Dal 2027 Brembo sarà fornitore unico in WorldSBK con i nuovi freni carboceramici Hyction. In sala stampa, dopo una presentazione asettica, senza numeri, dati, spiegazioni tecniche, quasi nessuno ha fatto domande. Eppure molti team con cui ho parlato sostengono di non avere ancora informazioni sufficienti su costi, listini, gestione dei ricambi e procedure operative. Inoltre, il WorldSBK è il campionato delle moto derivate dalla serie. Ma quale moto di serie utilizza oggi freni carboceramici? Nessuna. Ecco le mie perplessità, nella prima parte del video, e l’intervista integrale a Brembo, nella seconda. Decidete voi se alle domande è stata data una risposta chiara oppure no.
Misterhelmet intervista nuovamente l’ing. Marco Zambenedetti, responsabile progetto Superbike per Ducati. Penalizzazioni, restrizioni, concorrenza, superbike del futuro e il sostituto di Bulega. Intervista tecnica al 100% senza esclusiione di colpi!
Giovane, eppure ha corso con le due tempi. E’ campione Europeo Moto2 ma non se lo ricorda nessuno. E adesso è in Spagna, anche per allenarsi meglio. Il pilota del team Barni vuole essere l’alternativa Italiana a Bulega, con il desiderio di riuscire a batterlo e, magari, di raccoglierne il testimone in Superbike.
Per adesso fa felice il team Barni con risultati di tutto rispetto! … e si racconta a Misterhelmet!
Una lunga carriera che lo fa sembrare un veterano, pur essendo ancora giovane. Lorenzo Baldassarri non si è fatto mancare niente, incluso il Purgatorio della MotoE. Adesso, però, Go Eleven ha scelto lui per rimpiazzare il nome ingombrante di Andrea Iannone. Baldassarri ha già ottenuto importanti risultati nonostante una moto nuova e una concorrenza decisamente agguerrita. In questa intervista ci racconta i dettagli, condivide i suoi dubbi e parla anche dei collegjhi! Un’intervista senza filtro!
Lorenzo Mauri e il team Motocorsa escono da un paio di annate in salita, nel mondiale Superbike. Invece di scegliere la via facile, fanno debuttare un rookie… e il rookie sembra funzionare. Senza troppa eccitazione e facili entusiasmi, per essere uno che a detta degli esperti non era pronto, il piemontese Alberto Surra, sta andando benone. Mai vista una Superbike, sta infilando una serie di top ten e non è lontano al podio. C’è però un problema da risolvere. Di lui, a parte il breve passato in VR46, non si sa quasi nulla. E qui ci pensiamo noi!
Sapete chi vi saluta? Bulega! Il quale se ne va e fa tripletta con il suo assistente Lecuona e altre 6-7 Ducati nei 10 tutte le volte. Raccontare un week end così è facilissimo o difficilissimo, dipende dall’obiettivo che ci si vuole raccontare. #superbike #ducati #aruba #balatonpark #bulega #lecuona #samlowes #marcvds #bautista #barni #montella
Tre gare fotocopia, anche noiose, a dire il vero… che è come ho iniziato l’ultimo articolo sulla Superbike. Facilissimo o difficilissimo da scrivere. Dipende dall’obiettivo.
Facilissimo dire cosa è successo: Bulega e Lecuona fanno quello che vogliono e il resto se lo spartiscono le altre Ducati a meno che non succeda qualcosa di particolare tipo qualche inserimento casuale di qualche Bimota, BMW o Yamaha. Sì, ok, anche Kawasaki ma più raro.
Difficilissimo se l’obiettivo è convincere qualcuno o sé stessi che valga la pena continuare a guardare un campionato così, che è noioso fino alla morte. Non è colpa di chi vince, perché Bulega lavora duro e lavora bene. Non è colpa nemmeno di Ducati perché se fai i compiti a casa e sei un genio in una classe che non studia, non è colpa tua. Vincere domenica e vendere il lunedì, dicevano? E Ducati lo fa. Si tratta di un’azienda che vende moto da corsa.
E quindi le costruisce bene. Così bene che sono la scelta migliore se vuoi vincere, a meno di assurdi bilanciamenti di performance (e a volte nemmeno con quelli). Non ci sono pugnette che tengano. Le classifiche hanno sempre ragione. Figuriamoci se ripetono sempre la stessa cosa.
