Yamaha rischia di perdere Morbidelli. La storia di Zarco, si ripete!

E’ un film già visto quello di cui abbiamo “assaggiato il trailer”.
Yamaha, con più piloti che moto buone, rischia di perdere il suo miglior talento per seguire il desiderio di brand e ritorni immediati.
Insomma, marketing e politica invece che risorse umane. Una storia già vista in qualunque azienda tradizionale.
Eppure, dicevamo, non è una novità. Dall’ultima situazione analoga sono passati solo quattro anni.
Nel 2017 si trattava di Zarco, il primo ad aver vinto il mondiale Moto2 per ben due volte… consecutivamente, per di più. Mai successo.
Fu parcheggiato, momentaneamente, dissero, nel team Tech3 in attesa di mandarlo sulle moto blu. Mai successo.

Zarco quasi vinse la prima gara prima di cadere ma poi non sbagliò mai più, ottnendo anche tre podi e diverse top 5 con un finale di stagione nei primi sei. Un rookie. Un francese che quasi vinceva a Le Mans!
Posto assicurato in Yamaha ufficiale? Nemmeno per idea. Yamaha puntò su Vinales e si tenne Rossi, che aveva fatto solo pochi punti in più.
Ragioni di marketing… e Zarco volò via in cerca di una moto ufficiale che si chiamava KTM per un’esperienza disastrosa che a momenti lo lasciava a piedi e gli rovinava la carriera per sempre.

Cosa ha imparato Yamaha da questa vicenda? Sembra niente, dato che sta sacrificando per il terzo anno, Franco Morbidelli. Uno che ha battuto tutti i suoi compagni di marca, incluso il suo maestro, e che a momenti porta a casa il mondiale MotoGP su una moto veramente privata.
Qual è il premio per franco Morbidelli? L’unica moto privata che Yamaha stia schierando.
A Iwata hanno promosso tutti tranne lui. Quartararo nel team ufficiale, Vinales elevato a caposquadra, Rossi salvato nel team Petronas ma con moto identica alle altre due. Per Franco, niente.
E’ vero che il suo primo confronto con Quartararo è andato a vantaggio del francese ma Yamaha nel 2020 ha deciso troppo presto. E non ha rimediato sotto nessun punto di vista.
Passi la scelta di Quartararo, giovane anche lui, ma per il resto Yamaha ha ripetuto ancora una volta lo stesso errore. Rossi ancora confermato è la vera scelta enigmatica. Ancora una volta soldi e marketing invece che capitale umano.
Un 42enne finito 15° invece di uno giovane che a momenti vinceva il mondiale.
A chi diamo la moto ufficiale? Indovinate. Per Morbidelli una moto di addirittura 2 anni fa, che lo taglia fuori da qualunque condivisione di dati.
Con tanto di figuraccia nella prima gara, dove è stato mand
ato a spasso con un problema tecnico presente sin dal giro di allineamento. E niente punti.

Cosa fa Franco? Si lamenta ma poi si scusa. Protesta ma poi dice che non importa.
La verità è che ha dentro casa sua, responsabile del suo stop professionale, il suo capo all’Academy, colui che gli firma gli assegni, gli gestisce il merchandising e ha in pugno la sua carriera. Che gli dice?
E i media? Quando mai una TV in partnership con la VR46 evidenzierà il problema da questo punto di vista? Mai.

Il futuro di Morbidelli dipende alla volontà di Yamaha di ripetere o meno gli errori del passato. Con la differenza che, diversamente dal caso Zarco, qui è stato sfiorato un titolo e sono stati buttati via già tre anni.

Franco può andare veramente dove vuole. Aprilia, Suzuki, KTM… oppure Yamaha, se Rossi decidesse di farsi da parte per favorire finalmente il suo protetto.
Eh già, protetto. Un concetto veramente surreale, dato che al momento il blocco di carriera di Franco dipende proprio da chi dice di volerlo lanciare.

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