Petrucci vince al debutto al MotoAmerica! Il cow boy ternano entra nella storia!

Se dai un calcio ad ogni sasso, vai a casa senza stivali, dice un proverbio.
A Petrucci han tolto gli stivali troppe volte, per poi ridarglieli del numero o del tipo sbagliato, pieni di qualunque cosa.
Sassi, sabbia, tutto quello che è stato possibile. Tutto quello che ha calciato, Danilo, se lo è tolto prima da dentro, come contro un accanimento da videogame dove lui è il personaggio e non il giocatore.

Lo hanno paracadutato senza preavviso in ogni situazione possibile ed al di fuori da ogni zona di comfort, dopo una gavetta al limite della punizione e critiche contro ogni logica.

Giusto cercarsi le sfide, un po’ meno quando te le scelgono gli altri e ti fanno cambiare ogni volta che stai per adattarti, come se fossi protagonista di una specie di programma di stress test per esseri umani che fanno i piloti.
Come se una mano gigante ti prendesse all’improvviso, minuscolo, con due dita, e ti collocasse random in qualsiasi contesto possibile, dotandoti solo di una moto, un casco e una tuta.
Mai abbastanza soldi, mai promesse credibili, solo un’unica chance a tappe per un ragazzo che vuole correre.
E alla fine Petrucci è come la talpa della sala giochi. Gli dai una martellata e spunta dall’altro buco.
Alla Dakar lo abbiamo visto. A momenti ha avuto contro anche i suoi, e anche lì ha zittito tutti.

La prima vittoria nel  MotoAmerica, ad Austin, sulla Ducati del team Ducati New York; davanti a Scholz e Petersen, negli orari di ritaglio di quel club esclusivo di cui fino a ieri ha fatto parte ma che adesso lo vede guardare da fuori schiacciando il naso sulla vetrina, vale quel che vale dal punto di vista tecnico, ma è un ennesimo colpo di coda morale e umano a chi gli ha voltato le spalle.
Chiaramente è solo il primo passo del gioco dell’oca a stelle e strisce che lo aspetta e che sarà sicuramente più duro di oggi, ma non importa, perché anche qui ha già dimostrato quello che serviva dimostrare.

Quanto è brutto abusare del termine resilienza, un concetto ingegneristico usato a vanvera per dire che uno è tosto e non si arrende…quindi non lo useremo.

A chi chiede spiegazioni e non sa quello di cui stiamo parlando, ci basterà dire che questa storia non è niente di che. E’ solo Petrucci, che ricomincia ogni volta daccapo, ovunque lo mandino.

MotoGp: What’s wrong with KTM?

There are money, sponsors and a super organization but the riders are fleeing KTM or are in pain. What happens inside the Austrian racing department?

 

