Go Eleven: 3-way interview with Ramello and Sacchetti! On fire and no holds barred!

Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!

Bautista vs Carrasco Maschilismo? No. Motociclismo!

Hanno parlato tutti e quindi voglio dire anch’io la mia, velocemente, sullo scazzo fra Bautista e Carrasco.
E dico Bautista e Carrasco, non Bautista e LA Carrasco, proprio perché voglio offrire un trattamento paritario e voglio parlare di piloti, non di uomini e donne. 

 

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Did a very bad thing happen? Yes, but not the one that some good loser says.
And it is not a matter of point of view but of chronometer.
The truth, without going to look at the timesheet that would make everything even more merciless, is that Carrasco lapped, when it went well, 7 seconds slower. With sometimes quite exotic trajectories and with situations 11 seconds slower than the opponents. And those are useless numbers because beyond 4 seconds you are already a foreign body and you have to get the fuck out of the way quickly.

Quindi se un pilota come Bautista è caduto o anche ha perso un giro importante per questo motivo, fa bene a rilevarlo. Non ha offeso nessuno, Ha semplicemente detto che il pilota Carrasco era in mezzo ai piedi e lo ha fatto andare nello sporco con conseguente caduta. Carrasco ha girato come un pilota che non fa parte del contesto di quei test.Questo ha detto Bautista. 

PRIMA COSA. In un mondo di pagliacci perbenisti buffoni e burattini Alvaro Bautista, che ricordiamo è il campione in carica della Superbike, ha detto quello che pensava. Non ha insultato nessuno ed è quindi da applaudire per questo.

Bautista è da applaudire perché ha trattato Carrasco come un suo pari, come un pilota e non come una donna e gli ha detto cose da pilota, non da donna.  Non ha giudicato il suo sedere, i suoi capelli, le sue tette ma la sua guida. Non ha avuto riguardi per il fatto che Carrasco sia una donna. Questa è la più grande forma di rispetto possibile. 

SECONDA COSA: Ana Carrasco, prima vuole cimentarsi con gli uomini e poi parla di atteggiamenti maschilisti quando non ci riesce. Ana Carrasco è un pilota assolutamente rispettabile di Supersport 300, dove le differenze fisiche con gli uomini possono essere annullate e ha fatto anche gare discrete in altre categorie. Purtroppo non è un pilota da mondiale Supersport e non può correre con gli uomini. Quindi non è maschilismo. E’ motociclismo. 

Non ho mai visto Alessia Polita, Paola Cazzola, Katia Pongsen o Letizia Marchetti rompere i coglioni. 

Yet they raced in times when it was much harder for women than it is now since no one was giving anything away and there certainly wasn't the reigning mee too save ass that there is now.

Motorcycling is a violent sport. More violent than boxing. More violent than martial arts, because in addition to hand-to-hand combat it has a stopwatch. It is the most sexist sport there is. 

Either the stopwatch kills you or the melee kills you or both kill you together.  

So there is only one solution to not break your balls and realize yourself: do the competitions of your level and don't create false expectations.

Is there such a thing as women's motorcycling? Are there mixed but affordable championships? Here. 

Alle donne dico: Ana Carrasco è stata trattata da Bautista, non da donna, ma da pilota. Vale di più. Alle donne dico: il rispetto e la compassione sono cose diverse.

Respect is gained by fighting without asking for favoritism. Compassion disguised as respect is a poisoned morsel!

Those who say that something bad happened on the track between Bautista and Carrasco are right. 

What has happened is that a stationary driver has put his life on the line for someone who is there to play for the world championship. Nothing more. If one is stationary you have to tell him that he is stationary, if you tell him something else, you are dishonest and Bautista is not dishonest.
Anyone who instrumentalizes all this and starts talking about manners, tone, politeness, opportunity, on or off the track, is a loser because he is doing benaltrism and refuses to agree with the only thing that matters in motorcycling: the stopwatch.

DUCATI, Paolo CIABATTI: interview without EXCLUSION OF HITS!

Immaginate di incontrare il rappresentante in pista di una casa come Ducati e chiedergli tutto. Impossibile? Invece no. Paolo Ciabatti si è fatto intervistare per un’ora e venti minuti ed ha risposto a tutto.

