Go Eleven: 3-way interview with Ramello and Sacchetti! On fire and no holds barred!

Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!

Bautista vs Carrasco Maschilismo? No. Motociclismo!

Hanno parlato tutti e quindi voglio dire anch’io la mia, velocemente, sullo scazzo fra Bautista e Carrasco.
E dico Bautista e Carrasco, non Bautista e LA Carrasco, proprio perché voglio offrire un trattamento paritario e voglio parlare di piloti, non di uomini e donne. 

 

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Did a very bad thing happen? Yes, but not the one that some good loser says.
And it is not a matter of point of view but of chronometer.
The truth, without going to look at the timesheet that would make everything even more merciless, is that Carrasco lapped, when it went well, 7 seconds slower. With sometimes quite exotic trajectories and with situations 11 seconds slower than the opponents. And those are useless numbers because beyond 4 seconds you are already a foreign body and you have to get the fuck out of the way quickly.

Quindi se un pilota come Bautista è caduto o anche ha perso un giro importante per questo motivo, fa bene a rilevarlo. Non ha offeso nessuno, Ha semplicemente detto che il pilota Carrasco era in mezzo ai piedi e lo ha fatto andare nello sporco con conseguente caduta. Carrasco ha girato come un pilota che non fa parte del contesto di quei test.Questo ha detto Bautista. 

PRIMA COSA. In un mondo di pagliacci perbenisti buffoni e burattini Alvaro Bautista, che ricordiamo è il campione in carica della Superbike, ha detto quello che pensava. Non ha insultato nessuno ed è quindi da applaudire per questo.

Bautista è da applaudire perché ha trattato Carrasco come un suo pari, come un pilota e non come una donna e gli ha detto cose da pilota, non da donna.  Non ha giudicato il suo sedere, i suoi capelli, le sue tette ma la sua guida. Non ha avuto riguardi per il fatto che Carrasco sia una donna. Questa è la più grande forma di rispetto possibile. 

SECONDA COSA: Ana Carrasco, prima vuole cimentarsi con gli uomini e poi parla di atteggiamenti maschilisti quando non ci riesce. Ana Carrasco è un pilota assolutamente rispettabile di Supersport 300, dove le differenze fisiche con gli uomini possono essere annullate e ha fatto anche gare discrete in altre categorie. Purtroppo non è un pilota da mondiale Supersport e non può correre con gli uomini. Quindi non è maschilismo. E’ motociclismo. 

Non ho mai visto Alessia Polita, Paola Cazzola, Katia Pongsen o Letizia Marchetti rompere i coglioni. 

Yet they raced in times when it was much harder for women than it is now since no one was giving anything away and there certainly wasn't the reigning mee too save ass that there is now.

Motorcycling is a violent sport. More violent than boxing. More violent than martial arts, because in addition to hand-to-hand combat it has a stopwatch. It is the most sexist sport there is. 

Either the stopwatch kills you or the melee kills you or both kill you together.  

So there is only one solution to not break your balls and realize yourself: do the competitions of your level and don't create false expectations.

Is there such a thing as women's motorcycling? Are there mixed but affordable championships? Here. 

Alle donne dico: Ana Carrasco è stata trattata da Bautista, non da donna, ma da pilota. Vale di più. Alle donne dico: il rispetto e la compassione sono cose diverse.

Respect is gained by fighting without asking for favoritism. Compassion disguised as respect is a poisoned morsel!

Those who say that something bad happened on the track between Bautista and Carrasco are right. 

What has happened is that a stationary driver has put his life on the line for someone who is there to play for the world championship. Nothing more. If one is stationary you have to tell him that he is stationary, if you tell him something else, you are dishonest and Bautista is not dishonest.
Anyone who instrumentalizes all this and starts talking about manners, tone, politeness, opportunity, on or off the track, is a loser because he is doing benaltrism and refuses to agree with the only thing that matters in motorcycling: the stopwatch.

DUCATI, Paolo CIABATTI: interview without EXCLUSION OF HITS!

