MotoGP, Phillip Island: Aprilia Week End! Bez nella Sprint, Fernandez nella lunga! Bagnaia KO!

A Phillip Island va in scena l’Aprilia Week End. La casa di Noale è fortissima con Bezzecchi e con  Raul Fernandez. Il podio Ducati è oscurato da un’altra doppietta negativa di Bagnaia, che fa ancora doppio Zero e due gare veramente scandalose! Una gara che non vale nulla, a campionato assegnato e con Marc Marquez assente, riesce ad offrire moltissimi spunti di riflessione. In pratica, crescono tutti tranne Ducati, che si dimostra più che mai Marquez dipendente.

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I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Raul Fernandez,  Acosta, Miller, Di Giannantonio, Alex Marquez, Quartararo, Marini, Pol Espargaro.


I dieci al traguardo della gara lunga: Raul Fernandez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Alex Marquez, Acosta, Marini, Rins, Binder, Bastianini, Pol Espargaro.

 

La sprint è una gara noiosetta in cui Bezzecchi batte il pugno sul tavolo e recupera come un tornado su un Raul Fernandez che fa le prove generali. Il ragazzo, come Aldeguer a Mandalika, manca di quel pizzico di esperienza per vincere, però è forte e lo dimostrerà.

Acosta, invece, sembra uno di quegli chef che mette in tavola un piatto sontuoso con quel poco che ha nel frigo. Se accetta di fare quello, può fare punti tutte le volte.
Anche Di Giannantonio è forte ma nella sprint non ci sono abbastanza giri per sviluppare la sua gara. Poi ci sono Alex Marquez, Quartararo, Marini e Pol Espargaro.

Marquez Junior pensa alla classifica, Quartararo a spremere la sua Yamaha, Marini a continuare il suo campionato costante e consistente ed Espargaro, pensionato e giornalista, a far parlar bene delle due categorie con una di quelle prestazioni che avrebbe dovuto fare quando correva.
Continuano le uscite deludenti del resto dei jap, di Morbidelli che nemmeno ci prova, e di Bagnaia che arriva al traguardo penultimo, seguito dal solo Pirro che sta provando chissà che cosa per Bologna. I due prendono rispettivamente 32 e 35 secondi. Se per Pirro ci può stare, per Bagnaia è roba da andare in giro con la giacca in faccia come quando si vedono gli arresti in tv.

La gara lunga sta alla sprint esattamente come le due gare di Mandalika, fra loro.
Complici i due long lap di Bezzecchi (svolti, c’è da dirlo, in maniera impeccabile a livello di esecuzione e tempistica), Raul Fernandez porta a casa la sua prima vittoria in carriera in MotoGP. Si tratta della prima vittoria anche per Trackhouse. Un boccone ghiotto per Liberty Media e i suoi propositi americaneggianti! Da domani c’è da battere il ferro e da spiegare il “GHESBORO” agli yankee.

Partito male in campionato, soprattutto se paragonato ad Ogura che invece adesso si è spento, Fernandez è cresciuto con l’Aprilia ed è diventato una macchina da podio inarrestabile.
La gara la vince per i due long lap di Bezzecchi, ma non è uno che scherza. Prima di mollare un po’ nel finale arriva a mettere in banca anche 3 secondi su un Di Giannantonio crescente e potente.
Bezzecchi ha il solo rammarico della penalità perché, di fatto, è lui il più forte in Australia.
Guida forte, sciolto, aggressivo (nella sprint rischia ancora un paio di strike) ma comunque maturo. Questo week end gli vale un sorpasso in classifica su Bagnaia (+8 punti) atteso ma non così presto. Di questo passo può fare un pensierino anche ad Alex Marquez.

Lo spagnolo è in “eco mode”. Gli servono punti e lui li fa. Solido ma non stupefacente, comunque c’è. Sembra quasi appagato ma deve stare attento perchè dalle retrovie vengono su come treni.

Alre due gare solide le fanno Acosta e Marini. Lo spagnolo ha capito che strafare = ghiaia e quindi si mette a far punti. L’italiano lo ha già capito al primo week end 2025. Marini è quello che serve a Honda in attesa di un top rider che possa anche vincere. Ottimo lavoro.

Rins, Binder, Bastianini e Pol Espargaro, sono le sorpresine finali. Rins va benino, a differenza del suo compagno di squadra, partito dalla pole ma calato come sempre, Binder si riaffaccia, Bastianini fa il suo solito recupero del finale e Pol Espargaro stupisce ancora, mandando dallo psicologo più di qualche suo collega, non solo fra i tester. Come un gattone che sembra dormire ma graffia ancora.

Le delusioni: Quartararo che dalla pole fa una brutta gara, Zarco e Mir, sempre out, Morbidelli che vaga in stato comatoso, Aldeguer che fa uno zero e solo due punti in gara lunga, e le Ducati ufficiali. Tolto Pirro che è qui a fare l’Erasmus (deve studiare per conto di Ducati e stare anche attento a non passare il compagno), Bagnaia è scandaloso a partire dalle qualifiche dove rimedia anche 3 caselle di penalizzazione per aver fatto il Morbidelli verso Bezzecchi.

In gara lunga, il suo momento sì vuol dire 13°. Poi trova il modo di calare e cadere andando quasi a muro quando è ben fuori dalla zona punti. Una cosa da licenziamento per giusta causa. Di Giannantonio gli dimostra che la GP25 sarà anche quella moto con cui domina solo Marquez, ma che comunque sul podio, ci può stare. Pecco ormai assomiglia a quelli che nelle piazze storiche vagano scalzi con la chitarra mentre parlano da soli fra l’indifferenza dei turisti. Al box non lo guardano nemmeno più. Ci sono le immagini, non sono io che me lo invento.
Un asterisco per Savadori. Non ci si aspetta molto da lui che è qui, esattamente come Pirro, con altri incarichi, ma chiude la gara, davanti alla Ducati rossa. Se l’Aprilia va così bene, è anche merito suo.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 379, Bezzecchi 282, Bagnaia 274, Acosta 233

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MotoGP, Mandalika: Bez nella Sprint, Aldeguer nella lunga. Disastro Lenovo: Marquez in Ospedale e Bagnaia in confusione!

