Nella Sprint race Marc Marquez frega anche Michelin e supera il problema pressione. Nella gara lunga, invece, passeggia serenamente e parla con altri interlocutori. Out il fratello, con Pecco lontano e problematico, i nuovi “avversari” si chiamano Bezzecchi e KTM con Acosta e Bastianini. Si va in pausa estiva con un campionato che potrebbe essere già chiuso a Misano.
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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Acosta, Bastianini, Bezzecchi, Quartararo, Raul Fernandez, Bagnaia, Zarco, Pol Espargaro.
I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Acosta, Bagnaia, Raul Fernandez, Quartararo, Martin, Binder, Pol Espargaro, Miller
La sprint ha un solo “drama”: quello della pressine delle gomme. Si presenta a Marc Marquez che chiude il gas, si fa passare da Acosta e poi, dopo aver risolto, ripassa il pilota KTM per vincere comodo. Si presenta a Bagnaia che perde 4 posizioni e non le recupera più con il più il giallo post gara del “messaggio sbagliato” della dashboard. Cambia poco eh, perché Pecco, dopo la pole ottenuta passando per la Q1 per caduta del compagno di squadra (nel momento in cui quest’ultimo gli stava rifilando quasi 3 decimi), si è spento e non si è più riacceso. E per lui il week end è finito male in gara1 e giù dal podio in gara 2. Il resto sono scuse e spiegazioni tentate e mal riuscite, con un box Lenovo diviso in due fra l’euforia del dominio assoluto del 93 e l’imbarazzo totale di un Bagnaia sempre più ingiustificabile. Il resto è KTM con la bella storia di Bastianini ritrovato (gli avranno dato il pacchetto del Vinales assente? Vedremo), un Acosta che finalmente non spreca e Bezzecchi che fa le prove per la gara lunga. Bene anche le Yamaha e Raul Fernandez che sta facendo un finale di stagione in crescita. Qualcosa raccolgono anche Quartararo, Zarco e Pol Espargaro che, ricordiamolo, è un sostituto e non corre da un po’.
La gara lunga, invece, vede un Marc Marquez senza pietà. Bagnaia si spegne subito e poi gamberizza. mentre Bezzecchi sogna per un po’ sapendo, in cuor suo, che deve cedere all’ineluttabile. Però a Bezzecchi vanno fatti i complimenti. L’italiano non fa una piega nel ritorno di Martin e continua ad essere, sempre lui, il vero frontman Aprilia. Una moto cresciuta tanto grazie al lavoro di Savadori e suo. Il merito è tutto italiano e Bezzecchi non mostra solo caparbietà e manico ma anche strategia, furbizia, concretezza e piedi per terra. Si può dire? Un altro week end così e sarà un problema concreto per il terzo posto in classifica di Bagnaia e di Ducati. E adesso un po’ di case:
Aprilia vuol dire ritorno di Martin (positivo, dai, e ottimo in tutte le uscite) ma anche il risveglio di Raul Fernandez. Con Ogura ritornato nei ranghi, Fernandez è super appuntito e fa due garoni. Bene così.
Ducati: tolto Marc Marquez a Brno avrebbe fatto fatica a vedere il podio. La crescita degli altri era prevista, fra concessioni, gomme eccetera, ma così è pericoloso e la scelta di Marquez diventa sempre più salvavita. Senza di lui le uniche gioie sarebbero arrivate dai clienti e a Brno non ci sarebbero state nemmeno quelle
Yamaha: fra podi, qualche chicca piazzata qui e là, Yamaha cresce. Non come Aprilia, ma cresce.
KTM: la serenità di Bajaj che copre i costi, vuol dire tanto. L’efficacia a Brno e l’Austria in arrivo fanno il resto.
Alla fine è un week end positivo e speriamo sia il primo di tanti.
Honda. ci sono solo Zarco ed LCR. Il resto è poca cosa. Crescita lenta.
Le gare sono spettacolari, sono belle? Così così. Ormai l’attenzione è solo capire che tipo di torture e distacchi infliggerà Marquez agli avversari e quante volte e in che modo lo spagnolo riuscirà a battere loro e sé stesso.
La speranza è che la pausa di agosto rimescoli le carte ma, plausibilmente, non succederà.
Nella Sprint race (bagnata) Marc Marquez fa il vuoto dopo una rimonta furibonda. Bene Bez, finalmente Quartararo a podio e disastroso Bagnaia.
Nella gara lunga (asciutta) Marquez fa anche più male nonostante gestisca, mentre Bezzecchi e Di Giannantonio, vanno out favorendo Alex Marquez e Bagnaia, altrimenti lontano.
Il week end allontana ancora i fratelli dall’ex campione del mondo, ormai sempre più seconda guida in rosso e terza forza in campionato.
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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Bezzecchi, Quartararo, Di Giannantonio, Miller, Binder, Zarco, Alex Marquez, Acosta.
I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Quartararo, Aldeguer, Marini, Binder, Miller, Raul Fernandez, Rins.