Immaginate di incontrare il rappresentante in pista di una casa come Ducati e chiedergli tutto. Impossibile? Invece no. Paolo Ciabatti si è fatto intervistare per un’ora e venti minuti ed ha risposto a tutto.

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Le vittorie di Superbike, MotoGP, e tutti i titoli vinti.
Quale si sarebbe aspettato e quale no.
Quale vale di più e chi lo ha meritato di più fra Bautista e Bagnaia
Bagnaia e Bautista terranno il 63 o prenderanno il n1?
L’avversario perdente dell’anno.
Il peso di Gigi Dall’Igna
Il peso di Audi
Le troppe Ducati in pista
Il comportamento in pitlane e ai muretti altrui
Darth Dozzi
I giochi di squadra
La MotoE
Il passaggio di VR46 in Yamaha.
Aspettative e impegno con Petrucci, Bautista, Rinaldi e Bassani.
Che moto avrà Petrucci
Regole sulla zavorra 2024
8h di Suzuka ed eventuale tenuta fisica di Tardozzi
Regolamento Supersport:
La nuova categoria bicilindrica
Desert X e gare nel deserto
Ombrelline
Casa da battere e da temere.
Varie ed eventuali, come nelle assemblee di condominio!

 

 

 

Petrucci, perché lo hai fatto?

C’era già stata l’anticipazione di Misterhelmet poi era emersa anche nell’intervista che avevamo fatto in cui era evidente che fra MotoAmerica e Superbike, avrebbe scelto Superbike. E così alla fine è stato.
Ma ci sono retroscena? Le motivazioni quali sono? Tecniche? Soldi? Personali?

 

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Petrucci, nonostante potesse scegliere solo Ducati, fra Ducati MotoAmerica e Ducati Superbike, è riuscito a fare uno sgarbo a Ducati stessa.
Paolo Ciabatti, direttore Sportivo Ducati parlando a nome della sua azienda diceva:
“Nel mondiale Superbike abbiamo Bautista, Rinaldi e Bassani per vincere e salire sul podio. non ci serve un altro pilota che dimostri quanto sia competitiva la Ducati”.
Curioso notare che non è stato nominato né il team Barni, né il team Go Eleven, che pure sono partner da molti anni. Non fanno parte dei piani.

Poi continuava Ciabatti dando un’ulteriore “indicazione”.
“Stiamo solo mettendo sul tavolo quelle che possiamo fare per lui negli Stati Uniti”
Ed era evidentemente convinto Ciabatti, di avere delle carte da giocare, perché alla fine chiudeva con
“secondo me sceglierà gli Stati Uniti”.
Ducati parlava chiaro: In superbike non ci servi, abbiamo i nostri piani. Se vieni in Superbike, ce li rovini.
In America, invece, il piano sei tu. Se non ci vai, ci crei problemi.
E infatti adesso a Ducati toccherà probabilmente promuovere Josh Herrin, campione della Supersport.

Ducati voleva Petrucci in America, Il MotoAmerica voleva Petrucci lì, ma nessuno si chiedeva cosa volesse Danilo e quali fossero le sue aspettative. Come al solito.
Ma soprattutto perché se Petrucci era il piano di Ducati nel MotoAmerica, non ci è andato?

La verità è che Petrucci, stanco di fare il sostituto e il pilota last minute dei progetti last minute, sente di dover fare il mondiale e soprattutto capisce la pericolosità di correre un altro MotoAmerica senza essere in condizioni di vincerlo.
Infatti nell’intervista a Misterhelmet che trovate qui, dice: Se vinco il MotoAmerica, ok. Ma se non lo vinco, come ci torno al Mondiale?
Questo perché se il team Barni è un team che non può garantirgli la vittoria del titolo (non per colpa sua ma perché è un team privato), è altrettanto evidente che non vincere al secondo tentativo il MotoAmerica contro piloti che in Europa prendono schiaffoni, sarebbe il colpo di grazia alla carriera.
E’ per questo che non ci è andato. Ma perché non è in grado di vincerlo? Perché Ducati dice tante belle cose ma non ha in USA un team adeguato e non ha fatto, per la Panigale, uno sviluppo adeguato su gomme Dunlop. Lo spiega bene Petrucci a Misterhelmet.