Mandalika, la gara delle sorprese e delle facce nuove? Ok, ma bastava anche meno.
Nella Sprint domina Bezzecchi mentre nella lunga il romagnolo abbatte Marc Marquez e lo manda in ospedale. La gara la vince Aldeguer, il rookie di Gresini che diventa il secondo pilota più giovane della storia a vincere una gara in MotoGP.
Per Lenovo è un disastro. Marquez fa un piazzamento e un giro in ospedale, Bagnaia 2 gare da Zombie! Per fortuna che il mondiale è già assegnato!
Leggi l’articolo sotto ai video delle Live!

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I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Aldeguer, Raul Fernandez, Alex Marquez, Mir, Marini, Marc Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Oliveira
Ne ho messi 10 perché Marini verrà retrocesso causa pressione pneumatici e uscirà dalla zona punti.

 

I dieci al traguardo della gara lunga: Aldeguer, Acosta, Alex Marquez, Binder, Marini, Raul Fernandez, Quartararo, Morbidelli, Di Giannantonio, Rins.

La sprint è una bella gara in cui Bezzecchi esprime il suo strapotere. Rimontta un tot di posizioni e beffa Aldeguer, colpevole di essere troppo rookie per gestire le gomme come dovrebbe. Ma lo spagnolo promette bene e si vedrà nella lunga. Fortissimi anche Raul Fernandez (magnifica la livrea Gulf della sua Aprilia Trackhouse), e Alex Marquez che pensa ai punti mentre il suo inseguitore va a zero. Buone le Honda, distanziate le VR46. Fra quelli forti forti, Acosta va per terra e butta un podio sicuro. E Marc Marquez? Opaco. Un mini recupero ma appare appannato e in difficoltà. E in più deve scontare un long lap per un contatto con Rins. Si attribuirà tutte le colpe, sia dell’incidente, che delle cose da capire sulla moto e il suo rendimento.

La gara lunga è un’altra storia. Inizia con l’exploit di Aldeguer mentre si consuma il fattaccio fra Bezzecchi e Marc Marquez con l’italiano che centra in pieno il neo campione del mondo.
Per quest’ultimo, frattura alla clavicola destra con interessamento dei legamenti. Da decidere un’eventuale operazione. L’italiano si scusa e lo spagnolo accetta,  ma se il lieve contatto fra Marquez e Rins nella sprint sono costati un long lap allo spagnolo, qui dovrebbe essere la stessa cosa. Fine dei discorsi. Per quanto riguarda Bezzecchi, niente sorpasso in classifica nei confronti della seconda Ducati Lenovo. Anche questo è un peccato perché Bezzecchi è in gran forma. E comunque, visto il passo del piemontese, anche un doppio long lap penalty, non impedirebbe a Bezzecchi di arrivargli davanti.

La gara continua con Aldeguer che fa il ritmo e qualcun altro che prova a stargli dietro.
Fortissimi Marini e Rins che poi calano, fortissimo Alex Marquez che rinviene nel finale, regalando a Gresini una doppietta fantastica! Acosta? Le prova tutte. Prima cala, poi rinviene e da il 110% per un secondo posto d’oro. Il debuttante è troppo lontano da lui  e non fatica nemmeno. Curioso come il mai discusso talento Acosta non abbia ancora vinto una gara in GP mentre Aldeguer, su cui qualcuno aveva accampato dubbi, invece ha centrato il successo al primo anno. Però è anche questione di moto. KTM sembra, a parte qualche episodio, decisamente allo sbando.

Non ci sono altri elementi importanti. La gara scorre liscia con alcuni punti saldi: KTM ha una sola moto in pista (anche se Binder oggi forse fa eccezione), le Honda, almeno le HRC, sono in forte crescita (anche se Mir riprende a lanciarla) e le Yamaha provano comunque ad avvicinarsi (mancano di tenuta). Mandalika è una pista Aprilia (Fernandez fa bene per tutto il week end) e Ducati… Ducati ha un problema in Lenovo. Marquez arriva appannato, si prende delle colpe, prova a recuperare e adesso va in ospedale.
Bagnaia, invece, è un vero e proprio zombie. Non va in Q2, fa una Sprint terrificante (ultimo) e una gara lunga ancora peggiore. Sarebbe anche da pensare che, nel momento in cui è ultimissimo, distanziato anche da Chantra, il piemontese la lasci andare apposta nella ghiaia.
La caduta sembra più da stallo che da eccesso di piega. E sembra tanto la ricerca di un’uscita onorevole.
Non aiutano le dichiarazioni velenose che continuamente arrivano verso il team. Ogni intervista è un’allusione, un sottintendere, un lamentarsi, che ormai non si sopporta più.

Se è vero che Bagnaia fa fatica a farla andare, è anche vero che, dall’altra parte, si fatica anche a lavorare, per uno che si esprime così.

Il campionato è già assegnato? Meglio. Non ci sarebbe niente di peggio che vederlo rovinare da un infortunio. L’unica cosa è che, il “mundialito” del finale, quello che dovrebbe stabilire il resto degli equilibri, ce lo aspettavamo un po’ diverso.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 362, Bagnaia 274, Bezzecchi 254.

