Jake Gagne spreca un vantaggio incolmabile e distrugge la sua Yamaha! Petrucci, mai smesso di crederci, vince meritatamente gara2 davanti a Cameron Petersen e PJ Jacobsen e torna in testa al campionato con 13 punti di vantaggio!
Danilo Petrucci, che di solito ha tutte le sfortune, oggi pesca un jolly e trasforma una bella gara in cui non smette mai di crederci, in una vittoria che lo riporta in testa al MotoAmerica.
Fuori dai giochi il pericoloso (per lui) Matthew Scholtz (infortunato al polso), Petrux prova a fare una gara diversa da ieri. Tiene a bada (meglio di ieri) Petersen e cerca di star dietro a Gagne che ne ha evidentemente di più. La gara sarebbe finita se l’americano, campione in carica, non decidesse di forzare comunque ogni giro nonostante il vantaggio. Un highside, come tanti se ne sono visti in questo week end, lo lancia nel prato mentre la sua R1 va a spezzarsi. La porteranno via a mano con la forcella a mo’ di cariola mentre il rider Fresh n’ Lean rimane a meditare sul prato, fortunatamente scosso ma illeso.
Per Danilo, che comunque rifila secondi buoni a Petersen (compagno di squadra di Gagne) e a PJ Jacobsen (vecchia conoscenza del mondiale SBK), è una vittoria jolly che lo lascia comunque ancora in credito con la sorte. Fra problemi tecnici, cadute, infortuni, il pilota ternano è, una volta tanto, favorito da un errore dell’avversario che però, va detto, non sa gestire come si impara nelle più lunghe gare europee.
la pericolosa Brainerd per quest’anno è archiviata. Questo w.e. lascia alle spalle molti incidenti, due infortuni pesanti (non è certo il rientro immediato di Scholtz) e una vittima, il 51enne Scott Briody, deceduto venerdì durante le FP della Stock 1000.
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Gara 2 a Most fila liscia per Toprak che doppia la vittoria nella Superpole Race.
Bautista capisce che non può fare di più e capitalizza il vantaggio in campionato!
Razgatlioglu, Bautista, Rea, Redding, Bassani, Locatelli, Vierfe, Oettl, Mahias e Bernardi a chiudere i 10!
Gara 2 di Most è fotocopia delle altre in campionato quando non succede qualcosa di eclatante.
I tre cavalieri si giocano tutto e alle loro spalle è un carosello di seconde guide, promesse e vecchie volpi.
La vittoria di Razgatlioglu, che stampa il giro veloce agli ultimi passaggi è sacrosanta così come sacrosanto è il cervello di Bautista che non forza mai mentre Rea, al contrario, è costretto a spremere di più la sua verdona. La classifica di campionato è giusta e rispecchia i valori in campo di oggi mentre alle spalle del magico trio brillano come sempre Bassani, Locatelli e ultimamente anche un Redding ritrovato. Fra i protagonisti potrebbe esserci anche Gerloff, se non fosse uno dei piloti più sfortunati del mondiale. E potrebbe esserci anche Rinaldi se non buttasse sempre via tutto. Ma poco cambia.
Il risultato di gara è evidente ed eclatante allo stesso tempo E’ c’è anche spettacolo perché per configurare il solito podio a tre, i tre protagonisti se le suonano per tutta la corsa. Resta comunque un po’ poco, o comunque non sufficiente, perché fra i protagonisti e i comprimari ci sono davvero troppi secondi di differenza e non in gara, bensì sul giro.
Ecco la classifica di gara e quella di campionato.
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No ma dai, che valore può avere il giudizio di Lorenzo sulla Ducati fattagli provare da Pirro?
Un test tanto per…
Cosa vuoi che gliene freghi a Ducati?
Ma sììì tanto Ducati vende le moto comunque, mica le comprano per le recensioni.
Ma quale antimarketing, dai… è stata una cosa così, che rilevanza vuoi che abbia… sarà presto dimenticata.
Ehh proprio così.
Non solo ha avuto rilevanza mondiale, questa figuraccia che ho descritto nel video che è linkato ma ci è stata messa persino una toppa inutile, che è peggiore del buco.
Andiamo per ordine. Nell’altro video e articolo ho spiegato chiaramente la mia opinione.
