live report cards and Bastianini 's audio that wasn't supposed to exist! After the signal, an eye for it!

live report cards with users, went well. On the subject of Bastianini , though, I got liar. There is no audio of Enea saying that he received a signal and had an eye on it. Instead, the audio is there.
Here are report cards and audio, which also gives the cover to the piece!

 


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Guarda la live con le pagelle discusse con gli utenti!

 Ascolta l’audio di Bastianini!

La vicenda di Canet. Siete voi quelli sbagliati, non lui!

La vicende di Canet , definito “magnaccia” e “criminale” per il solo fatto di essere tatuato non deve essere solo raccontata.
E’ necessario prendere una posizione per evitare che la forma prevalga sulla sostanza e i falsi problemi, sulle cose importanti.

 

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Nel parco chiuso di Buriram, Canet si è rotto il papillon di legno che portava per protesta verso chi lo giudicava per i tatuaggi definendolo addirittura un magnaccia o un criminale…

La storia di Canet, rifiutato per i suoi tatuaggi, non lo so se è vera o no, ma merita di essere presa in considerazione.
Di sicuro canet non è rifiutato per le sue prestazioni perché mi pare sia uno che se la cavi e se non trova posto lui che in classifica è .terzo, meglio di Celestino Vietti, non dovrebbero trovarlo molti altri.
E non penso nemmeno che il problema sia il carattere perché il Canet che ho conosciuto è una persona gentile e disponibile, quasi schiva e si vede che si tiene molto e si misura per non apparire troppo, almeno ultimamente.


Entro a gamba tesa dicendo che Dorna su certi temi identitari è abbastanza allo sbando. E’ vecchia, vorrebbe essere giovane ma non riesca a provarci nei modi giusti.
Non ci sono personaggi e MotoGP Unlimited, la trasmissione che avrebbe dovuto essere il reality speculare alla F1, l’abbiamo visto che fine ha fatto. quindi un personaggio servirebbe ma non in modalità Boomer.
Il mondo sta andando, nello sport, nei social, verso l’estremo, quindi un atleta appariscente, dovrebbe essere un’opportunità da mostrare quando serve e non un problema da nascondere.
E anche lo fosse, sarebbe molto facile, dato che che per altro passa il 90% del suo tempo con una tuta di pelle ed un casco.

Quindi non capisco il problema. Gli sponsor?
A meno che non si parli di prodotti per bambini o di prodotti religiosi, non capisco.
Proprio la MotoGP non riesce a staccarsi da sponsor di settore. E i motociclisti mi risulta siano tatuati.

Eh ma Canet si è tatuato troppo, ci avrebbe dovuto pensare, peggio per lui… lo sapeva che avrebbe avuto difficoltà.
Ammesso che sia vero e che esista un troppo, e questa è una stronzata, Canet non ha tatuato un mitra in fronte e non sta facendo il concorso alle poste o come infermiere in una casa di cura per anziani o in una scuola materna e nemmeno alla Camera dei Deputati.
Canet deve guidare una moto con una tuta di pelle e un casco in testa. Quindi che volete?
A Canet che fra l’altro in classifica è terzo davanti a Vietti manca solo la vittoria ma il resto dei risultati li ha fatti tutti.

Eh ma i giapponesi con i tatuaggi… che volete…
Altra cazzata. Il 90% dei piloti sono pesantemente tatuati. E perino alcuni tecnici, meccanici e dirigenti, lo sono, persino in case giapponesi.
Ricordo una figura importante in Honda, Marco Chini, fra l’altro molto molto bravo, tatuato addirittura sul volto. Lavora o ha lavorato tanti anni per Honda, la più giapponese delle case, e non credo vi siano problemi.

Eh ma Canet sembra un criminale
Con tutta la gentaglia, e fidatevi, ce n’è parecchia, che c’è nel mondo delle corse, stai a vedere che una persona per bene deve essere discriminato perché sembra un magnaccia proprio da magnaccia che sembrano persone per bene…
mentre invece va bene se uno fa il casco replica dedicato ad uno stupratore amico di un dittatore.

