Intervistare Tony Arbolino è come tenere un gatto in braccio e fargli fare qualcosa che non vuole.
Inquietudine, agitazione distrazione. Però risponde. Da capire come faccia il suo capotecnico, Lucio Nicastro, nelle normali giornate lavorative.
Neutralizzati anche Alex Polita e Luca Scassa, nel ruolo di fratelli maggiori.
Alla fine portiamo a casa il content e lui è anche simpatico… ma che fatica.
Avete presente Pedro Acosta e la sua intervista? Tutto il contrario. Non esistono personaggi più antitetici.
Beccatevi questa ed enjoy!
Massimo Rivola si sottopone al fuoco di Misterhelmet per un’ora intera! Bilancio della stagione, regolamenti, mercato piloti, tecnici, Dorna, Cryptodata, RNF, Razali, Trackhouse, la proposta a Brivio, sponsor, problemi, miglioramenti, speranze, Formula 1, MotoE, i cambiamenti, le piste, Marquez, Biaggi, le moto 2024, le moto dei clienti e la lotta contro Ducati e KTM. Tutte le domande possibili al n1 di Aprilia Racing, le trovate in questa intervista senza esclusione di colpi, rilasciata a Misterhelmet, direttamente. Cercate una domanda che avremmo potuto fargli. Non la troverete.
Ma la cosa che ci fa piacere e che ci onora è che ci ha chiesto di poter fare questa intervista e lo ha fatto senza sottrarsi ad alcun argomento.
Davide Brivio ha appena lasciato Alpine ma non sembra essere diretto subito in Honda. Fra l’altro ha anche ricevuto una proposta che però sembra non accetterà. Ecco tuttti i dettagli della vicende di uno dei manager più vincenti della MotoGP, tornato a casa dopo qualche anno in F1.
In this video I will show you how the arrival of Trackhouse is not the news, but the consequence. After the Tanal case and the WithU case, the CryptoData case could also have been avoided! On the other hand, scammers or sponsors who don’t pay have an easy time in MotoGP. How can this happen, every year?
English Subtitles!
Here are the articles previously published by Misterhelmet! Click on the images or the link!
In questo video vi dimostrerò come l’arrivo degli americani di Trackhouse non è la notizia, ma la conseguenza. Dopo il caso Tanal e il caso WithU, anche il caso Cryptoata poteva essere evitato! Invece i truffatori o comunque gli sponsor che non pagano, hanno vita facile in MotoGP. Come può succedere, tutti gli anni?
Ecco gli articoli precedentemente pubblicati da Misterhelmet! Clicca sulle immagini o sul link!
Marini è andato in Honda HRC, una di quelle cose che se a fine anno scorso l’aveste detta al cenone vi avrebbero chiesto le chiavi della macchina per far guidare un vostro amico al ritorno. Invece è stata la scelta di un gruppo di lavoro, con delle idee precise e delle motivazioni ancora più solide. Tutti i motivi e i dettagli dell’addio al suo team VR46.
Nella giornata in cui Jorge Martin non sbaglia a tentare il tutto per tutto ma sbaglia come farlo, Bagnaia non sbaglia niente e vince, strameritatamente, il suo secondo titolo mondiale in MotoGP, terzo titolo in assoluto sommando quello in Moto2.
È il secondo italiano a vincere per due volte consecutive il mondiale MotoGP su moto italiana dopo Giacomo Agostini. Lo fa in un’annata di polemiche, sospetti e allusioni, ma con un’ultima gara che non lascia dubbi o strascichi.
Ha la fortuna sfacciatissima che solo i grandi campioni hanno e quello che gli manca come talento selvaggio (che sembra essere tutto di Martin) è bilanciato da una grande attenzione ai consigli del team e una grande pazienza e capacità di sopportare le pressioni.
Bagnaia, Di Giannantonio, Zarco, Binder, Raul Fernandez, Alex Marquez, Franco Morbidelli, Aleix Espargaro, Luca Marini, Maverick Vinales. Questi i 10 al traguardo.
L’americanata dello show istituzionalizzato dall’Organizzatore e non più lasciato al team fa capire che Dorna è ormai diretta verso lo stile USA.