Non importa cosa ha detto JL ma quello che conta è che JL 5 volte campione del mondo e notoriamente schietto lo ha detto a Michele Pirro dipendente Ducati e qualunque cosa sia, conta perché l’ha detta JL in un contesto sicuramente ed evidentemente non pilotato, non artefatto, improvvisato. Quindi quel giudizio sulla Ducati magari non è onesto da parte di Lorenzo perché ha delle motivazioni dietro, ma è sicuramente vero e reale.
E ho già spiegato che per la prima volta dopo tanto tempo Ducati, abituata al giornalismo addomesticato, si è arrischiata, tramite una persona che non avrebbe dovuto farlo, in un territorio da anni in Italia inesplorato: quello dei giudizi senza filtro non moderati e non concordati, almeno non esplicitamente.
Dopo la figuraccia, alla faccia di quelli che dicono che non ha avuto rilevanza etc etc, cosa ha fatto Ducati?
Ha riportato il gioco sul piano abituale:
Ha preso una moto Bautista level, gli ha messo una targa e i fari e ha ricreato una situazione naturale in cui la fa “ricasualmente” riprovare a Lorenzo tramite la stessa persona.
Com’è la moto? Una bestiaaaa!!!!
E molto probabilmente è anche servita una telefonata di Pirro che spiegava a JL che se non ci andava dopo quel casino lui perdeva il posto… e molto probabilmente è servito un cinquantello o un centello perché Jorge Lorenzo gratis non va nemmeno in bagno, figuriamoci a fare un test dove gli viene evidentemente richiesto di correggere il tiro. Deve essere lo stesso cinquantello preso da Pirro per fargli da coach in MotoGP quell’anno e chissà se l’ha pagato Pirro o Ducati, visto il casino e il costo di tutta la faccenda. Perché questa, badate bene, non è pubblicità, ma un’operazione di salvataggio vera e propria. E’ come quando hai del letame e invece di farlo asciugare, lo rimescoli. Puzza di più o puzza di meno?
Solo un frolloccone crede che la seconda opinione di JL sia vera tanto quanto la prima e non FIxed, aggiustata, come dicono gli americani.
Solo un frolloccone crede alla genuinità della seconda uscita.
E’ evidente, dai, come cazzo si fa.
Io non mi attribuisco tutta l’importanza di pensare che questo secondo test sia stato fatto perché ho fatto il video io in cui ho detto certe cose precise. Sarei un super egocentrico. Cosa che sono ma non a quel punto.
Però nel video dico una cosa: siamo talmente disabituati ad un contesto di recensioni, informazione e opinioni non filtrate… DISABITUATI EH, che quando si verificano le situazioni non controllate, e ci sono gli schiaffi, invece di far passare la cosa, che sarebbe la situazione migliore, ci stupiamo sia da protagonisti che da spettatori.
E cosa facciamo? Riteniamo doveroso ricrearle fino ad avere il risultato ammansito, addomesticato, filtrato, credibile, che vogliamo noi. Ducati non è in grado di accettare che qualcuno come Lorenzo gli dica che una sua moto non va bene.
E quindi fa rifare il test in modo da avere un risultato più “logico” anche per chi guarda.
Ahhhhh adesso Lorenzo l’ha provata bene e infatti dice che è una bestia.
La mia opinione è che se prima si poteva pensare che l’opinione di Lorenzo fosse dettata da livore o chissà che e quindi non fosse vera, adesso con questo test RIORGANIZZATO l’opinione di Lorenzo acquista ancora più valore. La coda di paglia di Ducati prende fuoco e questo secondo test è evidentemente sponsorizzato.
A chissà quale costo diventa credibile tanto quanto tutto il resto delle prove aggiustate, dei redazionali e tutto il resto. Credibilità: zero.
E in tutto questo, Lorenzo riesce a vincere un’altra volta, perché lui quello che doveva e voleva dire su Ducati l’ha già detto al Mugello e adesso è evidentemente che sta solo recitando un copione. Se è evidente che reciti, non stai ingannando nessuno.
Non era facile per i protagonisti ottenere in così pochi giorni una doppia vittoria (per Lorenzo) e una doppia figuraccia (per Ducati) sullo stesso tema.
Ci sono riusciti entrambi e uno è stato pagato per dire quello che veramente pensa, anche se ha dovuto dire due volte due cose diverse.