I made you and I destroy you!
My mother could have easily worked in the KTM MotoGP team, since the attitude of the Austrians towards what they gave birth to, seems to be that of my mother when I combined a few and, in truth, even when I didn’t.
Making a brief history of cases of dissatisfaction there are a number of them.
Zarco started, and in unsuspecting times he wanted to give up an official saddle and a few million euros.
A salary he has NEVER seen since he now earns very little at Pramac. And it was also out of his bike without a Red Bull sponsor that publicly humiliated him. You will remember that Zarco, after announcing that the following year he did not want to race with KTM, was fired  in mid-season and deprived of his engagement and sponsors, and said things like: I hope they let me eat. What must have made him want to leave like this?
Pol Espargaro was no exception. Before going to Honda he complained quite a bit. Not to mention Fernandez, who led him to sign in MotoGP that he looked like a dog when they take him to the vet. He was even willing to spend another year in Moto2. An unprecedented thing: he was kicked in the ass to  MotoGP and he still complains. Not to mention Petrucci, direspected since the start, then held and fired too soon but sent to the Dakar as a sop, without conviction with a teams of which the rider from Terni publicly complained because he was not ready and made him risk his life. And then Lecuona.
Ok Lecuona was sacked but he said terrible things. Yet KTM is a cool place. Because it has a crazy “nursery” with initiatives and a phenomenal growth program that many, many, want to escape from. Like Acosta, who has already made him goodbye and told him that he, farewell, wants to leave as soon as possible. The record of anticipated self dismissal. Just like someone who is not well at home with his parents. A place where the managers are very strict, and highly paid, often much more than the riders, it seems a place where you have to do what they tell you, beyond company normality. That is, you have to do what they tell you even if you are perhaps right. What then is the sensitivity, if you do the races. That is to understand if the one you called to risk your life at 300kmh, can give you some advice, perhaps even apparently incomprehensible to you who will also be the owner of the hut but you are sitting in the garage. A very German attitude but without being completely German. Including the very tense relations with Ducati, which in recent years has spent a fifth, and cold to Aprilia, which has spent a tenth and which appears ever closer, too close to remain nice.
It is incredible the parable of KTM which has had incredible moments of growth, which can count on solid money, sponsors and riders, yet it seems to live in the least happy of all possible worlds, a world in which, alone, it creates and destroys itself. KTM started like a bomb but the Blitzkrieg, the flashy approach to quickly conquer the top, failed to work and, on the contrary, wore it out, making it a place to escape. Pedrosa is saved, in the mechanism, being him  no longer a rider but a tester and therefore has passed to the other side.
The arrival of Francesco Guidotti, who will be the Paolo Ciabatti of the Austrians, is perhaps due precisely to this need to soften the structure and bring that know-how that makes the mechanism work to others, who perhaps have less money, but that on certain others things are probably a little more resilient and receptive.
Will he succeed? Perhaps Guidotti has an operational strategy in mind that we do not see. After all, they called him. Otherwise they would have called me, but I’m still here, so…

 



MotoGp: Cosa c’è che non va in KTM?

Ci sono i soldi, gli sponsor e una super organizzazione ma i piloti fuggono da KTM o sono sofferenti.
Che succede all’interno del reparto corse austriaco?

 

