Magny Cours: in gara2 ritorna il capo! Noia e podio a Razgatlioglu e Rea!

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Gerloff, Bassani, Petrucci, Gardner, Vierge, Oettl sono un a top ten già vista e stravista. Solo che Bautista passeggia e…

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… e non ce n’è per nessuno perché lo spagnolo ammazza la gara al quinto giro. Poi le infligge colpi terribili fino a superare i 9 secondi abbondanti di vantaggio nel finale. Solo negli ultimi due giri decide di iniziare a fare tutta una serie di attività di segreteria come salutare gli spettatori (potrebbe salutarli uno a uno dato che sono quattro gatti), pagare le bollette online e telefonare alla moglie per farsi passare la bambina.
La gara, veramente, non esiste e, dopo la red flag dovuta all’incidente fra Redding e Aegerter,  vive di qualche episodio (una rimonta di Petrucci, degli sprazzi di Gerloff) e poco altro.
Le Ducati dominano ma, come in gara1, se ne rompe una. Le BMW si reggono su Gerloff (peccato che la sua rivalità con Toprak, dopo averlo castrato in Yamaha gli causerà lo stesso effetto in BMW), le Kawasaki sono solo Rea (l’anno prossimo sarà interessante) e le Yamaha solo Locatelli e Toprak, che però è evidente ci mette del suo ed è quel suo che conta.
Per quanto riguarda Honda, sembra lottare da lontano con la MotoGP per chi fa peggio! Per adesso vince la GP perché almeno le SBK stanno nei dieci, ma pensando alla mega concessione, la faccenda è ben triste!
Sintesi: veramente una gara da sonno. Bautista si merita di vincere ma noi ci meriteremmo qualcosa di più. Poi non ci si lamenti se perfino gli spalti francesi, tradizionalmente da sempre pieni di motociclisti, erano deserti.

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Ecco gli eredi di Rea con Bassani in Superpole! Movimenti, ingaggi e la penale del campione!

Quanto guadagnerà Rea in Yamaha? Chi pagherà la famosa penale? Chi sono i candidati a succedergli sulla moto verde e quali possibilità ha ciascuno di loro? Un po’ di situazioni e un po’ di numeri!

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Magny Cours: gara1 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Rea. Bautista no good!

Razgatlioglu, Rinaldi, Rea, Gerloff, Petrucci, Locatelli, Redding Lowes, Oettl, Bautista.
Lo spagnolo ha un problema e butta via la gara.
Il resto è come al solito.

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Una gara come le altre con gli stessi protagonisti che fanno le stesse cose, tranne che in due casi: l’innesto di Gerloff, che parte male ma alla fine chiude un’ottima prestazione e il disinnesto di Bautista che ha un problema tecnico e si trova ultimo quando sta dominando. Il suo recupero è una prova di forza che fa paura. Unico sotto 1.37 e decimo alla fine, anche se i protagonisti sono altri.
Da sottolineare l’ottima gara di Rinaldi (a Magny Cours sa il fatto suo come Misano e si batte da leoncino contro il turco), la vittoria di Razgatlioglu (è il vice Bautista e lo è sempre) e Rea, che alla fine un modo per salire sul podio lo trova quasi sempre.
Deludenti le altre BMW, Bassani e il resto della pattuglia Yamaha.
Asterisco per Petrucci che trova la quadra quando le gomme sono over e chiude quinto. Il trend  quello che lo vedrà, molto presto, vincere una gara. Con i dovuti scongiuri, si intende.

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Rea – Kawasaki: È FINITA! TUTTI I DETTAGLI DELL’ADDIO!

Non c’è niente di ufficiale ma il procedimento di separazione fra Rea e Kawasaki dovrebbe essere in corso ed a buon punto! Kawasaki, nello specifico il team Provec che la rappresenta, ha preso in giro per anni Jonathan Rea e lo ha deluso. Adesso il nord irlandese, non ce la fa più e se ne vuole andare, costi quel che costi. Tutti i motivi e i dettagli finanziari nel video!

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Most: gara2 a Bautista, davanti a Petrucci e Rea. Bassani OK, Razgatlioglu KO!

La gara di Most è un regalo di Razgatlioglu a Bautista ma soprattutto è il ritorno di Rea e la concretizzazione di Petrucci. C’è anche Bassani e va bene così.
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Bautista, Petrucci, Rea, Bassani, Rinaldi, Gardner, Locatelli, Redding, Vierge, Baz.

