Sono stato a EICMA. Ho visto tante cose belle e un clima ok, tanto miglioramento generale, tanto gap colmato. Ma per quanto riguarda le moto sono veramente pochissime le cose che mi hanno colpito. La 3-4 moto (per me) da sogno, sono moto che esistevano già. Riassumerò tutto in un video assolutamente personale ma vi anticipo che LA COSA CHE MI HA PIU’ COLPITO DI EICMA, NON E’ UNA MOTO.
E in più ci sonoun po’ di amare considerazioni…
KTM enters MV Agusta on tiptoe with 25.1% and starts taking measurements, before taking everything.
It is useless to have articles written by puppet sites. Bank accounts speak. MV Agusta without KTM’s intervention would not have eaten the Christmas dinner. The press release (you can find it at the bottom) is clear and confronts 2 billion in turnover and 193 million in profits before taxes (more or less what Sardarov has lost since he took over MV) and 5,000 employees against 37 world titles in black and white pictures.
For this reason, only a complete financial idiot can think that a multinational at the top of the food chain like KTM enters a company in difficulty like MV Agusta, managed in recent years without a business plan, to be told what to do only because it is in a minority, carrying on the role of happy cuckold making videos while his newly married wife is banged. It is important to know that the financial cuckold is not Austrian, but Russian.
The rumors highlighted by Misterhelmet, on Sunday 30 October, of a 50% acquisition by the end of 2023 and of total control by 2024.
This is what plausibly will happen but the operation will be even more bloody for the current owners and there will be the same difference between those who receive a knockout punch and those who are slowlychoked or, to use less grotesque comparisons, the same difference between someone who loses everything at poker in one hand and one who is instead plucked during the evening leaving on the table even his car keys and his watch, after having believed for hours that he could return to the game.
KTM, which will manage the sales network, will put his men in the game. In fact, Enrico Pellegrino, former head of strategies and commercial development, has been with Nolan since 2 November.
Therefore, KTM will have strategic and distributional claims that will fall on planning and production and, to be implemented, will require substantial investments of cash of 20 million by the one who is still the majority shareholder. Everything will cost dearly to the current owners until they will be slowly choked . The nice thing (so to speak) is that MV Agusta has no money, but Black Ocean, the fund that manages it, has (if is not blocked by the Ukrainian question ) and for this reason Timur Sardarov , if he does not want to be kicked out in record time, he will get carried away into the quicksand of illusion and will inject money until he will realize that he has only lengthened his financial agony.
Not only will KTM take over MV as planned but it will do so at an even lower price than it would pay if it wanted to acquire it quickly. It will simply take a little longer. And the lawyers won’t be able to do anything.
KTM entra in MV Agusta in punta di piedi con il 25.1 e prende le misure, prima di prendersi tutto.
Inutile farsi scrivere gli articoli dai siti burattini. Parlano i conti. MV Agusta senza l’intervento di KTM non avrebbe mangiato il panettone. Il comunicato ( lo trovate in fondo) parla chiaro e mette di fronte 2 miliardi di fatturato e 193 milioni di utili prima delle tasse (più o meno quello che ha perso Sardarov da quando ha preso in mano MV) e 5000 dipendenti contro 37 titoli mondiali in bianco e nero.
Per questo, solo un completo idiota finanziario può pensare che una multinazionale in cima alla catena alimentare come KTM entri in un’azienda in difficoltà come MV Agusta, gestita negli ultimi anni senza un piano industriale, per farsi dire cosa fare solo perché in minoranza, portando avanti il ruolo di cuckold felice che fa i video mentre gli si fanno la moglie appena sposata. E’ importante sapere che invece che il cuckold finanziario non è austriaco, ma russo.
I rumors evidenziati da Misterhelmet parlavano, domenica 30 ottobre, di un’acquisizione del 50% entro fine 2023 e del controllo totale entro il 2024.
