MotoGP, Phillip Island: Zarco davanti a Bagnaia e Di Giannantonio! Neanche fosse fatto apposta!

Nel suo GP n120 Zarco vince la sua prima gara diventanto il vincitore di GP n120. Bagnaia finisce secondo e rimane in testa alla classifica e Di Giannantonio, adesso sì, raddrizza un campionato e si rende nuovamente idoneo alla MotoGP. Tutto mentre Martin crolla suicidandosi sportivamente.
La gara è veramente intrisa di quel DRAMA di cui la nuova gestione Rossomondo parla sempre.

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Zarco, Bagnaia, Di Giannantonio, Binder, Martin, Bezzecchi, Miller, Aleix Espargaro, Alex Marquez, Bastianini.
Uno sceneggiatore o lo stesso Rossomondo, non avrebbe saputo metterla giù meglio, una gara così. Uno spettacolo assoluto e totale in cui succedono un sacco di cose nessuna delle quali prevista o prevedibile. La giornata finisce in modo assolutamente perfetto per tutti, tranne che per Martin, che però ci deve stare perché ha scelto “capoccionamente” lui la gomma della gara, andando contro i consigli del team che però ha sbagliato a farglielo fare. Dopo tante gare sì, una gara no che è colpa sua ed è quasi peggio dell’ultimo zero. Perché questa volta la gara era vinta.
Pramac cade comunque in piedi perché, nonostante il fastidio di Campinoti che avrebbe voluto Martin sul podio piuttosto che un’inutile vittoria francese, è un team che è in grado di fare una cosa che nemmeno il team interno è in grado di fare: mettere due piloti sul gradino più alto del podio. Questa cosa se la deve ricordare.
Alla fine è tutto perfetto, per Ducati.
1) Zarco porta a casa la prima vittoria in carriera e saluta con dignità ma soprattutto senza rompere le scatole a Bagnaia.
2) Bagnaia rimane in testa al mondiale con una certa serenità ridimensionando Martin
3) Di Giannantonio si riscatta e torna ad essere nuovamente una presenza sensata in MotoGP.
4) Martin si dà una regolata e torna nei ranghi. Per vincere deve ragionare.
5) In rappresentanza di una KTM, unica alternativa decente, Binder chiude quarto, che non è bene ma nemmeno troppo male.
La ferraglia giapponese, non esiste, e Aprilia non è competitiva.
Per quanto riguarda le Ducati gialle, invece, non ci può essere gloria per tutti. Oggi si prendono un turno di pausa con la “scusa della malattia”.
E Marquez? E Marquez è già con la testa in Gresini, però la tentazione di riprendere un articolo comico di qualche anno fa, è forte.
Non è che ci sono i suoi consigli dietro ai miglioramenti fulminanti di Diggia? Si scherza.

 

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Gresiniland. In Ducati cambiano gli equilibri e ognuno rosica in modo diverso! Nuove livree svelate!

Il team Gresini passa da essere il meno finanziariamente dotato dei team Ducati, ad essere il team più titolato del Motomondiale, con un riflettore che mai un team non factory ha avuto puntato su di sé.
Guardate come nei fatti Gresini Racing è diventato la terra promessa: Gresiniland!

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Operazione di marketing geniale? Fortuna? Il frutto di una decisione folle (da parte di Marquez) colta al volo? Tutte queste cose? Non importa. Gresini passa dall’essere il quarto team Ducati ad essere più “figo” del team factory. Non lo dice il tifo ma i numeri. Guardate qual è il peso effettivo di Gresini contro ciascun team Ducati e anche contro tutti gli altri insieme. Senza parlare di tecnica, politica, soldi, parliamo di brand, immagine e influenza. A partire dal 28 novembre.
Per questo nell’ambiente rosicano tutti. Piloti, meccanici, tecnici, team manager. Solo in Dorna si sfregano le mani. E in Gresini, naturalmente.
A tutti gli altri sono dedicate le livree che scherzosamente, ma nemmeno tanto, ipotizziamo.
Guardate il video o scorrete sotto!

