L’inutilità di agitarsi per i test!

Qual è il motivo per il quale ci si eccita in occasione dei test pre campionato, MotoGP o Superbike che siano?
Nessun motivo fondato, a parte quella voglia di novità e click post digiuno, in cui ci si è arrabbattati a fare di situazioni delle news, se non addirittura, purtroppo, inventandole proprio, le situazioni… e le news.
Alla fine arrivano i test e bisogna eccitarsi. Serve al portafoglio. E la cosa trova ovviamente terreno fertile nei fitosi.
Però credetemi che con tutte le variabili c’è ben poco per cui agitarsi.
Ma vediamole, le variabili.

Temperatura
Difficile che si testi in una pista con la stessa temperatura nella quale si correrà quando verrà il momento stabilito dal calendario.
Non cambia molto, direte. Sbagliato.
In piste come Jerez, guarda caso meta abitudinaria di test, poche ore fanno la differenza. Nello stesso week end piloti con la pole hanno poi mangiato la polvere. E parliamo di ore. Immaginate quando si parla di mesi. Jerez è un esempio eclatante ma le cose poco cambiano anche nel resto dei casi.

Presenza
Se in una sessione di test manca qualcuno, come si fa a misurare in maniera concreta il valore di chi c’è?
Ma poi immaginate di essere una casa ufficiale (per i privati è diverso). Quali test saltereste? Quelli di cui avete bisogno o quelli dove andate forte?
Quindi è facile ipotizzare che chi non c’è è perché MEDIAMENTE, al netto di difficoltà economiche, non ne ha bisogno. E quindi chi c’è ha poco da gonfiare le piume.

Configurazioni e roba da provare
Ognuno nel test ha il suo programma di lavoro. Il che vuol dire che sta costruendo. Se qualcuno sta costruendo, evidentemente non fa prove di velocità o ricerca del tempo. Quindi il tempo non vale.
Per lo meno no per chi guarda e non sa cosa sta succedendo.

Tempo che non c’è
Quante volte avete letto di tempi fantasmagorici, guardacaso, senza cronometri o senza transponder? Ci sono un paio di siti specializzati in questo tipo di news.
Un team che ha il tempo, veramente pensate che lo nasconda?
Davvero pensate che il livello di segretezza delle informazioni sia militare?
Chi gira senza transponder e senza crono è perché non gli sta dando valore. Nessuno sano di mente rinuncerebbe a prendere ed immagazzinare riferimenti quando sono buoni.

Varie ed eventuali
Vi bastano gli elementi sopraelencati?
Ve ne sono altri. Piloti non ancora a posto, materiale non ancora arrivato completamente, ergonomie, configurazioni ancora allo studio, e tutta una serie di elementi che rende possibile classificare i risultati dei test per lo più come inutili.
Ma come inutili? Si fanno i test inutili?

La verità è che per sapere se qualcuno ha trovato qualcosa, è necessario essere informati su cosa stesse cercando.
E quindi i test servono, ma solo a quelli che li fanno (piloti, addetti ai lavori, etc) Non servono invece a chi sta lì a guardarli cercando di capire qualcosa.

In realtà, se proprio dobbiamo dirla tutta, servono a chi li racconta, per fa sognare i tifosi, leccare i baffi agli sponsor, e tutta una serie di attività fuffose che in realtà di contenuto per la maggior parte dei casi hanno poco. Ma servono per i click.

Ed è per questo che spesso questi test opachi, vuoti e poco comunicativi, hanno bisogno di un aiutino. Un record che non c’è stato, un tempo mai fatto, e in casi di professionalità inesistente, anche di piloti che hanno fatto il tempo senza essersi presentati, come nel caso di Bautista a Portimao con la Honda SUperbike un paio di anni fa.
Al suo posto girava Aegerther perché il buon Alvaro era giustamente con la moglie mentre gli nasceva la prima figlia.
Questo non ha però fermato qualcuno da dare la notizia di un record completamente inventato.

Per non parlare di una nota casa tedesca che ogni anno nella fase pre campionato sembra essere in grado di stupire ma poi è sempre più miseramente lontana dai risultati che contano.
Lì il problema è diverso. La creatività editoriale serve a guadagnarsi qualche banner o qualche forma di benevolenza.
Insomma, con i test ci guadagnano quelli che li fanno e quelli che raccontano al pubblico quello che vuol sentirsi dire. Chi legge, invece, continua a rimanere, confuso e felice.

MIsterhelmet Gianluigi Ragno

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