E’ quello che plausibilmente accadrà ma l’operazione sarà ancora più sanguinosa per gli attuali proprietari e ci sarà la stessa differenza fra chi riceve un pugno da ko e chi viene soffocato lentamente oppure, per usare paragoni meno granguignoleschi, la stessa differenza fra uno che perde tutto a poker in una mano sola e uno che invece nell’arco della serata viene spennato di quello che ha sul tavolo fino a lasciare anche l’orologio, le chiavi della macchina e un pagherò, dopo che per ore ha creduto di poter tornare in partita.
KTM che gestirà la rete vendita, ci metterà un suo uomo. Enrico Pellegrino, infatti, ex responsabile strategie e sviluppo commerciale, è in Nolan dal 2 novembre.
Quindi KTM avrà delle pretese strategiche e distributive che ricadranno sulla pianificazione e sulla produzione e, per essere attuate, richiederanno sostanziosi investimenti di denaro a botte di 20 milioni da parte di quello che è ancora il socio di maggioranza.
E così sarà per tutto. Tutto costerà carissimo ai proprietari attuali fino a che cederanno pian piano venendo soffocati lentamente. La cosa bella (si fa per dire) è che MV Agusta non ha soldi, ma Black Ocean, il fondo che la gestisce, sì (se non sono bloccati dalla questione Ukraina) e per questo motivo Timur Sardarov, se non vorrà essere estromesso a tempo di record, si farà trascinare nelle sabbie mobili dell’illusione e inietterà denaro fino a che non si accorgerà di aver solo allungato la sua agonia finanziaria.
Non solo KTM si approprierà di MV come previsto ma lo farà ad un prezzo ancora più basso di quello che pagherebbe se volesse controllarla subito. Semplicemente, ci metterà un po’ di più. E gli avvocati non potranno fare niente.
Il Come è andata Live, questa settimana dedicato al doppio appuntamento di MotoGP a Sepang e Superbike a Villicum ha visto ospite Genesio Bevilacqua.
Dopo il punto della situazione la puntata si è trasformata in approfondimento con molti temi MotoGP e SBK trattati in termini di numeri, costi, progetti e regolamenti. Una puntata da non perdere!
Bautista, Razgatlioglu, Rea, Lowes, Rinaldi, Vierge, Lecuona, Locatelli, Van Der Mark. I 10 sono questi e l’unico cambiamento rispetto a gara1 è Razgatlioglu!
Bautista, Rea, Bassani, Lecuona, Rinaldi, Lowes, Redding, Locatelli, Vierge, Van Der Mark. Ecco i 10 all’arrivo. Non è vero che non c’è gara. Basta non considerare Bautista dello stesso pianeta.
La vicende di Canet , definito “magnaccia” e “criminale” per il solo fatto di essere tatuato non deve essere solo raccontata.
E’ necessario prendere una posizione per evitare che la forma prevalga sulla sostanza e i falsi problemi, sulle cose importanti.
Nel parco chiuso di Buriram, Canet si è rotto il papillon di legno che portava per protesta verso chi lo giudicava per i tatuaggi definendolo addirittura un magnaccia o un criminale…
La storia di Canet, rifiutato per i suoi tatuaggi, non lo so se è vera o no, ma merita di essere presa in considerazione.
Di sicuro canet non è rifiutato per le sue prestazioni perché mi pare sia uno che se la cavi e se non trova posto lui che in classifica è .terzo, meglio di Celestino Vietti, non dovrebbero trovarlo molti altri.
E non penso nemmeno che il problema sia il carattere perché il Canet che ho conosciuto è una persona gentile e disponibile, quasi schiva e si vede che si tiene molto e si misura per non apparire troppo, almeno ultimamente.
Entro a gamba tesa dicendo che Dorna su certi temi identitari è abbastanza allo sbando. E’ vecchia, vorrebbe essere giovane ma non riesca a provarci nei modi giusti.