E quindi Petrucci prende l’ultimo treno disponibile per il mondiale anche se sa che in Ducati non lo vogliono e anche se sa che non ha la moto per vincere.
Sale sul treno al volo sull’ultima carrozza con l’idea di camminare e arrivare in prima classe.
Se Bassani guarda alla moto di Rinaldi, Petrucci guarda alla moto di Bautista che nel 2024 avrà 40anni mentre Petrucci ne avrà 34. Petrucci-Bassani potrebbe essere il team del futuro. Ed è il motivo per il quale, sia Bassani che Petrucci hanno rinunciato a più soldi per fare le cose giuste. Nel caso di Petrucci, il doppio dell’ingaggio che arrivava per guidare una moto inadatta e vivere in Hotel invece che una moto buona e vivere a casa sua.

Contento Petrucci, contenti i tifosi e, soprattutto, contenta Dorna che ha un altro nome di cartello. Tutti contenti tranne Ducati che potrebbe essere costretta a scoprire che la moto con cui ha vinto un mondiale può essere guidata bene anche da un altro. Per di più italiano. E ce lo avevano in casa da anni.
E’ così brutto? Io certi malumori non li capisco. E’ proprio vero che, quando non hai problemi, finisce che te li crei.

 

San Petrucci da Terni, Protettore dei sostituti. Che fine farà?

Hello America. Petrucci you do not deserve it. Yet it is not MotoAmerica 's fault that Danilo Petrucci from Terni will most likely go away and say goodbye to the star-studded championship. But now I will tell you what his chances are.

 

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Oliveira vince, Bagnaia festeggia con l’aiuto di Zarco. Quartararo crolla!

Il mondiale si riapre in Thailandia grazie ad un Quartararo fuori dai punti. Succedono tante cose in una gara partita molto in ritardo, ma non tutte sono attese dai book makers! Oliveira vince ma Bagnaia festeggia anche grazie a Zarco che non ci prova. Col francese della Yamaha nei guai, in lotta per il mondiale adesso sono in 5!


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Oliveira, Miller, Bagnaia, Zarco, Marquez, Bastianini, Vinales Alex Marquez, Martin Binder.
E’ una top ten inedita perché mancano due che sono in lotta per il mondiale ma tornano in auge i top rider della MotoGP degli ultimi anni. La gara scorre senza colpi di scena particolari, per essere un evento partito con oltre un’ora di ritardo fra mille dubbi e qualche pilota riluttante alla partenza sul super wet.
Alla fine il poleman Bezzecchi si neutralizza da solo con una gara del gambero mentre tocca a Zarco tirare un po’ il freno a mano, dichiarandolo anche nel post gara,  per non bersi un Bagnaia che fa, per quanto lo riguarda, la gara più intelligente della stagione. Il piemontese porta a casa un podio di platino mettendosi a soli due punti dalla testa della classifica e, allo stesso tempo, facendo una bella figura non disturbando il secondo posto di Miller che pur partente non viene messaggiato dal muretto. L’australiano avrebbe dovuto rallentare parecchio e, per fortuna, non gli viene chiesto. Quelli patetici sono tutti quelli che cercano di far dire al francese delle cose e nonostante ne dica delle altre provano a rivoltare una frittata mal riuscita.

Tornando alla gara, è nera per Quartararo (non va nemmeno alle interviste post gara),  difficile per le Aprilia, che comunque salvano la faccia, e fortunata per le Honda, che col bagnato vanno un po’ meglio, ma non c’è molto altro da segnalare, se non il fatto che sono solo due le cadute (pochissime per una gara bagnata). Vanno out Gardner e Marini, nel suo primo zero della stagione.
E Petrucci? Un ventesimo posto sul bagnato è quello che si può ottenere partendo così indietro. Va bene anche così.