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MotoGP, Mandalika: Bagnaia ok, poi Vinales e Quartararo. Super Diggia, finalmente top!

Una gara che definire noiosa è poco, restituisce ad un Bagnaia sensazionale la vittoria e la leadership del mondiale.
Martin sbaglia quando è solo mentre dietro, succede di tutto ma non basta a salvare lo spettacolo.

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Bagnaia, Vinales, Quartararo, Di Giannantonio, Bezzecchi, Binder, Miller, Bastianini, Rins, Aleix Espargaro. Questa top ten potrebbe far pensare che la gara sia stata spettacolare e invece lo è stata solo per i risultati.

Bagnaia ricaccia a meno 18 un Martin che, in realtà, fa tutto da solo, Vinales sente l’odore del successo ed è bellissimo da vedere, Quartararo torna sul podio dopo non ci ricordiamo quanto.
Ed è tutta farina del suo sacco perché le Ducati ci sono eccome, per quanto acciaccate, ma lui le mette dietro.
Discorso a parte merita Di Giannantonio, il cui DRAMA sembra funzionale ad una MotoGP di rimpianti, rimorsi, belle storie e romanticismi da engagement, ma è tardivo per recuperare una sella. La domanda è: ma perché adesso, tutto insieme, e non prima, che magari sarebbe bastato anche meno?
A meno che non si voglia forzare la cosa a tutti costi, e allora è un altro discorso. Marquez? Si annulla. Aleix Espargaro? Lontano e in crollo finale.
Le KTM? Binder fa autoscontro e Miller gli finisce sempre dietro.
E adesso il focus su Bagnaia, che sembra nutrirsi di fastidi, avversità e biasimi, traendo da quelli la linfa che gli serve per risorgere. Fa una partenza a fionda e costruisce per tutta la corsa. Bagnaia è aiutato dall’errore di Martin, ma anche dalla scelta della hard all’anteriore concordata con il suo team. Ma soprattutto Bagnaia è aiutato dal fatto che si fa passare il timore e capisce che può battere i pugni sul tavolo. Martin ha più talento di lui? Forse. È mediamente più forte? Sembrerebbe di no. Sicuramente ha dei picchi che illudono i suoi ma non aiutano lui.

Come ieri non c’erano drammi o spiegazioni ed era una questione di schiaffi presi, oggi è una questione di vittoria e non c’è da cercare chissà che cosa, a parte l’errore del suo avversario che comunque fa parte del gioco. L’altro ha sbagliato e Bagnaia ha fatto il suo dovere più un pizzico di pepe in più.
Inutile cercare il DRAMA negativo o positivo.
L’unica cosa, forse, è che il suo ruolo è quello di uno che dovrebbe fare naturalmente queste cose, sia per il titolo che detiene, sia per il colore della sua moto. Ma per il resto le pugnette stanno a zero.
Non si può dargli un giorno del pippone e il giorno dopo del campione. È sufficiente valutare la singola gara ogni volta. E non è finita.

Ad essere finita è invece la decenza. Mai sentita una telecronaca così faziosa, schierata, infantile, e mesta fino all’esplosione finale alla caduta di Martin, con eclatante cambio di passo dal punto di vista dei toni, dei modi e della voce, con un atteggiamento infantile passato da capriccio ad eccesso di carboidrati..
Difficile accettare una cosa così, anche fosse gratuita, figuriamoci a pagamento.
Manca proprio la forma più primitiva di giornalismo.

 

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Marc Marquez in Gresini and Superbike Regulation. Live with top guests!

Se c’è da affrontare il tema del passaggio di Marc Marquez in Gresini, pochi hanno il polso della situazione che ha Enrico Borghi, direttore di Slick con qualche decennio di Motomondiale e tante situazioni paradossali. E per parlare di regolamento Superbike, pochi hanno l’esperienza di Enrico e l’autorevolezza di due team, privati sì, ma di grande livello.
Marco Barnabò (Team Barni) e Lorenzo Mauri (Motocorsa) si sono confrontati con gli ormai imprescindibili Luca Scassa e Alex Polita.

