Aldeguer in Ducati this week. His sign, immediately!

Fermin Aldeguer should be close to signing with Ducati in order to be a Ducati factory rider for 2025. This is not the news because the news is the scenarios that are opening up. If you want, in addition to the anticipation, to “understand” what is really happening, watch the complete video to find out what project this choice is part of!
This is the project already anticipated by Gigi Dall’Igna during this exclusive interview with Misterhelmet!

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MotoGP in vendita, valore, debiti e compratori. La storia, spiegata bene!

Ma è vero che la Moto GP è in vendita? Ma chi la comprerebbe? E quanto vale?

Chi è il vero proprietario e come siamo arrivati alla Moto GP dei giorni nostri in questa situazione? Ma soprattutto, che Moto GP ci aspetta, nei prossimi anni? Ci dobbiamo preoccupare? Ve lo dico insieme a Enrico Borghi, direttore di Slick e Luca Bologna, esperto di automotive. Tutte i numeri, i dati, i ricavi, i debiti, i dividendi, e tutte le chiavi di lettura del passato, presente e forse anche del futuro… della MotoGP, si intende.

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Gigi dall’Igna: intervista esclusiva. Niente F1, rimarrò nelle moto! Vorrei fare anche la Moto3!

Gigi dall’Igna, dopo la breve pausa e con i test in avvicinamento, ha molto da fare. Ci offre 15 minuti, ne patteggiamo 20, e gliene rubiamo 35, carichi intensissimi. Non si sottrae a nessuna domanda e risponde in modo spesso sorprendente su piloti, classi, gomme, format. E sul suo futuro. Tutto è così preciso, netto, inequivocabile, senza spazio per alcuna interpretazione.

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Ecco alcuni degli argomenti trattati da Gigi Dall’Igna durante l’intervista.
Aspettative
Miglioramenti tecnici attesi
Moto3, Moto2 e MotoE
Format MotoGP e Calendario gare.
Principali problemi nell’evoluzione delle moto
Michelin e rendimento degli pneumatici
Impatto con il prodotto stradale
Piloti da confermare, promuovere o lasciar andare.
Marc Marquez
Off Road
Concorrenza e furto dei tecnici
Eventuale passaggio in F1 con Audi
Budget, spese e rendimento di Ducati Corse vs Ducati.

 

 

 

 

Marc Marquez in Gresini and Superbike Regulation. Live with top guests!

Se c’è da affrontare il tema del passaggio di Marc Marquez in Gresini, pochi hanno il polso della situazione che ha Enrico Borghi, direttore di Slick con qualche decennio di Motomondiale e tante situazioni paradossali. E per parlare di regolamento Superbike, pochi hanno l’esperienza di Enrico e l’autorevolezza di due team, privati sì, ma di grande livello.
Marco Barnabò (Team Barni) e Lorenzo Mauri (Motocorsa) si sono confrontati con gli ormai imprescindibili Luca Scassa e Alex Polita.

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L’abbiamo chiamata “LA LIVE DEI CETRIOLI” perché ne abbiamo fatti volare di ogni tipo, su tutti i temi trattati. Una live così, per parlare esplicitamente e senza filtri di regolamento Superbike, CIV, Motomondiale, con tutte le dinamiche viste da chi ci lavora e ci mette del proprio, è una cosa che ha fatto bene sia a noi che al pubblico. Ne siamo sicuri. O per lo meno siamo sicuri di avercela messa tutta.
Marco Barnabò del team Barni e Lorenzo Mauri del team Motocorsa, sono rivalissimi ma per una volta possiamo dire che si sono trovati dalla stessa parte.
Stessa cosa per la vicenda Marquez-Gresini, analizzata con esperienza insieme ad Enrico Borghi, direttore di SLICK e autore di numerosi testi che parlano di moto, motori, uomini e vicende. Con lui, Luca Scassa e Alex Polita, abbiamo portato a casa un’altra live senza filtro e soprattutto senza timori reverenziali.

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Petrucci, perché lo hai fatto?