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Le vittorie di Superbike, MotoGP, e tutti i titoli vinti.
Quale si sarebbe aspettato e quale no.
Quale vale di più e chi lo ha meritato di più fra Bautista e Bagnaia
Bagnaia e Bautista terranno il 63 o prenderanno il n1?
L’avversario perdente dell’anno.
Il peso di Gigi Dall’Igna
Il peso di Audi
Le troppe Ducati in pista
Il comportamento in pitlane e ai muretti altrui
Darth Dozzi
I giochi di squadra
La MotoE
Il passaggio di VR46 in Yamaha.
Aspettative e impegno con Petrucci, Bautista, Rinaldi e Bassani.
Che moto avrà Petrucci
Regole sulla zavorra 2024
8h di Suzuka ed eventuale tenuta fisica di Tardozzi
Regolamento Supersport:
La nuova categoria bicilindrica
Desert X e gare nel deserto
Ombrelline
Casa da battere e da temere.
Varie ed eventuali, come nelle assemblee di condominio!

 

 

 

Sensational. New class in Superbike: all the bikes and details!

Anche se non è una notizia importante come il ritorno di Iannone al CIV o come la notizia del primo natale di Giulietta Rossi, vorrei darvi comunque una news che cambierà, per certi versi, il motociclismo sportivo delle derivate di serie quando succederà.

Niente di che: l’aggiunta di una classe di mezzo in Superbike.
Siete pronti?

 

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Ci vorrà qualche mese perché bisognerà studiarla bene ma la necessità è doppiamente motivata.
Prima di tutto dal punto di vista tecnico. I piloti della Supersport 300 hanno un problema, anzi due. Smettono perché non trovano sponsor e sono troppi, e soprattutto sono troppo spesso acerbi per il passaggio in Supersport 600 anche dopo anni di militanza nella classe di entrata delle derivate, che ha una griglia troppo affollata e poco appetibile dal punto di vista mediatico nonostante le gare siano spesso avvincenti perché si tratta più di bagarre che di gare tecniche. Le 300 sono moto che si vendono ma dal punto di vista del racing non se le fila quasi nessuno perché c’è più gente a partecipare che a guardare. E inoltre non sono nemmeno lontane parenti di quelle a cui dovrebbero preparare chi le guida.

Ultimamente poi, ci sono altre moto che si vendono per andare su strada, non solo nei paesi emergenti, ma anche in Europa e di certo non parliamo delle Superbike e nemmeno delle Supersport 600, che nella variante meno frazionata arrivano ad essere 1000.
Troppo potenti anche quelle e troppo sovradimensionate per l’uso di tutti giorni.
Troppo estreme e scomode per poter essere godute fuori dalla pista.

Those that are used and therefore, sold, are motorcycles with a sporty "appearance," but still affordable and rideable. They are "sporty" already as standard and, either they already go hard, or they can be peppered ex post.

Do you want to know which bikes are the future of "raceable" but also saleable production derivatives as they are "circulatable" and "purchasable"? From this then we will understand what new category will be born. In the meantime, I'll show them to you.

Aprilia 660 bicilindrico frontemarcia 660, una fetta di RSV4
CFMoto 650 con poca potenza. Non è naturalmente usabile per le competizioni ma c’è e qualcosa di può fare. E’ lo stesso motore delle Kawasaki ER6 650.
Kawasaki ER6 o Ninja 650 che ha circa 70cv
Le Suzuki SV con bicilindrico a L 650, molto vendute negli USA e di prossima sostituzione
Yamaha R7 con motore 650 CP2 bicilindrico frontemarcia da circa 75cv ma vedremo che le cose stanno diversamente
Ci sarebbe anche poi il Ducati 695 che ha circa 80cv.
Per quanto riguarda la KTM ci sarebbe il 790… un po’ troppo ma lo mettiamo da parte e magari ne parliamo più avanti.
E Honda? Ne parliamo un’altra volta!

Attenzione che ci sono grosse differenze fra queste moto dal punto di vista dei motori perché il motore Aprilia è potentissimo con oltre 100cv mentre il motore Yamaha CP2 ne ha circa 75 ma poi vedremo che possono essere molti di più. Si tratta di un motore multiruolo che però viene utilizzato così com’è ovunque mentre il motore Aprilia, è un motore da corsa multiruolizzato, ovvero che quando viene utilizzato, ad esempio, sul Tuareg, viene mappato con 20 cv in meno e quindi depotenziato. E ricordatevelo, questo.

The other motors mentioned, on the other hand, have about half the power and therefore are not good, but we have all seen what kind of scaling and configurations can be done electronically.

Per capire meglio: la nuova categoria introdotta dovrebbe essere quella del bicilindrici fino a 700 – 800 con ridimensionamento per le Aprilia e un certo tipo di kit per gli altri in modo da pareggiare la faccenda.