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L’abbiamo chiamata “LA LIVE DEI CETRIOLI” perché ne abbiamo fatti volare di ogni tipo, su tutti i temi trattati. Una live così, per parlare esplicitamente e senza filtri di regolamento Superbike, CIV, Motomondiale, con tutte le dinamiche viste da chi ci lavora e ci mette del proprio, è una cosa che ha fatto bene sia a noi che al pubblico. Ne siamo sicuri. O per lo meno siamo sicuri di avercela messa tutta.
Marco Barnabò del team Barni e Lorenzo Mauri del team Motocorsa, sono rivalissimi ma per una volta possiamo dire che si sono trovati dalla stessa parte.
Stessa cosa per la vicenda Marquez-Gresini, analizzata con esperienza insieme ad Enrico Borghi, direttore di SLICK e autore di numerosi testi che parlano di moto, motori, uomini e vicende. Con lui, Luca Scassa e Alex Polita, abbiamo portato a casa un’altra live senza filtro e soprattutto senza timori reverenziali.

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Wrapping up the final details – which big sponsors will join the Márquez brothers at Gresini?

by Laila Carvallo

Few minutes after the unveiling of the worst-kept-secret and after the announcement of Marc Márquez’s incorporation in Gresini, there have been multiple names thrown in the hat who could accompany him in the team. Repsol? Red Bull? Estrella Galicia? Who will actually join this project?

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There are some details that need to be ironed out regarding the brands that partner the Márquez brothers and their incorporation at Gresini. Prior to the Misano weekend, voices in the paddock have mentioned a couple of them who were “safe bets” to be seen on Gresini’s bike wrap next year.

RED BULL

Beginning with Red Bull, the mega marketing company masquerading as an energy drink brand have been supporters of the Cervera-born riders since the early years of their world championship career, essentially becoming the faces of its Spanish subsidiary as they became champions in the mid 2010s.

Red Bull value the brothers a lot to the point that when Marc and Alex exited from the management of Emilio Alzamora last year, the company entrusted the services of its head of motorsport marketing, Jaime Martinez Recasens, to become their new manager and advisor.

Jaime left Red Bull at the end of 2022 to create a new company, Vertical Management, alongside the Márquez brothers as shareholders. Marc and Alex are still linked to Red Bull, perhaps for the long run, but this does not guarantee a sponsorship placement in the team from Faenza.

To understand this, we have to analyse the moves that the Austrian company have done in the past years in their MotoGP marketing strategy. This is not a company that shows its iconic ramping bull under the sun imagery anywhere, at least not anymore.

Red Bull has been close to manufacturers, joining HRC in 2015 and revitalising their partnership with KTM in 2016. It’s not a coincidence – these are serious, big-time projects that Red Bull need to generate the brand awareness they seek for.

However, it is also true that they have also helped LCR during the Alex Márquez years, but never on a sponsorship capacity. It was only a hospitality deal, meaning you would be able to drink Red Bull cans on Lucio’s motorhome. Nothing more.

The Austrians already benefit from having two of their riders on the Gresini saddle, with their iconic branding already being shown on the helmets of the Márquezes.

With the same budget and same strategy being approved and tested, this situation can be discarded.

REPSOL

Alongside the bulls, the Spanish oil giant Repsol has been a close partner of both Marc and Alex, from the junior days. Across their journey in the world championships, Repsol has always been a prominent figure on their bikes and leather suits.

Alex comes with an exception, as he was separated from Repsol after his dismissal at HRC during 2020’s pre-season, having represented Castrol in LCR and now Federal Oil in Gresini.

The fact of the matter is that Repsol has an active contract with Honda, of which they decided to follow through and not follow the example made by Marc, that is, of breaking contracts.

