Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-05-16 17:50:49 Stampa questa scheda |
Airstream Course
 
Dainese
Azienda:
Dainese
 
Modello:
Airstream Course
 
Tipologia:
integrali racing
 
Prezzo:
369,00 €
 
 
 
 
 
 
 
 

Tempo fa sul nostro forum ci siamo fatti una domanda:
Dainese sa ancora fare i caschi?
I suoi prodotti sono ancora competitivi,o meglio,lo sono mai stati?
Sono mai stati un prodotto strategico per la casa Vicentina?
In base ai risultati del sondaggio (andate a dare un'occhiata ) secondo alcuni i caschi Dainese sono all'altezza del nome che portano mentre secondo altri non sono così importanti per il marchio e ultimamemte sono stati un po...trascurati.

E' inutile infatti sottolineare che la casa di Molvena,ritenuta in molti casi al top per l'equipaggiamento è spesso sottovalutata quando si parla dei caschi pur avendo in catalogo dei prodotti di alta gamma sicuramente interessanti e alla fine, pur giganteggiando comunque in segmenti di mercato quali il touring e l'urban finisce che a volte i motociclisti di un certo tipo, quelli che cercano in pista la loro maggior soddisfazione, spesso si rivolgono altrove dedicando a Dainese la loro attenzione solo dal collo in giù.
Ebbene Dainese ci ha risposto così, inviandoci proprio un "pezzo" racing, questo Airstream Course nella versione monocolore che ci apprestiamo ad analizzare a fondo.

In teoria sarebbe un casco racing,di fatto...anche, solo che ha un aspetto un po' goffo che si discosta notevolmente dai suoi colleghi pistaioli, facendolo sembrare quasi un turista che vuole giocare al pilota.
Eppure, studiandolo bene, mostra soluzioni tecniche e stilistiche così all'avanguardia che molti dei suoi colleghi "magri" possono solo lontanamente invidiare.

D-Tec®,il dipartimento ricerca e sviluppo Dainese ha rilasciato questo prodotto in seguito ad approfonditi studi ergonomici ed aerodinamici che hanno permesso di ottenere un casco che coniuga di fatto le performance di un prodotto racing (sensibilità, leggerezza, immediatezza d'uso) alle caratteristiche distintive di un prodotto touring (comfort,ventilazione,insonorizzazione e sopportabilità nella guida di lunga durata).
Ne viene fuori un ibrido interessante che mostra la sua faccia migliore quando serve senza scontentare mai; certo, se cercate il carattere maschio scorbutico ed intransigente del casco da corsa o la gentilezza estrema del passista rimarrete delusi. Qui ci sono entrambe, col vantaggio che non soffrirete mai nè in circuito, dove questo Airstream, non dimentichiamolo, è pur sempre a casa sua, nè in autostrada,dove si fa ben volere per alcune scelte "alla tedesca" che lo rendono anche un buon passista.

L'elemento più evidente di questo casco è,dicevamo, la forma un po' goffa della calotta, che è però stata studiata nella galleria del vento e le cui due scalfature nella zona superiore contribuiscono notevolmente ad incanalare i flussi d'aria ottimizzando la resistenza e lo scuotimento laterale,in particolar modo alle alte velocità.
L'ala posteriore,vero e proprio mini spoiler, contribuisce a contenere i valori di buffeting (scuotimento laterale) e, secondo la casa, anche i livelli fonometrici, anche se a nostro avviso questi sono contenuti più dalla qualità delle finiture e delle guarnizioni che rendono questo Airstream Course parecchio piacevole.