La sprint sembra mostrare un vecchio Marquez, che si complica la vita e poi se la riaggiusta. Lo spagnolo fa un lungo in curva1 e deve recuperare 5 posizioni in pochi giri. Lo fa e nell’ultimo infila Bezzecchi lasciandolo lì. Si tratta di strapotere ma l’uomo Aprilia non demerita. La sua è una gara solida e mostra che Aprilia c’è. Bezzecchi è ok anche nella gara lunga ma poi va out. Altrimenti sarebbe stato podio. Terzo arriva Quartararo che ormai inizia ad essere sempre nei top. E anche Di Giannantonio mostra belle cose con regolarità.
Per quanto riguarda i 30 giri della domenica, al via il 93 non sbaglia, saluta e se ne va. A volte cerca di non forzare ma per lui è ancora più rischioso e allora alterna strattoni a giri morbidi.
Chiude infliggendo agli altri un gap pesante ma che non rende veramente l’idea di quanto sia più forte di tutti. Sul podio salgono sia Alex Marquez che Bagnaia. Alex è infortunato ma non abbastanza da perdere il confronto con Bagnaia. Il torinese, invece, raccoglie un po’ di fortuna perché come capacità è da quinto posto, non di più.
I due salgono sul podio per gli out di Bezzecchi e Di Giannantonio che, come tanti altri vanno fuori in una pista che il tutto il w.e. ha già eliminato Morbidelli e Vinales tanto da renderli unfit.
Alla fine è una domenica a eliminazione. Al traguardo ci arrivano solo i top ten che vedete. Tutti gli altri vanno out, alcuni malissimo.
Cosa lascia il week end tedesco? Una situazione definita. Marc Marquez, se non si autoelimina, ha già vinto il mondiale e suo fratello è plausibilmente l’unico che, ogni tanto, può dargli del filo da torcere.
Per Bagnaia la situazione è reversibile solo aritmeticamente. Perchè se prima era almeno podio, adesso per salirci, a fine gara, deve capitare anche qualcosa a qualcun altro. E ormai il numero di questi piloti aumenta gara dopo gara.
Bezzecchi e Di Giannantonio sono in super crescita e il podio è alla loro portata tutte le volte e anche Quartararo, seppur facendo un po’ più fatica, inizia ad essere una presenza fissa.
La stagione, piuttosto che prendere la piega di un Bagnaia che si riprende, sembra allargare il numero dei contendenti al podio e quindi, si tratta di statistica, anche dei candidati alla vittoria. E questo per Bagnaia è un problema in più da affontare.
Honda? Yamaha? KTM? Una volta consacrata Aprilia come seconda forza (chissà cosa combinerà Martin e e quando tornerà), le giapponesi crescono. Le Yamaha fanno pole e podi, e Honda migliorano progressivamente.
Zarco anche se per farlo deve forzare, è spesso davanti, mentre oggi si è visto anche Marini che, per essere convalescente, ha fatto una gara lunga di tutto rispetto. Discrete anche le KTM che però devono inghiottire il doppio infortunio di Vinales e Bastianini.
E anche questa crescita, è una minaccia a Bagnaia che prima, almeno, il terzo gradino ce l’aveva quasi assicurato.
Arriva subito Brno. Se il trend è questo, ci potrà essere spettacolo, al limite, ma incertezze, poche.
Come è nato questo scazzo Martin-Aprilia e perché? Ma soprattutto, come è stato possibile un effetto a catena con altri piloti e case? Chi ha ragione e chi ha torto? Ma soprattutto, come finirà questa storia e quali sono i pericoli, addirittura per l’intera MotoGP, che attraversa un momento delicato? Se vi va, ragioniamo insieme!
Ad Assen, terreno di caccia di Bagnaia, Marquez domina tutto mentre il torinese va male nella Sprint e non fa meglio del podio nella gara lunga anche se è comunque parzialmente ritrovato.
Chi va forte è Bezzecchi mentre Alex Marquez, dopo il secondo posto della Sprint, va in terra per un contatto con Acosta e verrà operato alla mano destra.
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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Bezzecchi, Di Giannantonio, Bagnaia, Vinales, Aldeguer, Morbidelli, Acosta
I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Bagnaia, Acosta, Vinales, Di Giannantonio, Morbidelli, Raul Fernandez, Bastianini, Quartararo
La sprint è un cliche, con la novità di Bezzecchi che evidentemente è in forma sin dalle FP mentre Bagnaia è in super sofferenza. I Marquez vincono e Marc non dà spazio a niente e a nessuno. Il fatto che sia visibile e non voli via, non vuol dire che sia attaccabile e questo i servi non lo capiscono. I menomati da divano, li seguono a ruota.
Nella gara lunga Marc Marquez non ha “scudieri” perché Alex becca una botta da Acosta che lo manda in terra e in sala operatoria. Dito fratturato per lui e operazione prevista per domani. La causa diretta? Forse il corpo di Pedro che tocca la leva del freno di Alex. Succede.
Di bello, in gara, c’è Bezzecchi che si libera di Bagnaia e lo saluta, salendo sul podio meritatamente, senza poter attaccare Marc Marquez che sembra sempre alla portata ma poi, quando serve, allunga il necessario e si rende imprendibile.
Il n2 Ducati finisce sul podio e dovrebbe essere contento mentre invece, nelle interviste post gara comunica ancora frustrazione. Di fatto c’è che anche un miglioramento non gli basta, e questo è buono per un pilota che vuole stare davanti ma forse sarebbe meglio provare a ricostruire le prestazioni, un week end alla volta.
