Superbike, Mandalika: impianto incompleto e marshall presi fra i contadini espropriati. Responsabile licenziato causa insulti!

Safety car mandalika

E’ vero che chi guarda solo la MotoGP può pensare che il mootciclismo del 2022 sia finito con il campionato vinto in anticipo da Quartararo e il ritiro di Valentino Rossi.
In realtà c’è un altro mondiale da assegnare. Un mondiale un po’ polveroso e di serie B, rispetto agli anni passati, ma sempre un titolo iridato.
La Superbike, infatti, come poche volte capita per un campionato composto da così tante manche, si chiude all’ultimo week end con una differenza di 30 punti fra il primo e il secondo in classifica, e 3 manche da correre.
A questo elemento importante se ne aggiunge un altro: se lo giocano un pluricampione, Jonathan Rea, già recordman di titoli ( a sei non ci è mai arrivato nessuno, specialmente consecutivi) e uno che il mondiale, non lo ha vinto mai. Toprak Razgatlioglu, infatti, corre in Superbike da solo quattro anni di cui due con la Yamaha. Altri due ingredienti che rendono la cosa piccante?
Razgatlioglu è turco, nazionalità mai realmente competitiva nella classe regina delle derivate di serie, e guida una Yamaha per dispetto, dopo aver mandato a quel paese Kawasaki per averlo solo schierato ma senza impiegarlo nella 8h di Suzuka vinta da Rea. Chi gestiva le moto giapponesi in quella gara? Proprio il team di Jonathan Rea. Alla base di tutto quindi, se volete vederla dal punto di vista romantico, la vendetta.

Eppure questo magnifico scenario rischia di essere messo a dura prova dall’ultimo elemento da prendere in considerazione per questo week end.

Si corre a Mandalika, Indonesia, in una pista di merda.
Non è un refuso e nemmeno la voglia di fare letteratura alla Bukowski.
Mandalika è un posto bellissimo ma dal punto di vista racing nasce su predisposti malsani… per finire anche peggio.

Per prima cosa per costruire la pista è stato violato ogni tipo di diritto umano. E non lo dico io, ma l’ONU.
Lo stato ha sfrattato contadini ed abitanti per costruire l’impianto e non è andato nemmeno troppo per il sottile.
Oltre a questo, dal punto di vista impiantistico è tutto ben lontano dall’essere perfetto.
Vanno aggiunti gli atteggiamenti di rivalsa speculativa tipici delle località “turistiche” troppo giovani che non sanno gestire il nuovo business.
Centinaia di dollari per una notte negli hotel di quarantena anticovid, noleggi auto dal costo proibitivo, e tutta una serie di ricatti turistico lavorativi a cui sono già sottoposti gli sventurati del circus.

E tutto questo, non abbiamo finito, costituisce il problema minore perché la big issue, il tema più grande, riguarda la sicurezza.
Non si tratta di paura o di terrorismo psicologico, ma è la realtà.

La settimana scorsa, causa incapacità gestionale dei Marshall di percorso è stata posticipata la gara dell’Asian Talent Cup.
Ne è nato un tale scazzo che il responsabile dei Marshall si è dimesso (secondo altre fonti è stato malamente licenziato), dopo aver dato degli idioti ai marshall di percorso, formati (si fa per dire) in pochi giorni e accusati di mangiare e bivaccare durante le gare invece che di fare il loro dovere, quando sappiamo tutti che quello dei Marshall è il mestiere più delicato, tanto che in piste come Mosca abbiamo dovuto portare i nostri da Misano e Vallelunga, perché c’era bisogno di qualità e capacità.

Tornando ai fatti, l’ex direttore delle operazioni per il Sentul Circuit, Rio Sarwono, chiamato per sistemare la questione, ha affermato che ci sono stati molti problemi che hanno causato il posticipo ufficiale della gara di domenica e non ha nascosto, riportano siti locali, che la cosa sia dipesa dai commissari.

“In effetti, avevamo tutti previsto che sarebbe successo perché, mi dispiace, la direzione non ha esperienza. E, secondo noi, il problema Marshall è solo uno degli altri problemi che ancora esistono.”

Rio Sarwono, che è stato anche coinvolto nell’organizzazione del Gran Premio d’Indonesia nel 1996 e 1997, nonché della Superbike (WSBK) nel 1994-1997,  riporta TV Kompass, ha affermato di non sapere che le risorse non solo non erano state preparate ma che erano invece state prese dalla strada

Alla fine, chi ha pagato per questo casino?
Ha pagato Dyan Dilato, Head of Operation – Sporting Mandalika Grand Prix Association (MGPA), che se l’è presa con i commissari insultandoli ed ha ufficialmente scontato quest’uscita ma secondo altre fonti sarebbe stato licenziato per l’aver evidenziato che sul tracciato ci sono diversi problemi di sicurezza.

Alcune parti della pista non sono ancora libere dalla polvere, i box non sarebbero completi, e il personale non è sufficiente, né per numero né per capacità, avrebbe detto Dilato.

“Molti marshall non erano pronti. Si mettono a fissare i piloti e a guardare la gara quando invece dovrebbero sventolare le bandiere”.
E ancora:
“In termini di esperienza, non sono pronti. Dovrebbero prima servire per un anno come commissari di gara nel campionato regionale, poi nazionale, poi nel campionato mondiale.”

Alla fine Dyan Dilato viene “dimissionato” ufficialmente per due motivi: per aver scelto male il suo personale, e per averlo poi insultato, criticando un’iniziativa pagata con i soldi dello stato.
I virgolettati della stampa locale sono molti e sembrano agenzie di paesi sotto dittatura in cui viene esaltato lo stato, lo sforzo del proletariato (appena espropriato delle proprie terre ed evidentemente impiegato alla meglio in pista), e viene messo sotto accusa il nemico del popolo, ma la verità è che per incapacità organizzativa non sono stati in grado di portare a casa una garetta ma sta per essere ospitato l’evento che decide un campionato mondiale.
Insomma il finale del Mondiale Superbike più bello e combattuto degli ultimi anni, fra due leoni distanziati da una manciata di punti,  si gioca in una pista non ancora completata, con un livello di sicurezza ai minimi, la cui conduzione è affidata a dei contadini espropriati dei loro terreni.
Chi non ci crede può guardare la foto del pezzo, che riguarda un momento di manutenzione delle safety car, così si fa un’idea della situazione.
Poi magari andrà bene o quasi bene come sempre… e sarà il solito miracolo portato a casa per fortuna, ma la professionalità di un mondiale dovrebbe essere un’altra.

 

Leggi qui i due articoli di riferimento in originale:
https://www.kompas.tv/article/232574/dyan-dilato-resmi-mundur-dari-mgpa-rio-sarwono-baiknya-pilih-personel-kapabel-di-bidang-balap  

https://www.kompas.tv/article/232154/manajemen-mandalika-dinilai-kurang-pengalaman-marshall-dipersoalkan

 

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