Ecco il mercato dei poveri, di Pramac e di VR46 Pertamina! Come andrà a finire?
Con la firma di Marquez per Ducati Factory Lenovo e il conseguente passaggio in Aprilia di Martin, si sblocca anche quello che possiamo scherzosamente chiamare, mercato dei poveri, ovvero di tutti quelli, e non sono pochi, che aspettavano si muovesse Marquez. Ma non solo. Questo passaggio, per la prima volta nella storia, causa o rischia di causare una cosa mai successa. Un team che interrompe il rapporto con una casa, lunghissimo per altro, solo per via di un pilota.
Parliamo ovviamente di Pramac che potrebbe andare in Yamaha a causa della delusione Marquez. Ma poi c’è anche tutta un’altra guerra su fronti diversi, per “spartirsi” le rosse clienti!
SCAZZO, e RETROSCENA di MARQUEZ in Ducati Factory e come andrà a finire!
Marquez e Martin avevano lo stesso contratto ma uno ha fatto il furbo e non lo ha rispettato e Ducati glielo ha consentito mentre l’altro è impazzito last minute. Le ragioni di Marquez, Martin, Ducati, Campinoti e Vinales e le relative decisioni personali per rabbia o vendetta, potrebbero cambiare il futuro della MotoGP. Ecco tutti i retroscena dettagliati.
MARC MARQUEZ in DUCATI FACTORY: The BATTLE of the SPONSORS!
Marc Marquez brings a lot of money and a lot of sponsors to Ducati Lenovo but some are in conflict with those of the team. Some will remain only with him, others could become team sponsors, still others could be “sacrificed”.
It is very important for Marc Marquez to find an agreement to save the “heaviest” ones from the point of view of revenue and image. The task is difficult but not impossible and Marc Marquez has been working towards this goal for much longer than we have been led to believe.









MARC MARQUEZ in DUCATI FACTORY: La BATTAGLIA degli SPONSOR!
Marc Marquez nel Team Factory porta un sacco di soldi e un sacco di sponsor ma alcuni sono in conflitto con quelli del team. Alcuni rimarranno solo con lui, altri potrebbero diventare sponsor della squadra, altri ancora, potrebbero essere “sacrificati”.
È molto importante, per Marc Marquez, trovare un accordo per salvare i più “pesanti” dal punto di vista delle entrate e dell’immagine. Il compito è difficile ma non impossibile e Marc Marquez sta lavorando a questo obiettivo da molto più tempo di quello che è stato fatto credere.









MOTOGP, MUGELLO: TUTTO BLU, TUTTO DUCATI! BAGNAIA fa il pieno e BASTIANINI punisce Marquez e Martin che rimane leader!
Una gara noiosa, ma non è certo colpa del vincitore, incorona Bagnaia come re del Mugello (con doppietta) e Ducati, con quattro moto davanti, come regina dell’imbattibilità in pista!
Non vi sono appelli per gli avversari. Bagnaia saluta alla Jorge Lorenzo e se ne va, non troppo, ma quello che serve. E in finale anche Bastianini bastona Marquez e Martin per chiudere nel miglior modo possibile a casa nostra!
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Bagnaia Bastianini, Martin, Marquez, Acosta, Morbidelli, Di Giannantonio, Vinales, Alex Marquez, Brad Binder a chiudere i 10.
Finisce tipo po po ro po po Italia-Spagna è così è, in un Mugello che come unico torto ha quello di fischiare Marquez ma che, a parte questo atteggiamento da bifolchi menomati, fa bene a tifare e godere per una doppietta italiana su moto Italiana con una Ducati che annulla tutto e tutti e mette 4 moto nei primi quattro posti e 7 nei primi 10, con il solo Bezzecchi a fare fatica prendendo, comunque dei punti.
Il resto è solo Acosta, un po’ di Morbidelli e un po’ di Di Giannantonio, con le Aprilia a soffrire e tutti gli altri molto lontani. Così lontani da essere indecenti, inesistenti e nemmeno degni di cronaca per una gara che, va detto, è stata, fino agli ultimi giri, di una noia mortale.
Solo Bastianini ha fatto vedere, ai danni degli Spagnoli, un po’ di motociclismo d’altri tempi. Il resto è stato strategia e piccole scaramucce. Questa cosa cambierà il mondiale?
No, perché Bagnaia è predestinato anche quest’anno e il gap verrà presto colmato, Martin soffrirà e Marquez proverà a tenere il passo senza riuscirci. Bastianini è in uscita ma almeno si riprende in una corsa ad un’altra sella che dopo Catalogna lo vedeva sfavorito.
La livrea Ducati di colore blu, invece? Non mi piace. Ma vince. E chi vince ha sempre ragione, quindi la moto porta bene.