C’era già stata l’anticipazione di Misterhelmet poi era emersa anche nell’intervista che avevamo fatto in cui era evidente che fra MotoAmerica e Superbike, avrebbe scelto Superbike. E così alla fine è stato.
Ma ci sono retroscena? Le motivazioni quali sono? Tecniche? Soldi? Personali?

 

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Petrucci, nonostante potesse scegliere solo Ducati, fra Ducati MotoAmerica e Ducati Superbike, è riuscito a fare uno sgarbo a Ducati stessa.
Paolo Ciabatti, direttore Sportivo Ducati parlando a nome della sua azienda diceva:
“Nel mondiale Superbike abbiamo Bautista, Rinaldi e Bassani per vincere e salire sul podio. non ci serve un altro pilota che dimostri quanto sia competitiva la Ducati”.
Curioso notare che non è stato nominato né il team Barni, né il team Go Eleven, che pure sono partner da molti anni. Non fanno parte dei piani.

Poi continuava Ciabatti dando un’ulteriore “indicazione”.
“Stiamo solo mettendo sul tavolo quelle che possiamo fare per lui negli Stati Uniti”
Ed era evidentemente convinto Ciabatti, di avere delle carte da giocare, perché alla fine chiudeva con
“secondo me sceglierà gli Stati Uniti”.
Ducati parlava chiaro: In superbike non ci servi, abbiamo i nostri piani. Se vieni in Superbike, ce li rovini.
In America, invece, il piano sei tu. Se non ci vai, ci crei problemi.
E infatti adesso a Ducati toccherà probabilmente promuovere Josh Herrin, campione della Supersport.

Ducati voleva Petrucci in America, Il MotoAmerica voleva Petrucci lì, ma nessuno si chiedeva cosa volesse Danilo e quali fossero le sue aspettative. Come al solito.
Ma soprattutto perché se Petrucci era il piano di Ducati nel MotoAmerica, non ci è andato?

La verità è che Petrucci, stanco di fare il sostituto e il pilota last minute dei progetti last minute, sente di dover fare il mondiale e soprattutto capisce la pericolosità di correre un altro MotoAmerica senza essere in condizioni di vincerlo.
Infatti nell’intervista a Misterhelmet che trovate qui, dice: Se vinco il MotoAmerica, ok. Ma se non lo vinco, come ci torno al Mondiale?
Questo perché se il team Barni è un team che non può garantirgli la vittoria del titolo (non per colpa sua ma perché è un team privato), è altrettanto evidente che non vincere al secondo tentativo il MotoAmerica contro piloti che in Europa prendono schiaffoni, sarebbe il colpo di grazia alla carriera.
E’ per questo che non ci è andato. Ma perché non è in grado di vincerlo? Perché Ducati dice tante belle cose ma non ha in USA un team adeguato e non ha fatto, per la Panigale, uno sviluppo adeguato su gomme Dunlop. Lo spiega bene Petrucci a Misterhelmet.

E quindi Petrucci prende l’ultimo treno disponibile per il mondiale anche se sa che in Ducati non lo vogliono e anche se sa che non ha la moto per vincere.
Sale sul treno al volo sull’ultima carrozza con l’idea di camminare e arrivare in prima classe.
Se Bassani guarda alla moto di Rinaldi, Petrucci guarda alla moto di Bautista che nel 2024 avrà 40anni mentre Petrucci ne avrà 34. Petrucci-Bassani potrebbe essere il team del futuro. Ed è il motivo per il quale, sia Bassani che Petrucci hanno rinunciato a più soldi per fare le cose giuste. Nel caso di Petrucci, il doppio dell’ingaggio che arrivava per guidare una moto inadatta e vivere in Hotel invece che una moto buona e vivere a casa sua.

Contento Petrucci, contenti i tifosi e, soprattutto, contenta Dorna che ha un altro nome di cartello. Tutti contenti tranne Ducati che potrebbe essere costretta a scoprire che la moto con cui ha vinto un mondiale può essere guidata bene anche da un altro. Per di più italiano. E ce lo avevano in casa da anni.
E’ così brutto? Io certi malumori non li capisco. E’ proprio vero che, quando non hai problemi, finisce che te li crei.

