Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-06-12 02:09:29 Stampa questa scheda |
Supertech
 
Alpinestars
Azienda:
Alpinestars
 
Modello:
Supertech
 
Tipologia:
stivali e scarpe
 
Prezzo:
340,00 €
 
 
 
 
 
 
 
 

TOP SCORE! 50/50!

Simply the best.
Basterebbero queste tre parole per riassumere questo stivale racing; semplicemente il massimo per girare in pista. Se lo scopo è solo questo, non ci sono infatti punti deboli o zone d'ombra in questo prodotto.
Potremmo cercare qualche sbavatura negli accoppiamenti delle pelli o delle plastiche ma non la troveremmo, potremmo cercare qualche incongruenza nelle scelte ergonomiche o stilistiche dello stivale ma non ve n'è traccia; è semplicemente al top della sua categoria, perfetto al 99,9% con uno "zerovirgola" lasciato al gusto personale di chi sceglie e che quindi potrebbe orientarsi su qualcos'altro.

Ma passiamo subito a descrivere questo pregiato stivale nell'analisi statica. A prima vista colpisce subito l'estrema pulizia delle linee del design, semplici ma riuscitissime, in grado di evocare pieghe, staccate al limite e derapate spettacolari: ovvero lo spirito racing più puro senza compromessi. Il tutto con un look davvero essenziale, minimal, senza alcuna forzatura stilistica. Le forme e le quote sono tese e allo stesso tempo filanti con una serie di linee curve e spezzate che donano all'insieme una rara armonia ed eleganza difficilmente riscontrabile in altri stivali da corsa che sembrano piuttosto ricercare l'effetto "spaziale" che quello pulito. Così come le migliori moto per andar forte devono essere anche belle e aggraziate, anche per questa calzatura l'ufficio stile di Alpinestars non ha lasciato nulla al caso.
C'è anche da dire che un grosso aiuto è arrivato dai migliori assi mondiali del manubrio che hanno sicuramente facilitato il perfezionamento del prodotto portando l'evoluzione di questo Supertech vicina alla perfezione.
Continuando la nostra analisi, l'imboccatura della calzata è dotata di un riporto elastico che va ad adattarsi perfettamente al gambale della tuta mentre l'interno dello stivale stesso è in tessuto, ovviamente traspirante e anallergico.
Sulla sommità frontale e laterale interna della tibia c'è la grossa A con la stella alpina, (trademark della casa di Asolo) noto ormai anche e soprattutto oltreoceano grazie agli Uffici Stile in Usa e al monopolio dei piloti Yanke e Aussie sotto contratto. La famosissima "A stellata" è riportata anche sulla fascia in materiale plastico antiurto in cui è inserita posteriormente la fibbia con regolazione zigrinata/micrometrica della chiusura posteriore che, insieme alla classica zip laterale provvede alla chiusura dello stivale. Notevole la finitura della zip che ha alla sommità un riporto in velcro per aderire perfettamente alla parte interna dell'aletta di chiusura, anch'essa ricoperta internamente in velcro; l'ennesima riprova della eccezionale finitura e cura del particolare di questa calzatura tecnica.

Anteriormente,sul collo del piede, c'è la parte traforata in microfibra con rinforzi in gomma per l'ingresso dell'aria deputata al raffreddamento interno dello stivale che fa il paio con i piccoli estrattori per l'uscita sulle parti laterali del tallone (una per lato) protette da una finissima griglia in alluminio e plastica; c'è davvero di che rimanere stupiti nell'osservare tutti i piccoli dettagli di questo stivale, realizzato con la stessa attenzione e cura per i dettagli, difficile da trovare persino in alcuni caschi di alta gamma.
Sulla parte anteriore della tomaia c'è il classico riporto per la protezione contro lo sfregamento della leva del cambio con la serigrafia della A stellata, logo che si ritrova anche sulla suola nella parte anteriore. C'è anche un rinforzo in plastica sulla punta dello stivale. La pelle usata per la tomaia è di altissima qualità, morbida e gradevole al tatto come quella di una calzatura artigianale e dotata di una elasticità notevole che le permette anche con l'uso intenso di evitare il formarsi delle antiestetiche "pieghe" da usura che i cultori dell'estetica purtroppo conoscono benissimo e faticano a sopportare; le cuciture sono curatissime e non ci sono sbavature o fili che fuoriescono; nella parte posteriore, appena sopra il tallone c'è anche un sottile riporto rifrangente con forma ad arco e sotto un inserto morbido imbottito a fisamonica per il movimento articolare all'indietro della caviglia.
L'estrema cura dei particolari continua grazie anche alle viti in acciaio cromato smussate con testa a brugola che fissano il paratallone inferiore intercambiabile, sempre realizzato con ricercatezza, o la vicina piastrina di protezione metallica. Tutta la parte inferiore/posteriore dello stivale è rivestita da un esoscheletro in plastica rigida iniettata con la chicca della scritta Alpinestars in rilievo per esteso che va da una parte all'altra del tallone. Per rimuovere gli sliders, anch'essi realizzati con un attento studio stilistico, è necessario sollevare la parte posteriore a pressione (le prime volte è necessario applicare una discreta forza) e farlo scivolare in avanti. Volendo ci sono anche quelli opzionali in magnesio, che fanno ancora più GP.
In questa descrizione non abbiamo fatto menzione degli apparati esterni per la protezione del piede come paratibia o paramalleolo per la semplice ragione che...non ci sono, visto che la funzione è assolta dalla combinazione data dalla rigidità dell'esoscheletro e dalle capacità prtettive-contenitive dello scarpino interno. E a tal proposito passiamo ad esaminare la parte più particolare e, se vogliamo, unica di questo stivale: la scarpetta interna di protezione. Ebbene, questo stivale per proteggere il piede dagli urti e dalle torsioni si avvale, oltre allo stivale esterno in pelle e plastica antiurto, di una scarpetta interna in tessuto traspirante anallergico con una particolare intelaiatura in plastica e gomma con borchie metalliche di fissaggio ed inserti in gel che avvolgono il tallone, la base del piede e la parte superiore della tibia. Questa particolare intelaiatura, a detta dei tecnici Alpinestars e dei campioni come Hayden, Stoner,Biaggi,Haga, Bayliss e Corser (solo per citarne alcuni) che la usano regolarmente in gara, dovrebbe offrire il meglio in fatto di protezione dagli urti e salvaguardia dalle torsioni innaturali.