I dieci sono questi e la gara è bella perché Bautista, evidentemente non a posto come al solito, sente di dover cercare la fuga per sistemare subito le cose.
Non ci riesce ma non è lui quello sotto pressione. Il duello con Razgatlioglu è gustoso ma solo lo spagnolo sembra in pieno controllo.
Alla fine il turco decide di strafare e, invece che cercare il duello nel finale, decide di chiudere i conti anzitempo. Li chiude nella ghiaia e lascia a Bautista 5 ultimi giri comodi.
Il bello, però, non è solo questo. C’è una rimonta pazzesca di Petrucci, dodicesimo al via e secondo al traguardo, un ritorno solido di Rea, intelligentissimo nel fare una gara regolare e concreta senza esagerare, una dimostrazione di maturità di Bassani (che però passa da una microfesseria a inizio gara).
Il veneto senza l’errore in apertura avrebbe potuto giocarsi il podio ma va apprezzato anche il modo in cui ha posto rimedio all’incoscienza.
Per quanto battuto da due clienti, anche Rinaldi ha fatto il suo. Alla fine è concreto e mai fuori dalle righe.

Non c’è molto altro. BMW e Honda proprio non si giocano niente. E un esercito di clienti sono zombie lontani, perché arrivare nei 10 o a punti non vuol dire niente, se prendi distacchi punitivi.
La sintesi della Superbike è che Bautista domina, Razgatlioglu è più funambolo che fenomeno, e Rea è maturo. Il contorno sfizioso è dato da Petrucci e Bassani; i due meritano una moto ufficiale che non avranno mai.

 

Clicca qui e guarda i risultati della gara!

Guarda la live di Misterhelmet!

 

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“Passaggio a BMW? Con Ducati sarebbe tutto più facile!” Intervista flash a Manuel Puccetti!

I haven't decided anything yet but things have to change because we have to be accountable to our sponsors. It could be BMW but it could also be Ducati. Everything is easier with Ducati !

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Manuel Puccetti è sempre gentile, disponibile e positivo, ma è evidentemente un po’ scocciato.
Dopo anni di idee, sforzi, moto schierate, dopo aver lanciato talenti e fatto confermare campioni, è il momento di essere onesti.
La stagione sta andando male. Puccetti ha incassato troppi zeri, troppi ritiri ed evidentemente anche qualche no di troppo quando ha cercato di sostituire i suoi piloti.
Alla fine è vero che semini quello che raccogli ma a volte è proprio il raccolto che va male e tu non hai tutte le colpe.

Le voci di un Puccetti spazientito, girano. Kawasaki, questa Kawasaki, non è abbastanza e un sodalizio lungo, molto lungo, uno dei più lunghi nel paddock Superbike, si potrebbe rompere.

Per le factory è facile, più o meno, continuare per anni senza risultati. I dirigenti dei team interni sono in giro per il mondo a spendere soldi non loro e a giustificare le corse come necessarie per il brand, ma un team privato si tiene in piedi con i risultati e le aspettative. E il capo è solitamente quello che rischia i soldi, nel senso che ce li mette. E ci mette anche la faccia, dato che il team porta spesso il suo nome.
Puccetti è dato in BMW, forse anche per il passaggio di Razgatlioglu, da sempre legato al gruppo di Puccetti, eppure il manager non sembra convinto.

Intervistato sull’eventuale possibilità di cambiare brand, Puccetti risponde.

“Spero di tornare nelle posizioni che contano o almeno vedere ripagato il nostro impegno.
Ho visto che hanno scritto tante cose già, in merito a possibili cambiamenti da parte nostra e la situazione è delicata.
Chi scrive senza sapere non si rende conto che può anche fare dei danni quando ci sono trattative in corso. Mi danno già in BMW ma non ho ancora deciso nulla.
Il passaggio a BMW nel 2024 è solo una delle opzioni possibili.”

Cosa state valutando?
“Stiamo valutando varie situazioni. Possiamo rimanere in Kawasaki se le cose si sistemano ma anche passare in BMW.
Però anche Ducati potrebbe essere una possibilità.
Con Ducati sarebbe più semplice tirare fuori un bel pacchetto factory e andare forte. Con Ducati il team diventa figo e il rider ti cerca.
Costa di più ma i risultati arrivano. Noi abbiamo bisogno di quelli per ottenere le risorse che ci servono per correre.

Is the resource situation always this complicated for a private team?
The situation is not easy but for us it is not complicated. We have had quality sponsors following us for years, but sponsors need to be honored, thanked, pleased. Personally, I promise to do everything I can to change things and get back to visible conditions.
There may be a period of difficulty but it cannot become the rule. With sponsors, one must not pull too hard."

It seems clear that change will come. It just remains to be seen in what direction.