Io ti ho fatto e io ti distruggo!
Mia madre avrebbe potuto lavorare tranquillamente nel team KTM MotoGP, dato che l’atteggiamento degli austriaci verso quello a cui hanno dato vita, sembra essere quello di mia madre quando ne combinavo qualcuna e, in verità, anche quando non lo facevo.
Facendo una breve cronistoria di casi di insoddisfazione ce ne sono un tot.
Ha iniziato Zarco, che in tempi non sospetti ha voluto mollare così, di botto, una sella ufficiale e alcuni milioni di euro.
Uno stipendio che non ha visto MAI più dato che adesso guadagna pochissimo in Pramac. Ed è stato anche a piedi senza sponsor Red Bull che lo ha pubblicamente umiliato. Ricorderete che Zarco, dopo aver annunciato che l’anno successivo non avrebbe voluto correre con KTM è stato appiedato a metà stagione e privato dell’ingaggio e degli sponsor, ed ha detto ai microfoni cose tipo: spero che mi lascino mangiare. Cosa deve averlo spinto a voler andar via così?
Pol Espargaro non è stato da meno. Prima di andare in Honda si è lamentato un bel po’. Per non parlare di Fernandez, che lo hanno portato a firmare in MotoGP che sembrava un cane quando lo portano dal veterinario. Era disposto a farsi addirittura un altro anno in Moto2. Una cosa senza precedenti.Lo hanno mandato in MotoGP a calci in culo e ancora si lamenta. Per non parlare di Petrucci, schifato sin dall’inizio, poi tenuto e silurato troppo presto ma mandato alla Dakar come contentino, senza convinzione con un team di cui il ternano si è pubblicamente lamentato perché non era pronto e gli ha fatto rischiare la vita. E poi Lecuona.
Ok Lecuona è stato segato ma ha detto cose terribili. Eppure KTM è un posto fighissimo. Perché ha un vivaio pazzesco con iniziative ed un programma di crescita fenomenale da cui però molti, moltissimi, vogliono scappare. Come Acosta, che gli ha già fatto marameo e gli ha detto che lui, ciaone, se ne vuole andare appena gli sarà possibile Il record delle dichiarazioni anticipate. Esattamente come uno che a casa con i suoi non sta bene. Un posto dove i manager sono severissimi, e pagatissimi, spesso molto più dei piloti, sembra un posto dove devi fare quello che ti dicono, oltre la normalità aziendale. Ossia devi fare quello che ti dicono anche se forse hai ragione tu. Che poi sta proprio lì la sensibilità, se fai le corse. Ovvero capire se quello che hai chiamato per rischiare la vita a 300kmh, può dare qualche dritta, magari anche apparentemente incomprensibile a te che sarai anche il padrone della baracca ma sei seduto al box. Un atteggiamento molto tedesco ma senza esserlo completamente. Inclusi i rapporti tesissimi con Ducati che negli ultimi anni ha speso un quinto, e di sufficienza verso Aprilia, che ha speso un decimo e che appare sempre più vicina, troppo vicina per rimanere simpatica.
E’ incredibile la parabola di KTM che ha avuto momenti di crescita incredibili, che può contare su denaro, sponsor e vivaio solidi, eppure sembra vivere nel meno felice dei mondi possibili, un mondo in cui, da sola, si crea e si distrugge. E’ partita a bomba KTM ma il Blitzkrieg, la guerra lampo per conquistare velocemente il vertice, non è riuscita a vincerla e, anzi, l’ha logorata rendendola un posto da cui fuggire. Si salva, nel meccanismo, Pedrosa, che ormai non è più un pilota, ma un tester e quindi è passato dall’altro lato.
L’arrivo di Francesco Guidotti, che sarà il Paolo Ciabatti degli austriaci, è forse dovuto proprio a questa necessità di ammorbidire la struttura e portare quel know how che fa funzionare il meccanismo agli altri, che forse hanno meno soldi, ma che su certe altre cose sono probabilmente un po’ più elastici e ricettivi.
Ci riuscirà? Forse Guidotti ha in mente una strategia operativa che noi non vediamo. Del resto hanno chiamato lui. Altrimenti avrebbero chiamato me, che invece sono ancora qua.



Misterhelmet e Genesio Bevilacqua che la tocca piano su MotoGP, SBK, SS e Petrucci!

Misterhelmet&Genesio

Avrebbe dovuto essere una call invece Genesio Bevilacqua mi ha calamitato a Moto dei Miti per  rilasciare un’intervista in cui non si è tirato indietro.
Analizza MotoGP, Superbike, ruolo dei team factory e privati oltre che di Dorna e Federazioni.
Ci sono le idee maturate in 30 anni di corse e anche qualche proposta.
La Supersport è un tipo particolare di futuro e su Petrucci ha un’idea controcorrente.

Disponibile in Video e Podcast. Scegliete voi!

 



Danilo Petrucci alla Dakar, chiacchierata esclusiva: mi davano per finito ma ho vinto anche qui!

Petrucci Dakar

Per quanto mi riguarda Danilo Petrucci è lo stesso di quando faceva il CIV.
Nelle nostre interviste negli anni non è cambiato niente e sono identiche alle nostre chat su whatsapp, eccetto qualche meme e qualche parolaccia che ovviamente in pubblico è meglio non condividere.
Danilo è la persona più amata e allo stesso sottovalutata del mondo dei motori. Tutti  riconoscono puntualmente il suo talento sempre quando è troppo tardi. E questo perché lui ogni volta è spacciato ma poi risorge.
In un mondo di piloti a cui viene data una chance dopo anni che non combinano più niente o di piloti che non hanno vinto una gara in carriera ma guidano moto ufficiali, c’è il mondo a parte di Petrucci, che sale su una moto da fuoristrada in una gara a cui non ha mai partecipato e, nonostante tutto, trova il modo di umiliare gli specialisti.
Da un lato è giusto festeggiare il fatto che forse Danilo, come ambiente e tipologia di corse, ha trovato il suo mondo. Dall’altro sarebbe giusto restituirlo a quello della velocità che conta.
Lui, e questo gli fa onore, è disposto a rientrare dalla porta secondaria del Moto America per dimostrare quello che vale e, paradossalmente, sembra avere meno fretta di noi.

