Aldeguer: intervista esclusiva! Tutti i dettagli sul contratto, la moto, i retroscena!

La giornata è iniziata con un regalo inaspettato, l’orologio di Aldeguer, inviatomi forse come premio per aver scritto tutto prima, tutto giusto, e si è conclusa con l’intervista esclusiva allo stesso pilota spagnolo che ha fatto chiarezza su contratti e pre contratti, team e moto che guiderà oltre ad allenamento, idoli, compagni di squadra preferiti e stagione in corso! Non sappiamo se Aldeguer sia l’anti Acosta ma di sicuro con Pedro ha in comune la sicurezza di sé e una visione da adulto nonostante abbia solo 18 anni. Oltre a questo, ha già un contratto pluriennale con la miglior moto del lotto, il che aiuta un bel po’.
Grazie al suo manager Hector Faubel, già vicecampione del mondo della 125, lo spagnolo è riuscito a resistere a parecchie tentazioni, anche più remunerative, per poter avere la miglior occasione che un pilota di moto possa desiderare, garantita, pluriennale e con un anno di anticipo che gli consentirà di vivere serenamente l’ingresso in top class. Bravi entrambi.

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Di Giannantonio piace: già a posto per il 2025. Arriverà la firma!

A partire dal finale 2023 il romano si è sbloccato e ha iniziato molto bene il 2024. Per questo piace molto a Tavullia e rinnoverà con VR46, mettendo anche un po’ di pressione a Bez e non solo!
Tutti i dettagli, e non si fa per dire, nel pezzo o nel video. Scegliete voi.

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Ogni tanto do un’anticipazione per una cosa che è già successa, qualche volta do un ipotizzo per una cosa che sta per succedere ed è quasi fatta.
Oggi è il caso di un ipotizzo che è una bomba, non tanto per la notizia in se, quanto perché cambia molti scenari e prospettive.
E riguarda Di Giannantonio. L’ho criticato fino all’Australia, quando faceva fatica (e per questo ha rifiutato di farsi intervistare poi da Misterhelmet), poi invece è andato alla grande. E ha iniziato bene anche il mondiale 2024.
Per questo pare abbia già il posto assicurato in motogp nel 2025.  Dai non è clickbait, lo trovate scritto nell’occhiello e quindi lo avete già letto..
Però già che ci siete, guardate il video.

Ciao da Misterhelmet: un pezzo veloce che è anche un video, o viceversa.
Nei giorni caldi di aldeguer che abbiamo anticipato a gennaio con ducati corse, e che NON ha un pre contratto Pramac, parliamo a sorpresa di Diggia e del suo 2025.

A dispetto del colore viola e rosso della copertina, che ho fatto per mandarvi in confusione, non andrà con Pramac ma rinnoverà con VR46

I motivi? E’ scoppiato l’amore. Non lo avrebbero mai preso, ma piace. Era onestamente un ripiego dopo che gli era sfuggito Aldeguer, ma va forte.
Ma non solo. E’ simpatico, non si lamenta della moto che è molto migliore di quella che aveva in Gresini, almeno fino a prima della fine del campionato, è sempre felice e piace agli sponsor.
E in VR46 di sponsor grandi e piccoli da collocare ne hanno parecchi, alcuni li abbiamo svelati anche noi.
Quindi Bez e Marini piacevano a molti ma Diggia sembra piacere, almeno per adesso, a tutti.
Anche e soprattutto a Uccio che quindi starebbe per farlo firmare per il 2025.Come si usa dire: manca solo la firma.
Ve lo dico onestamente che l’accordo è solo verbale e non mi invento robe tipo Giannini-Puccetti.

Ritocchino all’ingaggio, una Cupra già assegnata, e soprattutto è il capostipite della nuova linea VR46 ovvero quella di fare il contrario di prima: piazzare i propri piloti fuori (Bagnaia, Morbidelli, Marini) e prendere persone esterne, in modo da avere sempre meno conflitti di interesse da gestire.
E chissà che questo non significhi lanciare un messaggio a Bez, che per adesso sente un po’ di pressione ma che potrebbe magari andare in Pramac se gli danno una moto ufficiale, oppure altrove se il mercato paga. Aprilia per esempio, per dire un posto a caso.

Better to have one's own pilot earn money outside, so that others pay for it, than to have him disgruntled for various reasons, in house, and then also have to manage him-and pay for it.

Questo è un discorso separato da un eventuale passaggio a Yamaha su cui credo di avere informazioni e su cui mi sono fatto un’idea, ma che tratterò a parte.

 

 

MotoGP, Qatar senza storia. Bagnaia vince di forza davanti a Binder e Martin. Bene Marquez e Acosta, male le Aprilia!