Non ci sono personaggi e MotoGP Unlimited, la trasmissione che avrebbe dovuto essere il reality speculare alla F1, l’abbiamo visto che fine ha fatto. quindi un personaggio servirebbe ma non in modalità Boomer.
Il mondo sta andando, nello sport, nei social, verso l’estremo, quindi un atleta appariscente, dovrebbe essere un’opportunità da mostrare quando serve e non un problema da nascondere.
E anche lo fosse, sarebbe molto facile, dato che che per altro passa il 90% del suo tempo con una tuta di pelle ed un casco.
Quindi non capisco il problema. Gli sponsor?
A meno che non si parli di prodotti per bambini o di prodotti religiosi, non capisco.
Proprio la MotoGP non riesce a staccarsi da sponsor di settore. E i motociclisti mi risulta siano tatuati.
Eh ma Canet si è tatuato troppo, ci avrebbe dovuto pensare, peggio per lui… lo sapeva che avrebbe avuto difficoltà.
Ammesso che sia vero e che esista un troppo, e questa è una stronzata, Canet non ha tatuato un mitra in fronte e non sta facendo il concorso alle poste o come infermiere in una casa di cura per anziani o in una scuola materna e nemmeno alla Camera dei Deputati.
Canet deve guidare una moto con una tuta di pelle e un casco in testa. Quindi che volete?
A Canet che fra l’altro in classifica è terzo davanti a Vietti manca solo la vittoria ma il resto dei risultati li ha fatti tutti.
Eh ma i giapponesi con i tatuaggi… che volete…
Altra cazzata. Il 90% dei piloti sono pesantemente tatuati. E perino alcuni tecnici, meccanici e dirigenti, lo sono, persino in case giapponesi.
Ricordo una figura importante in Honda, Marco Chini, fra l’altro molto molto bravo, tatuato addirittura sul volto. Lavora o ha lavorato tanti anni per Honda, la più giapponese delle case, e non credo vi siano problemi.
Eh ma Canet sembra un criminale
Con tutta la gentaglia, e fidatevi, ce n’è parecchia, che c’è nel mondo delle corse, stai a vedere che una persona per bene deve essere discriminato perché sembra un magnaccia proprio da magnaccia che sembrano persone per bene…
mentre invece va bene se uno fa il casco replica dedicato ad uno stupratore amico di un dittatore.
Non basta dare la notizia come hanno fatto alcune testate. Bisogna prendere posizione, invece di indinniarsi dopo 3 anni se un meccanico dà un calcio in culo ad un pilota, per poi far passare Sofuoglu che in griglia dà una pizza al nipote.
Già questi vanno in moto e rischiano. Gli dobbiamo dire anche come devono sembrare?
E poi ditemi se questo pezzo lo devo fare proprio io che sono il più intransigente di tutti. Ma su ste cose no, dai…
E quindi voglio chiudere con un messaggio di distensione, di pace.
Lasciate stare Canet.
Siete voi quelli sbagliati, merde.
L’americano della Yamaha ha vinto meritatamente ma il jump start per il quale Petrucci è stato punito, più lo guardi e più non c’è, anzi…
Sembra quasi si sommi ad un eccesso di sicurezza verso un ospite un po’… “ingombrante”. C’è un video, ma prima la sua spiegazione. E infatti, ricorso accolto mentre lavoro a questo pezzo.
Ma vi meritate un video con un video dentro!
Non è che sarebbe finita tanto diversamente, perché sono tanti i temi da trattare, ma il jump start, nella gara1 di Barber, Alabama, non ha aiutato. 5 secondi sono sempre 5 secondi anche quando ne prendi oltre 20.
Parliamo del jump start che, dalle inquadrature offerte dalla tv americana, tutte dall’altro lato, sembrava evidente. E dico sembrava, perché da questi altri video, a varie velocità, non solo sembra che Petrucci non sia partito prima ma sembra anche che sia partito dopo e la cosa che abbia tratto in inganno sia soprattutto la microimpennata della Ducati. Sappiamo tutti che non c’è miglior jump start, partenza anticipata, di quello fatto con la moto che salta davvero. Diciamo che è la versione classica. Però guardando il video, sembra che o la partenza anticipata è collettiva, o non c’è.
