Con Luca Bologna parliamo di Austin GP, Aragon Superbike e MotoAmerica!
Video e podcast!
Supersport: il film porno con la farfalla chiusa!
Una breve live per parlare della cosa più ihtressante di quest’anno del mondiale superbike, ossia la SS.
Quest’anno si chiama Next generation e include tre tipologie di moto le 4 cilindri, le bicilindriche e le tre cilindri.
E’ un campionato fatto per privilegiare le derivate di serie e quindi in teoria dovrebbe mandare in pensione delle moto che non si possono più comprare. Fra queste c’è l’R6.
Però, hanno già iniziato con le restrizioni. Settimana dopo settimana, sia Ducati che MV, Triumph un po’ meno perché si è un po’ nascosta ma poi in effetti è un po’ più un dietro negli sviluppi, sono andati con le restrizioni.
Vi spiego come funzionano: facendo simulazioni al banco, decidono che una moto è più o meno da depotenziare per qualche ragione. Ma non è che ti telefonano e ti dicono chiudi qua, chiudi là.
Ti mandano una mail con un link dove c’è la mappa della centralina a te destinata e tu te la scarichi e scopri, come in un bacio perugina, che depotenziamento o concessione, ma più spesso depotenziamento, hai vinto.
MV e Ducati sono state depotenziate con farfalle chiuse al 76%. E parecchi mi hanno detto che la moto soffre parecchio.
Addirittura la MV 800 con lo stesso pilota è più lenta della 675.
Ma tecnicamente, come si regola la FIM ? La FIM ha un impianto che monitora le telemetrie e in base a quello, decide. Però nei test non è stato obbligatorio montarlo e quindi le prime risultanze vere le abbiamo da venerdì. E dicono che le Yamaha sono dominanti. E non è solo per aeferter e baldassarri. Cioè praticamente non è cambiato niente. Perché anche prima, le yamaha erano dominanti con i piloti forti. Le Yamaha e le Kawasaki.
Il problema di Yamaha però è che non è una moto di serie. Se vai al concessionario, non la puoi comprare e targare. Esiste solo in kit racing.
Ma la cosa più strana è che mentre ducati MV e Triumph hanno subito restrizioni per via della cilindrata, con cambiamenti di pesi e mappature fino a qualche giorno fa, settimanalmente, Kawasaki e Yamaha hanno avuto concessioni.
A Yamaha è arrivato il blipper e un impianto frenante maggiorato, a Kawasaki il ride by wire.
Quindi moto da corsa, con anni e anni di riferimenti, una delle quali non è più nemmeno una moto di serie, che quest’anno dovrebbero correre in un campionato fatto per mandarle in pensione, sono ancora le favorite. E lo vedrete in gara, fino a che non ci sarà il balancing, ovvero i cambiamenti di fim che bilanceranno i risultati. Ma quando? Fra 3 round? E sono 6 gare.
Non è esattamente vero che le Yamaha vanno forte per Baldassarri ed Aegerter, perché allora vorrebbe dire che gli altri sono scarsi. Certo in gara si può sbagliare, cadere, avere un problema, però a me certe cose sembrano evidenti.
Che le chiami a fare le bicilindriche e le tricilindriche se poi gli chiudi la farfalla di 1/4?
Quindi per me questo campionato è un next generation che premia le old generation, addirittura con delle forzature. E io non capisco.
Vi saluto con una analogia: questo campionato supersport ha tutte le potenzialità per essere porno, ma vogliono girare il porno con la farfalla chiusa.
Live: A come Argentina, Austin, Aprilia, Aragon con Luca Bologna e Genesio Bevilacqua
Argentina GP 2022: Espargaro bussa col pisello: analisi e pagelline!
Come è andata la gara in Argentina? La gara, bene, ma prima c’è stata un’ennesima figuraccia di Dorna. Potete leggere due articoli interessanti e guardare una live in cui viene spiegato come hanno fatto passare come una grande operazione di recupero, una grossa mancanza di pianificazione.