E in tutto questo: la servitù editoriale del giornalismo lubrificato, favorisce la diuresi dell’informazione.
Di chiacchierate con Danilo Petrucci ne faccio spesso, almeno una a settimana.
Questa volta, però, abbiamo deciso di “cazzeggiare” un po’ anche a beneficio del pubblico!
Segui Danilo questo w.e. al MotoAmerica nella sua
lotta per il titolo!
Un episodio di marketing autolesionista di una casa con il suo prodotto di punta, una moto da pista, avvenuto nel modo e nel momento peggiore possibile ad opera di due protagonisti fra i più efficaci possibili, uno in senso positivo, l’altro all’opposto.
Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.
Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.
E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.
Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.
Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.
Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.
Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.
Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.
Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo? C’è la maschera di ferro C’è la maschera di Pippo Ma la maschera di merda Te la fa solo Shpalman
Perché è arrivato Shpalman Che shpalma la merda in faccia Aiuto arriva Shpalman Che tutti shpalmerà Autografi la faccia di tutti i miei nemici E il volto gli incornici con pezzi di pupù Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto Ed ogni farabutto shpalmato resterà…
Il flop colossale della Docu Series MotoGP Unlimited in onda su Amazon Prime e la sua cancellazione sono un grave sintomo per la MotoGP. Non raggiungerà mai il pubblico mainstream della Formula1.
La vastità del cazzo che gliene frega della MotGP a chi non è nel giro della MotoGP.
Come si può misurare questa vastità? Ve lo dico io.
Avete visto la prima stagione della Docu Series MotoGP Unlimited su Amazon?
Se sì è perché siete appassionati nemmeno di moto, ma di MotoGP e vi sorbite tutto quello che la riguarda. E quindi leggete anche i siti di merda perché siete divoratori di cose di moto…gp. Se no, non vi preoccupate, è normale. L’hanno vista in pochi al di fuori del giro degli appassionati.
E comunque i più hanno mollato dopo la prima puntata, perché non si capisce niente e non c’è quella che nel marketing si chiama “reason why” per una determinata action, sempre di marketing, che catturi una audience o un target mainstream, cioè che vada oltre quello specifica di riferimento (l’ho fatto apposta a parlare americheno). Un po’ come le gare di karate che facevo io. Belle eh, ma anche agli europei c’erano a malapena i parenti degli atleti mentre nelle partite di calcio di terza categoria è pieno di tifosi.
Il top del flop farlocco emerge sin dell’inizio in cui il più grosso aspetto thriller è legato al fatto che Bagnaia riesca o meno a farsi da solo il nodo della cravatta. Per fare un esempio, eh. Quando hai il coraggio di dedicare 2-3 minuti a una cosa così vuol dire che non ti vergogni di niente e soprattutto non hai niente di meglio da far vedere. Il resto del buco lo fanno le situazioni fintamente costruite, più finte della color correction che Barbara D’Urso fata di luce, levati proprio. Cieli viola, prati fluo, gomme arancioni, asfalto celeste, ma che cazzo… Per non parlare dei colpi di scena così fintamente casuali che nemmeno nei reality in cui trovano i diamanti nei container abbandonati di cui non pagano l’affitto. Questi ultimi fanno il resto, anzi non lo fanno, perché non c’è. Era già finito prima.
Nella docu series viene, e non è facile, trovato il modo di raccontare un campionato già finito l’anno prima di cui tutti sanno l’epilogo in un modo che diventino poco credibili anche le cose che sono successe veramente. Un po’ come quando il cazzaro del bar un giorno dice che ha vinto alla lotteria e non gi crede nessuno anche se è vero.
Ovviamente non si può dire che questa cosa realizzata da Media Pro (gli stessi delle Docu Series “All or Nothing” che invece vanno benissimo) è andata come il business di quello che vende vincotto all’inferno e quindi i siti di leccapiedi riportano “pare pare”, come si dice a Roma, le dichiarazioni che gli chiedono di riportare.
“Dorna congela le riprese della seconda stagione di MotoGP Unlimited”. Manuel Arroyo, Managing Director: Ciò che non vogliamo è fare le cose in fretta. Siamo molto soddisfatti del prodotto che è uscito fuori, però ci sono sempre aspetti che si possono migliorare.”