L’intervista esclusiva va ascoltata o vista in video (vi mettiamo a disposizione entrambe le opzioni) ma ecco i punti chiave:
1) Il boicottaggio subito
2) I suoi progetti futuri
3) La dieta
4) I cammelli e gl incidenti diplomatici
6) L’allenamento con i cinghiali
6) La sua auto brucia gomme
7) Varie ed eventuali come nelle assemblee di condominio.



Petrucci al Motoamerica passando per la Dakar: come è successo?

Petrucci Ducati

La notizia trapelata, si fa per dire, di Petrucci su Ducati al Motoamerica ha stupito, se non altro per il fatto che i più pensavano che i rapporti con Bologna fossero completamente chiusi.
Invece tutto si sarebbe riattivato, pare, grazie alla scintilla di Genesio Bevilacqua, che avrebbe scherzosamente (ma nemmeno tanto) chiesto di Petrucci a Vergani, per fare la Supersport e poi farlo saltare in SBK… proprio quando Althea era ad un passo da Xavi Fores.
Alberto Vergani, invece,  avrebbe invece proposto un altro suo pilota, Federico Caricasulo (scelta più misurata) e avrebbe iniziato a pensare a Petrucci come candidato per il Motoamerica.
E così è andata. Petrucci ha sicuramente firmato (sabato scorso) ma essendo sotto contratto con KTM fino a febbraio, la cosa rimane sul soft dal punto di vista della comunicazione, ammesso che qualcosa che esca sui social si possa poi controllare.
Serve però non distogliere l’attenzione dai programmi precedenti perché la Dakar, chiaramente, è un progetto che rimane, almeno secondo le dichiarazioni di Danilo Petrucci.

“Certo che la faccio, è l’unica cosa sicura della mia vita in questo periodo e non la faccio?
Poi vado in America perché con KTM pensavo che i programmi fossero più duraturi e invece pare di no… per cui vado a provare a guidare una Ducati in USA.
Mi sarebbe piaciuto fare la 200 miglia di Daytona… e vincerla, ma non ci andremo.
Debutteremo l’8 aprile ad Austin, in concomitanza con la MotoGP.”

Una notizia semplice, che però si è sviluppata in maniera curiosa…ammesso che non vi siano ulteriori stravolgimenti.



Bautista and Ducati: story of a story with ahappy ending!

Bautista

- Hi, it's me, I wanted to say I miss you, let's get back together, I've changed.

- So do I. He leaves, comes back to me.

A love story.

In un mondo motociclistico distratto da eventi ben più fashion e spumeggianti (il caso Tanal/VR46, il ritorno di Dovizioso, il licenziamento di Vinales e il suo ingaggio in Aprilia), è passato quasi sotto traccia il più grande “undo” del decennio. La mossa di ritorno di fiamma più clamorosa e forse inaspettata oltre che apparentemente illogica e inappropriata: quella fra Bautista e Ducati Aruba.

In fact, those who have long described interlocutory stages, steps, negotiations, market movements, competition, even managing to be officially denied, have spoken for nothing, since there have been none.

Because at a certain moment, two entities that had never quarreled, Ducati and Bautista, magically came back together as if two days had passed and not two years in which they both suffered from each other's absence.

Bautista and Ducati, although it seemed different at the time, never argued. There was just coldness.
Lacking the world championship, lacking dialogue because of others and maybe even money, they simply did not try very hard to come to an agreement.

HIM: On the side of Bautista, the bungler.
Bautista went for the money, it is true, but he was also confused by the explicit and winking invitation from Marc Marquez, who had illustrated the HRC SBK project in Spain as a winner.
It probably is, as it is clear that Honda has committed significant resources, but it is really the bike that is wrong. The CBR is a street bike lent to racing, made by Honda to fit everyone. A bike to sell and not a war machine that works in the hands of a few.