Bagnaia, Binder, Martin, Marquez, Bastianini, Alex Marquez, Di Giannantonio, Espargaro, Acosta, Vinales. Questi i dieci in una gara noiosa che però ha qualche guizzo di interesse nel ritorno alla competitività di Marc Marquez e nel debutto di Acosta.
Il resto è quasi tutto nella norma con alcuni picchi interessanti.

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Chi si aspettava una replica della superiorità di Martin deve tornare ai ricordi degli anni passati che vedono uno spagnolo superiore nelle Sprint e inseguitore (quasi sempre) nelle gare lunghe. Bagnaia vince una gara che in realtà non lo vede in difficoltà nemmeno per un istante.
Se ne va e tanti saluti. Chi ci spera, per qualche giro, è Binder, altro miracolo su una KTM che però sembra potersela giocare alla pari con le Ducati, se le Ducati sono quelle del 2023. Alle sue spalle Martin che non gestisce la gomme come dovrebbero  essere gestite in una gara lunga ma che nemmeno crolla come gli è successo in qualche caso in passato.
A destare l’interesse è però Marc Marquez. Lo spagnolo torna fra quelli veloci grazie a una Ducati comunque competitiva (qualche brivido per qualcosa che non sembra andare a posto in fase di schieramento). Non delude nemmeno Acosta, che nonostante esageri con le gomme e debba calare nel finale, fa vedere un repertorio promettente di sorpassi, entrate e traiettorie alternative. Il ragazzo c’è e fa già paura.
A deludere le Aprilia, Bezzecchi e Morbidelli (quest’ultimo becca 25 secondi guidando una moto ufficiale) e soprattutto Marini che di secondi ne porta a casa 42 abbondanti.  Marini ci fa capire quanto valeva Marc Marquez quando su Honda chiudeva nei 10 e quanto l’italiano sia comunque lontano anche da Mir, Zarco e persino Nakagami che gli serve 17 secondi. A Marini va dato tempo ma vanno spenti certi entusiasmi frutto di un lecchinaggio estremo che cercavano di vendercelo come panacea dei problemi di Honda.
Il resto è tutta roba media o comunque aderente alle aspettative. Bastianini (comunque giro veloce), Alex Marquez, Di Giannantonio. Quest’ultimo ieri prende una botta niente male ma rifila comunque 10 secondi al compagno di squadra. Certe dinamiche dovranno essere riviste.
E la gara? Dopo una partenza saltata per un problema all’aprilia di Raul Fernandez, fila tutto con pochi sorpassi fino a metà gara, dove le gomme mettono un po’ di pepe. Non quanto basterebbe per esultare eh, ma almeno cambia qualcosa. Non il vincitore che al momento è intoccabile.

 

Guarda la live di Misterhelmet!

Scarica i risultati della gara

 

 

 

 

Dorna: arriva l’annuncio ufficiale dell’accordo con Warner Bros Discovery: MotoGP in diretta negli Stati Uniti su TNT Sport!

È già fatta da qualche settimana ma arriverà oggi l’annuncio che parla di 7 marzo 2024. Dorna ufficializza un accordo con Warner Bros Discovery per la trasmissione in diretta delle gare della MotoGP. È quello che serve per iniziare alla grande il campionato in cui debutta, dopo anni, un team americano, ed è quello che serve per fare un altro passo verso l’americanizzazione che consentirà maggiori quote di mercato

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Un accordo c’era già, in realtà, e prevedeva la MotoGP per gli iscritti alla piattaforma Max, ma adesso l’accordo è esteso, ufficializzato e ben confezionato per un pubblico che deve sapere, nel momento di maggior attenzione verso la MotoGP.
Nonostante la firma ci sia già da un paio i settimane, Dan Rossomondo ha deciso di fare un annuncio in pompa magna con tanto di press release per il giorno 7, decidendo evidentemente di approfittare dell’avvicinarsi della gara in Qatar con cui la MotoGP apre la stagione.
La MotoGP passa quindi, con tanto di riflettori puntati, grazie al lavoro di Dan Rossomondo (assunto apposta, ma vale tutti i soldi che costa) e alla presenza di un team Americano, da una collocazione “trascurata” come quella dell’accordo con NBC (ora scaduto) in cui le gare non erano mai quasi mai live, ad una collocazione sicuramente più valorizzata, con GP in diretta e contenuti premium che tanto piacciono agli americani.
La MotoGP andrà in onda sul canale TNT Sport, unitamente a NBA e Nascar e questo è davvero un palcoscenico d’eccezione per uno sport che deve penetrare in un mercato.
Si tratta di un altro passo in direzione USA, grazie al quale il prodotto MotoGP  inizia ad avere quella conformazione necessaria affinché sia sempre più mainstream e quindi sempre più vendibile come spiegato in altri articoli di Misterhelmet.