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MotoGP, Motegi: a Bagnaia le gare, a Marc Marquez il Mondiale! Perfect Days for Ducati!

A Motegi andrebbe in scena il Bagnaia week end, ma il ritorno dell’italiano, pur significativo,  è niente paragonato al titolo 2025 assegnato a Marc Marquez che chiude il cerchio di uno dei più grandi come back della storia, non solo del motorsport. Dopo anni Marc Marquez torna sul tetto del mondo e lo fa a modo suo, dominando la stagione e chiudendo i giochi con 5 week end di anticipo.
Per Ducati è il fine settimana perfetto con una doppia doppietta nelle due gare, un contorno di primati di ogni tipo e un “nuovo inizio” in cui ha in mano tutto quello che serve per chiudere una stagione favolosa!

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I 9 a punti nella sprint: Bagnaia, Marc Marquez, Acosta, Mir, Morbidelli, Quartararo, Marini, Fernandez, Ogura.

I dieci al traguardo della gara lunga: Bagnaia, Marc Marquez, Mir, Bezzecchi, Morbidelli, Alex Marquez, Raul Fernandez, Quartararo, Zarco, Aldeguer

Motegi sarebbe la giornata del ritorno e della consacrazione di Pecco Bagnaia, imbattibile sin dalle qualifiche, poleman con record e vincitore di entrambe le gare “battendo” Marc Marquez ma le virgolette del “battendo” sono la spiegazione del perché, invece, un week end comunque pazzesco passa, per certi versi, in secondo piano.
Succede perché a Motegi, Giappone, Marc Marquez chiude quello che per lui è un cerchio significativo e completa la configurazione di uno dei più grandi ritorni della storia sportiva di tutti i tempi. Marc Marquez torna dal “regno dei morti” vincendo il suo nono mondiale con 10 gare d’anticipo, proprio nella pista della sua ex factory e nel luogo in cui aveva deciso, solo 2 anni fa, il grande cambiamento che gli ha consentito di fare all in e giocarsi il tutto per tutto.

Un cambiamento che gli ha visto “voltare le spalle” ad una Honda comunque consenziente (gli abbracci di oggi con tutti i suoi ex uomini, dicono tutto), e tentare la via della Ducati mettendosi alla prova attraverso il passaggio rischioso di un’annata a TITOLO GRATUITO con un team clienti e poi la sfida ufficiale in casa di Bagnaia che, la Ducati, l’aveva riportata al titolo dopo anni di digiuno.

E oggi, nella pista di proprietà della Honda (ma ormai regno tecnico di Ducati), lo spagnolo chiude un periodo terribile, fatto di infortuni al braccio, agli occhi, alla fiducia e al morale, con un mondiale conquistato in anticipo dopo una stagione che sembra scritta da uno sceneggiatore di Holliwood.

Marc Marquez è un rullo compressore che piange e fa piangere perché, dopo le lacrime, assolutamente inedite per uno come lui, elenca lucidamente quanto significativa sia la vittoria di oggi per quello che è successo e per le componenti in campo.
Tutto sembra incastrarsi alla perfezione. Dall’1-2 di Ducati, che quindi non è felice solo per lui  perché ritrova un Bagnaia che iniziava a credere essere “perduto”, all’ottimo risultato di Mir che sul podio insieme a lui segna comunque, da uomo Honda, un legame che diversamente da quanto vogliano pensare gli imbecilli, non si è mai interrotto.

Come in tutte le cose, Marquez è un virus positivo contagiosissimo. A Motegi è tutto perfetto. Ducati Lenovo fa una doppietta che porta il titolo e ritrova Bagnaia.
C’entra con Marquez perchè ogni titolo vale quanto valgono gli avversari di chi vince e Pecco serve performante e combattivo. Oggi l’italiano vince e convince e questo dà valore a lui, al lavoro di Ducati e anche al nuovo campione del mondo.
Marc Marquez, non più un ragazzino, non solo vince, ma domina ad un’età in cui molti arrancano e spesso continuano ad insistere quando invece dovrebbero smettere.
E festeggia con i suoi e con gli ex, come uno che, diversamente da quanto ci vuole raccontare la narrazione faziosa che solo noi italiani possiamo imbastire, unisce e si fa amare anche da quelli che ha lasciato andare. E questo, se pensiamo ad alcuni suoi predecessori, è un’altro elemento pesantemente inedito.

Il destino che tanto ha dato a Marquez ma che poi tanto gli ha tolto, fa anche in modo di regalargli sul podio le persone giuste: il suo presente-futuro (Bagnaia) e un segnale del passato (Mir in rappresentanza di Honda).
E’ come se una forza superiore decidesse che quanto sta accadendo sia giusto e sacrosanto. Un cerchio che, non solo si chiude, ma che viene anche sigillato e abbellito da tutti gli orpelli possibili.

E alla fine, il Marc Marquez ingordo che qualcuno aveva criticato per aver tolto emozione al campionato, riesce a resuscitarlo anche vincendolo con così tanto anticipo.
In questo momento, proprio adesso, incomincia un “Mundialito” che lo vede contro Bagnaia in un mini scrontro finale in cui lo spagnolo farà capire se è ancora affamato e l’italiano ci dirà, senza equivoci, se è veramente ritrovato.
Da una parte un Marquez che può pensare, ormai sollevato, a fare nuovi record, dall’altra un Bagnaia che deve chiudere con onore, diventare un vero antagonista, e scrollarsi di dosso quelli che vogliono il suo terzo posto oltre al suo posto in rosso.
I due presupposti sono possibili: Marquez è pronto per record potenziali, Bagnaia è pronto per andare decisamente oltre il gradino più basso del podio. Battere Alex è un dovere possibile.