La Ducati, invece, è una moto da corsa con la targa. Ci si sposano i rider più raffinati che conoscono il V4. I domatori coraggiosi che usano anche il cervello.
Sentendosi desiderato umanamente e finanziariamente, Bautista ha ascoltato Marc Marquez e si è buttato alla cieca in qualcosa che sappiamo tutti non aver funzionato. E’ stato proprio l’impatto con il CBR a far capire ad Alvaro, che diversamente da Haslam cerca la vittoria prima della pensione e non la pensione al posto della vittoria, che bisognava fare il percorso contrario.
Per lui è stato tutto chiaro solo dopo, quando la rossa era lontana. Rinunciare ai soldi e alla sicurezza per chiudere la carriera da vincente, è stato irresistibile ed onorevole.

 

HER: Ducati, sophisticated and fickle.
We don't know if it is the best bike of the lot. It is certainly the most prototypical of the production bikes. Like all precision instruments, it gives what it gets and needs a MotoGP rider to ride it in Superbike.
Ducati. Capricious and to be deciphered, both the bike and its people, who with riders have often made choices incomprehensible to most.

“Ci ha contattato lui – dice Stefano Cecconi, Team Principal Ducati Aruba Superbike- e ci ha colpito il fatto che non era uno che dovevamo cercare di convincere a rimanere, ma uno che ci chiedeva di tornare. Ha rinunciato ad un ingaggio più comodo del nostro per altri due anni, in cambio di un annuale a meno soldi, proprio per tornare a vincere, con la nostra squadra e la nostra moto.”

In these terms, even dark moments are easier to forget.

"Analyzing it well," Cecconi continued, "the results of the second part of the season were due more to the calendar configuration, which was very favorable in the beginning with more MotoGP tracks and more hostile in the second part, with more old-style tracks, than to actual mistakes. The mistakes have been few. We miss someone like Bautista. It is true that he lost a world championship. But to lose a world championship almost won, you have to almost win it."

A declaration of love between two entities who knew what to expect from each other and were ultimately disappointed more in themselves than in their partners.

HIS AND HER FRIENDS.
Battistella, Bautista 's manager and Ducati management side, were actors in a tragicomic misunderstanding in 2019. The result, which ultimately displeased everyone, we know but the reasons are perhaps more situational than will-related and due more to friction with the top management than with the men on the track. With the same parties to confront each other harshly on the Dovizioso issue, it was the Spaniard who lost out. Kind of like two friends who are supposed to intercede to get two people back together, but instead are fighting with each other for other reasons.

THE OTHER: Scott Redding
That urge not to stay, trying to be persuaded by asking for more money, more guarantees, more everything, stomping your feet and trying to be begged to stay, doesn't work with Ducati even when you win.
And it doesn't help if you've made it easy on arrival without then getting what you promised. The recent surge is as surprising as it is late. It was long over.

 

EXTRA STORY: Rinaldi's corner and the Petrucci option.
Michael Ruben Rinaldi, has a small corner but is dry and sure.
Never in question, he is Bologna's investment. The renewal speaks volumes and the lack of results is not attributed to the Italian.
And those looking hard for Petrucci's movement story will be disappointed.
Realistically asked, he was never in the game, neither to replace Redding nor to go in Rinaldi's place.
The Italian was waiting for KTM , and KTM somehow arrived.
The relationship with Ducati never went beyond a preliminary chat. And it's always nice to spice up and enrich stories, but some times just some things don't exist.

FINAL: to be written
Now that all the pieces are in place, how will it go between Ducati and Bautista? It will be enough to wait, and it is not important to know now whether it will work.

It was good to tell the story.



Petrucci e Fernandez: il pasticcio KTM, la proposta assurda e gli incroci con la Superbike!

Petrucci

Il film che incrocia MotoGP e Superbike inizia con Lecuona che piange per aver scoperto in modo “rustico” che è fuori da KTM, la quale silura anche Petrucci. Nessuna novità eh, ci mancherebbe. Tutti sapevano che sarebbe andata così.
Ma non è un film drammatico, dato che è quasi un film comico.