E’ importante essere onesti: se le cose rimanessero così, per questo “campionato” ci dovrebbero essere solo due case di cui solo una veramente competitiva MA elettronicamente e dal punto di vista dei KIT sono moltissime le cose che si possono fare. Del resto anche la Triumph Supersport è una Street Triple carenata e quindi questo vuol dire che con i dovuti aggiustamenti, tanti possono entrare in gioco, sia perché sono già pronti, sia perché possono esserlo con qualche kit e qualche modifica in modo da soddisfare i mercati giusti.

A chi pensa che tutto questo sia una cazzata e che questa cosa non si possa veramente fare, dico che questa cosa la stanno già facendo negli Stati Uniti.
Nel MotoAmerica esiste una classe che si chiama REV’IT! Twins Cup Race, fatta apposta per facilitare il passaggio dalla STG Junior Cup, la loro 300 e la Supersport e vede gareggiare ben 3 factory. Nel 2022 fra regolari e wild card ci sono stati 87 partecipanti! Ci sono le Aprilia, naturalmente, ma anche le Yamaha e le Suzuki, ovvero le moto che ho citato sopra e, sorpresa delle sorprese, il titolo non l’ha vinto la moto naturalmente migliore del lotto, bensì una Yamaha.
Blake Davies su Yamaha ha rifilato 20 punti a Jody Barry e Anthony Mazziotto su Aprilia. Gli stessi punti che Gagne su Yamaha ha rifilato a Petrucci su Ducati che pure all’uscita dalla fabbrica è una moto migliore.
E’ il regolamento che fa tutto, o meglio, il pilota, che ha battuto ben 3 Aprilia, dimostrando che le Yamaha sono equivalenti alle Aprilia, se non migliori
E lo saranno anche le Suzuki dopo che Hamamatsu ha dichiarato di voler sostituire il bicilindrico 650 con il nuovo 776 della GSX8S. Nel caso facessero rientrare le Suzuki potrebbe rientrare anche KTM con il 790.

Quello che succederà, possibilmente nel 2024, sarà che Aprilia finalmente riuscirà ad avere un ambito racing nelle derivate di serie a parte il V4 1100 che sta omologando mentre le altre case come Yamaha faranno partire un bel mercato di kit racing per andare a giocarsela con la moto italiana.
Eh ma i kit chi li potrebbe fare? Per Yamaha Il n1 in Europa e forse nel mondo per questo tipo di cose.
Ten Kate, infatti, ha siglato un accordo con Yamaha e, nello specifico, con Yamaha Thailand, per gestire questo tipo di faccende e la parte motori delle corse in Asia. Dopo un importante passato con Honda, il team Olandese si è ben riciclato con Yamaha e ha vinto facilmente il titolo Supersport. Preparare le medie cilindrate è la cosa che in Ten Kate sanno fare meglio. Vedrete che andrà così.
Ecco un’altra news molto molto anticipata. Così tanto che quando tutto succederà mi toccherà ricordare quanto tempo prima l’ho data.
Dejavu…

Petrucci, perché lo hai fatto?

C’era già stata l’anticipazione di Misterhelmet poi era emersa anche nell’intervista che avevamo fatto in cui era evidente che fra MotoAmerica e Superbike, avrebbe scelto Superbike. E così alla fine è stato.
Ma ci sono retroscena? Le motivazioni quali sono? Tecniche? Soldi? Personali?

 

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Petrucci, nonostante potesse scegliere solo Ducati, fra Ducati MotoAmerica e Ducati Superbike, è riuscito a fare uno sgarbo a Ducati stessa.
Paolo Ciabatti, direttore Sportivo Ducati parlando a nome della sua azienda diceva:
“Nel mondiale Superbike abbiamo Bautista, Rinaldi e Bassani per vincere e salire sul podio. non ci serve un altro pilota che dimostri quanto sia competitiva la Ducati”.
Curioso notare che non è stato nominato né il team Barni, né il team Go Eleven, che pure sono partner da molti anni. Non fanno parte dei piani.

Poi continuava Ciabatti dando un’ulteriore “indicazione”.
“Stiamo solo mettendo sul tavolo quelle che possiamo fare per lui negli Stati Uniti”
Ed era evidentemente convinto Ciabatti, di avere delle carte da giocare, perché alla fine chiudeva con
“secondo me sceglierà gli Stati Uniti”.
Ducati parlava chiaro: In superbike non ci servi, abbiamo i nostri piani. Se vieni in Superbike, ce li rovini.
In America, invece, il piano sei tu. Se non ci vai, ci crei problemi.
E infatti adesso a Ducati toccherà probabilmente promuovere Josh Herrin, campione della Supersport.