La gara
La sintesi della gara è facile. Come nella sprint, Bagnaia è imbattibile, inarrivabile, inaffrontabile. Fa paura e se ne va, fino a quando a far paura è il fumo bianco che esce, giro dopo giro, sempre più copioso dalla sua moto.
E mentre al box Ducati gli uomini in rosso respingono gli uomini FIM come si respingono gli assedianti di un castello, la gara non ha niente da dire.

Marquez guida muovendosi come in un liquido denso. Quasi impacciato e preoccupato, come se la moto gli fosse stata prestata dal signor Ducati in persona per portarla al museo. Solo nel finale è secondo perché in effetti si trattiene ma ne ha. Il suo recupero su Pecco è dovuto al leader della gara che cerca di preservare la sua moto ma è anche evidente che al 93, come del resto ieri, niente interessa se non portare a casa la moto e la pelle, anche perché solo l’infortunio può fermare Marquez e il campione uscente  Martin (clavicola rotta per lui nella sprint), dimostra come le malvagità siano sempre dietro l’angolo.

Ottima la gara di Mir, ancora una volta. Buone le prestazioni di Bezzecchi e Morbidelli, il quale supera in classifica un Acosta che va out e rientra fuori dai punti.

Gli insegutori di Pecco, però, oggi assaggiano il Bagnaia dei vecchi tempi, quello che è capace di recuperare punti a tripla cifra. E adesso c’è un mondiale bis.
Bagnaia che si difende e può pensare al secondo posto. Bezzecchi, Morbidelli e Acosta che sognano ma che comunque sanno che un Pecco che si sveglia è un gigannte pericoloso.

Invece di lasciarci un mondiale assegnato che però sfugge aritmeticamente, anche quello che vivremo per le prossime gare è, in un certo senso, un regalo di Marc Marquez.
E per quanto riguarda il resto, dal risveglio Honda ai passi indietro di KTM e Yamaha passando per un’Aprilia martoriata, perdonateci, ma sono cose di cui parlare un’altra volta.

Marc Marquez 541, Alex Marquez 340, Bagnaia 274, Bezzecchi 229.

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L’asterisco

Fuori dal pezzo, in quanto fuori contesto, un messaggio a complottisti, dietrologi, teloavevodettisti e sospettisti:
Oggi c’è da festeggiare per tutti. Festeggiare in modo positivo senza recriminare anche quando si vince, senza rinfacciare, come dei black block che vanno a rompere le vetrine per una rabbia troppo a lungo repressa,  senza secernere liquidi epatici o biliari, è segno di maturità ed intelligenza.
Complotti, sospetti, segreti svelati, poteri forti, scenari di marketing arcani, lasciateli stare.
Le persone normodotate accettano che, nello sport, ciò che succede è, alla fine, comunque giusto.
I se fosse e i poteri sovrannaturali che manipolano gli eventi, lasciateli ad altri. Chi crede che quello che succede sia ingiusto e pilotato solo perché non gli piace, non dovrebbe guardare, non solo le moto, ma nessuno sport.

 

 

MotoGP, Misano: Marquez sbaglia la Sprint e vince la Lunga. Grande Bezzecchi e Bagnaia KO definitivo!

A Misano Marc Marquez vince la gara lunga davanti a Bezzecchi su Aprilia dopo avergli “regalato” la Sprint con una caduta.
Ducati sbanca Misano dopo aver vinto il Mugello e chiude un week end d’oro mettendo 5 moto nelle prime 6 posizioni. Manca all’appello Bagnaia, due volte disastroso, prima tredicesimo e poi nella ghiaia. L’ex campione del mondo è l’ombra di se stesso. Irriconoscibile. Note positive: Aprilia e Bezzecchi in super crescita. Note negative: troppi bifolchi vestiti VR46 sugli spalti.

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I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Alex Marquez, Di Giannantonio, Morbidelli, Acosta Aldeguer, Marini, Martin, Raul Fernandez.

I dieci al traguardo della gara lunga: Marc Marquez, Bezzecchi,  Alex Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Aldeguer, Marini, Quartararo, Oliveira, Binder.

Misano non è un GP  come gli altri. Pesano un sacco di cose. Pesano i test, pesa il fatto che è la gara di casa per tanti, pesa il tifo e pesa l’onore da difendere. Se lo giocano Ducati, con i suoi piloti, se lo giocano i team e se lo gioca Aprilia, che deve confermarsi come seconda forza.
Succede tutto questo, seppur con qualche sorpresa.
Nelle sessioni di qualifica a stupire è Bezzecchi. Continuerà per tutto il week end.
A soffrire, sempre Bagnaia, che confermerà il suo momento disastroso oltre ogni comprensione, tecnica e umana.
Ha qualche intoppo anche Marc Marquez, che ne ha meno di Bezzecchi e del fratello.
La Sprint, Marc, la butta via, facendo esplodere un manipolo (sin troppo nutrito) di teste di cazzo in una gioia che solo chi è sconfitto dalla vita, umanamente, socialmente e culturalmente, può esprimere. Bezzecchi  e Alex Marquez sono i più forti ma fa bene anche Di Giannantonio. Presenti anche Morbidelli, Marini e Acosta con la Soft. Più affaticati Martin e Raul Fernandez. Nel baratro, invece, Bagnaia, partito 8° e terminato 13° nonostante 4 cadute davanti a lui. Una miseria.