Their partnership with the Japanese house is beneficial for them as we reach closer to 2027, when MotoGP will run 100% non-fossil fuel, which Repsol is developing with Honda. Of course, this wouldn’t be possible to do with a customer team like Gresini.

Repsol are solely focused on working with manufacturers, just as mentioned before with Red Bull, which can be evidenced in the past years their withdrawal of sponsoring junior teams like Avintia and Monlù/MarcVDS.

If you aren’t paying attention, there’s another impasse, which is one of Gresini’s long-standing sponsors in the name of Federal Oil, an Indonesian subsidiary of ExxonMobil. Federal Oil have a long deal that seems unbreakable, passing through from Fausto’s leadership to Nadia’s.

It’s important to note that ExxonMobil is on the top 15 ranking of oil and gas companies in the world, while Repsol is down on 22nd position – this is to explain the grandiosity of the American group and how it’s possible for them to extend an extra help to its subsidiary Federal Oil.

The hypothesis of Repsol joining Gresini would stop here, but then the signs already show that it’s not happening.

ESTRELLA GALICIA

One of Spain’s most popular beer brands, Estrella Galicia joined the MotoGP paddock in 2012 supporting Alzamora’s effort in Moto2 which culminated in Marc’s second world championship win. Since then, Hijos de Rivera, its parent company, would start investing heavily in motorsport.

Passing through the ladder with MarcVDS and many other Spanish riders in the 2010s, Estrella Galícia became a close supporter of the Márquez brothers, even joining HRC at the same time as Marc in 2013 and remaining a highlighted figure to this day.

Their dedication to supporting Spanish riders is uncontested, as after Alex’s exit from Repsol Honda to LCR in 2021, Estrella Galicia supported him and Cecchinello’s team. The brand would stay at LCR with the short-term arrival of Alex Rins, but this deal is expected to end as Zarco enters the Monegasque garage for next year.

This year has shown a key moment for Hijos de Rivera’s marketing strategy, as they have also signed sponsorship deals with Gresini, RNF and the MotoGP sport itself. The budget, however, is tightening.
On the four-wheel side, Estrella Galicia is leaving Scuderia Ferrari to be replaced by Asahi Europe, leaving behind one of the most important figures of their advertising plan, Carlos Sainz.

A contract extension with Gresini is to be expected from Estrella Galicia, now that they have both Márquez brothers at the helm, and Gresini’s sky-blue palette matching with the identity of the non-alcoholic brand.

Whether they expand their presence in the team or not is to depend on their F1 plans, which sounds almost impossible at this stage.

ALLIANZ? VERTICAL? WHO ELSE?

Over the past few weeks, Spanish media has introduced other names to the basket, some of which are also close to the brothers and one is the company they own.Allianz was one of those names, for example, which left MotoGP as a MotoE partner before the pandemic and wouldn’t be in a position to invest on a short-term project like this one in such a rush.

Another name that was referenced was Vertical, Marc and Alex’s management company, in the case that they buy Gresini out from Nadia Padovani and her family. It wouldn’t make sense for a company like this to be sponsoring a team if it is to be taken seriously, unless it wants to end up like the old Esponsorama.

In reality, what would make the most sense as this is looking to be a 1-year project for Marc, he will align himself with the Indonesian and Malaysian sponsors that Gresini host and then return to his close friends, perhaps on another team or, if it’s a serious effort, after the Gresini buy-out. Don’t expect much to happen, however.

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Ritagli e dettagli: quali big sponsor seguiranno i fratelli Marquez da Gresini?

Di Laila Carvallo

 

Nel giorno in cui è stato svelato il segreto peggio custodito di tutti i tempi, ovvero l’ingaggio di Marc Marquez da Gresini,  sono stati molti i nomi gettati nel calderone che potrebbero accompagnarlo nella squadra. Repsol? Red Bull? Estrella Galicia? Chi aderirà effettivamente a questo progetto?