Le KTM? Buonissime perché Acosta si batte da leone e Vinales è sempre lì e le moto austriache fanno meglio di tante Ducati, a partire di quelle del team VR46 Pertamina (entrambe) e di Aldeguer che va out causa Mir.
Le jap soffrono molto, troppo, ma almeno Quartararo la mette nei 10 dopo la tombola di sabato.
La pole non basta, ma almeno è un segnale. In sintesi: jap attese.
E che altro è atteso, dopo Assen? Un qualche passo falso di Marc Marquez darebbe un po’ di ossigeno alla classifica, ma visto il trend è chiedere la luna. Altra cosa bella sarebbe avere una TV che oltre ad essere schierata, faziosa e infantile, non vada addirittura oltre, con bestemmie in diretta e piloti paragonati a cani.
Anche un trattamento equo nei confronti degli stessi, non sarebbe male. Perché poi se si lancia il sasso dell’insinuazione e poi ci si nasconde facendo i servi nel face to face, i bimbiminchia comunque a casa prendono e fanno loro quello che vogliono e gli fa più comodo.
Forse, oltre a Liberty Media, che rivoluzionerà (si spera in bene) la MotoGP dal punto di vista organizzativo, sarebbe utile una bella pulizia a livello televisivo. Prima che sia troppo tardi.
Non so all’estero ma qui in Italia siamo al non ritorno.
Sembrano temi extra motociclistici ma invece lo sono eccome, perché poi in pista, a guardare i piloti che rischiano la vita, ci vanno proprio i menomati di cui sopra. E i fischi uno dei prodotti made in Italy che stiamo esportando di più.
Albert Valera, manager dei due, ha bisogno di liberare Martin dall’ira di Noale e di Piaggio ma anche Acosta da un futuro grigio e da una pesante penale. Lui avrebbe un’idea ma Pedro, secondo un contatto di Misterhelmet, sarebbe stato avvistato a Bologna, voci dicono, in visita al Museo Ducati.
Il tutto mentre Liberty Media, adesso è ufficiale, si becca la MotoGP e Tech3 sembra stia per vendere.
Ma ci sono tanti altri temi in un mercato che come sempre al Mugello ha una sua brusca accelerazione! Li trovate qui!
Nel week end più caldo dell’anno, quello con i proclami più pericolosi in cui Bagnaia deve prendersi una rivincita e iniziare a sferrare qualche colpo, Marquez prende tutto sin dal primo giorno e cancella l’italiano che nella gara lunga non sale nemmeno sul podio. Eppure quello del 2025 è uno dei “Mugelli” più spettacolari di sempre con Bagnaia sconfitto ma che, per l’impegno, va comunque elogiato!
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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Vinales, Di Giannantonio, Bezzecchi, Morbidelli, Raul Fernandez, Aldeguer
I dieci al traguardo della gara lunga a Aragon: Marc Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Bagnaia, Bezzecchi, Raul Fernandez, Acosta, Binder, Ogura
La sprint è la continuazione delle FP e delle qualifiche con Bagnaia che si sgonfia e finisce alle spalle di Alex. Vinales stupisce e chiude molto vicino mentre le altre Ducati sono tutte in palla, con l’aggiunta di un Raul Fernandez che al Mugello sembra poter dire la sua. Marquez parte così male (si dimentica del launch control e lo innesta praticamente al semaforo), che nonostante sia in pole, deve fare una rimonta dall’ottavo posto. Il resto è un’esecuzione ma almeno restituisce un po’ di lotta che altrimenti non ci sarebbe mai stata.
La gara lunga, invece, è una specie di rissa da bar in cui in pochi istanti succede ogni tipo di cosa ma che poi si stabilizza. Bagnaia è inferocito e a Marquez non basta partire bene. I due fratelli e Bagnaia si prendono letteralmente a sorpassate in faccia e Pecco tocca anche Marc restituendo ogni colpo ricevuto. Poi il n2 della Ducati (ormai gli equilibri sono conclamati) cede e rimane a guardare i fratelli che se la giocano.
Alla fine Bagnaia, pur impegnandosi alla morte (gli si deve dare atto di questo), deve cedere anche a Di Giannantonio che è così in crescita da minacciare virtualmente anche Alex Marquez, dopo una gara decisamente più bella della livrea commemorativa scelta dal suo team. Una carena orribile come la gara di Morbidelli che tira giù un Vinales che altrimenti sarebbe stato da podio e non ci sono dubbi. L’italiano ormai recidivo in situazioni di pascolo in qualifica o contatti di gara, non è più difendibile ma, nonostante questo, se la cava sempre, come se la cava la Ducati, che è sempre la moto migliore in pista.
Il resto della corsa vede poche emozioni dal punto di vista del combattimento. Sportellano le KTM, si riprende Ogura, e ancora Raul Fernandez fa una bella gara, ma le jap, allo stesso tempo, tornano nel buio.