La storia delle peripezie logistiche che hanno fatto partire il week end in ritardo, la trovate qui sotto, unitamente all’analisi e alle pagelle della gara.
Valentino Rossi e il campionato GT: tutto quello che c’è da sapere, una volta e basta!
Misterhelmet si occupa di motociclismo cercando di fare informazione e non gossip. Non si occupa nemmeno di seguire gli ex motociclisti quando vanno a fare altro. Da qualche lettore, però, più di uno, è arrivata la richiesta di trattare il tema per spiegare cosa sia veramente questo campionato e come misurare la partecipazione di Valentino Rossi.
Ho chiesto ad un esperto, Marco Cortesi, e sono stato accontentato. Questa è la prima e l’ultima volta che il tema verrà trattato su queste pagine.
di Marco Cortesi
In questo periodo ho sentito parlare molto del debutto di Valentino Rossi, informazioni spesso non complete. E’ entusiasmante anche per chi ci sta dentro vedere un personaggio di questo calibro che si dedica all’automobilismo. Però sarebbe bello che i tanti nuovi tifosi si avvicinassero allo sport in sé oltre che fare il tifo per il singolo pilota. Per questo, su input di Misterhelmet ho scritto una FAQ con alcune informazioni chiave che possono essere utili per capire meglio il campionato e questa tipologia di gare…
In quale contesto esattamente corre Rossi?
Ci sono tantissimi campionati per vetture GT3, nazionali, continentali e intercontinentali di ogni livello e capacità. Quello in cui correrà Rossi è il Fanatec GT World Challenge Europe che si compone di una Endurance Cup (3 piloti a macchina, gare da 3-6-24 ore) e una Sprint Cup (2 piloti a macchina, doppia gara da 1 ora). Le due Cup hanno delle classifiche individuali, ma c’è anche quella complessiva. Si tratta del contesto internazionale di più alto livello, senza offesa per gli altri, a cui partecipano le GT3. Rossi correrà con un’Audi R8 del team WRT, uno dei più titolati al mondo.
Che livello di pilotaggio c’è?
I campionati di questo tipo prevedono diverse classi o trofei a seconda della capacità/esperienza/età dei piloti. Rossi correrà nella Pro, che è quella di livello più alto. In questa categoria corrono numerosi piloti ufficiali stipendiati dalle varie case automobilistiche e con curriculum vincenti. Gente che non è arrivata in F1 ma che quasi sempre ha vinto nelle categorie addestrative si è super specializzata nel GT.
E’ una serie per amatori?
La classe Pro sicuramente no. Certo, ci sono piloti che portano del budget/sponsor, ma è gente che si sveglia la mattina per fare il pilota. Altrimenti, che senso avrebbe stare a prendere schiaffi in classe Pro quando ci sono delle classi minori? In queste ultime, il livello varia molto. Ci sono “gentleman driver”, semi professionisti o anche alcuni professionisti inseriti per aiutare gli amatori a fare risultato. La composizione degli equipaggi è comunque limitata sulla base del CV dei piloti.
Valentino Rossi è l’unico italiano in lotta per il campionato?
Assolutamente no, l’Italia ha una grandissima tradizione nel GT e ci sono molti italiani nell’albo d’oro. In lizza ci saranno solo per citarne alcuni Mirko Bortolotti, Luca Ghiotto, Davide Rigon, Antonio Fuoco, Raffaele Marciello e tanti altri (non me ne voglia chi non ho nominato, sono esempi).
E’ possibile che Rossi corra con una macchina fuori regola?
Tutto è possibile, ma è improbabile per motivi tecnici, commerciali e pratici. In primis, le auto GT3 hanno delle regole molto restrittive, praticamente tutti i componenti devono essere presi tali e quali dal catalogo di chi ha sviluppato l’auto. Certo, si sono viste e si vedranno irregolarità, ma non è lo standard, anche per via dell’aspetto commerciale.
In che senso commerciale?
