Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-05-16 17:50:35 Stampa questa scheda |
Streetstar
 
Berik
Azienda:
Berik
 
Modello:
Streetstar
 
Tipologia:
integrali touring
 
Prezzo:
120,00 €
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa volta testiamo un altro prodotto Berik, azienda che riesce ad unire ad un design fuori dal comune una qualità sempre superiore alla fascia di appartenenza. In questo caso parliamo del casco integrale Streetstar, nome evocativo che mette subito in chiaro le sue attitudini e spicca soprattutto per la particolarità delle sue grafiche ma che nasconde dietro di esse, come è caratteristica di tutti i prodotti della casa fiorentina, anche contenuti concreti. Aldilà di quanto enunciato dalla casa, che lo propone come casco entry level di ispirazione corsaiola, lo Streetstar è un casco tuttofare che fa bene il suo lavoro, un buon handyman, come direbbero gli anglosassoni, su cui fare sempre affidamento nel momento del bisogno.
L'aspetto esteriore è davvero accattivante,le grafiche 2007 abbandonano la livrea semplice e "tutta occhietti" degli anni passati e si dedicano in pieno al perseguimento degli stilemi di quest'anno (vedi la recensione del jet Immortal Player). Su una base nera , comune ai tre colori diversi disponibili, ci sono delle bande longitudinali color oro, rosse o argento e un po' su tutto il casco i classici occhietti dividono lo spazio con ancor più classici Putti di Michelangiolesca ispirazione che danno tanto un aria da "Cappella Sistina" con i quali ed è davvero poco probabile passare inosservati. Ai semafori,infatti, si raccoglie più di uno sguardo curioso, in realtà più da parte dei motociclisti,desiderosi di capire qualcosa in più, visto che non è da molto che Berik è sul mercato dei "full face" e questo qui, sembra qualcosa di più di un casco di fascia media. Tornando alla nostra analisi,di prese d'aria ce n'è sono due, una sulla mentoniera e una sulla fronte; all'esame statico aprendole non sembra che ci sia molto spazio per l'ingresso dell'aria ma vedremo poi nella prova dinamica che è una falsa impressione. Il meccanismo di apertura delle prese d'aria è a scorrimento e sembra un po' esile ma va detto che negli svariati giorni del test non ci ha mai dato problemi anche sottoposto a dura prova.
Alla base del rivestimento della nuca ci sono anche delle piccole griglie fisse di aerazione ad effetto Venturi che lavorano bene di concerto con le scanalature ricavate nel polistirolo della calotta.
La verniciatura del casco è molto accurata (come in tutti i caschi Berik) e non ci sono sbavature o imperfezioni di sorta nei colori; Berik è maestra nel design e nell'accuratezza delle realizzazioni grafiche. In realtà si coglie una continua ricerca dello shock,ma è questo quello che vuole il pubblico Berik, pubblico che la casa fiorentina conosce bene e che raggiunge immancabilmente con ogni sua realizzazione.
Passando all'esame strutturale notiamo che il casco dà un impressione di solidità e sostanza alla prova di "strizzamento" e la calotta in HRT non fa rimpiangere soluzioni più sofisticate ma anche più costose e, in questo caso, superflue. Del resto stiamo parlando di un casco multiuso e non di un race replica che costa qualche centone. La forma è affusolata e nella vista laterale, forse anche merito della scelta dei colori sembra più snello di quello che è poi in realtà; la visiera è in GE LEXAN da 2 mm e poggia su di un'ottima guarnizione che isola il casco ottimamente; per verificarne la tenuta,considerando che abbiamo testato il casco in un periodo soleggiato,abbiamo messo il casco sotto il rubinetto e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla sua impermeabilità; sono filtrate solo alcune gocce nella zona laterale dove c'è il meccanismo di rimozione della visiera; certo non sarà l'equivalente di 100km sotto la pioggia battente ma significa comunque che la guarnizione lavora bene. La visiera si sgancia facilmente senza nessun attrezzo semplicemente tirando una levetta laterale che viene scoperta solo con la visiera in posizione "tutto aperto", poi basta sollevare leggermente la visiera in modo da sganciare i due cursori in contrasto dopodichè qusta viene via; la robustezza del sistema di sgancio ci sembra adeguata e le istruzioni per effettuare l'operazione sono scritte sulla pellicola protettiva, per cui, è importante conservarla per evitare di non andare per tentativi al momento della necessità.
I guanciali sono staccabili e lavabili in tessuto anallergico e traspirante però non hanno il bottoncino automatico per il fissaggio e sono trattenuti in sede dal rivestimento interno in gomma che copre la presa d'aria anteriore che fa da contrasto; togliendo i guanciali viene via anch'esso, per cui,per rimetterli in sede, ci vuole un po' di pratica.
I materiali del rivestimento interno sono morbidi e di buona fattura mentre la chiusura del cinturino è con fibbia e cursore a scatto.
Indossato il casco notiamo la comodità della calzata e un peso in linea con la tipologia del prodotto. Sono infatti 1450 i grammi dichiarati sull'etichetta, peso tipico da casco touring, e sono confermati dalla bilancia.
Avviata la moto,notiamo una buona silenziosità; aumentando gradatamente la velocità rimaniamo soddisfatti dalla scarsa sensibilità al vento laterale, ruotando la testa a destra e sinistra il casco non tende a "tirare indietro" segno che lo studio aerodinamico è stato realizzato con buona cura; la silenziosità è buona, non si sentono fischi o fruscii strani e il casco rimane ben fermo al suo posto senza subire gli schiacciamenti verso il naso che certe volte colpiscono prodotti ben più blasonati.
Un discorso a parte meritano le prese d'aria la cui efficacia a prima vista non ci sembra eccezionale; si aprono e chiudono tranquillamente anche con i guanti ma non si avvertono distintamente variazioni dei flussi in caso di apertura o chiusura però la visiera non si appanna nemmeno volutamente e nel casco non si soffre il caldo; evidentemente alla Berik sono riusciti a creare una ventilazione efficace anche con, in apparenza, poca portata d'aria dalle prese regolabili; una specie di understatement dell'aerazione probabilmente dovuto alle scanalature posizionate all'interno del polistirolo della calotta. Questo secondo noi è sicuramente un pregio, considerato che ci sono alcuni caschi che in caso di apertura delle prese d'aria scaricano una notevole quantità di flussi con conseguenti ripercussioni negative sulla silenziosità.
La visiera si apre con la classica linguetta laterale e si può regolare a piacimento in 6 posizioni (altro elemento che caratterizza questo Streetstar come casco touring),e in tutte le posizioni appare stabile, solida e non tende a chiudersi sotto l'effetto della pressione dell'aria. Anche dopo un uso intenso notiamo con piacere che la qualità dei materiali dei rivestimenti interni e delle verniciature esterne sono di discreta qualità, e il tessuto dei rivestimenti non si sfilaccia con lo sfregamento continuo. Per finire il prezzo. 120,00 euro non sono esattamente pochi ma sono più che giustificati per un prodotto che, come da caratteristica del marchio fiorentino con gli occhietti, denota un perfetto equilibrio fra look and feel, destinazione d'uso e target di riferimento.