 

A’ stato Gigi! Ecco cosa farà adesso!

Il megasuccesso di Ducati in MotoGP e Superbike, sul mercato e in pista ha tanti nomi ma il primo è il più corto di tutti. Insomma, per dirlo come nei peggiori bar: “A’ stato Gigi!


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Vi faccio un elenco:
Campionato mondiale piloti MotoGP con Bagnaia
Mondiale Costruttori MotoGP e Mondiale Team MotoGP
Best Independent Rider MotoGP Bastianini
Best Rookie MotoGP Bezzecchi

Passando alla SBK
Mondiale piloti Superbike: Bautista
Mondiale Costruttori Superbike
Best Independent Rider Superbike: Bassani
Per non parlare delle vittorie ai mondiali come independent team… e così via.

C’è poi da considerare che il Mondiale Supersport è stato viziato da un regolamento assurdo altrimenti le cose sarebbero potute andare diversamente. Magari il titolo piloti no, ma quello costruttori…

Poi aggiungiamo il titolo Piloti Motoamerica Supersport con Josh Herrin, unica Ducati in pista.
E c’è da considerare una mancata vittoria al Motoamerica Superbike per pochi punti con un Petrucci al debutto con un’unica moto in pista e nemmeno seguita al meglio. Poi  i campionati nazionali non li conto, perché non sono capace e poi non ne usciremmo più.
La verità è che voi potete anche pensare che tutto questo sia merito solo dei piloti, delle squadre, etc, ma questo è merito soprattutto delle moto e di un progetto strutturato che va avanti da anni.
E le moto sono merito di chi le guida ma soprattutto di chi le moto le fa e le fa fare… e poi le vende.
E non parlo di concessionari ma di chi le vende in pista a quelli che poi le fanno vendere.

Ducati è stata da sempre la scelta migliore per chi voleva correre ad alti livelli senza avere una moto ufficiale ma a tutto c’è sempre stato un limite nella disponibilità.
Ma io vi dico che è stato Gigi!
Dall’Igna ha portato a livelli esagerati quello che in Aprilia aveva solo iniziato a fare ma che non aveva potuto completare per limiti strutturali dell’azienda che aveva un reparto racing più piccolo.
Ovvero creare le condizioni perché questa politica fosse possibile, quindi allo stesso tempo vincente e diffusa. Una prassi, insomma.

What's more, he always managed to do what he wanted to do, with the cheek, so to speak, of declaring it first. As if the fact that it was not a secret was not a problem.

Consider one thing: winning motorcycles sell more easily to racing customers.
But bikes with lots of racing customers become winners because they bring data, knowledge, skills, experience. And they become a way of racing, a way of racing.

It is a vicious circle. Not only does the winning product spread, but the spread product eventually, one way or another, wins.
In the long run, it wins.

Then it's clear that you don't win all the time and especially you don't win right away, but if there is a specific plan and a specific focus, eventually you get the result.

Ducati ha un progetto funzionante in Superbike che adesso è anche vincente.

Come in Superbike da sempre, anche in MotoGP Ducati è diventata vincente già prima di vincere, perché le sue moto sono da tempo la scellta migliore e da tempo le corse sono pagate abbondantemente dai clienti che sono così vincenti, vedi Bastianini, da rivaleggiare addirittura con il team factory che per fortuna ha vinto a sua volta, finalmente non solo le gare e il campionato costruttori ma quello piloti. Non c’è pubblicità migliore.Vincere il camionato piloti era importante ma Ducati aveva già vinto.

Le corse costano sempre meno a Ducati. Un caso unico. Anzi no. Un caso tedesco ma abbastanza raro nelle moto.

Ma la cosa bella di Dall’igna, è che più di tutti ha portato il racing a far vendere le moto di serie.
Ducati ha sempre fatto così ma adesso non sono le vendite a sostenere le corse, bensì il contrario. E lo faranno soprattutto in futuro. Volete sapere come?