Passando ad indossare lo stivale bisogna dire che all'inizio richiede un po' più di tempo rispetto a quanto ci si possa aspettare dalle normali calzature, per le quali è sufficiente aprire la zip ed infilare il piede. Questo Supertech, almeno la prima volta, richiede una maggiore attenzione e qualche istante in più. Potremmo fare il paragone tra una moto da corsa e una normale moto stradale; per quest ultima difatti basta girare la chiave e premere il pulsante di avviamento mentre la moto da corsa richiede, prima del via,una serie di settaggi e regolazioni per una più minuziosa messa a punto iniziale.
Ecco, il Supertech è così, uno stivale da corsa puro nato esclusivamente per fare le corse. All'inizio bisogna indossare per bene la scarpetta interna sistemando i lacci che si fissano su un riporto in velcro sulla sommità della stessa assicurandosi che calzi alla perfezione; successivamente si può procedere ad infilare il piede dentro lo stivale vero e proprio chiudendo la zip e sistemando il riporto in velcro sulla relativa parte di fissaggio interna per poi fissare il tutto con l'aletta esterna che si chiude infilando la striscia zigrinata posteriore nella apposita fibbia.
Una volta eseguite queste operazioni si avverte una sensazione di protezione notevole; sembra come se una mano invisibile stia stringendo leggermente tutto il collo del piede e la caviglia con il vantaggio di mantenere entrambi comunque totalmente liberi, senza alcuna costrizione.
E' una sensazione davvero inusuale per chi non ha mai provato uno stivale del genere e crede che protezione totale sia un concetto inconciliabile con quello di libertà assoluta.

Provando a muovere un po' di passi nel paddock ci rendiamo conto (ma ce lo aspettavamo) che il sistema di protezione con scarpetta interna è creato per dare la massima resa nella guida ma non nelle passeggiate a piedi. Anche dopo pochi passi, infatti lo stivale è davvero scomodo e la specificità estrema del prodotto si sente tutta quanta. Ma tant'è, il Supertech è studiato e creato per dare il massimo nella guida in pista e non crediamo che il Campione del mondo Nicky Hayden o il nuovo incubo rosso Casey Stoner debbano poi andare a fare tutto sto passeggio fra una prova e un podio.

Iniziamo a girare e le sensazioni di protezione, comodità e mobilità della prova statica sono tutte confermate; il piede si muove naturalmente curva dopo curva e spostarlo in punta sulla pedana per assecondare la guida "di corpo" richiede solo la forza del pensiero. Una staccata dopo l'altra e lo stivale non fa una grinza, la parte anteriore del collo traforata, e gli estrattori posteriori, fanno il loro dovere egregiamente lasciando il piede fresco e riposato anche dopo lunghe sessioni. A prove finite, togliendo il Supertech non avvertiamo alcuna sensazione di costrizione o eccessiva sudorazione.
Semplicemente il massimo, semplicemente il migliore.

In ultimo il prezzo. E' vero, 340 euro sono bei soldi per uno stivale anche se top di gamma ma è anche vero che per trovare soluzioni tecniche di pari livello da parte delle pochissime case che riescono a produrre stivali comparabili bisogna spendere cifre molto simili.
E poi, quanto a finiture e ricercatezza stilistica il Supertech non è secondo a nessuno e, come abbiamo ormai imparato, la qualità richiede il suo prezzo. Per chi desidera il top, sa quel che vuole e come utilizzarlo, l'Alpinestars Supertech è lo stivale giusto al prezzo giusto.