Ducati voleva Petrucci in America, Il MotoAmerica voleva Petrucci lì, ma nessuno si chiedeva cosa volesse Danilo e quali fossero le sue aspettative. Come al solito.
Ma soprattutto perché se Petrucci era il piano di Ducati nel MotoAmerica, non ci è andato?

La verità è che Petrucci, stanco di fare il sostituto e il pilota last minute dei progetti last minute, sente di dover fare il mondiale e soprattutto capisce la pericolosità di correre un altro MotoAmerica senza essere in condizioni di vincerlo.
Infatti nell’intervista a Misterhelmet che trovate qui, dice: Se vinco il MotoAmerica, ok. Ma se non lo vinco, come ci torno al Mondiale?
Questo perché se il team Barni è un team che non può garantirgli la vittoria del titolo (non per colpa sua ma perché è un team privato), è altrettanto evidente che non vincere al secondo tentativo il MotoAmerica contro piloti che in Europa prendono schiaffoni, sarebbe il colpo di grazia alla carriera.
E’ per questo che non ci è andato. Ma perché non è in grado di vincerlo? Perché Ducati dice tante belle cose ma non ha in USA un team adeguato e non ha fatto, per la Panigale, uno sviluppo adeguato su gomme Dunlop. Lo spiega bene Petrucci a Misterhelmet.

E quindi Petrucci prende l’ultimo treno disponibile per il mondiale anche se sa che in Ducati non lo vogliono e anche se sa che non ha la moto per vincere.
Sale sul treno al volo sull’ultima carrozza con l’idea di camminare e arrivare in prima classe.
Se Bassani guarda alla moto di Rinaldi, Petrucci guarda alla moto di Bautista che nel 2024 avrà 40anni mentre Petrucci ne avrà 34. Petrucci-Bassani potrebbe essere il team del futuro. Ed è il motivo per il quale, sia Bassani che Petrucci hanno rinunciato a più soldi per fare le cose giuste. Nel caso di Petrucci, il doppio dell’ingaggio che arrivava per guidare una moto inadatta e vivere in Hotel invece che una moto buona e vivere a casa sua.

Contento Petrucci, contenti i tifosi e, soprattutto, contenta Dorna che ha un altro nome di cartello. Tutti contenti tranne Ducati che potrebbe essere costretta a scoprire che la moto con cui ha vinto un mondiale può essere guidata bene anche da un altro. Per di più italiano. E ce lo avevano in casa da anni.
E’ così brutto? Io certi malumori non li capisco. E’ proprio vero che, quando non hai problemi, finisce che te li crei.

 

A’ stato Gigi! Ecco cosa farà adesso!

Il megasuccesso di Ducati in MotoGP e Superbike, sul mercato e in pista ha tanti nomi ma il primo è il più corto di tutti. Insomma, per dirlo come nei peggiori bar: “A’ stato Gigi!


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Vi faccio un elenco:
Campionato mondiale piloti MotoGP con Bagnaia
Mondiale Costruttori MotoGP e Mondiale Team MotoGP
Best Independent Rider MotoGP Bastianini
Best Rookie MotoGP Bezzecchi

Passando alla SBK
Mondiale piloti Superbike: Bautista
Mondiale Costruttori Superbike
Best Independent Rider Superbike: Bassani
Per non parlare delle vittorie ai mondiali come independent team… e così via.

C’è poi da considerare che il Mondiale Supersport è stato viziato da un regolamento assurdo altrimenti le cose sarebbero potute andare diversamente. Magari il titolo piloti no, ma quello costruttori…

Poi aggiungiamo il titolo Piloti Motoamerica Supersport con Josh Herrin, unica Ducati in pista.
E c’è da considerare una mancata vittoria al Motoamerica Superbike per pochi punti con un Petrucci al debutto con un’unica moto in pista e nemmeno seguita al meglio. Poi  i campionati nazionali non li conto, perché non sono capace e poi non ne usciremmo più.
La verità è che voi potete anche pensare che tutto questo sia merito solo dei piloti, delle squadre, etc, ma questo è merito soprattutto delle moto e di un progetto strutturato che va avanti da anni.
E le moto sono merito di chi le guida ma soprattutto di chi le moto le fa e le fa fare… e poi le vende.
E non parlo di concessionari ma di chi le vende in pista a quelli che poi le fanno vendere.