Non basta dare la notizia come hanno fatto alcune testate. Bisogna prendere posizione, invece di indinniarsi dopo 3 anni se un meccanico dà un calcio in culo ad un pilota, per poi far passare Sofuoglu che in griglia dà una pizza al nipote.
Già questi vanno in moto e rischiano. Gli dobbiamo dire anche come devono sembrare?
E poi ditemi se questo pezzo lo devo fare proprio io che sono il più intransigente di tutti. Ma su ste cose no, dai…
E quindi voglio chiudere con un messaggio di distensione, di pace.
Lasciate stare Canet.
Siete voi quelli sbagliati, merde.

Dorna caccia via la Clinica Mobile dalla MotoGP. ECCO LE MOTIVAZIONI!

La chiusura della clinica mobile in favore di un ex sponsor che è diventato responsabile medico della MotoGP e sembra proprio essersi pagato il posto, è solo una delle iniziative di epurazione portate avanti d Carmelo Ezpeleta in Dorna. Non in nome del migloramento, ma solo dell’amichettismo e dell’eliminazione di qualsiasi tipo di confronto interno. Infatti la MotoGP è un monopolio di una famiglia all’interno del monopolio del motociclismo internazionale, controllato tutto da Dorna con il benestare di una Federazione che altro non è che un governo fantoccio.

La chiusura della clinica mobile in motogp, o meglio, lo sfanculamento della clinica mobile.
Clamoroso, clamoroso, clamoroso, clamoroso un cazzo.

Fa tutto parte del piano di Carmelo Ezpeleta di riduzione dei costi unita ad un controllo assoluto degli interlocutori che collaborano.
Non vuoi problemi? Internalizzi tutto e soprattutto chiami gente alle tue dipendenze.
Da qui la scelta di Monlau, potentissimo player spagnolo che corre nel CEV e che starebbe cercando di entrare nel Motomondiale l’anno prossimo anche come squadra.


Misterhelmet ShopVi faccio un esempio.
Monlau è l’azienda che organizza la “fornitura” di tecnici e meccanici grazie alla sua importante scuola di formazione e management sportivo che sta monopolizzando le fila dei tecnici presenti nel Motomondiale anche abbassando il monte compensi (cosa che piace a Dorna e ai team ma molto meno al resto delle altre maestranze che per non rimanere a piedi si devono adeguare).

E la clinica mobile cosa c’entra?
E’ la stessa cosa. Mandi via gente che ha un contratto con te, ma che comunque ha una dignità professionale e una certa indipendenza storica e autorevolezza, e prendi delle persone che dipendono da te.
A ribasso, e senza alcuna autonomia, perché le puoi cacciare quando vuoi, dato che esistono grazie a te. E in virtù di questo vincolo faranno quello che vuoi tu, che in medicina è pericolosissimo. Non ci sarà più un secondo parere svincolato, per le cure, l’idoneità, etc. Non ci sarà più per un pilota un secondo parere al volo.
Ma questo attenzione vale per tutto, anche per i cargo e i trasporti e stiamo vedendo come va.
Che se le ambulanze arrivano come i cargo allora stiamo freschi.

Scrive gazzetta (https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/29-09-2022/motogp-gp-thailandia-dorna-caccia-la-clinica-mobile-dal-motomondiale.shtml)
“L’ultima Clinica, per un investimento di oltre mezzo milione di euro, il dottor Michele Zasa, colui che nel 2014 subentrò ufficialmente a Costa, è invece entrata in servizio all’inizio del mese in quel di Misano Adriatico. Quando ancora il medico parmigiano non aveva idea della bufera che stava per abbattersi su di lui e la sua struttura.”

Quindi anche la porcata di non avvertirlo di una cosa che sicuramente sapeva già.

Scrive ancora Gazzetta.

“Spazio agli spagnoli”
Dorna, che ha deciso di sostituire all’improvviso la Clinica Mobile – che pur sempre più svilita della propria identità in questi anni ha continuato a essere un punto di riferimento per i piloti – con la Quiron Salud, la compagnia spagnola (ma va?) che dopo essere entrata come sponsor nel Motomondiale una decina di anni fa assieme al dottor Angel Charte, oggi responsabile medico della MotoGP, ha allargato sempre più il suo raggio di azione.”

