel senso che il podio lo chiude Martin davanti a Mir, altro che aveva cambiato moto e Marini, quinto all’arrivo e secondo di quelli che non avendo nulla da perdere non si sono fatti spaventare dall’acqua. Il rischio ripaga, oltre a Binder, anche lui e Lecuona, che finiscono davanti a Quartararo e Rossi (che sceglie anche lui di giocarsi il tutto per tutto). Alex Marquez e Aleix Espargaro, anche loro scelgono di non rientrare, chiudono i 10.
Alla fine, in Stiria vincono sempre gli outsider e succedono sempre cose che sembrano scritte per un film. Ma per oggi va così. Non interessa quasi a nessuno il perché e il “per come” di un esito che fa contenti quasi tutti.
Di buono, quindi, KTM e i coraggiosi. Di cattivo, invece, se di cattivo si può parlare, un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno quando dovrebbe, e un Marquez che finisce in zona grigia. Lo spagnolo è tornato forte ma sbaglia cose che in passato, forse, non avrebbe sbagliato.
Il resto, compreso Quartararo, è solo sconfitta anche quando sembra che sia stata messa una pezza dal punto di vista della gara e della classifica generale.
Credeteci: la classifica generale, almeno oggi, è un discorso da fare a parte.

Mini cronaca
Al via comanda Bagnaia davanti a Martin mentre Quartararo commette errori che lo puniscono subito e lo spingono dietro.
Terzo è Zarco davanti a Marquez, Miller e Quartararo, appunto.
Con 25 giri da fare Marquez passa Zarco ed è terzo mentre alle spalle del francese arriva l’altro transalpino Quartararo che ci mette tre giri a passare in terza posizione per poi subire il contrattacco di Marquez e Martin e restituire volta per volta i colpi ricevuti. Il duello centrale della gara, è fra loro. Sarà qui che perderanno il tempo che renderà vano il cambio moto.

A meno 10 dal termine va out Zarco mentre e quinto ma sono le immagini della carena saltata via a Bastianini a monopolizzare l’attenzione per la pericolosità e l’assurdità dell’evento.
A meno 9 Marquez passa Quartararo che per resistere va largo. Meno 7 e Marquez passa Bagnaia che però replica di motore. Altro leit motiv.

Con la pioggia forte Rins e Miller cambiano moto mentre davanti è guerra aperta fra Marquez, Quartararo, Martin e Bagnaia.

A meno tre i leader cambiano moto aanche loro, seguiti poi da tanti altri… ma rientrano con Binder e Aleix Espargaro in testa seguiti da Rossi. Gli unici ad aver ignorato il bagnato.
Mentre Marquez butta via la gara scivolando nonostante la gomma nuova, a rimanere davanti è Binder sulla moto di casa.
Clamorosamente con un giro da fare, il sudafricano in testa è seguito seppur da lontano da Aleix Espargaro e Lecuona. Il vantaggio del sudafricano è spaventoso.
Nell’ultimo mezzo giro succede di tutto: Vince Binder con le gomme “sbagliate” davanti a Bagnaia, Martin, Mir, Marini, Lecuona, Quartararo, Rossi, Alex marquez, e Aleix Espargaro.
Il sudafricano restituisce 3 secondi per essere passato sul verde ma nulla cambia. Vince con 6 di vantaggio. Ed è festa.

 

Pages

Binder
E’ quello che ha più attributi… o meno cervello, fate voi.
Quello che conta è che vince una gara che si ricorderà a lungo.
Voto 10

Bagnaia
Non si può dare un voto più basso del 9 a uno che arriva secondo.
Eppure Bagnaia oggi ha un rimpianto ed è quello di non riuscire a calciare un rigore a porta quasi vuota. Ok, recupera in classifica ma non ci crede nessuno che non sia arrabbiato per aver perso l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP .
Voto 9

Martin
Porta a casa un altro risultato eccezionale. Anche lui cambia la moto un po’ tardi ma nel suo caso va bene così. Pole e podio, e vittoria l’altra volta…
Voto 9

Mir
Tanto cervello e sempre risultati eccellenti. Manca però l’acuto.
Voto 8,5

Marini
Fra quelli che non hanno nulla da perdere, dopo Binder, che però è un pilota di livello superiore, Marini è quello che fa meglio.
In pratica non ha scelta ma tenere la moto in piedi è un’altra cosa. La sua gara dell’anno.
Voto 8

Lecuona
Sicuramente avrebbe sperato in qualcosa in più, anche per rinfacciarlo a KTM ma alla fine va bene anche così. Almeno lui c’è.
Voto 7

Quartararo
Lo sconfitto di oggi è lui. Sbaglia per tutta la gara, in avvio e nella parte centrale. Il finale è in linea con il resto della corsa.
Voto 5

Rossi
Viene trattato come un vincitore. Un po’ troppo? Forse, però è un risultato di quelli che fanno morale. Certo, riferirsi a Rossi come ci si riferisce a Lecuona e a Marini, fa un po’ strano, vista la sua esperienza e il suo palmares, ma questa è la sua condizione. Se la gioca bene comunque. Di sicuro meglio di Quartararo.
Voto 6,5

Alex Marquez
Chi lo ha visto? Fa una gara da retrovie e si trova in top ten.
Deve esserne contento. Il fratello maturo sembra lui.
Voto 6,5

Aleix Espargaro
C’è un momento in cui lotta con i primi, un momento in cui è sul podio e un finale che lo vede con i “soliti” risultati.
Da un lato va applaudito un pilota che non molla mai, dall’altro c’è curiosità di capire cosa potrebbe fare un top rider sulla moto veneta.
Voto 6,5