Ducati è stata da sempre la scelta migliore per chi voleva correre ad alti livelli senza avere una moto ufficiale ma a tutto c’è sempre stato un limite nella disponibilità.
Ma io vi dico che è stato Gigi!
Dall’Igna ha portato a livelli esagerati quello che in Aprilia aveva solo iniziato a fare ma che non aveva potuto completare per limiti strutturali dell’azienda che aveva un reparto racing più piccolo.
Ovvero creare le condizioni perché questa politica fosse possibile, quindi allo stesso tempo vincente e diffusa. Una prassi, insomma.

What's more, he always managed to do what he wanted to do, with the cheek, so to speak, of declaring it first. As if the fact that it was not a secret was not a problem.

Consider one thing: winning motorcycles sell more easily to racing customers.
But bikes with lots of racing customers become winners because they bring data, knowledge, skills, experience. And they become a way of racing, a way of racing.

It is a vicious circle. Not only does the winning product spread, but the spread product eventually, one way or another, wins.
In the long run, it wins.

Then it's clear that you don't win all the time and especially you don't win right away, but if there is a specific plan and a specific focus, eventually you get the result.

Ducati ha un progetto funzionante in Superbike che adesso è anche vincente.

Come in Superbike da sempre, anche in MotoGP Ducati è diventata vincente già prima di vincere, perché le sue moto sono da tempo la scellta migliore e da tempo le corse sono pagate abbondantemente dai clienti che sono così vincenti, vedi Bastianini, da rivaleggiare addirittura con il team factory che per fortuna ha vinto a sua volta, finalmente non solo le gare e il campionato costruttori ma quello piloti. Non c’è pubblicità migliore.Vincere il camionato piloti era importante ma Ducati aveva già vinto.

Le corse costano sempre meno a Ducati. Un caso unico. Anzi no. Un caso tedesco ma abbastanza raro nelle moto.

Ma la cosa bella di Dall’igna, è che più di tutti ha portato il racing a far vendere le moto di serie.
Ducati ha sempre fatto così ma adesso non sono le vendite a sostenere le corse, bensì il contrario. E lo faranno soprattutto in futuro. Volete sapere come?

Con il mondiale Moto E, in cui Ducati ha il monopolio. Ne verranno fuori le moto elettriche più credibili e più appetibili di sempre, da vendere anche agli smanettoni più ostinati perché saranno le uniche moto elettriche che fanno un mondiale. Anche chi non ha mai dato attenzione ad una moto elettrica, lo farà solo per il fatto che c’è scritto Ducati sopra. E Ducati si farà pagare da Dorna quello che Energica non è mai riuscita a farsi pagare. Ovvero la credibilità. L’azienda che ha vinto tutto in MotoGP e Superbike, adesso fa le moto elettriche. Non Energica, che non la conosceva nessuno e non aveva una track credibility motociclistica, ma Ducati, la Ferrari delle moto. Quale moto comprereste, voi?

Tutto merito di Gigi. Poi chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi o delle critiche, tipo quelle che vedono molta conoscenza volata a Bologna e molto stile lasciato a Noale in Aprilia, oppure alcune voci che vorrebbero Dall’Igna come facciata mentre molti progetti sono gestiti da altri, tipo la Superbike il cui responsabile è di fatto Zambenedetti, ma quello che conta è che Dall’igna abbia le doti del capo e sappia quindi delegare, e scegliere oltre a saper tirare fuori il meglio da ciascun collaboratore, qualcuno dice con modi anche n po’ hard, ma non importa. L’importante che funzioni. E accidenti se funziona.

La fortuna di Ducati è quella di avere gli uomini giusti nei posti giusti anche se a volte il voler fare troppo ha ritardato le cose.

Così come le ha rovinate il far pesare a uomini e mezzi chi comanda in modo un po’ troppo ruvido.
E’ un esempio la dichiarazione su Bautista. Mentre nel caso di Bagnaia si sono visti tutti gli aiuti di squadra che Ducati gli ha dato, nel caso di Bautista non è stato così. e la dichiarazione di dall’Igna smonta un titolo storico ottenuto dall’unico che ci era andato vicino e gliene si fa anche una colpa il non averlo vinto prima.