Quindi Charte, dico io, è entrato come sponsor e poi è diventato responsabile medico della motogp. In pratica si è comprato il posto.

Continua Gazzetta
“Fino a questo atto finale in cui, di fatto, prenderà il posto di quella che è un’eccellenza del Motomondiale che in quarant’anni di vita ha curato migliaia di piloti, spesso salvando anche loro la vita. Da quello che ci risulta, al dottor Zasa, che interpellato non ha voluto rilasciare commenti, non sono state date motivazioni tecniche sul mancato prolungamento del contratto: nonostante il responsabile della Clinica avesse anche accettato di ridurre i termini economici del contratto, alla fine la Dorna gli ha semplicemente rifiutato il rinnovo, offrendogli come contentino di continuare a offrire i propri servizi in Superbike (che non interessa a Quiron Salud).
E visto che a pensare male spesso ci si azzecca, viene difficile pensare, quindi, che dietro a questa scelta non ci sia che una bieca questione economica.”

Non è che a pensar male spesso ci si azzecca.
E’ che se non ci si accorge che questa è una porcata si è addormentati. Non è solo una questione economica, è una questione di controllo e gestione del potere.
Se Ezpeleta potesse far correre dei cloni di proprietà, lo farebbe.
Il presidente della FIM è un burattino, il presidente irta è un burattino, i medici sono burattini, e i media sono burattini, da sempre.
Adesso qualcuno ha fatto un po’ il rustico su questa cosa ma appena inizieranno a saltar ei pass, si pisceranno tutti sotto e coda fra le gambe avalleranno tutto, tranquilli. .

I piloti cosa dicono?
Cosa volete che dicano? Non contano niente.
Fannno le safety commission farlocche in cui anche se dicono qualcosa li zittiscono.
Hanno aggiunto una gara sprint e glielo hanno detto dopo aver deciso… cosa volete che dicano.

Insomma scelte sempre più dittatoriali. Ma non di quelle volte all’efficienza. Quelle da paesi sudamericani, volti all’amichettismo. Una empresa, una organizacion, un caudillo.
Dorna si avvia ad essere una organizzazione che canta solo l’inno spagnolo con le parole…

 

 


Rumors: Ezpeleta vuole a tutti i costi un motore BMW in una MotoGP… ibrida!

Ezpeleta, queste le voci, sarebbe scatenato. Vorrebbe una griglia completa a livello di costruttori.
Se BMW non vuole fare la MotoGP…


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… se BMW non vuole fare la MotoGP, e fidatevi, non la vuole fare, è comunque desiderio di Ezpeleta trovare una soluzione ibrida, nel senso di mettere insieme due aziende per accelerare i tempi.
L’idea, sempre secondo i rumors, sarebbe quella di infilare un motore tedesco (termico eh)  in un telaio Kalex, azienda con cui Monaco di Baviera ha da sempre una proficua collaborazione, dato che la factory di Bobingen è comunque un vicino di casa, per creare una MotoGP ibrida, ossia frutto della collaborazione fra due factory.
La potenza non è mai mancata ai tedeschi e l’aspetto telaistico potrebbe essere colmato da Kalex che su questo non ha proprio difficoltà. Resta il problema elettronica.
BMW non è riuscito ancora a risolverlo in Superbike. Come potrebbe fare in MotoGP? Proprio per questo, nonostante il racing si fosse dimostrato interessato tempo fa, i vertici respinsero velocemente la questione.
Non è la prima volta che questo discorso viene fuori. NE AVEVAMO PARLATO GIA’ QUI!
Da vedere come evolverà… ma la disperazione si taglia con il coltello.

MotoGP: qualcuno avverta Razali che non ha più il main sponsor WithU!

L’azienda veronese molla la MotoGP dopo aver promesso mari e monti. Si dedicherà al Volley. Costa di meno?
Razali lo sa? Nel frattempo non giungono voci rassicuranti, fra rumor di dipendenti e fornitori non pagati e un inverno che si preannuncia infuocato, ma solo dal punto di vista dei prezzi dell’energia. Una cosa che taglia fuori i piccoli player!

