Most: gara2 a Bautista, davanti a Petrucci e Rea. Bassani OK, Razgatlioglu KO!

La gara di Most è un regalo di Razgatlioglu a Bautista ma soprattutto è il ritorno di Rea e la concretizzazione di Petrucci. C’è anche Bassani e va bene così.
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Bautista, Petrucci, Rea, Bassani, Rinaldi, Gardner, Locatelli, Redding, Vierge, Baz.

I dieci sono questi e la gara è bella perché Bautista, evidentemente non a posto come al solito, sente di dover cercare la fuga per sistemare subito le cose.
Non ci riesce ma non è lui quello sotto pressione. Il duello con Razgatlioglu è gustoso ma solo lo spagnolo sembra in pieno controllo.
Alla fine il turco decide di strafare e, invece che cercare il duello nel finale, decide di chiudere i conti anzitempo. Li chiude nella ghiaia e lascia a Bautista 5 ultimi giri comodi.
Il bello, però, non è solo questo. C’è una rimonta pazzesca di Petrucci, dodicesimo al via e secondo al traguardo, un ritorno solido di Rea, intelligentissimo nel fare una gara regolare e concreta senza esagerare, una dimostrazione di maturità di Bassani (che però passa da una microfesseria a inizio gara).
Il veneto senza l’errore in apertura avrebbe potuto giocarsi il podio ma va apprezzato anche il modo in cui ha posto rimedio all’incoscienza.
Per quanto battuto da due clienti, anche Rinaldi ha fatto il suo. Alla fine è concreto e mai fuori dalle righe.

Non c’è molto altro. BMW e Honda proprio non si giocano niente. E un esercito di clienti sono zombie lontani, perché arrivare nei 10 o a punti non vuol dire niente, se prendi distacchi punitivi.
La sintesi della Superbike è che Bautista domina, Razgatlioglu è più funambolo che fenomeno, e Rea è maturo. Il contorno sfizioso è dato da Petrucci e Bassani; i due meritano una moto ufficiale che non avranno mai.

 

Clicca qui e guarda i risultati della gara!

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“Passaggio a BMW? Con Ducati sarebbe tutto più facile!” Intervista flash a Manuel Puccetti!

I haven't decided anything yet but things have to change because we have to be accountable to our sponsors. It could be BMW but it could also be Ducati. Everything is easier with Ducati !

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Manuel Puccetti è sempre gentile, disponibile e positivo, ma è evidentemente un po’ scocciato.
Dopo anni di idee, sforzi, moto schierate, dopo aver lanciato talenti e fatto confermare campioni, è il momento di essere onesti.
La stagione sta andando male. Puccetti ha incassato troppi zeri, troppi ritiri ed evidentemente anche qualche no di troppo quando ha cercato di sostituire i suoi piloti.
Alla fine è vero che semini quello che raccogli ma a volte è proprio il raccolto che va male e tu non hai tutte le colpe.

Le voci di un Puccetti spazientito, girano. Kawasaki, questa Kawasaki, non è abbastanza e un sodalizio lungo, molto lungo, uno dei più lunghi nel paddock Superbike, si potrebbe rompere.

Per le factory è facile, più o meno, continuare per anni senza risultati. I dirigenti dei team interni sono in giro per il mondo a spendere soldi non loro e a giustificare le corse come necessarie per il brand, ma un team privato si tiene in piedi con i risultati e le aspettative. E il capo è solitamente quello che rischia i soldi, nel senso che ce li mette. E ci mette anche la faccia, dato che il team porta spesso il suo nome.
Puccetti è dato in BMW, forse anche per il passaggio di Razgatlioglu, da sempre legato al gruppo di Puccetti, eppure il manager non sembra convinto.

Intervistato sull’eventuale possibilità di cambiare brand, Puccetti risponde.

“Spero di tornare nelle posizioni che contano o almeno vedere ripagato il nostro impegno.
Ho visto che hanno scritto tante cose già, in merito a possibili cambiamenti da parte nostra e la situazione è delicata.
Chi scrive senza sapere non si rende conto che può anche fare dei danni quando ci sono trattative in corso. Mi danno già in BMW ma non ho ancora deciso nulla.
Il passaggio a BMW nel 2024 è solo una delle opzioni possibili.”

Cosa state valutando?
“Stiamo valutando varie situazioni. Possiamo rimanere in Kawasaki se le cose si sistemano ma anche passare in BMW.
Però anche Ducati potrebbe essere una possibilità.
Con Ducati sarebbe più semplice tirare fuori un bel pacchetto factory e andare forte. Con Ducati il team diventa figo e il rider ti cerca.
Costa di più ma i risultati arrivano. Noi abbiamo bisogno di quelli per ottenere le risorse che ci servono per correre.

Is the resource situation always this complicated for a private team?
The situation is not easy but for us it is not complicated. We have had quality sponsors following us for years, but sponsors need to be honored, thanked, pleased. Personally, I promise to do everything I can to change things and get back to visible conditions.
There may be a period of difficulty but it cannot become the rule. With sponsors, one must not pull too hard."