“Ho capito fin da subito che sarebbe stata un’annata diversa rispetto alla 2019. Alvaro era veloce come tre anni fa, ma questa volta si è rivelato molto più focalizzato e concentrato, evitando ogni minimo errore. Questo mix di cose mi ha permesso di capire che il 2022 sarebbe stato l’anno giusto per il Mondiale.”

Eppure nel 2019 Bautista era stato molto più forte dei suoi avversari, soprattutto all’inizio.

Vabé. Insomma Ducati è Gigicentrica, quando ci sono anche altri figure a meritare molto.
Ma è una dote anche questa, quella di prendersi sulla schiena tutta la baracca, nel bene e nel male.

E adesso vi dirò cosa ha in mente Gigi e quali saranno i prossimi risultati che cambieranno la storia del motociclismo racing.

L’idea n1 sarebbe quella di fare una moto3 ma questo forse non succederà perché ci sarebbe uno scontro diretto con KTM. E non è il momento.
Anche perché qualcuno dice che potrebbe essere la sua prossima destinazione.

Quindi quello che Gigi si accontenterà di fare, fra virgolette, secondo me, sarà di cambiare il futuro della classe regina. Una cosetta da poco.
Chiederà di introdurre e ottenere in gara la moto ibrida e questo sarà ottenuto attraverso l’accettazione di un’idea di Honda: i biocarburanti fatti insieme a Repsol.
Le due cose insieme, saranno il futuro.

Gigi Dall’Igna, come sempre, ci riuscirà.

San Petrucci da Terni, Protettore dei sostituti. Che fine farà?

Hello America. Petrucci you do not deserve it. Yet it is not MotoAmerica 's fault that Danilo Petrucci from Terni will most likely go away and say goodbye to the star-studded championship. But now I will tell you what his chances are.

 

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Il passeggero Danilo Petrucci è atteso all’imbarco immediato: poi gli diciamo dove va!

Un volo da 35 ore.
Auto + aereo + Auto + aereo e un altro paio di taxi per arrivare in Thailandia. Con cambio in USA e poi a Seoul, e chissà dove altro. Ecco la mini-odissea di Petrucci!

 

Si è portato via casco, stivali, guanti e numero (gli hanno detto che non ce l’hanno), Petrucci, appena ha saputo di dover andare a correre in Thailandia con la Suzuki per sostituire Mir.

Al momento non ha nemmeno la tuta. Il suo manager, Alberto Vergani, gliel’ha ordinata la sera prima, per sicurezza, ancora prima di confermare l’accordo. Il suo sponsor le misure le ha e gliela sta confezionando ma partirà dall’Europa.
Non ha senso spedirla, non farebbe in tempo.
Una persona partirà per la Thailandia, tuta in bracciom appena sarà pronta. Se l’arrivo di Petrucci è previsto per mercoledì, la tuta potrebbe anche arrivare a prove iniziate. Danilo rischia di dover infilare una tuta Ducati con marchi coperti. E ovviamente non è possibile comprarne una in negozio o farsela fare alla buona. Ogni pilota ha bisogno di potersi muovere al meglio e Petrux non ha un fisico standard.


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E’ la vita del girovago last minute, sostituto al quadrato, dalla MotoGP alla MotoGP via Dakar e MotoAmerica, che io non ho voglia di disturbare. Quale sarà il livello di stress? Di fuso orario? Di pressione da adattamento? Di aspettative da ultima carta da giocare? Alto?
Oppure è un gigantesco sticazzi di uno che ormai a tutto questo ci è abituato, dato che in quest’ultimo anno ha visto 4 continenti su moto e discipline diverse? Tanti piloti vivono così, a volte, ma quello di Petrucci è veramente un caso estremo. Ogni tanto arrivano dei vocali, dei messaggi, una specie di POV soggettivo in diretta, mai disperato, mai negativo, sempre fatalista, ormai non più sorpreso di nulla. Uno che se si svegliasse, senza sapere niente, su una stazione spaziale, uscirebbe a fare le riparazioni senza fare domande, come non avesse mai fatto altro.

Da addetto ai lavori non bisognerebbe tifare per qualcuno in particolare. Ma come si può non sperare che una situazione così grottesca non finisca con un risultato a sorpresa?

Live after Motegi GP, Catalunya SBK and Alabama MotoAmerica! How did it go? Guest Luca Bologna!

Il Super week end di gara è stato ricchissimo. MotoGP a Motegi, Superbike in Catalunya e MotoAmerica in Alabama!
Com’è andata? Ecco la Live di Misterhelmet con Luca Bologna come Ospite!

 

 


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