Il modo in cui la gara finisce offre comunque un risultato chiaro e netto, a prova di qualunque narrazione malata, faziosa e ipocrita sentita in TV secondo cui Alex Marquez non lotta veramente con suo fratello, in cui è Marc Marquez ad essere colpevole del quasi tamponamento da parte di Bagnaia, in cui non c’è il minimo cenno alla cazzata fatta da Morbidelli (a parte una sceneggiata tardiva dopo essersi resi conto di aver toccato il fondo) e in cui non c’è la minima menzione ai fischi vergognosi che dei rifiuti tossici ospedalieri travestiti da spettatori fanno nei confronti di Marc Marquez e suo fratello, sia sabato che domenica. Qui non siamo nemmeno al letame perché quest’ultimo almeno ha un utilizzo. Qui siamo alle scorie da seppellire sotto diversi strati a zero permeabilità. Un po’ come le scuse microfoniche che, anche ripetendole all’infinito e a pagamento, non diventeranno mai la verità.
L’andamento del mondiale MotoGP e tutte le cose che stanno succedendo ultimamente mi portano a riflettere… Alcuni temi riguardano l’attualità, altri sono riferiti al passato, perché – diciamolo – quello che succede oggi cambia un po’ la prospettiva anche su quello che è successo negli ultimi anni. E quindi? Vi butto lì 10 heavy facts, dieci fatti pesanti. Su Bagnaia, Marquez e la MotoGP in generale, i campionati vinti e i valori in campos. Alcuni temi vi troveranno d’accordo. Altri no. Alcuni vi faranno felici. Altri vi faranno incazzare.
Fatto n1: Dovizioso: 00:01:07
Fatto n2: I titoli Mondiali: 00:02:08
Fatto n3: L’infortunio di Marquez: 00:06:25
Fatto n4: Se Marquez fosse rimasto in Gresini: 00:08:46
Fatto n5: Marquez e Ducati Factory: 00:09:36
Fatto n6: Marquez parla poco: 00:10:45
Fatto n7: Tutti parlano troppo: 00:12:24
Fatto n8: La GP25 funziona! 00:14:20
Fatto n9: Il secondo pilota Ducati: 00:15:14
Fatto n10: I numeri mostruosi: 00:19:00
Testo dettato tramite speech. Il linguaggio discorsivo è dovuto alla trascrizione automatica.
🔥 FACT 1 – DOVIZIOSO VA RIVALUTATO
Sebbene non sia mai andato davvero vicino a battere Marquez in campionato, Dovizioso è uno dei pochi che è riuscito a metterlo in difficoltà. E anche a batterlo, quando stava bene. Ok, parliamo di singole occasioni, non di una stagione intera. Ma quanti altri l’hanno fatto?
Lorenzo e Valentino, sì. Ma a loro il merito è stato riconosciuto. A Dovizioso, no. Sì, lo si citava come avversario di Marquez. Ma, alla luce di quello che vediamo oggi, va pesato tutto di nuovo.
Non lo ha impensierito davvero nel finale, è vero. E ha perso un mondiale che non doveva perdere, anche questo è vero. Ma Dovizioso è stato più avversario di Marquez di tanti altri.
🔥 FACT 2 – I CAMPIONI DEL MONDO… E IL CONTESTO
Un titolo mondiale è un titolo mondiale. Non si discute. Chiunque lo vinca è un campione del mondo. E non è colpa sua se manca qualcuno. Anche se lo vince una volta sola, il suo nome resta per sempre sull’albo d’oro. E ci sta. Ma…bisogna vedere anche contro chi hai vinto.
Prendiamo i mondiali di Mir, Quartararo, Bagnaia e Martin: validissimi, ci mancherebbe. Ma sono mondiali vinti in assenza di Marquez o quando era tecnicamente impossibilitato a competere.
Prima non si poteva dire. Si poteva pensare. Oggi però i riscontri ci sono.
Mir
Mondiale da Covid. 14 gare, corse più volte sulle stesse piste. Nel 2024 fanno 20 gare più le sprint: sono 40 occasioni per assegnare punti, rispetto a 14.
Quartararo
Il suo titolo vale un filo di più, anche perché la Yamaha era in declino. Ha fatto 5 vittorie e 5 podi, che non sono pochi.
Bagnaia
I suoi titoli valgono simbolicamente, perché hanno riportato il titolo in Ducati dopo anni. Ma…
Titolo contro Quartararo:
Vinto in team. Con altre 7 Ducati a supporto. E Quartararo su una moto disgraziata.
Titolo contro Martin: Vinto per errori e sfortune tecniche di Martin che era su moto clienti
E in entrambi i casi, l’assenza di Marquez pesa come un’incudine. Quello lì, prima dell’infortunio, aveva vinto un mondiale facendo 420 punti senza gare sprint.
E vogliamo dirla tutta? La casualità di questi mondiali è anche data dal fatto che non si sono ripetuti. Se uno dice che Bagnaia più che averne vinti due, ne ha persi due, contro Quartararo e Martin, sta dicendo una cosa spiacevole, ma non del tutto sbagliata.
Perché? Perché a condizioni identiche ha fatto due vittorie e due sconfitte.
Bagnaia è un pilota validissimo, non sto dicendo di no. Ma se avesse vinto quattro mondiali, oggi lo accosteremmo a leggende come Lorenzo o Doohan.