Le case costruttrici investono nei programmi GT3 non solo per immagine, ma anche per vendere le auto da corsa ai privati che corrono nelle classi inferiori o nei campionati minori. Hanno bisogno di metterne in mostra la competitività: per dire, Audi ha venduto quasi 300 R8 GT3 negli ultimi anni. Sembra difficile che BMW, ad esempio, accetti di far massacrare la propria M4, e perdere milioni di euro di ordini, per fare un favore a Rossi. In generale comunque, quando si è in un contesto assoluto, non “show”, ci sono interessi molto importanti a molteplici livelli. Tanto per dire, sulla vettura gemella rispetto a quella di Rossi corre Charles Weerts, il figlio del coproprietario del team, e campione in carica. OK i giochi di squadra in circostanze eccezionali, ma sembra difficile che di default si faccia da parte per far vincere il compagno.
Non è scorretto che ci siano supercar come Audi R8 e Ferrari contro le più piccole BMW M4?
Le vetture GT3 hanno molto poco del modello di serie, giusto la cellula, e anche quella è pesantemente modificata. Le 4 ruote motrici sono vietate (l’Audi di Rossi è quindi 2WD) e il motore può essere preso da qualunque modello della gamma. La Mercedes-AMG GT3, ad esempio, usa il V8 della vecchia SLS AMG.
Però le macchine comunque sono molto diverse…
Per questo si utilizza un sistema chiamato BoP, Balance of Performance. Ci sono sedute di test in cui le vetture vengono provate dallo stesso pilota, sulla stessa pista, e si stabiliscono dei correttivi per renderle ugualmente performanti. Una combinazione di pressione del turbo, flange all’aspirazione, peso e limitatore di giri. Questi parametri possono anche variare durante la stagione, o a seconda della pista (ad esempio per quelle con lunghi rettilinei ecc…) e sono verificati con grande severità.
Questo non crea polemiche?
Continuamente. Il BoP non è una scienza esatta ed è una delle cose più costantemente criticate, a torto o a ragione, da chiunque. E’ difficile stabilire dove finisce la bravura del team e dove inizia la superiorità della macchina. Capita a volte che ci siano vetture più veloci perché il BoP non è stato accurato. La capacità di chi lo crea però è fare in modo che la ruota giri per tutti e, sul totale del campionato, nessuno sia sfavorito. Va detto che, guardando ai risultati passati, nella stragrande maggioranza dei casi a vincere è stata gente che ne aveva le credenziali.
Quali sono le prospettive realistiche?
Non abbiamo mai visto Rossi correre contro gli altri a questo livello, e farlo come “primo lavoro”. Nella peggiore delle ipotesi, ha compagni di grande talento e una squadra fortissima. Delle top-5, con un po’ di fortuna (safety car) non sono impossibili. Per il resto è difficilissimo sbilanciarsi. Mi sorprende positivamente che Rossi, pur essendo classificato come “Silver” (la terza delle quattro fasce di rating che sono Platinum, Gold, Silver e Bronze), sia andato a cacciarsi in un contesto così alto. Avrebbe potuto scendere di classe e puntare al successo di categoria.
Possibilità di exploit?
Se l’obiettivo è trovare qualcuno che a pieno titolo lo faccia correre a Le Mans nell’assoluta, con un programma da decine di milioni l’anno, Rossi dovrà dimostrare di andar forte con costanza ed essere affidabile, più che fare exploit. Abbiamo visto tanti piloti che hanno passato anni con strategie insensate nella speranza che per una volta funzionassero. Di solito, anche se una volta funzionano, chi sta all’interno e deve investire montagne di soldi conosce la realtà.
E’ vero che i piloti di moto in auto vanno subito forte?
Dipende da cosa si intende per andare forte. Mentre il motociclismo è progressivo nella scala di capacità, nell’automobilismo si gioca tutto sull’ultimo 1%, o meno. E’ possibile arrivare al 99%, quindi andare relativamente forte, e lo è per il dentista, l’avvocato e il motociclista, ma da lì a vincere e stare sempre tra i primi nell’assoluta è un altro paio di maniche. Magari il motociclista di base è più avvezzo alla velocità, o al giro secco, rispetto al dentista, ma può anche portarsi dietro delle cattive abitudini.