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Ci sono alcuni dettagli da chiarire riguardo ai marchi partner dei fratelli Márquez e al loro effettivo passaggio in Gresini. Prima del fine settimana di Misano, voci nel paddock avevano menzionato un paio di loro che erano “scommesse sicure” da vedere sul bike wrap di Gresini l’anno prossimo.

RED BULL

A partire dalla Red Bull, la mega società di marketing mascherata da marchio di bevande energetiche ha sostenuto i piloti nati a Cervera fin dai primi anni della loro carriera nel campionato del mondo, diventando essenzialmente i volti della sua filiale spagnola quando sono diventati campioni a metà degli anni 2010. .

La Red Bull apprezza molto i fratelli al punto che quando Marc e Alex lasciarono la gestione di Emilio Alzamora l’anno scorso, la società affidò i servizi del suo capo del marketing motorsport, Jaime Martinez Recasens, per diventare il loro nuovo manager e consigliere.

Jaime ha lasciato la Red Bull alla fine del 2022 per creare una nuova società, Vertical Management, insieme ai fratelli Márquez come azionisti. Marc e Alex sono ancora legati alla Red Bull, forse a lungo termine, ma questo non garantisce un inserimento da sponsor nella squadra faentina.

Per capirlo dobbiamo analizzare le mosse che la casa austriaca ha fatto negli ultimi anni nella propria strategia di marketing in MotoGP. Questa non è un’azienda che mostra le sue iconiche immagini del toro rampante sotto il sole ovunque, almeno non più.

La Red Bull è stata vicina alle factory, unendosi a HRC nel 2015 e rivitalizzando la loro partnership con KTM nel 2016. Non è una coincidenza: si tratta di progetti seri e di grande respiro di cui la Red Bull ha bisogno per generare la consapevolezza del marchio che cerca.

È anche vero che hanno aiutato anche la LCR durante gli anni di Alex Márquez, ma mai a titolo di sponsor. Era solo un accordo di ospitalità, il che significava che avresti potuto bere lattine di Red Bull sul camper di Lucio. Niente di più.

Gli austriaci beneficiano già di avere due dei loro corridori in sella alla Gresini, con il loro iconico marchio già presente sui caschi dei Márquez.

Con lo stesso budget e la stessa strategia approvata e testata, questa situazione può essere scartata.

REPSOL

Oltre ai tori, il colosso petrolifero spagnolo Repsol è stato uno stretto partner sia di Marc che di Alex, fin dai tempi della gioventù. Durante il loro viaggio nei campionati del mondo, Repsol è sempre stata una figura di spicco sulle loro moto e tute in pelle.

Alex fa un’eccezione, poiché è stato separato dalla Repsol dopo il suo licenziamento dall’HRC durante la pre-stagione 2020, avendo rappresentato Castrol in LCR e ora Federal Oil in Gresini.

Il fatto è che la Repsol ha un contratto attivo con la Honda, che ha deciso di seguire fino in fondo e di non seguire l’esempio di Marc, cioè di rompere i contratti.

La loro partnership con la casa giapponese è vantaggiosa per loro in quanto ci avviciniamo al 2027, quando la MotoGP utilizzerà al 100% combustibili non fossili, che Repsol sta sviluppando con Honda. Naturalmente questo non sarebbe possibile con un team cliente come Gresini.

La Repsol si concentra esclusivamente sulla collaborazione con i produttori, proprio come menzionato prima con la Red Bull, il che può essere dimostrato negli ultimi anni dal loro ritiro dalla sponsorizzazione di squadre junior come Avintia e Monlù/MarcVDS.

Se non si presta attenzione, c’è un altro vicolo cieco, che è uno degli sponsor di lunga data di Gresini nel nome di Federal Oil, una filiale indonesiana di ExxonMobil. La Federal Oil ha un accordo lungo e che sembra indistruttibile, che passa dalla leadership di Fausto a quella di Nadia.