E il motivo per cui nessuno sano di mente lo accosta a Stoner, è proprio il come e contro chi ha vinto. E anche il margine con cui ha vinto. Vinti due e persi 2 contro clienti e altri che avevano una moto inferiore.
🔥 FACT 3 – L’INFORTUNIO DI MARQUEZ HA INTERROTTO TUTTO
Altro fatto pesante. Se Marc Marquez non si fosse fatto male, forse avrebbe vinto ancora, anche con la Honda.
I risultati prima dell’incidente parlano chiaro: il trend lo dava vincente.
Marquez ha il suo peggior risultato nel 2015, quando è arrivato terzo. Ma ha vinto nel 2013, 2014, 2016, 2017, 2018, 2019.
Poi si è fatto male.
E attenzione: ha vinto contro Valentino, Lorenzo, Dovizioso, tutti con moto ufficiali, non con moto clienti. E Marquez non ha mai perso il confronto diretto contro il suo compagno di squadra.
Dopo l’infortunio, la Honda ha perso il filo. Lo sviluppo è passato di mano in mano, e quando lui è tornato, il pacchetto non c’era più. Honda aveva anche smesso di impegnarsi, diciamolo.
Ma se non si fosse infortunato, le cose sarebbero potute andare molto diversamente.
E anche adesso che Honda ci mette un po’ più di impegno, SE CI FOSSE SOPRA MARQUEZ qualcosa di buono forse si rivedrebbe.
🔥 FACT 4 – SE MARC MARQUEZ FOSSE RIMASTO IN GRESINI…
Se Marquez fosse rimasto in Gresini con una GP24, oggi ci sarebbe una doppietta Gresini in testa al mondiale.
Perché? Perché lo dicono i risultati di Alex.
Con una GP24, Marc avrebbe guidato senza pensieri, e avrebbe fatto meglio di 233 punti, sicuro.
Certo, la GP25 recupererà terreno, e la GP24 non sarà sviluppata. Ma il vantaggio accumulato da Marquez sarebbe potuto bastare, spingendo fino al mugello e oltre.
🔥 FACT 5 – DALL’IGNA HA MESSO MARQUEZ IN ROSSO PER SALVARE TARD0ZZI
Sì, paradossale. Ma seguitemi. Bagnaia è fortunato ad avere Marquez nel box. Perché almeno può dire di perdere contro uno con la sua stessa moto.
Se Marquez fosse rimasto in Gresini, Tardozzi avrebbe fatto 40 ore di cardio, come ai tempi di Bastianini. Sempre avanti e indietro tra i box.
Così, almeno, l’onore del team ufficiale è salvo.
E questo è uno dei motivi per cui Dall’Igna ha voluto Marquez in rosso.
🔥 FACT 6 – MARQUEZ NON PARLA (MA FA)
C’è un altro fatto pesante: Tutti dicono che chi vince festeggia, chi perde spiega.
Tutti tranne Marc Marquez. Lui festeggia o si scusa, ma non spiega. Non si lamenta mai.
E questo ha fatto dire che forse non è uno sviluppatore, perché non sente le modifiche. Non lo sappiamo se è vero.
Ma la verità è che Marquez non parla quasi mai. Non a chi non vale la pena. Parla coi suoi tecnici, che infatti dicono che è bravissimo ma con la stampa non cerca scuse quando perde, né racconta “cosa ha migliorato” quando vince per far vedere che ne sa
E attenzione: Molti scambiano i pipponi tecnici e le supercazzole per competenza. Secondo me, sono insicurezza. Come sui social, dove c’è Desmociccio e GiulioRacingYellow che – da casa, con la settima media – hanno capito cose che Dall’Igna, Rigamonti e Bartolini, con i dati in mano, non hanno visto.
Marquez lo sa: 90% guidare, 10% parlare. E non con noi.
🔥 FACT 7 – LE PAROLE NON CAMBIANO LA REALTÀ (MA LA PEGGIORANO)
Altro fatto pesante legato alle parole:
Le parole non cambiano la realtà. Anzi, presentano il conto. Marquez lo sa. Altri, no.
Le parole di Bagnaia, Bezzecchi, Di Giannantonio prima dei GP: sulla moto, su Marquez, sul lavoro… A chi sono dirette?
A me sembrano insicurezze. E non servono a un cazzo.
“Lo vedo quinto.” – Bezzecchi. “Non sta facendo chissà che, siamo vicini.” – Di Giannantonio “Ho trovato la soluzione.” – Bagnaia.
A cosa servono? A far felici le TV? A fare i click? A gasare i fan? Sì, ma oltre a questo non fanno nulla. Anzi, si ritorcono contro. E fateci caso: Chi è forte, non dice nulla. Chi ti mena, ti mena. Chi dice che sta per menarti… di solito non ti mena mai.
🔥 FACT 8 – LA GP25 È DA PODIO
La GP25 non è una moto che non funziona. È una moto che vale almeno il podio. Minimo. E migliorerà. Ma quando migliorerà, gli unici ad avere un problema saranno:
Alex Marquez, Fermin Aldeguer, Franco Morbidelli.
Non avranno più scuse.
🔥 FACT 9 – IL VENTO CAMBIA PER IL SECONDO PILOTA DUCATI
Nessuno caccerà Bagnaia. Ha un contratto, ha dato molto.