Marco Cortesi lavora nel motorsport da quasi 20 anni. E’ stato telecronista, giornalista e anche video producer in Superbike. Oggi, continua a fare il giornalista seguendo le gare americane, e fa da consulente e ufficio stampa nell’ambito di diversi campionati europei.
MotoGP: la questione Argentina. Problemi reali o dilettantismo?
Con Luca Bologna analizziamo con dati e fatti la situazione dei ritardo clamoroso dei cargo in arrivo, eventuale, in Argentina.
Per Dorna ci sono problemi reali o sono solo scuse per una pianificazione dilettantistica volta ad un disperato taglio dei costi?
Episodio andato in onda Live sulla pagina FB Misterhelmet ed in seguito caricato su Youtube!
Supersport: un missile colpirà il serbatoio della Ducati V2?
Il serbatoio di carburante di Aramco a Jeddah potrebbe non essere l’unico serbatoio centrato da un missile nel corso di questa settimana.
Andando per ordine: cosa c’è di veramente interessante in Superbike, quest’anno, a parte la rivincita fra Rea e Razgatlioglu?
Il nuovo Campionato Mondiale Supersport.
E cosa c’è di davvero interessante nel campionato Supersport, quest’anno?
La Ducati.
Ebbene, proprio il serbatoio di Ducati sembra sarà davvero infiammabile già a partire da Aragon, ma non in senso letterale, bensì per il motivo contrario, l’insufficienza di benzina, oltre ad un problema di fornitura tecnica che potrebbe pregiudicare il normale svolgimento delle gare della junior class.
Sarebbe emerso infatti che la V2 955, progettata come moto stradale, non avrebbe un serbatoio di carburante adeguato, sufficiente a garantire la copertura di tutti i giri di gara (circa 80km).
Il problema sarebbe noto a Ducati già da qualche mese tanto che avrebbe informato e convinto la FIM, nella persona di Scott Smart, che la benzina sarebbe stata insufficiente e che quindi sarebbe stato opportuno poter proporre una soluzione.
FIM e Dorna, avrebbero dato il benestare alla Casa di Borgo Panigale di presentare un serbatoio modificato comprensivo di telaietto (è necessario che siano insieme) che risolvesse il problema.
La commessa, affidata a Pierobon (azienda d’eccellenza nel campo) il quale circa due mesi fa avrebbe sviluppato numerosi serbatoi in alluminio seguendo le direttive di Bologna.
La versione (serbatoio + telaietto) sarebbe stata presentata in occasione dei test di Portimao ma sarebbe stata bocciata dalla Federazione in quanto insieme diverrebbero un elemento che modifica strutturalmente la moto abbassando la posizione di guida e consentendo di conseguenza una distribuzione dei pesi più vantaggiosa. I tecnici federali avrebbero ritenuto questa modifica un po’eccessiva, ovvero che andasse oltre la necessità di aumentare la quantità di carburante nel serbatoio.
Tutti i clienti Ducati che avevano ravvisato questa criticità sono da tempo in attesa di ricevere un nuovo telaietto e un nuovo serbatoio ma da Ducati non sarebbe stato distribuito ancora nulla se non un’ulteriore modifica provata a Misano dal solo Bulega e ipoteticamente anche Barni che secondo le voci avrebbe già cercato di trovare una soluzione in ambito CIV. La modifica in oggetto, però, non sarebbe stata ancora autorizzata dalla Federazione e da Dorna.
Ritenendo concreto il rischio di correre ad Aragon senza la benzina sufficiente, una prima ipotesi (che troverebbe ovviamente opposizione da parte delle altre case) sarebbe quella di ridurre i giri di gara.
Le Ducati in gara, inclusa quella ufficiale del team Aruba guidata da Bulega, sarebbero sette ma solo alcuni team avrebbero già chiesto spiegazioni a Ducati e alla Federazione e avrebbero a riguardo ricevuto una deroga per poter risolvere eventualmente il problema in autonomia.