 

Breve riepilogo.
Il 22 gennaio avevo pubblicato un pezzo Intitolato: Le ambizioni di Razali e i rumors clamorosi su WithU in chiusura. L’azienda smentisce!  Lo potete leggere qui a questo link.
misterhelmet.com/le-ambizioni-di-razali-e-i-rumors-clamorosi-su-withu-in-chiusura-lazienda-smentisce/

Prima ancora, il 28 ottobre, avevo parlato di quanto fosse strano che un’azienda, Europe Energy, chiedesse 5 milioni in prestito per fare sponsorizzazioni.
Leggete il pezzo qui!   https://www.misterhelmet.com/withu-soldi-in-prestito-per-sponsorizzare-la-yamaha-il-monza-e-il-bergamo-basket/

E a giugno, un altro pezzo: Europe Energy in concordato preventivo: A rischio le sponsorizzazioni WithU?
https://www.misterhelmet.com/europe-energy-in-concordato-preventivo-a-rischio-le-sponsorizzazioni-withu/  

Mi avevano riso tutti dietro o quanto meno smentito. E invece WithU sulle carene non mangia il panettone.
Le voci fatte filtrare all’interno dell’azienda parlano di incompatibilità fra sponsorizzazione e concordato preventivo.
Ma allora perché la pallavolo sì? Potrebbe avere a che fare con l’addio di Dovizioso, pilota Italiano?
Ma perché, invece, avrebbe avuto comunque senso fare 2 gare italiane e e restanti all’estero, per un marchio come WithU?
Non lo sapremo mai, a meno che l’addio alla pallavolo non avverrà comunque, in un secondo tempo, quando proprio tutte le risorse saranno esaurite anche per l’ennesima società creata.


Alla fine, ancora una volta, Misterhemet ci aveva visto giusto e la conferma arriva dal quotidiano l’Arena di Verona con il suo assist concordato con WithU che tanto assomiglia (opinione di Misterhelmet) ad un redazionale a 9 colonne di cui 8 sono di giustificazioni e spiegazioni della fuga. WithU fugge dalla MotoGP e lascia Razali con la stagione 2023 da pagare. Aprilia non corre rischi. Per il pagamento delle moto sarà garantita da IRTA, perché ormai si usa così, però il team di Razlan Razali deve cercarsi un altro nome da scrivere sulla carena, in barba alle smentite di Ballarin, in nome di tutte le aziende che pur cambiando nome e assetto continuavano a portare avanti il brand WithU, inclusa Europe Energy il cui amministratore delegato avrebbe dato le dimissioni.
Chi salverà il team asiatico? Facile. Miguel Oliveira, che oltre ad essere un top rider, è anche l’unico pilota a portare sulle spalle la bandiera portoghese. Oliveira in patria è un secondo Cristiano Ronaldo e garantisce la presenza dei media e delle tv lusitane per una MotoGP che altrimenti nel suo paese non avrebbe tutto quel senso. Dorna sarà contenta?
Da oggi Miguel porterà sulle spalle l’intera squadra. Toccherà tenerselo buono.

GASGAS: la minestra riscaldata della disperazione di Dorna

GasGas come nuova factory? Un’altra mossa disperata di una Dorna alla canna del gas. E i protagonisti, fra burattinai e burattini, sono sempre gli stessi.

Passa come una grande operazione di marketing “simile a quelle della F1” ma ci si dimentica che il marketing ha senso se sotto c’è il prodotto mentre ne ha molto meno se sotto ci sono rimasti solo debiti e disperazione da calo di interesse.

Dicevamo dei protagonisti.
KTM, che tramite uno Stefan Pierer (CEO dell’azienda e proprietario di altre aziende che rivendono gli stessi prodotti rimarchiati) che non ha vergogna di nulla, offre una minestra, KTM e 4 sue versioni riscaldate che di chiamano Husqvarna, CFMoto, QJ e GASGAS e ammazzano definitivamente la Moto3,
Carmelo Ezpeleta, soffocato dai debiti che è disposto a qualunque mossa disperata che porti qualche spicciolo a casa Dorna anche a costo di diluire un brodo che non esiste più, e Poncharal, il burattino giusto che come Presidente Irta ha nella sua attività principale quella di avallare entusiasta qualunque porcata Dorna proponga, a partire dalla gara sprint.