Ma ci sono parole pericolose da parte del management Ducati. Parole dolci per Alex Marquez e Aldeguer, e parole di sveglia per Pecco.
Per Di Giannantonio, ripetuto il messaggio: ha la moto identica alle ufficiali, perché è un pilota ufficiale. A buon intenditore…
Risultato, invece? Spesso è l’ultima Ducati in pista.
E invece di parlare e occuparsi di marquez, ad esempio, dovrebbe preoccuparsi di questo.
🔥 FACT 10 – I NUMERI MOSTRUOSI DI MARQUEZ (E PURE DI ALEX)
Altro fatto pesante. Ma proprio mostruosamente pesante.
Ad oggi, Marc Marquez, in 8 weekend, con uno zero, ha fatto 233 punti.
Se le cose continuano con questo trend – e parliamo di un’ipotesi realistica, non di fantamotori – a fine stagione Marc Marquez rischia di chiudere con circa 640 punti. Ripeto: 640 punti.
E adesso viene il bello – o il brutto, dipende dai punti di vista:
Con lo stesso trend, Bagnaia rischia di farne solo 385. Che sono meno di quanti ne ha fatti Bastianini nel 2024 arrivando quarto. Ma c’è di più.
Sempre seguendo lo stesso andamento, Alex Marquez rischia di chiudere il mondiale con 552 punti. Che sono 44 in più di quelli con cui Martin ha VINTO il mondiale nel 2024 e 88 in più di quelli con cui Bagnaia ha VINTO nel 2023.
Capito? Con una GP24. Con Gresini. Con tutto il rispetto, è una roba pesantissima.
E fa riflettere. Tanto.
🔥 FACT 10 – I NUMERI MOSTRUOSI DI MARQUEZ (E PURE DI ALEX)
Altro fatto pesante. Ma proprio mostruosamente pesante.
Ad oggi, Marc Marquez, in 8 weekend, con uno zero, ha fatto 233 punti.
Se le cose continuano con questo trend – e parliamo di un’ipotesi realistica, non di fantamotori – a fine stagione Marc Marquez rischia di chiudere con circa 640 punti. Ripeto: 640 punti.
E adesso viene il bello – o il brutto, dipende dai punti di vista:
Con lo stesso trend, Bagnaia rischia di farne solo 385. Che sono meno di quanti ne ha fatti Bastianini nel 2024 arrivando quarto. Ma c’è di più.
Sempre seguendo lo stesso andamento, Alex Marquez rischia di chiudere il mondiale con 552 punti. Che sono 44 in più di quelli con cui Martin ha VINTO il mondiale nel 2024 e 88 in più di quelli con cui Bagnaia ha VINTO nel 2023.
Capito? Con una GP24. Con Gresini. Con tutto il rispetto, è una roba pesantissima.
E fa riflettere. Tanto.
🎁 EXTRA FACT – I TEAM SATELLITI DUCATI (TEASER)
L’ultima opinione pesante riguarda i team satelliti Ducati.
Ma questa è un’altra storia.
E ci farò un video a parte.
Perché lì dentro c’è un sistema, una dinamica, un equilibrio. E merita una bella analisi separata.
In un week end in cui Marc Marquez sbriciola ogni record, il 93 si prende praticamente tutto. Dopo una pole mostruosa fa il vuoto nella sprint e vince la gara lunga dandosi una calmata ma trovando il tempo di ritoccare il record più di una volta. Solo suo fratello regge, si fa per dire, il suo ritmo. Bagnaia, dopo il buio di una Sprint con zero punti, arriva ad un podio domenicale. Miglioramento e morale risollevto in vista Mugello!
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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Aldeguer, Morbidelli, Acosta, Di Giannantonio, Vinales, Bezzecchi, Binder
I dieci al traguardo della gara lunga a Aragon: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Acosta, Morbidelli, Aldeguer, Mir, Bezzecchi, Di Giannantonio, Raul Fernandez
La sprint finisce in un modo super previsto, e l’unica sorpresa, a parte il terzo posto di Aldeguer che ormai si è sbloccato, è l’uscita nera di Bagnaia, abbondantemente fuori dai punti e in crisi nerissima. Non c’è molto da raccontare se non che Marquez (Marc) ha come unico problema sé stesso.
Altri, come Bezzecchi, si sbattono, ma nessuno pensa a niente se non agli opposti nello stesso box. Un Marc Marquez che randella e un Pecco che subisce e deve trovare la quadra. Al via, unica nota, la moto di Marquez scivola e si pianta, così da metterlo un bagarre con Acosta che lo sgomita. Ma poi lo spagnolo risolve.
La notte passa e la gara lunga è uguale. Marquez non si prende e migliora un numero imprecisato di volte il giro veloce ma la sorpresa è Bagnaia che sale sul podio dopo una gara solida in cui fa a botte con Acosta e, probabilmente, con le sue insicurezze.
L’italiano vince entrambe le scazzottate e nessuno può dirgli che la gara di oggi non gli abbia fatto mostrare gli attributi.
Tutto il resto è noia ma almeno non ci sono troppe cadute (Binder, Vinales, Zarco e Quartararo ma senza incidenti) e non ci sono episodi da discutere.
