Nel momento più difficile per lui, quando hanno iniziato ad arrivare proposte interessanti da valutare, Danilo Petrucci ha centrato due belle gare in Superbike. Alla fine sul podio lui spruzza ma continua a valutare le due grosse opportunità lontane mentre Ducati, invece, che potrebbe valorizzarlo, valuta Iannone e Bulega!
Gara2 è uguale a gara1 con l’aggravante del fatto che è ormai chiaro che Bautista si trattiene.
Di nuovo c’è un Rea più frettoloso con le gomme e l’innesto di un Petrucci in crescita.
L’italiano è l’elemento risvegliante di una Superbike ha sì qualche duello, ma che comunque non offre più sorprese se non dal podio in giù. Paura per Rinaldi che non è in pericolo e farà nuovi esami e a cui auguriamo pronta guarigione. Out anche Sykes e Baz. In bocca al lupo anche a loro.
Bautista, Razgatlioglu, Petrucci, Redding, Rea, Lowes, Bassani, Locatelli, Gerloff e Oettl! Ecco i migliori dieci al traguardo.
Qualche cambiamento rispetto a gara uno ma alla fine c’è sempre sonnolenza. L’unica attesa è quella del risveglio del dragone Bautista, che passa il tempo a sonnecchiare mettendo, solo a tratti, pressione al duo Razgatlioglu – Rea.
Va detto che il turco spreme ancora la Yamaha al 110% mentre per la Kawasaki sembra ci sia veramente poco da spremere. Johnny Rea la manda a capolinea sempre più presto, frettoloso com’è di rispondere agli attacchi. Le gomme stavolta gradiscono ancora meno e il 6 volte campione è fuori dai giochi prematuramente.
Alla fine Reddding fa una buona gara ma Petrucci è l’evoluzione sorprendente di Gara1. Podio e tanta classe come non se ne vedeva dal MotoAmerica.
Il ternano prende un po’ il posto di Bassani mentre le BMW hanno una parvenza di risveglio. Non è chiaro se i tedeschi stanno già lavorando in attesa di Razgatlioglu o se il miglioramento sia dovuto al fatto che si tratta della pista di casa per alcuni di loro. Oppure è un risveglio da fine contratto o paura di perdere la sella. Eppure BMW in qualche modo, c’è.
E’ il resto a mancare. Honda è sparita, le Kawa private fanno arrabbiare Puccetti che minaccia scelte drastiche, e in più, a creare pathos negativo, un brutto incidente in partenza che tiene tutti preoccupati per un Rinaldi che prima chiama subito i soccorsi e poi non sembra volersi alzare. Lui, Sykes e Baz sono out e a loro tre, che sappiamo adesso essere fuori pericolo, auguriamo pronta guarigione.
In un dominio spropositato come quello di Alvaro Bautista fa quasi senso pensare che a Donington ha colto la sua prima vittoria in Superbike.
Gara dejavu ma un po’ più vivace. Spiccano la buona prestazione di Petrucci e la cattiva di Rinaldi.
Bautista, Razgatlioglu, Rea, Petrucci, Locatelli, Lowes, Bassani, Redding, Sykes e Gardner. Ecco i migliori dieci al traguardo.
Si tratta solo di un’illusione. I minifuochi di artificio in Superpole di Rea si spengono dopo pochi giri di gara1 perché Bautista se la fa quasi tutta in 1.26 e quando vuole li lascia lì a lottare fra loro con un incombente Petrucci, miglior gara della stagione per lui.
La verità è che la Superbike vive di rincalzi che lottano fra loro per sedersi alla destra del padre. E alla fine i rincalzi sono sempre i soliti Razgatlioglu e Rea. Nemmeno la gara di casa riesce a potenziare i britannici che danno vita ad un mini bsb interno e appassionano il pubblico così. Ma non riesce nemmeno quello perché Petrucci e Locatelli sono meglio di Lowes e Bassani è meglio di Redding e Sykes che qui ci hanno fatto i solchi. Discorso a parte per Rinaldi che qui fa una grande rimonta ma partendo da una gara rovinata.
La Honda sono terrificanti come in MotoGP, le Kawasaki clienti non esistono e la Yamaha è tenuta in piedi solo dalla qualità di chi la guida. Resta da capire la BMW ma l’anno prossimo. La cosa più eccitante del World Superbike è l’accoppiata Turco – Tedesca del 2024.
E ho detto tutto. Pensate un po’.
Axel Bassani è uno caldo e si presenta all’intervista con il suo Team Manager Lorenzo Mauri e il suo Manager Alberto Vergani che dovrebbero, in teoria, raffreddarlo. E invece sono più caldi di lui!
Trattati tutti i temi:
Mercato, superbike, Motomondiale, regolamento, differenze fra moto factory e ufficiali, scazzi fra piloti e pronostici pesanti.
Non mancano dichiarazioni sulla rivalità con Rinaldi e gli altri piloti, ma anche sulla rivalità fra team e case.