La gara lunga, è un altro discorso. Marquez aspetta un tot e poi va in testa su errore di Bezzecchi. L’italiano non passerà più ma sarà lì ad infastidirlo fino all’ultimo giro. Il catalano ne ha di più ma non come al solito. Se la deve guadagnare. Da solo, a seguire, Alex e poi la solita truppa VR46 + Aldeguer e qualche Yamaha.
Il debutto del V4 di Iwata con Augusto Fernandez è un po’ avaro, ma il motore c’è. Un po’ meno gli uomini in blu. Per Honda, le solite sofferenze con il solo Marini a tenere la bandiera.
Discorso a parte per Aprilia. Aggressiva con le Trackhouse, volenterosa con Martin (sfortunato per i due long lap causati da un problema tecnico in allineamento) e in stato di grazia con Bezzecchi, che alla fine attira a se riflettori, pensieri, desideri e aspettative. Lo fa nel modo giusto, complimentandosi con Marquez sia il sabato, quando vince, sia la domenica, quando perde.
2 menzioni per chi soffre davvero. KTM rompe due catene in due giorni e colleziona fatiche e cadute. Bagnaia, una sprint vergognosa e una caduta quando andava anche piano.

Se KTM non deve essere serena per le ultime news che la vogliono in via di smantellamento a livello industriale e forse anche sportivo, per Bagnaia lo smantellamento è iniziato già da un tot e pare inarrestabile. La seconda guida Ducati prende paga praticamente da tutte le Bolognesi e non solo. Una cosa che, a ruoli inversi, vedrebbe ogni tipo di verso animale in studio e non. Nella generale, il piemontese ha totalizzato decisamente più punti di ritardo dal suo compagno di squadra, che in pista. Ormai è a rischio anche il terzo posto in campionato che per Marc Marquez avrà un match point già a Motegi.

E lì, sugli spalti, c’è solo gente per bene.

 

Marc Marquez 512, Alex Marquez 330, Bagnaia 237, Bezzecchi 229.

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MotoGP, Balaton Park: Marquez prende ancora tutto! Bagnaia, un altro disastro!

Al Balaton Park, Marc Marquez prende Pole, Sprint, Gara Lunga e giro veloce, oltre al giro record della pista. Il catalano si lascia alle spalle l’Ungheria con una leadership assoluta e inattaccabile dato che, sia il fratello Alex che Pecco Bagnaia, hanno prestazioni opache e costellate di errori. Alex Marquez è a 175 punti da Marc mentre Pecco ha un ritardo di 227 lunghezze. Ormai il suo compagno di squadra ha praticamente il doppio dei punti.
Se la cavano molto bene le Aprilia, le KTM e le Honda, tutte decisamente in crescita. Fatica invece Yamaha. Il week end, ha risultati simili per le due gare. Quello che emerge, però, è che Ducati è sempre più Marquez dipendente.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez,  Di Giannantonio, Morbidelli, Marini, Aldeguer, Mir, Bezzecchi, Alex Marquez, Martin

I dieci al traguardo della gara lunga al Balaton Park: Marc Marquez, Acosta, Bezzecchi, Martin, Marini, Morbidelli, Binder, Pol Espargaro, Bagnaia, Quartararo

Una volta capito che il Balaton Park è un’uscita politica e non è una pista adatta alla MotoGP cone non è adatta alla Superbike, ovvero una volta acquisito il giusto mindset, si può anche approcciare ad un week end che non ha avuto conunque storia e in cui, la superiorità schiacciante di Marc Marquez è stata solo uno dei fattori che ha reso noioso il fine settimana. Sì perché oltre ad essere pericolosa, la pistina ungherese è anche avara di possibilità di sorpasso. I piloti l’hanno promossa? Sappiamo la libertà a livello di dichiarazioni.
Fatto sta che la superiorità di Bagnaia, sbandierata nei social con la pubblicazione del suo miglior tempo nei test con la Panigale, unita all’altrettanto sorprendente dichiarazione che ha alluso alle “due cadute di qualcuno”, non ha trovato applicazione. Il torninese nella Sprint è arrivato 13mo a 15 secondi da Marquez e 13 da Di Giannantonio, con la stessa moto.
Marquez ha vinto e i due VR46 sono finiti sul podio, come a fare da contraltare (o contrappasso) alla situazione del 63 che è partito veramente male e nel warm up è riuscito a prendere 3 secondi dal compagno. La sprint ha offerto l’ottima prestazione delle due Honda e un antipasto per quelli che sono poi stati i protagonisti di domenica, ad eccezione di Marc Marquez che domina ogni cosa.

Per quanto riguarda la gara lunga, oltre a Marquez, ottima gara del battagliero Bezzecchi (poi arresosi ad Acosta), delle KTM, e ancora delle Honda, con Bagnaia 9° alle spalle di Marini e sempre impacciato e poco incisivo.  Nonostante le frasi di circostanza e comprensione da ambo le parti dopo lo scazzo austriaco, è difficile pensare che fra Pecco e Ducati possa esserci un futuro roseo.
Riassunto veloce: Honda in crescita, soprattutto per la costanza di Marini (Zarco si stende), Yamaha ancora nel pallone (a parte l’impegno di Quartararo) che però nella sprint fa una fesseria assoluta che gli costa un long lap per la gara lunga (fa un casino anche Bastianini che paga con 2 giri di penalità), KTM in ascesa anche grazie ai test, Aprilia ornmai seconda forza del mondiale e Ducati sempre competitiva, specialmente nella sprint, con la gara lunga che lascia un po’ sorpresi. Le VR46 montano la soft al posteriore (sbagliando), Alex Marquez paga ancora una brutta griglia, Aldeguer si rovina la gara da solo e Bagnaia è ormai nel dramma concalamato, arrivando persino dopo Pol Espargaro, che ormai è tester e pilota part time su una moto che di certo non va come la GP25.
2 considerazioni. La prima è che se non ci fosse Marquez, le Aprilia e le KTM, entrambe ben cresciute, darebbero davvero fastidio alle rosse.
La seconda è che, probabilmente, Marc Marquez si giocherebbe il mondiale anche se guidasse la moto di Noale. Il suo strapotere è troppo marcato per non pensare una cosa simile.
La classifica: Marc Marquez 455, Alex Marquez 280, Bagnaia 228, Bezzecchi 197.