Le tre gare del Balaton Park sono identiche. Vince Bulega, praticamente indisturbato.
Il che non vuol dire che non si debba impegnare o che non faccia bene. Vuol dire semplicemente che è l’uomo migliore sulla moto migliore affidata al team migliore. Per adesso va così. E va così anche il secondo gradino del podio, per gli stessi motivi.
Il resto è un po’ un alternarsi.
L’altra volta ho scritto che è spettacolo anche un dominio tecnico. Oggi però nemmeno quello e la pista non ha aiutato.
Oliveira in Gara1, Baldassarri in Superpole Race e Montella in Gara2 sono le sorprese sul terzo gradino del podio. Poi il portoghese va out al via della Superpole Race (red flag e pilota unfit per quella gara e la gara successiva), mentre invece gli altri ragazzi di Barni, Go Eleven e Motocorsa continuano a vivacizzare la faccenda. Va detto che è veramente piacere vedere che Montella, Baldassarri e Surra sono talenti finalmente ritrovati, che offrono spettacolo e portano, alle loro squadre risultati commisurati all’impegno e alla passione che ci mettono.
Persino il team MG piazza Mackenzie (meno Bridewell) sotto i riflettori. Giusto così per tutti tranne che per Bautista, veramente demotivato per una penalizzazione che farebbe passare la voglia a chiunque.
Fine settimana nero per BMW che non ha preso parte a Gara2 (unfit anche Petrucci per problemi alla mano rimediati nella gara del sabato) e per Honda che ha letteralmente chiuso i cancelli con Chantra e Kuni. Una cosa veramente brutta da vedere.
Segni di vivacità per Yamaha, che però raccoglie le briciole solo con Locatelli (gli altri hanno veramente balbettato) e tre gare di qualità per Gerloff (13°, 8° e 5°) in una selva di Ducati.
Il resto è veramente tutto rosso perché Bimota rimedia un 7°, un 6° e un ritiro e tutti con Alex Lowes, dato che Bassani è veramente alle prese con situazioni incomprensibili, problemi tecnici inclusi.
Le classifiche le trovate sotto ma leggerete solo Ducati. Altro non c’è.
Ah, dimenticavo: in Ungheria non ci sono nemmeno gli spettatori.
La Superbike è passata di mano insieme alla MotoGP. Cosa se ne farà, Liberty Media? Interessa a qualcuno? Qual è il futuro di un campionato così glorioso in un momento così difficile?
La Superbike ha tre possibilità: una sola è quella che la salverà!
Bulega a Jereza fa più del suo dovere. Va anche un filo oltre, però non basta.
Vincere 3 gare non lo porta davanti al turco che in Spagna arriva già quasi al sicuro.
Adesso va in MotoGP da Campione SBK e alle derivate di serie, non lascia nemmeno il numero.
Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!
Eccco i dieci di Gara1: Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Gardner, Mackenzie, Van Der MarK
Ecco i nove della Superpole Race: Bulega, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Mackenzie, Lecuona, Van Der Mark
Ecco i dieci di Gara2: Bulega, Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Vierge, Alex Lowes, Iannone, Mackenzie, Lecuona, Bassani.
Il week end che chiude la Superbike offre l’unico “drama” della stagione motoristica su due ruote perché finisce con l’assegnare il titolo nell’ultima gara dell’ultimo giorno, eppure il destino sembra comunque scontato. Toprak Razgatlioglu si porta tanti tifosi quanto è il suo vantaggio e alla fine, le speranze, poche, che offre a Bulega, è lui a regalargliele.
Gara1
I due avversari fanno tutto bene in Gara1. Bulega vince, Razgatlioglu, gli sta dietro, con Bautista e Iannone a far di tutto per far capire che, su di loro, chi conta si è sbagliato.
Convincerà solo lo spagnolo perché l’italiano è stato troppo “casinista” per poter essere convincente. Come lui, del resto, ce ne sono tanti altri. Un classico delle moto: svegliarsi agli ultimi minuti. Non funziona quasi mai, ormai. Buono, per carità Locatelli e la scoperta Mackenzie che con la Ducati, dice più che la sua.
Il resto sono pesciolini.
