Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-06-24 21:50:26 Stampa questa scheda |
C2
 
Schuberth
Azienda:
Schuberth
 
Modello:
C2
 
Tipologia:
apribili
 
Prezzo:
510,00 €
 
 
 
 
 
 
 
 

Misterhelmet 1800 km Long Run Test !

Il Kaiser è tornato

La parte semplice e piacevole del turismo in moto è evidente e non c'è bisogno di spiegarla qui.
La parte complicata che può anche diventare fastidiosa è trovare un equipaggiamento che consenta di fare turismo nella maniera più serena possibile.
La scelta del casco può essere delizia ma purtroppo anche croce se non si trova il prodotto giusto, con tutti i "millemila" fastidi che possono sorgere in un viaggio lungo, fastidi che moltiplicati per migliaia di km e centinaia di giorni possono diventare veri e propri incubi.
E quindi, quando si consiglia a qualche motociclista amico in difficoltà di acquistare un casco touring che risolva definitivamente tutti i problemi spesso gli si dice: "fatti uno Schuberth", intendendo ovviamente un apribile della casa tedesca.
Questo perchè innanzitutto nonostante la gamma della casa teutonica preveda caschi di tutte le tipologie, per Schuberth si intende ormai quasi sempre un casco apribile in quanto questa azienda è universalmente nota per ricoprire un ruolo di eccellenza in questo segmento con un casco affidabilissimo, vicino alla perfezione.

E infatti questo C2 è un ottimo prodotto che conferma in pieno quello che siamo abituati a sentire e a pensare di questo brand, con qualche piacevole novità ma anche con qualche elemento da migliorare, perchè la perfezione, si sa, non esiste.

Prendendo fra le mani "il riferimento" ci accorgiamo che scricchiola molto poco, decisamente meno dei suoi concorrenti ed è veramente ben realizzato.
I particolari e le soluzioni personali sono così tante che ci aspetta un bel lavoro per la nostra recensione.

Il peso è di 1710 gr,potrebbe sembrare eccessivo ma per un apribile non lo è, specialmente se come in questo caso il casco è ben bilanciato.
Alla fine, fra calotta esterna realizzata in fibra S.T.R.O.N.G.(del peso di 450 gr) e calotta interna realizzata in schiuma EPS (esclusiva Scuberth) si raggiunge poco più della metà del peso complessivo del casco che è dato, nel totale, dai robusti meccanismi di apertura della mentoniera e dai sontuosi interni per i quali non si è certo andati a risparmio.

L'aerodinamicità è stata importante oggetto di studio della casa come ovviamente richiede un casco destinato a macinare migliaia di km a velocità sostenute, spesso in pochi giorni.
I caschi apribili,infatti, come prodotti sono più a rischio da questo punto di vista in quanto più voluminosi e più soggetti a rumorosità per via della mentoniera apribile. Schuberth nella galleria del vento ha realizzato una forma aerodinamica che evita qualsiasi tipo di buffeting ed oscillazione, almeno questi sono gli intenti, che come vedremo dalla nostra prova sono abbastanza riusciti.
In realtà se è vero che il profilo di questo C2 assomiglia un po' meno ai suoi "antenati" teutonici è anche vero che dal punto di vista del design ha ancora qualcosina da imparare, se non da Nolan a cui inizia ad assomigliare un po',di sicuro da proposte più filanti come quelle realizzate Caberg o da Airoh che però onestamente a parte il design,in quanto a contenuti sono un po' lontani dal nostro e si collocano su un'altra fascia di prezzo.
L'aerodinamicità e la silenziosità,però,come vedremo, sono date da altri fattori,e questo C2, seppur ancora leggermente "fagottoso" alla fine fra design e qualità costruttiva si mette dietro praticamente tutti i concorrenti con un solo avversario diretto con cui regolare i conti: lo Shoei Multitec.

Le prese d'aria sono 2 e sono belle ampie.
Quella sul mento si apre in avanti premendo la parte inferiore su cui ruota ed è abbastanza funzionale.
Da chiusa è assolutamente inamovibile mentre una volta aperta fa un po' di gioco e si muove di un paio di mm.
C'è da dire che il movimento riusciamo a farglielo fare noi dall'alto con due dita applicando una pressione innaturale e che una pressione frontale dell'aria non otterrà mai lo stesso risultato, questo ve lo possiamo garantire.
Quella sulla fronte invece è quella principale e si apre spostando la robusta levetta all'indietro in maniera agevole in modo da rendere l'operazione immediata anche indossando un paio di guanti invernali.
La sovrastruttura di cui poggia è robustissima e non si muove nemmeno con tutto l'impegno di cui siamo capaci.
L'unica imperfezione che siamo in grado di scorgere (ma dobbiamo proprio infilarci l'occhio dentro ed andarla a cercare con la malizia maturata in tanta esperienza di recensioni) è legata alla verniciatura e consiste in una piccola imperfezione della stessa che non riguarda però la calotta ma il punto di contatto di quest ultima con la placca della presa d'aria; si tratta comunque di paranoie da recensore, che non avremmo mai trovato e soprattutto non avremmo mai cercato se non ci fossimo trovati a recensire uno Schuberth ed a ricercare quindi la perfezione. Va aggiunto anche che quanto riscontrato riguarda esclusivamente l'esemplare in nostro possesso visto che, sempre colti da sindrome maniacale persecutoria, siamo andati a cercar difetti presso alcuni rivenditori e non li abbiamo trovati.