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MotoGP, Redbullring: Marquez domina, Aldeguer e Bezzecchi soprprendono, Bagnaia crolla!

Al Redbullring Marquez si prende tutto quello che non si è mai preso nella vita. Sprint e gara lunga, sono sue. Bagnaia, nella sprint, ha un problema ignoto mentre nella gara lunga va in tilt mentale e arriva ottavo. Le sorprese belle sono Aldeguer e Bezzecchi, che volano. Maluccio Alex che, dopo il podio della Sprint, nella lunga paga il long lap. Alla fine il 93 tiene sotto i piedi il campionato: 142 punti su Alex e 197 su Bagnaia che vede avvicinarsi Bezzecchi che con 43 punti da recuperare è più vicino che mai alla seconda guida Ducati. Pecco, nei confronti di Alex Marquez, ha ben 55 punti di ritardo.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Acosta, Bezzecchi, Binder, Aldeguer, Bastianini, Di Giannantonio, Zarco.

I dieci al traguardo della gara lunga al Redbullring: Marc Marquez, Aldeguer, Bezzecchi, Acosta, Bastianini, Mir, Binder, Bagnaia, Raul Fernandez, Alex Marquez

Nel week end in cui Marc Marquez schiaccia il campionato, Pecco Bagnaia alza Bandiera bianca e fa allusioni pesanti. Sabato se la prende con Michelin e domenica chiede spiegazioni a Ducati, andandoci pesante soprattutto con la TV Spagnola.

A Dazn Spagna
Bagnaia: “Spero mi diano delle spiegazioni”.
Izaskun Ruiz: “Ducati?”.
Bagnaia: “Sì”.
Izaskun Ruiz: “Stai perdendo la pazienza?”.
Bagnaia: “Sì”.

La sprint ha il suo dominatore in Marc mentre Bagnaia dopo essere partito malissimo, si ritira quando è ventesimo perché la moto balla molto, ma né da Ducati né da Michelin arrivano “spiegazioni”. Resta il fatto che il torinese va malissimo anche in gara lunga e un ottavo posto non gli basta per tenere la distanza da Alex Marquez. Il “fratello di”, arriva decimo per non essersi mai ripreso dal long lap assegnatogli a Brno ma gli ruba comunque 7 punti perché nella sprint è secondo. Per Pecco ci sono le lacrime di sabato (vere, non è per dire) e il muso lungo della domenica, con tanto di accuse pesanti. Per il resto, la sprint, è l’antipasto della domenica.
Sì, perché il Redbullring offre anche cose belle, tipo la gara magnifica di Bezzecchi che tiene testa a Marc Marquez per buona parte della corsa ma soprattutto Aldeguer che viene su come una furia e chiude addirittura secondo. Dall’Igna, per lui, ha già deciso. Aldeguer è il futuro di Ducati. E i detrattori, muti. Inclusa l’intera VR46. La presenza di Valentino in persona, che dispensa consigli a tutti i suoi, non basta a scongiurare la ripassata di botte che Gresini rifila ogni week end alla sua squadra. I celesti hanno un rookie e uno con la GP24. I giallofluo, hanno un veterano come Morbidelli e una GP25 che Di Giannantonio non sfrutta sempre.
A parte il problema tecnico della domenica (la moto prende fuoco), non è comunque convincente.
Il tutto mentre Aprilia cresce (con il solo Bezzecchi, per il momento) e KTM migliora con Acosta, Bastianini e Binder. Le Jap? Ancora fatica. Yamaha ha un w.e. nerissimo mentre Honda fa cose buone con Zarco e Mir il quale, stranamente, non cade.

Piacerà agli americani questa MotoGP piena di drama e polemiche in cui uno, però, è un eroe assoluto mentre alle sue spalle ogni volta succede di tutto.
Da ricordare, la gara n1000 della classe regina, come quella del giorno in cui Marc Marquez mette sotto i piedi l’intero sistema continuando uno dei più sontuosi comeback della storia del motorsport. Da quasi morto con un braccio a penzoloni a dominatore assoluto che nemmeno con il Guanto di Thanos. Ma il futuro non è avaro. Aldeguer e Bezzecchi sono i prossimi anni della MotoGP mentre in Moto2 esplode definitivamente Moreira, il brasiliano che le jap si litigano per la classe regina!

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MotoGP, Brno: Marquez prende ancora tutto, poi Bezzecchi e Acosta. Alex out, Bagnaia off!

Nella Sprint race Marc Marquez frega anche Michelin e supera il problema pressione. Nella gara lunga, invece, passeggia serenamente e parla con altri interlocutori. Out il fratello, con Pecco lontano e problematico, i nuovi “avversari” si chiamano Bezzecchi e KTM con Acosta e Bastianini. Si va in pausa estiva con un campionato che potrebbe essere già chiuso a Misano.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Acosta, Bastianini, Bezzecchi, Quartararo, Raul Fernandez, Bagnaia, Zarco, Pol Espargaro.