Tipo che magari un certo prodotto lo guardi anche qualcuno. E che la piattaforma dove lo produci non ti dica che visto come è andato l’anno scorso, per quest’anno, non fa niente.
Siamo molto soddisfatti però interrompiamo assomiglia a “ti lascio perché ti amo troppo” oppure “ti lascio perché lei ha più bisogno di me di quanto ne abbia tu”. Insomma una stronzata.
La verità è che la MotoGP ogni tanto prova ad essere come la Formula1 (e questa di Amazon aveva il sogno di rispondere alla Docu Series su Netflix che va in onda da parecchie stagioni) ma, mentre la Formula1 interessa a tutti, anche quelli che non guidano, la MotoGP non interessa nemmeno a tutti quelli che vanno in moto. A livello insiemistico, questa cosa è una strage. La MotoGP non si regge in piedi da sola e gli sponsor presenti, lo dimostrano. Ditemi se a parte un paio di casi il 90% dei brand non è assolutamente sconosciuto.
E inoltre continuiamo a guardarla con l’occhio di chi in MotoGP ci lavora e la paura di chi poi la settimana dopo deve incontrare nel paddock qualcuno che ci ha messo le mani. E questo non va bene perché a nessuno fa schifo mangiare dal proprio piatto. E’ un po’ come quando ti cade un biscotto per terra a casa tua. C’è chi soffia e lo mangia e chi mente.
Provate a farlo con il cliente pagante di un ristorante e vediamo cosa succede.
La verità è che non è facile essere ignorati in una piattaforma magica come Amazon Prime dove qualsiasi cosa, fa audience ed ha successo come una ragazza carina in un cantiere edile.
Il resto lo fanno le recensioni. Ditemi che ne pensate, quando a fatica riuscite a trovarle. Perché quando di un programma mancano anche quelle, oltre ai dati di ascolto, vuol dire che l’inferno è servito perché è successa la cosa peggiore possibile: non ti ha cagato nessuno e chi l’ha prodotta si vergogna.
“Vogliamo analizzare tutte le informazioni per poter prendere le migliori decisioni possibili. Se è necessario fare qualche cambio, lo faremo.”
Queste le parole di Arroyo che vorrei tranquillizzare. Nel senso che la miglior decisione possibile è stata già presa. Interrompere le riprese già a Austin.
E vuol dire che per quest’anno si salta, dato che riprendere adesso significherebbe offrire un prodotto con un buco temporale inaccettabile.
Ecco la verità di chiusura: la MotoGP, al di fuori della cerchia di appassionati, è messa malissimo. Una cosa brutta la puoi migliorare, ma una cosa di cui non frega niente a nessuno, come la salvi?
Vi chiedo, cosa pensate, nei commenti. E sappiate che se comincerete con qualcosa tipo “no dai, non è granché però nemmeno troppo terribile…” beh sappiate che dentro di voi l’avete già bocciata ma vi trattenete solo perché, in fondo, siete appassionati di moto e vi sorbite tutto dato che alla fine siete brave persone e vi dispiace massacrare lo sport che amate.
Che tipo di casino bisogna fare in un’azienda per essere buttati fuori? Honda sembra avere i requisiti più elevati!
Immaginate di essere un allenatore e di fare un casino, tipo di mandar via uno dei vostri migliori atleti, l’equilibrio dello spogliatoio e il suo preparatore, così, perché vi sta sulle palle da tempo e appena arrivati segate tutti e due. E questi vanno a portare i loro schemi altrove.
E poi di fare in modo che la stella della squadra, che vi ha fatto vincere praticamente da solo tanti campionati, l’unico in grado di combinare qualcosa, una volta infortunato, torni prematuramente rischiando di porre fine alla sua carriera. E questa gestione è colpa vostra.
In sostituzione decidete di affidere le sorti del team a due che proprio non ce la fanno e nel frattempo riuscite a litigare con tutto l’ambiente mentre la vostra squadra trascorre annate terribili, ma comunque mai tanto terribili come quelle che stanno per arrivare.
Troppo difficile? Vediamo se riusciamo a a trovare un’analogia più alla nostra portata.
Più chiaro così? Cosa vi farebbero? Vi butterebbero fuori a calci e invece siete ancora lì belli aggressivi e spocchiosi rifiutandovi di capire quello che invece hanno capito tutti quelli intorno a voi, amici e… “nemici”.