Chi non ha scritto, però, non ha ricevuto alcuna deroga e quindi potrebbe non essere in grado di finire la gara con il serbatoio standard.
La situazione di Ducati è abbastanza sorprendente.
1) Avrebbe prodotto una moto da corsa non in grado di completare una gara Supersport.
2) Come soluzione del problema avrebbe presentato un’accoppiata serbatoio/telaietto subito respinta dagli organizzatori.
3) Nei mesi successivi non avrebbe trovato nessuna soluzione da distribuire ai clienti.
Il rischio è che ad Aragon fra pochissimi giorni (si corre dall’8 al 10 aprile), vada in scena qualcosa di surreale ovvero l’omologazione per la Supersport, del serbatoio della 1299 del 2014 con telaietto adattato alla V2.
Ma anche se questa soluzione fosse approvata (molto probabile) rimarrebbe comunque scoperto un punto del regolamento il quale recita che ogni factory è tenuta ad essere in grado di fornire tutti i clienti in gara di tutti i ricambi necessari.
Un pezzo non è in regola fino a che non è disponibile per tutti gli utilizzatori delle moto equipaggiate, ovviamente con scorta sufficiente e al momento le Ducati Panigale V2 in gara sono 7: Bulega per Aruba, Bayliss per Barni, i fratelli Fuligni per il team DG34 impegnato nell’Europeo, Caricasulo per Althea, De Rosa per Orelac e Kofler per CM Racing.
Ci potrebbero essere reclami da parte di altre case ma anche da parte di quei clienti Ducati che hanno nel frattempo ricevuto approvazione per una soluzione diversa, non potendo questi utilizzare quel telaietto che consente di distribuire diversamente i pesi della moto.
In una parola, un disastro, che si cercherà di mettere a tacere al fine di non gettare ombre sul campionato ma che, unitamente alle restrizioni imposte alla V2 (l’apertura della farfalla, già ristretta all 80% è stata fatta scendere addirittura al 76%), rischia davvero di far partire le rosse col piede sbagliato, con una moto limitata, che consuma più benzina di quella che riesce a contenere, e con piloti che non sanno cosa guideranno esattamente.
Ma il tema della benzina insufficiente (tutt’altro che inesistente dato che Josh Harrin a Daytona la benzina l’ha finita per davvero), rischia di essere una rogna anche se la benzina dovesse bastare a fare la gara.
In quel caso ci si chiederebbe come mai Ducati avrebbe sollevato il problema verso gli organizzatori, con tanto di riprogettazione di serbatoio e telaietto annesso, poi respinti? Problemi di sicurezza? Ricerca di ulteriori vantaggi? Un po’ un’arma a doppio taglio per Bologna.
Non c’è che dire. Questo Mondiale Supersport si fa davvero interessante. Però basta missili sui serbatoi, ‘ché fanno paura e non è il periodo giusto.
MotoGP: Qatar 2022. Analisi e pagelline per una gara atipica!
Il significato principale della gara che c’è appena stata è: niente è come sembra. E poi c’è un altro significato: il Qatar non rappresenta il campionato se non per il fatto che qui si comincia. Chiunque cerchi di trarre conclusioni o messaggi definitivi sul Qatar, vi sta prendendo in giro, perché è come fosse un altro sport rispetto alla MotoGP che poi verrà. Sono ovviamente successe delle cose ma a mio avviso non possono essere bilanci se non dal punto di vista di piccoli segnali. Parliamo di questi.
Cani da ricordo! La sopravvivenza senza Rossi e la scomparsa mediatica di Morbidelli!
Vi parlerò oggi dei cani della propaganda nel motociclismo. Per la precisione, cani da ricordo. Cani da ricordo.
Non so se avete notato ma negli ultimi tempi si parla del ritiro “abbastanza frequentemente” di Rossi e di quanto il motociclismo non sarà più tragicamente lo stesso a partire da questa stagione in cui Rossi non c’è più.