Insomma, non manca niente di tre visioni diverse: quella del pilota, quella del suo manager e quella del capo del team!
Intervista a 3 con Serafino Foti e Niccolò Bulega. Si parte piano e poi ci si scioglie, chiudendo con una stoccata a BMW!
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole old style
Differenze fra Dunlop e Pirelli
Differenze fra SBK e MotoGP
Regolamento Supersport
A chi assomiglia Bulega, secondo Serafino Foti?
Yamaha & Co
Ricetta vincente e qualche consiglio a BMW
Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!
Hanno parlato tutti e quindi voglio dire anch’io la mia, velocemente, sullo scazzo fra Bautista e Carrasco. E dico Bautista e Carrasco, non Bautista e LA Carrasco, proprio perché voglio offrire un trattamento paritario e voglio parlare di piloti, non di uomini e donne.
Did a very bad thing happen? Yes, but not the one that some good loser says. And it is not a matter of point of view but of chronometer. The truth, without going to look at the timesheet that would make everything even more merciless, is that Carrasco lapped, when it went well, 7 seconds slower. With sometimes quite exotic trajectories and with situations 11 seconds slower than the opponents. And those are useless numbers because beyond 4 seconds you are already a foreign body and you have to get the fuck out of the way quickly.
Quindi se un pilota come Bautista è caduto o anche ha perso un giro importante per questo motivo, fa bene a rilevarlo. Non ha offeso nessuno, Ha semplicemente detto che il pilota Carrasco era in mezzo ai piedi e lo ha fatto andare nello sporco con conseguente caduta. Carrasco ha girato come un pilota che non fa parte del contesto di quei test.Questo ha detto Bautista.
PRIMA COSA. In un mondo di pagliacci perbenisti buffoni e burattini Alvaro Bautista, che ricordiamo è il campione in carica della Superbike, ha detto quello che pensava. Non ha insultato nessuno ed è quindi da applaudire per questo.
Bautista è da applaudire perché ha trattato Carrasco come un suo pari, come un pilota e non come una donna e gli ha detto cose da pilota, non da donna. Non ha giudicato il suo sedere, i suoi capelli, le sue tette ma la sua guida. Non ha avuto riguardi per il fatto che Carrasco sia una donna. Questa è la più grande forma di rispetto possibile.
SECONDA COSA: Ana Carrasco, prima vuole cimentarsi con gli uomini e poi parla di atteggiamenti maschilisti quando non ci riesce. Ana Carrasco è un pilota assolutamente rispettabile di Supersport 300, dove le differenze fisiche con gli uomini possono essere annullate e ha fatto anche gare discrete in altre categorie. Purtroppo non è un pilota da mondiale Supersport e non può correre con gli uomini. Quindi non è maschilismo. E’ motociclismo.
Non ho mai visto Alessia Polita, Paola Cazzola, Katia Pongsen o Letizia Marchetti rompere i coglioni.
Yet they raced in times when it was much harder for women than it is now since no one was giving anything away and there certainly wasn't the reigning mee too save ass that there is now.
Motorcycling is a violent sport. More violent than boxing. More violent than martial arts, because in addition to hand-to-hand combat it has a stopwatch. It is the most sexist sport there is.
Either the stopwatch kills you or the melee kills you or both kill you together.
So there is only one solution to not break your balls and realize yourself: do the competitions of your level and don't create false expectations.
Is there such a thing as women's motorcycling? Are there mixed but affordable championships? Here.
Alle donne dico: Ana Carrasco è stata trattata da Bautista, non da donna, ma da pilota. Vale di più. Alle donne dico: il rispetto e la compassione sono cose diverse.
Respect is gained by fighting without asking for favoritism. Compassion disguised as respect is a poisoned morsel!
Those who say that something bad happened on the track between Bautista and Carrasco are right.
What has happened is that a stationary driver has put his life on the line for someone who is there to play for the world championship. Nothing more. If one is stationary you have to tell him that he is stationary, if you tell him something else, you are dishonest and Bautista is not dishonest. Anyone who instrumentalizes all this and starts talking about manners, tone, politeness, opportunity, on or off the track, is a loser because he is doing benaltrism and refuses to agree with the only thing that matters in motorcycling: the stopwatch.
Immaginate di incontrare il rappresentante in pista di una casa come Ducati e chiedergli tutto. Impossibile? Invece no. Paolo Ciabatti si è fatto intervistare per un’ora e venti minuti ed ha risposto a tutto.
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Le vittorie di Superbike, MotoGP, e tutti i titoli vinti.
Quale si sarebbe aspettato e quale no.
Quale vale di più e chi lo ha meritato di più fra Bautista e Bagnaia
Bagnaia e Bautista terranno il 63 o prenderanno il n1?
L’avversario perdente dell’anno.
Il peso di Gigi Dall’Igna
Il peso di Audi
Le troppe Ducati in pista
Il comportamento in pitlane e ai muretti altrui
Darth Dozzi
I giochi di squadra
La MotoE
Il passaggio di VR46 in Yamaha.