Raoul Fernandez ha firmato con KTM senza firmare, e non è contento.
A detta di un tecnico motogp “sembrava un cane tirato per il guinzaglio perché non vuole andare dal veterinario” e da giorni cerca di resistere.
Le offerte di Petronas, che non vedeva l’ora di pagare la penale di 500mila euro dato che con la partenza di Vinales risparmia molto di più, non han fatto altro che allarmare KTM e spingerla al gesto atipico.

Se la volete sapere tutta, gli austriaci hanno fatto il comunicato senza la firma di Fernandez. Mossa molto spregiudicata.

Ma la cosa più ridicola riguarda Petrucci.
Mentre Lecuona lo hanno lasciato piangere (vabbé), per Petrucci sono arrivate le scuse televisive con la promessa di proporgli ancora qualcosa da fare insieme.
Non è un modo di dire, KTM è veramente in una condizione di imbarazzo politico e non capiamo perché, dato che una casa può decidere quello che vuole.
Resta il fatto che, non è uno scherzo, e vi preghiamo di crederci: a Petrucci è stata proposta la Parigi-Dakar. 
Lo so che passeremo ancora da visionari ma tanto, ormai…
Per quanto riguarda le altre possibilità residue di Petrucci, sfumata l’opzione Aprilia (ci va Vinales), è ridotta al lumicino anche  l’opzione Petronas. Stigfeld vorrebbe il pilota ternano ma Razali punterebbe su altro. Per quanto riguarda jarvis… sembrerebbe essersi chiamato fuori, il che vuol dire che non  interessato.

In merito all’incrocio con la Superbike, Petrucci è in trattativa con Aruba ma se la gioca con un duo.
Ducati per la Superbike sta parlando anche con Redding e Bautista.
Lo spagnolo è veramente vicino a Ducati anche perché sarebbe andato ad offrirsi a basso ingaggio, mentre Redding, nel caso, potrebbe andare in Honda al suo posto.
Spettatore c’è proprio Petrucci che però, come costo, sembrerebbe fuori gioco.

Vinales, via da Yamaha. Motivazioni, scenari futuri e ingaggi dei top rider!

vinales2021

Maverick Vinales è un ignorante senza Dio ma ha fegato, e il fegato è tutto.
E’ una citazione di Full Metal Jacket a me cara. Così cara che la uso sin troppo spesso.

Però calza a pennello con la storia di Vinales, che è pazzo.
Pazzo come sono stati pazzi Melandri, Lorenzo, Zarco, e tutti quelli che in passato hanno buttato alle ortiche contratti milionari già firmati perchè non ne potevano più e perché credevano nelle loro possibilità.

Vinales non ha semplicemente buttato via un contratto con Yamaha.
Vinales ha buttato via un contratto con Yamaha Japan.
E lo ha fatto perché alla fine chi comanda realmente è in Giappone, ma non è la persona che deve affrontare giornalmente sul luogo di lavoro.
Lin Jarvis, che su quella moto avrebbe voluto Rossi ancora per un anno, gli ha reso la vita un inferno. E quindi Maverick, che non pensa di essere un miracolato, ha deciso di andar via.

E qui ok la follia ma se Vinales ha deciso di andare è molto probabile che abbia già per lo meno un accordo di massima.
Non sono tempi, questi, in cui mandare tutto a quel paese senza avere un piano b.
Da qui gli scenari plausibili.

1) Vinales va in Aprilia come molti auspicano
E’ la soluzione più facile perché è quella di Noale la sella più clamorosamente libera. C’è il problema dei soldi.
A quanti degli 8 milioni annui che percepisce attualmente potrà rinunciare? O meglio: quanti degli 8 milioni attuali Aprilia potrà garantirgli? E’ questo l’unico il punto debole del ragionamento.
Non è impossibile che a Noale tirino fuori anche metà dei soldi, magari con premi gara stellari, ma è difficile. Troppi schei. Anche se è tutto contrattualmente semplice perché non dovrebbe saltare nessuno, a parte Savadori che in teoria conosce già il suo destino.