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Acosta, Bagnaia, Raul Fernandez, Quartararo, Martin, Binder, Pol Espargaro, Miller

La sprint ha un solo “drama”: quello della pressine delle gomme. Si presenta a Marc Marquez che chiude il gas, si fa passare da Acosta e poi, dopo aver risolto, ripassa il pilota KTM per vincere comodo. Si presenta a Bagnaia che perde 4 posizioni e non le recupera più con il più il giallo post gara del “messaggio sbagliato” della dashboard. Cambia poco eh, perché Pecco, dopo la pole ottenuta passando per la Q1 per caduta del compagno di squadra (nel momento in cui quest’ultimo gli stava rifilando quasi 3 decimi), si è spento e non si è più riacceso. E per lui il week end è finito male in gara1 e giù dal podio in gara 2. Il resto sono scuse e spiegazioni tentate e mal riuscite, con un box Lenovo diviso in due fra l’euforia del dominio assoluto del 93 e l’imbarazzo totale di un Bagnaia sempre più ingiustificabile. Il resto è KTM con la bella storia di Bastianini ritrovato (gli avranno dato il pacchetto del Vinales assente? Vedremo), un Acosta che finalmente non spreca e Bezzecchi che fa le prove per la gara lunga. Bene anche le Yamaha e Raul Fernandez che sta facendo un finale di stagione in crescita. Qualcosa raccolgono anche Quartararo, Zarco e Pol Espargaro che, ricordiamolo, è un sostituto e non corre da un po’.

La gara lunga, invece, vede un Marc Marquez senza pietà. Bagnaia si spegne subito e poi gamberizza. mentre Bezzecchi sogna per un po’ sapendo, in cuor suo, che deve cedere all’ineluttabile. Però a Bezzecchi vanno fatti i complimenti. L’italiano non fa una piega nel ritorno di Martin e continua ad essere, sempre lui, il vero frontman Aprilia. Una moto cresciuta tanto grazie al lavoro di Savadori e suo. Il merito è tutto italiano e Bezzecchi non mostra solo caparbietà e manico ma anche strategia, furbizia, concretezza e piedi per terra. Si può dire? Un altro week end così e sarà un problema concreto per il terzo posto in classifica di Bagnaia e di Ducati. E adesso un po’ di case:

Aprilia vuol dire ritorno di Martin (positivo, dai, e ottimo in tutte le uscite) ma anche il risveglio di Raul Fernandez. Con Ogura ritornato nei ranghi, Fernandez è super appuntito e fa due garoni. Bene così.

Ducati: tolto Marc Marquez a Brno avrebbe fatto fatica a vedere il podio. La crescita degli altri era prevista, fra concessioni, gomme eccetera, ma così è pericoloso e la scelta di Marquez diventa sempre più salvavita. Senza di lui le uniche gioie sarebbero arrivate dai clienti e a Brno non ci sarebbero state nemmeno quelle

Yamaha: fra podi, qualche chicca piazzata qui e là, Yamaha cresce. Non come Aprilia, ma cresce.

KTM: la serenità di Bajaj che copre i costi, vuol dire tanto. L’efficacia a Brno e l’Austria in arrivo fanno il resto.
Alla fine è un week end positivo e speriamo sia il primo di tanti.

Honda. ci sono solo Zarco ed LCR. Il resto è poca cosa. Crescita lenta.

Le gare sono spettacolari, sono belle? Così così. Ormai l’attenzione è solo capire che tipo di torture e distacchi infliggerà Marquez agli avversari e quante volte e in che modo lo spagnolo riuscirà a battere loro e sé stesso.
La speranza è che la pausa di agosto rimescoli le carte ma, plausibilmente, non succederà.

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MotoGP, Sachsenring: Marquez Barone Rosso, Alex è sempre lì! Bagnaia al buio e miracolato!

Nella Sprint race (bagnata) Marc Marquez fa il vuoto dopo una rimonta furibonda. Bene Bez, finalmente Quartararo a podio e disastroso Bagnaia.
Nella gara lunga (asciutta) Marquez fa anche più male nonostante gestisca, mentre Bezzecchi e Di Giannantonio, vanno out favorendo Alex Marquez e Bagnaia, altrimenti lontano.
Il week end allontana ancora i fratelli dall’ex campione del mondo, ormai sempre più seconda guida in rosso e terza forza in campionato.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Bezzecchi, Quartararo, Di Giannantonio, Miller, Binder, Zarco, Alex Marquez, Acosta.

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Quartararo, Aldeguer, Marini, Binder, Miller, Raul Fernandez, Rins.

La sprint sembra mostrare un vecchio Marquez, che si complica la vita e poi se la riaggiusta. Lo spagnolo fa un lungo in curva1 e deve recuperare 5 posizioni in pochi giri. Lo fa e nell’ultimo infila Bezzecchi lasciandolo lì.  Si tratta di strapotere ma l’uomo Aprilia non demerita. La sua è una gara solida e mostra che Aprilia c’è. Bezzecchi è ok anche nella gara lunga ma poi va out. Altrimenti sarebbe stato podio. Terzo arriva Quartararo che ormai inizia ad essere sempre nei top. E anche Di Giannantonio mostra belle cose con regolarità.

Per quanto riguarda i  30 giri della domenica, al via il 93 non sbaglia, saluta e se ne va. A volte cerca di non forzare ma per lui è ancora più rischioso e allora alterna strattoni a giri morbidi.
Chiude infliggendo agli altri un gap pesante ma che non rende veramente l’idea di quanto sia più forte di tutti. Sul podio salgono sia Alex Marquez che Bagnaia. Alex è infortunato ma non abbastanza da perdere il confronto con Bagnaia. Il torinese, invece, raccoglie un po’ di fortuna perché come capacità è da quinto posto, non di più.
I due salgono sul podio per gli out di Bezzecchi e Di Giannantonio che, come tanti altri vanno fuori in una pista che il tutto il w.e. ha già eliminato Morbidelli e Vinales tanto da renderli unfit.
Alla fine è una domenica a eliminazione. Al traguardo ci arrivano solo i top ten che vedete. Tutti gli altri vanno out, alcuni malissimo.
Cosa lascia il week end tedesco? Una situazione definita. Marc Marquez, se non si autoelimina, ha già vinto il mondiale e suo fratello è plausibilmente  l’unico che, ogni tanto, può dargli del filo da torcere.
Per Bagnaia la situazione è reversibile solo aritmeticamente. Perchè se prima era almeno podio, adesso per salirci, a fine gara, deve capitare anche qualcosa a qualcun altro. E ormai il numero di questi piloti aumenta gara dopo gara.
Bezzecchi e Di Giannantonio sono in super crescita e il podio è alla loro portata tutte le volte e anche Quartararo, seppur facendo un po’ più fatica, inizia ad essere una presenza fissa.