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Nel caso di GASGAS, una factory finta che viene considerato costruttore ma non partecipa nemmeno alle riunioni della MSMA e non gode nemmeno di concessioni (per forza, non costruisce nulla), la mossa è solo economica ed è a livello di Banco dei Pegni.

Dorna tramite IRTA per i team clienti mette a disposizione 5 milioni di Euro l’anno per le moto, mentre per le factory, solo uno.
E’ così che con GAS GAS al posto di KTM ne risparmierà 4 a cui Pierer rinuncia in cambio di visibilità per un marchio tutto suo e non di KTM, che altrimenti non sarebbe mai in grado di conquistarsi il prestigio di avere una MotoGP.
4 milioni, non sono niente per diventare una factory MotoGP e avere una visibilità (seppur negativa agli occhi dei competenti) di questo tipo.
Tanto più che non è nemmeno Pierer a doverci rinunciare, quanto Poncharal, che come capo di Tech3 sarà ripagato in materiale tecnico e in cambio avallerà ogni nefandezza tecnico sportiva in atto, come abbiamo visto nella conferenza stampa dedicata all’assurda gara sprint di cui parleremo a parte.

Quello di GasGas è un pericoloso precedente. Chiunque produca veicoli, di qualsiasi tipo essi siano (tanto ormai la faccenda è sdoganata), potrà “correre” in MotoGP comprandosi il posto e lo status di factory o facendoselo concedere in cambio di sudditanza da marionetta nei confronti di qualunque decisione assurda si vorrà prendere a spese dei piloti e del pubblico.

A questo punto hanno ragione quelli veri come Suzuki, BMW, Kawasaki, che si tirano fuori dal ridicolo meccanismo oppure si guardano bene dall’entrarci.

Leopard vs KTM: non succederà niente ma lo sputtanamento c’è!

Sulla vicenda Leopard VS KTM ci siamo già espressi riportando il retroscena e le motivazioni.
E’ sufficiente leggere l’articolo di Misterhelmet per inquadrare il tema.
Nella giornata di oggi, il team Leopard è uscito con un lungo comunicato in cui “sembra” deporre le armi ma in cui spiega bene la situazione.

 

You can find it here!

Alla fine Leopard deve aver percepito che non succederà niente che possa mettere spalle al muro un gigante come KTM, impegnato con Dorna in trattative che parlano di MotoGP, e 4-5 marchi che offrono sicuramente di più di un team privato che lotta da solo per il mondiale Moto3. KTM sarà già riportata alla ragione come numero di moto e questo sarà sufficiente.
E’ qui che allora leopard decide di mettere nero su bianco quanto accaduto e “sbugiardare”, mi sia consentito, tutte le parti in causa, incluse quelle giudicanti che se ne sono lavate le mani quando non si sono voltate dall’altra parte. Il comunicato è un inglese, un po’ pesante da smaltire e sembra fatto apposta per non essere letto.  Vi metto la traduzione qui sotto e sintetizzo dicendo che Leopard riporta i fatti evidenziando come l’organizzatore e gli organi giudicanti si siano lavati le mani e si siano tenuti ben lontani dal prendere una decisione. La cosa peggiore. Penso che 3 minuti di tempo possano essere utili a farvi capire come si muovono certe cose nelle battaglie fra grandi e piccoli e come si si decidano i destini i questi ultimi quando in ballo ci sono cose molto più grandi di loro che li rendono, “sacrificabili”.
KTM la passa liscia ma secondo me lo sputtanamento è servito e Leopard ne esce da gigante.

 


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Statement by Le0pard Racing

Il punto di vista di Leopard Racing dopo la protesta per gli evidenti cambiamenti sulle Moto3

Il 9 agosto 2022 Leopard Racing ha ricevuto i motivi della decisione finale della Corte d’Appello della MotoGP in merito al reclamo presentato da Leopard Racing il 29 maggio 2022. Le circostanze che hanno portato al reclamo sono di seguito riassunte.