2) Vinales torna in Suzuki al posto di Rins che non sta performando
E’ plausibile ma le minestre riscaldate sono rare. E poi Rins, momento nero a parte, è ancora un top rider. Il suo problema è che è quello con l’ingaggio più vicino a Vinales. Rins guadagna 5,5 milioni all’anno e francamente non se li sta meritando. Se però volessero uno sviluppatore… ruolo che Mir non pare amare molto…

3) Vinales in KTM
Non ne parla quasi nessuno perché è l’opzione meno fattibile.
KTM ha due rider in uscita. Lecuona e Petrucci hanno un piede fuori. Gardner però potrebbe essere affiancato da Fernandez e quindi lo spazio per Vinales andrebbe proprio cercato con grande volontà. Questo perché è vero che Fernandez avrebbe preferito aspettare, ma è anche vero che la richiesta è venuta proprio dall’Austria.

4) L’opzione Honda in pratica non esiste
A meno che Marquez che costa 25 milioni all’anno, non faccia una qualche scelta definitiva di cui nessuno di noi vorrebbe mai essere testimone. Per quanto riguarda Espargaro, voluto da Puig, lo spagnolo è legato al destino di quest’ultimo. Pol guadagna 2 milioni e considerando i suoi risultati sembrerebbero essere anche troppi specialmente perché, di sviluppo, nemmeno a parlarne.
Ipoteticamente, se dovesse essere ricoperto un ruolo da sviluppatore che Marquez non è più in grado di sostenere, in Honda servirebbe proprio Vinales.

Ma quindi, dipingendo tutti gli scnari, qual è il senso dell’analisi?
Il senso dell’analisi è che chi ha bisogno di uno come Vinales, i soldi li trova, soprattutto perché Vinales è disposto a rinunciare a gran parte del suo ingaggio. E’ la voglia di rivincita che prevale in lui.
Quello che interessa all’ex Yamaha, è essere apprezzato e titolato dello sviluppo. O comunque preso finalmente in considerazione.

Vinales è un altro danno della scellerata gestione Yamaha, che ha vinto un mondiale con Lorenzo NONOSTANTE gli svarioni dei suoi uomini al box, ma è un uomo che ha coraggio delle proprie azioni e si prende carico delle sue responsabilità. In un mondo di sportivi che, anche in MotoGP, tirano solo ad allungare la carriera e ad azare l’ingaggio accampando mille scuse, è una specie da preservare. Una rarià.

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KTM, sliding doors: Binder blindato, Fernandez e Gardner in GP, Acosta in Moto2 e Petrucci a piedi? Oppure…

Brad Binder

Tutto come nel titolo.
Dopo aver blindato Brad Binder fino al 2024, KTM si è tolta il dubbio se far passare in GP dalla Moto2 Fernandez o Gardner, prendendoli entrambi.
E dopo aver “prenotato” Acosta per la Moto2 (ma lo spagnolo potrebbe anche  andare in un team ricco come Petronas invece che in una squadra arancione), in KTM avrebbero deciso di segare Petrux, che andrebbe in SBK, mentre Lecuona sarebbe spedito al CEV o comunque fuori dalla classe regina.
Questa è la sliding door n1… e già il fatto che sulla porta ci sia un numero, dovrebbe far intuire che  non è la sola opzione.
C’è infatti un’altra versione che vede salvo l’Italiano… ancora a lottarsela con Lecuona (e qui sarebbe facile scegliere), dato che Fernandez farebbe un altro anno in Moto2.
Sono dettagli eh… di una lineup KTM comunque molto golosa che non cambierebbe di molto, ma riguardano comunque il futuro di uno dei nostri.
Secondo le fonti che vedrebbero Danilo Petrucci ancora in gioco, il fatto che KTM non abbia rinnovato l’opzione, non stabilisce automaticamente che il pilota ternano sia fuori da KTM. Mancano ancora un tot di gare  possono succedere varie cose.