 

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Most: gara1 a Rea d’astuzia, poi Razgatlioglu e Petrucci! Bautista lontano!

The Most race goes to those who dare to mount intermediates.
It changes everything many times but in the end the one who dares wins!
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Rea d’astuzia su Razgatlioglu, Petrucci, Redding, Lecuona, Locatelli, Bassani, Aegerter, Lowes e Baz!
I top ten sono rider che sanno guidare sotto l’acqua ma i top tre sono piloti che hanno scelto l’intermedia.

Pirelli sono anni che lo dice: le intermedie hanno un senso. Lo capiscono in pochi ma quelli che lo capiscono fanno il risultato a Most dove la gara parte bagnata ma finisce asciutta.
E mentre quelli che hanno scelto le rain fuggono, a chi ha montato le intermedie non resta che avere fiducia in se stessi e nella squadra perché il recupero è già scolpito, nella gomma.
Per il resto la pioggia livella le prestazioni tecniche. BMW e Honda sembrano quasi decenti e Kawasaki sembra una Ducati.
Niente cambia se non il fatto che il nome di Bautista appare lontano, fra errori e scelte errate e stavolta tocca a lui sentirsi come quelli che fanno fatica.
Non c’è cronaca possibile per una gara che ha visto pit stop, sorpassi e avvicendamenti a profusione.
Si sappia che è andata come ai vecchi tempi, con le scelte degli uomini che hanno vinto sulle macchine.

 

Check out the results of the race!

 

 

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A Superbike of PIAGNONI (and rosiconi) SMEMORATI!

Una volta la Superbike era il campionato dei veri duri. Una volta.
Era il campionato delle sportellate. Una volta.
La superbike era il campionato di quelli che correvano e zitti. E non si lamentavano mai. Una volta. Adesso invece qualcuno si lamenta ed ha anche la memoria corta.

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“Iannone non fa per noi. Scelgo Axel Bassani perché…” Intervista flash a Lorenzo Mauri!

Iannone? Non fa per Motocorsa. Stiamo lavorando per tenerci Axel Bassani. Con lui, fiducia reciproca!

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Alla fine Lorenzo Mauri lavora in silenzio.
Si vede poco, lui. Si vede soprattutto il suo pilota, Axel Bassani, miglior Ducati dopo quella di Bautista e quinto nel mondiale.
Intervistato sul tema mercato che tanto infiamma la Superbike e che vede in qualche modo al centro anche il suo rider, risponde a Misterhelmet.

“Stiamo lavorando per tenerci Axel il che vuol dire chiudere il nostro budget e parlare con il suo management per trovare una situazione di sponsor che ci consenta di dargli il giusto stipendio. Tutto il pacchetto tecnico per il 2024 è già coperto ma manca la chiusura del cerchio per dare ad Axel l’ingaggio che merita. Questo è il nostro interesse primario e di questo stiamo parlando con il suo manager Vergani.
Se non ci riusciremo valuteremo altre strade e altri piloti (ho in mente qualche ragazzo), ma sinceramente il nostro obiettivo primario continuare con Axel perché c’è soddisfazione reciproca e fiducia da entrambe le parti. Non voglio nemmeno fare dei nomi per non rovinare la tranquillità di tutti. Non ci voglio nemmeno pensare, ecco.”

Lorenzo Mauri è completamente estraneo alla vicenda Iannone, che pare abbia cercato tutte le Ducati tranne la sua.
“Non so niente, non ho seguito, però sinceramente credo che, per tanti motivi, Iannone sia un salto nel buio, dal quinto piano su degli spuntoni roventi, per chiunque lo farà correre. Si tratta di un grande pilota con un talento pazzesco, comunque. Sul tema non sono proprio voluto entrare in gioco perché mi conosco.”

Alla domanda se prenderebbe Iannone nella sua struttura, Mauri risponde così:
“Ti dico la verità: non lo prenderei nemmeno se domani mattina venisse in Motocorsa e portasse tutto il budget, ma è una cosa mia.
Conosco i miei limiti, conosco la mia poca pazienza. Non ho nulla contro di lui, il problema sono io.
Con il mio carattere al 42mo secondo di orologio uno dei due uscirebbe dal box e siccome il box è mio non sarei io ad uscire.
Per evitare questo tipo di confronto non l’ho preso nemmeno in considerazione ma  non sto denigrando il pilota.
Conosco i miei limiti e uno di questi è la pazienza. Colpa mia, non ce l’ho.
Non fare il matto Misterhelmet e non mi attribuire qualcosa contro il pilota, proprio no, perché Iannone è un top rider.”

Più chiaro di così.

 

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