Con il mondiale Moto E, in cui Ducati ha il monopolio. Ne verranno fuori le moto elettriche più credibili e più appetibili di sempre, da vendere anche agli smanettoni più ostinati perché saranno le uniche moto elettriche che fanno un mondiale. Anche chi non ha mai dato attenzione ad una moto elettrica, lo farà solo per il fatto che c’è scritto Ducati sopra. E Ducati si farà pagare da Dorna quello che Energica non è mai riuscita a farsi pagare. Ovvero la credibilità. L’azienda che ha vinto tutto in MotoGP e Superbike, adesso fa le moto elettriche. Non Energica, che non la conosceva nessuno e non aveva una track credibility motociclistica, ma Ducati, la Ferrari delle moto. Quale moto comprereste, voi?

Tutto merito di Gigi. Poi chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi o delle critiche, tipo quelle che vedono molta conoscenza volata a Bologna e molto stile lasciato a Noale in Aprilia, oppure alcune voci che vorrebbero Dall’Igna come facciata mentre molti progetti sono gestiti da altri, tipo la Superbike il cui responsabile è di fatto Zambenedetti, ma quello che conta è che Dall’igna abbia le doti del capo e sappia quindi delegare, e scegliere oltre a saper tirare fuori il meglio da ciascun collaboratore, qualcuno dice con modi anche n po’ hard, ma non importa. L’importante che funzioni. E accidenti se funziona.

La fortuna di Ducati è quella di avere gli uomini giusti nei posti giusti anche se a volte il voler fare troppo ha ritardato le cose.

Così come le ha rovinate il far pesare a uomini e mezzi chi comanda in modo un po’ troppo ruvido.
E’ un esempio la dichiarazione su Bautista. Mentre nel caso di Bagnaia si sono visti tutti gli aiuti di squadra che Ducati gli ha dato, nel caso di Bautista non è stato così. e la dichiarazione di dall’Igna smonta un titolo storico ottenuto dall’unico che ci era andato vicino e gliene si fa anche una colpa il non averlo vinto prima.

“Ho capito fin da subito che sarebbe stata un’annata diversa rispetto alla 2019. Alvaro era veloce come tre anni fa, ma questa volta si è rivelato molto più focalizzato e concentrato, evitando ogni minimo errore. Questo mix di cose mi ha permesso di capire che il 2022 sarebbe stato l’anno giusto per il Mondiale.”

Eppure nel 2019 Bautista era stato molto più forte dei suoi avversari, soprattutto all’inizio.

Vabé. Insomma Ducati è Gigicentrica, quando ci sono anche altri figure a meritare molto.
Ma è una dote anche questa, quella di prendersi sulla schiena tutta la baracca, nel bene e nel male.

E adesso vi dirò cosa ha in mente Gigi e quali saranno i prossimi risultati che cambieranno la storia del motociclismo racing.

L’idea n1 sarebbe quella di fare una moto3 ma questo forse non succederà perché ci sarebbe uno scontro diretto con KTM. E non è il momento.
Anche perché qualcuno dice che potrebbe essere la sua prossima destinazione.

Quindi quello che Gigi si accontenterà di fare, fra virgolette, secondo me, sarà di cambiare il futuro della classe regina. Una cosetta da poco.
Chiederà di introdurre e ottenere in gara la moto ibrida e questo sarà ottenuto attraverso l’accettazione di un’idea di Honda: i biocarburanti fatti insieme a Repsol.
Le due cose insieme, saranno il futuro.

Gigi Dall’Igna, come sempre, ci riuscirà.

Dall'Igna also courted by KTM. And he's not the only super technician in the Austrian crosshairs!

Dall'Igna

In un pezzo recente di questo sito si era parlato della possibilità del concretizzarsi di alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC  o comunque verso altre strade.
Archiviata la news HRC centrica, sembra che, in realtà, nei confronti dell’ingegnere in rosso, sia ormai caccia aperta.
Il che significa che deve essere emersa una tensione in casa Ducati che rende possibile la cosa e che mette il “genio barbuto” sul mercato.