In quanti contesti sareste ancora al vostro posto? Nemmeno se lavoraste ad un chiosco sulla spiaggia. Ve lo garantisco.
Figuriamoci in MotoGP. Non sareste al vostro posto in Ducati, in KTM, in Yamaha e nemmeno in Suzuki. Vi avrebbero preso a calci con uno stivale da cow boy… così in profondità che dovreste farvi aiutare per estrarre gli speroni dal culo. E’ un po’ forzato ma spero di aver reso l’idea.
E allora perché Puig è ancora in Honda, dopo aver fatto andare Pedrosa a ben lavorare in KTM solo perché gli stava sulle palle il suo manager?
Perché è ancora in Honda dopo aver gestito male Lorenzo, aver consentito (ma in pratica costretto) il più grande campione di Honda degli ultimi 20 anni a rientrare anzitempo e a rimanere forse mutilato per sempre? Per non parlare dell’acquistone Espargaro e di Bradl che sa collaudare e sviluppare come io so fare le missioni di pace?
Perché i giapponesi, Honda specialmente, ci mettono un po’. Però, e qui la notizia, il tempo e la pazienza sarebbero finiti perchè dopo aver toccato il fondo, Honda HRC ha iniziato anche a scavare.
Pulizia piloti: fatta. Dopo il Sachsenring rimane Marc Marquez (e vorrei vedere) in attesa di recupero ma vanno a casa Espargaro, Alex Marquez e Nakagami perché arrivano Mir, Rins e Ogura.
Poi serve uno che sia capace, che non litighi con chicchessia, che abbia un buon rapporto con i piloti e che soprattutto riesca a gestire le cose con il suo datore di lavoro. Insomma il contrario di Puig. Vi viene in mente qualcuno di libero?
Due che vengono da Suzuki. Il primo è Suppo,che è stato chiamato per riprendere in mano le cose dopo ma l’azienda ha chiuso il negozio e anche le strade in Yamaha sembrerebbero, per ora, sbarrate come spiegato il 20 febbraio
Il secondo, più lontano ancora da Puig e quindi preferibile, è Brivio, di cui abbiamo già parlato come candidato per Suzuki qualche mese fa, però Suzuki sappiamo…
Brivio è, vale ancora il mio video precedente, sì blindato in Alpine ma non è più in F1 perché è stato parcheggiato a fare altro.
Per lui la serie A delle moto sarebbe meglio che allenare le giovanili delle auto, per fare un’analogia.
Le trattative sarebbero ancora in corso ma come è blindato Brivio in Alpine è blindato anche Puig in Honda Repsol. Quindi va trovata la spinta per
Se non fosse per il fatto che entro breve potrebbe non esserci più una Honda Repsol dato che abbiamo parlato il 14 magggio del fatto che ci potrebbe essere un “avvicendamento petrolifero”.
In super sintesi Repsol punta sulle rinnovabili mentre Petronas vende ancora carburante in Asia.
Quindi alla fine a capo della Honda ci potrebbe tranquillamente essere Davide Brivio, e la livrea della honda potrebbe essere tranquillamente questa qui!
E non è detto che sia necessariamente il 2024. Potrebbe succedere tutto anche prima, anche sei i giapponesi non amano rivoluzioni plateal.
Ma quando partono, poi arrivano…
Ma per adesso, e non sono il solo a pensarlo, l’importante è che parta Puig ma soprattutto, che arrivi Marc Marquez.
Martin, Mir, Oliveira e Rins a chiudere i 10.
Bagnaia torna a vincere nella giornata nera di Quartararo che perde punti anche da Aleix che per me è l’eroe della giornata. Super gara di Bezzecchi e Super gara di Vinales.
In una gara nemmeno troppo noiosa, mi dispiace dirlo ma la vittoria meritatissima di Bagnaia è messa in ombra da un sacco di eventi che rischiano di segnare la storia, per lo meno quella del breve periodo, della MotoGP, eccoli in sieme alle pagelle!
Buone notizie per la Superbike. Dopo anni di stallo, disinvestimento e depauperamento di risorse e idee, le cose potrebbero cambiare.