È importante notare che ExxonMobil è nella top 15 delle compagnie petrolifere e di gas del mondo, mentre Repsol è al 22° posto: questo spiega la grandiosità del gruppo americano e come sia possibile che offra un aiuto extra alla sua controllata Federal Oil.

L’ipotesi di un ingresso di Repsol alla Gresini si fermerebbe qui, ma poi i segnali già dicono che ciò non accadrà.

ESTRELLA GALIZIA

Uno dei marchi di birra più famosi della Spagna, Estrella Galicia, è entrato nel paddock della MotoGP nel 2012 sostenendo l’impegno di Alzamora in Moto2, culminato nella seconda vittoria di Marc nel campionato del mondo. Da allora, Hijos de Rivera, la sua società madre, inizierà a investire molto negli sport motoristici.

Facendo carriera con MarcVDS e molti altri piloti spagnoli negli anni 2010, Estrella Galícia è diventata una stretta sostenitrice dei fratelli Márquez, arrivando addirittura ad unirsi alla HRC contemporaneamente a Marc nel 2013 e rimanendo una figura di spicco fino ad oggi.

La loro dedizione nel supportare i piloti spagnoli è incontestata, poiché dopo l’uscita di Alex dalla Repsol Honda alla LCR nel 2021, Estrella Galicia ha supportato lui e il team di Cecchinello. Il marchio rimarrebbe in LCR con l’arrivo a breve termine di Alex Rins, ma l’accordo dovrebbe concludersi con l’ingresso di Zarco nel box monegasco per il prossimo anno.

Quest’anno ha rappresentato un momento chiave per la strategia di marketing di Hijos de Rivera, poiché hanno anche firmato accordi di sponsorizzazione con Gresini, RNF e lo stesso sport MotoGP. Il bilancio, però, si sta restringendo.
Sul fronte delle quattro ruote, Estrella Galicia lascia la Scuderia Ferrari per essere sostituita da Asahi Europe, lasciando dietro di sé una delle figure più importanti del loro piano pubblicitario, Carlos Sainz.

Da Estrella Galicia ci si aspetta un prolungamento del contratto con Gresini, ora che hanno entrambi i fratelli Márquez al timone, e la tavolozza azzurra di Gresini si abbina all’identità del marchio analcolico.

Il fatto che espandano o meno la loro presenza nella squadra dipenderà dai loro piani per la F1, il che sembra quasi impossibile in questa fase.

ALLIANZ? VERTICALE? CHI ALTRO?

Nelle ultime settimane i media spagnoli hanno aggiunto al paniere altri nomi, alcuni dei quali sono anche vicini ai fratelli e uno è l’azienda di cui sono proprietari. Allianz è stato uno di quei nomi, ad esempio, che ha lasciato la MotoGP come partner della MotoE. prima della pandemia e non sarebbe nella posizione di investire così in fretta in un progetto a breve termine come questo.

Un altro nome a cui si è fatto riferimento è quello della Vertical, la società di gestione di Marc e Alex, nel caso in cui rilevassero la Gresini da Nadia Padovani e dalla sua famiglia. Non avrebbe senso che un’azienda come questa sponsorizzi una squadra se vuole prenderla sul serio, a meno che non voglia fare la fine del vecchio Esponsorama.

In realtà, ciò che avrebbe più senso visto che questo sembra essere un progetto di un anno per Marc, si allineerà con gli sponsor indonesiani e malesi che Gresini ospita e poi tornerà dai suoi amici più cari, magari in un’altra squadra o, se si tratta di un’impresa seria, dopo l’acquisizione della Gresini. Non c’è da aspettarsi che succeda molto, comunque.

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Ducati: primo nemico di Pecco Bagnaia?

Con il suo atteggiamento Ducati rischia di indebolire la forza di un risultato e di diventare addirittura il primo nemico del pilota su cui sta puntando tutto!