Superpole Race La “mezza gara” è l’unica sorpresa del week end. Bulega diventa aggressivo ed è irriconoscibile. Fa un’entrata da vecchia scuola sul turco e lo mette giù. Niente di trascendentale, incidente di gara. Che però va sanzionato e non è proprio tipico della guida dell’Italiano, sempre più che intelligente e corretto. Evidentemente la necessità è quella che è e bisogna passare. L’uomo Ducati trova, dall’altra parte, un turco più pollo che mai.
Non è chiaro il motivo per il quale, pur avendo ragione, uno come lui cada nella provocazione come un debuttante. Stare dietro all’italiano e lasciarlo sfilare, eventualmente, sarebbe stato sufficiente. Invece il turco sceglie di fare l’unica cosa che non gli conviene fare: la rissa con chiunque gli capiti.
Il resto dei protagonisti, li vedete sopra. Bautista, Iannone, Locatelli, e tutto il club dei co-protagonisti.
Gara2 Se la Superpole Race ha messo un po’ di spavento a Toprak, Gara2 finisce in modo diverso.
L’italiano vince e il turco sta nel suo. Parte decimo, recupera subito e poi si mette a guardare. Solo nel finale, senza rischiare, decide di salire sul podio. Il resto della community si danna per lasciare l’ultimo buon ricordo di sè. Servirà il giusto, ma almeno la gara è bella.
Bilancio finale
Vince chi merita. L’italiano rimpiange i due zeri tecnici, Bautista viene inspiegabilmente scaricato per Lecuona, Vierge è stato a lungo inspiegabilmente a piedi, Iannone dimostra che impegnandosi può, ma non si impegna che troppo tardi. E poi tanti altri come Locatelli fanno vedere che ci sono e fanno il possibile. Van Der Mark si ritira (bene così), Bassani delude un po’ di fronte ad Alex Lowes, e Mackenzie fa capire che vale più di quello che pensavamo tutti quando lo vedevamo su Honda. E’ bastato davvero poco.
Ok anche Spinelli e Delbianco. Una moto a questi due si potrebbe anche dare. In una Superbike di ripetenti, qualche novità non guasterebbe.
Per quanto riguarda il titolo, va a Toprak ma il più grande campione della Superbike di tutti i tempi, non va in MotoGP. Il più grande campione di tutti i tempi, dopo oggi, va a casa e si chiama Jonathan Rea. Potete sbocchinare quanto volete ma il n1 è quello che ha vinto 6 mondiali. Più di tutti, meglio di tutti.
Il discorso sul campionato delle derivate merita un trattamento a parte.
In sintesi però, bisogna uscire dal giro dei poveri. Servono vere date internazionali, serve uscire dalla Spagna che della SBK se ne frega, serve andare in USA, serve fare regolamenti chiari e che non facciano incazzare il pubblico, quel poco pubblico competente che è rimasto a guardare le moto.
Insomma, serve crederci. Perché così non solo Liberty Media o Dorna faranno fatica a venderla bene, ma faranno proprio fatica a venderla, in generale fino a che, ed è già così, non faranno proprio fatica a tenerla in piedi. Eppure è l’unico campionato che ha un collegamento con la realtà delle moto che si possono comprare.
Ma a proposito di comprare, chi se lo compra, un campionato così, che nasce già battuto in partenza e che a ripetizione si fa depredare di talenti e sponsor perché è tenuto sedato da un proprietario che gestisce tutto e ha paura di affrontare la realtà?
Le analisi si fanno con i numeri veri e le situazioni comparabili e si adattano i risultati ai numeri, non il contrario. Altrimenti l’analista e il giornalista, diventano fanboys e ufficio stampa e non fanno esattamente il lavoro che ci si aspetterebbe da loro. Purtroppo, non è la prima volta che, mia opinione, esigenze di fan club e senso di appartenenza, trasformano dei professionisti in portavoce un po’ troppo schierati. Gli stereotipi nazionali che vedono poi gli italiani guidare tutti allo stesso modo, poi, rasentano il ridicolo.
Dainese venduta ai suoi creditori per 1 euro. Quindi regalata. Debiti azzerati, quindi è salva? Non proprio. Ecco cosa potrebbe fare per non ritrovarsi in tempi brevi nella stessa situazione.
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