Al termine della stagione 2021, il 23 dicembre, un comunicato FIM annunciava che alcuni elementi delle moto Moto3, come il cablaggio completo e i relativi connettori, compresi quelli delle pulsantiere al manubrio, la pompa benzina completa con i suoi regolatore e l’intero sistema di alimentazione (cavi elettrici, tubi e collegamenti), erano diventati parti prestazionali con effetto immediato e di conseguenza non potevano essere modificati dai Team.

Questa decisione ci ha sorpreso perché le parti in questione erano esattamente le parti su cui, con l’approvazione del Direttore Tecnico della MotoGP, Mr. Danny Aldridge, avevamo lavorato per tutto il 2021 al fine di migliorare le prestazioni della nostra moto. Avevamo realizzato un cablaggio più leggero, una pulsantiera semplificata e dedicata che permettesse una migliore ergonomia del gruppo moto-pilota, una pompa benzina e un regolatore di pressione più efficienti nel rispetto del limite di pressione imposto dalle normative vigenti.

Therefore, the day after receiving the communiqué, we consulted the Technical Director and asked for explanations, as for our team, altering these changes would result not only in a loss of performance, but also a significant financial outlay.

Il Direttore Tecnico ha risposto che le modifiche erano state una richiesta di KTM, a cui Honda aveva dato il suo consenso. Ha detto che non avevamo la possibilità di utilizzare le nostre parti sviluppate, poiché la decisione era stata presa nel 2021. Quindi, dal 2022 in poi, i produttori hanno dovuto omologare i componenti originali del 2021 che corrispondevano ai codici inclusi nell’ultimo elenco di parti depositato nel 2021. Inoltre, Honda Racing Corporation ha ricevuto una smentita quando ha chiesto la possibilità di aggiornare le specifiche delle nuove parti ad alte prestazioni. Di conseguenza, abbiamo dovuto affrettarci ad acquistare i componenti originali Honda 2021 e investito notevoli risorse per ridurre la perdita di prestazioni dovuta all’assemblaggio dei componenti originali 2021.

Per tutta la stagione 2022 ci siamo accorti che su tutte le moto KTM e su quelle degli altri marchi dello stesso gruppo industriale, tutte le nuove parti prestazionali (cablaggi, pompa benzina e pulsantiere al manubrio) erano state aggiornate rispetto alle specifiche utilizzate nel 2021. Per riassumere, i nostri rivali avevano aggiornato queste parti di prestazioni menzionate, mentre ci era stato detto che era impossibile farlo. A causa di una violazione così evidente delle regole, e seguendo lo spirito della competizione, la squadra ha deciso che qualcosa doveva essere fatto.

Al Gran Premio di Jerez abbiamo chiesto chiarimenti al Direttore Tecnico che, colto alla sprovvista ed evidentemente ignaro degli aggiornamenti introdotti da KTM nel 2022, ci ha chiesto di non sporgere denuncia e di dargli il tempo di approfondire la questione. Eravamo certi che le nuove parti fossero state utilizzate sperimentalmente da un pilota Ajo solo alla fine della stagione 2021, e per questo motivo non erano in nessuna delle liste delle parti depositate da KTM nel 2021.

Durante la gara del Mugello (due Gran Premi dopo il meeting di Jerez) abbiamo presentato formale protesta contro KTM e gli altri marchi appartenenti allo stesso gruppo industriale.
Dopo la gara, il Collegio dei Commissari Sportivi ha ascoltato le nostre motivazioni e ha ascoltato il Direttore Tecnico. Dopo aver sentito le parti, il Collegio dei Commissari Sportivi ha respinto la nostra protesta informandoci che i nuovi componenti KTM sarebbero stati aggiornati con l’approvazione del Direttore Tecnico, quindi come tali erano stati omologati per il 2022.

Questa risposta ci ha lasciato attoniti e avendo non una, ma numerose e-mail in cui il Direttore Tecnico negava (senza possibilità di equivoco) alla Honda di apportare le stesse modifiche concesse a KTM, abbiamo deciso di presentare ricorso, e siamo stati deferiti al competente Appeal Stewards Panel della FIM. Questo secondo panel ha dichiarato di non avere competenze tecniche sufficienti per decidere in merito e ci ha rinviato alla Corte d’Appello della MotoGP.