Bagnaia è appassionato di basket e gli danno un canestro nano a cui schiacciare con un pallone d’oro e poi 3 anelli dei 3 mondiali (con arretrato) che sono una tamarrata tutta made in USA. Si tratta di una cosa già vista con Rea in SBK ma adesso è Dorna che la ufficializza.
Questa è l’unica forma di protagonismo che a Bagnaia viene imposta perché non è da lui cimentarsi in questi numeri. Quello che è da lui è reggere e reagire in modo straordinario alle critiche, alla pressione e all’essere considerato sfavorito anche quando è davanti.
Bagnaia è il pilota moderno perfetto, quello che si amalgama meglio al pacchetto, che nel suo caso è quello factory, e che si fa anche guidare nelle scelte e nelle impostazioni anche quando sembrano imposizioni. Il talento serve come servono l’estro e il genio. Però sono cose con cui si vincono le singole battaglie. La guerra è un’altra cosa.
Mi spiace a chi ha creduto che un pilota non factory, per quanto fortissimo, avrebbe potuto vincere un titolo, però la realtà è che in questo motociclismo moderno, non c’è posto per i privati, nemmeno quando sono factory. Vince sempre il più factory di tutti, senza se e senza ma.
La gara
Bagnaia la vince senza volerlo, dopo che Martin giustamente attacca ma fa due errori gravi, il secondo dei quali definitivo, che coinvolge anche un Marc Marquez che si spera sarà ok per i test.
Bagnaia vince senza volerlo anche contro le due KTM di Miller e Binder che si auto puniscono, auto limitano e, in un caso, autoeliminano, mentre dovrebbero solo tirare un rigore.
Bagnaia deve lottare in realtà solo contro un disoccupato, Di Giannantonio, che poi disoccupato vero non è e se qualcuno ha un po’ di senno non dovrebbe essere. Il resto è fatto di occasioni mancate, situazioni non realizzate e compitini fatti a metà. E parliamo di KTM che proprio non sa vincere, Aprilia che non conclude, e giapponesi nel disordine più totale.
Parliamo anche di Ducati scomparse, come quelle dei Mooney, con Marini lontano e Bezzecchi autoespulso da settimane e l’incidente con MM è solo il finale di un periodo no. Ma i problemi della MotoGP sono altri.
Serve credibilità, e per questo servono situazioni decisamente più marcate ed inequivocabili di così!
Non importa chi finirà sulla moto di VR46 al posto di Luca Marini se sarà un pilota occupato. Vi spiego perché, pur senza avere colpe, VR46 sta facendo una scelta sbagliata e pericolosa per il futuro e la credibilità della MotoGP!
È brutto un ambiente o uno sport in cui i contratti non valgono più niente e in cui i piccoli player vengono danneggiati dalle brutte abitudini. VR46 deve trovare un altro modo e cercare un pilota libero o liberabile senza danni.
Di Giannantonio ne ha più di tutti e deve anche frenare per non tamponare Bagnaia in una situazione che verosibilmente non avrebbe mai immaginato possibile e che plausibilmente (sperando di sbagliarci) non gli capiterà più.
Sono i misteri del motociclismo moderno in cui un pilota vince meritando dopo aver subito per tutta una stagione e mezzo e, allo stesso tempo, non ha una sella per la prossima.
Sulla scomparsa di Bastianini e Bezzecchi, ma soprattutto, di Martin, non ci sono spiegazioni scientifiche che tengano, e ogni tentativo rischia di proiettare chi ci prova in un complottista spaziotemporale che nemmeno nei bar pre social.
Ha ragione Biaggi che a Di Giannantonio ha detto: “stasera va festeggiata, qualsiasi cosa sia”.
Di Giannantonio, Bagnaia, Marini, Vinales, Binder, Alex Marquez, Quartararo, Bastianini, Miller, Martin, sono i 10 all’arrivo. E leggere Martin ai margini dell’accettabile fa già paura senza aver guardato la gara.
Avendola guardata, invece, si scopre che la partenza è terribile e il resto della corsa è spesa cercando di rimanere in piedi cercando di rimediare a quello che scientificamente potrebbe definirsi come “caso di gomma di merda”. Il resto fa parte del solito repertorio stagionale Ducati con gente che riappare e altri che tornano nelle favelas delle classifiche.