Per quanto riguarda gli estrattori, apparentemente non ve n'è traccia, invece guardando bene, immediatamente dietro, nella stessa placca vi è una piccola fessura che serve ad espellere quell'aria in eccesso che non viene immessa nel ricircolo della calotta.

Alla visiera è attribuita la Classe 1 con il più alto standard di classificazione per le visiere dal punto di vista della qualità ottica. Il risultato è una "lente" praticamente priva di distorsione lungo tutta la visuale,fabbricata in un policarbonato eccezionalmente trasparente,durevole e molto resistente alle fratture e alle scalfiture.
Questo vuol dire che è estremamente riposante e permette di guidare a lungo senza affaticare gli occhi.
L'unico piccolo difetto che abbiamo riscontrato è legato all'acqua che dà a volte l'impressione di scorrere con un po' di fatica sul visore e con piogge intense (ne abbiamo presa una e ne abbiamo creata un'altra artificialmente proprio per verificare questa condizione) tende a fermarsi un po' lì...e questo a volte può rivelarsi un po' scomodo per chi viaggia. Ma questa situazione è forse legata non tanto alla qualità della visiera quanto all'inclinazione della stessa.
Per quanto riguarda il meccanismo di sganciamento, il pretendente al trono dei caschi touring ha un meccanismo di smontaggio quasi racing, estremamente rapido e semplice da azionare su cui in effetti non c'è molto da dire, proprio perchè è estremamente e finalmente elementare.
Come tutti i caschi touring che si rispettano e come praticamente tutti gli Schuberth, anche quelli con l'anima più racing, questo C2 non manca del visore parasole a scomparsa, pratico e facile da usare, un vero salvavista per chi non vuole montare una visiera principale scura ma nemmeno indossare degli occhiali da sole.
In questo modo si possono indossare occhiali da vista e visiera neutra ed entrare ed uscire da una galleria senza alcun disagio semplicemente spostando una levetta situata sul lato sinistro della calotta.
Se la levetta in oggetto fosse un po' più sporgente sarebbe più facile da trovare ma forse innescherebbe qualche fruscio di troppo e quindi va bene così...sentenziamo:basta farci l'abitudine.

Parliamo ora della mentoniera, l'aspetto più delicato di un casco apribile che si gioca tutto proprio sulla funzionalità e sull'usabilità di questo meccanismo.
L'apribile tedesco vanta una mentoniera da assoluto riferimento,ben salda e priva di alcun effetto-distorsione.
La chiusura, che si rivela essere nel tempo quasi sempre il vero punto dolente è a prova di strattonamenti e forzature e forma, quando è bloccata, una calotta che rende il C2 un casco molto simile ad un integrale.
Una novità apprezzabile non presente in nessun altro casco di questa tipologia è la possibilità di scorgere sempre nella visuale due indicatori rossi che indicano, a mentoniera chiusa, se quest ultima è bloccata.
Il meccanismo di apertura non è collocato sotto la mentoniera ma di lato, posizione questa inconsueta e non facilissima da raggiungere, ma basta abituarsi e la faccenda è risolta.
La mentoniera va su facilmente e su rimane, senza muoversi, mentre per rimetterla a posto bisogna tirarla giù e far scattare il click con una certa decisione per ottenere il bloccaggio.

Gli interni,passateci il paragone, sono quelli di una berlina sportiva tedesca. Curati, comodi ma rigorosi e non cedevoli come spesso accade con alcuni caschi touring che dopo qualche mese sembrano già di una misura in più.
Questo non vuol dire che la calzata di questo C2 sia poco comoda e gli interni siano invasivi ma che deve abituare. Questo è comunque una raccomandazione che ci sentiamo di fare per tutti i caschi nuovi: non bisogna cedere alla tentazione di prendere una taglia in più per l'aver confuso il fitting deciso del casco con la scomodità così come non si deve confondere un casco comodo con uno con gli interni troppo cedevoli oppure ormai finiti.

La collocazione dei guanciali e delle imbottiture completamente removibili assicura una ventilazione ottimale sia in estate che in inverno mentre la cuffia (removibile anch'essa) rende più facili le operazioni di pulizia degli interni che sono, come dichiarato dalla casa, lavabili a 30°(anche se da parte nostra consigliamo sempre un lavaggio a mano).