Resta un dato di fatto che durante un periodo di “Freeze of Performance” che dura dall’inizio della pandemia, KTM abbia omologato una moto diversa dalla specifica 2021, tanto che tutti con moto del gruppo KTM avevano rinnovato buona parte della loro pezzi di ricambio.

Il 14 luglio, il giorno dopo l’udienza, la Corte d’Appello della MotoGP ci ha comunicato di aver respinto la nostra protesta, e abbiamo preferito attendere il documento contenente le motivazioni del rigetto (ricevuto il 9 agosto) prima di esprimere il nostro parere a i media.

In fondo siamo stati svantaggiati, e riteniamo che la Honda avrebbe potuto anche aggiornare le nuove parti prestazionali, se il Direttore Tecnico non si fosse espresso nella direzione opposta.

Ciò premesso, la Corte d’Appello ha replicato che c’erano state “incomprensioni” nelle comunicazioni tra il Direttore Tecnico, Honda, e Leopard in merito all’interpretazione delle novità normative introdotte nel 2022.
La Corte d’Appello considera le e-mail e gli altri elementi di prova rilevanti come mere “conversazioni tra privati” prive di qualsiasi valore giuridico, sminuendo di fatto il ruolo cardine del Direttore Tecnico e lasciando la Moto3 nelle sole mani di un regolamento ambiguo che presta a innumerevoli interpretazioni. Ciò ha creato un precedente storico in contrasto con quanto espresso dalla normativa vigente nella definizione di tali materie tecniche, ma anche nella lunga tradizione del nostro sport (e, più in generale, del motorsport).

Pertanto, il Direttore Tecnico ha affermato di aver autorizzato questi aggiornamenti e che né Leopard né HRC capivano di poterlo fare, inoltre è stata controproducente l’attenzione nostra e della Honda nel discutere preventivamente con il Direttore Tecnico eventuali modifiche apportate alle moto, mentre il parere di il Direttore Tecnico non è apparentemente vincolante e può essere rivisto secondo necessità.

Tuttavia, permangono diversi dubbi e domande senza risposta, mentre è un dato di fatto che non tutti i team e le case costruttrici hanno ricevuto dal Direttore Tecnico della MotoGP le stesse indicazioni per quanto riguarda le modifiche al regolamento tecnico per la stagione 2022. Infatti, come risulta dai relativi atti depositati davanti alla Corte d’Appello della MotoGP, il nostro Team e Honda Racing Corporation è stato impedito dal Direttore Tecnico della MotoGP di realizzare parimenti le parti sviluppate, mentre le controparti erano espressamente autorizzate a farlo.

Inoltre, non seguiamo la Corte d’Appello della MotoGP quando stabilisce che le nuove parti prestazionali devono rimanere congelate a partire dalla stagione 2022. Infatti, alla domanda del nostro Team quali specifiche dei nuovi pezzi prestazionali dovessero essere omologate dai costruttori, il Direttore Tecnico ha risposto che i costruttori avrebbero dovuto prendere come riferimento per tale omologazione la specifica 2021, e questo perché la norma di riferimento era stata concordato a fine anno 2021.

Infine, dai documenti presentati dalle case costruttrici, è emerso abbastanza chiaramente che KTM, GasGas e Husqvarna non avevano presentato la loro Lista Ricambi, necessaria per l’approvazione delle sue Parti Performance per la stagione 2022, entro il termine previsto dal regolamento, pur senza chiedere e/o ottenere una deroga o una proroga del termine. Nonostante ciò sia stato debitamente sollevato e ampiamente discusso in udienza, la decisione della Corte d’Appello della MotoGP, sorprendentemente, non prende posizione in merito, nemmeno accennandola nella decisione finale.

Lasciamo quindi al buon senso di chi legge il nostro comunicato l’interpretazione degli eventi e il giudizio sui soggetti coinvolti. Siamo tornati a lavorare per continuare a migliorare le nostre prestazioni, e ne è stata prova l’ultima vittoria a Silverstone e le continue lotte per il podio. Allo stesso modo, speriamo solo che in futuro nessun malinteso, o comunque si voglia definirlo, possa influenzare il risultato sportivo di un campionato emozionante come quello della Moto3.