Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-06-12 02:09:09 Stampa questa scheda |
Apache
 
Lem
Azienda:
Lem
 
Modello:
Apache
 
Tipologia:
jet
 
Prezzo:
89,00 € + iva
 
 
 
 
 
 
 
 

Alla Lem, nel team di designer, quello che disegna gli ultimi caschi della linea, quelli più aggressivi e innovativi, per intenderci, devono avere qualche trentenne o giù di lì, di quelli che come noi, al pomeriggio faceva merenda guardando i cartoni giapponesi.
Insomma la sensazione è che ci siano degli appassionati a cui qualcuno un giorno ha detto: "disegnaci dei caschi come li sogneresti tu che poi a produrli secondo criterio ci pensiamo noi".
Già perchè dopo il Progeny la cui recensione potete leggere qui, ci ritroviamo fra le mani questo jet che sembra venire fuori da una puntata di Kyashan o di Daitarn3 se non direttamente da Gatchamen o Gordian, insomma uno di quei cartoon "spaziali" della seconda generazione in cui le linee erano già un po' più spigolose, i robot sempre più modulari e le trame sempre più complesse.
Probabilmente i suoi colleghi del marketing sono di una generazione prima e quindi gli han dato il nome di Apache che secondo noi non c'entra poi molto ma poco importa, il casco "robotico" è fatto, ed eccolo qui, che pare ricavato dall'asfalto, pronto ad affrontare la jungla urbana.

E' un casco da scooter, o da moto leggera, lo diciamo subito, ma non è un jet che capita in testa per sbaglio, bisogna sceglierlo.
Il disegno della calotta è complesso, ha carattere, è pieno di spigoli e vive delle due sfumature di grigio delle parti gommate che ricoprono la calotta e delle parti in Lexan della visiera e delle prese d'aria.
Due scalfature centrali tagliano al centro la calotta e terminano in un estrattore di cui parleremo dopo mentre il meccanismo della visiera è protetto da due vistose coperture.
Lateralmente il profilo della visiera prosegue sulla parte laterale del casco quasi "sfregiandolo" fino all'estremità posteriore puntando verso l'alto e congiungendosi con l'estrattore. Sul lato sinistro un particolare che rende l'idea della cura di Lem per questo prodotto: un'etichetta gommata col nome Apache che sta a significare che la casa Italiana recuperata dal fallimento dagli Spagnoli,ha deciso di puntare a fondo su un prodotto come questo e che ha capito che il segmento urban è il più strategico del mercato, quello su cui giocarsi tutto e quello su cui unire l'immensa forza derivante dal binomio antifurti-caschi, con la possibilità concreta di dominare il mercato delle due ruote che in Italia tira di più, quello urbano.

Continuando la nostra analisi, andiamo a studiare le prese d'aria frontali che sono davvero inconsuete: consistono in due griglie dalla forma di due grosse sopracciglia ricoperte da un plexiglass trasparente che contiene anche il meccanismo di apertura simile al finestrino delle vecchie Citroen. Per aprire la presa d'aria, infatti, è sufficiente spostare orizzontalmente verso l'esterno la levetta per scoprire la griglia e far entrare l'aria. La presa d'aria è quindi regolabile a piacimento ma è abbastanza dura da spostare, perlomeno inizialmente e quindi richiede un certo impegno.
Questa piccola mancanza di usabilità è per fortuna compensata dall'elevata efficacia della ventilazione ottenibile che combinata con l'estrattore trasforma questo jet in un casco molto aerato.

Gli interni sono in vellutino bicolore rosso e nero traspirante in coolmax, sono lavabili e completamente estraibili. La cura con cui sono realizzati li rende facili da smontare e altrettanto facili da risistemare, operazione non sempre agevole se la qualità degli accoppiamenti è carente, ma non è questo il caso.
La vestibilità di questo jet riprende i clichè di tutti i prodotti Lem di ultima generazione: non si tratta di caschi super comodosi ma di caschi con calzata sportiva e decisa, quasi spartana, con una imbottitura rigorosa ma sempre sincera e precisa. Il casco calza come un guanto e non si muove ma non ci sono concessioni alla comodità estrema. E' questo il marchio di fabbrica di Lem che si propone a quei motociclisti che non amano troppo essere avvolti da imbottitura eccessiva ma vogliono sentire tutto mentre guidano, il primo giorno come l'ultimo allo stesso modo.

Alla fine l'Apache è ben progettato e quando si è alla guida il rumore, di fatto, entro velocità consone all'uso per cui è pensato, praticamente non c'è.
Lo stesso accade per qualche fruscio generato dalle coperture delle meccaniche della visiera che viene innescato solo cercandolo con i movimenti della testa, ma solo se si vuole trovarlo e solo a velocità limite.

Siamo giunti alla fine della nostra analisi per questo jet urbano poco convenzionale, disegnato con passione da un team, quello di Luma, che solitamente disegna antifurti, ma con tutta la passione e la cura di chi ha sempre sognato di disegnare caschi che possano essere scelti con intenzione e non per caso.
Il resto lo ha fatto l'engineering di Lem che è riuscita ad industrializzare un prodotto funzionale di discreta qualità e usabile ad un costo decisamente...urbano.

Eh già perchè 89,00 € + iva sono poco più di 100 €, una cifra sicuramente competitiva per il segmento in cui questo jet "robotico" si va a collocare.
Roba da calamitare qualsiasi trentenne con tutti i suoi ricordi di merende pomeridiane direttamente alla cassa in un solo istante con una giravolta spaziale.