 

Bisogna decidere se Pecco Bagnaia è un pilota da Mondiale che rischia di non vincerlo (può succedere, non c’è niente di male), oppure se è un pilota che, pur non essendo da Mondiale, ha la possibilità di vincerlo ugualmente (anche questa cosa va bene perché l’importante è vincere). La differenza è sostanziale.


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La sensazione è che Ducati propenda per questa seconda ipotesi. Vuole il mondiale, ne ha bisogno da anni e sta facendo di tutto per trasformare una situazione commerciale in cui guadagna dei soldi (schierare 8 moto serve soprattutto a questo) in un vantaggio sportivo che gli possa portare dei titoli.

Il conflitto nasce da questo, ossia dal fatto che dei clienti paganti che già sanno di non poter vincere il campionato, sono bloccati anche nel portare a casa dei risultati di consolazione (gare e piazzamenti), e vengono “impiegati” come fanteria per raggiungere uno scopo che in realtà Ducati dovrebbe perseguire separatamente attraverso il suo team factory.

Ok per gli aiuti occasionali, last minute e se proprio serve. Ma istituzionalizzarli così fa sentire oppressi quelli che, di fatto, dovrebbero essere clienti paganti e non fornitori. Per intenderci, è Ducati il fornitore di Pramac, Gresini, Vr46, non il contario.
Eppure l’indecenza mediatica tratta da fuori di testa un rider come Martin che dice candidamente che lui non si presterebbe come altri a simili giochi.


Il più grosso nemico di Bagnaia nella sua lotta al titolo diventa così Ducati stessa.
Un’azienda che sta forzando la mano ai clienti paganti.
Un’azienda che non riesce a gestire alcune sue personalità esuberanti e fuori dalle righe, perdendo di credibilità mentre fa cose che dovrebbe fare, al limite, nel privato dei briefing interni.

Un’azienda che dimostra di mettere pressione e aspettative su un pilota a cui cerca di affiancare platealmente aiuti perché non lo ritiene autosufficiente per la vittoria.

Al di là del fatto che in passato Ducati non ha mai avuto una simile forza in campo, immaginiamo un atteggiamento simile on uno Stoner o un Dovizioso.
Non sarebbe mai stato accettato dagli stessi piloti e comunque non sarebbe mai stato considerato necessario. Se hai un uomo in campo, sa lui cosa fare. E Bagnaia, al netto di errori umani, ha dimostrato ampiamente di saperlo fare.

La verità è che la sensazione è che Ducati voglia il titolo, speri che Bagnaia lo vinca, ma tema che da solo non ne sia in grado.
E tutta questa insicurezza emerge in ogni minuto del week end di gara, al di là delle dichiarazioni fatte.
E tutta questa insicurezza il pilota, la sente.
Comprendo le pressioni del management ma siamo a livello di genitore apprensivo alle partite di calcio del figlio, un ragazzo comunque bravo ed in grado di giocarsi il risultato ma che viene però caricato delle insicurezze di mamma e papà.

A causa del comportamento di Ducati, il campionato 2022 rischia di essere quello vinto con il biscotto da una casa che ha fatto cartello o quello perso per colpa di un pilota nonostante tutti gli aiuti. E questo non va bene. Non è giusto.

Bastianini e il Ducati-segnale: comandiamo noi. Non rompete il ca**o!

Ducati sceglie Bastianini e spiazza tutti.
Forse perché è una scelta logica e pubblico e stampa non sono abituati a vedere una scelta logica da parte di Borgo Panigale. Eppure forse ci sarebbe potuta essere una scelta ancora più giusta. Per non parlare del segnale che Bologna sta lanciando. Ed è un segnale pesante.


Dicevamo che fino all’ultimo week end di gara tutti, stampa e pubblico erano concordi su due cose.
1) Ducati avrebbe scelto Martin ma Bastianini avrebbe meritato di più.
2) Tutti erano concordi sul fatto che forse il team rosso per Enea sarebbe stato un ambiente difficile e che quindi, per il suo bene, Gresini o Pramac sarebbero stati meglio, soprattutto umanamente.
Tutto questo a titolo di “consolazione” per una imminente scelta a favore dello spagnolo.
Sono tutte cose vere se si vuole ignorare una cosa.
La MotoGP non è sedersi con la famiglia per giocare a Monopoly a Natale.