Clicca qui per la classifica del Mondiale MotoGP!

Watch Misterhelmet 's live commentary of the race!

Il passeggero Danilo Petrucci è atteso all’imbarco immediato: poi gli diciamo dove va!

Un volo da 35 ore.
Auto + aereo + Auto + aereo e un altro paio di taxi per arrivare in Thailandia. Con cambio in USA e poi a Seoul, e chissà dove altro. Ecco la mini-odissea di Petrucci!

 

Si è portato via casco, stivali, guanti e numero (gli hanno detto che non ce l’hanno), Petrucci, appena ha saputo di dover andare a correre in Thailandia con la Suzuki per sostituire Mir.

Al momento non ha nemmeno la tuta. Il suo manager, Alberto Vergani, gliel’ha ordinata la sera prima, per sicurezza, ancora prima di confermare l’accordo. Il suo sponsor le misure le ha e gliela sta confezionando ma partirà dall’Europa.
Non ha senso spedirla, non farebbe in tempo.
Una persona partirà per la Thailandia, tuta in bracciom appena sarà pronta. Se l’arrivo di Petrucci è previsto per mercoledì, la tuta potrebbe anche arrivare a prove iniziate. Danilo rischia di dover infilare una tuta Ducati con marchi coperti. E ovviamente non è possibile comprarne una in negozio o farsela fare alla buona. Ogni pilota ha bisogno di potersi muovere al meglio e Petrux non ha un fisico standard.


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E’ la vita del girovago last minute, sostituto al quadrato, dalla MotoGP alla MotoGP via Dakar e MotoAmerica, che io non ho voglia di disturbare. Quale sarà il livello di stress? Di fuso orario? Di pressione da adattamento? Di aspettative da ultima carta da giocare? Alto?
Oppure è un gigantesco sticazzi di uno che ormai a tutto questo ci è abituato, dato che in quest’ultimo anno ha visto 4 continenti su moto e discipline diverse? Tanti piloti vivono così, a volte, ma quello di Petrucci è veramente un caso estremo. Ogni tanto arrivano dei vocali, dei messaggi, una specie di POV soggettivo in diretta, mai disperato, mai negativo, sempre fatalista, ormai non più sorpreso di nulla. Uno che se si svegliasse, senza sapere niente, su una stazione spaziale, uscirebbe a fare le riparazioni senza fare domande, come non avesse mai fatto altro.

Da addetto ai lavori non bisognerebbe tifare per qualcuno in particolare. Ma come si può non sperare che una situazione così grottesca non finisca con un risultato a sorpresa?

Live after Motegi GP, Catalunya SBK and Alabama MotoAmerica! How did it go? Guest Luca Bologna!

Il Super week end di gara è stato ricchissimo. MotoGP a Motegi, Superbike in Catalunya e MotoAmerica in Alabama!
Com’è andata? Ecco la Live di Misterhelmet con Luca Bologna come Ospite!

 

 


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Petrucci sulla Suzuki al volo in Thailandia ma solo se Ducati…

La notizia è semplice. Visti i risultati delle wild card Suzuki in sostituzione di Mir, Petrucci, già richiesto da Suppo e adesso libero da pressioni di campionato (il MotoAmerica è finito con il suo secondo posto), potrebbe volare in Thailandia.
C’è un però…

 


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Le fonti spagnole (lo ha scritto AS) riprese dalla stampa italiana, parlano di Petrux in MotoGP.
Dipende da Ducati. Gigi Dall’Igna, infatti, avrebbe intenzione di fargli fare una wild card in WSBK, quella wild card promessa, poi rimangiata, poi ripromessa, etc. Ducati potrebbe soprassedere oppure fargli rispettare il contratto che lo lega a Bologna fino a fine stagione. E’ anche ipotizzabile che a Bologna chiudano un occhio e poi la wild card gliela facciano fare comunque.  Insomma, ancora una volta tutto in mano a Ducati!