La stagione, piuttosto che prendere la piega di un Bagnaia che si riprende, sembra allargare il numero dei contendenti al podio e quindi, si tratta di statistica, anche dei candidati alla vittoria. E questo per Bagnaia è un problema in più da affontare.
Honda? Yamaha? KTM? Una volta consacrata Aprilia come seconda forza (chissà cosa combinerà Martin e e quando tornerà), le giapponesi crescono. Le Yamaha fanno pole e podi, e Honda migliorano progressivamente.
Zarco anche se per farlo deve forzare, è spesso davanti, mentre oggi si è visto anche Marini che, per essere convalescente, ha fatto una gara lunga di tutto rispetto. Discrete anche le KTM che però devono inghiottire il doppio infortunio di Vinales e Bastianini.
E anche questa crescita, è una minaccia a Bagnaia che prima, almeno, il terzo gradino ce l’aveva quasi assicurato.
Arriva subito Brno. Se il trend è questo, ci potrà essere spettacolo, al limite, ma incertezze, poche.

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Martin e Aprilia, Acosta e KTM ed Ezpeleta che si arrabbia: chi ha ragione? Come finirà?

Come è nato questo scazzo Martin-Aprilia e perché? Ma soprattutto, come è stato possibile un effetto a catena con altri piloti e case? Chi ha ragione e chi ha torto? Ma soprattutto, come finirà questa storia e quali sono i pericoli, addirittura per l’intera MotoGP, che attraversa un momento delicato? Se vi va, ragioniamo insieme!

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MotoGP, Assen: Un Marquez rattoppato domina ancora. Bezzecchi top, Bagnaia sul podio!

Ad Assen, terreno di caccia di Bagnaia, Marquez domina tutto mentre il torinese va male nella Sprint e non fa meglio del podio nella gara lunga anche se è comunque parzialmente ritrovato.
Chi va forte è Bezzecchi mentre Alex Marquez, dopo il secondo posto della Sprint, va in terra per un contatto con Acosta e verrà operato alla mano destra.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Bezzecchi, Di Giannantonio, Bagnaia, Vinales, Aldeguer, Morbidelli, Acosta

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Bagnaia, Acosta, Vinales, Di Giannantonio, Morbidelli, Raul Fernandez, Bastianini, Quartararo

 

La sprint è un cliche, con la novità di Bezzecchi che evidentemente è in forma sin dalle FP mentre Bagnaia è in super sofferenza.  I Marquez vincono e Marc non dà spazio a niente e a nessuno. Il fatto che sia visibile e non voli via, non vuol dire che sia attaccabile e questo i servi non lo capiscono. I menomati da divano, li seguono a ruota.

Nella gara lunga Marc Marquez non ha “scudieri” perché Alex becca una botta da Acosta che lo manda in terra e in sala operatoria. Dito fratturato per lui e operazione prevista per domani. La causa diretta? Forse il corpo di Pedro che tocca la leva del freno di Alex. Succede.

Di bello, in gara, c’è Bezzecchi che si libera di Bagnaia e lo saluta, salendo sul podio meritatamente, senza poter attaccare Marc Marquez che sembra sempre alla portata ma poi, quando serve, allunga il necessario e si rende imprendibile.

Il n2 Ducati finisce sul podio e dovrebbe essere contento mentre invece, nelle interviste post gara comunica ancora frustrazione. Di fatto c’è che anche un miglioramento non gli basta, e questo è buono per un pilota che vuole stare davanti ma forse sarebbe meglio provare a ricostruire le prestazioni, un week end alla volta.

Le KTM? Buonissime perché Acosta si batte da leone e Vinales è sempre lì e le moto austriache fanno meglio di tante Ducati, a partire di quelle del team VR46 Pertamina (entrambe) e di Aldeguer che va out causa Mir.
Le jap soffrono molto, troppo, ma almeno Quartararo la mette nei 10 dopo la tombola di sabato.
La pole non basta, ma almeno è un segnale. In sintesi: jap attese.
E che altro è atteso, dopo Assen? Un qualche passo falso di Marc Marquez darebbe un po’ di ossigeno alla classifica, ma visto il trend è chiedere la luna. Altra cosa bella sarebbe avere una TV che oltre ad essere schierata, faziosa e infantile, non vada addirittura oltre, con bestemmie in diretta e piloti paragonati a cani.
Anche un trattamento equo nei confronti degli stessi, non sarebbe male. Perché poi se si lancia il sasso dell’insinuazione e poi ci si nasconde facendo i servi nel face to face, i bimbiminchia comunque a casa prendono e fanno loro quello che vogliono e gli fa più comodo.
Forse, oltre a Liberty Media, che rivoluzionerà (si spera in bene) la MotoGP dal punto di vista organizzativo, sarebbe utile una bella pulizia a livello televisivo. Prima che sia troppo tardi.
Non so all’estero ma qui in Italia siamo al non ritorno.
Sembrano temi extra motociclistici ma invece lo sono eccome, perché poi in pista, a guardare i piloti che rischiano la vita, ci vanno proprio i menomati di cui sopra. E i fischi uno dei prodotti made in Italy che stiamo esportando di più.

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