Privata, e nemmeno troppo gradualmente, di Superpole, pitwalk, un paddock show più amico, oltre che di risorse e sponsorizzazioni tramite un calendario che l’ha resa subordinata rispetto alla MotoGP, una specie di serie B o destinazione per piloti in chiusura, ha mostrato comunque quella caratteristiche che troppo spesso viene tirata in ballo a vanvera: la resilienza.
E questo è dovuto a due motivi.
Il primo è che la Superbike ha fatto guadagnare poco Dorna ma ha fatto spendere ancora meno.
Il secondo è che, comunque, ha un suo zoccolo duro di appassionati e da lì non ci si muove.
Non gente che cerca il glamour, il gossip, i fenomeni mainstream, ma gente che, alla fine, vuole motociclismo e basta.
Infatti, a parte che il gossip non c’è quasi mai, quando si prova ad alimentarlo, non fa nemmeno presa. Fantasie, mercato, situazioni che infiammerebbero i social della MotoGP, in Superbike contano il giusto, cioè, quasi niente. Conta seguire le tre gare del week end (una è anche di troppo, diciamolo, ma forse è la meno peggio delle nuove idee by Dorna).
Interessano le gare, qualche dualismo e il rumore dei motori.
Soprattutto, interessa attenzione da parte di chi ne detiene i diritti.
Insomma, se è vero che i numeri della Superbike non possono essere “drogati” da nessuna iniezione (Biaggi ebbe un effetto ma erano gli ultimi anni d’oro delle derivate) è anche vero che nemmeno la pandemia l’ha messa in ginocchio più di tanto.
Il WSBK in ginocchio c’era già e, in pratica, non si è quasi scomposto, ormai abituato a stringere i denti. Vale per la classe regina, che agonizza ma non muore, e per le classi minori come la Supersport, che addirittura promettono di diventare più interessanti.
Ci sono due cose di cui però la SBK ha bisogno con certezza.
La prima è quella di sfoltire la fuffa, il costruito, l’inutilmente patinato.
La seconda, è avere vera attenzione. Come quando La7 faceva un lavoro forse non troppo spumeggiante ma comunque meticoloso, professionale ed onesto.
Con Mediaset non è andata altrettanto bene, perché la tv del biscione l’ha gestita con la testa della vedova inconsolabile della MotoGP che aveva perso.
Ma con SKY è andata anche peggio, dato che i diritti del campionato sono andati a traino della MotoGP, quasi con preghiera, con tutto quello che ne è derivato dal punto di vista dell’interesse, dell’applicazione e della cura per il prodotto editoriale.
E’ per questo che Dorna, adesso che si è accorta di avere fra le mani una MotoGP in netta crisi che i soldi li perde, ha deciso di dare un giro di chiave alla Superbike, che è vero che non stupisce i palinsesti ma è altrettanto vero che nemmeno li delude più di tanto. Il tutto con costi accessibili.
L’interlocutore giusto e questi sono i rumors, è già a colloquio da un po’ e la trattativa sarebbe in fase avanzata. Parliamo della RAI, che senza i mondiali di calcio e senza esclusive nel motor sport che conta, avrebbe tutto l’interesse, i mezzi, e la professionalità per seguire, senza trasformarlo in carnevale, un evento che non ne ha assolutamente bisogno. E RAI, tv di stato, non vorrebbe dire solo tv ma anche web, app, on demand e rapporti con tv nazionali straniere, che potrebbero entrare in consorzio per una gestione congiunta, portando sponsor più importanti e una maggior valorizzazione anche dei contenuti “storici” del campionato. Decenni di battaglie potrebbero finalmente essere nuovamente disponibili on demand per tutti i “nostalgici” delle due ruote di serie.
Pensate cosa vorrebbe dire vedere la Superbike finalmente trasmessa da qualcuno a cui interessi qualcosa.
E poi dite che non vi do mai belle notizie.
Nel frattempo, teniamo le dita incrociate!
Quartararo vince senza avversari davanti a Zarco, Miller, A.Espargaro, Marini, Martin, B.Binder, Di Giannantonio, Oliveira e Bastianini a chiudere i 10.
Disastro Bagnaia, addio mondiale, disastro Mir, super sfiga Vinales e Bastianini spento. Ottimi Zarco, Espargaro e Marini!
Telecronaca imbarazzante a livello di giustificazioni al sapore di russia con un tocco di Nord Corea.
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