Altro elemento smaccatamente evidente è la mancanza, sia di prese d'aria sulla parte frontale del casco, sia di estrattori nella zona alta posteriore.
In realtà è qui che il nostro Airstream Course stupisce per l'originalità della scelta; il sistema FFV (Free Flow Ventilation) una volta tanto non è un acronimo utilizzato per far scena ma una vera e propria scelta indipendente ed originale da parte di Dainese. Consiste in un mix riuscito e particolare di soluzioni tecniche (prese d'aria, estrattori, spoiler) e scelta di materiali per gli interni che permettono una ventilazione ottimale e un mantenimento di un microclima che elimina l'umidità senza l'uso eccessivo di prese d'aria che, come sappiamo aumentano i livelli fonometrici soprattutto in caschi destinati alle alte velocità.
Ed è così che nella zona del mento abbiamo gli unici "ingressi" per l'aria del casco che consistono in una fessura orizzontale (apribile facilmente spostando dall'alto verso il basso una placca posta immediatamente sotto la visiera) e in due vere e proprie "narici" (apribili attraverso un meccanismo simile posto all'estremità inferiore del casco che consente di aprire le prese regolando due livelli di flusso).
Riguardo queste narici dalle quali entra la maggior parte dell'aria siamo costretti a muovere un piccolo appunto alla casa in quanto l'azione della leva è un po' gommosa (e quindi leggermente imprecisa) col risultato che non sempre si riescono ad aprire entrambe le "narici" in maniera simmetrica.
Forse il meccanismo (interessante ed unico nel suo ,a vista sotto la copertura trasparente) richiede un po' di rodaggio ma durante il periodo della nostra prova si è rivelato un po' duro da azionare.

La visiera è forse l'elemento più touring di questo Airstream Course.
La qualità dei materiali delle meccaniche e della visiera è buona, quest ultima è ben salda e fissata su guarnizioni di ottima qualità ma lo smontaggio richiede la lettura delle istruzioni e inoltre l'apertura è su 4 movimenti, elemento che significa grande comodità ma che non è di ispirazione corsaiola. Considerati questi fattori, che non sono negativi ma caratterizzanti, ne sottolineiamo uno che è raramente presente in caschi di questa fascia di prezzo e che ci colpisce in maniera nettamente favorevole: si tratta di quella levetta che permette di disappannare il visore sollevandolo di pochi millimetri. Non sappiamo come la chiami Dainese, visto che non ne fa cenno sul suo sito, ma fatto sta che funziona, funziona bene, è presente in tutte le versioni di questo Airstream e se ne trae beneficio in un istante.
Le prese d'aria finiscono qui,ad eccezione di due estrattori che sfruttano l'effetto Venturi e sono posti in basso,vicini tra loro nella zona posteriore, alla fine di un percorso interno che parte dagli ingressi anteriori e passa attraverso le canalizzazioni presenti nell'intercapedine creata nella calotta dal sistema Air. L'aria fa questo giro qui, come in molti caschi ma in maniera molto più efficace perchè viene canalizzata bene attraverso due percorsi distinti: uno laterale, che passa dietro ai meccanismi della visiera, e uno frontale che passa appunto dietro la fronte; in entrambi i casi gli interni in Coolmax Sanitized by Dupont, attraverso la cuffia interna Air traforata, fanno in modo che tutta l'umidità sia assorbita pur rimanendo in presenza di un casco con gli interni affatto spartani, visto che per ottenere questa aerazione non c'è alcun polistirolo a vista.
Mettendo il naso all'interno di questo Airstream Course, infatti, si nota facilmente che la cura è quella tipica di un casco da gran turismo, e non ci sono elementi scoperti tipici dei caschi da corsa.

Continuando il nostro esame della calotta, la zona posteriore presenta un altro elemento inconsueto: un'ala che a detta di Dainese permette di ridurre il buffeting, ossia lo scuotimento laterale della testa. Apparentemente questo elemento in plastica trasparente potrebbe sembrare delicato, ma di fatto non lo è e superati i primi momenti si arriva persino a dimenticarsi della paura di romperlo,anzi,si può provare a stuzzicarlo per provarne la solidità senza sentirlo vibrare.
Scendendo nella zona della nuca, si incontrano nuovamente le griglie dei due estrattori di cui abbiamo parlato in precendenza, ottimamente realizzate e curate nei particolari.
Subito più in basso il bordo del casco che mostra il tessuto interno della nuca,che sconfina verso l'alto come fosse un taglio di capelli a sfumatura alta...una delle poche concessioni bizzarre del taglio di questa calotta che in realtà vive di altri elementi il suo essere innovativa.Ci riferiamo alle due scalfature nella zona superiore e alle due nella zona inferiore che danno come risultato,quando ci si mette alla guida, quello di avere la sensazione di infilarsi in un binario d'aria.
Lo studio ergonomico-aerodinamico nella galleria del vento ha quindi portato dei risultati tangibili.