Se si vuole crescere e stare bene, magari ottenendo qualche soddisfazione, ok. Ma se si vuole vincere il mondiale, specialmente su una Ducati, l’unico modo è quello di far parte del team factory.
Il resto sono storie che vogliamo raccontarci per accontentarci.
Si può vincere qualche gara, ben figurare, farsi apprezzare e fare i romantici, ma tutto finisce quando il pilota di punta, uno dei due vestiti di rosso, e magari anche l’altro, mettono sul tavolo le loro esigenze. Alla lunga il team factory, per lo meno nel confronto con i team clienti, è come il banco. Vince sempre. Perché non solo dà le carte, ma prima le guarda anche, ed è proprietario anche del tavolo e delle sedie con cui si gioca. Punto.

Per cui, tutti quelli che auspicavano una sella rossa per Enea e scuotevano la testa per la scelta eventuale ma già data per fatta di Martin, adesso non dovrebbero veramente rompere il cazzo. Sì, il cazzo. Scritto così. Perché non c’è un altro modo per dirlo.

Enea è la scelta giusta, anche se ce ne sarebbe potuta essere una ancora più giusta. Ammesso che sia intelligente silurare Miller, sarebbe stato altrettanto furbo far fare un anno transitorio da ufficiale a Zarco, (che se lo merita perché fa quello che un secondo pilota dovrebbe fare, ovvero punti) e tenere Martin ed Enea un anno in Pramac insieme per misurarli veramente e con certezza in un ambiente neutro e uguale per entrambi, scegliendo poi chi mandare accanto a Bagnaia, sempre che, contro Zarco, fosse rimasto lui il leader.

E chi dice che magari Martin se ne sarebbe andato, parla a vuoto perché tanto non è ufficiale nemmeno adesso e quindi volendo può sempre andar via, anche se non è chiarissimo dove.

Detto questo, possiamo dire che Ducati non ha fatto benissimo ma ha fatto sicuramente molto bene. Bastianini non è una scelta sbagliata e in più costituisce un segnale, finalmente di quelli belli.

Dopo la brutta uscita di Dall’Igna, riassumibile nel fatto che i piloti Ducati non devono fare cazzate e quindi mettersi di traverso nei confronti di Pecco che cerca di vincere il titolo, proprio a quest’ultimo lancia un segnale bello, scegliendo l’unico pilota che il piemontese aveva dimostrato di non gradire.

E’ un segnale che Bagnaia è costretto a guardare dal suo piedistallo, come nella copertina e gli dice: “ti abbiamo fatto un contrattone, puntiamo su di te, ti vogliamo bene, ti supportiamo… però comandiamo noi.”
Chi vuole può estendere il Ducati segnale anche a VR46 che sta pensando, seppur non nell’immediato, di passare a Yamaha.
“Nel team factory, dice Ducati, comandiamo noi”.

Io la leggo così. A proposito, vale anche per chi ha chiesto per mesi Bastianini in rosso. Adesso non dobbiamo più rompere il cazzo.

Pagelle Assen22: Bagnaia vince, Quartararo spreca, Aleix e Maverick fanno paura!

Martin, Mir, Oliveira e Rins a chiudere i 10.
Bagnaia torna a vincere nella giornata nera di Quartararo che perde punti anche da Aleix che per me è l’eroe della giornata. Super gara di Bezzecchi e Super gara di Vinales.

In una gara nemmeno troppo noiosa, mi dispiace dirlo ma la vittoria meritatissima di Bagnaia è messa in ombra da un sacco di eventi che rischiano di segnare la storia, per lo meno quella del breve periodo, della MotoGP, eccoli in sieme alle pagelle!