It seems clear that change will come. It just remains to be seen in what direction.

 

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Most: gara1 a Rea d’astuzia, poi Razgatlioglu e Petrucci! Bautista lontano!

The Most race goes to those who dare to mount intermediates.
It changes everything many times but in the end the one who dares wins!
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Rea d’astuzia su Razgatlioglu, Petrucci, Redding, Lecuona, Locatelli, Bassani, Aegerter, Lowes e Baz!
I top ten sono rider che sanno guidare sotto l’acqua ma i top tre sono piloti che hanno scelto l’intermedia.

Pirelli sono anni che lo dice: le intermedie hanno un senso. Lo capiscono in pochi ma quelli che lo capiscono fanno il risultato a Most dove la gara parte bagnata ma finisce asciutta.
E mentre quelli che hanno scelto le rain fuggono, a chi ha montato le intermedie non resta che avere fiducia in se stessi e nella squadra perché il recupero è già scolpito, nella gomma.
Per il resto la pioggia livella le prestazioni tecniche. BMW e Honda sembrano quasi decenti e Kawasaki sembra una Ducati.
Niente cambia se non il fatto che il nome di Bautista appare lontano, fra errori e scelte errate e stavolta tocca a lui sentirsi come quelli che fanno fatica.
Non c’è cronaca possibile per una gara che ha visto pit stop, sorpassi e avvicendamenti a profusione.
Si sappia che è andata come ai vecchi tempi, con le scelte degli uomini che hanno vinto sulle macchine.

 

Check out the results of the race!

 

 

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A Superbike of PIAGNONI (and rosiconi) SMEMORATI!

Una volta la Superbike era il campionato dei veri duri. Una volta.
Era il campionato delle sportellate. Una volta.
La superbike era il campionato di quelli che correvano e zitti. E non si lamentavano mai. Una volta. Adesso invece qualcuno si lamenta ed ha anche la memoria corta.

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“Iannone non fa per noi. Scelgo Axel Bassani perché…” Intervista flash a Lorenzo Mauri!

Iannone? Non fa per Motocorsa. Stiamo lavorando per tenerci Axel Bassani. Con lui, fiducia reciproca!

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Alla fine Lorenzo Mauri lavora in silenzio.
Si vede poco, lui. Si vede soprattutto il suo pilota, Axel Bassani, miglior Ducati dopo quella di Bautista e quinto nel mondiale.
Intervistato sul tema mercato che tanto infiamma la Superbike e che vede in qualche modo al centro anche il suo rider, risponde a Misterhelmet.

“Stiamo lavorando per tenerci Axel il che vuol dire chiudere il nostro budget e parlare con il suo management per trovare una situazione di sponsor che ci consenta di dargli il giusto stipendio. Tutto il pacchetto tecnico per il 2024 è già coperto ma manca la chiusura del cerchio per dare ad Axel l’ingaggio che merita. Questo è il nostro interesse primario e di questo stiamo parlando con il suo manager Vergani.
Se non ci riusciremo valuteremo altre strade e altri piloti (ho in mente qualche ragazzo), ma sinceramente il nostro obiettivo primario continuare con Axel perché c’è soddisfazione reciproca e fiducia da entrambe le parti. Non voglio nemmeno fare dei nomi per non rovinare la tranquillità di tutti. Non ci voglio nemmeno pensare, ecco.”

Lorenzo Mauri è completamente estraneo alla vicenda Iannone, che pare abbia cercato tutte le Ducati tranne la sua.
“Non so niente, non ho seguito, però sinceramente credo che, per tanti motivi, Iannone sia un salto nel buio, dal quinto piano su degli spuntoni roventi, per chiunque lo farà correre. Si tratta di un grande pilota con un talento pazzesco, comunque. Sul tema non sono proprio voluto entrare in gioco perché mi conosco.”

Alla domanda se prenderebbe Iannone nella sua struttura, Mauri risponde così:
“Ti dico la verità: non lo prenderei nemmeno se domani mattina venisse in Motocorsa e portasse tutto il budget, ma è una cosa mia.
Conosco i miei limiti, conosco la mia poca pazienza. Non ho nulla contro di lui, il problema sono io.
Con il mio carattere al 42mo secondo di orologio uno dei due uscirebbe dal box e siccome il box è mio non sarei io ad uscire.
Per evitare questo tipo di confronto non l’ho preso nemmeno in considerazione ma  non sto denigrando il pilota.
Conosco i miei limiti e uno di questi è la pazienza. Colpa mia, non ce l’ho.
Non fare il matto Misterhelmet e non mi attribuire qualcosa contro il pilota, proprio no, perché Iannone è un top rider.”

Più chiaro di così.

 

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Intervista a Dalla Porta: primo giorno in Supersport con Evan Bros!

Dopo un ultimo periodo travagliato, Lorenzo Dalla Porta, campione del mondo Moto3 2019, sbarca in Supersport a seguito di una parentesi sfortunata in Moto2. Gli diamo noi il benvenuto, almeno in video!

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SCOOP! :-) Superbike: Rinaldi in allenamento “con Go-Eleven”. Settimana decisiva!