Il sistema di chiusura è a sgancio rapido; bisogna farci un po' di pratica perchè non è proprio simile a quello utilizzato da altri caschi della stessa tipologia ma è comunque sicuro ed affidabile. Dal nostro punto di vista avremmo preferito una moderna chiusura micrometrica di quelle in uso ultimamente nei caschi touring anche di fascia più bassa, ma funziona più che bene anche il sistema a forchetta scelto da Schuberth per il suo sistema di ritenzione.
D'altronde in un mondo dove regna l'omologazione e la componentistica sempre uguale dobbiamo dire che fa anche piacere qualche volta trovarsi di fronte se non a brevetti proprietari, per lo meno a scelte personali.
Fra queste,una delle cose di cui Schuberth va fiera e che è presente in tutti i suoi prodotti è il sistema A.R.O.S. antiscalzamento che impedisce al casco di ruotare da dietro verso avanti e nella direzione opposta in caso di incidente.

Analizziamo ora la silenziosità che è ormai opinione comune essere il fiore all'occhiello della casa tedesca.
Tutti i caschi Schuberth sono progettati e sviluppati nella galleria del vento e quindi presentano caratteristiche che li rendono ideali per l'uso turistico.
Non fa eccezione questo C2 che si è rivelato estremamente silenzioso grazie (ma non solo) al "collare acustico".
Alla fine gli 86.5 dB a 100 kmh che lo rendono, a detta della stampa internazionale il casco più silenzioso in circolazione, sono un dato plausibile e bisogna dire che questi elevati livelli di insonorizzazione aiutano moltissimo il pilota nella sua concentrazione durante i lunghi viaggi anche se alcuni potrebbero preferire sentire un po' di più il rumore del motore della propria moto.
Ovviamente l'aerodinamicità influenza moltissimo la silenziosità di un casco e dipende dalla posizione di guida, dalla statura del pilota e dal tipo di protezione offerta dalla motocicletta oltre che ovviamente dal modo di indossare il casco.

Questo è quello che abbiamo riscontrato nella prova dinamica che è durata qualche settimana, un bel po' di km (circa 1800) e ci ha visti di fronte ad ogni tipo di condizione metereologica, reale o simulata.

Quello che possiamo affermare è che tutto lo studio della casa ha un senso e si conclude con la realizzazione di un prodotto di qualità decisamente elevata assolutamente ai vertici della sua categoria.
Alcuni elementi migliorabili riguardano la visiera che sotto acquazzoni imperiosi tende leggermente a trattenere l'acqua e al "collare acustico" che, almeno agli inizi opprime un pochino, specialmente se si proviene da un jet o da un casco meno fasciante.
Anche gli interni sono molto rigorosi e all'inizio potrebbero far sembrare questo casco un po' rigido ma in realtà, col passare dei km si apprezza ogni scelta di Schuberth e ci si rende conto che queste impostazioni po' "ortopediche" sono fatte per far fare al motociclista più km possibile nel massimo del confort e della sicurezza.
Per quanto riguarda quest ultimo punto di vista l'omologazione risponde agli standard più rigidi (ECE-R-22-05) che tutti noi ben conosciamo.

Anche nella verniciatura c'è la classica cura a cui Schuberth ci ha ormai abituati da anni con una realizzazione impeccabile dal punto di vista della qualità.
5 versioni monocolore (antracite, nero opaco, nero lucido, rosso e argento) e 3 versioni chiamate Decals a base antracite , blu e rossa con banda nera e righe bianche (un po' troppo nord europee, secondo noi) per quanto destinate ad un pubblico serioso di motociclisti non certo giovanissimi e con moto non certo chiassose sono però un po' pochino per battere la concorrenza anche su questo aspetto e forse Schuberth dovrebbe iniziare ad andare oltre la sola sostanza per cercare di offrire un prodotto appetibile anche per coloro che cercano qualcosa di gradevole alla vista.

Ad ogni modo, ogni più piccola scelta concreta è compensata da una eccellente qualità e da una elevata attenzione ai particolari come ad sempio gli inserti riflettenti che si notano anche troppo nelle nostre fotografie, utilissimi specialmente per coloro che fanno tanti tanti km, magari con le uggiose giornate del nord.

L'elenco degli accessori disponibili comprende due visori fumè a base grigia e marrone,un'elegante borsa porta casco e il paranaso.

Alla fine è il momento di presentarsi alla cassa con questo Schuberth C2 apribile,dopo una recensione bella lunga, che forse può apparire un po' fredda e distaccata ma, vi assicuriamo, solo perchè le cose da dire sono davvero tante se si vogliono descrivere in maniera appropriata tutti gli elemeni distintivi di quello che è forse uno dei pochi reali pretendenti al trono degli apribili.

510 € non ce la facciamo proprio a dire che sono pochi ma considerando la qualità del prodotto in esame e lo studio che c'è dietro di esso possiamo affermare che poche volte come in questo caso ha davvero un senso spendere tanti soldi per un casco di questo tipo, adatto sia ai i brevi trasferimenti di tutti i giorni che alle lunghe "cavalcate" continentali.

Va bene per tutti,quindi, anche se, come da tradizione, finirà abbinato a moto granturismo di grossa cilindrata e sarà utilizzato da una fascia di pubblico ben precisa, che è poi il cosìdetto zoccolo duro che da anni si trova bene con Schuberth.
Dalla nostra, la speranza che anche un pubblico più giovane si accorga di un ottimo prodotto come questo e decida di sceglierlo aldilà del marketing, dei colori, delle mode.