Su Bastianini i fogli direbbero che è tutto ok per via del giro veloce/record, e invece non si vede per tutto il w.e.fino all’ultimo passaggio. Estinto anche Bezzecchi, sempre fuori dalla top ten o comunque irriconoscibile, come da tradizione delle ultime 3 gare.
Al suo posto “The Gresinis” con Alex Marquez ma soprattutto Di Giannantonio che merita tutto quello che raccoglie (e viceversa) dopo due anni di buio in cui prende 40 secondi a gara, ma che però non riesce a spiegare questo cambiamento last minute, soprattutto se il prezzo dei suoi miglioramenti, come in una sorta di legge dei vasi comunicanti, lo pagano gli altri.
I due Pramac sono mancanti come le inquadrature al loro box, e forse è un bene, perché oggi gli viene comunicato che non sono più della partita. Zarco non esiste e Martin esiste in negativo.
Il tutto mentre Bagnaia è impaurito fradicio e perde anche la testa. Solo per un soffio non tampona DI Giannantonio che per due giri aspetta a passarlo, indeciso se farsi convincere da cartelloni del tipo “00000” e “Mapping8”, di Giorgiolorenziana memoria oppure scegliere di essere libero e vincere, anche a costo di rimanere a piedi. Il tutto al di là delle spiegazioni post gara che non convincono proprio nessuno ma di cui comprendiamo ovviamente la motivazione. Ha ragione Biaggi che a Di Giannantonio ha detto: “stasera va festaggiata, qualsiasi cosa sia”.
Se è vero che Ducati non ha cercato di frenarlo, gli troverà un posto. Se è vero che va tutto bene e fa parte del gioco, verrà trovato un rimedio. Di sicuro le giustificazioni concitate di Tardozzi del dopogara sono una excusatio non petita.
C’è anche un resto? Sì, Vinales e Binder che vanno benino, le Yamaha che cercano di risollevarsi e Marquez che non si arrende. Ma tanto il “drama” tanto caro a Dorna è spostato su altro.
Quali sono le interviste migliori?
Quelle in cui l’intervistato, nel bene o nel male, fa tutto da solo. Pedro Acosta è quel tipo di intervistato. Risponde ad ogni domanda e anche di più e dà il 110% su ogni argomento.
Sembra di giocare a poker con uno che ha molti più soldi di te e che non è per niente interessato al denaro. Quindi non puoi vincere. Eppure non è antipatico. Esprime spocchia e saccenza ma allo stesso tempo di convince di poter dimostrare quello che dice.
Ogni sua risposta è estrema, su tutto.
Dall’intervista andata LIVE per i soli abbonati abbiamo tolto la lunga sigla e abbiamo migliorato l’audio.
Con il prezioso aiuto dell’Ing Francesco Cavalli, il suo telemetrista che cerca di fare la parte dell’anima savia (senza riuscirci), ecco alcuni degli argomenti trattati nella lunghissima (grazie ancora Pedro) intervista per averci dedicato un’ora).
Campionato di quest’anno Differenza fra Moto2 e Moto3 Le strategie magiche di Cavalli e dei suoi tecnici Le sue paure Le sue aspettative per la motogp I suoi avversari diretti del 2024 I suoi allenamenti IL pilota più sottovalutato secondo lui Il più sopravvalutato Quanto pensa alla motogp Che tipo di guida adotterà La sua considerazione di Honda e HRC Le moto con cui si allena Il tipo di allenamento che fa Che pneumatici utilizza Quali sono le differenze fra gli pneumatici di Moto3 e Moto2 Cosa pensa di Ducati La sua scommessa per il mondiale 2023 Cosa pensa della Superbike e del risultato di Bautista Quali suoi record resisteranno l’anno prossio Il suo rapporto critico con Le Mans Cosa pensa della regola del verde Cosa pensa della regola della pressione Chi sono i suoi piloti preferiti Qual è la sua pista preferita Chi vorrebbe superare per primo in MotoGP nel 2024 Quanto pensa alla motogp Cosa pensa del monogomma Cosa pensa di Arbolino Cosa pensa del TT e di Macao Cosa pensa della MotoE Cosa pensa dell’Aerodinamica
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