E ve lo dico subito che è una cazzata. Senza nulla togliere a Valentino, l’umanità è fatta per andare avanti e quindi tutti noi in tutti i settori possiamo concretamente fare a meno di tutti. L’allarmismo creato serve solo per rastrellare le ultime cliccate, come a dire: affrettatevi perché poi tutto questo sta per finire e non ne parleremo più. Ma fidatevi che Il motociclismo è come per le offerte dei divani. Ci saranno sempre anche passato il week end.
Ed è tutta roba inutile perché tutti noi siamo fatti per sopravvivere e quindi in un ambiente in una organizzazione e in uno sport, non esiste niente che sia veramente necessario. Anzi è proprio il passaggio dei miti a rinnovare e a smuovere.
Nello sport siamo sopravvissuti al ritiro di Pelé, Maradona, Tyson, Senna, Schumacher, Fangio, Agostini, e sopravvivremo al ritiro di Rossi che fra l’altro non si è ritirato nel 2022 ma ben 15 anni fa ed è stato tenuto in vita artificialmente da questi nostalgici che possono essere considerati al pari del partito monarchico o dei sostenitori dell’Unione Sovietica. Gente che esiste solo grazie ad un fenomeno e che adesso campa preoccupata dal fatto che il fenomeno non esiste più. Gente che è lì per tenersi stretti dei privilegi e fa il cane da ricordo per non essere rottamata. Voi pensate che servano ma non servono a niente perché le imprese di Rossi rimangono nella storia e non serve gente bullonata solo nel passato cui conviene vivere di ricordi parziali.
Avrete notato. Rossi si ritirato ieri ma le tv trasmettono gare di 15 anni fa, dove vinceva.
Trasmettono tutte le dichiarazioni dei suoi avversari dove questi sembrano più negativi di Putin. Stoner non la manda a dire ma era matto, Marquez non viene perdonato per il biscotto, Lorenzo rosicone assoluto. Tutto il repertorio così. Riesumati anche Biaggi e Gibernau, ovviamente tutti nella veste miserrima di perdenti che hanno riconosciuto la loro inferiorità, col tempo e quindi vengono, bontà di certa stampa “riabilitati”.
E le gare trasmesse? Non gli schiaffi degli ultimi 10 anni o il biennio Ducati ma solo 2008, 2009, Lacuna Seca, qualche Mugello… non si va oltre.
Tutto con la scusa di ricordare e insegnare la storia. Ma questa non è storia, è la storia rivisitata per comodo e trasformata in una storiella.
I miti sono tali perché umani e sono fatti anche di avversari, sconfitte, imperfezione. A meno che invece di un pubblico competente non si voglia un pubblico non pensante. Cani che abbaiano a cani.
Un appassionato di motociclismo vuole rivivere tutta la storia del motociclismo. Incluso Agostini in difficoltà con Saarinen.
Sia chiaro non è colpa solo di Rossi ma dei cani da ricordo.
Come i miei cani, per sottomissione, deferenza e gratitudine estrema, anche paura, fanno cose che pensano essere utili ma sono schifezze. I miei mi portano bottiglie di plastica, pupazzi luridi, rami, un topo, e me li depongono ai piedi per compiacermi. Questi giornalisti fanno lo stesso. E non pensate che siano i pesci piccoli a distinguersi, anzi. Più sono alti in gerarchia e più hanno da perdere. E fanno i servi. Organizzano palinsesti tv tipo istituto luce, si vantano di aver ricevuto e rispettato indicazioni, postano leccate surreali da nord corea, cercano attenzioni trasformando in imprese cose normali. Essere derisi per loro è una medaglia perché significa che sono sulla strada giusta. Non hanno mai avuto dignità, perché dovrebbero tirarla fuori adesso?
Più sono in alto nella scala gerarchica dei gerarchi tascabili quali sono e più si danno da fare per compiacere qualcuno che probabilmente nemmeno se li fila.