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MotoGP: le sponsorizzazioni spiegate bene e gli sponsor proibiti!

Gresini fatica a trovare sponsor nonostante i Marquez?
Perché non c’è Redbull? Repsol sta lasciando Honda?
Perché i main sponsor sono piccoli? Molti dei team hanno visto i loro sponsor “ridurre” la loro presenza?
Mancano i main sponsor? Sta andando tutto male? C’è davvero uno sponsor proibito sulla carena di Gresini?
I nuovi meccanismi di sponsorizzazione e positioning e i nuovi parametri, spiegati bene!

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Ecco alcuni esempi/fotogrammi spiegati nel video

 

Fonti/Sources
Clearsight analysis

Dorna (https://publications.motogp.com/.season-review-2023/#page=1),

Bold riders (https://www.lazone.id/boldriders/)

LA Lights (https://www.la-lights.com/)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brivio e Suppo? Sono solo di passaggio. Rivola sapeva?

Il ritorno di Brivio con un ruolo importante e quello di Suppo, forse un po’ sottotono, sono solo due momenti intermedi per due fra i più grandi team manager italiani. Entrambi, nelle posizioni che ricopriranno, sono solo di passaggio!

Soprattutto per Brivio il destino e le voci parlano di incarichi importanti.

E alla fine, comunque, secondo me Rivola sapeva dell’arrivo di Brivio. Ecco il perché nei dettagli dell’intervista!

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NESSUNO TOCCHI TOPRAK!

Dopo il test di Razgatlioglu a Jerez sulla Yamaha M1, siamo passati dal glorificare inutilmente il test del turco in MotoGP,  al dargli dello scarso.
Tutto nel giro di due giorni. Hanno creato una notizia per cavalcarla e poi il suo contrario per fare altrettanto, prendendo in giro i lettori ben due volte!
Ecco il vero valore di Razgatlioglu!

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DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

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Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

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L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

MotoGP, Montmelo: Quartararo domina nella giornata internazionale degli errori!

Quartararo, Martin, Zarco, Mir, Aleix Espargaro, Marini, Vinales, Binder, Oliveira, Alex Marquez.
Quartararo la vince e Aleix regala il podio a Zarco festeggiando un giro prima. Ottime comunque le moto di Noale, ottime le Ducati superstiti, e discrete le KTM.

La gara del Montmelo è segnata da due elementi destinati a far prendere al campionato una direzione precisa. Il primo è la superiorità di Quartararo, che saluta la compagnia e va a vincere alla Lorenzo o alla Biaggi, il secondo è la bacheca degli orrori tecnici, caratteriali e mentali, che cambiano la gara che cambia il mondiale.



La nota è quella di Nakagami (trauma facciale e clavicola rotta per lui) che fa uno strike tanto involontario quanto immotivato e senza senso su Bagnaia e Rins, facendosi male lui stesso oltre a mettere presumibilmente fuori gioco anche lo spagnolo.  Il resto del cerchio dell’assurdo lo chiude Aleix Espargaro, che decide di festeggiare un giro prima della fine, regalando il secondo posto a Martin, il resto del podio a Zarco e un quarto posto a Miller, per non parlare di una nuova compilation di bestemmie giustamente udibile in audio mondiale dal suo box, per quanto mi riguarda DOVEROSE.
E’ una cosa pesante che grava sul morale e sulla classifica, al momento decisamente anche se non irreversibilmente compromessa.

Il resto della gara è poca cosa se non si guarda al numero elevato di autoeliminazioni. Bezzecchi, Di Giannantonio, Dovizioso, Bastianini e Bradl. Quelle che ci interessano sono le Ducati, che pur essendo competitive non sono guidate responsabilmente. Il caso Bastianini è emblematico, non è così che si va a vestirsi di rosso, soprattutto nella giornata di grazia del diretto avversario Martin che nonostante problemi di salute è il secondo migliore dopo l’inarrivabile Quartararo.
I buoni? Tutte le Ducati tranne quella dell’addormentato Miller, Mir, e naturalmente Quartararo, oltre alle Aprilia di Espargaro (già sappiamo) e Vinales, che qualcosa recupera. I cattivi? Tutte le Yamaha tranne una e le Honda, tutte inguidabili.
Le KTM stanno nel mezzo. Però non sono più una rivelazione.
Una domanda conclusiva da farsi, però, c’è: è spettacolo, questo, oppure è solo casino?
Perché se guardiamo bene, a parte uno che ha maltrattato gli altri, di contenuti tecnici di cui discutere, non ce ne sono. A meno di non essere come gli americani che si gasano solo con gli highlights degli incidenti e delle fagiolate.