Dal punto di vista della cura costruttiva questo Airstream Course non ha proprio nulla da invidiare a caschi di fascia superiore. Tutti i dettagli sono estremamente curati e non c'è un elemento che presti il fianco a critiche. Nella nostra versione, monocolore, la verniciatura metallizzata presenta dei flakes di ottima fattura mentre il logo della Casa, presente anteriormente e posteriormente, non è aerografato ma apposto in rilievo in metallo satinato. L'impressione è che in questo caso Dainese voglia comunicare alla sua clientela l'intenzione di dare alla versione monocolore pari dignità rispetto a quelle replica,trattandola come un capo di abbigliamento. Del resto la clientela della Casa di Molvena quando si parla di caschi è spesso più attenta alla sostanza che alle grafiche e questa versione dell'Airstream Course, sebbene sia di ispirazione corsaiola abbiamo il sospetto che la vedremo più in autostrada su qualche gran turismo tedesca che fra i cordoli.

Il casco del resto è di una comodità inusuale per un prodotto da corsa e aldilà del sottomento un po' invadente e "fastidioso" da installare, si adatta davvero a tutti i tipi di conformazioni facciali diventando di una comodità estrema.
Fra gli elementi piacevoli quando lo si indossa,ad esempio, abbiamo quello della superficie dedicata alla bocca, che poggia non sulla nuda plastica ma su uno strato di tessuto traspirante.
Ogni altro dettaglio è curato all'inverosimile,dal cinturino della chiusura a doppio anello doppiamente rivestita in tessuto pregiato alla scritta Dainese FFV posta sul punto di passaggio del flusso di ventilazione, dagli interni veramente ben assemblati alle guarnizioni e alle modanature al davvero ben eseguite.
Insomma è un casco racing per "mai contenti", per tutti quelli che vogliono un casco da corsa ma poi soffrono le soluzioni troppo spartane.
Ecco il prodotto che fa per loro: racing, comodo, curato e silenzioso con l'unico difetto di richiedere una certa pratica per imparare ad utilizzare al meglio le particolari prese d'aria studiate dalla casa,specie quella che apre le simpatiche "narici".
La prova dinamica non fa sorprese: l'Airstream Course è leggero, bilanciato e silenzioso,non si presta a scuotimenti laterali e a turbolenze,insomma un passista che decide di andare a far le corse e ci sorprende, un "gentlmen driver" di tutto rispetto.

Il prezzo di questo racer che ha studiato alla galleria del vento merita un discorso articolato a parte per le 13 versioni (e le 46 livree in totale!!).
C'è una forbice di prezzo che va dai 369,00€ richiesti per la versione monocolore da noi provata, convenientissima, ai 540,00 € della versione Kirishima Bluetooth (nemmeno troppo cara se si guarda ai contenuti e alla concorrenza) passando per i 403,00€ di media di quasi tutte le versioni replica.
Ci accorgiamo che Dainese sta cercando di avvicinare i suoi clienti, evidentemente più tradizionalisti e legati alla sostanza, alle versioni colorate offrendole con un sovrapprezzo veramente ridotto rispetto a quelle a tinta unita, specie se si fa un confronto con le altre case.

Evidentemente l'intenzione dell'azienda Vicentina è quella di ravvivare l'interesse anche per i propri caschi racing avvicinando ai propri prodotti anche utenti più giovani offrendo versioni replica a prezzi convenienti; da qui la scelta di giovani leoni come Simoncelli e di grafiche universali e finalmente davvero piacevoli e aggressive come da tempo non se ne vedevano sui caschi Dainese (una fra tutte quella Mugello o la particolarissima Coguar con la sua trama "honeycomb").
Siamo sicuri che sia la strada giusta perchè il prodotto c'è,la convenienza e la qualità,anche.
Un bentornato ai caschi Dainese, ammesso che siano mai andati via.