Alcuni sono disposti a trasformare siti di moto in siti di auto per seguire l’idolo nelle nuove avventure come per un rally di Monza lungo un anno. Mi piacerebbe che Rossi si desse al golf solo per vederli arrampicarsi su scelta dei ferri, swing e par. Li vorrei vedere a fare la telemetria dei backspin.
E tutto questo cagnolare da ricordo, viene spacciato per storia, passione, interesse “doveroso”.
E invece non è storia, perché è solo la loro storia, di quando hanno svoltato grazie a un fenomeno e mangiato a quattro ganasce e di quanto adesso siano preoccupati di rimanere troppo a lungo senza un nuovo padrone.
Perché se veramente si volesse fare storia con l’avvicinarsi del GP del Qatar si parlerebbe di Lorenzo che lo ha vinto 6 volte, e non di chi si è ritirato ma non faceva ormai un podio nemmeno per sbaglio.
E non è nemmeno passione: è la loro passione. La coppa Cobram dei dipendenti che si appassionano allo sport del loro capo, per compiacerlo. Come in Fantozzi.
Continuano a raccontarvi con l’elasticità mentale di un cane, quello che serve solo a loro in una gara fra accattoni di click che sgomitano per gli ultimi spicchi di sole. Fate caso al fatto che si parla solo di Marquez in negativo e di Bagnaia in positivo mentre dal radar dei ricordi è scomparso tutto quello che non porta soldi e benevolenza come Morbidelli, che evidentemente non è più l’erede mediatico designato, perché non porta le attenzioni inserzionistiche di Ducati.
Avete sentito nominare Morbidelli negli ultimi mesi? Uno che è stato vicecampione del mondo con una moto privata di due anni prima? Ha umiliato la persona sbagliata quindi, no. Non hanno ricevuto indicazione di spingere su Morbidelli, forse.
Questo bastoncino non ve lo riportano, i cani. I cani da ricordo.
Gli unici cani che è giusto abbandonare.
VR46: but did it take that long? But why still stories?
L’altro giorno ho visto la presentazione di VR46 e vi dico la mia, riassumendo tutto in una frase: ma ci voleva tanto?
E sia chiaro, non è una critica. Esattamente il contrario, più o meno.
A parte la scelta del teatro, che però è un dejavu solo parziale, dato che non c’era la lirica come per WithU, più tradizionale, né c’era l’orchestra con la motorcycle parts, come per Aprilia, che secondo me è stata la più originale.
Però c’erano un dj con i fiocchi e gli ospiti di radio deejay, con cui tutti noi, ormai boomer, siamo cresciuti. E adesso parliamo del “ci voleva tanto”.
Valentino è Valentino. Il team owner più prestigioso che ci possa essere. Sul suo entourage, a livello di professionalità avrei qualche critica, ma non deve piacere a me, quindi, se sta bene a chi paga, sta bene a tutti.
Le moto sono oggettivamente bellissime. Cioè no. Cioè va a gusti… Secondo me erano belle nelle penombra del teatro ma poi è come quando rimorchi in discoteca da ubriaco e ti svegli con una cessa terribile (e sia chiaro, chissà quante volte sono state le donne ad aver detto lo stesso di me).
Però sono due due Ducati, dai, quindi il meglio che un cliente può avere, una addirittura ufficiale, con una livrea diciamo accettabile o comunque meno violenta di quello che ci si sarebbe aspetatti.
Dai, va a gusti.
Persino i piloti sono, per certi punti di vista, i migliori possibili perché fatti in casa, nel senso che sono a km0, dato che provengono al 100% dal vivaio VR46. Possiamo discutere su Luca Marini fratello di o di Bezzecchi? Non è questa la sede, parlerà la pista.
Possiamo discutere lo sponsor che è di prim’ordine e forse non aveva nemmeno bisogno di una marchetta così? Non credo si possa obiettare nulla su Mooney, Sisal, e compagnia. Anche perché a svilire lo sponsor ci penserà Pablo Nieto a presentazione finita.