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I piloti ci perculano e gli altri rosicano! Ma c’è almeno un rumor su KTM e non è Marquez!
Dobbiamo solo inseguire le dichiarazioni dei piloti che ci prendono in giro mentre gli addetti ai lavori rosicano. E da quello capire i loro piani andati a monte. In ballo Marquez, Martin, Bastianini, Bezzecchi, Ducati, Pramac, Aprilia… ma l’unica vera bomba riguarda la situazione di KTM su cui c’è forse una big news!
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Marquez incasina tutto. Bastianini, Martin, Pramac, Gresini con Yamaha, Aprilia, Bez. Ruota tutto intorno a lui!
I rumors sono perfezionati ma anche confusi. Marquez tiene in scacco il mercato e nessuno è sicuro di dove andrà. Martin, Bastianini, Bezzecchi, Aldeguer, Aprilia, Yamaha, Gresini con Yamaha, Ducati. Ci sono di mezzo tutti. Anche VR46.
E tutti sono, in qualche modo, direttamente o indirettamente, legati a quello che farà Marc Marquez. Perché ovunque deciderà o gli sarà consentito di andare, sposterà tanti di quei tasselli che il mercato non sarà più lo stesso.
La decisione di quest’anno, di andare con Gresini, sembrerà una pulce rispetto all’elefante che si muoverà nella cristalleria della MotoGP quando il 93 avrà firmato. E lui lo sa.
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Catalogna: Un Bagnaia tamarro vince di gran carattere su Martin e Marquez! Ok Espargaro, Bastianini disastroso!
All’indomani di una sprint buttata al vento, Pecco Bagnaia ritrova coraggio, carattere e tranquillità (gesto dell’ombrello a parte) e regola tutti vincendo e convincendo con una gara perfetta. Martin, mai veramente in grado di impensierirlo, fa un week end intelligente e rimane in testa al mondiale con un buon vantaggio.
Il più costante di tutti, però, è Marc Marquez, due podi in due gare, terzo a due punti da Bagnaia in classifica generale e vera variante imprevedibile del campionato. E il tutto senza aver ancora vinto una gara.
Bagnaia, Martin, Marquez, Espargaro, Di Giannantonio, Raul Fernandez, Alex Marquez, Brad Binder, Fabio Quartararo, Miguel Oliveira.
Questi i primi dieci al traguardo ma, sia chiaro, la gara è a due e lo stesso Marquez rimedia dieci secondi e mezzo dopo essere riuscito in una delle sue super rimonte, a colmare un gap impressionante da chi lo precedeva. In questo, al di là del suo terzo posto in classifica generale e al di là del fatto che non ha ancora vinto una gara con Ducati, lo spagnolo è il più preoccupante del lotto in quanto a margini di crescita. Se lui con una GP23 che conosce da poco, lotta per il mondiale senza aver ancora vinto una gara, qualcun altro non sta facendo a pieno il suo dovere.
Bagnaia imbattibile, senza se e senza ma, perfettamente recuperato dal tracollo di ieri, Martin furbo e giustamente calcolatore per rimanere al top, chiudono il trio degli esseri superiori perché Aleix Espargaro (alla sua ultima stagione), non riesce a ripetersi rispetto alla sprint e tiene duro solo fino all’arrivo di Marquez, limitandosi poi a marcarlo da vicino senza provare mai a restituire il sorpasso.
Out Acosta, brillantissimo ma sempre frettoloso e comunque in grado di rientrare abbondantemente a punti, tredicesimo anche grazie alla follia etilica di Bastianini che sbaglia un long lap dovuto ad un taglio, gliene assegnano due che non rispetta pienamente, incassa un ride through che non esegue e alla fine si becca oltre 30 secondi di punizione da recidivo. Una cosa di una follia senza senso e d’altri tempi che, diciamolo, toglie ogni dubbio sulla sua idoneità a rimanere in rosso per la stagione prossima.
Il resto dei partecipanti, se c’è, non si vede. I buoni sono Di Giannantonio, Alex Marquez, e Raul Fernandez, gli opachi sono Oliveira, Quartararo, Binder, Bezzecchi e Vinales e gli indecenti sono tutte le Honda e Morbidelli che trova il modo di rovinare la sua gara una volta tanto che non sta prendendo ventate.
Marini prende 36 secondi abbondanti e peggio di lui fanno solo Bradl, Bastianini penalizzato e Rins in crisi mistica.
Per la Honda è un’altra gita inutile per andare a incastonare un’altra figuraccia.
Il Mugello rischia di essere caldo. La sintesi dice che nessuno dovrebbe distrarsi perché quello che non ha ancora vinto e che conosce meno la moto, sembra più felice e pericoloso degli altri due in testa al mondiale.
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