Marc se ne va (questa volta la partenza non la sbaglia), suo fratello lo segue poi rinuncia, Bagnaia fatica un po’ con Acosta ma poi lo saluta, mentre Morbidelli e Aldeguer fanno a pugni per tutti i giri. La spunta l’italiano ma ci deve mettere tutto il mestiere e anche qualcosina in più. Per Aldeguer, rookie, è una crescita continua e di questo passo dargli una moto ufficiale sarà una scelta obbligata. Morbidelli ma soprattutto Di Giannantonio, si devono dare una svegliata.
Per chiudere, male le Yamaha, le Honda si salvano con Mir, le KTM sono da mezza classifica e solo Acosta fa la differenza, mentre le Aprilia crescono ma fanno un due passi avanti e uno indietro, tutti i week end.
Al Mugello la faccenda sarà rovente.
Una postilla: la storia della crisi Ducati sono solo seghe mentali. Le Mans e Silverstone sono state due gare atipiche e adesso il padrone rosso è tornato.
Dopo una sprint vinta da Alex Marquez che batte Marc Marquez e Fabio di Giannantonio, la gara lunga sta per vincerla Quartararo ma un guasto tecnico la consegna a Bezzecchi.
Non la regala, però, perché Bezzecchi se la merita tutta, davanti a uno Zarco confermato e ad un Marc Marquez che si riprende il podio da Morbidelli all’ultima curva. Giù dai gradini Alex Marquez e disastroso Bagnaia, che la lancia e si allontana in classifica dopo un w.e. da dimenticare!
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I 9 a punti nella sprint: Alex Marquez, Marc Marquez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Zarco, Bagnaia, Quartararo, Acosta, Miller
I dieci al traguardo della gara lunga a Silverstone: Bezzecchi, Zarco, Marc Marquez, Morbidelli, Alex Marquez, Pedro Acosta, Jack Miller, Marini, Aldeguer, Di Giannantonio.
Una gara pazza consegna una classifica inaspettata e ne sta per consegnare una da far impazzire i book makers fino al momento in cui, Fabio Quartararo, in vantaggio di 5 secondi abbondanti, non è costretto al ritiro per problemi all’abbassatore ei book makers forse impazziscono lo stesso. La gara se la porta a casa Bezzecchi che però non è un passante che raccoglie un portafoglio gonfio. E’ forte sin dal venerdì e nella sprint è quarto dopo aver fatto vedere cose buone in qualifica.
L’italiano guida un’Aprilia che a Silverstone è fortissima sempre e sceglie, lui e gli altri più veloci, la soft all’anteriore. L’unico fra quelli davanti ad avere una media è Marquez che, come ao solito, lotta contro mille demoni sin dalla prima partenza.
Eh già perché lui, suo fratello, Aleix Espargaro e Morbidelli sono graziati da una red flag sbandierata causa olio della caduta-contatto fra Morbidelli ed Espargaro, quando però i due fratelli erano volati nella ghiaia, soli e altrove, ancora prima dei tre giri. Si riparte e qui Bagnaia cambia quasi subito la sua classifica e le preoccupazioni dei fratelli lanciando la sua Ducati per non ripartire mai più.
Quando succede questo, va detto, Quartararo e Bezzecchi sono già altrove e la questione è solo fra loro due.
Come è finita lo sappiamo ma vanno elencati millemila capovolgimenti di fronte nel resto della classifica causa sportellate, errori e lunghi, il più emblematico dei quali, prima della caduta del 63, vede protagonisti Marquez e Bagnaia, che segue lo spagnolo replicando esattamente il suo errore e andando fuorissimo.
Lo spagnolo si riprenderà fino a scalare la classifica per raggiungere il podio. L’italiano invece andrà in marasma e butterà un’altra occasione importante per rimanere attaccato al trenino dei punti. Spiace dirlo ma Pecco è ancora una volta INGUARDABILE. La GP25 sarà quel che sarà, ma Marc Marquez e Di Giannantonio portano a casa un podio nella Sprint (lui sesto), e ancora Marquez riesce a fare terzo nella lunga (lui out).
Che giustificazioni ci sono?
Ancora meno giustificazioni avrà, da oggi, Jorge Martin, pettinato mentre è in smart working da uno che il mondiale lo ha iniziato in grigio ma almeno lo ha iniziato senza rompere le scatole, frignare, far uscire mezze dichiarazioni e senza tirarsela immotivatamente. A Martì, te posso toccà? Vieni che c’è da lavorare e qualcuno che tira la carretta c’è già e non sei tu!
L’immagine con Bez che si sobbarca tutto il peso Aprilia, fatta a mo’ di meme, che mi tocca marchiare perché qui si fottono tutto, torna utilissima dopo oggi.
Il resto della gara parla di KTM defunte, tranne quella di Acosta e giapponesi finalmente vive.
Zarco a momenti ne posta casa un’altra e Quartararo non vince per un problemino che non c’entra niente con i tempi sul giro e la crescita generale. Grande gara la fa anche Miller, a lungo protagonista mentre Marini dimostra che, in mano ad uno più capace, sarebbe possibile anche qualcosa in più.