E allora forse possiamo parlare del fatto che quando in VR46 raccontano di come è nato tutto sembra che mentre le due parti si facevano i fatti loro, si sono scontrate per caso e si sono trovati d’accordo tempo zero. Come Gastone che mentre Paperino si danna per trovare due spiccioli, trova per terra portafogli gonfi per uscire con Paperina.
Ma allora cosa c’è che non va?
Proprio questo. Sei Valentino, hai i piloti dentro casa, il management che è fatto di tuoi amici fidati, lascia perdere che fanno dei casini. Trovi gli sponsor che ti ci inciampi e poi ti perdi in cose aassurde, tipo che per quasi un anno sei stato in mezzo alle cazzate, le sòle, i cialtroni, gli individui da 1000 lire, gli sceicchi farlocchi, gli architetti cazzari, i team manager falliti, i comunicati storti, le telefonate che non si sapeva con chi le facevi, le conferenze stampa co la tenda dell’Ikea, con 7 giornalisti italiani senza coraggio e tutto un repertorio di coglionate incredibili di cui non dico che siete colpevoli ma di sicuro siete stati succubi, vittime con una stampa che avete lasciato fare e poi addirittura dovuto stoppare (così dice un illustre, si fa per dire, rappresentante della medesima)?
Ma dico io: all’inizio era un po’ difficile trovare lo sponsor?
Si diceva: facciamo fatica a trovare uno sponsor perché lo vogliamo top. Che poi l’avete trovato…
Ma dico io, ma ci voleva tanto? Non potevate star tranquilli ed evitare di mettere su sto teatrino o per lo meno consentire che qualcuno lo mettesse su per voi, o per lo meno di stopparlo subito?
Non stoppare le critiche, dico stoppare proprio il teatrino? Invece avete fatto fare la figura degli incapaci totali di intendere, di pensare e di scrivere al 99,99999 periodico% di “professionisti, si fa per dire”, dell’informazione che invece che essere iscritti all’albo dei giornalisti sembravano iscritti ai giornalisti di Albi.
Serviva complicare le cose così? Boh…
Ci voleva tanto? E’ un complimento che faccio.
Il fatto che le cose poi in un modo o nell’altro si aggiustino, preclude dal cercare di farle bene da subito? Questo mi chiedo. Perché complicare le cose?
E il pezzo sarebbe anche finito qui se non avessi letto le dichiarazioni di Pablo Nieto, che invece di far sfumare la cosa, torna sul tema Aramco e cerca di convincerci che la sponsorizzazione non c’è stata per tempi tecnici. Io gli credo. Però chiedo: come tempi tecnici? Ma non è che così dai del ripiego a Mooney?
Hanno avuto tempo di sponsorizzare Aston Martin in F1 sgomitando dato che un main sponsor ce lo aveva già? Lì i tempi tecnici li hanno avuti.
Secondo me, e lo desumo dalle numerose mail che Aramco mi ha inviato, non è che non c’erano i tempi tecnici. Ammesso che ci siano state delle trattative, non c’era tempo da perdere per VR46, dato che avevano di meglio da fare. E comunque i parchi a tema li potete ancora fare, il Fantastic Trophy con le mongolfiere, la moto elettrica, e tutte le altre cose? E poi oltre ad Aramco resta da spiegare Tanal. Anche lì non ci sono stati i tempi tecnici? Ma io credo a Pablo Nieto. Anche se mi viene il dubbio che ci sia proprio la volontà di insistere apposta per approfittare di una stampa sempre compiacente che mai critica quello che gli si dice di scrivere. Io gli credo.
Però dovete credere anche a me. Ieri sera sarei dovuto uscire, che ne so, con Belen, ma non ci sono stati i tempi tecnici. E quindi con 30 euro sono andato sulla Salaria. Non fa niente che ieri sera Belen è stata vista al ristorante con un altro pare che abbia addirittura pagato lei. Per lui i tempi tecnici, li ha trovati.
Per me no. Va bene.
Voi direte che questa è una cazzata. Eh ma non ho iniziato io.










