Quella cosa in comune fra Marquez e Maradona!

Oggi avrete un articolo pericoloso. Cioè l’articolo in se non lo è ma potrebbe esserlo per chi non vuole capire.

Vi racconterò perché secondo me Marquez è il Maradona delle moto.
Non il Pelè, non il Cristiano Ronaldo e nemmeno il Messi.
Maradona. Che a me come calciatore ha fatto sempre impazzire e mi sono dovuto sempre sforzare, perché così si deve fare con gli sportivi, di accettare di valutarlo solo per quello che riguardava quello che faceva in campo. Ma fra quelle accadute fuori dal rettangolo verde, mi stupì in positivo una cosa. La stessa che mi ha stupito di Marc Marquez. Forse non mi ha nemmeno meravigliato diciamo che è stata una sorprendente conferma.


“Eh ma il biscotto, è scorretto, è pericoloso, e Valentino.”
Lasciate perdere queste cose messe insieme da tifosi e giornalisti tifosi che avevano e hanno altre convenienze (e qui la chiudo) e continuate a leggere. E anche nei commenti, se è possibile, parliamo del fatto in se, e non di tutta la dietrologia e di quello che vi sta bene o non vi sta bene, del personaggio a tutto tondo dopo anni di media amici o nemici o in virtù delle preferenze che avete.

Ricordate che “le parole costruiscono ponti verso regioni inesplorate.”
Bella frase eh? Condivisibile. Eppure era di Adolf Hitler. Per dire che dipende sempre tutto dal contesto e dai preconcetti che si hanno e che invece non si dovrebbero avere. Ho la vostra attenzione?

Allora andiamo. Innanzitutto una cosa che accomuna Marquez a Maradona è quella di non lamentarsi mai troppo, di gestire i suoi demoni fisici e personali (anche se sono diversi), di non dare mai tanto colpa alla squadra, e di scendere in campo sempre tutto rotto comunque. La seconda è l’interesse per gli altri.
E vi racconto una cosa successa molto di recente e testimoniatami da più di un presente.
Ve la faccio semplice.
Lo scorso week end in MotoGP c’è stato un meeting della Riders Commission in cui si è discusso il fatto che gli stipendi dei piloti sono fuori controllo in senso negativo perché ci sono dei rider entranti come i Tech3 ma non solo, che sono pagati poco, circa 2-300mila euro, e poi ci sono figure come quella di Marquez pagata 14milioni circa, fra una cosa e l’altra. In questa commissione ad un certo punto Marquez ha ribadito l’ingiustizia del fatto che è pagato N volte rispetto agli altri, che ci dovrebbe essere un salario minimo accettabile per tutti i piloti, e che dovrebbe essere regolamentato tutto quello che riguarda la vita del paddock e quindi contratti di lavoro, assunzioni, licenziamenti, assistenza, sia per i piloti che per il resto del personale coinvolto, vedi tecnici, meccanici, autisti e così via.
Potrebbe essere un atteggiamento di facciata che però trova conferma anche nel fatto che, in periodo di infortunio, avesse messo a disposizione metà del suo ingaggio ad HRC, proposta poi rifiutata.
E’ una cosa, questa, in un mondo, quello degli sportivi professionisti, in cui uno non solo pensa per se ma anche lavora per essere il numero uno anche dal punto di vista degli ingaggi (perché spesso sono questi che certificano le gerarchie in ogni sport) che mi sorprende positivamente.
Mi ricorda le battaglie di Maradona nello spogliatoio del Napoli, testimoniata dai tanti compagni di squadra.
Ora, il motociclismo non è uno sport di squadra, sono tutti avversari anche acerrimi e quindi difficilmente sbocceranno tante testimonianze favorevoli di questo tipo. Però vi assicuro che ci sono e me le sono venute a raccontare.

Ora, nel rinnovarvi la raccomandazione di essere pacati, nei commenti, e soprattutto centrati sul tema, perché non tollererò insulti né fra voi né verso chicchessia, vi chiedo:

Non è bello che in una organizzazione che non riesce a trovare un suo equilibrio, siano proprio i più fortunati che potrebbero starsene zitti ad alzarsi in piedi per rinunciare a qualcosa in favore degli altri? Non è una questione di destra o sinistra ma di umanità. Certo è facile dire che i soldi non sono un problema, per chi già li ha, ma quante altre volte abbiamo visto l’avidità totale e il capriccio per il soldo in più, da parte di chi non ne ha bisogno, anche piloti stessi, mentre altri rischiano la vita allo stesso modo per delle briciole? Campioni che assorbivano tuto il budget piloti lasciando alla fame il compagno di squadra giovane debuttante e magari pagante? O altri che si sono suicidati sportivamente per andare a prendere due spiccioli fra manager avidi e richieste senza senso?

Eh ma direte “Marquez è scorretto, è pericoloso, le scie, il biscotto e tutto il repertorio imboccatovi dalle tv a libro paga…. Marquez non assomiglierà mai a Maradona che quelle cose non le ha mai fatte.”
Ma che avrà fatto mai, in concreto, Marquez? Neanche avesse fatto, che ne so, un gol di mano ai mondiali.
Una cosa è voler vincere, un’altra è preoccuparsi per chi è nella stessa barca.

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