Però Danilo è stato chiaro:
“1) mi scivolava la moto da sotto il sedere
2) in frenata si saltava
3) le gomme che abbiamo usato non c’entravano niente con quelle che avevamo utilizzato qui per i test. Queste erano di legno e di questo legno me ne sono capitate spesso.”
Non è che allude, Petrucci, non è tipo, però chiaramente uno che si gioca un titolo al debutto, su piste che non conosce guidando una moto che non conosce, contro gente che su certe piste ci può girare bendata, se è ad un passo dal vincerlo, poi vuole portarlo a casa. E allora inizia a fare tutte le valutazioni che gli vengono in mente.
Comprese quelle che si possono fare dall’esterno e che colgono un po’ di fastidio nel fatto che uno che arriva da fuori, vince 3 gare di seguito, cazzia tutti per il livello di sicurezza, e poi mette in fila un’intera stagione con tutti podi tranne due volte in cui arriva quarto (questa di Barber è la terza). E si becca anche delle penalità pretestuose per essersi fatto valere. Insomma un rompicoglioni che dà sì prestigio per il suo blasone, ma che non deve esagerare.
Gagne, a meno di catastrofi astrali o puttanate ultraterrene, lo vincerà lo stesso, questo MotoAmerica. E visto il numero di vittorie e gli episodi schiaccianti con cui sono avvenute, NESSUNO SE LO MERITA PIU’ DI LUI.
Però potrebbe anche venire il dubbio che per sicurezza si decida di essere abbondanti su un episodio che forse poteva anche non esserci, come si era già stati abbondanti per le penalità e per la tolleranza con cui le sportellate venivano punite solo da una parte.
Quindi forse biscotto no, però nella foto ci stava bene.
Basta guardare il video. E colpo di scena, nella notte, mentre siamo andati a dormire dopo aver scritto il pezzo, il ricorso viene accolto!
L’americano della Yamaha fa letteralmente un altro mestiere. Petrucci soffre e non sale nemmeno sul podio, anche a causa di una penalità Lo svantaggio inizia ad essere serio e il titolo non è impossibile ma si allontana!
Andiamo per ordine. Danilo Petrucci fa il possibile ma sin dalle qualifiche 1 il ritardo è di quelli importanti.
1.8 secondi, poi ridotti a 1.3 mettono le cose in chiaro. O gara bagnata o gara in sofferenza. E il meteo è splendido. La faccenda si mette male da subito perché mentre Gagne, mai in pericolo, parte a fionda (nel senso buono del termine), Petrucci parte a fionda nel senso peggiore, con un jump start sanzionato dopo qualche giro ma, va detto, sacrosanto.
Alla fine il quarto posto, che senza i 5 secondi di penalità sarebbe stato terzo, mette Petrucci nei guai. I punti di vantaggio di Gagne sono 16 (356 a 340). Anche vincendo, Petrucci deve sperare che il campione in carica faccia peggio di 7°.
Una cosa che al campione in carica, non è mai successa, le volte che è rimasto in piedi.
Gli uomini Aprilia sono riusciti ad aprire la serranda, gli uomini Suzuki a tirare fuori le moto ma quelli di Marc VDS erano in Hotel e non hanno fatto in tempo ad intervenire.
Il team è poi riuscito a mettere tutto a posto con il supporto degli uomini Suzuki, Roberto Brivio in testa.
La fortuna? Le moto di Arbolino e Lowes sono intatte, come vedete nell’ultima foto… ma guardate le immagini!
La causa: un corto circuito del caricabatterie di un avviatore nel lato di Sam Lowes, probabilmente a causa di un’infiltrazione d’acqua all’interno del box.
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