Ad essere interessata a dall’Igna sarebbe anche KTM che ultimamente, stile F1, sta facendo la spesa nei ranghi della MotoGP. E’ arrivato Pedrosa, gente che lavorava con lui ma anche altri tecnici di rilievo.
L’ing Marco Bertolatti, ex Aprilia, ad esempio, è già passato fra le fila austriache con il ruolo di Project Manager Chassis… e fra le risorse sarebbero numerose quelle reclutate fra le squadre migliori.
KTM fa le cose sul serio, ha uno sponsor solido ed un piano a lungo termine che fa capire come l’antipasto del 2020 (vittorie e piazzamenti), l’abbia ingolosita tanto quanto l’abbiano indispettita le inattese difficoltà di quest’anno.

Il sigillo quinquennale siglato con Tech3, la dice lunga.
E la dice lunga anche il contratto diretto firmato con i piloti.
KTM ha gli occhi al futuro attraverso la Rookies Cup. Sotto contratto automatico i vincitori della medesima e anche un paio di nomi “pesanti” della Moto2, quali Gardner e Fernandez, i quali sarebbero già virtualmente seduti su una moto arancione della classe regina (così dicono i rispettivi entourage).
Insomma KTM non è Honda HRC ma ha, nei confronti di Dall’Igna, delle carte da giocare che i jap non hanno.

1) L’Austria è più vicina al Veneto (residenza di Gigi e famiglia) di quando non sia la Spagna.
2) KTM non ha i vincoli storico politici di Honda, che non ha mai avuto un tecnico non jap come project leader.
3) KTM ha interessi in tutte le classi e Dall’Igna potrebbe finalmente essere il project leader anche della Moto3.

Inoltre KTM ha già in mano contrattualmente i pezzi più pregiati del mercato.
Insomma, gli austriaci faranno presto ancora spese fra i tecnici più validi del motomondiale. Dall’Igna è in cima alla lista ma potrebbe non essere il solo.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Rumors: Dall’Igna via da Ducati, verso Honda HRC?

Dall'Igna

A short piece because the topic is interesting but there is, at the moment, not much to say. In fact, it would be preferable to have gone off the rails.

Ma a meno che non si mettano a posto certi meccanismi, con una qualche vittoria di serie A  (vedi l’atteso mondiale), o un qualche intervento politico aziendale, potrebbero concretizzarsi alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC o comunque verso altre strade.

Non solo in virtù del corteggiamento da parte di Honda, e non solo, ma anche a causa di alcune tensioni interne a Bologna, ed un ambiente sempre più diviso nei confronti di Dall’Igna.

Per il progettista non sarebbe una sconfitta, anzi, perché tutto nascerebbe da un invito di HRC, ma sarebbe comunque uno stravolgimento che cambierebbe, in Ducati, parecchie cose dopo tanto tempo.
I rumors parlano anche di un interessamento di Bologna per Francesco Guidotti, da lungo tempo corteggiatissimo dal team intero per il suo ottimo lavoro in Pramac.
Guidotti avrebbe recentemente respinto le avances di KTM ma quelle di Ducati sarebbero ben più appetibili.
Sostituirebbe, ma qui siamo nel campo delle ipotesi più spinte, un Paolo Ciabatti che al momento è il vero collante della squadra corse. Quello che politicamente e diplomaticamente tiene davvero tutto insieme. E sarebbe una perdita.
Il posto di Dall’Igna, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere offerto a Marco Zambenedetti, un personaggio “interno” e comunque di continuità aziendale.
Le colpe di questi cambiamenti, se di colpe ovviamente si può parlare, sarebbero legate alla figura molto forte nella squadra corse del CEO Claudio Domenicali, sempre molto presente nelle scelte quotidiane del reparto racing.

Is everything decided? Not at all. A world victory could settle many things, although, from what we hear, the road taken would be one of no return.
What will those involved do in the meantime?
They will, of course, deny it. No one has any intention of uncovering the cards until the negotiations already under way are settled.
After all, this is a time when, even if there are real tensions internally, calm communication is needed externally.