Michael Ruben Rinaldi è dato in uscita dal team Aruba ma potrebbe trovare subito posto.
Al di là delle trattative con Iannone, Go Eleven non ha mai nascosto il suo apprezzamento per Rinaldi che, proprio con Go Eleven, ha trovato il suo trampolino verso il team Factory.

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Le foto di Rinaldi accostato ad una Ducati Go Eleven potrebbero trovare un refresh nel 2024.
Rinaldi piace tanto a Gianni Ramello, patron del team, e a Denis Sacchetti e in sella alla moto del team piemontese, potrebbe esprimersi senza pressioni, magari trovando anche un supporto da Aruba, come accaduto per Chaz Davies.
Nella giornata di oggi è stato avvistato in pista al Mugello, in allenamento con una Panigale “di serie”.
Proprio Go Eleven ha “prestato” a Rinaldi un suo uomo per aiutarlo con benzina e termocoperte.
Il duo è stato avvistato all’opera in mattinata e il supporto di Rinaldi era con la “divisa” del team.
Non è chiaro se nel 2024 ci saranno due moto celesti in griglia oppure solo una ma di certo il pilota romagnolo è ancora in ballo perché la situazione Iannone è golosa ma meno semplice del previsto. Staremo a vedere.

 

 

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Iannone in SBK is not so easy. Who pays for it? How much does he make? Some numbers!

It is easy to take Iannone's arrival in Superbike for granted. In some ways it is, but it is less easy than expected. How much will he make? Will he have to bring in money? Oh yeah because if everyone really wanted him, it would already be done, but instead....

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Imola2 con sorpresa: Bautista out! Vince Razgatlioglu davanti a Bassani e Rea!

Un out di Bautista, peraltro solitario, è un evento così raro che il team owner
Stefano Cecconi va ai microfoni a spiegarlo. Un semplice errore che diventa un’occasione persa per Ducati, ecco perché!

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Razgatlioglu, Bassani, Rea, Locatelli, Rinaldi, Ray, Baz, Redding, Petrucci, Lecuona.
Bautista che non vince è un evento. Bautista che va out, è un altro evento ancora che, per andare a trovare riscontri costringe a spingersi molto indietro nel tempo e riporta ANCHE alla mente quel maledetto 2019 in cui mezza stagione fu magica e mezza fu disastrosa.
Non è questo il caso. Alvaro ha pestato una riga bianca per aver allargato troppo e cercato di recuperare la linea giusta.
Fine della gara.
L’occasione persa è quella di Ducati che avrebbe potuto mettere qualcun altro sul gradino più alto del podio e invece ci è andata solo vicina. La verità emerge prepotente: SENZA BAUTISTA DUCATI NON VINCE.
Il resto della giornata è fatto di gente che ha fatto (alla grande) il suo dovere.
Razgatlioglu è l’anti Bautista unico e solo. Senza lo spagnolo, comanda lui.
Rea si deve leccare le ferite e arriva terzo anche senza l’uomo in rosso. Questo sì deve essere fastidioso.
Bassani è l’intermezzo piacevole. Dove non arriva Locatelli, arriva lui, che batte anche Rinaldi e sul letto del fiume Santerno si incaglia un vaffa a chi non lo vuole accanto allo spagnolo l’anno prossimo.
Mauri e i suoi scalano zitti e poco supportati (non quanto gli altri), le gerarchie Ducati e non chiedono niente.
Bassani è il montanaro perfetto. Onesto, sincero, e col ceffone pronto. Se non gli vuoi bene non capisci niente.
Sarebbe stato bello avesse vinto ma la giustizia, quella tecnica e delle gerarchie, è quella di oggi.
Poi succederà anche una vittoria del capellone di montagna, ma non è oggi il giorno degli stravolgimenti. Il suo momento arriverà.
Il resto non cambia. RInaldi soffre, Petrucci di Più. Locatelli non è quello di ieri. Le Honda boccheggiano come le BMW che però sembrano poter fare quel qualcosa di meglio che comunque non arriva.
Il resto sono secondi che passano ad aspettare che arrivino piloti che sembrano correre un altro campionato.
Pur consapevoli che ci debbano essere dei privati, ok anche di serie B, c’è un limite a tutto.
Vi prego, sfoltite la griglia.
Il jolly della giornata è l’occhialuto Bradley Ray. L’idolo di tutti noi quattrocchi relegati in porta e messi fuori da ogni esperienza di gioco da cortile che andasse oltre il medium hard percepito. Quelli che ci provavano lo stesso e tornavano a casa con la montatura da ricomprare fra le urla potenti dei genitori. Bradley se ne frega e fa il triplo del suo dovere.
Il tutto in attesa di un altro evento fotocopia, diverso da quello di oggi.

Guarda la live della gara di Misterhelmet!

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Iannone in Ducati Superbike: ecco dove andrà e perché!

A meno di accordi saltati last minute, Andrea Iannone sarà un pilota Ducati Superbike del team Go Eleven. Nel video tutti i dettagli e le motivazioni!

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