Aspettative e impegno con Petrucci, Bautista, Rinaldi e Bassani.
Che moto avrà Petrucci
Regole sulla zavorra 2024
8h di Suzuka ed eventuale tenuta fisica di Tardozzi
Regolamento Supersport:
La nuova categoria bicilindrica
Desert X e gare nel deserto
Ombrelline
Casa da battere e da temere.
Varie ed eventuali, come nelle assemblee di condominio!
C’era già stata l’anticipazione di Misterhelmet poi era emersa anche nell’intervista che avevamo fatto in cui era evidente che fra MotoAmerica e Superbike, avrebbe scelto Superbike. E così alla fine è stato.
Ma ci sono retroscena? Le motivazioni quali sono? Tecniche? Soldi? Personali?
Petrucci, nonostante potesse scegliere solo Ducati, fra Ducati MotoAmerica e Ducati Superbike, è riuscito a fare uno sgarbo a Ducati stessa.
Paolo Ciabatti, direttore Sportivo Ducati parlando a nome della sua azienda diceva:
“Nel mondiale Superbike abbiamo Bautista, Rinaldi e Bassani per vincere e salire sul podio. non ci serve un altro pilota che dimostri quanto sia competitiva la Ducati”.
Curioso notare che non è stato nominato né il team Barni, né il team Go Eleven, che pure sono partner da molti anni. Non fanno parte dei piani.
Poi continuava Ciabatti dando un’ulteriore “indicazione”.
“Stiamo solo mettendo sul tavolo quelle che possiamo fare per lui negli Stati Uniti”
Ed era evidentemente convinto Ciabatti, di avere delle carte da giocare, perché alla fine chiudeva con
“secondo me sceglierà gli Stati Uniti”.
Ducati parlava chiaro: In superbike non ci servi, abbiamo i nostri piani. Se vieni in Superbike, ce li rovini.
In America, invece, il piano sei tu. Se non ci vai, ci crei problemi.
E infatti adesso a Ducati toccherà probabilmente promuovere Josh Herrin, campione della Supersport.
Ducati voleva Petrucci in America, Il MotoAmerica voleva Petrucci lì, ma nessuno si chiedeva cosa volesse Danilo e quali fossero le sue aspettative. Come al solito.
Ma soprattutto perché se Petrucci era il piano di Ducati nel MotoAmerica, non ci è andato?
La verità è che Petrucci, stanco di fare il sostituto e il pilota last minute dei progetti last minute, sente di dover fare il mondiale e soprattutto capisce la pericolosità di correre un altro MotoAmerica senza essere in condizioni di vincerlo.
Infatti nell’intervista a Misterhelmet che trovate qui, dice: Se vinco il MotoAmerica, ok. Ma se non lo vinco, come ci torno al Mondiale?
Questo perché se il team Barni è un team che non può garantirgli la vittoria del titolo (non per colpa sua ma perché è un team privato), è altrettanto evidente che non vincere al secondo tentativo il MotoAmerica contro piloti che in Europa prendono schiaffoni, sarebbe il colpo di grazia alla carriera.
E’ per questo che non ci è andato. Ma perché non è in grado di vincerlo? Perché Ducati dice tante belle cose ma non ha in USA un team adeguato e non ha fatto, per la Panigale, uno sviluppo adeguato su gomme Dunlop. Lo spiega bene Petrucci a Misterhelmet.
E quindi Petrucci prende l’ultimo treno disponibile per il mondiale anche se sa che in Ducati non lo vogliono e anche se sa che non ha la moto per vincere.
Sale sul treno al volo sull’ultima carrozza con l’idea di camminare e arrivare in prima classe.
Se Bassani guarda alla moto di Rinaldi, Petrucci guarda alla moto di Bautista che nel 2024 avrà 40anni mentre Petrucci ne avrà 34. Petrucci-Bassani potrebbe essere il team del futuro. Ed è il motivo per il quale, sia Bassani che Petrucci hanno rinunciato a più soldi per fare le cose giuste. Nel caso di Petrucci, il doppio dell’ingaggio che arrivava per guidare una moto inadatta e vivere in Hotel invece che una moto buona e vivere a casa sua.
Contento Petrucci, contenti i tifosi e, soprattutto, contenta Dorna che ha un altro nome di cartello. Tutti contenti tranne Ducati che potrebbe essere costretta a scoprire che la moto con cui ha vinto un mondiale può essere guidata bene anche da un altro. Per di più italiano. E ce lo avevano in casa da anni.
E’ così brutto? Io certi malumori non li capisco. E’ proprio vero che, quando non hai problemi, finisce che te li crei.
Con Danilo Petrucci, riepiloghiamo la stagione 2022 e parliamo del 2023.
Durante l’intervista emergono i pro e i contro del bivio MotoAmerica – Mondiale Superbike e si capisce cosa Danilo si appresta a scegliere!
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