Attenzione però: quella di oggi non è Le Mans. Non è una gara bagnata in cui si estraggono i numeri alla lotteria. Quindi oggi si registra che a dominare non sono state le Ducati e che solo il solito polso n93 ha salvato la situazione. Il resto dei risultati del pacchetto di Bologna è buono ma non buonissimo e le cose potrebbero essere in procinto di cambiare. Servono tutti gli uomini in rosso svegli e partecipi. Non si può buttare più nulla perché gli altri non stanno più a guardare!
Imagine this scene: you are fans of Marc Marquez. You have always defended him, always supported him. But at some point you look around -- and who do you find cheering for him more than you? Bagnaia 's former valentino fans! Yes, the very ones. The same ones who for years insulted him, belittled him, hated him because he dared to win against their former idol ... Valentino Rossi
And today, in a desperate attempt to justify Pecco's every effort, they are turning into the most ardent - and unwitting - fans of Marquez. They root for Marquez moooo much more than you do. Don't believe it? I'll show you.
According to certain narratives, the 2025 MotoGP World Championship would be a great challenge between Marc Marquez and Pecco Bagnaia. A scripted rivalry. Too bad the rankings say otherwise: today, the facts speak of a real fight between Marquez and... his brother Alex. It doesn't matter, though. Maybe it will end like that but for now it goes another way.
Never mind the numbers, here the point is another: Bagnaia 's fans - and with them the press historically sided with VR46 - in order to protect Pecco, are building a statue to Marquez, without even realizing it.
They do this while uttering phrases like: "Marquez is masking the defects of the GP25.".
Wait Wait ... what? Until yesterday he was the one who "couldn't develop," who "had destroyed Honda," who "only won with the strongest bike." Today, however, Marquez is the one who makes a new bike go, developed by Bagnaia , that Bagnaia himself can't make work that then this thing can also end eh, maybe as I record this video.
And the GP25, they say now, would be a bad bike. But wait a minute: who developed it? Pecco himself. And who makes it go fast? Marquez.
The first brush stroke given by marquez 's opposing fans then paints Marquez as superior to the other riders.
So what happens?
Marquez does not know how to develop → however, he solves the problems of the GP25. Bagnaia is a great test rider → however, he developed a bike that doesn't work. Ducati makes perfect bikes → however now needs Marquez to make it go. Marquez in Honda rode a bike developed by Pedrosa but it never won while he did. He left and nobody won anything anymore Bagnaia is a developer but with Marquez in the box he is becoming like Pedrosa. Marquez would have ruined Ducati → instead he is the only one keeping the GP25 going. And meanwhile Pecco complains, complains, complains....
And Marquez makes one win after another and one result after another, appearing unreachable. Here's another brushstroke to Marquez becoming a man on the run. Unreachable on a GP25 despite being defective. Which then is not true that MM is impregnable. Just look at certain exits.
Remember the " GP24 is the same as GP23" theory? Blatantly debunked. The GP24 was born perfect, superior in everything to the 23 from the start. The only year the new bike was immediately better than the old one. But now, with the GP25, we're back to normal: the new bike has problems, and the only one to make it go ... is the one who wasn't even supposed to be there. So here is the only one who triumphs over everything. Another image created by marquez's opponents.
And here comes the final twist: remember when they said Martin for Ducati would be better than Marquez? A simpler, less "cumbersome" rider who didn't break the climate? Well ... today Martin is sinking with Aprilia, where he has created a shitty climate, while Marquez is holding Ducati up. While destroying everyone else
And the even more absurd thing? Martin had beaten Bagnaia in 2024. And yet, he was considered more "manageable" than Marquez. The reason is simple: Marquez was scarier. Not so much on the track-though even there-but as a personality. As a potential tipper of internal balances.
And today, all that terror they had -- it turned out to be justified. But on the contrary. Because Marquez not only did not destroy Ducati balance: he saved it .. He relieved it of a bad technical design and a rider who today seems more nervous than determined. But in crisis there is bagnaia who questions the GP25 And so, I said it, even Dall'Igna is being questioned as a designer by Bagnaia but Marquez solves the problems and terrorizes both. Because he is needed now.
In the end, those very fans who wanted him out, today are forced - to defend Bagnaia - to recognize that Marquez is stronger, more concrete, e more useful to Ducati. Not even the ultras of Cervera could have written such an effective ode to Marc.
But they made it--Franchino valeyellow46 and Strawberry_46. The legacy fans, the ones who went from Vale to Pecco without going through the gate, finally painted Marquez as God, as no fan of Marquez himself had done until now. They did it all eh. Here is the penultimate passage.
And in the end, the result that everyone kneels before Marc Marquez,
and the first ones to do so are, even if they don't admit it, his detractors. + dall'igna who has him to thank because he makes the GP25 work, which otherwise would be struggling against last year's bikes.
So how do you see it? I find it a wonderful comedy. But if you also want to continue to dismantle these hypocrisies with a good laugh and two real facts...
Subscribe to the channel, activate the bell, and spin the video or this piece. Share it with that friend of yours who still has the Rossi cover and the yellow nick but today is cheering Pecco by imagining conspiracies and mafias. He may not realize it, but he's cheering Marquez too.
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